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  1. #1871
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Markus sembra non gradire la mia battuta ma vabbè, ormai c’ho fatto l’abitudine al suo musone perenne. Un giorno di questi proverò a tirargli gli angoli della bocca con le dita. Sono certo che non sono di marmo. Quando mi dice di non conoscere le regole gli spiego passo passo lo svolgimento e passandogli le carte che lui sistema a ventaglio davanti al viso e quando anche io faccio lo stesso, la partita comincia «ma ci sto! Chissà magari verrà in mio soccorso la fortuna del principiante» lo guardo con una leggera sfida negli occhi e guardo la mia mano, adoro questo gioco. Prendo una radice di liquirizia che pongo tra le labbra masticandola lentamente, mi aiuterà a concentrarmi mentre studio qualcosa. Quando cambiamo le carte sento Markus esclamare un «e che sfiga!» per poi mollare le carte sul tavolo. Sghignazzo e lo prendo un po’ in giro mostrandogli la mia mano per poi mettermi in bocca una manciata di pinoli. Dei, che fame. Un sorriso spontaneo si apre sul mio viso mentre lo guardo, non voglio che dorma nella vasca, è piuttosto scomoda e mi rendo conto che la posta in gioco era abbastanza sbilanciata. Sto per dirglielo ma è il ragazzo a bloccarmi chiedendomi repentino una rivincita mentre prende in mano le carte e comincia a mischiarle «ma stavolta decido io il mio premio!» faccio un cenno affermativo col capo quando lo vedo sorridermi sarcastico. Inarco un sopracciglio mangiando una manciata di pinoli dopo l’altra, magari ha imparato in fretta, potrebbe divertirlo o magari potrei lasciarlo vincere qualche partita visto che non ne conosce il gioco ancora. «Dunque, se vinco voglio - nhm?» si blocca stranito sembra dalle sue stesse parole per poi voltarsi verso il forno da dove arriva un piacevole odore dolciastro, a quanto pare la torta di pinoli è pronta. Bene. Markus si alza da tavola tutto trafelato raggiungendo il fumo bianco appena visibile «ehm, credo stia bruciando!» dice tirandola fuori e posandola sul tavolo facendo aria con il panno umido. Rido divertito per poi scuotere la testa «sta calmo, è solo cotta!» dico annusando con fame il dolce per poi notare qualche pinolo appena appena più dorato. «Ah no… quello è bruciato.» lo stacco dalla torta e lo metto in bocca facendolo sparire in pochi attimi «ecco, ora è perfetta!» sghignazzo osservando la sua faccia ancora stranita, è buffo... e piacevole. Tiro un grosso sbadiglio mettendo poi la ciotola vuota nel catino «senti… io vado a farmi un bagno perché puzzo come una capra e poi penso che mi riposerò un paio d’ore. Avvisami quando tornano gli altri…» aspetterò una sua risposta e poi mi fionderò in camera dove mi aspetta un bel bagno caldo. Non voglio andare subito a dormire… voglio fare… una piccola capatina lì. Ho bisogno di restare un po’ da solo. Sospirando estraggo dal cassettone qualche abito pulito e comodo da indossare e mi dedico a un bagno caldo. Resto qualche minuto nell’acqua calda dopo essermi pulito e poi mi rivesto con gli abiti puliti asciugandomi per bene i capelli. Dal suo scomparto tiro fuori il mio blocco da disegno e qualche carboncino appuntito e senza farmi notare da nessuno, soprattutto da Markus ancora in cucina, sgattaiolo fino alla superficie. Nel monastero non c’è nessuno e nemmeno nel cortile esterno, perfetto. Lentamente mi avvicino al portone e smuovo in silenzio alcune pietre senza fare casino rivelando una piccola scala a chiocciola nascosta nelle macerie. Scala che non porta altro che al vecchio campanile del monastero. Salgo le scale ricordandomi di coprire l’entrata e arrivato in cima accendo l’unica candela che ho portato con me, la troppa luce potrebbe attirare qualcuno soprattutto ora che è sera. Osservo la parete piena di disegni dietro la grossa campana di ferro e un sospiro malinconico esce dalle mie labbra quando tocco con le dita il ritratto di mia madre e di Cassandra e Myricae accanto. «Risolverò questa cosa, te lo prometto sorellina.» dico sedendomi sotto e iniziando a disegnare in tranquillità una cosa stupida giusto per rilassarmi, credo che aspetterò qui il ritorno degli altri… non ce la faccio a dormire…


  2. #1872
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
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    Scendo le scale seguita dal corvo con il chiaro intento di dirigermi in cucina a recuperare due tazze, una per me e una per Medea, se lei non vorrà scendere in cucina richiamata dal dolce...porterò il dolce da lei!
    Scendo i gradini due a due e raggiungo il piano inferiore dove un buon profumo mi conduce verso la cucina dove trovo Markus da solo seduto al tavolo. Gliocas svolazza davanti a me facendomi strada, per poi fermarsi per appollaiarsi su una delle mensole della sala mensa e nascondere il musetto tra le piume, forse è stanco.
    << Che buon profumo!>> esordisco con un sorriso varcando l'arco che separe le due stanze << l'hai cucinata tu?>>
    Gli rivolgo la domanda mentre mi avvicino al dolce senza toccarlo, nascondando le mani dietro la schiena, vorrei evitare di mostrargli i polsi lividi; quindi prendo ad osservarne la dorata superficie respirandone il croccante profumo,avverto delle note bruciacchiate nel profumo che emana, ma forse è solo una mia impressione, indubbiamaente sembra essere molto buono. Magari l'ha preparato per Daphne per quando rientrerà.
    << Ma... no niente, scusami...sarei indiscreta>> lascio morire la domanda, potrei chiedergli il motivo di tale dolce, ma magari mi giudicherà impicciona quindi immagino e, sto zitta.
    Attraverso la cucina raggiungendo la dispensa dalla quale mi appresto a prendere due tazze, poi chiedo:
    << Ho preparato un infuso antinfiammatorio, camomilla e ippocastano prendo una tazza per me e una per Medea...ne vuoi anche tu? E' ottimo anche solo da bere caldo sai? >>
    Mi volto verso di lui facendogli l'occhiolino senza malizia, diverso rispetto a quel sorriso che gli avevo rivolto durante la festa, questo è semplicemente più semplice e sincero.
    << Il Malloth non è solo un composto medicamentoso, ma è anche molto gustoso!>>
    Mi rivolto per recuperare le tazze, ma ne prendo una, poi la seconda mi scivola di mano mentre cerco di prenderla al volo per non farla cadere , faccio un movimento brusco con il polso , polso che sento debole e stanco, non riesco a reggere la presa mentre un dolore acuto mi prende e, la tazza scivola irrimediabilmente a terra, per fortuna l'altezza è poca e non si rompe...
    << Scusami...>> dico mortificata rivolgendomi di spalle a Markus, << sono proprio un'imbranata..>> concludo mentre raccolgo la tazza e mi appresto a sciacquarla sotto l'acqua.
    Sono proprio una stupida...
    Ultima modifica di DELTAG; 26th January 2016 alle 18:57

  3. #1873
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Medea Euripide



    Torno al pensiero a mia madre ed a quella signora tanto elegante quando la domanda di Keyra mi porta ad osservarla. <<Certo, si chiama Rinie, lei e mia madre erano diventate molto amiche e parlavano spesso, a volte la Lady passava anche semplicemente per parlare con le davanti ad una bella tazza di thè.>>. Sorrido al ricordo delle due Dame intente a parlare mentre sorseggiavano del thè.
    Dalle successive parole di Keyra capisco che quella Dama era proprio sua madre!
    Che strana la vita e, soprattutto le coincidenze.
    <<Anche la mia mamma voleva molto bene alla tua, sai?>> Le dico dolcemente.
    << Chi eri prima di questa guerra? Scusami…voglio dire…ti va di parlarmi di te e della tua famiglia?>>
    Mi domanda.
    <<Ma certo non ho problemi a parlare…>> Le sorrido. <<La mia è… be’, a questo punto mi sa che mi tocca usare il passato…>> Le faccio l’occhiolino, il dolore è sempre presente ma si è affievolito, ora nel raccontare tutto ciò provo solo un'enorme rabbia <<era una famiglia nobile molto fedele a Re Rikard almeno fino a quando quel bastardo di Lantis non ha deciso che alcuni uomini erano dei traditori e li ha uccisi tagliando loro le teste e mettendole sulle piche delle torri del castello.>> Faccio una pausa per riprendere fiato dato che ho parlato molto veloce <<Una di quelle teste era di mio padre… Mia madre saputa la cosa non ha retto e si è suicidata quella notte stessa. Così Lantis ha praticamente ucciso la mia famiglia e per questo non la passerà liscia.>> Aggiungo risoluta. <<Per questo motivo e perché Lantis non è né degno né capace di guidare il nostro Regno voglio contribuire a cambiare le cose… quindi devo migliorare nel combattimento…>> La guardo <<Per questo ho bisogno del tuo aiuto… devo migliorare assolutamente nel combattimento.>>
    Sento che vuole andare in cucina…
    <<Vai avanti, ti seguo tra un minuto>>
    La osservo quindi andare e mi prendo un minuto in cui penso alla mia famiglia e giuro, ancora una volta, che mi vendicherò e sono sempre più certa che ho fatto bene ad unirmi ai Ribelli.
    Mi dirigo quindi in cucina e noto che con Keyra c’è anche Markus… non faccio in tempo a profferire parola che alla rossa cade una tazza.
    Inarco un sopracciglio…
    <<Tutto bene?>> Le domando avvicinandomi a lei.




    ** Ricordi della mamma di Keyra concordati con Deltag
    Ultima modifica di Lilla_20; 26th January 2016 alle 19:25

  4. #1874
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    La torta non è bruciata ma semplicemente cotta ed è lo stesso Andreus a farmi notare questo particolare che per qualcuno abituato come me a cucinare dovrebbe essere scontato. Smetto di sventolare il panno, rendendomi conto di quanto stia risultando idiota in questo preciso istante, e sistemandomi a braccia conserte osservo il ragazzo rubare un pinolo bruciacchiato dalla torta. Dei, ultimamente mi distraggo troppo, si può sapere che cavolo mi prende…? <<Senti… Io vado a farmi un bagno perché puzzo come una capra e poi penso che mi riposerò un paio d’ore. Avvisami quando tornano gli altri…>>. Sbatto le palpebre e lo guardo con un’espressione perplessa poi mentre getto lo strofinaccio sul tavolo gli dico, <<si, io tengo d’occhio la torta in caso venga qualche furbo a mangiarsela>>. In fondo questa è per Shayla, Efrem e Daphne che sono certo torneranno affamati oltre che vittoriosi dalle loro battaglie. Non appena Andreus lascia la stanza afferro qualche avanzo di cibo dalla festa e tornando a sedermi mangio controllando che nessuno tocchi il dolce. Lo stesso corvo di poco fa piomba in stanza seguito da Keyra che annusando la torta mi domanda se l’ho fatta io e poi, guardandomi, biascica qualche parola senza senso... <<L’ha fatta Andreus, io ho solo dato una mano>>, le rispondo, senza badare troppo a lei, e continuo a mangiare ciò che ho nel piatto per tentare di riempire lo stomaco, lanciandole giusto un’occhiata disinteressata quando comincia a spiegarmi che erbe ha usato per una tisana: a quanto pare sono io l’unico sfigato che le sa solo fumare. <<Il Malloth non è solo un composto medicamentoso, ma è anche molto gustoso!>>, medicamen-che? La guardo, stavolta con un’espressione confusa mentre le faccio cenno di “sì” con la testa per la tisana: finché non è roba alcolica mi va bene. Le scivola però una tazza, probabilmente per colpa dei lividi che ha ai polsi, ed inginocchiandosi a terra mi chiede… Scusa? E di che? <<Sono proprio un'imbranata…>>. Mah, contenta lei. Entra in stanza anche Medea - che stranamente è sveglia - e preoccupata che domanda alla ragazza se va tutto bene. Con tutta la classe di cui NON dispongo mi batto una mano sul petto e, stando attento a non centrare niente e nessuno in stanza, faccio un sonoro rutto per liberare lo stomaco. <<Vado a prendere una bara per quella tazza?>>, domando sarcastico, scuotendo la testa, e infilo nel catino d’acqua il piatto sporco. <<Keyra sta bene le braccia mi sembra siano ancora attaccate ha solo bisogno della pozione di Sepyra>>, e anche una botta di autostima! Siamesi, per una tazza - che non si è nemmeno rotta tra le altre cose - ne stanno facendo una tragedia. Squadro quindi Medea ed esclamo, <<Ne trovate in abbondanza in infermeria: Andreus le ha rifatte giusto oggi, abbiamo anche approfittato per ripulire lo schifo che c’era. Ah e quella torta>>, la indico con l’indice, <<Non si tocca: è per Daphne, Shayla e Efrem, e se vedo che ne manca anche solo una fetta… Ci infilo voi nel forno>>. Guardo poi Keyra e cerco di darle una bella arruffata ai capelli pur di levarle quella faccia da funerale mentre le dico con un sorriso, <<ne prendo anche una tazza per Andreus, sempre che il ghiro non stia dormendo già. Grazie per la tisana, comunque>>. Aspettando un sua risposta mentre metto la torta in forno, nascosta da occhi indiscreti, e poi riempio due tazze di tisana lasciando le ragazze libere di spettegolare tra di loro. Arrivato in camera però nonostante chiami più volte Andreus nessuno mi risponde: ehy, non sarà mica annegato nella vasca? Preoccupato poggio le tazzine sul mobile e vado a controllare in bagno, ma anche qui vedo che Andreus non c’è… Che strano, eppure ha detto che andava a dormire. E’ Lucky a catturare la mia attenzione, lo scoiattolo infatti, annusa in maniera frenetica le tasche dei pantaloni di Andreus mentre cerca, inutilmente, di infilarsi all’interno e guardandolo mi viene un’idea: connetto la mente a quella dello scoiattolo dandogli l’ordine di seguire l’odore di Andreus per trovarlo.

    Simbiosi (Esperto) : Avverte le sensazioni ed emozioni altrui ed è in grado di manipolarle, infondendo le proprie. Quindi se l’elfo è in uno stato di calma e la persona con la quale si rapporta è colmo di ira, ritrovandosi sotto l’effetto della simbiosi, anch’egli si calmerà. (ciò vale per tutti gli stati umorali).

    L’animale, dopo un attimo di esitazione, obbedisce al mio comando. Seguo lo scoiattolo fino all’esterno del covo perdendolo di vista quando si intrufola all’interno di un buco in alcune macerie, incuriosito mi avvicino e non mi trattengo dell’esclamare un <<ma che…?>> quando sbirciando scopro esserci un passaggio coperto. Sposto i massi, cercando di non fare troppo rumore, nascondendo di nuovo il passaggio quando sono all’interno e, stando attento a dove metto i piedi, salgo le scale a chiocciola seguendo una luce fioca proveniente dall’alto, probabilmente quella di una candela. Arrivato in cima trovo Andreus concentrato a disegnare e, guardandomi attorno, vedo anche una parete con appesi parecchi paesaggi e ritratti, tra cui quello della sorella, Cassandra De Lagun, che riconosco perché l’ho già visto in riunione. Silenziosamente, con il sorriso sulle labbra, mi avvicino alle spalle del ragazzo per vedere cosa sta disegnando e poi cercando di poggiare il mento sulla spalla che non sta usando per disegnare esclamo, <<uhm bel drago, ma gli mancano le ali ed il fuoco!>>. Se si volterà allora scherzando proverò a premergli il naso con l’indice e ridacchiando gli dirò, <<tana per Andreus>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 26th January 2016 alle 23:38



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  5. #1875
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Lentamente il carboncino scivola sul foglio ma le idee non arrivano, disegno e cancello, disegno e cancello fin quando scocciato non allontano da me il blocco da disegno e il carboncino. Sono troppo agitato e disegnare non mi aiuta a rilassarmi, non mi verrebbe nemmeno un omino stilizzato in questo momento. Sospiro e cerco tra i miei libri sotto alla campana, qualche lettura che possa distrarmi… mal che vada mi darò il libro in testa e resterò tramortito fin quando non sarà tutto finito. Sbuffo rovistando tra i vari libri fin quando non ne trovo uno piuttosto vecchio ma piacevole “Zanna Bianca”. L’avrò letto un numero assurdo di volte ma resta sempre il mio libro preferito, un sorriso mi compare sul viso e un po’ più tranquillo ritorno sotto ai disegni poggiando la schiena contro alla parete. Sento la testa aggrovigliata e forse mi rendo conto di stare a preoccuparmi troppo… Daphne e Shayla sono forti e riusciranno a vincere questa battaglia, avremo un nuovo campo dalla nostra parte, riavremo il vantaggio sui reali e sicuramente anche… anche Efrem sarà fiero di loro. Sì… lui tornerà, io ne sono convinto. Dovessi andare a recuperare il suo culo pesante anche in capo al mondo. Gli voglio bene e solo adesso mi rendo conto che ho sempre sbagliato tutto su di lui, l’ho sempre idealizzato, ero cieco e amavo esserlo così come amavo l’idea che mi ero fatto di lui. Lui è diverso da come mi appariva e forse è questo il motivo per cui lo odiavo all’inizio… sono… sono felice nonostante mi sento scottato da questa cosa. Ho visto cosa dovevo vedere e non cosa io mi proponevo. Voglio bene a Efrem e per tutti questi anni ho preferito una sua immagine rispetto a quello che è in realtà. Sono stupido, sì. Apro il libro leggendo le prime frasi della storia e lentamente nella mia testa appare lo scenario che ho sempre immaginato. Una enorme distesa bianca di neve che si estende a perdita d’occhio dove spiccano i due uomini con la slitta. Lentamente nella mia testa si fa strada l’immagine di un… EH? Perché un drago dovrebbe apparire proprio lì? Scuoto il capo ricacciando indietro il pensiero dell’animale. «Non sono ubriaco.» saranno stati i pinoli forse, ne ho mangiati parecchi. O forse sto lentamente scivolando nella pazzia, magari adesso comincerò a guardare il soffitto e a immaginare chissà cosa. Prendo il blocco da disegno e comincio ad abbozzare qualcosa, mi è venuta un’idea. Lentamente la figura di un drago stilizzato e dalle fauci spalancate prende vita dalle mie mani e ridacchio nel vederlo. Da dietro la campana vedo sbucare Lucky che mi guarda annusando l’aria, lo guardo stupito, pensavo di aver chiuso bene l’entrata, questo scoiattolo riesce a infilarsi dovunque ormai, ma vabbè, non è un grosso problema… fin quando non comincia a rosicchiare il mio libro. Lo afferro per la coda guardandolo contrariato. «No.» gli dico guardandolo negli occhietti neri. Sto per riprendere il disegno quando sento qualcuno soffiarmi sul collo e una testa posarsi sulla mia spalla. «Uhm bel drago, ma gli mancano le ali ed il fuoco!» MARKUS! CHE DIAMINE CI FA QUI? Salto letteralmente in piedi guardandolo in misto tra terrore puro e imbarazzo, ma il ragazzo mi sorride quasi come se si stesse trattenendo dallo scoppiare a ridermi in faccia e mi preme un indice sul naso mentre io incrocio gli occhi per vedere che fa. «Tana per Andreus» dice mantenendo quel sorrisetto «TU SEI PAZZO!» gli urlo quasi come se avessi una crisi di panico «ho rischiato l’infarto!» guardo poi il disegno che stava fissando e lo richiudo di scatto, imbarazzato. Non voglio che lo veda. «E comunque… non era un drago. Ma uno scarabocchio.» dico senza guardare il ragazzo e abbassando gli occhi «credevo di aver nascosto bene l’entrata, non conosce nessuno questo posto…» mi sento colpevole di non so cosa e se non ci fosse questa penombra accompagnata dal mio colorito, a quest’ora si vedrebbe quanto io sia diventato bordeaux per questa situazione…

  6. #1876
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    <<TU SEI PAZZO!>>, mi sento d’un tratto urlare contro, sbatto le palpebre mentre mi scanso e, tenendo il fiato sospeso, osservo il volto del ragazzo che sta diventando paonazzo, probabilmente causa della rabbia. Lentamente il sorriso si spegne sul mio viso perché mi sento in colpa, avverto infatti un nodo stringermi lo stomaco quando la paura di averlo fatto arrabbiare… Mi fa stare male. Che ho combinato stavolta? Possibile che con lui non riesco a farne una sola giusta? Dannazione. <<Ho rischiato l’infarto!>>, dice poi e mi tranquillizzo: che idiota, l’ho solo spaventato piombandogli di colpo alle spalle! Gli sorrido colpevole, alzando lo sguardo che solo adesso mi rendo conto d’aver puntato dritto sul foglio da disegno per tutto il tempo, e tornando a respirare inarco un sopracciglio quando il ragazzo richiude di colpo il blocco da disegno dicendomi che non è un drago ma uno scarabocchio... Eppure a me sembrava proprio un drago. Stranito dal suo comportamento che mi risulta diverso dal solito lo guardo mantenendo il silenzio ed ascoltandolo mentre mi spiega, <<credevo di aver nascosto bene l’entrata, non conosce nessuno questo posto…>>. In sintesi? Ho appena fatto irruzione nel suo posto segreto… Speriamo non mi cacci facendomi volare dal campanile. <<Ti ho portato una tazza di tisana in stanza per aiutarti a dormire ma poi, non vedendoti a letto, ho usato Lucky per cercarti…>>, perché mi sono preoccupato, ma di certo questo non lo dico. <<E… Beh, ti ho trovato>>, concludo grattandomi la barba che, come al solito, sento d’aver fatto crescere troppo. Chissà come mi sta, in tutto il rifugio non c’è l’ombra di uno specchio salvo che in camera di Efrem. <<Se ti può consolare non mi ha visto nessuno ed ho nascosto il passaggio prima di salire>>, aggiungo, per tranquillizzarlo un po’ dato che mi sembra teso quanto una corda di violino, poi, afferrando un libro leggo ad alta voce, <<zappa banca>>, sbuffando quando capisco che c’è qualcosa che non va. <<Nhm. Devo ancora imparare l’alfabeto… Non si nota, vero?>>, chiedo sarcastico rivolgendo un sorriso al ragazzo prima di guardarmi attorno, interessato soprattutto ai disegni. <<E’ carino qui e quel drago che hai fatto mi piace, è parecchio buffo>>, dico guardando il foglio, poi mi alzo in piedi ed andando di fronte alla parete indico il disegno di una fortezza, <<questo è il tuo castello…? Caspita. La mia casa, prima dell’incendio, era grande quanto il tuo gazebo…>>.



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  7. #1877
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Markus sembra riprendere a respirare mentre io cerco di calmarmi, ho fatto spaventare anche lui quindi. Dei, sto come un cactus e sto riflettendo questa cosa anche a chi voglio bene. Ho bisogno di calmarmi, di fare qualcosa e distrarmi assolutamente. Lo guardo ancora imbarazzato ma sentendo la faccia raffreddarsi sempre più mentre osservo i suoi occhi, mi guarda colpevole e io non posso fare a meno che farmi scappare un sorrisetto ironico di finto rimprovero. Non gli voglio male, gradisco la sua compagnia e mi conosco… se fossi rimasto da solo mi sarei arrovellato tutto il tempo su questa situazione «ti ho portato una tazza di tisana in stanza per aiutarti a dormire ma poi, non vedendoti a letto, ho usato Lucky per cercarti…» guardo le sue mani osservando davvero due tazze colme di tisana fumante. L’odore sembra invitante ma non glielo chiedo, non dopo la brutta reazione di poco fa. Sposto il mio sguardo su Lucky che saltella da una parte all’altra della stanza cercando chissà cosa. Lo guardo ridacchiando e torno con gli occhi sul ragazzo, devo avergli provocato un bello spavento sparendo così all’improvviso. Beh, da adesso in poi, saprà dove sono ogni volta che sparisco nel nulla. «E… Beh, ti ho trovato» dice grattandosi la barbetta incolta, non gli sta male a quanto vedo. Mi guarda poi un po’ più serio porgendomi una delle due tazze che prendo tra le mani guardandolo grato. Ne avevo bisogno. «Se ti può consolare non mi ha visto nessuno ed ho nascosto il passaggio prima di salire» respiro con più calma e sento l’ansia di venire scoperto affievolirsi sempre più velocemente. Mi sento come in un turbine di emozioni una più assurda dell’altra e voglio assolutamente scendere da questa giostra. Bevo qualche sorso della tisana dopo averci soffiato sopra e mi siedo a terra guardandolo grato «grazie, Markus…» dico e torno a sorseggiare fin quando non lo vedo raccogliere il mio libro da terra e leggerne il titolo «zappa banca» tossisco per la tisana che mi va di traverso e inizio a ridere sommessamente, è troppo buffo. Non ce la faccio stavolta. «Nhm. Devo ancora imparare l’alfabeto… Non si nota, vero?» scuoto il capo facendo finta di assecondarlo e continuo a sghignazzare sperando di non offenderlo, non voglio che se la prenda a male, alla fine mi sono anche proposto di aiutarlo, non penso debba vedermi come un bulletto qualunque. «È carino qui e quel drago che hai fatto mi piace, è parecchio buffo» dice indicando il mio blocco da disegno ancora chiuso sulle mie gambe. Sto per rispondergli ma il ragazzo si alza e si avvicina alla parete sfiorando i vari disegni appesi sul muro. Ritratti di mamma, Cassandra, Mirycae, Sage… casa. Gaearmir. Ed è proprio quest’ultimo che Markus mi indica «questo è il tuo castello…? Caspita. La mia casa, prima dell’incendio, era grande quanto il tuo gazebo…» mi alzo in piedi e mi avvicino a lui seguendo con gli occhi i contorni del castello dei De Lagun, la fortezza della mia famiglia da secoli. Gli sorrido cercando di tranquillizzarlo su quello che sto per dirgli «quello era il mio castello… mio padre mi ha cacciato, ricordi?» sospiro ormai rassegnato a quel pensiero e prendo il libro da terra e dopo averlo sbattuto con un sonoro colpo sulla testa di Markus, glielo sventolo davanti agli occhi «e non ti permettere più a pronunciare male il nome del mio libro preferito!» dico mostrandogli un finto broncio per fargli capire che la questione di Gaearmir non mi ha dato fastidio. Poso poi il libro sul piedistallo in marmo della campana, vicino agli altri impilati in ordine. Non mi va di metterlo a posto, sto pensando di portarmelo di sotto e leggerlo stanotte, nel letto. Apro poi il blocco da disegno e riprendo a disegnare sul drago ancora a metà mostrandolo poi al ragazzo «davvero ti piace uno sgorbio simile? Sembra fatto da un bambino di otto anni…» sì, coi capelli a porcospino e dalle punte blu, una grossa cicatrice sul viso e soprattutto di ventisei anni…

    *Azione di Markus concordata con Damnedgirl

  8. #1878
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    <<Quello era il mio castello… Mio padre mi ha cacciato, ricordi?>>, mi dice bevendo il tè con il sorriso stampato sulle labbra, sembra quasi essersi rassegnato all’idea di essere stato cacciato da suo padre a differenza dei primi giorni e non so se questo è un bene, dovrebbe lottare per difendere ciò che ama non arrendersi. Evito però di dirlo, perché non so come potrebbe prendere una ramanzina da parte mia, e faccio per voltarmi così da guardare tutti gli altri disegni ma proprio quando fisso con sguardo furente il ritratto dell’arciere reietto un libro mi colpisce in piena fronte ed io, dolorante, mi massaggio la testa osservando con un occhio chiuso ed uno aperto il ragazzo. <<Ahio...>>. Mi ha fatto male. <<E non ti permettere più a pronunciare male il nome del mio libro preferito!>>, esclama con un finto broncio che, nonostante mi faccia male la fronte, riesce a strapparmi un sorriso sincero… Diamine, la botta che ho preso deve aver fatto più danni del previsto! Stranito dal mio stesso pensiero guardo il ragazzo che poggia il libro su un piedistallo ed inarco un sopracciglio quando lui mostrando il disegno mi chiede: <<davvero ti piace uno sgorbio simile? Sembra fatto da un bambino di otto anni…>>.Torno a sedermi vicino a lui e prendendo un foglio vuoto ed un carboncino disegno un drago davvero brutto e poi storcendo il labbro gli mostro il mio “capolavoro”... Nhm, già, forse è meglio se mi do all'ippica! <<Vedi? Questo è uno sgorbio che sembra fatto da un bambino di otto anni, non il tuo!>>, dico sorridendogli con complicità e poi, bevendo un sorso di tisana, indico il libro che ha lasciato vicino la campana: chissà di che parla, ammetto di essere un po’ curioso. <<Vorrei provare a leggerlo senza alfabeto. L’ultima volta ho letto qualche pezzo del “Piccolo Principe” e, tolto qualche strafalcione, non sono andato tanto male nonostante "l'insegnante" fosse diverso>>. Però… L'intruglio che ha fatto Keyra è davvero buono, dovrò chiederle che erbe ha usato perché oltre a piacermi mi ha messo anche di buon umore, non riesco a levarmi questo sorriso idiota dalla faccia. <<Sempre se ti va…>>, mi affretto ad aggiungere rendendomi d'improvviso conto di aver dato per scontato un aiuto da parte sua e poi guardandolo di sbieco finisco la mia tisana prima che si freddi.



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  9. #1879
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Il ragazzo mi guarda dolorante a causa del colpo col libro sulla fronte. Lo guardo colpevole scusandomi in silenzio. Devo dosarmi la prossima volta, sto diventando troppo forte. Non vorrei creare un trauma cranico al prossimo che mi parla. Dopo qualche attimo di esitazione che posso leggere sul volto di Markus, quest’ultimo si allontana dai disegni per venire accanto a me di nuovo e lo osservo bevendo la mia tisana mentre inizia ad armeggiare col blocco da disegno e il carboncino fin quando una forma buffa e scarabocchiata di un drago non prende vita dalle sue mani… parecchio storta e stilizzata rispetto a quella che ho fatto io. Dopo averla terminata, il ragazzo mi mostra la sua… opera comparandola poi con la mia «vedi? Questo è uno sgorbio che sembra fatto da un bambino di otto anni, non il tuo!» scoppio a ridere, gli sono grato per questo buffo quanto strano incoraggiamento. Mi serviva in questo periodo qualche parola di conforto. Mi sorride spontaneamente e io ricambio guardandolo poi indicare il libro di Zanna Bianca sul blocco di marmo. Sembra parecchio incuriosito da testo, mi ricorda quando ero piccolo io e guardai quel tomo sulla scrivania di papà… è forse l’ultima cosa felice che mi lega a lui… oltre alla rigenerazione del medesimo colore e forma. Sospiro silenziosamente cercando di non far preoccupare Markus, ma sembra non accorgersene perché continua a fissare il volume prima di parlare «vorrei provare a leggerlo senza alfabeto. L’ultima volta ho letto qualche pezzo del “Piccolo Principe” e, tolto qualche strafalcione, non sono andato tanto male nonostante "l'insegnante" fosse diverso» oh… gli sorrido felice come un bambino e noto che anche lui fa lo stesso continuando a fissarmi per poi scuotere il capo e bere qualche sorso dalla sua tazza «sempre se ti va…» mi chiede guardandomi da sotto alla tazza mi alzo da terra e vado a recuperare libro e candela che pongo ferma in mezzo a noi mentre io mi metto di fronte a lui. «Certo che voglio!» dico aprendo il libro alla prima pagina e indicandogli il titolo «volevo propormi come tuo insegnante, ma pensavo non avresti gradito… comunque il libro è “Zanna Bianca”!» dico scandendo bene le ultime due parole, chissà chi è stato a fargli da maestro… penso Shayla, anche se non ne sono molto sicuro. Dovrei andare per tentativi, visto che non so dove è arrivato con lei. Volto pagina e inizio a scandire parola per parola «L’oscura foresta d’abeti si estendeva, accigliata, su entrambi i lati del fiume coperto di ghiaccio. Gli alberi erano stati spogliati da un vento recente dei loro rivestimenti di neve, e sembravano curvarsi uno verso l’altro, neri e sinistri, nella luce morente del giorno.» segno il punto dove mi sono fermato col dito e passo il libro al ragazzo «ora continua tu, avanti.» sorridendogli calmo e rilassato… quella tisana mi ha fatto davvero bene…

  10. #1880
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel




    Dei passi mi indicano l’arrivo di qualcuno, quando questo qualcuno mi domanda se va tutto bene riconosco la voce di Medea.
    Annuisco un po’ tristemente rivolgendole comunque un sorriso.
    << Si grazie…mi è solo sfuggita di mano una tazza…>>
    Continuo a lavare la tazza mentre un rutto piuttosto disgustoso attira la mia attenzione
    <<Vado a prendere una bara per quella tazza?>>,
    Markus ironizza sulla questione e io gli rispondo gentile nonostante il rumore molesto e poco educato…:
    << No è ancora intera, niente bara e niente infermeria ..piuttosto un panno per asciugarla…>> gli dico per poi avvicinarmi ad un mobile estraendo un panno di tela grezza e prendere ad asciugare la tazza mentre lui posa il suo piatto nella buca dell’acqua. Prendo a lavare anche quello.
    <<Keyra sta bene le braccia mi sembra siano ancora attaccate ha solo bisogno della pozione di Sepyra. Ne trovate in abbondanza in infermeria: Andreus le ha rifatte giusto oggi>>
    Eravamo li poco fa eppure non mi è sembrato di vederne molta, ma probabilmente ho visto male io, a forza di stare qua sotto sto prendendo la sindrome della talpa con effetto inverso , << abbiamo anche approfittato per ripulire lo schifo che c’era. Ah e quella torta…Non si tocca: è per Daphne, Shayla e Efrem, e se vedo che ne manca anche solo una fetta… Ci infilo voi nel forno>>.
    << Nessuno toccherà la torta, lo prometto >> mi volto verso di lui inclinando la testa di lato mentre giunge verso di me e prende ad arruffarmi i capelli come se fossi un pastore tedesco, arrossisco per il suo gesto, lo giudico molto dolce:
    << Per questa minaccia hai letto per caso quella vecchia favola di Hansel e Gretel? >> gli dico mentre lui mi sorride ed esclama senza commentare la mia ironica frase:
    <<Ne prendo anche una tazza per Andreus, sempre che il ghiro non stia dormendo già. Grazie per la tisana, comunque>>.
    Il nome di Andreus mi fa sussultare, un tempo sarei andata io stessa a portargli la tazza con la tisana ma ora, credo che forse me la tirerebbe solo dietro….
    << Figurati..>> rispondo piuttosto distrattamente, il pensiero di Andreus mi fa stare male.
    Poco dopo lo sento allontanarsi, mi volto quindi verso Medea:
    << Senti… prima in infermeria hai detto che avevi bisogno del mio aiuto per migliorarti giusto? Senti non sono una guerriera come altri qui, non sono nemmeno molto forte a voler vedere, però se ti va, ti aiuto volentieri, farà bene anche a me. Solo una cosa…mi aiuti a sistemare la cucina ? Poi facciamo un salto in infermeria a recuperare un po’ di pozione di Sepyra per te e , poi andiamo in armeria.>>
    Resto in attesa della sua risposta mentre inizio a sistemare un po’ di piatti e bichcieri, gli arretrati della festa precedente.
    Ultima modifica di DELTAG; 30th January 2016 alle 11:03

 

 

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