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  1. #1881
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Da quando mi sono unito ai Ribelli, tolto il pessimo “comitato di benvenuto” e le liti iniziali sento di essere cambiato proprio grazie a loro che con amicizia e, tanta, tanta pazienza, mi hanno aiutato a migliorare me stesso, a diventare un guerriero. Andreus, tra tutti però, è stato quello più gentile, e questa piccola dimostrazione di affetto da parte sua devo ammettere che mi fa piacere: per come gli sono piombato alle spalle poteva tranquillamente cacciarmi a pedate fuori di qui ed invece ha accettato di aiutarmi. <<Volevo propormi come tuo insegnante, ma pensavo non avresti gradito…>>, poggiando la tazza vuota a terra inclino la testa da un lato e lo guardo un po’ perplesso per questa frase: perché pensava che non mi sarebbe piaciuto come insegnante? Casomai il contrario, di fatto non è facile avere una capra come allievo. <<Comunque il libro è “Zanna Bianca”!>>, dice poi, scandendo bene il titolo che memorizzo all’istante proprio per evitare ulteriori libri in testa. Sistemandosi meglio sfoglia il libro fino alla prima pagina e comincia a leggere, mantenendo uno sguardo assorto su quelle parole che lentamente acquisiscono un significato e devo ammettere che Andreus ha proprio una bella voce…<<Ora continua tu, avanti>>, esclama passandomi il libro mentre con l’altra mano tiene il segno fino a dove è arrivato. Per fortuna. <<Ok>>, rispondo afferrando il volume e, lentamente, cerco di mettere in pratica quel poco che ho appreso durante i miei insegnamenti, stando soprattutto attento a non fare quelle orribili pause in mezzo alle parole. E’ stato Efrem a consigliarmi quest’ultima cosa. <<Un vasto silenzio incoNbeRa sulla terra. La terra stessa era una…>>, aggrotto le sopracciglia e batto l’indice sul libro per fargli capire che sono incerto della parola che sto per dire, <<deSlazione, priva di vita, senza movimento, solitaria e gelida nella natura. Era il "WilL", il WilL del Nord, selvaggio e dal cuore gelato>>. Mi interrompo di scatto, infastidito da Lucky che, come un ossesso, vedo che prova ad infilarsi nella mia tasca destra. Sbuffando lo afferro dalla coda trascinandolo via di forza, poi sfilo dalla tasca alcune castagne che avevo dimenticato di aver preso durante la festa e le poggio vicino al roditore che finalmente si decide a stare calmo. Pozzo senza fondo.Torno quindi ad osservare Andreus e, dopo aver ascoltato quali sono gli errori che ho fatto durante la lettura, cerco di sbirciare il resto del libro, alla ricerca di una qualche immagine che però non trovo. <<Uff... Qui non ci sono disegni…>>, borbotto un po’ sconsolato finché non guardo la copertina che raffigura un lupo che ulula alla luna e riflettendo sull’immagine domando al ragazzo, <<il libro di che parla? Di lupi?>>.



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  2. #1882
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Markus si sta rivelando una persona diversa da quella che credevo, beh… devo dire che in queste giornate ho rivalutato parecchie cose su di lui, primo tra tutti è che non è un esuberante ubriacone idiota.


    O almeno non come lo dà a vedere agli altri. Quando gli dico delle mie perplessità riguardanti la mia proposta di fargli da insegnante, lo vedo inclinare la testa e guardarmi come se non mi capisse ed è in quel momento che inizio a sentirmi un po’ paranoico… un po’. Giusto un attimo. Beh, che si aspettava? Quando mi ha chiesto di leggergli l’ascia mi ha guardato come se dovesse uccidermi all’istante. Non è colpa mia. Lo guardo colpevole per poi tornare con gli occhi sul libro, gli indico dove deve continuare e ascolto mentre lui prende a fissarlo un attimo deglutendo prima di continuare. È… piacevole da vedere ed è rassicurante sapere di essergli d’aiuto con questa cosa. Voglio aiutarlo. «Ok» dice per poi prendere il libro e sospirare, cerco di rassicurarlo battendogli una mano sul ginocchio per fargli forza, non lo giudico un caprone ignorante, quindi non ha nulla di cui vergognarsi. «Un vasto silenzio incoNbeRa sulla terra. La terra stessa era una…»
    dice mostrandomi uno dei primi errori, sono sorpreso, non pensavo fosse così avanti visto che da quello che mi ha detto poco fa ho pensato che gli servisse ancora molto allenamento. Deve solo familiarizzare con alcune parole, il resto sta diventando molto abile. Picchietta col dito per mostrarmi la seconda parola che gli suona strana prima di continuare «deSlazione, priva di vita, senza movimento, solitaria e gelida nella natura. Era il "WilL", il WilL del Nord, selvaggio e dal cuore gelato»
    si blocca per un attimo quando lo vedo avvertire un fastidio alla gamba, porta una mano alla tasca tirandone fuori un Lucky affamato che inizia a mordicchiargli la mano. Markus gli porge un paio di castagne e dopo averle prese, l’animale si dilegua in qualche buco lasciandoci nuovamente da soli. Me ne rendo conto solo ora di questa situazione e la cosa non mi infastidisce più di tanto. Normalmente avrei cacciato via a pedate qualcuno da questo luogo, così molti altri luoghi personali o… come preferisco chiamarle io, tane. Ma con lui è diverso… mi fido e non voglio che se ne vada. Scuoto il capo e prendo a correggere i vari errori di pronuncia spiegandone anche il significato dove vedo che il ragazzo mi guarda ancora confuso. Penso non abbia familiarità con le parole complesse ma sta andando bene, con le dovute spiegazioni non saranno un grosso problema. «Uff... Qui non ci sono disegni…»


    dice sfogliando le pagine per poi sbuffare e guardare incuriosito la copertina «il libro di che parla? Di lupi?» gli faccio cenno di sì col capo e gli sorrido a trentadue denti iniziando a raccontare la storia «per fartela breve è la storia di un lupo, all’inizio descrive come due cacciatori del Nord cercano di sopravvivere a un branco di lupi affamati guidati da una lupa e altri due lupi “capo”…» dico facendo il gesto delle virgolette con le dita «i due capi si contendono la Lupa e dopo una lotta, il vincitore dà… il via alla cucciolata, ecco.» mi gratto un attimo il mento cercando di ricordare poi il seguito «della cucciolata inizia a distinguersi un lupacchiotto che lentamente inizia a esplorare il mondo fuori dalla tana e scoprendo piano piano il mondo, un po’ come un bambino che guarda il giardino… da qui inizia la storia vera e propria in cui il cucciolo viene trovato da un gruppo di nomadi del Nord e viene allevato come uno dei cani del gruppo diventando piano piano il loro capobranco e…» Dei, non ricordo poi come va. Guardo per un attimo la candela


    cercando di ricordarmi gli altri particolari «ah sì, scusa! I nomadi cominciano ad avere problemi a causa del freddo e della fame e iniziano a liberarsi di molte cose… no un attimo.» mi gratto la testa rendendomi conto di stare ad annoiarlo col mio parlare incessante. Dei, sono una frana coi riassunti eppure non sono così capra di solito. Lo guardo sperando di non cogliere la noia nei suoi occhi e mi gratto la testa chiudendo gli occhi di colpo mentre sento la faccia andarmi a fuoco per l’imbarazzo «sono una frana coi riassunti!» mi sento bollire… dei che figuraccia…

    *Ho volutamente cambiato alcuni personaggi della storia per renderla coerente con l'epoca in cui ci troviamo


  3. #1883
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Alla mia domanda il ragazzo comincia a riassumermi la storia di questo lupo il cui nome è “Zanna Bianca”, fermandosi per prendere fiato e dare giusto un’occhiata ogni tanto al libro quando non è sicuro di quel che sta dicendo. Mentre parla però, nonostante mi sforzi di sentire la risposta, ogni parola perde tonalità, riesco infatti ad ascoltare solo la prima parte del discorso poi vedo semplicemente quelle labbra muoversi per dire qualcosa che la mia testa non è in grado di elaborare. D'un tratto il ragazzo chiude gli occhi mi avvicino, senza nemmeno rendermene conto, deglutendo e cercando lo sguardo di Andreus mentre sollevo la mano per provare a sfiorargli la guancia con una carezza dolce, appena accennata, quasi come se avessi paura di fargli del male. In realtà temo solo di stare sbagliando. Ogni paura però svanisce quando avverto il suo profumo, sa di limone, ed anche se non è molto forte mi pizzica le narici, rilassandomi, riesco infatti a calmarmi fatta eccezione per il cuore che sento quasi schizzarmi fuori dal petto. Lo guardo, scrutando quegli occhi, e tutto in questa stanza si annulla, le pareti si sfumano fino a svanire lentamente, restiamo solo io e lui illuminati dalla candela. E poi, non riesco a spiegare cosa accade, lo vedo ma i miei occhi non sono qui, le mie orecchie non sentono più niente, mentre le labbra avvertono solo un impulso irrefrenabile di baciarlo. Il suo imbarazzo poi è il colpo di grazia, perdo ogni freno, e con uno slancio provo ad annullare ogni distanza mentre infilo la mano, con delicatezza, tra i capelli del ragazzo e cerco di spingerlo verso di me per poterlo baciare. Solo un bacio.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 31st January 2016 alle 13:22



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  4. #1884
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Fine Ottava turnazione
    Le valutazioni verranno effettuate fin qui

  5. #1885
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Sembra non esserci noia negli occhi di Markus e mi rilasso nel vederlo sorridere mentre parlo, non sono così pessimo coi riassunti allora.


    Ma mai. Mai più. Anche perché la sensazione di aver fatto qualcosa per annoiarlo mi resta. Markus non risponde e per un attimo credo che si sia addormentato di colpo mentre parlavo. Sono un idiota. Scruto i suoi occhi che sembrano brillare di luce propria alla candela e per un attimo l’idea di averlo commosso mi attraversa la mente mentre continuo a fissarli, mi sento cadere per un attimo e mi appoggio al marmo della campana perdendo l’equilibrio. Ma che mi succede? «Markus? Tutto… tutto bene?»



    chiedo preoccupato provando ad avvicinarmi per scuoterlo da questa sorta di torpore in cui sembra piombato ma è il ragazzo a bloccarmi, una sua mano mi raggiunge il viso sfiorandomi con le dita e per un solo, singolo istante sento un brivido percorrermi la schiena. Sento di stare sbagliando, dovrei andare via… dovrei scappare da qui e allontanarmi da lui. Tutto ciò è solo uno stramaledetto errore, noi non dovremmo essere qui, non dovremmo stare qui a parlare in questo modo non dovremmo fare tutto questo. E per un attimo scorgo ancora i suoi occhi… li fissa nei miei e io mi blocco sul mio posto, ogni movimento è fissato da quello sguardo come un blocco di marmo invisibile a gravarmi sulle gambe. Vorrei andare via ma al contempo non voglio, voglio continuare a restare qui, così in questo istante guardarlo, così come lo vedo adesso… Markus, diverso da quello che mi era apparso i primi momenti. Un altro suo dito mi sfiora il viso e i brividi divengo piacevoli, la sua mano si fa più audace e più sento il mio viso andare in fiamme, più questa si muove insinuandosi tra i capelli, carezzandoli dolcemente e annullando le distanze fin quando… come se il tempo si fosse fermato, congelato in quel solo singolo secondo, mi ritrovo col viso di Markus così vicino al mio che sento il suo respiro caldo su di me, le sue labbra con calma quasi infinita si posano sulle mie inebriandomi per un istante.


    Senza spingere, quasi in attesa di una reazione da parte mia, come se non volesse, come se anche lui stesse pensando la stessa cosa. E io… io non so più nulla, mi sento diverso, una sensazione mai provata prima e non so nemmeno se mi piace o meno. Ma ho paura, tremendamente paura. Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare fin quando nella mente non mi appare prepotente il viso di Daphne ed Efrem, fermi a fissarmi come un monito silenzioso, marchiato a fuoco nella mia testa. No. Non posso, è tutto sbagliato. E non voglio, non voglio arrecare questo danno. Cerco di divincolarmi per un attimo fin quando la mia mano, istintiva non scatta a pugno verso la sua faccia spingendolo lateralmente alla mia posizione mentre io scivolo dalle sue braccia rannicchiandomi di fronte. Alzo gli occhi su di lui e noto che mi guarda confuso mentre si massaggia il viso, come se avesse appena realizzato cosa è accaduto.


    «Vattene per favore.» dico con voce rotta scostando lo sguardo altrove, sento gli occhi bruciare e non posso fare altro che sentirmi stupido per questa reazione, perché? Perché? «Vorrei… restare da solo.» mi volto totalmente col corpo,


    non ce la faccio a vedere quegli occhi. Non più…

    *Azione di Markus concordata con Damnedgirl

  6. #1886
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Non ho mai, e ripeto mai, provato qualcosa di simile a questo prima d’ora. E’ una sensazione indescrivibile, non riesco infatti a trovare le parole adatte per questo bacio che, pian piano, faccio sempre più audace, alla ricerca di quelle labbra che, lentamente, sento ricambiare il contatto. E gli sorrido, felice di non aver preso un abbaglio, contento di non aver fatto uno sbaglio in grado di mettere in rischio il forte legame che sento con lui… Chiudo gli occhi e lo bacio con ancora più trasporto. Mi piace il suo sapore. Mi piace il suo odore. Mi piacciono le sue labbra. Mi piace… Lui? Mi stacco appena quando il ragazzo si agita, sta cercando di spostarmi, credo, ed io lo guardo con un’espressione smarrita ma soprattutto confusa nel momento in cui mi sento spingere via con un pugno. Fa male, non la guancia, non lo stomaco che adesso sento stretto in una morsa fastidiosa, non l’orgoglio, ma la coscienza… La consapevolezza di aver sbagliato e perso una persona che per me, adesso, è fondamentale. Ho bisogno di lui, perché Andreus se togliamo lo sfogo in taverna con Efrem - che, diciamoci la verità, è stato più un delirio da alcool - è l’unica persona con cui mi sono confidato, a cui ho raccontato la mia vita senza alcuna vergogna. Massaggiando la guancia lo guardo, lo prego di perdonarmi, di non mandarmi via, ma la frase arriva come una pugnalata al petto, <<Vattene per favore>>. Sento gli occhi pizzicare mentre il senso di colpa per aver ferito Andreus e... tradito Daphne si fa strada in me… Io appena baciato il migliore amico della mia ragazza? Ma che razza di persona sono? Vorrei chiedere scusa, ma ogni frase mi sembra sbagliata, e nonostante provi a parlare non esce alcun suono se non un sospiro rassegnato. <<Vorrei… Restare da solo>>. Ho rovinato tutto. Il ragazzo si volta, non mi guarda più, ma il silenzio che è piombato in stanza non aiuta a coprire i suoni e sento chiaramente Andreus tirare su con il naso… Credo che stia piangendo e so che la colpa è mia. Solo mia. Sono un’idiota. Vado via senza dire una parola, percorrendo a ritroso le scale in maniera tanto lenta da sembrare un condannato a morte, e, non appena esco, copro il passaggio alle mie spalle, guardandolo un’ultima volta prima di allontanarmi. Vedo il Glados in lontananza, ma lo ignoro, probabilmente le ragazze stanno per tornare e… Daphne… Dovrei dirle la verità? “Ehy sai ho baciato Andreus, lo so è il tuo migliore amico e, non prenderla a male, ma mi è piaciuto”. Ok, magari non così o come minimo finisco fritto e poi anche evirato da Efrem. Corro verso il mausoleo, cercando di ignorare quel viso che continua a ripresentarsi ogni volta che chiudo gli occhi, ed arrampicandomi sopra di esso cerco una sorta di nascondiglio per restare da solo. Devo calmarmi. Qui, mentre penso ad una possibile soluzione per chiarire con Andreus, do una serie di colpi ritmici, sempre più forti, al muretto. Ma è come se non sentissi nulla, come se il dolore fosse concentrato tutto dove quelle parole si sono annidate. Sono uno stupido. Le mani fanno male, ma continuo a colpire fin quando non cedono facendomi cadere di peso sul tetto. Do un ultimo colpo... Col pugno dolorante seguito poi dalla testa mentre mi rimbomba in mente la parola "traditore" come una cantilena orribile…
    Ultima modifica di Damnedgirl; 2nd February 2016 alle 00:31



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  7. #1887
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Sono distrutta. Tutta l'energia che ho scatenato mi ha sfinita, è come se non avessi più forze in corpo, le braccia e le gambe tremano, il cuore batte forte ed ho il fiato corto. Quando realizzo che la vittoria è nostra, dei ribelli, quasi casco su me stessa, sulle ginocchia che mi reggono a stento, ma decido di appoggiarmi alla mia ascia, in modo che mi faccia da bastone momentaneo, solo pochi minuti, il tempo di recuperare lucidità <<Onore a te, Baratheon>> Mi volto di scatto verso la voce che si rivolge a me, stringo l'elsa della mia ascia sollevandola, pronta sulla difensiva, ma noto una mano allungarsi verso di me, come a voler stringere la mia con un accenno di sorriso. Resto ferma nella mia posizione, fissandolo negli occhi, ma ancora senza proferire parola. Con un gesto brusco, riporto Pandora in terra e continuo ad osservare il ragazzo con sguardo impassibile, ma non ho alcuna intenzione di raccogliere il suo gesto. Perchè mai dovrei stringergli la mano? Non ci siamo scontrati in un allenamento, non c'è niente di amichevole in tutto questo, lui ha provato ad uccidermi ed io lo stesso. "È un gioco per te?" Parlo senza alzare la voce, calma, come se stessi parlando con un bambino incosciente "Da gente che rade al suolo villaggi interi senza criterio, non potrei aspettare altro. Mio fratello è morto per i vostri giochi. Io non sono come voi, io non uccido senza motivo." Io e Shayla abbiamo vinto, ora mi interessa solo questo, se avessi avuto l'opportunità di togliergli la vita lo avrei fatto, è questo che ci ha chiesto Efrem, è questo che facciamo noi ribelli: nessuna pietà con chi non ne ha avuta con noi ed i nostri cari. "Vattene ragazzino troppo cresciuto e porta i miei saluti al tuo Comandante, digli che ho appena iniziato" L'osservo ancora per qualche istante, prima di raggiungere Shayla. Per fortuna la ragazza sta bene, ha solo una brutta ferita alla spalla, la freccia l'ha perforata e la punta esce dalla parte anteriore del corpo. "E meglio non sfilarla ora, avresti una emorragia. Vieni con me. Voglio dare la notizia a mio Padre, ti presterà soccorso mia cognata, è una guaritrice" Shayla mi osserva e nonostante il dolore della ferita, l'espressione del suo volto mostra felicità, la stessa mia. Ci siamo fatte valere "Ti seguo" ma dopo aver fatto un passo, noto che la ragazza si ferma, mi sembra titubante. "Tutto bene? Ti senti male" mi guarda in viso e cambia nuovamente espressione "No... no, no. Sto bene" La osservo confusa, ma riprendo a camminare con lei al mio seguito, lasciando smaterializzare l'ascia.

    Altura

    Le fiaccole illuminano il viale della magione, tutto tace, tutto sembra essere immerso nella calma.



    Vi sono due guardie all'ingresso del pesante portone in legno, mi riconoscono immediatamente e ci fanno passare entrambe senza storie. Appena entrate, ci ritroviamo nell'ampio vano che conduce al salotto, l'ultima volta trovai là mia madre e Kaleb... e... a proposito di mio fratello, solo ora ricordo la reazione di Shayla al suo ritratto. "Zia"

    una vocina provenire dal corridoio "Samy..." mi chino mentre mia nipote mi corre incontro e la sollevo tra le mie braccia. "Lei è mia nipote" dico a Shayla con un grosso sorriso sulle labbra "Dove sono mamma e gli altri?"



    la bambina mi indica il salotto ed è proprio là che mi incammino, ma trovo solo mia madre e mia cognata Alena "Daphne... per l'amor dei Siamesi. Sei andata in battaglia?"



    Sorrido, lasciando scendere mia nipote, la quale si dirige dritta verso sua madre "Sì... ed abbiamo vinto"

    Entrambe si alzano per venirci incontro e mi lascio andare a due forti abbracci, ne avevo bisogno. "Lei è Shayla, ha combattuto con me." Mostro la sua ferita ad Alena "Puoi aiutarla?" Immediatamente la donna si avvicina e posiziona una mano sulla freccia "Posso? Devo estrarla prima"

  8. #1888
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Medea non risponde subito al mio quesito, le lascio ancora del tempo mentre prendo a sistemare un pò la cucina, resettando il più possibile.
    Rimetto piatti, brocche e bicchieri al loro posto, controllo le scorte di erbe e vedo se è il caso di andare a recuperarne altre, fuori ve ne sono alcune che potrebbero tornare utili.
    Mi volto verso Medea:
    << Ti aspetto in armeria, intanto vado a recuperare delle erbe in superficie>>le dico con un sorriso e quindi mi incammino verso la scala con uno strofinaccio in mano per poter riporre ciò che troverò.
    Mentre risalgo in superficie, avverto dei rumori insistenti, quasi ritmati e, più mi avvicino all'uscita più questi si fanno intensi.
    Quando raggiungo con un pò di apprensione il mausoleo che fa d'entrata al rifugio, sento solo un rumore sordo , un tonfo e poi, il nulla mentre noto che è calata la sera.
    Non ci voleva. Non ho una luce con me, ma forse è meglio così.
    Deglutisco con fatica mentre mi stringo le bende attorno ai polsi ed assicuro lo strofinaccio alla cintura, con circospezione, esco quindi dal mausoleo stando in guardia con le orecchie tese, fuori non vedo nessuno, dietro di me il mio corvo svolazza silenziosamente, lo guardo per poi sussurragli:
    <<Ora io esco, tu resta qui e se vedi qualcosa di strano oppure mi succede qualcosa, avvisa gli altri. Voglio vedere chi o cosa ha causato tale rumore...>>
    Esco nella sera, cercano di fare il meno rumore possibile, trattengo persino il respiro per paura di muovere una foglia, mentre scivolo cauta con la schiena al muro, il cuore martella fortemente nel petto, l'ansia cresce a dismisura, l'attenzione è alle stelle.
    Seguo il perimetro del monastero cercando di avere sempre il muro alle spalle per evitare spiacevoli sorprese, chiamo Gliocas con il pensiero e chiedo lui di volare sopra il mausoleo e sopra il monastero tenendosi a distanza di sicurezza, giusto per poter vedere chi o cosa sia e poi riferire, magari è solo una animale ..
    In caso mi tengo pronta a sfidare chi ha osato avvicinarsi tanto al nostro covo.


    Simbiosi - Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc
    I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni.
    Grado: Esperto
    Ultima modifica di DELTAG; 1st February 2016 alle 17:15

  9. #1889
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Abbiamo vinto... stavolta Raiden non si sta prendendo gioco di me, abbiamo vinto davvero! Riesco a colpire ancora la reietta ed a neutralizzarla ma solo in un secondo momento, quando non sento più l'adrenalina in circolo, mi esplode un dolore tremendo alla spalla dovuto alla sua freccia che mi ha trapassata da parte a parte. Rinuncio a fare qualsiasi cosa dato che non sarei capace ad estrarla senza peggiorare le mie condizioni ed inoltre temo che perderei ancora più sangue facendolo, per cui mi limito a tornare in piedi mentre i reietti ed i reali lasciano sconfitti l'Elysium dato che ABBIAMO VINTO NOI PERDENTI...ok la smetto. "E meglio non sfilarla ora, avresti una emorragia. Vieni con me. Voglio dare la notizia a mio Padre, ti presterà soccorso mia cognata, è una guaritrice" osservo Daphne accertandomi delle sue condizioni e fortunatamente è rimasta illesa, ne sono felice ed ha fatto un bel fritto misto di nemici poco fa, è diventata davvero potentissima. "Ti seguo" le rispondo con un sorriso raggiante, abbiamo vinto ed il padre deve saperlo dopo quello che è capitato a suo fratello, il mondo DEVE SAPERLO si, basta però devo darmi contegno. Muovo qualche passo ma poi realizzo che forse...a casa sua...potrebbe esserci anche l'altro fratello, Kaleb. Un pò mi frena questa possibilità, o forse no... ma forse non è il caso che vada con lei, potrebbe guarirmi Andreus al monastero invece di sua cognata. Sua cognata...sarà la moglie? Può essere. "Tutto bene? Ti senti male" mi guarda ancora in viso e scaccio questi pensieri, in fondo non mi interessa "No... no, no. Sto bene" mi affretto a dirle riprendendo a camminare al suo fianco, richiamo il mio pugnale ed insieme attraversiamo il Glados.

    Altura


    Quando arriviamo nella magione resto per qualche istante meravigliata dalla bellezza del posto, le fiaccole illuminano tutto il viale che conduce fino ad un pesante portone in legno dove due guardie riconoscono Daphne e ci lasciano immediatamente passare. Entriamo in un ampio vano che conduce ad un salotto lussuoso, è arredato molto bene, i Baratheon hanno buon gusto. "Zia" la vocina di una bambina torna a farmi voltare verso il corridoio "Samy..." Daphne la prende in braccio e mi soffermo a guardarla, ha capelli scuri ed occhi identici a quelli di Daphne "Lei è mia nipote" ricambio il sorriso di Daphne "Si nota, ha i tuoi occhi" e gli occhi di tuo fratello anche. "Dove sono mamma e gli altri?" la bimba ci guida fino al salotto dove troviamo due donne, di una spicca subito la somiglianza con Daphne, le distinguono solo l'età ed i suoi capelli biondi quindi deve essere la madre. L'altra invece ha tratti propri, deve essere la cognata "Daphne... per l'amor dei Siamesi. Sei andata in battaglia?" mi limito a restare in silenzio mentre Daphne viene accolta dalla sua famiglia, restando un pò in disparte ed in imbarazzo "Sì... ed abbiamo vinto" spiega la ragazza, mentre le due donne si alzano per abbracciarla. "Lei è Shayla, ha combattuto con me" "Piacere...e grazie per l'accoglienza" guardo entrambe con un sorriso mentre Daphne mostra la mia ferita alla cognata "Puoi aiutarla?" la donna senza esitare si avvicina, sembra una brava donna gentile ed a modo "Posso? Devo estrarla prima" mi avvicino e la lascio fare "Grazie" abbasso lo sguardo imbarazzata, mentre la donna prova a sfilare con un pò di titubanza la freccia senza però riuscirci. Cerco di trattenere le smorfie di dolore anche se PER RAIDEN SE MI STA FACENDO MALE quando sento una voce maschile provenire dal fondo della sala "Faccio io" alzo lo sguardo mentre la donna lascia finalmente la presa sulla freccia ed ho conferma di quello che ricordavo. Kaleb, il fratello di Daphne, è proprio l'uomo che ho incontrato quella notte all'esterno della Maison. Resto a fissarlo, ricordavo bene anche anche quanto fosse attraente, ed abbasso lo sguardo solo quando si avvicina e con un gesto veloce e preciso sfila la freccia dalla mia spalla per poi fermare il sangue, rialzo lo sguardo dopo aver notato casualmente che non porta la fede ed incrocio il suo "Grazie" so dire solo grazie oggi, ma che mi prende? Mi osserva anche lui in silenzio per qualche istante, non si ricorderà di me e starà cercando di capire chi sono e perchè sono lì, non credo abbia sentito Daphne prima, ma poi mi sorride "sono Kaleb, fratello di Daphne" si lo so, ti teneva nascosto "Ciao... sono Shayla" resto per qualche altro istante a fissarlo e poi gli sorrido anch'io.

  10. #1890
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Sandover – casa del vecchio Mago Zedret

    L’odore pungente dei pini e l’aria fredda della mia terra mi investe non appena varco il glados che si spegne dopo qualche istante. Il sole non c'è più, segno che ho dovuto camminare parecchio prima di arrivare qui, camminata che mi ha costato non poca fatica. Dannazione. Stringo i denti avanzando di qualche passo mentre mi reggo su Eden come se fosse un bastone per anziani. Questo portale sbuca poco prima della casa di Zedret, ricordo ancora quando venivo qua con papà da piccolo e come ci sono tornato giusto ieri notte per ciò che ho fatto. Ancora non ci credo… io… io sono diventato questo. Guardo l’anello al mio dito e stringo la mano in un pugno quando questo si illumina di luce propria riconoscendomi come legittimo proprietario. Non dovrò mai toglierlo… mai. Altrimenti tutto ciò che ho fatto stanotte sarà tutto inutile, Nimoe sarà morta inutilmente. Sento d’un tratto le forze venire meno e la gamba lesa cede facendomi cadere in ginocchio. «Alzati.» mi dice una voce familiare mentre mi solleva in spalla aiutandomi a camminare verso l’abitazione. «Grazie Zed…» biascico cercando di aiutarlo senza sembrare un peso morto. Camminiamo ancora per pochi metri fin quando non noto la sua casa poco più avanti, l’uomo non parla, mi trascina fin sopra al primo giaciglio pulito mentre io mi guardo attorno nella stanza fino a scorgere in un angolo, posato alla parete col viso tirato in una smorfia di disappunto, la figura di mio padre. Benor Targaryus si avvicina al letto con le braccia incrociate al petto, «anche io sono felice di vederti, padre.» rispondo con fastidio alle sue occhiate gelide, l’uomo si inginocchia porgendo le sue mani sulle mie ferite, una tenue luce verdognola si sprigiona dai suoi palmi ricoprendo come una patina le varie ferite sparse su tutto il corpo mentre una piacevole sensazione di rilassamento mi coglie quasi alla sprovvista. «Sei un incosciente, Efrem!» dice a denti stretti mio padre guardando l’anello quasi con odio, rabbioso e penso che se non fossi suo figlio, mi avrebbe già staccato il dito di netto, se non tutta la mano. «Ti rendi conto di cosa hai rischiato? Di dove ti sei spinto pur di vincere questa guerra del cazzo?» stavolta i suoi occhi si puntano nei miei, «so a cosa andavo incontro, per tua informazione non sono così idiota come credi!» rispondo duro senza guardarlo mentre le ferite si rimarginano «tu sei idiota. Hai violato una cosa sacra per i tuoi interessi, pensi che ora gli Dei ti lasceranno libero?» risponde lui alzandosi di scatto, Zedret gli cammina accanto osservandoci in silenzio «non m’importa un accidenti degli Dei, così come non m’importa di morire per ciò che è giusto.» mi alzo dal letto ormai risanato mentre gli ultimi rimasugli di patina verdognola rigenerano le ultime bruciature. «Benor…» Zedret posa una mano sulla spalla dell’uomo e quello tutt’un tratto sospira mentre vedo i suoi occhi posarsi su di me, arrossati come se dovesse scoppiare da un momento all’altro. «Sei come lei… sei come tua madre. Testardo e cocciuto come Ysotta…» si siede sul letto guardandosi le mani prima di tornare a guardare me. Resto impietrito, mai avevo visto mio padre reagire così… mai l’avevo visto cedere come ora. «Ho perso tua madre e tua sorella nella stessa sera, ti ho protetto tutti questi anni…» si passa una mano sul viso prima di continuare «vorrei avere il tuo coraggio, vorrei aver avuto la tua forza quella sera… e lo vorrei anche ora. Non voglio perdere anche te… non voglio che anche l’ultimo rimasuglio della mia famiglia vada distrutto da tutto ciò.» le sue mani si posano sulle mie spalle, le stringe e continua a guardarmi negli occhi, fiero e determinato. La quercia di Sandover che mai si è piegata a nulla. «Tu sei mio figlio. Sei un Targaryus e sono fiero di essere tuo padre… tutta Sandover parla di te come un eroe e non c’è nessuno lì che non ti seguirebbe. Siamo con te, figliolo… hai al tuo fianco la tua famiglia, la tua terra e se le truppe di Lantis dovessero marciare fin qui, lotteremo tutti per te, anche a costo di perdere la nostra terra… Sandover appartiene ai Targaryus e adesso, tutti loro sono nelle tue mani.» mi stringe le spalle mentre i suoi occhi divengono lucidi «non ti deluderò, padre.» un sorriso si dipinge sul suo viso per poi mutare in qualcosa di più serio, lo guardo inarcando un sopracciglio mentre Zedret ci porta da bere «giorni fa… è venuto Drako a trovarmi.» il mio volto si indurisce, cosa diamine voleva Drako da lui? «Che voleva?» chiedo guardandolo quasi con rabbia «è semplicemente passato a salutare… credo, non gli ho dato modo di parlare oltre.» in quel momento un forte bagliore bianco irrompe nella stanza accecandomi per un attimo «relato refero Efrem Targaryus.» mi dice Mercur guardandomi impassibile, acconsento col capo e il messaggero svanisce lasciandoci in silenzio. «Buona fortuna figliolo.» mi dice mio padre stringendomi una spalla e spingendomi poi fuori dalla stanza, sto per uscire dalla casa del Mago quando quest’ultimo mi si para davanti «Efrem… fa attenzione d’ora in poi.» non rispondo e mi dirigo velocemente al glados pronto a raggiungere la mia meta «rem tene, verba sequentur.», ho davvero voglia di scoprire chi sarà…



 

 

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