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  1. #2151
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Il petto brucia e il respiro si smorza ad ogni colpo di tosse. Vorrei urlare, chiamare Andreus ma non ce la faccio. La gola è riarsa e anche il solo tossire mi provoca dolori indicibili. È questo che si prova nella morte? Io non voglio morire. Mi stendo di lato facendo affluire aria ai polmoni e lentamente riprendo a respirare, ma ogni movimento mi provoca dolore. Provo ad alzarmi, ma ripiombo al suolo tossendo con più forza mentre un altro getto di sangue esce dalle mie labbra. «Efrem!» la voce di Shayla mi arriva ovattata. Mi lascio muovere dalla ragazza cercando di aiutarla, la testa gira e il petto brucia sempre con più violenza, mi chiama ancora urlando di svegliarmi. Riapro gli occhi a fatica cercando il suo viso prima di accogliere con sollievo la frescura di un panno bagnato sul mio viso. «Acqua. Dammi dell’acqua.» subito la ragazza si precipita verso il tavolo tornando poco dopo con un bicchiere e la brocca. «Ecco, bevi» mi passa il bicchiere e lo bevo con avidità prendendo poi la brocca e svuotandola, anche se buona parte mi finisce addosso. Il dolore sembra attenuarsi e il bruciore al petto affievolirsi. Ma resta lì... A premere con violenza col suo marchio. «Che è successo?» dice fissando perplessa la lettera nelle mie mani. La stringo a me «non lo so… questa lettera è arrivata da… mia sorella…» un altro colpo di tosse mi smorza il fiato e quando mi riprendo, la guardo in volto cercando poi di rimettermi seduto «i dolori sono cominciati poco dopo… e… poi mi hai trovato tu.» il respiro diviene di nuovo roco e prendo un altro sorso d’acqua dalla brocca. A breve non ne rimarrà più…

    *Frasi e azioni di Shayla concordate con Serenarcc

  2. #2152
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    È l'alba

  3. #2153
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Sento un timido calore scivolarmi sul volto mentre qualcosa di morbido e pesante mi giace sulle gambe, apro piano gli occhi e la prima luce dell’alba mi investe…
    Uno starnuto, seguito subito dopo da altri due, Gliocas che giace sul mio grembo si muove e si ridesta.
    Mi scuoto appena, un po’ infreddolita dalla nottata che a quanto pare ho passato qua fuori.
    Ricordo di aver visto Andreus e Daphne varcare il Glados, non so se loro mi hanno vista, ma poi, non gli ho visti rientrare o almeno, non ricordo…mi sa che mi sono addormentata su questa lapide.
    Muovo le gambe, poi mi stiracchio, l’alba è sorta e con essa il nostro destino, destino che è nelle mani di Daphne e Andreus.
    Mi alzo dalla scomoda posizione, molleggio sulle gambe mentre il mio corvo inizia a svolazzare attivandosi. Chissà come farà ad essere così pimpante appena sveglio…se mai riuscirò a parlare con lui, me lo farò spiegare a suon di gracchiate.
    Percorro a ritroso il percorso che mi ha portato li, Gliocas mi segue ed entra con me nel rifugio, scendo le scale e quando arrivo al piano dove si trova la mia camera con il desiderio di farmi un bel bagno caldo per riprendermi dalla frescura, ecco sbucare Lui.
    I primi occhi che incontro in questo mattino così importante, sono quelli di Lui, di Andreus. Indoss ala divisa, è già pronto per la battaglia. Resto ferma ed immobile a guardarlo in silenzio, l’espressione di sorpresa sul mio viso è palese, non mi aspettavo di incontrarlo, ma il vederlo mi fa piacere.
    << Ciao…>> mormoro
    << Mi fai passare?>> mi dice inespressivo mentre si appresta a salire le scale.
    Non appena mi passa accanto, lo prendo per un braccio con decisione e lo trascino indietro, abbasso gli occhi, un ombra attraversa le mie iridi:
    << Fermati…per favore >> la mia voce suona decisa, ma al contempo traspare insicurezza, lui mi guard infastidito:
    << Cosa vuoi ancora? E’ tardi.>>
    << …Lo so… >> sconsolata, lascio la presa sul suo braccio
    << Senti, so che nulla riporterà le cose a come erano e, mi dispiace…>> faccio un sospiro poi continuo << Non posso fermare il tempo, non posso comandarlo, ma al momento è l’unica cosa che vorrei…>>
    Alzo il viso mascherando i miei sentimenti, le mie paure ed i miei timori e gli rivolgo un triste sorriso, non vorrei lasciarlo andare.
    << Torna…tornate per favore… >> i miei occhi si fanno lucidi, so che potrei non rivederlo…lui mi guarda incrociando le braccia al petto, ha un sopracciglio alzato, allungo una mano verso di lui mimando una presentazione sperando che lui l’accolga:
    << Che gli siamesi siano con voi….>> ho un boccone amaro che dallo stomaco mi prende la gola, dandomi la sensazione di soffocare, sto per piangere ma non voglio farlo<< in passato ho sbagliato , ma ora sono pronta a ricominciare, anche con te..se ovviamente lo vorrai…>>, nel vedere il mio gesto, lo vedo sciogliere la rigidità in cui si era chiuso, le sue braccia scivolano lungo i fianchi mentre il suo volto che non abbandono, si rilassa
    << Mi presento, il mio nome è Isyl e….vorrei poterti vedere sorridere di nuovo ..>>
    A queste parole .noto un gesto , allunga la sua mano stringendo la mia:
    << Piacere, Andreus. Lieto di fare la tua conoscenza, Isyl.>> accenna un sorriso, un sorriso che ricambio stringendo con decisione.
    << L’alba ti sta aspettando…fatevi valere guerrieri…>> lascio la mia presa, mi scosto e lo lascio passare, mentre il suo volto si fa serio annuendo alla mia richiesta, resto a guardare fino a quando non sparisce dalla mia vista, solo allora mi accorgo che Glioca ha assistito alla scena ed ora, nasconde la testolina sotto le piume sbirciando appena da sopra la scala. Sorrido ironica al suo gesto.
    << Dai..andiamo. Mi faccio un bagno e poi andiamo in cucina a mangiare qualcosa>>
    Detto ciò si avvicina a me seguendo i miei passi, passo accanto alla stanza di Efrem, sento delle voci, probabilmente sta parlando con qualcuno, meglio non disturbare, credo che non gradirebbe.
    Apro la porta della mia stanza e la richiudo dietro di me, poi mi precipito in bagno aprendo l’acqua, mentre Gliocas va a posarsi sul cassettone ed aspetta il mio ritorno.



    - Frasi ed azioni di Andreus, concordate con Simskingdom
    Ultima modifica di DELTAG; 16th May 2016 alle 20:53

  4. #2154
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Efrem riesce ad aprire gli occhi con enorme sforzo, deve essere stato per molto tempo incosciente sul pavimento dalla pessima cera che ha ma fortunatamente si riprende abbastanza velocemente dopo aver bevuto, sbatte un paio di volte le palpebre prima di realizzare quello che è successo ed il malore che ha avuto, fin quando stringe a sé di riflesso quella lettera macchiata di sangue che aveva catturato la mia attenzione, spero che non siano notizie gravi «non lo so… questa lettera è arrivata da… mia sorella…i dolori sono cominciati poco dopo… e… poi mi hai trovato tu.» tossisce ancora per poi bere un altro sorso d'acqua, mi alzo andando a prenderne altra per poi tornare accanto a lui e porgergliela, sembra volerne ancora "Non sapevo che avessi una sorella, spero che non siano brutte notizie" gli dico mentre gli passo un panno bagnato in modo che possa pulirsi totalmente dal sangue sul viso e lo aiuto a stare seduto, sembra non essere ancora del tutto stabile. Il ragazzo non mi risponde, il suo sguardo devia sulla lettera stretta nella sua mano e poi si fissa sul pavimento, capisco da questo che non voglia parlarne e non insisto, tornando a concentrarmi su questo strano malore che l'ha colpito "Non è la prima volta che ti senti poco bene in questi giorni, ti stai trascurando troppo" gli dico preoccupata tornando ad osservarlo, ma il suo sguardo non incrocia il mio focalizzandosi invece sull'anello che indossa, per poi mostrarmelo sollevando la mano "è colpa sua" mi dice con un'espressione rassegnata, prima di bere ancora "è questo ciò che ho fatto e non ho potuto dirvi. Ma ora non ha senso nasconderlo..." lo sguardo con un'espressione confusa mentre con voce roca inizia a raccontarmi quello che è successo la notte in cui è diventato Gran Maestro, un racconto che mi lascia totalmente senza parole per lo stupore. Lo scontro con Nimoe, la sua successiva sconfitta ed il potere di questo anello in grado di veicolare la scelta dei Siamesi sulla sua persona, ma anche le conseguenze che questo gesto avrebbe potuto comportare e che gli erano ben note "lui mi aveva anche messo in guardia" Zed, che conosco di nome per la sua fama, lo aveva avvertito ma il desiderio di Efrem di fare ciò che era necessario per vincere questa guerra e per contrastare gli altri due Gran Maestri è stato troppo forte, fino ad indurlo a sfidare gli Dei stessi. Un gesto irresponsabile e rischioso, che sta mettendo a repentaglio la sua stessa vita a giudicare dai continui malori, ma se siamo arrivati ad un passo dalla vittoria è anche grazie alla sua avventatezza ed al suo coraggio "Ti sei spinto troppo oltre, non avresti dovuto rischiare così tanto, ma capisco le tue motivazioni e ti ammiro per questo. Devi resistere Efrem, promettimelo. Questa guerra è quasi finita e potrai tornare da Zed, deve esserci una soluzione." Lui mi guarda serio, non sembra confidare molto nelle mie parole, come se il suo destino gli fosse già chiaro "se dovessi morire, guidate questo Regno per me. Fate che io non sia morto per nulla. Dovrei dirlo anche agli altri..." lo aiuto ad alzarsi, ora sembra stare meglio "Ascoltami bene: tu non morirai, chiaro?" gli dico con tono di rimprovero, non deve pensarlo neanche "Guiderai la fazione ed il Regno, renderai Dohaeris un posto migliore. Noi abbiamo bisogno di te, Daphne ed i vostri bambini hanno bisogno di te quindi smettila di piangerti addosso e continua a lottare come ti ho visto fare finora. Non saranno dei malori a fermarti, ti conosco bene"


    *Post concordato

  5. #2155
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Se ho paura di morire? No. Non fuggirò quando sarà giunta la mia ora, non l’ho mai fatto, morirò da guerriero. Ciò che non voglio è morire qui, su questo letto come un qualsiasi vecchio malato. No. Io non voglio morire in questo modo, non voglio morire ora. Morirò sapendo di aver fatto ciò che ritenevo giusto e se questo sta facendo arrabbiare anche gli dei, allora significa che oltre ad essere totalmente folle… è anche la cosa più giusta da fare. Bevo qualche altro sorso attenuando per il momento il dolore al petto che resta però lì a ricordarmi della decisione degli Dei. Devo aver preso il loro odio adesso. Sorrido amaramente, è la mia punizione. Ma non ho intenzione alcuna di piangermi addosso fin quando questi dolori non mi avranno spento del tutto. No. Ho intenzione di lottare fino alla fine. Guardo Shayla quando mi aiuta a rimettermi dritto sul letto mentre mi dice seria «ascoltami bene: tu non morirai, chiaro?» il tono e duro, quasi volesse prendermi a schiaffi anche e penso di meritarli, da tutti anche «guiderai la fazione ed il Regno, renderai Dohaeris un posto migliore. Noi abbiamo bisogno di te, Daphne ed i vostri bambini hanno bisogno di te quindi smettila di piangerti addosso e continua a lottare come ti ho visto fare finora. Non saranno dei malori a fermarti, ti conosco bene» chino il capo mentre quel sorriso ironico e amaro si spegne alle sue parole, «è la mia punizione questa, Shayla. Gli dei mi stanno punendo per aver ostacolato le loro scelte.» la guardo per un attimo prima di rimettermi in piedi anche se a fatica «ma non ho alcuna intenzione di aspettare la morte su quel letto, preferisco morire lottando su un campo di battaglia!» forse questo gli sembrerà il delirio di un pazzo ma è ciò che penso, non ho nulla da perdere «lotterò per questa fazione fino alla fine, non mi vedrete su quel letto.» dico stringendo il pugno «ora ti riconosco.» dice sorridendomi, ricambio il sorriso rimettendomi nel frattempo la lettera di Reneè in tasca. Shayla si alza mettendosi al mio fianco e le faccio cenno che riesco a reggermi in piedi, poso una mano sulla sua spalla guardandola serio «devo… incontrare una persona, tieni d’occhio il rifugio e chiamami immediatamente se Daphne e Andreus tornano dalla battaglia.» spero con tutto il cuore che facciano ritorno «non cacciarti in altri guai per favore» dice seria per poi ridere, mi assicura che presterà attenzione al rifugio e mi lascia da solo. Mi appoggio al letto passandomi una mano tra i capelli sospirando. Non ho tempo da perdere. Bevo l’ultimo sorso d’acqua sentendo un leggero sollievo alla gola rinsecchita, rapidamente mi cambio ma un altro colpo di tosse mi blocca quando mi infilo la casacca pulita. Mi pulisco la bocca con una mano notando piccole chiazze di sangue su di essa. Piego un labbro in segno di fastidio e mi finisco di vestire uscendo finalmente fuori dal rifugio. Sfioro il portale pronunciando le parole di rito e quando esso si illumina lo attraverso diretto alla Zona Neutra…

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  6. #2156
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Il sonno è stato più agitato di quello che credevo, mi sono rigirato nel letto e Lucky che non si fermava un attimo mentre dormiva ha solo peggiorato la cosa. Mi sveglio sbadigliando sonoramente mentre l’animale si infila sotto le lenzuola osservandomi da lì. Sorrido massaggiandomi gli occhi «avanti, alzati.» dico tirandolo fuori dalla coda. Di tutta risposta, lo scoiattolo scende dal mio braccio sgattaiolando all’interno del cassettone, nel suo angolo. Ha già imparato. Sposto lo sguardo sulla mia divisa e deglutisco sentendo un peso gravarmi sul petto. Sta calmo, Andreus… anche se da te dipende da vita di tutta la fazione, dipende la vita dei tuoi migliori amici e dei figli di loro due. DEI. Prendo la testa nelle mani tirandomi i capelli, ma chi voglio darla a bere? Ho paura. Tremendamente paura di cosa possa succedere oggi. Se falliremo… la colpa sarà solo nostra, avremo condannato l’intero regno. Io non voglio… non voglio che tutto ciò accada. Sento il nervosismo farsi sempre più forte nel mio ginocchio che si muove frenetico e portando le mani vicino al naso continuo a fissare quella divisa piegata sul cassettone. Mi chiama, sento come se ne fossi attratto. Io devo, io devo combattere oggi. Lotterò fin quando gli Dei permetteranno al mio corpo di muoversi, proteggerò Daphne anche a costo della vita. Respiro profondamente e mi metto in piedi andando spedito verso il bagno dove mi lavo in fretta e mi vesto con gli abiti per la battaglia. Mi calo il cappuccio sul volto e quando esco… Isyl vuole parlarmi. Non ho tempo e l’ansia che mi preme addosso non aiuta a stare calmo. Le sue parole però… forse toccano qualcosa di diverso, mi rilasso portando le braccia lungo i fianchi e assecondo questo suo tentativo sorridendole alla fine. Non sono ancora pronto a perdonare tutto ciò che ha fatto e credo che non lo farò tanto presto… ma se questo suo tentativo significa davvero voleri ricominciare d’accapo… allora voglio provarci. Voglio darle una seconda possibilità. Annuisco quando mi incoraggia ad andare e in silenzio mi dirigo verso il glados attivandolo quando vedo comparire Daphne «ci siamo dunque…» dirò prima di attraversarlo diretti verso la nostra ultima battaglia…

  7. #2157
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Esco dalla vasca asciugandomi con il telo mentre i pensieri della guerra e della battaglia, non mi abbandonano, Andreus Daphne...lui mi ha dato una seconda possibilità, non ho intenzione di sprecarla, spero ch eentrambe facciano ritorno, in qualunque modo andranno le cose, sarò pronta a combattere e a difendere, non ho paura di morire, anzi, pensavo di esser emorta davanti all'Urthadar...scaccio lo sgradito pensiero, mentre avvolgo il telo ora attorno al corpo, vado in camera, estraggo dal cassetto dei vestiti puliti, la divisa dovrà essere lavata e rammendata, quanto prima lo farò.
    Gliocas si è appollaiato sul cassettone e mi guarda con i suoi occhietti scuri e profondi , poi emette dei suoni, mi sa che ha fame..in risposta il mio stomaco brontola... di nuovo, credo non sia l'unico ad aver appetito al momento, non ho mangiato cibo da quando sono tornata dalla battaglia e, ho bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.
    Mi vesto in fretta, poi asciugo i capelli, sono più lunghi di prima, questo è chiaro, più voluminosi, devo trovare un modo per raccoglierli in modo che non diano fastidio...raccolgo le ciocche più ribelli sul dietro e lascio che quel che resta della lunga chioma ricada morbida su un lato del viso. Allungo un braccio...
    << Andiamo a mangiare qualcosa...>> dico rivolgendomi al mio pennuto amico, quindi esco dalla stanza, avverto dei passi, forse qualcuno sta salendo.
    Raggiungo l acucina, li vi trovo ancora Medea. La saluto con un cenno del capo e, noto che indossa ancora la divisa.
    Le passo accanto: << Ti senti meglio?>> chiedo con un sorriso , ma non so se mi avrà visto o sentito, sembra così assorta.
    Raggiungo la dispensa, inizio a prendere delle mele e qualche banana, poi altri frutti che a guardarli sembrano molto avanti con la maturazione, decido di prendere una ciotola e tagliare tutta la frutta che sta andando a male, così da fare una bella macedonia che, condirò con un pò di limone e zucchero, chissà se anche gli altri gradiranno.
    Finito ciò, la lascio riposare mentre do un pezzo di pera a Gliocas posandolo su un pezzo di carta preso e posato sul pavimento, quindi mi appresto a preparare una tisana distensiva, ho bisogno di rilassarmi per un attimo, potrebbe essere l'ultimo....Camomilla e qualche rametto di valeriana, chissà se funzionerà...

    Ultima modifica di DELTAG; 19th May 2016 alle 21:52

  8. #2158
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Riattraverso il glados lasciandomi alle spalle Lantis e quei suoi modi da grand’uomo. Non mi impressiona, la sua freddezza non mi ha mai sfiorato, nemmeno durante il giudizio di Drako. L’ho sempre e comunque ritenuto un bamboccione seduto su un trono che non gli appartiene. Nulla di più, nulla di meno. Trono che ora gli appartiene sempre meno visto che è Reneè, la mia Reneè la legittima sovrana. Stringo i pugni al solo pensiero di cosa quell’essere abbia potuto fare a mia sorella. Le sue parole mi rimbombano ancora in testa e un conato di vomito mi assale. Mi appoggio a una lapide tossendo con forza mentre un altro spruzzo di sangue esce dalle mie labbra e macchiando la pietra. «Dannazione…» biascico pulendomi col dorso della mano. Scendo lentamente le scale all’interno del rifugio e mi ritrovo a contemplare il silenzio che vi aleggia al suo interno. Prendo un profondo respiro rilassandomi e scendendo più rilassato, Andreus e Daphne dovrebbero già essere partiti. Sospiro… spero solo riescano a vincere. Avremmo lottato per niente altrimenti e io non voglio morire sapendo che questa guerra non ha portato ad altro che sofferenza senza alcuna conseguenza per il popolo. No. Io non voglio che tutto questo finisca in modo sbagliato. Cerco di darmi un contengo rilassandomi, ma il dolore al petto si fa sempre più opprimente e sono costretto a fermarmi vicino alla biblioteca per tossire con ancora più forza. Sta peggiorando… questo schifo sta peggiorando a vista d’occhio. Entro nella sala poggiandomi alla prima sedia libera e solo in quel momento mi rendo conto di non essere da solo. Shayla mi guarda preoccupata continuando a sfogliare il tomo delle casate, mi spingo oltre il tavolo e glielo sfilo sfogliandolo velocemente fin quando non raggiungo la famiglia che mi interessa. De Lagun. Ne seguo le discendenze fin quando non trovo il vecchio Jubert che mi fissa inquisitorio. Ancora ricordo le parole che mi rivolse una sera quando andai a farlo ragionare su suo figlio. Un porco. Mi aveva definito un porco che aveva traviato suo figlio facendolo diventare il “mostro” che è oggi. Giro la pagina scoprendo con non poca sorpresa anche il ritratto di Andreus accanto a quello di sua sorella. «Dunque aveva ragione. Non l’ha cancellato in tanti anni…» le ripasso il libro riportando le pagine alla famiglia Bolton e la guardo posando il mento tra le mani «direi allora che se ce l’ha fatta il vecchio Scoglio di Gaearmir a dare una seconda chance al figlio, puoi benissimo provarci anche tu, dico bene?» le mostro il mio solito sorriso sfrontato, mi aveva accennato giorni fa che avrebbe seguito il mio consiglio. Ora sono curioso…

    *Azioni concluse su Shayla concordate con Serenarcc

  9. #2159
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel




    Termino di preparare la tisana, il suo profumo dolciastro ha la capacità di rilassarmi al solo sentirne i fumi.
    Resto per un ‘attimo ad assaporare il suo profumo, poi quando si intiepidisce, prendo una tazza e ne verso un po’, lasciandone da parte qualche tazza per gli altri, magari sentendo il profumo della camomilla ne saranno attirati. Prendo una ciotola dove metto un po’ della macedonia e il resto lo lascio coperto nel luogo più fresco del rifugio, almeno si conserverà senza tropi problemi per qualche ora. Raggiungo il tavolo e mi siedo a consumare il mio pasto.
    L’alba fuori è già sorta, chissà se avranno già iniziato a combattere…
    Sorseggio la tisana mentre Gliocas svolazza per la cucina cercando attenzione e portandosi quindi accanto a me sullo schienale di una sedia…
    << Non puoi fare così Gliocas…se ti vede Efrem ti polverizza, non vuole…>> dico memore dell’ultima volta in cui mi è stato detto di non portarlo con me in mensa e cucina e, Lysa se non ricordo male, lo ha allontanato in malo modo tirandogli contro qualcosa….ma anche lui ha fame e ha diritto di mangiare e poi non sporca…almeno..per il momento è stato bravo….
    Consumo il mio pasto e porto tutto nella buca dell’acqua, lavo ciò che ho sporcato e risistemo quello che c’è in giro. Mentre meccanicamente sistemo le erbe e gli oggetti, penso a questa guerra, a cosa mi ha portato qui a combattere tra queste file, a come tante cose sono cambiate, a partire dalla mia sete di vendetta e, dal rapporto con mio padre…ma prima che giunga la mia fine, che sia per mano nemica o meno, devo parlare con lui, con il mio Nemico….Gordon Leithien…solo allora potrò dire di aver finalmente voltato pagine. L’odio che provo per lui non ha mai smesso di bruciare, non ho mai smesso di maledirlo persino contro i suoi stessi Dei, ma è ora che metta un punto, che la pena sia o meno la mia stessa morte. Voglio andare dai Saggi, devo sapere da lui la verità. Capire se mio padre ha mentito per ritrovare sua figlia o se invece per una volta, per quell’unica volta è stato realmente sincero.
    Dovrei avvisare qualcuno della mia assenza, forse Efrem…non credo mi cercherà nessuno….ma no…non voglio disturbarlo, già gli ho rubato del tempo con l’allenamento…dovrei forse lasciare un biglietto d’addio per i ragazzi? Non so come si metteranno le cose dinanzi ai saggi ma conosco le conseguenze se dovessi usare armi o poteri in quella parte di mondo contro Gordon…il problema è che non posso prevedere la mia reazione.
    Guardo poi Gliocas, mi spiace lasciarlo qui e da solo, ma non voglio mettere in pericolo anche lui…dovrei affidarlo a qualcuno in caso che io non faccia ritorno …o forse sarebbe meglio lasciarlo decidere da solo…faccio così, lascio un biglietto a Efrem, anche lui ha un animale con se, magari capirà.

    Raggiungo velocemente la biblioteca, con l’intento di prendere un pezzo di pergamena e dell’inchiostro e scrivere giusto due parole, non servono spiegazioni, sarebbe troppo complicato,ma quando arrivo sento delle voci, vi è qualcuno…mi affaccio appena, vedo Efrem e Shayla intenti a sfogliare un libro, resto a distanza ad osservarli mentre mi si stringe il cuore… se me ne vado ora e ..se non faccio ritorno… è come se li stessi tradendo, se stessi tradendo ciò per cui ho deciso di combattere, ciò per cui Andreus e Daphne stanno rischiando tra i ghiacci dell’Adamantem…dietro di me il mio pennuto amico sbatte le ali gracchiando, mi volto verso di lui, non sa che forse questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vede, si avvicina strofinando la sua testolina sul mio viso, forse vi è una lacrima solitaria, non voglio dire lui nulla, lui non è mio, lui è libero, gli animali di solito percepiscono più delle persone e forse ha capito che qualcosa mi sta tormentando. Un dubbio. Ora come ora però, ho bisogno di confrontarmi con Gordon, voglio chiarire questa parte di vita. Isyl vuole sapere, devo farlo.
    Mi avvicino piano ai due giovani seduti al tavolo, vedo una pagina dell’libro che stanno sfogliando, sembra essere il libro delle casate, di sicuro vi sono anche io tra quelle pagine…non ricordo però di avermi mai vista ritratta nel tomo..ma poco importa, non posso restare, non al momento.
    << Scusate se disturbo ragazzi…>> dico accennando un sorriso << se volete in cucina ho preparata un’insalata di frutta e della tisana rilassante…>> mi tormento nervosamente l’orlo della maglietta prima di fare un respiro e continuare , sarebbe stato più semplice per me lasciare un biglietto, non sono mai stata troppo brava con le parole :
    << Sentite…ecco…io dovrei assentarmi, devo andare dai Saggi, vi chiedo un favore se potete..>> cerco gli occhi di colui o colei che mi osserveranno per primi << ..potreste prendervi cura di Gliocas? Mangia poco fa la guardia e non sporca…>> aggiungo inclinando il capo imbarazzata per la richiesta <<…a quanto pare, si è affezionato al rifugio ..>> dico, probabilmente passerò per stupida in questo momento, ma il mio volto cupo parlerà chiaro, ho la simbiosi, potrei allontanarlo senza problemi, ma non voglio è un amico anche se possiede due ali e due zampe, non merita di essere trattato così. Resto in silenzio per un ‘attimo, guardo i due giovani, ma non riesco a trattenermi oltre.
    Sto facendo una cosa che potrebbe essere giusta perIsyl , ma sbagliata per Keyra e per loro, il punto sta a chi darò ascolto quando sarò davanti a Gordon se questo accetterà di incontrarmi.
    Arretro velocemente, senza attendere una risposta, ho paura di quel che potrebbero chiedere, magari tutto, magari niente, non so come mi vedono loro. Gliocas mi segue:
    << Non venire con me, resta qui…per favore..>> gli dico con la voce tremula, poi esco dalla biblioteca e non appena salgo le scale, corro velocemente verso l’uscita e ..in un lampo mi trovo in piedi davanti al Glados, ho l’impressione di aver volato…possibile? Scuoto il capo per cancellarne l’impressione , per poi sfiorare con la mano la liquida superficie…
    << Rem tene, verba sequentur >>


    Levitazione/volo - Volo


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    Ultima modifica di DELTAG; 21st May 2016 alle 10:47

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Quando esco dalla stanza di Efrem mi ritrovo quasi senza accorgermene in biblioteca, non ho appetito ed il monastero è praticamente vuoto senza quei due casinisti di Andreus e Daphne, Medea e Lysa non so neanche dove siano, Markus è ormai sparito da un sacco e penso che se la sia data a gambe, Keyra tende sempre ad isolarsi con quel suo corvo nonostante i tentativi di farla integrare nel gruppo. Mi siedo e sul tavolo vedo ancora il tomo delle casate che stavo sfogliando con Andreus, scorro le dita sulle pagine, leggo nomi familiari o meno, casate importanti o ormai decadute, alla fine mi ritrovo sui Bolton e mentre mi soffermo sul ritratto di mia madre vedo Efrem entrare nella stanza senza notarmi e buttarsi sulla prima sedia che incontra come un sacco di patate. E' ancora provato, si vede dall'espressione del suo viso, sono ancora preoccupata ma è inutile chiedere ancora, ormai so cosa è causa di questi suoi malesseri e che per ora può solo continuare a lottare. Si avvicina e mi sfila il libro dalle mani con la sua solita delicatezza ed inizia a sfogliarlo fino a raggiungere la casata De Lagun, probabilmente vuole conferma di quello che Andreus ha detto riguardo a suo padre ed alla decisione di non diseredarlo e schierarsi addirittura con noi, sembra anche lui sorpreso, evidentemente questo scoglio di Gaearmir era più testardo di quanto potessi immaginare «Dunque aveva ragione. Non l’ha cancellato in tanti anni…» gli sorrido mentre mi ripassa il libro riportando le pagine ai Bolton, osservando curioso i ritratti con la testa poggiata tra le mani «direi allora che se ce l’ha fatta il vecchio Scoglio di Gaearmir a dare una seconda chance al figlio, puoi benissimo provarci anche tu, dico bene?» sorride in modo sfrontato come suo solito e scoppio a ridere, sembra più tranquillo, distrarsi gli fa bene "Si, direi che un tentativo si può fare" osservo i ritratti dei miei nonni, lui sembra più giovane qui rispetto a quando l'ho incontrato "quando abbiamo parlato in Neutra mi ha raccontato dei suoi tentativi di avvicinarsi nel corso degli anni, sembrava molto rammaricato per non essere riuscito a recuperare il rapporto con mia madre prima che morisse, sperava di riuscire a farlo almeno con me. L'ho odiato, ma poi Andreus mi ha fatto riflettere. E' un gran testone quel ragazzo, ma aveva ragione" giro la pagina, tornando al ritratto di mia madre "Credo che lei sarebbe felice di questa scelta, ha sempre desiderato tornare ad Asshai ma non ne ha avuto mai il coraggio. Sarà il primo posto dove andrò dopo la guerra, quando vinceremo e finalmente non sarà più nelle sporche mani dei Feralys" concludo, senza alcun dubbio nella voce, sono certa che sarà così. << Scusate se disturbo ragazzi…>> alzo lo sguardo, Keyra è appena entrata nella stanza e sembra avere un'espressione strana, preoccupata << se volete in cucina ho preparata un’insalata di frutta e della tisana rilassante…>> sembra agitata, continua a tormentarsi la maglia ed a guardarci come se volesse dire qualcosa di importante, sto per ringraziarla per averci preparato quello che ha detto, ma riprende a parlare << Sentite…ecco…io dovrei assentarmi, devo andare dai Saggi, vi chiedo un favore se potete...potreste prendervi cura di Gliocas? Mangia poco fa la guardia e non sporca…a quanto pare, si è affezionato al rifugio ..>> la osservo perplessa senza sapere esattamente cosa dirle, siamo in guerra ed un corvo non è esattamente una priorità per noi al momento, non appena torneranno i combattenti andremo a reclamare il trono, se tutto andrà bene, e non credo proprio che vorrà portarselo dietro. Tra l'altro sembra quasi un addio il suo, spero che non si stia mettendo nei guai, dai Saggi non dovrebbe correre rischi. Per il momento comunque, se sta qui buono senza fare danni, posso dare un occhio che Lysa non lo mangi per pranzo, magari. Esce senza attendere una risposta e torno a guardare Efrem, probabilmente anche lui è rimasto stranito da questa richiesta, fin quando il corvo non va a posarsi su uno scaffale poco distante "basta che non si azzardi a lasciarmi qualche souvenir in testa, altrimenti lo faccio arrosto" scherzo, scoppiando a ridere.

 

 

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