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  1. #2171
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    E' sera

  2. #2172
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Sono ancora sull'entrata della cucina con Gliocas quando , con un gesto della mano Efrem sembra volermi invitare al loro banchetto
    «accomodati e mangia pure con noi, ho cucinato per tutti.»
    Lo osservo e faccio un cenno con il capo per ringraziarlo prima di vedere che si porta una mano alla bocca coprendo un violento colpo di tosse…«prima che lo chiedi, no, non sto bene.» aggiunge serio mentre io continuo a guardarlo con sospetto e preoccupazione, annuendo alla sua risposta «... quell’uccello non ti può aspettare fuori? Non ho intenzione di sentire gracchiare mentre mangio.»
    Assecondo la sua richiesta senza dire nulla, mi volto verso la mensa mi abbasso e poso Gliocas a terra,<< Stai li >>, poco dopo è Shayla ad intervenire:
    "Puoi dargli qualche briciola qui fuori, avrà fame anche lui" mi volto verso di lei con un dolce sorriso, ha ragione, avrà fame anche lui e, sono felice che l’abbia detto intervenendo in favore del volatile.
    Mi rialzo e vado verso la buca dell’acqua, mi risciacquo le mani e poi prendo un pezzo di carta raccogliendo qualche briciola recuperata , per poi tornare dal corvo e posare tutto a terra fuori dalla cucina, ma nella mensa, senza essere d’intralcio ad eventuali passaggi di piedi.
    “Sembri a disagio, rilassati... non abbiamo mangiato lui e non mangeremo neanche te" vedo la ragazza farmi l’occhiolino, simpaticamente arrossisco e annuisco e… si, mi sento decisamente a disagio per quel che stavo per fare e che per fortuna non ho fatto.
    Torno quindi verso i due e, prendo posto a tavola servendomi con del cibo.
    "hai fatto presto, tutto bene?"
    La domanda arriva a bruciapelo, cosa rispondere? Effettivamente non sono stata via molto, ma avrei anche potuto non farvi ritorno, la osservo:
    << Si..ho fatto presto…credevo persino di non tornare e….ed invece sono qui. Diciamo che mi sono allontanata per chiudere il conto con il passato.>> dico mentre infilzo un pezzo di carne profumata per poi addentarla con gusto.
    << Molto buono direi, è da tanto che non mangiavo carne, ma a questo profumo ho ceduto, complimenti.>> un nuovo boccone di carne allieta il mio palato , poi mi volto verso Efrem:
    <<Come mai non …stai bene..? Quella tosse che hai, mi sembra molto brutta>> dico preoccupata per le sue condizioni, fino a ieri sembrava star bene ed oggi ha questa tosse, magari è solo influenza, però non ci giurerei, quando me ne sono andata prima, mi è parso di vederlo molto stanco e non pienamente in salute…non so se risponderà o mi tratterà con i suoi soliti modi, però io ho voluto chiedere comunque, sul serio sono preoccupata, come lo sono per Andreus e Daphne…anzi, per loro lo sono ancor di più.
    Ultima modifica di DELTAG; 6th June 2016 alle 16:27

  3. #2173
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Isyl si decide finalmente a mollare quell’uccello e dedicarsi a ben altri animali… quelli dotati della parola. Sollevo un sopracciglio, nervoso mentre metto in bocca un altro pezzo di carne, il sapore è ottimo e devo dire che nonostante questo male che mi sta divorando dall’interno, devo dire che le mie doto culinarie sono rimaste integre… tranne che per i tremori che non accennano a smettere. «Sembri a disagio, rilassati... non abbiamo mangiato lui e non mangeremo neanche te» sogghigno voltando lo sguardo in alto dove noto la coda di Ruiny strisciare prima di sparire tra gli scaffali stracolmi di oggetti. Non penso si sarebbe fatto problemi a divorare quel corvo. Isyl si convince e dopo essersi riempita il piatto e aver dato da mangiare all’altro, si unisce a tavola con noi. Tossisco un paio di volte massaggiandomi il petto, ma non faccio altro che aggravare la cosa, il bruciore aumenta e quando mi slaccio la casacca scopro con orrore una enorme chiazza rossa e viola formarsi all’altezza del cuore e crescere visibilmente. Bevo a grandi sorsate dalla brocca e richiudo la maglia scostando, lievemente scosso, lo sguardo sulle due mentre parlano di ciò che ha fatto Isyl. Sembra che non voglia parlare della cosa e per quanto mi insospettisca, non credo abbia spifferato ai quattro venti dove ci troviamo o qualche nostro piano. A cosa le servirebbe? Se vincessero i reali, saremmo comunque morti e ho notato che tiene molto ad Andreus… perché tradirlo? «Molto buono direi, è da tanto che non mangiavo carne, ma a questo profumo ho ceduto, complimenti.» sorrido soddisfatto, non sono uno dei migliori cuochi di Dohaeris, ma me la sono sempre cavata grazie a mio padre. Quando ha lasciato l’esercito, stava fuori giorno e notte per mantenere la famiglia e il casato coi commerci di legna. Verso i dieci anni ho iniziato a cucinare anche per lui, odiavo vederlo tornare stanco e affamato e non volevo essere un peso per lui. «Non è la mia specialità, ma me la cavo.» dico finendo il mio piatto e alzandomi per andare a ripulire tutto nel catino con l’acqua. Il contatto col gelo mi rilassa facendo per un attimo svanire il bruciore che ormai si sta irradiando per tutto il corpo. Torno in sala e la rossa inizia a fissarmi «come mai non… stai bene? Quella tosse che hai, mi sembra molto brutta» mi guarda preoccupata e io ricomincio a spazientirmi. Storco un labbro tossendo nuovamente, il sangue si posa sulla mia mano e la chiudo a pungo prima che possano vederla… sto sempre peggio. «È solo un colpo di freddo, non morirò per un mal di gola.» dico secco tonando al tavolo, Shayla mi guarda anch’essa preoccupata prima di parlare «per questo...mal di gola» dice enfatizzando l’ultima parola, non penso gradisca la mia scelta di non parlarne così apertamente. Non m’interessa. Non ho intenzione di essere compatito, né ora, né mai. Non serve a nulla. «Potresti provare ad usare un po' di pozione di Sepyra, magari può aiutare...» la guardo a metà tra lo scettico e lo stupito, non ho alcuna idea di cosa l’uso della pozione possa comportare su di me, ma l’ultima volta la magia curativa di Andreus ha alleviato i dolori prima che ritornassero. «Si potrebbe fare un tentativo…» dico sospirando, ho rischiato la vita varie volte, questo male non mi spaventa. «L’ultima volta i poteri curativi di Andreus hanno alleviato il fastidio.» mi muovo a passo lento verso la mia stanza «se avete intenzione di provare, portatemi una dose in camera… devo sistemare le ultime cose prima dell’esito… qualunque esso sia.» non attendo risposta e mi avvio alla mia stanza. Qualcosa di bianco spunta da sotto la porta, la apro trovandovi sotto un biglietto. Di chi è? Le parole di una canzone che conosco abbastanza bene scorrono veloci sotto i miei occhi mentre il ricordo della prima volta che la sentii riaffiora. La voce dolce di Daphne mi risuona nelle orecchie come se la stessi sentendo per la prima volta. Non le ho mai confessato che la notte in cui si mise a cantare, io ero dietro la sua porta ad ascoltare.

    Are you the One?
    Ho trascorso anni ad illudermi che fossi tu, le mie speranze erano a senso unico, ma persistevo, tu eri sempre con me anche se non lo sapevi ed ora che ti ho… rischio di perderti perché non so cosa voglio da me. Perdonami Efrem, non avrei mai dovuto dirti quelle parole l’altra notte, anche se sono ancora confusa su questi bambini, non ho alcun dubbio su quello che voglio da te. Ti aspetterò sempre.
    Tua Daphne

    Stringo tra le dita la lettera mentre un sospiro dolce e amaro fuoriesce dalle mie labbra «torna da me… ti prego…». Sono stato uno stupido, un grandissimo idiota, non avrei mai dovuto reagire così l’altra notte. Non avrei dovuto usare i miei poteri per spaventarla così… non lo merita. Mi siedo al tavolo raccogliendo la testa tra le mani e dopo un altro, forte, colpo di tosse, resto a fissare quella canzone, quelle parole così dolci. Distolgo lo sguardo portandolo le mani sugli occhi, distrutto da tutto questo «sono io... ti amo Daphne…»

    *Frasi e azioni di Shayla concordate con Serenarcc

  4. #2174
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    La ragazza con titubanza si unisce a noi dopo aver allontanato il corvo, conferma la mia prima impressione ossia che le parole che ci ha rivolto prima di allontanarsi dal monastero fossero una sorta di addio, pensava di non tornare. Dice di aver chiuso un conto col passato ed anche se vorrei chiedere di più, considerato che conosco la sua storia ed il suo odio per lo sterminatore di Clan, preferisco non insistere, almeno non in questo momento, sembra non volerne parlare. Efrem sta sempre più male, dopo l’ennesimo colpo di tosse intravedo una chiazza rossa e viola molto poco rassicurante all’altezza del cuore ma si affretta a coprirla imbarazzato e scocciato. Non dico nulla, rispetto la sua decisione di non volerne parlare più per non mostrarsi debole e sono contenta che si sia fidato tanto da farlo con me, spero solo che tutto questo possa avere un epilogo differente da quello del quale è ormai convinto. Probabilmente la mia proposta di usare la pozione è una stupidaggine, davanti all’ira degli Dei una manciata di erbe magiche può fare ben poco, ma se è vero che la rigenerazione l'ha aiutato almeno ad alleviare il dolore forse conviene tentare. Si alza dopo aver ringraziato Keyra per i complimenti sulle sue capacità culinarie e si dirige verso la sua stanza per prepararsi al rientro dei guerrieri ed all’assalto al Castello che seguirà a questa battaglia, accettando di provare con una dose di pozione. “Gli porto la pozione e provo a dormire un po’, ci aspetta una giornata impegnativa. Riposa anche tu, sarai stremata” chiudere i conti col passato è sempre emotivamente destabilizzante, dormire e schiarirsi le idee le farà bene. Esco dalla sala e raggiungo velocemente l’infermeria afferrando una dose di pozione da portare ad Efrem, busso alla sua porta e quando apre noto che ha un foglio tra le mani ma mi limito a dargli la pozione e rivolgergli un sorriso, raccomandandogli di riposare. Raggiungo finalmente la mia stanza, prima di dormire ho intenzione di coprire nuovamente questo rosso che non vedo più adatto al mio viso, così prendo la tinta e la stendo velocemente sui capelli lasciandola agire per il tempo necessario. Con ancora la poltiglia in testa mi accorgo di un foglio bianco accanto alla porta a cui non avevo badato quando sono entrata, così la raccolgo e ne leggo incuriosita il contenuto.

    Sei sempre una stronza con la faccia da baldracca, ma sei una stronza con la faccia da baldracca alla quale voglio bene, ed ho intenzione di continuare ad insultarti ancora per tanti anni. Ci rivedremo, Shayla, come faresti altrimenti senza di me? E poi piaci a Kaleb, ti costringerò ad accasarti con lui, perché mio fratello… è mio fratello. Con tutto il mio affetto. Daphne
    Scoppio a ridere come un’idiota leggendo le parole di Daphne, mentre uno “stronza” più affettuoso che arrabbiato si fa strada nella mia testa. Le voglio davvero bene anche se non sono brava a dimostrare queste cose e non riesco a nascondere un velo di commozione per queste sue parole. Torneranno ne sono certa, ho intenzione di replicare ai suoi insulti ancora per molto tempo e fargliela pagare per lo scherzetto all’Altura, di aiutarla se deciderà di portare avanti questa gravidanza con o senza Efrem, non permetterò che resti sola in ogni caso, anche se ha già Andreus ed una famiglia solida alle spalle a sostenerla, una famiglia che mi ha accolta senza pregiudizi e fatto capire di desiderare un legame come il loro. Vorrei che anche Kaleb continuasse a far parte della mia vita, sempre se avrò una vita dopo questa guerra e se lui lo vorrà ancora, in ogni caso non ho intenzione di correre, voglio essere certa di non sbagliare con lui, di potergli dare quello che merita e di essere quello che vuole davvero, il tempo chiarirà i dubbi che mi sono rimasti… il suo bacio ha per un attimo annullato tutti questi pensieri ma voglio essere razionale, per una volta. Ripiego la lettera e mi guardo intorno, forse prima del loro rientro dovrei preparare le mie cose per lasciare questo posto ma in realtà… non ho nulla da portare con me, tranne la mia collana e questa lettera. Sono arrivata qui con solo un vestito volgare e poche monete d’oro simbolo della persona che ero, andrò via con l’armatura della fazione che appoggio, senza un soldo ma sicuramente molto più ricca di prima. Quello che mi hanno insegnato qui ha plasmato la persona che sono ora e lo porterò sempre con me.

  5. #2175
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Porte dell’Adamantem

    Precipito chiudendo gli occhi e sentendo il suono della pelle della principessa Esperin che si squarcia, se fosse stato un altro contesto non le avrei mai fatto del male, ancora ricordo il suo sorriso, la sua paura di far scoprire Caramel alla sua septa e la sua gioia quando ha iniziato ad affezionarsi, non dimenticherò mai quel sorriso. Ma adesso è tutto diverso, questa guerra ci ha messo gli uni contro gli altri e lei, la persona che mai avrei pensato di vedere aldilà di quel baratro, adesso è mia nemica e come tale dovrei trattarla. Atterro sul terreno venendo attutito dalla neve fredda e soffice ma non ho tempo di lamentarmi, devo mettere distanza da lei e dalla reale davanti a lei. Ma non riesco a muovermi in fretta che la ragazza si volta correndo verso di me e mirando a colpirmi a una spalla, sto per spostarmi ma la stessa tattica usata dal marito mi coglie in pieno, ma stavolta un turbine d’acqua che mi raccoglie con violenza sollevandomi e schiacciandomi al suo interno. Sento il petto comprimersi sotto i colpi dell’acqua e il fiato mancarmi. Sento le ossa rompersi e urlare diviene impossibile, ogni fiato mi muore in gola a causa del dolore che via via diviene sempre più violento. Vengo risputato poco distante, l’acqua che impregna i miei vestiti diviene via via più fredda a contato con la neve irrigidendo i miei muscoli tossisco cercando di sollevare il capo e osservarmi intorno… è finita… noi abbiamo… abbiamo perso. Abbandono la presa su Gaya che piomba nella neve accanto a me e cerco di sollevare il braccio per coprirmi il volto quando il rumore di passi che si avvicinano e una voce maschile non mi distrae «Andreus…» Ryuk. Non ho alcuna intenzione di degnarlo di uno sguardo ma la sua voce mi arriva diretta nelle orecchie «stiamo arrivando al vostro rifugio, siete circondati» decine, milioni, miliardi di spilli mi trafiggono il cranio perforandolo attraversando ogni fibra del mio essere e bruciare, bruciare come non mai all’interno, il mio corpo si ribella, si agita e mi costringo a stringermi la testa nelle tempie mentre cerco di non urlare, il dolore al petto si fa sempre più violento e mi ritrovo a stringermi la testa mentre dalle mie labbra le grida escono soffocate. Il sangue risale lungo la gola riversandosi nella bocca e bloccandomi il respiro, tossisco ma ogni movimento si fa più pesante, il dolore aumenta. Sono senza fiato. Sto per morire. Sgrano gli occhi mentre le lacrime mi rigano il viso nel vedere poco distante il corpo di Daphne che giace al suolo «ci rivediamo all’alba» è l’ultima cosa che sento prima di urlare ancora dal dolore, un dolore che cresce nella mia testa. Sento il cranio esplodere mentre lui si allontana verso la sua donna a terra anche lei. Premo la testa nella neve soffocando le grida mentre i conati di vomito risalgono dallo stomaco. Con le ultime forze che mi restano striscio nella neve verso Daphne e Cassandra, che strisciando come me si avvicina a noi, richiamando a me i miei poteri curativi. Io… non le lascerò morire, io voglio che vivano. Che continuino a vivere. Il dolore si affievolisce e mi muovo più in fretta senza capire cosa lo abbia fermato. Arrivato davanti a Daphne guardo con terrore lo squarcio che si apre sul suo ventre, ben peggiore del braccio mancante... i bambini... NO. «Resisti, Daphne!» urlo ponendo una mano su di lei e una su Cassandra e concentrando tutte le mie forze per curarle entrambe… mi interessa solo di loro. Non c’è più nulla per cui lottare ormai, voglio solo che la loro vita sia salva. La vista mi si annebbia dopo poco e sento il dolore alla testa divenire nuovamente violento prima di lasciarmi andare al mio stesso peso nella neve fredda…

    *Azioni concluse su Daphne e Cassandra e azioni di quest'ultima, concordate con Eclisse84 e Mary24781

    Rovina di Gaya ---> Forma dormiente
    Difesa e recupero:
    Rigenerazione: Avviene tramite tocco (Maestro) - Rigenera ferita di entità grave o mortale.

  6. #2176
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    CASSANDRA DE LAGUN

    Ad Adamantem

    Sento la pelle lacerata, non sono riuscita ad evitare lo scudo di Daphne e ho segni di ustione su tutto il corpo. Sono a terra, stremata ma non solo per la battaglia, non solo perchè abbiamo perso: è finita. La guerra, questo orrore che non doveva mai avverarsi a Dohaeris è terminato. O forse no? Mi trascino verso mio fratello, ogni passo e movimento è lancinante, mi sento come se mi avessero frustato con mille fulmini. Le parole che Ryuk rivolge ad Andreus sono preoccupanti: il rifugio dei ribelli è circondato! Lo guardo, mentre digrigno i denti fino quasi a sanguinare, una rabbia smisurata cresce dentro di me e vorrei tanto poterlo colpire a tradimento, mentre si occupa di Ada ed Esperin ma... non è da me, non sarei io. Ha lottato per la sua fazione, ha vinto e ha combattuto in modo onorevole. E io gli sono sopravvissuta per la terza volta, immagino quegli imbecilli dei bardi a ricamarci qualche cantilena. D'un tratto mio fratello si contorce dal dolore, sgrana gli occhi su me e Daphne, sembra soffrire molto. "Andreus!" esclamo verso di lui, finalmente raggiungendolo. "Andreus, dimmi qualcosa ti prego!" gli dico sempre più preoccupata. Non capisco, è ferito ma non in modo così grave, le sue gambe sono fuori uso ma non è stato colpito in un organo vitale. Forse non ho visto, probabilmente non l'ho visto! "Fratello, sono qui!" ma sembra non ascoltarmi ed invoca Daphne, riesce a toccare entrambe e ci cura con il suo potere prima di perdere i sensi. Sta male e ha pensato a me e lei, incurante che un uso del suo potere può aggravare la sua condizione. Raccolgo la testa di Andreus tra le mia braccia, la poso sulle mie gambe. Sono in ginocchio, sto bene e sono in forze. Non gli permetterò di lasciarmi, non gli permetterò di andarsene ancora. Non qui, non oggi. "Andreus ti prego parlami! Andreus!" ripeto disperata. Le lacrime scendono copiose dagli occhi che mi bruciano, non mi darò mai per vinta per lui, non con la guerra finita, non con la nostra famiglia finalmente riunita. "Non mi sono mai arresa per te, fratello, non ho intenzione di iniziare adesso!" singhiozzo mentre evoco tutto il mio potere curativo. Poggio le mie mani sulla fronte e lascio che faccia il suo corso. Finito l'incantesimo, mi volterò verso Daphne: "Perdonami per come mi sono comportata in battaglia, ma... dovevo farlo, non potevo permettere che Adamantia morisse a causa del mio cambio di fronte. Come avrai sentito, dovremo combattere ancora al nostro ritorno. Lantis non ha intenzione di mollare e i soldati dei Leithien saranno già al rifugio". Mi caricherò Andreus sulla spalla e aspetterò che Daphne mi conduca al loro... al nostro rifugio.

    Difesa e recupero:
    Rigenerazione:
    Avviene tramite tocco (Maestro) - Rigenera ferita di entità grave o mortale.

  7. #2177
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Resto ancora interdetto a fissare la lettera di Daphne e quel peso che mi grava sul cuore continua a crescere. Scosto lo sguardo ripiegandola davanti a me quando vedo entrare Shayla con una fiala in mano, sicuramente è la dose di pozione per tentare di farmi stare meglio. La ragazza si limita a sorridermi e posare la boccetta di fianco a me prima di raccomandarmi di riposare. La ringrazio bevendo tutto d’un fiato l’intruglio e sentendo quasi immediatamente quella condizione di sollievo identica a quando Andreus mi ha curato. Ma nulla. Guardo la chiazza sul mio petto che ormai ha raggiunto anche l’altra metà dell’addome, ma niente. Non diminuisce. «Beh… direi che almeno ci abbiamo provato…» dico con un sospiro amaro richiudendomi la casacca mentre sento la gola bruciare nuovamente dopo un colpo di tosse. Un’altra persona entra in stanza e stavolta è Isyl che regge una tazza con qualcosa di fumante all’interno «ti ho portato un po' di questa tisana... so che non è molto e magari non riuscirà a farti star bene... però potrebbe aiutarti...» posa la tazza sul tavolo di fronte a me rivolgendomi un sorriso e poi si scosta, come se dovessi attaccarla. «Riguardati per favore...» il tono è dispiaciuto e nonostante le abbia detto già di detestare certe cose, non dico nulla, non mi va più di infierire adesso. «Riposati un po' e... vedrai, Andreus e Daphne torneranno sani e salvi... ho fiducia in loro...» stringo i pugni sotto al tavolo sentendo un nodo allo stomaco stringersi sempre di più quando sento quel nome. Scosto lo sguardo, nervoso alle sue parole, non posso fare a meno di nasconderlo. «Senti... a proposito... grazie per le tue parole in armeria... è grazie anche a quelle se, al cospetto dei saggi non ho ucciso Gordon Leithien.» quindi è lui che doveva incontrare. E adesso capisco le sue parole in biblioteca, era certa di morire nella zona neutra a causa delle leggi dei Saggi. Sospiro e torno a fissare i miei occhi nei suoi prima di prendere la tisana e portarla alla bocca «ti ringrazio per il pensiero, spero non ci sia un secondo fine con questa tisana.» dico in tono leggero, scherzando un po’ sulla cosa prima di rivolgerle un sorriso per ringraziarla «mi fa piacere esserti stato d'aiuto in armeria e soprattutto che le mie parole non siano state sprecate. Hai fatto la cosa giusta e sono certo che gli dei avranno già ideato la giusta punizione per lui. Anche perchè non ci saresti mai riuscita da sola» questo posso dirlo per esperienza personale ormai. Bevo un sorso e il liquido caldo scende in gola un po’ a fatica a causa dei bruciori della malattia. Il mio sguardo si fa serio, voglio che capisca quanto sto per chiedergli, non sto più scherzando e non ho intenzione di farlo più. «So che tieni molto ad Andreus... quindi, per favore, stagli vicino.» non ho idea di come lui potrebbe reagire, potrebbe odiarmi per averlo tenuto all’oscuro ancora una volta, come lo farà Daphne… non li biasimo. Forse farmi odiare risparmierà loro tutto il casino. La ragazza annuisce seria «lo prometto.» dice poi sicura «senti scusami per tutti i problemi che ti ho causato...» alzo la mano come per farle capire che non c’è più alcun problema e scuoto il capo in risposta «sii felice Efrem... te lo meriti, e... se posso fare qualcosa per te ... lo farò volentieri» non rispondo, mi limito a sollevare un labbro in un mezzo sorriso. Quando la ragazza esce fuori dalla sala, termino tutta la tisana lasciando la tazza sul tavolo e vado in camera poggiandomi alla parete lungo il percorso. Le gambe iniziano a intorpidirsi e sento i muscoli bruciare in buona parte del corpo. Mi libero dei vestiti lasciandomi addosso solo i calzoni e mi infilo sotto le coperte tossendo vigorosamente. Spero solo che il dolore finisca…

    *Frasi e azioni di Isyl concordate con DELTAG

  8. #2178
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon
    -Adamantem-

    In questo istante potrei essere morta. Dopo il colpo di Ryuk il dolore che ho sentito è stato talmente forte, che ogni cosa attorno a me si è annullato, ho perso le forze, le avevo investite praticamente tutte nello scudo. L’unica cosa che mi da la certezza di essere ancora in vita è la sensazione fredda della neve sulla pelle, il viso immerso nel manto candido che probabilmente si è colorato del mio sangue. Abbiamo perso? Probabilmente sì, a cosa servirebbe alzarmi ora, per cosa devo lottare ancora? I miei bambini… forse loro sono già ai campi Elisi, non riesco a dubitarne, non riesco più a pensare… ad avere anche solo la volontà di muovermi. Mi era già successo di sentirmi così, quel giorno in cui Andreus e Cassandra mi trovarono in quella stanza, avevo il capo chino, il viso ustionato e tanto casino nella testa. Ed ora? La mia unica consolazione è che la mia famiglia starà bene in ogni caso, io… io ho perso ogni cosa o forse sono solo troppo pessimista. Ho perso una battaglia nella quale avevo posto ogni speranza, probabilmente ho perso l’uomo che amo e non solo lui. Una forte sensazione mi investe, sento la pelle pizzicare, ogni centimetro della carne del mio corpo sembra percorsa da una energia a me familiare, quella di Andreus. Quando riapro gli occhi il primo viso che incontro è il suo, è bianco come la neve che lo avvolge e Cassandra lo sta soccorrendo. Mi metto a sedere velocemente e porto i capelli del ragazzo in dietro per liberargli il viso. Ancora lui… ancora loro con me dopo tutto questo tempo ed allora recupero la lucidità che avevo perso poco fa, cosa mi rimane? Mi rimane il legame con il mio amico, con una parte di me che gli ho lasciato e finalmente Cassy è tornata da lui, tornata da noi. "Perdonami per come mi sono comportata in battaglia, ma... dovevo farlo, non potevo permettere che Adamantia morisse a causa del mio cambio di fronte. Come avrai sentito, dovremo combattere ancora al nostro ritorno. Lantis non ha intenzione di mollare e i soldati dei Leithien saranno già al rifugio" Non dico nulla, non replico alle sue parole, so come è fatta ed anche io ho le mie grosse colpe, l’ho colpita col mio fulmine, l’ho fatto senza rifletterci due volte con l’istinto che ha prevalso su ogni cosa. Porto una mano alla sua e le sorrido, mentre l’aiuto a sollevare Andreus ed a metterglielo in spalla. Mi incammino verso il Glados e ne attivo la magia, pochi istanti e torneremo a casa… almeno fino all’alba.


    -Lacrima Mundi-
    Il mio sguardo si sofferma su ogni angolo attorno a noi, schiere di soldati si annidano ovunque, non si nascondono neanche, riesco a distinguere le varie uniformi e le armi che ci puntano contro da lontano, ma non attaccano, si limitano a tenerci d’occhio. Mi domando come abbiano fatto a scoprirci “Entriamo” dico a Cassandra con voce decisa “Non è il momento di pensare a loro” La conduco in un punto che si trova esattamente sopra l’infermeria, anche lei possiede il teletrasporto e la vedo già affaticata dal peso del fratello, non esattamente leggero. “Giusto due piani più giù c’è l’infermeria, resta in linea perpendicolare” lascio che il teletrasporto scinda il mio corpo in parti infinitesimali, per poi ricompormi proprio nel punto che le ho detto, mi sposto di pochi passi e sistemo il letto sul quale adageremo Andreus, aspetto che Cassandra lo porti qui e ci dedicheremo entrambe a lui.

    Teletrasporto del proprio corpo
    Maestra: Può portare una persona con sè in una vasta area

  9. #2179
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Grazie all'intervento di Andreus e Cassandra, entrambi e Daphne recuperano tutta la costituzione.
    Gli arti danneggiati ritornano funzionanti.

  10. #2180
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