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  1. #211
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Keyra
    Isyl Tinnuviel

    Esco dal rifugio spingendo la pesante porta in legno della catacomba avendo prima cura di ricoprire l’entrata segreta con la lastra guardiana e, finalmente i miei polmoni si riempiono di una nuova e fresca brezza, vento del nord che porta con se una leggera frescura e il profumo della pioggia, probabilmente da qualche parte sta piovendo.



    I miei piedi avvolti in sandali in cuoio calpestano con un crepitio le foglie e l’erba secca che dominano questa foresta di silenziose lapidi, un cimitero apparentemente abbandonato. Sopra di me il cielo ha assunto i colori della Signora notte con il suo manto trapunto di stelle, quale spettacolo migliore per ritrovare se stessi e scaricare l’adrenalina accumulata.



    Cammino lenta guardandomi attorno circospetta, cercando un posto dove allenarmi ma, aggirandomi tra le tombe noto dei cumuli di terra smossa, improvvisamente mi tornano alla mente le parole di Efrem :
    - Quindi… beh, su di loro è calato il sipario…- quando si riferiva ai ragazzi che purtroppo non ho più visto militare tra le nostre file.
    Sarei curiosa di smuovere questa terra per provare la mia teoria, ma non mi sembra il caso, a volte la verità può portare ad una morte più certa che per causa di una battaglia e, al momento non posso permettermi di rischiare e perdere la testa. Ho un obbiettivo da portare a termine.
    Ignoro momentaneamente la questione su Efrem rivolgendo però una muta preghiera al supremo Eolo affidando a lui e ai suoi silfi le anime erranti di coloro che giacciono qui in questo cimitero, per poi oltrepassare la zona aggirare il monastero e ritrovarmi sul retro dove; un laghetto dismesso illuminato dalla timida luna e una panchina malconcia, come del resto la parte superiore della struttura; attendono i viaggiatori erranti…proprio come me…in fondo cosa sono io se non una viaggiatrice errante in un territorio ostile?
    Non sono più la figlia di Lord Galador Tinnuviel,…
    Non sono più quella spensierata ragazzina dai folti capelli rossi …
    Non son più la primogenita del disonore...
    Non sono più la giovane donna promessa sposa ad un uomo scelto da mio padre…
    Non sono più Isyl Tinnuviel.
    Osservo la superficie argentea e melmosa di questo specchio d’acqua, chiudo gli occhi cercando dentro di me le mie certezze separandole dalle incertezze, cerco la solitudine, quella solitudine bella e struggente che riesce sempre a far emergere dal profondo la vera me, l’essenza del mio carattere mutevole ed impetuoso; nonostante io domini il vento cerco una connessione con tutti gli elementi naturali, il mio essere nata di razza elfica porta proprio questo vantaggio.
    Non uso la simbiosi, al momento non serve, è il mio spirito che devo rafforzare.
    Raccolgo i lembi della mia veste che sfiorano il terreno, trattenendoli nella cintura legata in vita, cintura nascosta dal rimborso del purpureo tessuto lasciando scoperta una buona porzione di gambe avvolte da calzari intrecciati e, recito una formula arcana ed antica che spesso uso per risvegliare i miei sensi, una formula scritta a caratteri dorati su un vecchio trattato di alchimia letto nella biblioteca di mio nonno associata a dei precisi movimenti simili ad un rituale di danza, simili a quelli della danza delle vergini vestali di Solumquae .Chiudo gli occhi attivando l’udito, non solo quello fisico, ma anche spirituale per poi recitare nella mente la nenia.

    Vorrei dal vento impararne il vitale respiro, la mia anima;
    - espiro -
    Vorrei dal fulmine lasciarmi condurre per raggiungere meandri remoti della mente che non conosco, attingere alla sua energia;
    - alzo le mani congiunte al cielo per poi ridiscendere all’altezza del cuore -
    Vorrei dall’acqua trarne la sua infinita pazienza, far fluire in me la forza purificatrice ;
    – pollice ed indice di entrambe le mani a contatto, formo un rombo nel loro allineamento, spingo in avanti-
    Vorrei bruciare nel fuoco , temprarmi nel suo coraggio per poter rinascere come una fenice che rinasce dalla proprie ceneri più forte di prima;
    -Ritorno con le mani al centro del petto, congiungo e spingo a lato i palmi, verso l’esterno -
    Vorrei bearmi della razionale saggezza della fiorente terra, conoscere il mio io più profondo;
    -Ritorno mani al petto restando in posizione , sollevando un piede poggiandolo al ginocchio della gamba di sostegno e restando in equilibrio su di essa-
    Vorrei crogiolarmi nel freddo ghiaccio , nutrirmi del suo gelo affinché io stessa riesca a sciogliere dalla sua morsa i sigilli sul mio cuore…
    Inspiro ed espiro tre volte per poi sciogliere la mia posizione , portare davanti a me i dorsi delle mani a contatto, allungo le braccia per poi spingere ed allungare verso l’alto , verso il cielo e ritorno con le braccia sciolte lungo i fianchi, riapro gli occhi.

    Sono pronta. Pronta per combattere danzando leggiadra nel silenzio di questa eterna notte .



    Invoco la mia arma Menelmir, avverto la sua consistenza nella mano destra sottoforma di piume bianche , piume che si fanno sempre più pesanti man mano l’arma prende forma.
    Bacio la sua lucida lama.



    Stendo la mano sinistra verso un punto dinanzi ai miei occhi, per terra ci sono foglie, pezzi di legno e rami spezzati…
    Invoco il mio potere, il mio Vento, il mio tornado dirigendolo verso terra, sollevando quanta più sterpaglia possibile, devo imparare a conoscerlo sempre più, vederlo non solo come amico ma anche come nemico, devo imparare a cogliere ogni sua sfumatura, ogni suo singolo linguaggio.






    Con la mia arma stretta nella mano, inizio a danzare la mia danza della morte, correndo verso il mio potere inseguendo ogni singola foglia , ogni singolo ramo o legnetto sollevato dalla superficie terrena. Devo colpire, affondare, nuovamente colpire mentre il vento conturbante e sensuale schiaffeggia e arrossa la mia pelle al contatto, non è certo dolcezza la sua , ma più impeto, intrappolandomi tra le sue spire, spire che io stessa posso plasmare.
    Continuo ripetendo per un tempo che sembra infinito il mio rituale partendo sempre dalla recita della mia formula, abbandonandomi al riposo del guerriero solo quando le braccia sono talmente pesanti da non riuscire più a reggere il mio ritmo frenetico.

    Una nuova Alba…

    Un tiepido torpore è ciò che mi desta mentre un qualcosa di fresco simile ad acqua bagna il mio viso, forse rugiada o forse lacrime amare.
    Un leggero vento soffia su di me, sulle mie vesti scatenandomi brividi. Riapro gli occhi volgendo lo sguardo al cielo sereno, cielo dove i caldi colori dell’alba sfuggono veloci lasciando spazio all’azzurro infinito di un manto sgombro da nuvole.



    «
    E’ l’alba…
    » biascico mentre mi tiro a sedere. Tra le mani stringo ancora il mio fedele Stiletto mentre noto il mio improvvisato giaciglio senza ricordare nemmeno come ci sono finita.
    «Devo essermi addormentata su questa panchina, mentre l’ora di Solumquae è scoccata…Solumquae la mia arida terra …ragazze, che gli Dei vi proteggano.»
    Dico per poi alzarmi riassorbire la mia arma e stiracchiarmi salutando il sole del nuovo giorno, chissà chi scenderà in campo contro di loro
    .
    «Oggi sarà un giorno di attese e …di allenamenti. Devo diventare più forte se voglio raggiungere ciò che mi sono prefissata.»
    Lanciò un ultimo sguardo all’orizzonte poi ritorno sui miei passi ricordando il percorso della precedente notte, in lontananza il blu del Glados si confonde con i colori di questo cielo rilucendo tremolante oltre il cancello che delimita il campo santo.
    Prima di rientrare voglio vedere se tra le sterpaglie crescono delle erbe che potrebbero tornarmi utili per comporre delle pozioni. Se le troverò bene, mi recherò in mensa,le laverò sotto l’acqua fresca mangerò qualcosa e poi andrò diretta in biblioteca a studiare giusto delle formule medicamentose, potrebbero sempre tornare utili almeno potrei essere da supporto in più ad Andreus .


    Vento - Tornado ---> Attivo – Si genera un vento impetuoso che sbalza via il nemico per cinque metri, causandone danni da impatto di media entità
    Menelmir ---> Arma in forma dormiente

    - foto 7 -
    - Galador Tinnuviel ( Signore degli Alberi - Figlio del crepuscolo) è il papà di Isyl ma teoricamente dovrebbe capirsi. XD
    Ultima modifica di DELTAG; 25th February 2015 alle 22:48 Motivo: errorini XD

  2. #212
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Riesco ad inchiodare a terra la sua arma sto per darle la testata quando all’improvviso mi sento trascinare leggermente verso il basso come se l’appoggio sotto di me fosse sparito. Punto il mio sguardo verso Daphne e la vedo caricare un pugno diritto verso il mio viso senza pensarci due volte mollo l’arma, visto che in questo frangente sarebbe solo di impiccio e, cerco di schivare il colpo buttandomi a terra di schiena. Purtroppo non riesco a schivare a pieno il suo pugno che mi colpisce di striscio il mento. Sono ancora distesa a terra quando sento Daphne muoversi così mi alzo leggermente puntando i gomiti sul pavimento e tirando su il busto, per fortuna la ragazza non sembra essere intenzionata ad attaccarmi, ma si allontana mettendosi in pozione di difesa, con molta fatica mi metto a sedere con le gambe incrociate. Solo fare questo semplice movimento mi ha fatto un male cane… Dannazione! Alzo la testa e guardo la donna davanti a me e irritata le dico mentre faccio svanire la mia arma << C’era davvero bisogno di riudurmi così ci stiamo soltanto allenando mica picchiando a morte, avete delle strane usanze voi di dohaeris!?>> Eh già da noi durante gli allenamenti non ci si ferice, mai... Cerco di alzarmi ma un forte dolore alla coscia e un capogiro mi colpiscono facendomi ricadere a terra, forse è meglio che mi faccia aiutare. << Che ne dici signorina se mi dai una mano ad alzarmi?>> Dico con il respiro affannoso mentre sento le forze abbandonami sempre di più.

    P.s Povera Yadirha già mezza morta. XD
    Ultima modifica di niobe cremisi; 9th February 2015 alle 20:37
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  3. #213
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    A causa della manata sul mento, Yadirha deve sottrarre 5 punti costituzione

  4. #214
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Quando lascio la presa sull’ascia, la ragazza si sbilancia come avevo previsto, così la mia mano destra col palmo aperto, scatta in avanti per colpirla al naso, ma lei riesce a reagire in qualche modo, i suoi riflessi l’aiutano e ciò che colpisco è solo il suo mento, un colpo di striscio, ma bello forte, sicuramente le causerà meno dolore di dove avevo intenzione di darglielo. Mi rialzo velocemente e mi posiziono in guardia, lei è ancora a terra dolorante, punta i gomiti al pavimento e si solleva guardandomi con disprezzo, non credo che vorrà fare amicizia con me tanto presto!
    << C’era davvero bisogno di ridurmi così, ci stiamo soltanto allenando mica picchiando a morte, avete delle strane usanze voi di dohaeris!?>>
    “Meglio andarci pesante sempre, tanto qui c’è chi ci guarisce no? In battaglia non avremo la stessa fortuna, a Dohaeris facciamo sul serio!”
    << Che ne dici signorina se mi dai una mano ad alzarmi?>>
    E’ molto provata, non credevo che sarei riuscita a ridurla così sinceramente e senza neanche fare appello alla magia, inizio a sentirmi più consapevole delle mie capacità, gli insegnamenti di mio fratello si stanno rivelando utili. Cerco di sfoggiare un sorriso, che non voglio le sembri di derisione, piuttosto di compiacimento per il buon allenamento che abbiamo appena concluso, è una avversaria che ci sa fare, magari non è ad altissimi livelli, altrimenti non avrei avuto speranza, ma sicuramente potrà migliorarsi come me. Allungo quindi la mano nella sua direzione, ho intenzione di aiutarla a sollevarsi e di mettere il suo braccio attorno al mio collo per aiutarla a camminare, dopodiché la porterò in camera sua per riposarsi e farsi guarire da Andreus, anche io sento nuovamente le energie venir meno. “Vieni, ti do una mano, non te la cavi affatto male lo sai?” Cerco Andreus con lo sguardo, poi alzo la voce "Andreeeeeus, ci servi!"

  5. #215
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Mentre il sole inizia il suo lento pellegrinare nel cielo terso percorrendo il suo immaginario arco, l’aria si fa pian piano più calda, più tiepida, mentre il profumo della terra umida stuzzica le mie narici.

    Le sterpaglie sul davanti del monastero in prossimità delle desolate tombe , ondeggiano lievi simili a dorate spighe baciate dal suo calore assumendo quasi una tonalità dorata, chissà com'era un tempo questo luogo quando ancora era abitato dai suoi sacerdoti…chissà se da qualche parte ancora esistono le loro leggi, i loro canti, i loro riti.
    Passo silente mentre le mie vesti strusciano sul terreno , sfilando a fianco del monastero e, arrivando in prossimità di una fenditura nella sua parete esterna…mi appoggio a questa fenditura, mentre alcune piccole e sdrucciolevoli pietre al mio tocco, cedono cadendo ai miei piedi , alzo lo sguardo volgendolo verso il campo santo scrutando nella miriade di strane erbe e fiori se c’è qualcosa che potrebbe fare al caso mio, nonostante il degrado, nonostante il decadimento generale che è presente e mi coglie ogni qual volta percorro queste strade, il tutto mi parla di un antico e glorioso passato , forse addirittura dimenticato che però in questo stesso luogo mistico continua a vivere. Non so perché ma è una sensazione forte, forse dovuta alla ex sacralità di questo monastero.
    Nel silenzio interrotto solo dal sibilo del vento, si possono chiaramente distinguere mille altri suoni, mille altri mondi nascosti nel suo più intimo mantello.
    Spingo lo sguardo verso una tomba ad obelisco, vecchia, logora grigia e stanca, ma accanto ad essa, noto dei delicati fiori gialli e violetti.
    Mi avvicino cercando nella mia memoria quell'immagine, quella figura vista sui libri di erboristeria di mia madre.
    Mi accovaccio in modo poco elegante trattenendo le vesti per non sporcarle, scavo nella terra e, contemporaneamente scavo nella mia memoria; eccola, torna…
    -Foglie verde-grigio irregolari fiori tubulari gialli e violetti, frutti provvisti di spine…deve essere artiglio del diavolo, le sue radici possono servire come antinfiammatorio, antireumatico e , analgesico, indicato per il mal di schiena e per stimolare la digestione…-
    Sorrido al pensiero di aver trovato qualcosa che cercavo nonostante il luogo insolito.
    Scavo i profondità per estrarre dal terreno le radici integre per poi utilizzare la lunghezza della mia veste come contenitore momentaneo , cercando di ripulire dalla terra le estremità della pianta. Mi alzo ma poco distante tra l’erba alta di un cumulo indefinito di detriti legnosi ecco che scorgo un’altra pianta a me familiare, ne pulisco la base con la punta del piede per poi inginocchiarmi al suo cospetto
    -Singolo fusto, foglie composte e palmate, fiori bianchi e frutti di un colore rosso brillante…Ginseng.
    Questo servirà per dare energia, per sopprimere momentaneamente la stanchezza , aumentare le capacità di concentrazione e, dare supporto alle capacità cognitive in caso di convalescenza accelerando il processo di guarigione –

    Raccolgo anche questa pianta che va ad unirsi al mio precedente bottino.
    Oggi sono particolarmente fortunata direi, non pensavo in un cimitero abbandonato e decrepito si nascondesse un simile bagaglio erboristico.
    Continua a vagare indisturbata nella mia caccia al tesoro mentre la mia veste si riempie di erbe e arbusti di varia natura.
    Trovo anche dei fiori di carciofo, una pianta adatta soprattutto per le sue proprietà depurative in caso di avvelenamento e poi, Melissa che, è meglio dei fiori di camomilla per rilassarsi e riposare anche perché funge da leggero sedativo…potrei pensare di somministrarla a Lucynda al suo ritorno dalla battaglia per curare la sua irrequietezza….già…ed ecco che il pensiero torna a loro, le nostre valorose valchirie. Chissà come se la stanno cavando…
    Faccio per andarmene dal luogo per tornare a costeggiare il monastero in cerca di qualche altra pianta e ciò che trovo tra pietrisco e sabbia sono dei delicati fusti di Elicriso, dai caratteristici fiori gialli adatti soprattutto come antibatterico in caso di ferite di piccola entità , come si adattano benissimo anche nel trattamento da mal di gola e raffreddamento, liberando le vie respiratorie.
    Credo che per oggi possa bastare.
    Assicuro nella cintura della mia veste i lembi utilizzati per trattenere le piante sistemando il tutto come se fosse un accogliente grembiule, mentre la parte pesante la trattengo da sotto con una mano.
    Spero non mi veda nessuno in questo stato, sul davanti ho praticamente le gambe completamente nude e anche una buona porzione di coscia e, devo pure scendere una scala a chiocciola per quattro piani prima di giungere in mensa.
    Non potevano piazzare la cucina al primo piano? Uomini.
    Sono loro che hanno edificato questo monastero e le donne non credo ci fossero, qui manca proprio il tocco femminile organizzativo per avere una cucina funzionale e pratica. Già.
    Spingo la pesante porta di legno poggiandomi con la schiena e tutto il peso per non schiacciare le mie preziose erbe, la richiudo e poi mi accingo a spostare con non poca fatica la lastra che copre il passaggio d’entrata. Controllo che tutto sia al proprio posto prima di ridiscendere nei cunicoli semibui del rifugio scivolando pian piano come uno spettro grassoccio, verso i piani più bassi.
    Non appena raggiungo il piano dell’armeria con ancora il mio fagotto integro, scorgo le figure di Yadirha che vedo piuttosto malconcia e Daphne che , a sua volta, la sorregge in piedi sotto l’arco.
    Sento la brunetta chiamare a gran voce Andreus, faccio scivolare lo sguardo all'interno dell’armeria mentre passo davanti alle ragazze e noto nell’angolo opposto a loro, Efrem e Andreus. Imbarazzata per la mia poca rispettosa entrata rivolgo loro un cordiale e semplice « Buongiorno Andreus...Efrem.......» poi scosto lo sguardo e raggiungo il fianco libero di Yadirha.
    Mi avvicino cauta, anche se non ho le capacità rigenerative del mio amico; anche se non ho parlato molto con loro;anche se probabilmente mi scambieranno per una pazza o alla peggio una maniaca con questo fagotto; vorrei poterle aiutare in qualche modo, ho pur sempre una mano libera.
    « Non pensate male, non vi farò nulla, anche volendo sarei un po’ …impedita » sorrido ironica inclinando il viso di lato sull'ultima parola indicando con gli occhi il mio pacco «… ma se me lo permettete posso aiutarvi. »
    Mi accosto a Yadirha dandole il mio fianco e mi rivolgo a lei:
    «
    Riesci ad alzare il braccio libero e poggiarlo sul mio collo? Almeno il tuo peso non graverà tutto su Daphne, anche lei sembra stanca. »

    Le dico gentile, sperando non abbia colto la mia affermazione come un insulto. In fondo non la conosco, ma mi sembra una che sa il fatto suo e anche piuttosto testarda…speriamo non sia permalosa.

    Attenderò una sua risposta, un suo gesto, poi se accetterà il mio supporto la accompagnerò volentieri dove Daphne vorrà portarla senza controbattere, per poi recarmi in cucina a prendermi cura delle mie erbe, magari potrei preparare per Yadirha un infuso al ginseng visto che ho a disposizione una buona quantità di radici, di sicuro si sentirebbe subito meglio e recupererebbe le forze più velocemente…si fiderebbe di me?
    Ultima modifica di DELTAG; 11th February 2015 alle 14:30

  6. #216
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Dopo il mio discorso, le ragazze raggiungono entrambe le loro stanze, in silenzio. La battaglia deve averle spaventate e forse le mie parole serviranno loro per riflettere un po’. Nel frattempo, all’altro angolo della sala Daphne e Yadirha cominciando a darsele di santa ragione, Daphne brandisce l’arma di Andreus, strano, di solito non è molto propenso a lasciarla in mano a qualcuno. Decido comunque di non vedere il risultato e mi dirigo verso la mensa, ho un certo languorino e forse potrei preparare qualcosa per pranzo visto che ieri sera nessuno di loro ha toccato cibo. «Andreeeeeus, ci servi!» urla Daphne raccogliendo Yadirha, a quanto pare la battaglia è terminata e il vincitore è abbastanza palese a giudicare dalla potenza dei suoi polmoni. Dei, chissà quando questo rifugio ci crollerà sulla testa a causa della sua voce. Sto per uscire quando dall’entrata scorgo la figura di Keyra, la veste rossa sollevata a sorreggere qualcosa al suo interno, sembrano delle erbe. Bah, se proprio aveva bisogno di radici per le tisane poteva benissimo chiedere. Lo spettacolo offerto dalle sue gambe scoperte però… devo dire che non mi dispiace affatto. No. Basta Efrem, smettila. «Buongiorno Andreus... Efrem...» dice prima di raggiungere le altre due, non rispondo e mi limito a un breve cenno del capo prima di incamminarmi nuovamente verso la mia meta. Scendo i gradini e una volta arrivato al piano inferiore, una fastidiosissima fitta lì sotto mi costringe a fermarmi. Maledetta, sicuro deve aver avuto qualche insegnamento da Cassandra, la prossima volta vedrò di indossare una placca metallica come protezione aggiuntiva. Magari la stessa che usavamo sotto le armature reali. Riprendo a respirare con frequenza regolare e continuo a scendere quando d’un tratto dalla sala mensa arrivano dei singhiozzi, mi avvicino all’arco e scorgo la figura in abito scuro della figlia di uno dei soldati uccisi da Lantis, mi pare si chiamasse Medea. Mi avvicino posandole una mano sulla spalla e parlandole con voce dura «non lo riporterai in vita se continui a piangere in questo modo stupido!» il mio tono forse le sembrerà troppo cinico ma è la verità. Il pianto non aiuta, è solo un mero strumento utilizzato per sfogarsi. Piangere non fa vincere le guerre e questa guerra ha distrutto molte vite, troppe, ha demolito intere famiglie, separato vite un tempo unite. Distruggerò questo regno di terrore e la pace tornerà nel regno, dovessi morire io stesso per ottenerla…
    Ultima modifica di SimsKingdom; 10th February 2015 alle 20:31

  7. #217
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    <<Meglio andarci pesante sempre, tanto qui c’è chi ci guarisce no? In battaglia non avremo la stessa fortuna, a Dohaeris facciamo sul serio!>>
    Abbiamo usanza diverse non c’è nulla da dire, anche perchè da noi i guaritori hanno di meglio da fare che curare delle persone che si allenano.
    Dopo la mia richiesta di aiuto Daphne mi solleva il braccio facendoselo passare dietro al collo per poi dire. <<Vieni, ti do una mano, non te la cavi affatto male lo sai?>>
    << Per fortuna sennò non oso immagninare come sarei ridotta>> Le rispondo ancora leggermente irritata, subito dopo sento Daphne urlare <<Andreeeeeus, ci servi!>> Accidenti donna dovevi proprio urlare così forte! Le mie povere orecchie…
    Sento un’altra voce di donna parlare, ma non ci presto molta attenzione fino a che non si accosta al mio fianco parlandomi con tono gentile.«Riesci ad alzare il braccio libero e poggiarlo sul mio collo? Almeno il tuo peso non graverà tutto su Daphne, anche lei sembra stanca. » Ancora quel tono gentile, mi mette in imbarazzo... <<Certo che riesco ad alzarlo… non sono mica un rottame!>> O meglio non ancora... per poi aggiungere c
    << Se non fosse che rischio di cadere farei fare volentiri della fatica in più alla signorina>> Per poi ghignare, cerco di alzare il braccio e con un enorme fatica mi aggrapparmi a Keyra, a operazione riuscita lancio un bel sospiro di solievo.
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  8. #218
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    MEDEA EURIPIDE





    Poggio le braccia sul tavolo e ci metto sopra la testa continuando a singhiozzare. Ho bisogno di piangere per sfogarmi e per poi dedicarmi ai Ribelli. Certo anche così il dolore non scomparirà, ma ora non posso pensare a questo, devo solo pensare alla mia vendetta verso il principe Lantis, verso i reali, lo devo alla mia famiglia e a me stessa.

    Rimango in questa posizione per un po’, con i singhiozzi che ancora scuotono il mio corpo. Piangere mi fa bene, mi fa sfogare almeno fino a quando non potrò farlo in un allenamento perché prima di poter andare in battaglia ne ho tanto bisogno sia per quanto riguarda il combattere sia per la magia. I miei mi hanno insegnato parecchie cose ma sono certa che in guerra ho bisogno di molto di più, d’altronde nessuno a Doheris si aspettava che sarebbe scoppiata una guerra intestina quindi sento che devo migliorare se non voglio morire in battaglia e rendere inutile la mia aggregazione ai Ribelli.

    Per via dei singhiozzi non sento Efrem entrare ma sento chiaramente le sue parole «non lo riporterai in vita se continui a piangere in questo modo stupido!»

    Sentire quelle parole mi provoca più di una sensazione, rabbia per essere stata scoperta a singhiozzare e per quello che è successo alla mia famiglia e un po’ di imbarazzo… essere vista in quelle condizioni da Efrem, perché la voce è la sua, non è di certo il massimo, sia perché lui conosceva mio padre, sia perché è il capo della fazione in cui sto.

    Alzo la testa dal tavolo e con la mano destra mi asciugo le lacrime che ho sul viso con un gesto rabbioso, poi fisso gli occhi in quelli di lui.
    «Lo so ma sono stata colta da un momento di debolezza il che è umano!» Ringhio poi alzo le mani per prevenire la risposta che penso stia per darmi. «Sì lo so che in questo momento non sono concessi momenti di fragilità ma ero sola in cucina e non ho certo programmato io il mio stato d’animo!»

    Inspiro ed espiro per cercare di calmarmi.
    Poi con voce leggermente più calma mi rivolgo di nuovo a lui «Ci sono state novità durante il periodo in cui mi sono assentata? Quando ci sarà la prossima battaglia?» Domando sperando solo che nel periodo in cui non ci sono stata non pensi che sia andata dal nemico a fare la spia…

    Inspiro ed espiro ancora una volta prima di domandargli la cosa che mi sta a cuore «Se hai tempo vorrei allenarmi un po’…»
    Faccio per aggiungere altro ma poi mi fermo imbarazzata. Certo avrei preferito Andreus che mi mette molto meno soggezione di lui ma d’altronde in battaglia non si possono certo scegliere i nemici!!
    Ultima modifica di Lilla_20; 10th February 2015 alle 20:25

  9. #219
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Ananya non risponde ma si limita ad andarsene, bah cavoli suoi. «Andreeeeeus, ci servi!» lo scontro è terminato. Daphne raccatta la tipa da terra mentre Keyra entra nella stanza, non posso fare a meno di notare la sua gonna troppo alta la quale contiene alcune erbe. Cosa vuole farne? Chissà, una bella tisana mi sarà utile più tardi per distendere i nervi. Ho proprio bisogno di riposo, sentire in contatto con le lenzuola e abbandonarmi all’oblio. Dei, dormirei per giorni se solo potessi. Keyra, aiuta anche lei ad alzare la donna ferita che, di tutto punto, risponde in modo poco simpatico. Ma che è? Tutte con i grilli per la testa? O è forse quel periodo nel quale anche Cassandra diventa acida e insopportabile? Mi avvicino al gruppo e osservo le ferite sulle due contendenti, a quanto pare quella messa peggio è proprio la nuova arrivata. «Daphne, Keyra…» mi avvicino al tavolo ancora ribaltato per terra, ma chi ha combinato tutto questo casino? «Posatela… qui sopra!» dico girando con forza il tavolo. Guardo poi alle spalle delle donne, la mia ascia è abbandonata per terra, non c’è più bisogno di lei. Alzo una mano e la richiamo a me e in un attimo la vedo disgregarsi e particella dopo particella si sollevano disperdendosi per la stanza. Ritorno con lo sguardo sulle tre grazie «veloci, o volete che si dissangui?» dico trattenendo una risata…

  10. #220
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    <<Certo che riesco ad alzarlo… non sono mica un rottame!>>

    La voce di Yadirha mi giunge chiara al vicino orecchio, sembra piuttosto irritata, ma non so se sia per le sue condizioni o per l’essermi avvicinata troppo offrendole il mio aiuto. Non era mia intenzione farla indispettire.
    Chissà cosa penserà di me, non pensavo che l’essere gentile potesse suscitare in lei un atteggiamento del genere.
    << Se non fosse che rischio di cadere farei fare volentieri della fatica in più alla signorina>>
    Qualcosa cambia nelle sue parole, il suo atteggiamento nei miei confronti muta mentre un ghigno si dipinge sul suo viso di giada, abbasso il collo cerco di assecondare i suoi movimenti per renderle meno faticosa l’azione, a quanto pare riesce a fidarsi di me, per lo meno accetta il mio aiuto lasciandosi andare poi ad un liberatorio sospiro quando riesce nel suo intento. Sorrido gentile.
    Accanto a me dalla parte opposta a Yadirha noto un movimento, Andreus si avvicina:
    «Daphne, Keyra…» esordisce indicandoci un tavolo ribaltato a terra per poi rimetterlo nella sua originaria posizione ; «Posatela… qui sopra!»
    Lancia uno sguardo dietro di noi alzando una mano, chissà cosa starà facendo, per poi tornare a guardarci e sollecitare la nostra poca destrezza …. «Veloci, o volete che si dissangui?» …soprattutto perché ho una mano occupata e siamo in due a sorreggere una donna ferita…di cui l’altra è messa non tanto in forze. Osservo il suo volto sembra voler trattenere un qualcosa, una risata? Parole?
    «Senti Andreus…piuttosto di stare li a guardarci e cercare di non ridere, potresti per cortesia aiutarci a sollevarla? Io ho le mani occupate e se lascio la presa sulla gonna faccio una frittata d’erbe e queste mi servono intere per creare degli infusi che potrebbero tornare utili.…senza contare che credo anche Daphne abbia bisogno delle tue cure…» esordisco sciogliendo il mio viso fintamente corrucciato in un dolce e gentile sorriso. Non potrei mai arrabbiarmi o discutere con lui, sembra un folletto ed è troppo carino quando si da le arie da gran duro, ma credo che in fondo abbia un cuore tenero. Se accetterà il mio gentile rimprovero tanto meglio, riusciremmo meglio a posare Yadirha e a rendergli più facile il curarla, altrimenti farò leva con un ginocchio sul suo fondoschiena per riuscire a sollevarla con più facilità. Poi attenderò un attimo per vedere se servirà ancora il mio aiuto per qualcosa altrimenti andrò diretta in cucina. Devo far bollire queste erbe per poter iniziare a separare tutti i composti che mi servono.
    Ultima modifica di DELTAG; 11th February 2015 alle 14:33

 

 

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