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  1. #231
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Chiedere ad un gruppo di persone di ignorarmi, è come puntarmi una lanterna addosso… nonostante io tenga la testa china e le mani al volto, li osservo divaricando le dita. Andreus mi sorride, quel ragazzo è un raggio di sole, ci siamo parlati poche volte ma gli devo tutto, senza lui e sua sorella a quest’ora mi sarei lasciata morire. Non alzo il capo, né rispondo al sorriso. Anche la donna dai capelli rossi mi osserva, ha un qualcosa di triste nei suoi occhi, non reggo quando mi guardano così, mi irrita, odio essere fissata! Per fortuna esce dalla stanza, ma al suo posto arriva Efrem ed una ragazza di capelli biondi mai vista prima, un’altra amante? Mai sì… che mi pongo a fare la domanda! Hanno intenzione di allenarsi, mi casca l’occhio sugl’abiti di lei, devono essere un po’… scomodi, bah! Non sopporto la presenza di Efrem, in tanti anni ci siamo incrociati così tante volte che ancora non capisco come non faccia a sapere chi sono, speravo che al castello mi avesse ignorata per qualche strano codice dei cavalieri che impedisce di trattenersi con le ancelle della Regina, ma da quello che è successo stanotte, è chiaro che non abbia la benché minima idea di chi io sia. Efrem sei una delusione, ti odio… ti odio da morire, anche se morirei per ricevere lo stesso sguardo che rivolgevi a Lumen, una sola volta...
    Mi alzo senza proferire verbo, mi accorgo di averlo fissato tutto il tempo, senza tenere più le mani avanti al volto, probabilmente con espressione non molto amichevole. Con entrambe le mani afferro il manico di Pandora e me la trascino dietro, facendo scorrere la lama in terra. La donna di prima ha le mani immerse in acqua, credo stia lavando le erbe che teneva nell’abito prima, cerco di osservarla il meno possibile. Afferro una mela, poggio Pandora a terra e mi siedo al tavolo a mangiare. “Posso chiederti il tuo nome?” le chiedo con un fil di voce, mentre continuo a mangiare “Non te l’ho chiesto ancora… anzi, dovrei chiederlo al resto della truppa, qui conosco solo Andreus e… solo Andreus” Non voglio nominarlo, quel nome… Efrem, devo farlo il meno possibile, voglio incontrarlo solo se necessario, purtroppo sono costretta a questa convivenza, ma il rifugio è grande, questo mi da un certo conforto.

    Pandora - arma in forma dormiente

  2. #232
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    L’acqua fuma alla vista, il vapore che ne esce è altamente ustionante mentre in varie pentole metto a bollire ogni singola erba che ho raccolto dopo averla accuratamente lavata .
    « Keyra grazie, fai con calma io intanto vado ad allenarmi un po’ con il grande capo, se ritornerò viva ti verrò a cercare.»
    E’ la voce della ragazza bionda a catturare la mia momentanea attenzione distraendomi dal mio lavoro,mi volto verso di lei mentre i miei occhi sono ancora lucidi, ma forse non noterà le mie lacrime sulle guance arrossate; ammicca in mia direzione per poi apprestarsi a seguire Efrem , prima che possa sparire dalla mia vista mi rivolgo a lei in tono gentile:
    « Vedi di restare viva…Efrem non sembra uno che fa sconti… »
    Le rispondo cercando di avere un tono calmo e non rotto dalla malinconia del momento, per poi voltarmi nuovamente verso tutte le mie pentole e apprestarmi a finire di pulire le ultime radici di Artiglio del diavolo.
    Sto per finire il mio lavoro iniziale quando un pesante rumore come di un qualcosa che viene trascinato tipo metallo contro pietra, mi distrae nuovamente per poi acquietarsi e smorzarsi dietro le mie spalle seguito da un rumore di passi e da una voce che ho imparato a conoscere ; “Posso chiederti il tuo nome?” il suo tono è flebile ma comunque comprensibile sembra che abbia la bocca piena.
    “Non te l’ho chiesto ancora… anzi, dovrei chiederlo al resto della truppa, qui conosco solo Andreus e… solo Andreus ” conclude titubando sull’ultimo nome pronunciato, ribadendo che la sua conoscenza sia circoscritta solo ad Andreus. Che strano, avrei giurato che conoscesse anche Efrem dal modo in cui gli si è rivolta in camera.
    Prima di voltarmi prendo uno strofinaccio dal vicino ripiano , mi asciugo le mani e poi dopo aver messo a bollire anche l’ultima radice mi volto e ciò che incrocio è la figura di Daphne che addenta una bella mela seduta al tavolo.
    Sorrido ironica alla semplicità del suo gesto, la mia intuizione era giusta.
    Mi appoggio con entrambe le mani al bordo del lavandino mentre volto le spalle a ciò che stavo facendo e le rispondo mentre in sottofondo ci accompagna il ribollio dell’acqua :
    « Keyra…solo e soltanto Keyra…» le rispondo in tono deciso e cordiale spostando lo sguardo da lei ad un immaginario orizzonte lontano, specificando volutamente la mia identità a discapito del vero nome e del mio cognome. Vorrei evitare possibilmente di essere riconosciuta soprattutto perché lei era una delle ancelle della Regina secondo quanto ci ha ella stessa riferito alla riunione e, ha assistito diverse volte alla danza di Solumquae quindi è probabile che conosca la mia famiglia d’origine o per lo meno potrebbe averne sentito parlare e non credo vorrei parlarne ora, non sa nulla di me …nemmeno Andreus.
    Abbasso gli occhi tornando con lo sguardo al centro della stanza dove è presente Daphne e noto che la sua ascia è ancora li poggiata e non l’ha ancora richiamata.
    Che non ne sia capace? Eppure in armeria mi è parso il contrario anche se poi la sua frase mi ha lasciato un po’ spiazzata.
    « Daphne….» richiamo la sua attenzione , chissà se me ne parlerà « Non giudicarmi invadente ma il tuo comportamento in armeria mi ha incuriosito, ti vedo un po’ giù e mi chiedevo….» le mie parole si smorzano in gola, non voglio prendermi troppa confidenza senza il suo permesso, ma la curiosità prende il sopravvento:
    « Senti… posso sapere se ti va di dirmelo ovviamente, come mai ti porti dietro la tua ascia portandone il suo peso a mano senza richiamarla? E’ una bella arma e la lama potrebbe rovinarsi se continui a trascinartela dietro, sarebbe un peccato »
    .
    Concludo dolcemente in sua direzione cercando un dialogo per poi voltarmi verso le mie erbe senza aspettarmi una sua risposta, d’altro canto potrebbe benissimo non rispondermi però mi sembra una brava ragazza, mi piacerebbe che si aprisse un po’ visto che starà qui con noi, spero solo non mi giudichi male, vorrei solo esserle d’aiuto. Se il problema è ciò che penso, ovvero che non sia capace di richiamare la sua arma o per lo meno non ha la consapevolezza del come si faccia, potrei in qualche modo spiegarle il legame tra arma, cavaliere ed elemento, proprio come l'hanno spegato a me tanto tempo fa e potrei rendermi utile.
    Restando sempre di spalle in attesa di una qualche sua reazione, prendo un cucchiaio dalla dispensa ed estraggo dalla pentola la radice di Ginseng. Ne strizzo il succo mescolandolo con altri ingredienti precedentemente preparati , poi raccolgo il tutto in due bicchieri voltandomi nuovamente verso di lei avvicinandomi al tavolo:
    «Questo e succo di radice di Ginseng, potrebbe risultare amarognolo al gusto e dal sapore piuttosto forte ma è un energizzante e potrebbe contribuire a migliorare il tuo umore …come anche la tua energia…» le sorrido felice sorseggiandone un goccio dal mio bicchiere, almeno così se sarà diffidente vedrà con i suoi occhi che non la sto avvelenando.
    «
    E’ buono, sono piuttosto brava con questi infusi, è stata mia madre ad insegnarmi come sintetizzare il tutto…
    » le sorrido gentile, mentre mi siedo di fronte a lei poggiandomi con un gomito sul tavolo a sostenere il mento porgendole poi con la mano libera l’altro bicchiere sperando in qualche sua risposta.
    Se risponderà bene, mi intratterrò volentieri con lei, altrimenti mi alzerò dal mio seggio e porterò un po’ di infuso ad Andreus, chissà se sarà in camera sua…
    Ultima modifica di DELTAG; 17th February 2015 alle 18:35

  3. #233
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Come termino le mie cure sulla ragazza l’aiuto a rimettersi in piedi, la sensazione delle sue tre dita è strana, so che non dovrebbe impressionarmi più di tanto, ma ancora non mi sono abituato per bene alla sua presenza, per me quelle dita rimarranno sempre le dita di un menomato di guerra, è più forte di me. «Umh grazie per avermi rimesso in sesto e per l’aiuto, ma se non vi dispiace ora me ne andrei a riposare un po’» lascio scivolare la sua mano dalla mia e le rivolgo un sorriso nascondendo la strana sensazione di poco prima «di nulla, se hai altri problemi non esitare a chiedere…» le dico prima che si allontani dalla sala. Nel frattempo all’interno dell’armeria entrano Efrem e la ragazza bionda, ma che fine ha fatto? E poi… non aveva detto che si sarebbe cambiata? Quell’abito la scopre troppo, sarebbe un facile bersaglio in battaglia. Guardo con la coda dell’occhio il ragazzo che veloce si mette in posizione invitando la ragazza ad attaccare, dei quanto detesto quando fa lo spaccone. Mi volto ignorandolo e mi rivolgo a Daphne la quale sta anche lei osservando Efrem, che sia interessata all’allenamento? «Daphne hai bisogno anche tu di una ma…» si alza e mi supera raccogliendo la sua ascia «…no.» uscendo poi dalla sala. Sospiro, perlomeno mi eviterò un eventuale mal di testa, chissà se tra le erbette di Keyra ci sia qualcosa per farlo passare. Ho bisogno di un bagno e soprattutto di una bella dormita. I miei occhi sono troppo affaticati e a stento riesco a tenerli aperti. Mi dirigo anche io fuori dalla sala girandomi poco dopo «buon proseguimento!» dico con un sorriso a entrambi e facendo capire la mia intenzione di voler poltrire fino a data da destinarsi. Volevo parlare con Daphne, ma per come se n’è andata credo che ne ricaverò solo un pugno e, tra l’altro il mio corpo grida pietà e agogna un sonno rimandato troppo a lungo. Scendo le scale fino all’ultimo piano e mi soffermo un attimo sulla porta della stanza di Efrem… e se… mi facessi trovare addormentato nel suo letto? Ho visto che è comodo, a Efrem non dispiacerà. No Andreus, nessuno deve scoprire nulla. Scuoto il capo e mi dirigo a passo svelto verso la mia camera. La luce tenue delle candele al suo interno mi fa abbassare per un po’ le palpebre dandomi per un secondo la malsana idea di accasciarmi sulla porta. Il letto è poco di fronte ma la vasca è una cosa che necessito prima di buttarmi sotto le coperte. Entro in bagno e lascio scorrere l’acqua calda mentre con estrema lentezza mi libero finalmente e per la seconda volta dei vestiti della battaglia. Mi lavo in fretta rilassandomi un po’ prima di uscire, sento i nervi distendersi e il sonno aumentare. Dei, devo infilarmi subito nel letto o annegherò in questa vasca. Dopo essermi asciugato, tiro fuori dal cassettone un paio di boxer e finalmente mi lancio a peso morto sotto lo spesso strato di lenzuola e coperte, appoggio la testa sul cuscino e mi abbandono al son… «zZzZzZ…»

  4. #234
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Medea Euripide



    Seguo Efrem camminando lentamente, la mia mente è in subbuglio. Ho un po’ paura, a parte mio padre non mi sono mai allenata con nessuno e se mio padre era sempre dolce con me e colpiva sempre piano, facendovi sorprendersi, Efrem di sicuro non è così. Mio padre faceva finta, lo so e l’ho sempre saputo, ma faceva piacere sopraffarlo a volte, anche se, appunto, so che lo faceva apposta, dopotutto lui era nell’esercito reale e di sicuro non era l’ultimo arrivato.

    Efrem, come è giusto che sia, prende sul serio questo allenamento e, se è giusta la mia impressione su di lui, sono certa che non avrò scampo. Ma non importa, più sarà dura qui con lui, più sarò preparata in una vera battaglia, l’unica cosa è che spero di uscire viva ora e magari anche in guerra.

    Arrivati in armeria mi guardo intorno e noto l’altro ragazzo intorno a Yadirha… mmm… non pare che sia messa benissimo ed infatti lui la sta guarendo… Non devo farmi distrarre da ciò che sta accadendo, ora devo pensare solo a me stessa, dopo, se sopravviverò e sarò in condizioni da farlo, andrò a vedere come sta, ma, appunto, dopo!

    Sposto lo sguardo intorno, Efrem si è posizionato in mezzo alla stanza… buona posizione, è furbo, ma forse la sua posizione può giovare anche a me.

    Rimango davanti alla porta e punto lo sguardo alla sua destra dove c’è la rastrelliera delle armi, mmm… Mi concentro e sposto lo sguardo alla sua sinistra vero il manichino con la spada di legno e lo lancio verso di lui, la mia intenzione è quella di lanciarglielo in testa, o male che vada, di colpirlo alla spalla sinistra, dovrei farcela, dopotutto la distanza Efrem-manichino non dovrebbe essere elevata e conto sul fatto che lui si aspetti che manifesti la mia arma, cosa che al momento ancora non faccio…

    Se lo colpirò prenderò il mio arco e scoccherò una freccia al suo braccio destro che, se mi va bene, è quello con cui usa la sua arma, se invece è mancino aspetterò la sua reazione e mi regolerò di conseguenza.





    Telecinesi – spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente
    Fantasy bow ---> Forma dormiente
    Ultima modifica di Lilla_20; 27th February 2015 alle 19:29

  5. #235
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Non attendo molto prima che la ragazza dai lunghi capelli rossi mi sveli il suo nome
    « Keyra…solo e soltanto Keyra…»
    Non le chiedo oltre, è stata piuttosto chiara, non intende svelarmi un cognome, potrebbero esserci mille ipotesi dietro questa risposta, ma non voglio crucciarmi in domande che non mi competono e non mi servono neanche in questo momento.
    Continua nelle sue faccende, probabilmente sta preparando qualche intruglio, sento un odore particolare diffondersi nella stanza, non so dire se sia buono o meno, è pungente e particolare, non sono abituata a bere cose diverse dall’acqua ed il luppolo, al castello non mi era concesso neanche il vino, lo bevevo solo di nascosto quando la cuoca me ne versava un goccetto o nel periodo di frequentazione con quel folle di Dahmer, che trafugava botti intere del nettare.
    Alzo lo sguardo e noto che Keyra mi osserva, non sembra essere severa nello sguardo, non ci conosciamo e la situazione che si è creata poco prima nella mia stanza non è stato un buon biglietto da visita, già… la mia stanza, almeno quella che lo era, dovrò per forza entrarci nuovamente per raccogliere tutti i miei abiti, ci ho messo due settimane per portare i miei effetti personali qui, ci manca solo che li veda addosso a sconosciute o usati come strofinacci.
    Comunque sia, mi sembra che l’astio nei miei confronti si sia acquietato, per fortuna! I suoi occhi passano da me alla mia arma, inizio ad essere un po’ nervosa, così tamburello con le unghie sul tavolo, spero che non mi chieda spiegazioni, anche se ormai è piuttosto evidente che sono una frana totale, me la cavo solo nel corpo a corpo, ma la magia e le evocazioni sono troppo per me, non ci riesco, non le capisco, è più forte di me.
    « Daphne….» la guardo nuovamente in viso « Non giudicarmi invadente ma il tuo comportamento in armeria mi ha incuriosito, ti vedo un po’ giù e mi chiedevo….»
    No, no, no ti prego no!
    « Senti… posso sapere se ti va di dirmelo ovviamente, come mai ti porti dietro la tua ascia portandone il suo peso a mano senza richiamarla? E’ una bella arma e la lama potrebbe rovinarsi se continui a trascinartela dietro, sarebbe un peccato » .
    Ecco, lo sapevo, ma è una domanda legittima e continuare a trovare scuse non servirà a nulla, tanto la mia bella bisaccia di figuracce è già bella colma, tanto vale sputare l’osso e levarmi il peso di questa cosa.
    “Credo che qualsiasi cosa io possa dire in questo momento, la verità è alquanto evidente” Keyra si volta e riprende con le proprie faccende, mentre io riporto il mio sguardo all’ascia “E’ piuttosto pesante come arma e non ho la forza necessaria per sollevarla, avrei dovuto seguire il consiglio di mio padre e far incantare qualcosa di più adatto a me, come… un cucchiaio” cerco di ironizzare, anche se il tono della mia voce fa capire chiaramente quanto mi stia vergognando in questo istante “Ho insistito per l’ascia, perché è l’arma che usano i miei fratelli, sono dei valorosi guerrieri e non volevo essere da meno, solo che a mio padre non piaceva molto l’idea che la sua unica figlia femmina si comportasse come un maschio, così ha deciso di accontentarmi, ma di togliermi la possibilità di combattere, mandandomi a fare l’ancella a quell’arpia.”
    In un gesto involontario la mano destra si pone ad artiglio e dei piccoli solchi bianchi, segnano il tavolo di legno. Richiudo la mano a pugno e sento piccole schegge conficcarsi nei polpastrelli, porca vacca, che fastidio “Non ho mai usato la mia ascia più di tanto, le continue mansioni che dovevo svolgere mi toglievano tempo e fiato, quindi un all’allenamento era fuori questione, per non parlare del fatto di non poter avere un insegnante, quindi… sì, non sono capace di riassorbire l’ascia, né di maneggiarla, ma ti prego… non ridere di me, non lo sopporterei”
    «Questo e succo di radice di Ginseng, potrebbe risultare amarognolo al gusto e dal sapore piuttosto forte ma è un energizzante e potrebbe contribuire a migliorare il tuo umore …come anche la tua energia…» Mi sorride e beve dal suo calice « E’ buono, sono piuttosto brava con questi infusi, è stata mia madre ad insegnarmi come sintetizzare il tutto… »



    Prendo la tazza che mi porge e l’osservo per qualche istante, non penso che sia avvelenato, ma non mi ricordo più da quanto tempo non sono io a servire qualcuno e non il contrario, sono pensieri stupidi i miei, ma l’abitudine gioca brutti scherzi. Decido di berne un po’, ma il liquido è tremendamente amaro e storco la bocca per qualche istante, prima che sopraggiunga il retrogusto a rendere il tutto più gradevole. “E’… particolare, spero mi risollevi sul serio il morale, di solito tre o quattro boccali di sidro lo fanno” rido in maniera sciocca, poi sorseggio nuovamente. “Doveva essere decisamente una esperta allora, la mia ha sempre delegato alle cuoche, credo che non sappia neanche accendere il fuoco, ma nonostante a volte si comporti troppo da signora altolocata, non mi ha mai fatto mancare niente. Scusa sto divagando, posso chiederti cosa ti spinge a combattere tra le file di Efrem?”



    Ho detto il suo nome merda, non mi pare che qualcuno lo abbia menzionato fino ad ora, merda, merda… spero di sbagliarmi o mi sgama!


    Pandora - arma in forma dormiente

  6. #236
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Ripeto mentalmente le parole di Daphne e dalle sue parole riesco a percepire il suo disagio, la sua insicurezza, la sua voglia di essere come i fratelli agli occhi del padre , il dimostrare il suo valore indipendentemente dal suo sesso; comprendo bene come si senta, sono gli stessi sentimenti, gli stessi stati d’animo che anche io ho provato, ma non verso un vero fratello di sangue come lei , ma verso un ragazzo che si è sostituito a me agli occhi di mio padre, ma non ho mai odiato Lui per questo …è solo mio padre che biasimo, il tutto perché sono nata donna e sono rimasta l’unica erede. La sua più grande maledizione restando alle sue parole una delle ultime volte che l'ho visto prima della morte di mia madre.
    Sospiro mentre scaccio i fantasmi di quel passato che mi hanno logorato dentro come fossi divenuta rudere di un antico castello, quel disagio interiore che provavo quando incrociavo i suoi occhi blu cobalto, così diversi dai miei, così taglienti e così propensi al giudizio, soprattutto nei miei confronti. Lui voleva un guerriero , un prode fanciullo dal nero destriero che avrebbe innalzato i colori della nostra casata il marrone e l’arancio fino alle alte gerarchie militari, facendosi valere in battaglia, cosa che lui non è mai stato in grado di fare a differenza di suo padre.

    « Non riderò di te, non lo farei mai, non ne avrei il diritto...per poter giudicare bisogna vivere una certa situazione altrimenti si rischia di cadere nel ridicolo. »
    Le dico rispondendo in differita a voce altra senza rendermene conto , alle sue precedenti parole dando voce ai miei pensieri.
    Guardo Daphne mentre osserva a sua volta , la tazza che le porgo, sembra diffidente, forse per l’odore acre che i suoi vapori producono, oppure compiaciuta dal mio gesto, questo suo atteggiamento non riesco a decifrarlo chiaramente, però dopo aver studiato il liquido ambrato per un pò sembra fidarsi e ne sorseggia un goccio distorcendo un po’ le labbra, è quasi buffa, sorrido.
    “E’… particolare, spero mi risollevi sul serio il morale, di solito tre o quattro boccali di sidro lo fanno” la sento ridere quasi scioccamente eppure mi rallegra vederla così, prima sembrava come un cucciolo indifeso in balia delle tempeste ed ora invece sembra più tranquilla, più rilassata, un cielo sereno dopo la pioggia , come se l’avermi detto quelle cose a lungo trattenute l’avesse resa più libera e leggera da un peso che diveniva sempre più grande da sopportare.
    « Questo infuso credimi, è ben diverso dal sidro soprattutto nel sapore direi … ma gli effetti potrebbero essere gli stessi, è una cosa soggettiva e, credo dalla tua espressione che tu ne condivida l’idea…» rido ironizzando sulla situazione; da guerriere a nobil dame che chiacchierano come fosse l’ora del the. Chi l’avrebbe detto fino a ieri?
    Mentre sorseggia ancora e sembra quindi gradire, io finisco il contenuto del mio bicchiere mentre il suo discorso prosegue :
    “Doveva essere decisamente una esperta allora, la mia ha sempre delegato alle cuoche, credo che non sappia neanche accendere il fuoco, ma nonostante a volte si comporti troppo da signora altolocata, non mi ha mai fatto mancare niente….” Dalle sue parole che ascolto con attenzione capisco il legame che la lega a sua madre e, comprendo che appartiene anche a una nobile famiglia, dal suo atteggiamento non si direbbe, ma il fatto di essere magari cresciuta con molti fratelli l’ha resa più mascolina nel carattere e poco femminile , anche se i suoi lineamenti nonostante la cicatrice, risultano molto dolci così come i suoi occhi chiari.
    “Scusa sto divagando, posso chiederti cosa ti spinge a combattere tra le file di Efrem?”
    Efrem? La guardo con leggera diffidenza nel sentire quel nome pronunciato con tanta sicurezza, mi era parso di capire che non lo conoscesse…sorvolo al momento, sono altre le cose che mi colpiscono come fulmine a ciel sereno.
    Abbasso lo sguardo mentre la domanda che non avrei mai voluto che uscisse giunge portando con se tutto il sapore amaro di un tormento; il mio passato che si proietta prepotentemente nel presente forzando le mie labbra per uscire. Il ricordo di ciò che mi è accaduto non mi permette di parlare serenamente quando si tratta di dare risposte che rivanghino il dolore, la rabbia, la tristezza, ma lei con me si è confidata, non posso dirle tutto, le dirò solo quello che sia giusto sapere.
    «Combattere tra le file di Efrem…» indugio nel pronunciare il suo nome squotendo la chioma «…non è esattamente questa la mia posizione, sono qui per la mia amicizia con Andreus e…per una vendetta personale che si è intrecciata con l’animo ribelle di Efrem Targaryus…» soffoco un pianto da troppo tempo tenuto nascosto , mentre i sentieri del mio cuore vengono trafitti da mille lame infuocate , ma una lacrima cade bagnando la superficie in legno del tavolo sfuggerndomi. «…Finirò di combattere la mia battaglia contro il Mondo solo quando la lama del mio stiletto si conficcherà nel cuore di colui o colei che ha osato macchiare col sangue la mia famiglia, dovesse costarmi anche la vita…» lo dico, lo pronuncio senza remore mentre alzo fiera il mio sguardo , lo sguardo ora asciutto di una guerriera decisa nel perseguire il suo obbiettivo, fissando quindi i miei occhi d'ametista simili a vetri lucidi in quelli di Daphne.
    « Perdona lo sfogo…sono io ora che sto divagando…» le sorrido seppur un velo di tristezza attraversi il mio sguardo , faccio un profondo respiro; « Senti, sul serio conosci solo Andreus qui? Voglio dire, non è che conosci magari anche qualcun altro !? Chiedo solo per curiosità. Non sembri essere una brava bugiarda sai ?»
    Ironizzo, pensando alla semplicità con cui ci ha rivelato durante la riunione la sua situazione come ancella della Regina e, sul fatto di essere stata lei la prima inquilina di questo monastero abbandonato, come anche l'origine della ciccatrice che le deturpa il viso , non voglio forzare nulla, vorrei solo potermi fidare totalmente di lei prima di offrirle il mio aiuto semai ne avesse bisogno.
    Ultima modifica di DELTAG; 18th February 2015 alle 18:17

  7. #237
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Keyra mi osserva e risponde alle mie frasi, è seria a tratti triste, è la vendetta a smuovere il suo animo, come tutti qui d’altra parte, me inclusa.
    «Combattere tra le file di Efrem, non è esattamente questa la mia posizione, sono qui per la mia amicizia con Andreus e…per una vendetta personale che si è intrecciata con l’animo ribelle di Efrem Targaryus…»


    A quanto pare Andreus ha molte conoscenze, non le chiedo cosa li leghi, non voglio intromettermi nei loro affari personali, anche perché potrebbe conseguirne una domanda scomoda, ovvero: come faccio a conoscerlo io. Dovrei parlarle di quel periodo buio in cui decisi di lasciarmi andare, morire era l’unica cosa che desiderassi, penso di aver toccato il fondo in quei giorni dopo l’aggressione della Regina, non ero decisamente lucida mentalmente e finii per ingigantire ogni cosa.
    «…Finirò di combattere la mia battaglia contro il Mondo solo quando la lama del mio stiletto si conficcherà nel cuore di colui o colei che ha osato macchiare col sangue la mia famiglia, dovesse costarmi anche la vita…»
    Mi guarda fiera e decisa, uno sguardo che vorrei avere anche io al posto di frignare ogni secondo e fingere di essere una donna forte, mi atteggio tanto a maschiaccio, ma in realtà sono più simile ad una femminuccia. Ed io…? Cosa sono disposta a fare per avere vendetta? Perdere la mia vita? Contro Lumen è molto probabile che non riesca neanche a tagliarle una ciocca di capelli, ma facendo gruppo potrò riuscirci, ci sono guerrieri validi qui e sono certa che diventerò forte come loro, voglio tagliarle la testa, voglio decapitarla con un taglio netto della mia ascia, voglio vedere il suo sangue defluire da quel corpo rinsecchito che si trova e farmici il bagno, è questo quello che voglio.
    « Perdona lo sfogo…sono io ora che sto divagando…»
    Non posso fare altro che sorriderle e con la mano libera mi allungo verso di lei per prendere la sua, vorrei stringerla, sto parlando con qualcuno da non so quanto tempo, i miei unici compagni sono stati ragni e millepiedi in queste lunghe settimane.



    “Ognuno di noi avrà quel che vuole e se ci succederà qualcosa, il resto del gruppo si impegnerà per ottenerlo, in un modo o nell’altro”
    Non so quanto possano essere veritiere queste parole, ma dirle fa un certo effetto, inizio quasi a credere che io possa instaurare qualche sorta di legame qui, oltre a quello che ho con Andreus.



    « Senti, sul serio conosci solo Andreus qui? Voglio dire, non è che conosci magari anche qualcun altro !? Chiedo solo per curiosità. Non sembri essere una brava bugiarda sai ?»
    Eccola la domanda scomoda, ma non posso rispondere, non voglio, devo trovare un diversivo. Ritraggo la mano dalla sua con fare naturale, ma “casualmente” intoppo nella mia tazza ed in maniera inevitabile il suo contenuto mi si rovescia addosso. Mi alzo di scatto e guardo i miei abiti bagnati “Ah… merda, ho sprecato tutto il tuo infuso, scusami, sono proprio goffa” Rialzo la tazza e la metto dritta sul tavolo “Vado a cambiarmi, anzi… ne approfitto per farmi un bel bagno e poi mi cambio” Mi avvio verso l’uscita e mi fermo “Ti ringrazio… per tutto, a dopo” senza indugiare troppo, mi reco al bagno e mi immergo nell’acqua calda, cercando un po’ di ristoro, ora non voglio pensare a niente. Mi trascino nuovamente Pandora dietro, questa volta, sollevandola un pò da terra

    Pandora - arma in forma dormiente

  8. #238
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
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    Sento la sua mano allungarsi strusciando sul tavolo per raggiungere la mia, posarsi con delicatezza e stringere come a dare conforto, un conforto che da troppo tempo non provavo.
    L’ ultima volta è stato quando sola piangevo sulla platonica tomba di mia madre e in mio aiuto è arrivato Lui a trarmi in salvo dal mio baratro , anche se le cose poi hanno preso una piega che ci ha immancabilmente portato ad allontanarci.
    Poche persone mi hanno visto piangere, hanno visto le mie lacrime sgorgare dai miei occhi nei miei momenti di debolezza, ma più rare sono le persone che hanno chiesto il motivo delle mie lacrime senza sapere di essere loro stessi. Troppo gente ferisce senza rendersene conto e quando lo fa, è incapace di tornare, confrontarsi chiedere scusa, ed è così che si chiudono i cuori e si animano gli asti.
    Però oggi ho qui davanti a me questa ragazza apparentemente sconosciuta se non nel nome e qualche breve informazione sulla sua famiglia ed è colei che, oltre ad Andreus , mi ha saputo donare con un semplice gesto, quel calore umano di cui tutti hanno bisogno, anche se una persona è piuttosto solitaria, come me; non chiederà mai a qualcuno aiuto , ma apprezzerà se qualcuno si avvicinerà a lei anche solo per donarle un sorriso, una parola , una speranza in un futuro migliore… una speranza di non essere completamente sola a combattere questa personale guerra che per chissà quale scherzo del destino, si è intrecciata con la via dei ribelli capitanati da quell’elfo scapestrato, irritante e, incredibilmente magnetico di Efrem Targaryus. Improvvisamente noto il calore del palmo di Daphne scemare, la sua mano ritrarsi dalla mia in risposta al mio quesito, anche se il suo gesto appare naturale mi sa che in qualcosa ho visto giusto, ma non voglio chiedere, non voglio infierire, sarà lei stessa a volerne parlare quando e se, se ne riterrà pronta.
    Nel sottrarsi urta la tazza con l’infuso mentre un rivolo ambrato dal tavolo scende a ricamare le sue vesti, si alza di scatto osservando il suo disastro:
    “Ah… merda, ho sprecato tutto il tuo infuso, scusami, sono proprio goffa”
    « Non preoccuparti quello posso sempre riprodurlo. Ti sei scottata piuttosto? » chiedo preoccupata alzandomi a mia volta andando a prendere uno strofinaccio per asciugare mentre lei sistema la tazza.
    “Vado a cambiarmi, anzi… ne approfitto per farmi un bel bagno e poi mi cambio” Per fortuna sembra star bene, le sorrido rassicurandola in modo gentile.
    « Vai, ti conviene, non credo l’infuso al Ginseng sia usato anche come profumo, soprattutto da una donna…qui sistemo io. Tanto devo sistemare questo caos altrimenti qualcuno avrà da ridire »
    - Quasi Sicuramente Efrem, il guastafeste. – Già prima mi ha lanciato un’occhiata non molto gentile….
    Tampono con lo straccio ciò che resta dell’infuso sparso sul pavimento mentre, prima di uscire dalla mia posizione accovacciata, sento la voce di Daphne giungere cordiale :
    “Ti ringrazio… per tutto, a dopo”
    annuisco energicamente sfoderando il mio più sincero sorriso di gratitudine in suo direzione per poi vederla volatilizzarsi come una saetta oltre l’arco.
    Che strana ragazza, penso per poi dirigermi nuovamente verso la cucina a terminare di preparare i miei intrugli.

    Passano interminabili minuti e noto con piacere e soddisfazione personale che l’infuso che ho chiamato Lumbar è pronto. Ne imbottiglio un po’ mentre ne tengo in parte uno, poi proseguo con il resto delle mie erbe; non appena ho finito risistemo tutto e mi reco verso la stanza di Andreus che, tra l’altro è su questo stesso piano, spero sia sveglio e soprattutto sia in camera, di sicuro gli farà bene bere questa brodaglia, pareva stanco e quindi questo di sicuro attenuerà la sua spossatezza e gli darà un po’ di riposo.
    Esco dalla cucina con la mia bottiglietta verde in cui galleggia il mio liquido nerastro simile a liquirizia purissima, liquirizia certo ma solo nel colore, il sapore sarà alquanto sgradevole e acido visto il limone ma balsamico.
    Mi avvicino alla porta della sua camera, busso con cautela sperando di non disturbare, ma da dietro la porta non ottengo risposta se non il sibilo di un pesante respiro simile a quello di un orso in letargo. Mi sa che sta dormendo.
    Faccio per andarmene per tornare dopo quando voltandomi, urto la maniglia della porta con un gomito, un tlac avvisa che la porta è aperta, mentre l’orso si sente ancor più nitidamente…

    «Andreus… » bisbiglio aprendo piano la porta stando attenta a non alzare troppo la voce o a fare strani rumori , potrei spaventarlo e non vorrei trovarmi nuovamente con la testa in un pozzo di sabbia o tranciata di netto dalla sua ascia, va bene perseguire una vendetta, ma morire così proprio non mi va.
    Niente, solo un russare incredibile concentrato in un corpo così piccolo…
    Muovo alcuni passi all’interno, gli lascerò l’infuso sul comodino chissà se lo berrà oppure no. A saperlo che dormiva gli avrei scritto anche un biglietto però va be, ormai sono qui e non ho carta disponibile.
    Non appena mi avvicino, mi trovo ad osservare dalla fessura lasciata aperta dalla porta da dove proviene una tenue lama di luce, un bozzolo indefinito di coperte e lenzuola che si sollevano ritmicamente accompagnando con un concerto ogni respiro mentre alcuni ciuffi di capelli si stendono sul cuscino. Soffoco una risata – Andreus che dorme sembra un bruco rinchiuso nel suo bozzolo pronto a divenire farfalla - .
    Mi accosto al letto cercando di fare meno rumore possibile, poggio sul comodino l’ampolla di Lumbar e poi mi volto per riuscire dalla stanza quando improvvisamente, un movimento mi blocca, un sudore freddo attanaglia le mie membra mentre un braccio scivola fuori dalle lenzuola penzolandomi davanti alle ginocchia a peso morto. Faccio un balzo sul posto portandomi una mano sul cuore per calmarne il battito.

    - Dei credo che Andreus nel sonno stia sentendo i battiti accelerati del mio cuore -
    Faccio un profondo respiro per poi aggirare il braccio e cercare di sgusciare dalla posizione in cui mi trovo ma nel mentre sento dei sussulti, la sua mano stringe un lembo della mia veste tirando con forza mentre delle lettere simili nel suono a parole biascicate , vengono pronunciate con voce impastata tra un russare e l’altro:
    “ E…fffr…ee…mm …”
    Ma cosa sta dicendo?
    Potresti ripetere per favore…? E adesso???
    Come posso andarmene da qui? Oddio che guaio!
    E..F…R…E..M..? Ma cosa è ?
    Non è molto chiaro…ed ora mi sento come Lady Keyra quando spiava me e Thalion….sorrido al suo ricordo. Era una gran ficcanaso, molto saggia però e alla quale volevo molto bene.
    I gorgoglii continuano…stesse lettere…
    L’anagramma di qualche cosa che si è fumato??
    Il nome di una gilda di assassini?
    Elfo Furioso Ribelle Emotivamente Malmesso?
    Essere Fortemente Ritroso Egoisticamente Malvagio?
    Elimineremo Fazioni Reali (e Reiette) Eseguendo Magie?
    O Dei…incredibile come io a tutte queste strane parole messe insieme alla rinfusa e senza un senso apparente pensi ad un unico denominatore comune : Efrem…Efrem? Cosa c’entra? Eppure…
    Finalmente la sua presa si allenta così come anche le sue parole. Faccio un respiro scostandomi velocemente.
    Poverino comprendo che magari stia facendo un incubo con Efrem come probabile protagonista, ma pure nel sonno deve tormentarlo?
    Eppure non mi sembra dalla calma con cui resta immobile nella sua posizione dormiente …sembra però che stia sudando…va be, meglio che me ne vada prima che si svegli sul serio.

    Un folletto arrabbiato e assonnato deve essere piuttosto irascibile.
    Esco dalla stanza di Andreus per poi dirigermi in cucina a recuperare gli infusi riordinandoli con cura su una mensola libera , prima di raggiungere la mia stanza per andare ad indossare qualche cosa di più comodo, ho voglia di un bagno e di un allenamento…




    - Azioni e frasi di Andreus ( leggasi: bel folletto puccioso, come l'ho ribattezzato U-U) concordate con SimsKingdom
    Ultima modifica di DELTAG; 19th February 2015 alle 18:43

  9. #239
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    «Buon proseguimento!»
    dice Andreus dalle spalle della ragazza, lo guardo in volto notando una profonda stanchezza, le occhiaie gli segnano il viso e gli occhi arrossati annunciano un grande affaticamento. Mi dispiace per lui, tutto ciò lo sta sfiancando e vedersi separato così, da un giorno all’altro da sua sorella, gli dei solo sanno quanto sta soffrendo. Ma è un ‘ombra a tradirmi e a riportare la mia mente alla realtà, il mio occhio la vede troppo tardi a causa della sua posizione e, nello spostarmi il manichino mi colpisce ugualmente al lato sinistro. Avverto il suo peso sul braccio e il dolore dei pezzi di legno che collidono con la mia pelle. Cado e mi appoggio contro le rastrelliere facendo cadere un paio di spade per terra. Ma è la vista della sua arma, un arco, materializzato nelle sue mani a d allarmarmi. Vuoi giocare bambolina? Bene, giochiamo. Incocca subito la freccia nell’arco… troppo lenta… troppo troppo lenta… con uno scatto rivolto il manichino e quando sento la corda dell’arco scattare la freccia arriva diretta trapassando con la punta il lato destro del manichino. Con un calcio lo allontano da me e mi rimetto in piedi velocemente «bel colpo signorinella…» Dico con un ghigno stampato sulle labbra. Vediamo se ti piace la tua stessa medicina mi connetto al resto della stanza calcolando velocemente il peso dei singoli oggetti in essa contenuti, li avverto ognuno diverso per composizione e misura, focalizzo i due dietro di lei, eccoli, posati sul tavolo in bella mostra, due mazze ferrate, sollevo quella alla quale manca la catena e la posiziono a metà del suo busto, al centro della sua schiena, un singolo movimento, sposto con velocità in braccio all’indietro e come la sua freccia la mazza scatta con il manico in direzione della sua schiena, non voglio ucciderla, la palla non servirà... al momento. Se il mio colpo dovesse andare a segno dovrebbe incurvarsi all’indietro e abbandonare così le sue armi, se tutto procederà come sperato, raccoglierò una delle spade per terra e mi terrò pronto a farne uso. Non è ancora arrivato il momento di evocare la mia falce, giochiamo un po’ prima…

    Alterazione e illusione:
    Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente - A piacimento in una vasta area

  10. #240
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    E' Sera

 

 

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