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  1. #321
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli




    ANANYA

    «non mi pare che Andreus sia presente in questa sala, magari ha il dono dell’invisibilità e ci sta spiando di nascosto, magari più tardi andrà a riferire queste mie parole a Keyra, che nel frattempo riposa… ma, siccome io non lo vedo, lo chiedo a voi, a meno che non siate delle mie proiezioni mentali!»
    Oh mamma mia...
    «Il tuo caro Andreus non è qui perché è il più ubriaco di tutti. Non è qui perché è da qualche parte nel rifugio a piangere come un bambino. Invece che prendertela con noi perché ti abbiamo fatto delle domande legittime, dovresti prendertela con chi ha preferito trasformarsi in un ritardato per poi uscire in superficie e metterci tutti in pericolo.» Lo sento poi rispondere alla domanda di Yadirha… in un modo che neanche commento.
    Secondo me ha scatenato questa guerra perché i reali, stufi del suo atteggiamento da “io so tutto non parlatemi” l’hanno sbattuto fuori a calci, e lui poverino si è risentito.
    Per fortuna lei gli risponde a tono, ricordandogli che le sue usanze sono diverse. Non ho davvero parole.
    «bene… ora che ogni dubbio è dissipato, direi di riprendere con il motivo principale per cui vi ho convocato! Per gli altri penseremo poi a fare un riassuntino veloce, magari anche un disegnino dettagliato!»
    «Se sei così ansioso di fare il tuo annuncio e poi andartene, di nuovo, allora fallo senza stare tanto a perderti in inutili giri di parole invece che rispondere in modo diretto. E già che ci sei, ricordati anche che non siamo noi i tuoi nemici, anzi tutto il contrario. Beh certo almeno per ora, perché continuare con questo tuo atteggiamento affabile e disponibile di certo non ti aiuterà. Hai fatto una scenata ad Andreus e Keyra perché non sapevano abbastanza cose e hanno sbagliato, e ora che ti chiediamo qualcosa ti inalberi subito? Se sei così frustrato da non riuscire a sostenere nemmeno una semplice conversazione o rispondere a dei normali quesiti, non ti presentare direttamente. Tanto, per dirci due nomi e un luogo bastava un biglietto, che potevi farci recapitare con la tua telecinesi senza neanche scomodarti ad uscire dalla tua bella stanzetta, o qualunque fosse il posto dove eri prima.»
    Finito di parlare mi preparo a evitare una sua eventuale mossa...

    *scusatela era già arrabbiata per Andreus, mò ci si mette pure Efrem con il suo caratterino... e poi lei è inappropriata


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  2. #322
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Mi scoppia la testa, che è successo? Che ho combinato? Oh dei. Dove mi trovo? Avverto una fonte di calore accanto a me, gli occhi mi bruciano e fatico ad aprirli. Mi volto nel letto avvertendo le lenzuola sul mio petto, sono… nudo? No. Almeno i boxer ci sono, sicuro devo aver avuto caldo mentre andavo a letto. Apro leggermente gli occhi, quella lieve fessura cercando di distinguere almeno le forme nella penombra delle candele morenti. La testa mi scoppia, una forte emicrania che non mi permette di vedere nulla se non delle macchie bianche e nere indistinte che vanno a coprire ogni cosa. Riconosco le lenzuola del mio letto, menomale, almeno sono nella mia camera. Il corpo al mio fianco si muove, e dopo un leggero movimento, sento la sua schiena premere contro il mio petto, che sia… lui? L’ultima cosa che ricordo, annebbiata dal mal di testa e dall’alcool, il volto di Efrem mentre mi appoggia sul letto e le mie labbra che, chiuse, toccano nuovamente le sue. È stato lui tutto il tempo, cingo i suoi fianchi con le braccia e mi stringo leggermente a lui. Qualcosa però blocca la risalita delle mie dita verso il suo viso, i suoi capelli… la sua cicatrice, qualcosa all’altezza del suo petto, sta stringendo il cuscino? Non mi pare, le sue braccia sono distese, una sua mano è addirittura scivolata lì… continuo a tastare l’insolito oggetto, è morbido e coperto da un tessuto diverso del cuscino, quindi quello non è. Seguo la linea del tessuto disegnandolo mentalmente, subito la forma distinta di un… reggiseno, uno di quelli che indossava Cassandra. Spalanco gli occhi. Le macchie sono svanite quasi del tutto, quel tanto da farmi riconoscere il corpo, i capelli e soprattutto… il segno distintivo della bruciatura sul volto di «Daphne!» ritraggo la mano di scatto e scosto la sua dal mio corpo mentre mi allontano balbettando «c-cioè… tu… t-tu n-n-non… t-tu non… s-sei… non hai… t-tu… AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH» urlo e, nel continuare ad allontanarmi, precipito dal letto finendo col sedere sulla fredda e dura pietra. Daphne si sveglia di soprassalto, guardandomi dapprima terrorizzata, poi il suo terrore si trasforma in imbarazzo. Oh no. Oh no. Oh no. OH NO. NO NO NO NO NO. Che diavolo ho combinato. No, è impossibile, non posso aver… cioè… no… non con lei, dai, è assurdo… io… NO. Sento il mal di testa aumentare così come l’imbarazzo che via via diventa sempre più tangibile. Scosto gli occhi guardando altrove, «n-non è… cioè… non abbiamo mica…» balbetto e nel frattempo comincio a rivestirmi. Oh dei. Dimmi di no, dimmi di no. La ragazza non risponde, si limita a rivestirsi velocemente e ammutolita, la imito raccogliendo i miei abiti sparsi malamente in giro e porgendole i suoi quando mi capitano tra le mani. Non ho il coraggio di guardarla negli occhi, non ho il coraggio di parlarle, non ho il coraggio di fare nulla. La ragazza si riveste prima di me e, col capo chino e in silenzio schizza fuori dalla mia stanza. È impossibile che tutto ciò sia accaduto, cioè… non a me. Mi rimetto i miei abiti, sono umidi e odorano di pioggia e terra. Dove sono stato? Termino l’opera di vestizione, ed esco a passo veloce dalla mia stanza dirigendomi in mensa dove sento le voci di Ananya, Yadirha e… Efrem. Avvampo. Non posso mostrarmi a lui. Non riuscirei a nascondergli tutto… cioè… qualsiasi cosa io abbia mai fatto. Oh mamma, mi sento così in colpa. Non toccherò mai più una bottiglia di idromele in vita mia. Promesso Efrem, promesso. Entro col capo chino in mensa, mi sento la faccia in fiamme per l’imbarazzo e, dopo una fugace occhiata mi accorgo che proprio lui mi sta fissando. «S-salve…» mormoro quasi a fil di voce e mi siedo accanto a lui scostandomi leggermente, non voglio stargli troppo vicino. L’imbarazzo e i sensi di colpa mi stanno uccidendo. Dopo questa breve pausa scandita dal mio ingresso, il ragazzo riprende il suo discorso e subito, nonostante il mal di testa atroce, capisco a chi sono destinate quelle parole. Ho bisogno di quell’intruglio di Keyra, ora sì che mi sarebbe davvero utile. Magari più tardi glielo chiedo. «Quello che ti ho detto ora sulla cintura di Dohaeris, è la stessa cosa che ho detto ai tuoi compagni, lo stesso discorso che ho fatto a tuo padre, mi aspettavo perlomeno che non ti mandasse allo sbaraglio. Se il tuo popolo ha usanze diverse non mi riguarda, mi informerò quando avrò tempo e... voglia, ma per mia semplice cultura personale. Comunque ti invito a tener presente che io ho parlato a lungo con tuo padre e non penso che avrebbe inviato la propria figlia ad una persona della quale non si fida. Io ed il tuo popolo abbiamo un interesse in comune, un interesse che loro da soli…» non posso fare a meno di notare un ghigno che si dipinge sulle sue labbra «non sono riusciti a raggiungere in tutti questi anni, quindi fammi il piacere di fare interventi che non minano le mie competenze!» finito di parlare il ragazzo si volta verso di me, il suo sguardo è serio, immutabile e al pari di una maschera di cera, abbasso gli occhi mentre l’imbarazzo si impadronisce di me. Oh… cazzo. «Andreus, ben arrivato… Ananya stava dicendo che prima hai rischiato di mettere in pericolo l’intero gruppo dopo esserti… ubriacato ed essere uscito fuori dal rifugio, è vero?» Fritto, morto, fregato, con un piede nella fossa, in punto di morte. Insomma, tutti sinonimi gentili ed educati per dire “fottuto”. Cerco di schiarirmi la gola cercando di ricostruire i ricordi sparsi «l’ultima cosa che ricordo è che stavo curando Medea in infermeria, poi ho… bevuto un po’…» il resto è totalmente confuso, chiudo gli occhi per un istante «sono uscito fuori… pioveva e… c’erano… loro… forse…» dico indicandole con un gesto della testa «c’era anche Daphne… mi pare, seduta contro uno dei muri esterni del monastero, mi sono avvicinato a lei e… non ricordo più nulla… scusami… mi sono ritrovato nel mio letto poco fa…» sento gli occhi pizzicarmi, devo trattenermi. Non posso mostrarmi debole ora, in una riunione stupida addirittura. «Se ho fatto qualcosa di male… scusatemi, non ero in me…» dico a testa bassa alle due, sento gli abiti di Efrem frusciare mentre si volta nuovamente «più tardi parleremo di questo tuo problema… e del vostro gironzolare all’esterno del monastero, così, senza motivo!» deglutisco rumorosamente, «dunque, ci sono altre questioni in sospeso? O possiamo riprendere con questa riunione?» dice leggermente spazientito. Dalla mia posizione riesco a vedere il suo ginocchio che frenetico si muove su e giù… non è un buon segno…

    *Azioni di e su Daphne concordate con Eclisse84


  3. #323
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel




    Apro gli occhi, sono sola in questa stanza…

    Mi giro e rigiro sul mio giaciglio mentre la sensazione di intontimento sembra essere scemata, ma servirebbe giusto un bel bagno per poter far passare del tutto i postumi dopo aver riposato.
    Mi alzo distrattamente dal letto, sono piuttosto lucida ma non abbastanza per evitare di inciampare nei miei stessi stivali lasciati a terra, per fortuna riesco ad appoggiarmi al muro, i miei riflessi sembrano essere un po’ più stabili.
    Mi dirigo al bagno, apro l’acqua mentre mi spoglio lentamente dai miei vestiti, Andreus mi ha detto che avrei potuto trovarlo in cucina se avessi avuto bisogno di lui, ma mi pare che Efrem quando mi abbia rialzato da terra, abbia indetto una riunione, la nuova battaglia è alle porte, quindi credo siano riuniti tutti in cucina, avranno già finito? Non so per quanto tempo ho dormito, potrebbero essere stati decine di minuti oppure ore…forse l’essermi presa una mezza sbornia da idromele è stata la mia salvezza e sarà la plausibile giustificazione per la mia assenza a questa riunione, mi piacerebbe sapere dove si svolgerà la battaglia e chi scenderà in campo, forse Yadirha e Medea visto che Daphne è il nostro ultimo gregato.
    Intanto che dovrebbero essere tutti distratti e presi dalla nuova battaglia io ne approfitto per fare una cosa…potrebbe essere l’occasione giusta per uscire da qui …mi farò raccontare poi da Andreus o da Efrem in persona tutti i particolari della battaglia che si svolgerà. Se si segue la linea della cintura di Dohaeris dopo Amaranthis e Solumquae salendo dal sud verso il nord , verso Adamantem…..dovrebbe essere il turno di Franthalia, la terra delle Rose, uno dei posti più mistici , misteriosi e nobili di Dohaeris….almeno è quello che mi ha sempre raccontato Lady Keyra parlandomi un po’ della geografia del territorio, mi pare che questo luogo fosse associato ad un Drago e al potere del Fuoco, mi sa che chi possiederà tale elemento sarà avvantaggiato in questo campo, ma sono solo mere insinuazioni, non posso sapere quello che non conosco.
    Finalmente l’acqua raggiunge la temperatura perfetta per me , arresto il suo scrosciare e mi immergo nel suo dolce cullare, nella mente una sola immagine ora che Solumquae è stata presa dai Ribelli, il volto sorridente di mia madre … Quanto vorrei fosse ancora in vita il rimorso e il tormento per non aver potuto fare niente per salvarla non mi abbandonerà mai… il suo volto a me tanto caro, i suoi occhi d’ametista,i lunghi capelli color delle pallide rose perennemente intrecciati; un pizzicore prende forma agli angoli degli occhi mentre un dolore sgorga; lacrime.
    Mi immergo con tutta la testa nell’acqua con l’intento di lavare via il sapore amaro che mi segna il volto, l’acqua come la pioggia ha in se l’illusione di cancellare il dolore visibile mascherando le lacrime, eppure un dolore non finirà mai di scalfire gli animi e avvelenare i cuori, lo so bene. Riemergo dal mio torpore solo quando sento i polmoni bruciare per aver trattenuto troppo il respiro, mi risciacquo velocemente gli ultimi residui di sapone per poi asciugarmi, avvolgendomi in un abbraccio formato da un panno che ho riposto poco prima vicino alla vasca.
    Non posso perdere tempo, se voglio andare devo sfruttare le tenebre della notte, il suo manto d’ombra, nessuno dovrà vedermi o sentirmi, lo so bene che quello che sto per fare potrebbe rivoltarsi contro di me, ma devo farlo, ho bisogno di stare sola con lei per chiarirmi le idee anche se so che lei non potrà rispondermi… anche se so che sarà solo una immobile pietra a parlarmi di mia madre.
    Vado in camera con i capelli ancora gocciolanti, mi spoglio della salvietta e la uso per asciugarmi almeno un po’ la chioma, raccolgo i capelli in modo insolito, di solito li preferisco liberi, ma in questo caso è meglio che li tenga legati. Apro il mobile dove custodisco i miei abiti, estraggo un paio di pantaloni e un corsetto neri come la notte più profonda, mi aiuteranno a confondermi meglio con ciò che potrei trovare, se possedessi almeno il potere della Clonazione o quello del Teletrasporto, potrei cavarmela con meno problemi, ma non possiedo ne l’uno ne l’altro quindi dovrò cavarmela facendomi ombra nelle ombre.
    Prendo un comodo paio di stivali senza indossarli, non devo fare troppo rumore , loro sono poco distanti , prendo anche un qualcosa per coprirmi il capo, non posso rischiare di essere riconosciuta da qualcuno e, nessuno deve vedermi ne nel varcare il Glados, ne nel ritorno, devo essere estremamente cauta. Non potrò avvisare Andreus, nessuno ci sarà a darmi copertura…sola…solo e soltanto io. Osservo la mia stanza, tutto è al suo posto, potrei pensare di mettere un qualcosa sotto le lenzuola simulando che io stia riposando, ma nel momento in cui qualcuno si avvicinerà, saprà che non ci sono io in quel letto e potrebbe insospettirsi o alla peggio cercarmi…senza trovarmi…no, piuttosto lascerò credere che sono uscita oppure sono in giro in qualche stanza del monastero, unica cosa chiuderò la porta a chiave e l’oggetto lo porterò con me, almeno sembrerà più credibile che io stia riposando
    - Che Eolo e i suoi Silfi me la mandino buona…-
    Apro piano la porta della mia stanza stando attenta a richiuderla evitando i soliti strani cigolii, chiudo con un giro di mandata, sperando che il rumore passi inosservato alle orecchie degli altri Ribelli sovrastato dalle parole che sento provenire dalla mensa, infilo la chiave in una tasca interna dei pantaloni, assicurandomi che sia ben custodita, poi con i miei stivali in mano inizio a scivolare vicinissima al muro stando attenta a non farmi sentire e a non farmi vedere da anima viva.
    Percorro il corridoio nella parte più lontana dalla sala mensa, restando sempre con la schiena aderente alle mura e assecondando ogni angolo e ogni zona d’ombra. Raggiungo la scala e prendo a salire diretta ai piani superiori. Percorro la distanza che mi separa dall’esterno del monastero con estrema facilità, muovendomi silente nell’ombra e non appena riesco a raggiungere la stanza che conduce alla scala che si apre sulla cripta, il mio cuore che prima martellava timoroso di essere scoperto, ora si sta calmando e sta riprendendo il suo battito regolare, prima di varcare il sarcofago di pietra che da all’esterno indosso gli stivali. Devo anche assicurarmi che fuori sia già calato il crepuscolo e che non ci sia nessuno.
    Osservo ciò che mi circonda in queste quattro mura, ho bisogno di un piccolo alleato…magari un ragnetto oppure un simpatico coleottero, i miei desideri vengono presto realizzati invece da una piccola e solitaria falena dalle ali colorate posata sul muro…oh che bella…nel mentre un dolce viso dai grandi occhi e dallo strano colorito prende forma. Lei.
    Sorrido al suo pensiero, chissà come sta o dove sarà, è da molto che non la vedo…spero stia bene e che se ne stia lontana da questa insalubre guerra…guerra che porterà sofferenza oltre che morte e distruzione. Osservo per un attimo un punto imprecisato davanti a me, mentre la falena si stacca dal muro ed inizia a volteggiarmi attorno, come ha richiamare la mia attenzione.
    – …Vorresti aiutarmi in cambio della tua libertà da questa quattro mura? -
    Bisbiglio mentre mi concentro facendo appello al mio dono che nasce dalla mia razza elfica.
    Chiudo gli occhi respirando profondamente mentre la mia simbiosi inizia ad espandersi per connettersi con la mente della creatura.
    Con facilità riesco a scavalcare le sue difese e a connettermi a lei in un invisibile legame che solo io e la creatura comprendiamo mentre il frullare delle sue ali solletica il mio palmo volteggiando vicinissima:
    - Piccola, non appena sposterò questa pietra tu volerai fuori verso la tua libertà, in cambio ti chiedo di essere per un breve attimo i miei occhi verso il cielo –
    Sfioro con un dito le sue ali vellutate prima di sollevare la mia mano verso l’apertura e consentendole di prendere il volo…

    Vedo…
    Sento…
    Ascolto..
    Il cielo fuori è plumbeo, grigio, manca poco al crepuscolo, ed è reso ancor più cupo ed instabile nella sua cromia , dalle nubi cariche di pioggia. Non c’è nessuno.
    Nell’aria l’odore di pioggia si fa più pungente mentre, il suo fitto ticchettare riecheggia come note sulle piante, bagnando la secca erba e le mute lapidi del cimitero scivolando su di esse terminando poi sul terreno come fossero preziose perle. Malinconia, tumulo…ecco cosa sento, ecco cosa provo….o meglio…prova la piccola falena volando libera spiegando le sue ali nonostante il vento e il temporale avverso…chissà come sarebbe volare…mio nonno ne è capace, chissà se un giorno anche io avrò quella sua stessa dote…

    - Grazie piccola falena, vola… vai , respira la tua libertà e se nei tuoi viaggi incontrerai un elfa dalla pelle bizzarra un trucco particolare , due occhi grandi come opali splendenti e, il corpo adorno da falene , sappi che il suo nome è Niniel. Volale attorno e portale i miei saluti –

    Sorrido mentre tiro il cappuccio del mio mantello sul capo ed esco nella cripta richiudendo il coperchio del sarcofago dietro di me.
    La falena aveva ragione, piove.


    Simbiosi ---> Attiva al grado Esperta.
    Gli elfi nascono dalla natura e con essa hanno forte affinità, sono in grado di comunicare con la flora e la fauna nel linguaggio antico della madre terra: i fiori, le rocce, le creature, ecc
    I maghi e gli stregoni sono loro stessi frutto della natura, la luce e l’ombra fanno parte del Tutto, quindi gli elfi sono in grado di connettersi anche alle loro menti, riescono dunque a percepire ed infondere, a loro volta, le proprie emozioni.



    - riferimento a Niniel fatto con il permesso della sua creatrice valuccia85
    - azione di Keyra che non viene notata da nessuno concordata con SimsKingdom

    Ultima modifica di DELTAG; 21st March 2015 alle 13:40

  4. #324
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    È SERA

  5. #325
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli



    Il calore del letto mi fa sentire bene, quella sensazione di relax che si prova appena svegli e non abbiamo ancora aperto gli occhi, adagiati su lenzuola morbide, comode, tiepide, che abbracciano il corpo come un amante gentile e premuroso. Sento che la testa gira ancora lievemente, ho il classico cerchio da bevuta, ma tutto sommato mi sento molto meglio di qualche ora fa, lo stomaco ha smesso di rivoltarsi e la gola non brucia più. Devo essere ancora confusa o i miei sensi mi stanno prendendo in giro, ma ho come l’impressione di avere qualcuno alle mie spalle



    qualcuno che inizia ad accarezzarmi ed a sfiorarmi… un po’ ovunque. Non mi sorprenderei di trovarmi nel letto di uno sconosciuto, mi è capitato diverse volte, non è cosa della quale mi vanto in giro, mi prenderebbero per una poco di buono… cosa alla quale, effettivamente, non potrei replicare… sottigliezze.



    La mano che scivola sul mio corpo ha un tocco forte, ma non calloso, delicato, seppur deciso… mmh, non mi dispiace affatto. Arrivato al seno insiste sul punto, palpa stringe… mi scappa un sorrisino ed apro gli occhi e faccio per voltarmi verso di lui “Vuoi giocare ancora un po’, eh monell…”




    «Daphne! c-cioè… tu… t-tu n-n-non… t-tu non… s-sei… non hai… t-tu… AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH»
    “A-Andreus… AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH” Lo guardo terrorizzata, senza capire che diamine ci faccia lui nel mio letto, poi mi guardo attorno e…. MERDA, questa non è la mia stanza! Merda, merda, merda, merda… no, no, no, no e NO! Con Andreus, NO!!!! E chi glielo dice a mio fratello? No… non glielo dico, no, no! Andreus precipita dal letto facendo un tonfo pesante, sono talmente imbarazzata che non muovo un muscolo, rimanendo per qualche secondo ancora con il petto al vento
    «n-non è… cioè… non abbiamo mica…»


    Non riesco a proferire una parola, non so proprio cosa dirgli, non lo so cosa diamine è successo! Ricordo noi due insieme ubriachi, ricordo che lui era messo piuttosto male, sicuramente ha bevuto molto più di me e poi… e poi quel bacio veloce e che l’ho spogliato per poi fare lo tesso, perché non sono andata in camera mia? Diamine Daphne, ma non sai chiudere le gambe per una volta? Basta, niente più alcool e se proprio deciderò di ubriacarmi, mi chiuderò in camera a chiave.



    Lo guardo ancora imbarazzata mentre si veste e faccio lo stesso, non riesco a guardarlo… mi dispiace, io… esco dalla stanza col chino ed il passo veloce. “Merda, sei una deficiente totale!” Ammonisco me stessa a denti stretti, mentre corro in camera mia, ma sento delle voci provenire dalla tromba delle scale… ci sarà una riunione e non mi sono presentata, che figuraccia. Arrivata accanto al mio letto, mi cambio velocemente e cerco di sistemarmi alla meglio, ho ancora gli occhi un po’ gonfi e lucidi, spero che non facciano domande.
    Arrivo nella sala riunioni dove vi sono già Ananya e Yadirha, Efrem ed Andreus stanno parlando invece
    «Se ho fatto qualcosa di male… scusatemi, non ero in me» «più tardi parleremo di questo tuo problema… e del vostro gironzolare all’esterno del monastero, così, senza motivo! Dunque, ci sono altre questioni in sospeso? O possiamo riprendere con questa riunione?»
    Di cosa si deve scusare? Quale problema? Loro due insieme… nella stessa stanza, sono io ad avere un grosso problema. Efrem mi fa un’occhiataccia… ancora? Ma che gli ho fatto di male? Abbasso lo sguardo, prima di scoppiare a piangere come una scema o a ridere istericamente. “Buona sera a tutti, scusate il ritardo” Dico con voce mesta. Mi siedo d’istinto vicino Ananya, non me la sento di sedermi accanto Andreus, resto così in silenzio senza scollare gli occhi dal tavolo.


  6. #326
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Dopo la mia “sfuriata” Efrem risponde alla mie parole . «Quello che ti ho detto ora sulla cintura di Dohaeris, è la stessa cosa che ho detto ai tuoi compagni, lo stesso discorso che ho fatto a tuo padre, mi aspettavo perlomeno che non ti mandasse allo sbaraglio>> La sua risposta mi fa arrossire dall’imbarazzo… Dio che figuraccia se ne è accorto, mio padre è bravo in tantissime cose ma non a spiegarsi, infatti solitamente ci pensava mio fratello o mia madre a spiegarmi le cose… Speravo non se ne accorgesse.
    <<Comunque ti invito a tener presente che io ho parlato a lungo con tuo padre e non penso che avrebbe inviato la propria figlia ad una persona della quale non si fida.>>



    Mio padre ha deciso di mandarmi in questa missione ma questo non significa che si fidi appieno non si può certo condannare per questo, non per niente mi ha messo in guardia, la mia vita vale di più della missione. Mio padre ha soltanto visto la possibilità di farla pagare ai reali per il fallimento della missione, però lui non sacrificherebbe mai la vita di sua figlia per la battaglia di qualcun’altro, soprattutto se fa parte del paese che tanto odia<<Io ed il tuo popolo abbiamo un interesse in comune, un interesse che loro da soli...non sono riusciti a raggiungere in tutti questi anni, quindi fammi il piacere di fare interventi che non minano le mie competenze!»
    Non mi piace che mi si rinfacci i fallimenti del mio popolo da una persona che in fin dei conti conosco appena, io sono una donna leale e non tradirei mai la missione e i miei compagni, a meno che non mi ne si dia un motivo… e questo mi pare ovvio.



    Proprio in quel momento il guaritore fa la sua entrata in scena sembra imbarazzato, e Efrem giustamente lo rimprovera per essersi ubriacato eccetera, roba noiosa e che non mi interessa minimamente, o almeno in questo momento, sono troppo infastidita.



    Dopo che il capo ha chiesto se avevamo delle altre domande o se si poteva andare avanti, veniamo di nuovo interrotti dall'arrivo di qualcuno
    <<Buona sera a tutti, scusate il ritardo>> Oh ecco finalmente la signorina ha fatto la sua entrata in scena per poi sedersi mesta di fianco ad Ananya. Bene spero che se debba arrivare qualcun’altro lo faccia in fretta anche perchè mi sto iniziando ad innervosirmi, odio le attese. Per calmarmi accarezzo i miei due serpentelli che con l’arrivo di Andreus e Daphne si sono svegliati e li stanno guardando curiosi.


    Ultima modifica di niobe cremisi; 28th March 2015 alle 17:48
    Il mio spazio ricordi --> Crimson Dream
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    Crimson Door
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  7. #327
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    Mi guardo intorno in quell'ambiente stranamente di festa. Non è tanto che sono arrivata ma è la prima volta che in questo rifugio ci si diverte, almeno da che sappia io.
    Finalmente Andreus si volta verso di me avvicinando due dita al mio naso. Farà male? Non lo so, o meglio, da quello che so e che ho visto in passato, ricaccio indietro il ricordo di mio padre mentre veniva curato, non posso pensarci ora o scoppierei a piangere e non voglio assolutamente qui, davanti a tutti, per fortuna ci pensa il guaritore a dissipare i miei dubbi.

    «se ti faccio male, dimmelo…» Mi informa sorridendo. Quando la sua magia curativa inizia sento dapprima un leggero solletico poi fa un po' male ma non così tanto da dirglielo.

    Quando ha finito porto istintivamente la mano destra sul mio naso che non mi fa più male e che al tatto sento anche sgonfio. Un sorriso illumina il mio viso. «Grazieeee!» Mi viene voglia di abbracciarlo tanto gli sono riconoscente, ma non lo faccio, che penserebbe altrimenti? Forse che sono completamente svitata.

    Man mano che gli altri se ne vanno io mi sento sempre più stanca e riflettendo ricordo che è un bel po' che non dormo, la vita qui al Monastero non è certo regolare. Non ce la faccio però ad arrivare alla mia camera così decido di improvvisare, mi guardo intorno e mi avvio strascicando i piedi verso il letto più vicino dove mi lascio cadere pesantemente. Non faccio in tempo a mettere la testa sul cuscino che sono già addormentata.

    ----------------

    Mi risveglio frastornata non ricordando di essere andata a dormire e mi fa un po' male il collo, mi guardo intorno e noto di non essere nella mia camera ma in infermeria ed allora ricordo che è esattamente dove mi sono addormentata. Da quanto tempo sono qui? E gli altri dove sono? Mi alzo lentamente con un lieve mal di testa dovuto sicuramente all'idromele, porto la mano sinistra al naso e lo sento normale, così ricordo che Andreus mi ha curata.

    Sento poi un leggero languorino allo stomaco così mi alzo e mi dirigo in cucina.
    Man mano che mi avvicino sento delle voci. Mmm... meno male, sono in tempo per la cena, o per la colazione o magari è il pranzo? In questo luogo non si capisce mai che ora è.

    Entro quindi in sala da pranzo... «Che bello siete quasi tutti qui, sono contenta di pranzare o cenare tutti insieme!!!» Sorrido allegra per poi notare lo sguardo di Efrem che è tutto tranne che contento ed insieme mi rendo conto che nessuno ha un piatto davanti. Mmm... mi sa che non stanno mangiando. In silenzio mi siedo accanto a Yadirha bisbigliandole. «Che succede qui?»
    Ultima modifica di Lilla_20; 22nd March 2015 alle 19:42

  8. #328
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    «Che bello siete quasi tutti qui, sono contenta di pranzare o cenare tutti insieme!!!»
    Appena ho sentito questa frase ho pensato -Mamma mia l’alcool fa brutti scherzi!- la ragazza bionda, come si chiama…



    Medea si siede di fianco a me non appena si rende conto che non siamo riuniti qui per mangiare, per poi bisbigliarmi
    «Che succede qui?»
    Che domande che mi fa, che cosa vuoi che stia succedendo?



    E poi perchè lo chiede a me, mica sono un agenda degli appunti! Sbuffo per poi incrociare le braccia al petto e con tono piatto e annoiato le rispondo
    <<Che vuoi che sia successo?! Nulla, assolutamente nulla solo un sacco di chiacchiere!>>


    Ultima modifica di niobe cremisi; 28th March 2015 alle 17:49
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  9. #329
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli




    ANANYA

    Finisco la mia “ramanzina” ed Efrem pensa bene di rispondere solo a Yadirha. Ma cosa sono diventata, invisibile e inudibile? Magari pure se lo infilzo non se ne accorge? Bah!
    La cosa passa in secondo piano, dal momento che Andreus entra nella stanza. Efrem gli chiede conferma su ciò che ho detto riguardo le sue azioni… ah ma allora esisto, quando vuole! Scuoto lentamente la testa, guardando Andreus che tira fuori delle patetiche scuse per quello che ha fatto, quasi come se qualcuno lo avesse costretto.
    Poverino. Lui non ha colpa! No, no!
    Fa anche il nome di Daphne come sua complice. Bene, visto che non avevo capito chi fosse la seconda persona.
    Arriva poi la sua compagna di giochi, che dopo averci rivolto un saluto colmo di entusiasmo, viene a sedersi accanto a me. Subito dopo pure Medea si unisce a noi, chiedendo a Yadirha cosa stia succedendo, domanda alla quale lei risponde con niente di più vero: un mucchio di chiacchiere.
    Siamo qui da… quanto? E ancora non sappiamo nulla di domani, della prossima battaglia. Scommetto che le altre fazioni non sono così disorganizzate, loro come minimo avranno saputo tutto già da questa mattina, se non addirittura da ieri sera! Invece noi dobbiamo sempre ridurci all’ultimo momento. Beh, questa volta poco mi importa, visto che molto probabilmente non andrò di nuovo io, però non vorrei diventasse un’abitudine per la prossima volta che toccherà a me.
    Questo mi fa venire in mente pure che ho ancora una mano da sistemare, quindi sfruttiamo il fatto che il poverino non si ricordi niente per chiedergli di fare il suo lavoro: «Andreus, appena finisce la riunione, mi aiuteresti con questa?» gli chiedo con tono innocente mostrandogli la mano, per poi tornare ad attendere il grande annuncio che Efrem fatica a fare.


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  10. #330
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Finalmente la sceneggiata tipica dei vecchi sobborghi del regno cessa così come è nata. Andreus si ammutolisce del tutto continuando a fissare il pavimento. Che diavolo ha combinato? Possibile che sia solo per il fatto di essersi ubriacato? Bah… più tardi mi deve delle spiegazioni. Poco dopo entra Daphne, le rivolgo solo uno sguardo furente per il suo ritardo e la sua probabile sbronza insieme agli altri. La ragazza china il capo e dopo essersi seduta accanto ad Ananya rimane inebetita a fissare il tavolo, oh dei. Ma che ho fatto di male nella mia vita? Yadirha è finalmente ammutolita e, dato il suo imbarazzo di poco fa, direi di aver toccato qualche tasto dolente. Bene. Almeno starà zitta e ferma per qualche minuto. Visto che, domani dovrà sprecare questa energia in battaglia a Franthalia. Sto per cominciare a parlare quando una voce squillante e allegra irrompe per la sala «Che bello siete quasi tutti qui, sono contenta di pranzare o cenare tutti insieme!» serro le labbra e spalanco gli occhi incredulo. Dove mi trovo? Da quale diavolo di manicomio li hanno presi questi? Sto per farla fuori, magari tagliandola in due con i rovi, sarebbe un monito perfetto per questa mandria di donnine stupide, le quali, la guerra non sanno nemmeno il significato letterale. Il senso del dovere? Cos’è? Si mangia? Sanno solo frignare e lamentarsi perché il loro capo non è così simpatico come avrebbero voluto. Respira Efrem. Respira. Farle fuori ora non ha alcun senso, vuoi vincere questa guerra, bene.
    Mi limito solo a fissarla furente contando mentalmente alla rovescia e accompagnando il conteggio con il ginocchio. La bionda si siede e bisbiglia qualcosa a Yadirha, qualcosa alla quale lei risponde semplicemente con «Che vuoi che sia successo?! Nulla, assolutamente nulla solo un sacco di chiacchiere!» stupida. Avrei dovuto selezionarmelo da solo il guerriero dal deserto di Kiera e non affidarmi al giudizio del padre di questo essere inutile. Calma Efrem! Continuo a ripetermi questa frase come un mantra ormai da giorni. Dovranno capire, capire che tutto questo non è un gioco, capire che in questa guerra, la loro supponenza e le loro lamentele valgono quanto uno sputo. Anche Ananya sembra calmarsi e rivolge una richiesta di guarigione verso Andreus, lo guardo per un attimo e il ragazzo risponde senza staccare gli occhi dal pavimento «d’accordo…» dice soltanto per poi ritornare nel silenzio. Non capisco questo suo comportamento e, sincero, non mi va di vederlo così. Ritorno con lo sguardo sui presenti, «a quanto pare all’appello manca solo Lucynda, Keyra è a riposo nella sua stanza e… come avete potuto constatare voi stesse, non si sentiva molto bene.» dico e mi sistemo dritto sulla sedia «dunque… ora che ho la vostra calma e attenzione, vorrei dirvi il motivo per cui vi ho fatto convocare qui. Come già avrete intuito, la prossima battaglia è alle porte… il prossimo campo di battaglia sarà Franthalia!» mentre parlo poso le braccia sul tavolo, davanti al petto mentre col piede raggiungo la gamba di Andreus, il ragazzo sussulta ma non alza gli occhi «forse conoscerete già il luogo, ma vi rinfrescherò comunque la memoria. Si tratta di un posto dove il tempo pare essersi fermato, è la grande vallata delle rose eterne dove i cespugli di rose non appassiscono e non nascono con nuovi boccioli. Nella vallata risplende lo scheletro dell’ultimo drago, morto prima della fondazione del regno.» ritiro il piede sotto la sedia e rivolgo gli occhi verso Yadirha e Medea, i ricordi riaffiorano prepotenti «voi due avrete l’onore di battervi su quel campo, ho visto i tuoi allenamenti con Daphne, Yadirha, mentre tu, Medea, ti sei allenata con me. Avete buone capacità e potreste portare la nostra fazione alla vittoria!» voglio ricredermi su Yadirha, ha dimostrato di saper combattere, perlomeno le sue doti belliche compenseranno quelle intellettuali. «Ci sono domande? Intelligenti possibilmente…» dico con un ghigno stampato sul volto. Franthalia… il luogo dove tutto ha avuto inizio, dove sono diventato maestro… dove ho ricordato il mio passato…

 

 

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