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  1. #351
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Lucynda Mellow


    Sapevo che la mia improvvisata abbia suscitato una notevole attenzione. Avanti, sputate il rospo. Date sfogo alle vostre ciance da quattro soldi, tanto non capireste mai il movente della mia scelta.

    Per oggi ne ho avuto anche abbastanza, se questi azzardano una sola parola, giuro che gliene darò tante… ma tante, fino a vederli soccombere dissanguati. Ci sarebbe un’alternativa: mozzerò le loro lingue e le userò come contorno sulle uova strapazzate!
    Il primo della lista è testa rossa, il quale squadra ogni centimetro del mio corpo per poi accomodarsi fuori, sputandomi in faccia delle parole che incutono un certo timore.

    Aggrotto le sopracciglia e lo fisso torva, ma lui si è visto? Puah, che sciocco ragazzino.

    Scruto nuovamente i presenti, finché gli occhi si posano su Andreus, il quale sembra essere impegnato nel curare la mano ustionata di MissCadavere. Ma perchè non ci aveva pensato quando ci trovavamo in infermeria? Bah.
    «Se avete bisogno di me, mi trovate in biblioteca…» dibatte poi il fellone, abbandonando il refettorio e dirigersi nella meta da lui citata. Sì, ho bisogno di te. Il richiamo della vendetta è troppo forte.
    Basta, ho deciso. Lo farò.

    Smuovo il deretano dalla sedia e comincio a dirigermi in punta di piedi fuori nel corridoio, seguendo le sue orme. Raccolgo i capelli da un lato e mi sporgo leggermente di lato dal muro dell'ingresso della biblioteca, nella speranza che la mia presenza sia invisibile.
    Eccolo lì, rannicchiato in un angolino a leggere un libro che, a giudicare dalla copertina, parla di un qualcosa che riguarda una creatura misteriosa. Cercherò di celare la mia fonte d'identità, non devo dare nell’occhio. Lui non deve sapere, non deve destare alcun sospetto verso di me.
    Concentro la mia essenza oscura, chiudendo per un attimo gli occhi e riaprirli di scatto, in modo tale che l'energia "psichica" si sprigioni dal mio corpo, riversandosi verso la mente del fellone.

    Aura di tenebra - Esperta
    Infonde paura: Il cuore palpita più velocemente, si ha un profondo fastidio e soggezione.
    Percepisco i sussulti di egli, ha funzionato. Un sorriso compiaciuto si dipinge sul mio volto: che ti sia di lezione, stronzo. Trema, trema…

    Non bado alla fine dell'esito e, con passo più affrettato possibile, mi dirigo presso l'armeria.
    Entro con fare indifferente, mentre evoco la mia compagna di giochi. La sento comparire particella dopo particella, avverto il peso e la consistenza sempre più maggiore, finché la vedo comparire completamente e fremere tra le mie mani.

    Arma – Spada in Forma Dormiente
    Final Sword (Tenebris Fulgura)
    Mi trovo davanti ai miei occhi le figure di Efrem, Yadirha, Medea e... Lei.

    Chi sarà il prossimo duo a scendere in campo? Per il momento non me ne importa un accidenti, ora ho un secondo bersaglio di cui occuparmi: la donna sguattera e, magari, anche la biondina...


    *Azione concordata con SimsKingdom. (In realtà volevo adoperare l'aura in sala mensa, ma dato che Andry se l'è data a gambe in biblioteca... spero non sia un problema. xD
    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 26th March 2015 alle 21:59


  2. #352
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Dopo un attimo di riflessione mi risponde che ogni mente è diversa quindi non è un vero e proprio metodo, ma solo dei consigli che sono <<primo, non pensare a nulla, svuotare la mente aiuta molto. Secondo: focalizza solo l’oggetto che ti interessa, ignora il resto, hai scelto una spada? Bene, rimani concentrata solo su quella. La direzione o il movimento da impartire all’oggetto poi vengono da soli, basta solo pensare il movimento e quello verrà da se.» Dopo ticchetandosi sulla tempia mi dice che è tutto nella mia testa, e dopo essersi rimesso in posizione con un sorriso di sfida mi dice «avanti, riproviamo... stupiscimi!» per poi strizzare l’occhio.



    Bene adoro le sfide, mi guardo rapidamente attorno studiando la stanza per cercare di individuare l’oggetto che fa al caso mio, in questo caso la lancia che si trova nella rastreliera dietro a Efrem.



    Faccio qualche passo avanti e mi concentro estraniandomi da tutto, ora per me esiste solo quella lancia che immediatamente si solleva silenziosamente, la faccio roteare in modo che sia parallela al pavimento e sia quasi a raso terra, dopo un attimo di tintinnamento la lancia parte a tutta velocità verso le caviglie di Efrem come se fosse un fendente di una falce.



    Il mio intento è quello di colpirlo alle caviglie con manico della lancia per farlo vacillare o nelle migliori delle ipotesi cadere, comunque indipendentemente dal risultato gli chiederò
    <<Allora come sono andata?>>




    *Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente
    Allievo – Nel raggio di 2 metri, può sollevare fino a 100kg di peso
    Ultima modifica di niobe cremisi; 28th March 2015 alle 18:08
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  3. #353
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Medea Euripide



    Sono ancora intenta a guardare gli altri due che si allenano. Mi giro poi verso Daphne per vedere se è pronta dato che non ha risposto e la vedo correre verso di me. Azz questa non me l'aspettavo. Cosa faccio ora? Non faccio quasi in tempo a finire il pensiero che la tora mi colpisce con la testa all'altezza dello stomaco. La mia distrazione e la sua forza mi buttano a terra ed io vengo investita da un fortissimo dolore allo stomaco. Porto automaticamente le mie pance sulla parte colpita urlando di dolore e frustazione.

    Ma non ho tempo di abbandonarmi alla mia frustazione che vedo la sua ascia puntata alla mia gola. “Ho la tua completa attenzione, ora?” Sgrano gli occhi, ma fa sul serio questa? <<Sì hai la mia completa attenzione>> Le rispondo rabbiosa. Il dolore allo stomaco non si placa ed io non riesco a distogliere le mani dalla parte che mi fa male.
    I miei occhi sono puntati su quelli di lei sperando con un'espressione coraggiosa, ma dato il dolore e l'ascia puntata alla mia gola non sono tanto sicura di esprimere quello che vorrei.
    Certo se ora fossi in una battaglia vera sarei spacciata, sono a terra con le mani sullo stomaco e con un'ascia puntata alla gola, il prossimo passo sarebbe sicuramente la mia morte.

    Daphne ritira l'arma e io tiro un sospiro di sollievo. Punto la mano a destra a terra e lentamente mi rialzo. Lo stomaco fa ancora male ma in battaglia di certo non potrò farmi curare quindi tanto vale vedere ora quanto resisto.

    Stiamo una di fronte all'altra e ho una voglia pazzesca di vendicarmi ed anche se vorrei darle un bel pugno in faccia, lei potrebbe tranquillamente aspettarselo e difendersi o farmi più male di quanto non ha già fatto, quindi no, non va bene. Potrei usare l'arco ma stiamo troppo vicine affinché riesca a scoccare una freccia e poi devo stare attenta, voglio colpirla, mica ucciderla.

    La mia unica possibilità è la telecinesi! Mi concentro cercando di rimanere immobile come se stessi pensando. Richiamo a me il mio potere sentendolo scorrere su di me, la mano sinistra è sempre sullo stomaco mentre la destra è accanto al mio corpo, la corrispondente mano è in basso ed è su quest'ultima che concentro il mio potere che scateno su uno stiletto alle spalle di Daphne, esso, mosso dalla telecinesi si alza ed a discreta velocità va verso il collo della mia avversaria. Il mio intento è quello di colpirla con il manico sul collo, dal momento che ho deciso di concentrarmi con l'oggetto alle sue spalle non dovrebbe rendersene conto. Sia se il colpo andrà a buon fine, sia in caso contrario, farò qualche passo indietro richiamando a me Fantasy Bow, il mio arco, per essere pronta alla successiva mossa della mia avversaria.



    Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente


    Allievo – Nel raggio di 2 metri, può sollevare fino a 100kg di peso

    Fantasy Bow ---> Forma dormiente
    Ultima modifica di Lilla_20; 27th March 2015 alle 17:05

  4. #354
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    E' NOTTE

  5. #355
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli




    ANANYA

    Ecco che ci risiamo: io chiedo qualcosa a qualcuno, e questo mi guarda male. Ma che ho detto? Ma che ho fatto? Lui, poi?
    Le persone sono veramente strane…
    Forse ce l’ha con me perché ho spifferato al suo amicone quello che ha fatto. Deve per forza essere così, non vedo nessun altro motivo.
    «Un “per favore” o un “grazie” ogni tanto non guasterebbe, lo sai vero?» dice con fare infastidito.
    “Per favore”, “grazie”... che differenza fa? Alle persone piace così tanto perdersi in inutili chiacchiere che distraggono dal punto cruciale della conversazione? Bah!
    Tende poi la mano, dalla quale si sprigiona una luce bianca più della mia pelle assieme a una sensazione di calore… Calore?! Per un attimo mi allarmo, pensando che mi stia fregando, ma poi quando sento che è piacevole, e vedo la mia mano visibilmente guarire mi rilasso.
    «bene, la prossima volta non giocare troppo vicino alla fornace.»mi dice quando ha finito. Pensa davvero che io abbia messo la mano in un forno? O la sua sarebbe una specie di battuta?
    Mah, continuo a far fatica a capire le persone..
    Facciamolo contento va, visto che adesso è stato bravo. «Grazie» provo a dirgli, curiosa di vedere se funziona, continuando a non capire questo modo di fare.
    Ripensandoci, capire o no non ha importanza nell'immediato, l’importante è saperlo. Magari riuscirò a parlare con qualcuno senza che questo si offenda, la prossima volta. Certo che la gente è difficile eh!
    Andreus poi ci comunica che andrà in biblioteca, oh che coincidenza. Devo andarci pure io. Prima però vado in cucina a prendermi un bicchiere d’acqua. Tutte queste chiacchiere mi hanno fatto venire sete.
    Arrivo vicino alla brocca in cucina e mi riempio il bicchiere, infine bevo tutto d’un sorso. Aaaah mi ci voleva proprio!

    Mi dirigo dunque in biblioteca, ma noto qualcuno con un abito… molto appariscente e colorato. Mi piace!
    Noto solo ora che è Lucynda, che dalla biblioteca si sta dirigendo in armeria. Le passo accanto e «Bello il tuo vestito» le dico. Spero di essere risultata sincera, visto che lo ero. Ci mancherebbe che pure lei se la prendesse.
    Forse dovevo dire grazie anche a lei? No, ma che vado pensando, da quello che ho capito grazie si dice quando qualcuno ti fa un favore!
    E se ci fosse un’altra di queste parole inutili che si dicono in queste circostanze? “Mi piace il tuo vestito.. ciao”? Oppure “mi piace il tuo vestito…” aaaah che disastro!

    In questo momento devo avere un’espressione alquanto incerta stampata sulla faccia. Continuo a camminare guardando la mia meta, la biblioteca, e accelerando il passo.
    Ci penserò dopo, forse.

    Per il momento, cerchiamo qualche libro che parli di questi benedetti attacchi mentali...


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  6. #356
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    Non mi sono mai sentito una guida, anzi spesso sono stato io stesso la testa di rapa dell’altra parte della scrivania. Una sorta di ribaltamento, prima ero io a dannare septa e Drako, ora sono gli altri a far dannare me… cioè, quello è ormai unna costante della mia quotidianità. Una costante che sta diventando troppo marcata in questo periodo. La guerra tira fuori il peggio di noi stessi e l’ignoranza regna sovrana all’interno della mente umana. Gli insegnanti divengono capi e gli ignoranti diventano a loro volta insegnanti. I peggiori si susseguono ai migliori e così viene distrutto un popolo antico da secoli come lo è ora quello Dohaeriano. Una lotta interna che non sta portando altro che distruzione. Questa guerra l’ho creata io, tutto è partito dal mio scellerato gesto di liberare quel… quello stupido di Drako, se solo mi avesse seguito, adesso avremmo già conquistato gran parte dei territori. E invece no, lo stolto abbandona al saggio frapponendosi e schierandosi contro di esso. Scuoto leggermente la testa ricacciando indietro questi pensieri, questi ricordi che violenti si fanno sempre più marcati giorno dopo giorno, e guardo la donna, o meglio, la figura femminile davanti ai miei occhi. Mi fissa carpendo avida ogni insegnamento che esce dalle mie labbra. È determinata a portare la vittoria, certo magari non per il mio stesso ideale visto che lei combatte principalmente per ripristinare e reintegrare la potenza del suo popolo esiliato. La vedo mentre si concentra nel cercare un oggetto che possa fare al caso suo, ne osservo i movimenti memorizzando mentalmente i suoi errori, i suoi occhi si fermano, hanno trovato l’oggetto del suo interesse. Non si muove e subito lascio che tutti i miei sensi siano in allerta. D’un tratto un tintinnio metallico alle mie spalle, per terra, un lieve e breve strusciare di metallo sul marmo. Vuole farmi cadere? Non male come mossa, mi volto immediatamente a quel suono, un attimo prima di vedere la lancia bianca saettare verso le mie caviglie, è piuttosto lenta e… semplicemente la scavalco girandomi nuovamente verso di lei, ora tocca a me, giusto? Mentalmente mi connetto alla stanza, agli oggetti al suo interno e focalizzo uno degli archi sulla rastrelliera accanto a lei «ci siamo quasi ma…» lascio scattare l’arco verso le sue ginocchia in un rapido attacco laterale. Se cadrà come previsto, l’aiuterò ad alzarsi, comunque in ogni caso le dirò continuando la frase «… ti suggerirei di essere più silenziosa.» con una punta di sincero orgoglio nella voce…

    Alterazione e illusione:
    Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente - A piacimento in una vasta area

  7. #357
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Apro il libro a una pagina a caso, non ho molta voglia di leggere ma almeno riuscirò a distrarmi quel tanto che basta a non farmi pensare molto a ciò che è successo, a Daphne, il suo volto imbarazzato e a tratti stupito che dal mio letto mi fissava incredula mentre balbettavo. A Efrem, alla sua futura reazione più tardi, cosa penserà? Cioè, ho davvero fatto qualcosa di così aberrante da provocare una sfuriata? Oddio… non credo che questa finirà come l’altra volta, sono paranoico? Sì. No, ok Andreus, lo stai facendo di nuovo. Smettila e pensa a tutt’altro. Mi sento un pazzo, non mi stupirei se tra poco cominciassi a parlare da solo, sarebbe soltanto una “minuscola” conseguenza di tutto questo stress. Mi sento avvilito, non so più nulla e voglio risposte, Daphne non vuole parlarmi, Efrem ha già capito qualcosa, Keyra è morente nel suo letto. «Oh dei, dei, dei, dei. DEI!» li ho nominati così tante volte che tra poco scenderanno uno ad uno… in fila… per picchiarmi con ferocia inaudita. Abbasso la testa e la gratto con entrambe le mani, il libro scivola tra le mie ginocchia e, per non farlo cadere, le chiudo di scatto serrando quindi il volume che sbatte con un crepitio sinistro delle pagine vecchie e ingiallite. Diamine, altri danni. Lo apro controllando velocemente tutte le pagine, sono tutte mangiucchiate di sopra e al tatto i lembi più esterni si trasformano velocemente in polvere, su alcune pagine le scritte appaiono sbiadite o strisciate, segno che qualcuno di molto distratto ci ha passato sopra le dita senza particolari accortezze… oh cazzo… alzo le mani guardando le chiazze di inchiostro che le macchiano, sono sudaticce. Le asciugo alla meglio sui pantaloni e comincio a leggere sul serio.

    “Questi infatti erano creature pure, ma diffidenti, si circondavano solo dei propri simili, consapevoli che gl’incantatori non erano degni di un potere forte come il fuoco.”
    No, non ce la faccio. Sbadiglio rumorosamente ammirando poi la miniatura dettagliata di un drago dalle scaglie chiare, l’aspetto antico, anziano e le sue ali presentano grossi squarci simili a tagli o a zone consumate. «Questo è… Paa… Pan… Par… Panoramix!» guardo leggermente in basso per scorgere la risposta «ah… Paarthurnax… vabbè quello…» poggio poi il tomo sulle gambe, aperto ancora alla pagina con quel drago e mi prendo la testa tra le mani «cosa devo fare?» mormoro a me stesso. Ho paura, un profondo senso di terrore e soggezione, il mio cuore palpita all’impazzata minacciando di schizzare fuori dal petto. Cosa mi prende? Oddio cosa ho fatto? Non me lo perdonerò mai, ho tradito la sua fiducia e ora ho paura della sua conseguente reazione. Sono un codardo, uno stupido e schifosissimo pollo. Ricaccio indietro le lacrime che prepotenti minacciano di uscire a fiotti e sprofondo ancora di più nelle mani, il libro cade scivolando tra le ginocchia e atterrando ancora aperto sul pavimento. Il drago continua a fissarmi con quegli occhi assenti che quasi mi perforano l’animo. Una lacrima mi tradisce cadendo sul testo e scivolando portando dietro di sé tracce di inchiostro. «No!» dico secco chiudendo di scatto il volume e asciugandomi l’occhio con la manica. Calmati Andreus, non hai fatto nulla, hai solo dormito… come tuo solito. Il battito non è più accelerato, la paura lentamente svanisce e sento il respiro rallentare sino a stabilizzarsi. Che cosa mi è successo? Perché? Perché ora? Tiro un profondo respiro, sento la schiena fredda, sudata. Tutto ciò non è normale, non sono da me questi attacchi di panico. «Idiota!» dico con voce piatta, calma mentre riapro il libro dove l’avevo lasciato, la macchia d’acqua è stata assorbita dalle pagine e ha lasciato una chiazza d’inchiostro nel punto dell’impatto. Riprendo la lettura cercando di ignorare tutto quanto, tutto ciò che si trova all’esterno di questa ala, di questo angolo… di me stesso…

  8. #358
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Come previsto Efrem riesce a schivare il mio colpo senza troppe difficoltà non mi aspettavo nulla di diverso, dopo essersi voltato verso di me mi dice «ci siamo quasi ma…»



    Con una velocità sorprendende vedo scattare verso di me uno degli archi alla mia sinistra diritto verso le mie ginocchia.



    Cerco di schivare l’arco facendo un balzo indietro ma senza risultato visto che l’arma riesce a colpirmi comunque e cado a terra come una pera cotta. Dannazione che dolore che mi fa il fondo schiena.



    Appena riapro gli occhi vedo la mano offertami da Efrem che afferro senza troppe cerimonie. Una volta in piedi sento la voce dell’uomo dirmi
    «… ti suggerirei di essere più silenziosa.»



    Quindi è questo che mi ha fregato il rumore mannaggia che errore da principianti, tra meno di un giorno devo andare in battaglia e non riesco nemmeno a fare un attacco a sorpresa semplice, questo è inaccettabile.
    << E’ un errore che non commetterò più!>> Dico determinata, almeno questa volta ho beccato il bersaglio!


    Ultima modifica di niobe cremisi; 28th March 2015 alle 18:11
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  9. #359
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    La ragazza afferra la mia mano e con poca forza riesco a tirarla su mentre mi rivolge una frase carica di determinazione «E’ un errore che non commetterò più!» dice sistemandosi in piedi. Rido di gusto a questa affermazione e, dopo essermi avvicinato alla parete stacco la mazza dalla parete facendola cadere per terra con poca delicatezza. Mi avvicino poi a lei e la supero andando ad appoggiarmi al tavolo tamburellandovi sopra con le dita, voglio vedere cosa riesce a fare, metterla alla prova «se hai intenzione di interrompere, non esitare a dirlo…» le dico calmo «ho la fama di insegnate... burbero e violento...» voglio divertirmi un po’, punzecchiarla prima della battaglia, così giusto per caricarla un po’. Forza Yadirha, stiamo andando bene, non deludermi…

  10. #360
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Cammino a passo spedito mentre i miei piedi affondano nell’umida terra, cerco di camminare su terreno di erba battuta così da non lasciare eventuali orme nel fango.



    Attraverso il silenzioso cimitero cauta, il pallido chiarore del crepuscolo mi permette di vedere a qualche metro di distanza mentre nonostante il mantello che mi copre, riesco a sentire sulla pelle nuda delle braccia , il ritmico pungente e freddo ticchettare della pioggia che man mano si fa più flebile lasciandomi solo una sensazione di umido addosso.

    Raggiungo il Glados mentre la sua superficie di zaffiro liquido si illumina tremula rilucendo nelle tenebre.
    Poggio la mano richiamando alla mente il luogo dove mi voglio recare, la piana di Solumquae la dimora del Vulcano degli Dei…casa mia…
    Un’ultima occhiata attorno prima di essere risucchiata dal Glados , non c’è anima viva se non steli d’erba e arbusti che cedono sotto il peso della pioggia che ha bagnato i loro steli e le loro foglie, quindi mi volto e mi immergo nella sua calda luce, chiudo gli occhi mentre respiro profondamente per cercare di contenere la sgradevole sensazione che mi prende allo stomaco ogni volta che devo viaggiare attraverso il Glados; preferisco di gran lunga le vecchie tradizioni di viaggio; a piedi oppure con una carrozza, ma le distanze da coprire sono lunghe, ci si impiegherebbe troppo tempo usando i rudimentali strumenti, ne sono consapevole.

    Mi trovo nello spazio cosmico a pochi secondi da casa mia, ma invece che essere felice, sono arrabbiata, tormentata, colma di ira, sto tornando nel posto più odiato e al contempo più amato e il mio cuore martella fortemente nel petto incapace di scindere l’ amore dall’ odio , due sentimenti fortemente contrastanti che coesistono in un unica confusa mente…la mia.
    Mi sento colpevole e vittima di quello che è accaduto alla mia famiglia.
    Colpevole d’assenza;
    Vittima di dolorosa perdita;
    Solo il tempo trasformerà l’inverno che ho dentro in primavera, tornando a rifiorire, tempo che trascinerà con se attimi e momenti forse ancor più dolorosi, dove davvero sarà necessario un sacrificio di grossa portata, la mia vendetta per la mia vita , oppure proprio questa guerra……quanti moriranno per la stupidità e l’orgoglio di altri?
    Quante persone a me care periranno sventolando i loro vessilli mentre giceranno sterminate su un verdeggiante campo che andrà a tingersi del colore cremisi del sangue?
    Tante, troppe.



    Ho sempre pensato leggendo di lui in alcuni tomi di famiglia, che Lord Telchar Tinnuviel fosse un pazzo visionario oltre che saggio;
    - …sacrificare la vita per un bene superiore chiamato Dohaeris ….-
    scriveva nelle sue pergamene; non lo condivido affatto, non ho mai amato combattere per un regno che non sento mio, troppo corruzione, troppi sotterfugi, persino mio padre che inizialmente stimavo si è fatto coinvolgere nella spirale degli eventi pur di arricchirsi a spese degli altri e, spesso ha giocato sporco le sue carte, ho sempre odiato la casta nobiliare benché io vi sia nata , troppo orgoglio , troppo potere racchiuso in un altisonante cognome….eppure io, ironia della sorte , sto facendo esattamente quello che fece allora Lord Telchar;
    - Sacrificare la vita, la mia vita, il mio essere , per inseguire un bene superiore a cui ho dato non il nome di Dohaeris alla quale mio padre è tanto legato, ma il volto di Vendetta – non so se sarà la strada giusta, la soluzione a tutto ciò che sento dentro, ma ho deciso, ho fatto la mia scelta in totale libertà, una libertà che mi sono conquistata pagando sulla pelle le spese del mio animo ribelle e poco ligio alle regole. Come lui poi...anche io ho scelto di non avere legami.
    Sospiro mentre il mio animo in eterno contrasto si agita , non posso stare in bilico , devo varcare la soglia, devo farlo.
    Allungo una mano mentre l’altra la porto sul cuore.







    Esco dal Glados mentre l’umidità del terreno si sostituisce alla pioggia diffondendosi nell’aria e una leggera brezza mi investe, respiro a pieni polmoni l’aria salmastra della sera di casa mia, quanti ricordi quanti momenti passati dalla terrazza della mia camera ad osservare il cielo e l’orizzonte respirando questa stessa aria. La pioggia prima battente ha reso nulla la sua portata , non piove più mentre attraverso correndo agilmente quasi fossi una libellula la piana trattenendomi il cappuccio stando attenta a non finire nelle pozzanghere …da quando sono diventata così veloce nella corsa?
    Non posso perdermi in costatazioni poco consone al momento!
    Devo agire, ho poco tempo e non voglio farmi cogliere da nessuna alba e …nessuna luce.



    Circospetta, avanzo nella notte come fossi una ladra ...una ladra in casa mia fra l’altro… devo raggiungere il passaggio sotterraneo ai piedi del Vulcano nella parte posteriore alla mia posizione che mi condurrà da lei , nessuno oltre a me , mio padre e Thalion , sa dell’esistenza di questo passaggio verso la piana dietro al vulcano, piana nella quale protetta da rocce è sotterrata la salma di mia madre, non vidi mai la sua tomba , me ne andai subito dopo la sua morte, ma so per certo per sentito dire da mio padre a Thalion mentre origliavo una loro conversazione prima di andarmene, che l’avrebbero sotterrata li, spero vivamente non abbia cambiato idea all’ultimo minuto.
    Corro con quanta più velocità possiedo, so benissimo che sto rischiando per nulla, ma mi sentivo il dovere di farlo, devo andare da lei.



    - primo di tre post in sequenza, chiesto il permesso ai Masters
    - foto 5 -
    Ultima modifica di DELTAG; 28th March 2015 alle 11:12

 

 

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