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  1. #361
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Corro con la testa pronta ad essere usata a mò d’ariete e come previsto affondo nello stomaco di Medea, la quale cade all’indietro e prontamente le piazzo Pandora al collo, oh che soddisfazione, sono riuscita a fare una mossa figa… yuhuuuuu, mi devo trattenere dal ridere perché mi sento un guerriera olèèèèè! Ok basta!



    Ritraggo l’ascia e la ragazza si alza puntando una mano a terra, il suo sguardo non lascia presagire nulla di buono, però sono troppo gasata per farmi intimorire, potrei quasi prenderla sottobraccio per qualche volteggio! Ma che fa? Sta ferma a fissarmi, non muove un muscolo, ma lo sa che non funziona come coi cinghiali?



    Che se non ti muovi non ti attaccano… bah! Forse ha qualche sorta di paresi o ha preso una botta in testa e non me ne sono accorta “Allora che cosa pensi di fa... ahhh!”



    mazza che botta, qualcosa mi ha colpita dritta al collo dietro la testa, poi sento un tonfo a terra, porto istintivamente gli occhi dove ho sentito il rumore e vedo uno stiletto “E così hai la telecinesi…” mi porto la mano sul punto colpito e poi la guardo, non c’è sangue, ha usato il manico dello stiletto, male… è stata leale, non ha voluto farmi troppo male, ma in battaglia non dovrà avere pietà di nessuno. Mi chino e raccolgo l’arma, poi riporto lo sguardo alla ragazza, la quale ha evocato la propria arma: un arco. Beh vediamo chi delle due sarà la più veloce


    “Hai il cuoricino tenero, ma non devi avere pietà, perché il tuo nemico non l’avrà per te”



    Detto ciò scaglio con forza lo stiletto al braccio col quale sorregge l’arco, ho intenzione di farlo conficcare interamente, in modo che perda la presa sull’arma, appena lanciato non attendo altro e corro nuovamente verso di lei con l’intenzione di intervenire in scivolata sul suo ginocchio, vediamo quante volte la faccio cadere.

    Pandora - arma in forma dormiente

  2. #362
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Il cielo prima plumbeo si fa più nitido e anche le nubi gli fuggono, almeno senza la pioggia, riuscirò a destreggiarmi più abilmente.

    [

    Raggiungo il punto dove so esserci ciò che cerco, il passaggio sotterraneo che conduce nelle terre dei Tinnuviel e al Sorontill , la piana sulla cima del vicino altopiano roccioso dove dovrebbe essere sepolta mia madre…un luogo silenzioso e protetto dalle piccole vette , uno dei posti dove amava rifugiarsi durante le sue camminate pomeridiane. Quando ero piccola mi portava spesso in quella piccola ma verdeggiante piana , ricordo ancora il profumo dei fiori che crescevano spontanei e selvaggi e ricordo ancora vividamente una leggenda legata al posto e di cui il luogo a preso il nome…


    --------

    "Sai perché questo posto porta il nome di Picco dell’Aquila?
    Tuo padre mi narrò quando scoprii l’esistenza di questa piana che , secondo una vecchia leggenda dell’antichità in questo posto venne a morire una grossa Aquila dalle ali dorate; Aquila che dopo la sua morte avvenuta per la ferita di un cacciatore attirato dal suo dorato piumaggio, bagnò con il suo sangue questa piccola piana e ne divenne protettrice e la rese fertile, infatti ancora oggi qui nascono spontanei dei bellissimi e rari fiori violacei…come a crescere per celebrare la memoria della loro protettrice.



    Questo posto mi piace figlia mia e mi ricorda la mia casa anche perché l’ Aquila, in diverse tradizioni comprese quelle della mia gente del Nord, a Talathnim è venerata come una divinità del cielo e incarna la potenza cosmica, è considerata la regina di tutti gli uccelli avendo il dominio assoluto del cielo e del vento, il mio dominio. Il suo librarsi libera nel cielo fino quasi a dare l’illusione che tocchi il sole, la porta anche ad essere considerata dai più una creatura solare infatti viene chiamata “ uccello di fuoco” per la sua capacità di sfidare il sole guardando la sua luce senza bruciarsi e fortificarsi con la potenza dei suoi raggi…come ben sai poi in questa zona sorge il Vulcano degli Dei…un vulcano dormiente che ha in se il sacro potere dei draghi e del fuoco…"

    --------

    Ritorno al presente, compiacendomi di questo bellissimo ricordo.
    L’entrata al passaggio dovrebbe essere poco distante da qui, celata ad occhi poco attenti o inesperti della zona da alcune rocce smosse e solitari cespugli di rovi; è un entrata secondaria ai domini dei Tinnuviel fatta edificare dalle prime generazioni che furono, usata come via di fuga in caso di bisogno. Non ricordo se sia mai stata usata, a parte da me quando sono fuggita per inseguire la mia vita e la mia libertà, è di fatto anche prima mi è tornata utile molte volte durante le mie scorribande notturne all’insaputa di mio padre mentre tramavo proprio contro di lui e contro i suoi commerci.
    -Quanto tempo è passato da allora? Mi sembrano passati secoli eppure so per certo non essere così…
    -Avrà mai scoperto mio padre che fui io, la sua unica figlia, a sabotare alcuni dei suoi commerci di Diamanti prima e dopo la mia fuga, prima dell’inizio di questa guerra su un territorio già martoriato e segnato dai trascorsi del tempo?
    Chissà se un giorno mi sentirò pronta per tornare in questi luoghi e parlare con mio padre come una figlia, se accadrà sarà perché avrò un validissimo motivo per farlo altrimenti continuerò ad essere ombra, sia per lui che per Thalion.
    Mi avvicino al famigliare intreccio di rami che coprono la roccia d’entrata al passaggio, non riesco a vedere bene, ma conosco la posizione dell’invisibile serratura e conosco il meccanismo d’apertura. Sposto con le mani alcuni rovi rigandomi le nocche mentre un intenso bruciore si propaga in corrispondenza dei piccoli tagli, stringo i denti, resisto. Testo quindi la ruvida superficie nei pressi della posizione in cui dovrebbe esserci la pietra chiave che permette l’attivarsi del meccanismo.
    La trovo sulla destra in corrispondenza di una piccola cavità poco più in alto del mio gomito alzato.
    Poggio la mano e pigiando con forza sento la pietra stridere alla mia pressione per poi cedere sotto il mio palmo , pochi secondi e poi riappare sporgendosi qualche centimetro oltre la sua sede spostando con il suo movimento alcuni rami di rovo e premendo diversamente da prima, sul mio palmo. Sempre tenendo la mano sulla pietra inizio a comporre la combinazione d’accesso girando la pietra come se fosse una chiave in una serratura.
    …Due giri verso destra, un giro verso sinistra e infine un giro verso destra e ancora uno a sinistra…
    Conosco il codice, lo trovai tra le carte di mio padre , assieme alla pianta del nostro palazzo, è li che venni a conoscenza di tale passaggio.
    Un tlac è tutto ciò che sento mentre, un ululato lontano mi coglie facendomi rabbrividire come se fosse un segnale d’allarme. So per certo non esserci nessuno nei passaggi sotterranei , nessuna guardia è mai stata presente ai due accessi come mai ne ha percorso i corridoi ma non si sa mai, devo stare attenta e vigile, anche se a causa dell’intontimento che non si è ancora del tutto smorzato, mi viene difficile mantenere la concentrazione.
    Scivolo nella fenditura che si è creata nella roccia scendendo una scala in pietra , ma la fioca luce esterna non mi è molto d’aiuto.




    Aguzzo la vista fin dove mi è possibile vedere mi appoggio alla vicina parete con la mano destra e inizio a percorrere il corridoio senza staccare la mano, sarà questa l’unica cosa che mi permetterà di raggiungere la mia destinazione senza una lampada mentre pian piano i miei occhi si abituano all’oscurità.
    Percorro un po’ di metri e quando sento che la mia mano perde l’appoggio, capisco che sono vicina.
    Alla mia destra una scala sale verso l’alto , mentre davanti a me se proseguo, arrivo dritta a casa Tinnuviel, ma oggi quella non è la mia destinazione.



    Imbocco la scala cozzando ed imprecando contro alcuni gradini immobili da chissà quanto tempo mentre il mio mantello struscia contro la nuda roccia e l’odore di umido e muffa solletica le mie narici, senza farlo apposta mi sembra di non essere mai uscita dal rifugio dei ribelli.
    Raggiungo la cima della scala e davanti a me a separarmi da mia madre, c’è solo una pesante porta in legno mimetizzata tra la roccia e la vegetazione chiusa dall’interno con un chiavistello, l’unica cosa che fa pensare alla sua presenza è uno spiraglio nella parte inferiore dalla quale sento provenire degli spifferi d’aria e una tenue lama di luce.



    Mi avvicino, cerco con le mani il chiavistello un po’ arrugginito, forzando un po’ riesco a sbloccarlo e finalmente spingo la porta tornando a respirare aria a me tanto cara mentre emozioni che ho voluto dimenticare tornano prepotenti a minare il mio cuore.
    Davanti a me solo un picco roccioso, ma a lato un sentiero risale lungo il pendio…


    - secondo di tre post in sequenza, chiesto il permesso ai Masters
    - foto 5 -


    Sorontill – picco dell’aquila in elfico
    Talathnim – piana /pianura bianca in elfico

    Ultima modifica di DELTAG; 28th March 2015 alle 17:41

  3. #363
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    A causa dei colpi subiti, Medea perde 10 punti costituzione, Daphne perde 5 punti costituzione e Yadirha perde 5 punti costituzione

  4. #364
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Raggiungo la sommità del pendio, mentre la piana di Sorontill si apre davanti a me con tutto il suo mistero; nel centro non esiste più la fresca e verdeggiante erba colorata di fiori , ma solo una silenziosa lapide in marmo adorna di una croce e circondata da fiori violacei che risplendono nella notte di Solumquae… l’unica cosa che mi parla di lei.







    “Madre….alte colonne e alte statue tutte uguali nella loro candida struttura, come corona di regina qual’era il significato del tuo nome, vegliano il tuo infinito sonno e celebrano la tua memoria … “
    mormoro avvicinandomi piano accovacciandomi e sfiorando con una mano la sua dimora ultima come per accarezzarla, finalmente tutte le lacrime trattenute e mai completamente versate escono come fiume dai miei occhi viola e scendono a rigare il mio viso così simile al suo.
    Mi siedo sul bordo della sua lapide fissando la croce sotto la quale è stato inciso in caratteri argentati il suo nome.
    Dolore, tristezza, solitudine mi prendono per poi unirsi in un'unica consapevolezza , la sua morte. Morte ingiusta avvenuta per mano di chissà chi. Chi ha osato fare questo assaggerà la lama del mio stiletto e non avrò pietà per lui o per lei che ha compiuto lo scempio.



    Una fiamma assopita arde profonda nel mio animo e brucia, brucia più dello stesso Fuoco, scava più della stessa Terra, si fa più impetuosa dell’Acqua e del Fulmine scatenandosi in un Vento che saprà di morte. Questo è il mio giuramento, questa è la mia immortale promessa.
    “ …sono qui, mi sono recata da te dopo essermene andata nella speranza che tu possa comunque sentirmi, ho bisogno di sfogarmi di essere finalmente sincera con qualcuno, un qualcuno che eri tu. …”
    Parlo a voce bassa sussurrando i miei tormenti consapevole che sto parlando al vento, ma è lo stesso vento a parlarmi di lei, le lacrime continuano a scendere e non mi preoccupo di nasconderle, non ne avrei motivo, non qui, non posso fingere che tutto vada bene non con lei anche se di lei è rimasto solo il nome.
    “Sai…la Dohaeris che conoscevi, non è più l’idillio che pensavi, gravi dissidi si sono generati tra coloro che detengono il potere e il risultato dei dissidi è questa guerra alla quale nemmeno Solumquae è stata risparmiata. Nemmeno io ne sono rimasta immune visto che ho deciso di fuggire da casa per cercare vendetta per la tua morte e mi sono ritrovata coinvolta mio malgrado nella guerra, ho combattuto una battaglia ma presto ne arriveranno altro ne sono sicura ma tu non preoccuparti, la guerra non arriverà mai qui da te , tu resterai qui, il tuo corpo giacerà qui protetto dall’Aquila come la leggenda che mi narrasti.” scuoto il capo ricacciando l’amaro di quel ricordo, il ricordo del suo dolce e sincero sorriso, “ Dal giorno in cui sono fuggita dopo la tua morte, mi sono lasciata il nostro passato alle spalle, ho persino cambiato nome, ora non sono più Isyl, ma sono Keyra, solo e soltanto Keyra …ti starai chiedendo il perché di questo nome, ebbene, Isyl Tinnuviel mi risultava troppo stretto, troppo legato ad un cognome che non sentivo mio, imprigionata nella gabbia costruita da mio padre e… Lady Keyra….lei…” faccio una pausa mentre il viso della mia maestra si palesa davanti ai miei occhi annebbiati dal pianto“…devi sapere che è morta anche lei, le due persone alla quale ero più legata,mi hanno abbandonato nello stesso periodo… solo gli Dei sanno il perché di tale dolore, forse perché sanno che sarei stata in grado di sopportarlo? Io da quel periodo nefasto ne sono uscita distrutta, stanca, incapace di capire il perché tutto sia successo così velocemente,perché il destino abbia voluto mostrarmi il suo lato più oscuro… ho anche pensato di raggiungervi sopraffatta dal senso di colpa per non esserci stata nel momento del bisogno, ma poi ho ripensato alla vostra voglia di vivere,ai vostri insegnamenti che tanto mi sono stati cari, mi sono detta che non potevo, non dovevo, ho trasformato la mia fragilità, la mia debolezza in forza per rialzarmi e onorare la vostra memoria …”sospiro mentre un vento gelido cristallizza le mie lacrime portandole via mentre uno sguardo deciso rivolto al nulla più profondo prende forma. “ ..Lady Keyra è morta per malattia, per lei non posso pretendere vendetta agli Dei, ma per te si…non ho più voluto parlare con mio padre per quello che è successo quella sera durante quel ricevimento alla quale avrei dovuto presentarmi, non so se sia stata una cosa giusta o sbagliata, ma non sono pronta per affrontarlo, lui è un bravo oratore, ha carisma, con le sue parole sa incantare le genti, prima di poter tornare a parlare con lui voglio essere certa che quel che dirà corrisponderà a verità… ho fatto ricerche e per ora le uniche tracce che ho per risalire a quella notte sono il Fuoco e….l’altisonante quanto maledetto cognome Leithien. Ho conosciuto in battaglia un esponente di tale casato, Ryuk , il figlio di Lord Tywin Leithien, un bel tipo fisicamente, occhi magnetici da serpente anche strafottente se permetti …. ha tentato di farmi a fette senza troppi preamboli, be in fondo siamo in guerra e , si è permesso di rubarmi ciò che voleva senza il mio permesso...e tu sai quanto io odi tale comportamento da barbaro…” quel bacio…“ ….comunque è da lui che andrò in cerca di risposte sperando che le abbia, altrimenti ripartirò da capo, non mi arrenderò,basta soccombere agli eventi, voglio rendermi parte degli eventi, arriverò sino a Lord Tywin se sarà necessario, non posseggo la sua forza, ne tantomeno il suo carisma e la sua tenebrosa aura, probabilmente perirò nel ricercare la verità, ma mi sentivo il dovere di dirtelo anche se purtroppo tu non sei qui con me …” porto le ginocchia al petto stringendole fortemente come facevo da bambina, dopo che mio padre mi sgridava per aver magari osato disturbare un suo cliente durante una cena...



    ” Sappi che mi manchi molto, mi manca una persona cara con cui parlare e confidarmi, affidarle i miei dubbi le mie incertezze, prima c’eravate tu, Lady Keyra e..Thalion…ma mi sono allontanata anche da lui e piuttosto in malo modo e credo non perdonerà mai le parole che gli ho rivolto. Sono una solitaria è vero, ma nessuno sta bene da solo e me lo hai dimostrato più volte…ora ho ritrovato un amico, Andreus DeLagun, tu non lo conosci ma sicuramente ti sarebbe piaciuto molto … appartiene alla schiera ribelle ed è anche per lui che mi sono unita al gruppo, dopo aver perso mio padre tanto tempo fa troppo impegnato con i suoi commerci per accorgersi di sua figlia, te e, Lady Keyra, non avrei mai retto anche la sua perdita senza aver potuto fare qualcosa per proteggerlo …almeno in questo durante la prima battaglia sono riuscita, mi sono ferita nell’intento ma almeno ho protetto ciò che ora ho di più caro….poi tra i ribelli ci sono diverse ragazze ma faccio fatica a stringere un vero rapporto con loro, tra queste è presente una biondina di nome Medea e, sono quasi sicura di averla già incontrato, ma ancora non sono sicura di chi sia in realtà, poi c’è un tale , Efrem Targaryus…un elfo strano e piuttosto instabile mentalmente a mio avviso, ma molto affascinate ,infatti non sono immune al suo misterioso fascino da bello e dannato…detto questo posso dirti anche l’elemento che domina…Terra….questa è una congiura possibile che tutti i Tinnuviel debbano essere attratti da dominatori della Terra? Secondo me è il gene del nostro capostipite…” Sorrido ripensando all’assurda legge che vige nella nostra famiglia da infinite generazioni…quanto vorrei che il nostro elemento originario non fosse stato Terra. Sospiro.
    Alzo il viso verso il cielo mentre i miei occhi ora asciutti contemplano l’infinità di questa volta celeste , le stelle iniziano a mostrare il loro timido bagliore e io non posso trattenermi troppo. Tra non molto ci sarà una nuova battaglia e io non posso coprire per tanto la mia assenza dal rifugio , se mi vedessero tornare dal Glados, mi farebbero tante, troppe domande, domande alle quali non vorrei rispondere, non mi sento pronta; in fondo ho mentito a tutti sulla mia reale identità, ma dovesse uscire ora assieme al mio rango be…credo che sarei in grossi guai . Abbasso lo sguardo tornando a fissare la fredda lapide :
    “ ….avrei voluto portarti un fiore ma non mi è stato possibile e un fiore parlerebbe di me perché avrei scelto un tulipano bianco, il tuo fiore preferito che in se portava il colore e il sapore delle terre che tanto amavi.”
    Detto ciò mi alzo dal mio giaciglio scrollandomi dal mio torpore, l’aria si è fatta più fredda, mi stringo nel mio mantello sistemando il cappuccio per poi avvicinarmi a lato alla croce che custodisce il suo riposo.



    “ Arrivederci madre”.
    Pronuncio queste parole con fare solenne mentre recito un’antica preghiera per lei rivolgendomi agli dei di tutti gli elfi , Nitiha e Talikla , ma la voce non esce è strozzata rotta dai sussulti, ma questa volta niente lacrime.
    La recito nella mia mente prima di rivolgere un ultimo sguardo alla tomba e riprendere la strada che mi riconduce a ritroso verso il Glados e ...verso la dimora di Keyra …il rifugio dei ribelli…..




    - Terzo di tre post in sequenza, chiesto il permesso ai Masters
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    Ultima modifica di DELTAG; 3rd April 2015 alle 17:04

  5. #365
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Dopo la mia affermazione sento Efrem ridere di gusto per poi andare a staccare la mazza ferrata dal muro e lasciarla cadere a terra senza ritegno.



    Poi si avvicina a me e si appoggia al tavolo iniziando a tamburellare con le dita, suono che tra l’altro mi infastidisce e parecchio, fortunatammente la sua voce mi distrae da quel rumore molesto «se hai intenzione di interrompere, non esitare a dirlo…»Tzè questa è bella, interrompere per così poco! Figuriamoci… nemmeno per sogno «ho la fama di insegnate... burbero e violento...» Questo è niente mio fratello e mio padre sono decisamente peggio, ma è giusto così un mastro ti deve insegnare non trattarti coi guanti!



    << Che sei burbero me ne sono accorta...>> Gli dico ridacchiando.
    Ok ora si fa sul serio, mi guardo attorno alla ricerca di quale oggetto usare e mi focalizzo sulla mazza ferrata quella rimasta sul tavolino vicino ad Efrem, ma il mio è solo un diversivo per fargli credere che attaccherò usando la mazza quando in realtà la mia vera intenzione è quella di usare la telecinensi sul manichino vicino a lui per scaraventaglielo addosso con tutta la forza che possiedo.



    Mentre Efrem cercherà di fermare o scansare il manichino io tenterò di fagli lo sgambetto abbassandomi e tenendo la gamba sinistra piegata in modo che faccia perno per poi ruotare il corpo in senso antiorario il più velocemente possibile tendendo però la gamba destra stesa, il mio intento è quella di dargli un calcio negli stinchi e farlo cadere, per poi tornarmene nella mia posa iniziale.
    Voglio proprio vedere che farai ora!



    *Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente
    Allievo – Nel raggio di 2 metri, può sollevare fino a 100kg di peso
    Ultima modifica di niobe cremisi; 4th April 2015 alle 16:29
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  6. #366
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    La ragazza osserva prima me e poi, infastidita, osserva le mie dita che tamburellano sul legno del tavolo, penso che sia questo suono a infastidirla. Vabbè, magari se si altera mi diventa perfetta. La meta vedo che non è lontana, molto probabilmente domani farà scintille… non come la collega qui accanto, che le sta prendendo per bene. Volto per un attimo lo sguardo vedendo uno stiletto saettare dalle mani di Daphne, verso il braccio di Medea. Interessante. «Che sei burbero me ne sono accorta...» sento ridacchiare da Yadirha. Piego le labbra in un ghigno, la sfida sembra essere accettata. Bene così, complimenti ragazza. I suoi occhi slittano verso la mazza ferrata accanto alle mie dita, strano, qualcuno deve averla tolta dal muro alle sue spalle ieri. D’un tratto vedo un ombra al mio fianco, no. Non di nuovo! Non faccio in tempo a spostarmi che l’oggetto mi colpisce al fianco facendomi sbilanciare e spostare dal tavolo, contemporaneamente una fitta all’altezza degli stinchi mi fa perdere totalmente l’equilibrio. Cado in avanti attutendo il colpo con i palmi delle mani e piegando leggermente le braccia sul manichino per terra, la parte inferiore delle gambe è indolenzita dal colpo «perfetto!» dirò ridendo di gusto e mettendomi seduto su di esso con le gambe incrociate «ma…» mi connetto mentalmente alla mazza ferrata ai suoi piedi, ne avverto il peso staccandolo dal resto degli oggetti. Con velocità la sollevo dietro la sua gola «lezione numero tre…» faccio schioccare le dita e in un attimo la mazza scatterà in avanti per attorcigliarsi attorno alla sua gola e stringendo con forza. Se il colpo andrà a segno, sentirà l’aria mancarle nei polmoni mentre la catena e la sfera metallica le graffieranno la spalla e il collo. Non voglio ucciderla perciò non imprimerò tutta la mia forza all’oggetto. In ogni caso, terminerò la mia frase «… mai lasciare o dare nulla per scontato!» sei vicina alla promozione ragazza…

    Alterazione e illusione:
    Telecinesi –spostare oggetti o lanciarli con la forza della mente - A piacimento in una vasta area

  7. #367
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Medea Euripide




    A Daphne sembra strano che stia ferma senza fare nulla ed infatti mi apostrofa subito “Allora che cosa pensi di fa... ahhh!”

    Continuo a guardarla ragazza mentre lo stiletto la colpisce, abbozzo un lieve sorriso. Bene, ho fatto centro! Nel mentre sono indietreggiata di qualche passo mentre <<Esatto!>> Le rispondo e lei ribatte “Hai il cuoricino tenero, ma non devi avere pietà, perché il tuo nemico non l’avrà per te”.

    Fantasy Bow è tra le mie braccia ed io prontamente prendo una freccia dalla faretra vorrei lanciarla in direzione della sua gamba ma, come al solito non sono abbastanza veloce e lo stiletto che Daphne lancia va a segno, mi colpisce il braccio sinistro, proprio quello che tiene l'arco. <<Ahio!!!>> Faccio una smorfia dal momento che lo stiletto mi si è conficcato per bene nel braccio, e fa un male cane. Vorrei proprio capire come fanno gli altri a continuare a combattere quando sono feriti.

    L'arco ovviamente finisce a terra ed io non solo sono disarmata ma ho di nuovo "la tora" che mi sta caricando e non ho proprio il tempo materiale di fare nulla poichè lei arriva in scivolata sul mio ginocchio destro ed il finisco, di nuovo, con il sedere a terra.
    <<Ok, a questo punto sono definitivamente morta, giusto?>> Sbotto. <<La prossima volta non sarò certo tenera!>> Borbotto.

  8. #368
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    I miei attacchi vanno a segno e Efrem cade sul manichino come un sacco di patate, subito dopo alla caduta gli sento dire «perfetto!» ridendo per poi mettersi seduto a gambe incrociate per poi dire «ma…» un ma porta sempre cattive notizie, così mi tengo pronta ad ogni suo eventuale attacco che non tarda ad arrivare.
    Ma che io come al solito non riesco a contrastare in nessun modo il suo attacco vista la nostra netta disparità di velocità, la mazza ferrata mi arriva da dietro e mi strige attorno al collo con forza e come se non bastasse subito dopo sento un forte dolore alla spalla sinistra… «lezione numero tre…»


    Dannazione! L’aria nei miei polmoni si esaurisce rapidamente e se non faccio subito qualcosa rischio di rimanerci secca, con un’estrema fatica mi avvicino alla lancia e buttandomi a terra sulle ginocchia la prendo e infilo la punta in mezzo alla catena e tiro con forza verso l’esterno in modo da romperla e potermi liberare. Con somma soia la mazza ferrata cade al suol facendo un rumore sordo e io posso prendere con enormi boccate l’aria persa.
    «… mai lasciare o dare nulla per scontato!» Spalanco gli occhi e quell’affermazione e con lentezza mi volto nella sua direzione gemendo di dolore quando muovo la spalla ferita.



    Mi ha dato non poco fastidio essere stata colpita con la stessa strategia che ho messo in atto fino a due secondi fa, che vergogna guarda come cavolo sono ridotta, la gola in fiamme, una spalla fracassata e un lividino nel ginocchio.
    Che umiliazione… dopo essermi schiarita la gola gli rispondo << Lo terrò a mente... ora però posso dire di aver conosciuto anche il tuo lato violento!>>
    Il tutto detto con voce tremante per via del dolore che cerco di alleviare massaggiandomi la gola con la mano destra. Dopo un attimo di pausa riprendo a parlare << Che ne dici di aiutarmi ad alzare?>>
    Se Efrem si avvicinerà per aiutarmi io gli afferrerò la mano per tirarmi appena un pò su e gli tirerò un calcio ai gioielli di famiglia con tutta la forza che ho, solo se il colpo andrà a segno gli dirò << Ora siamo a pari!>>



    Ultima modifica di niobe cremisi; 4th April 2015 alle 16:36
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  9. #369
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Questo allenamento è surreale, ok… non sono esperta di allenamenti, ne ho fatti ben pochi in vita mia, ma qui mi sembra di scontrarmi con una farfallina inerme e delicata, che si sciupa le alucce ad ogni movimento. Lo stiletto che le ho appena lanciato contro si conficca, come previsto nel braccio, così lascia cadere il suo arco a terra, si limita ad un “Ahio” ahio?



    Ha un dannatissimo mega coltello nel braccio! Diamine, perché non reagisce? Non ha neanche provato a lanciarla quella benedetta freccia. Quando la carico per la seconda volta, prendendola in pieno al ginocchio, facendola cadere in terra, se ne sta ancora ferma a guardami e non muove un dannatissimo muscolo, spirito di sopravvivenza sotto zero.
    <<Ok, a questo punto sono definitivamente morta, giusto? La prossima volta non sarò certo tenera!>>



    Mi rialzo incredula, resto qualche istante sbigottita ad osservarla con la bocca aperta… “Tu cosa? Ti arrendi così? Che cosa pensi di fare domani eh? Ucciderai il nemico frustandolo con la tua chioma luminosa o li stenderai tutti sbattendo quegl’occhioni grandi che hai? Reagisci cazzo, evoca un freccia e piantamela nel piede, sputami in faccia, dammi un calcio al naso, fai qualsiasi cosa, credi che domani ti daranno il tempo di pensare?” Sento la rabbia crescere, ho le braccia che mi tremano e sono pronta per sbottare, porcaccia la miseriaccia che qualcuno mi trattenga prima che io inizi ad infierire su di lei, prendendola a calci in bocca per farle capire che questo non è un gioco, sono in ballo le nostre vite in questa dannatissima guerra che non ho intenzione di perdere. “Devi essere cattiva” alzo la voce


    “Devi pensare ad uccidere, hai capito? Non te ne deve fregare nulla se è un allenamento o meno, io adesso sono il tuo nemico, hai capito? Nessuna pietà, devi volermi morta, MORTA! C’è sempre un guaritore che mi farà tornare come nuova, ma domani cosa farai? Li guarderai e dirai che la prossima volta non sarai di certo TENERA?” i brividi che mi percorrono le braccia iniziano a pizzicare, un fremito parte al cento della schiena ed all’improvviso un picco di bruciore si accresce e si dirama in tutto il corpo, afferro d’istinto Pandora con entrambe le mani, la alzo e con tutta la mia forza conficco la lama al suolo a pochi millimetri dai suoi piedi in uno scatto di rabbia. Resto incredula nell’osservare delle piccole saette avvolgere il manico ed il metallo freddo, scintille che si esauriscono e scompaiono nell’arco di un attimo, che… come, come ho fatto? Con lo sguardo torno su Medea ed ancora furente le rivolgo le ultime parole, prima di andarmene, trascinandomi Pandora dietro “L’allenamento finisce qua!” Non mi volto ad osservare Efrem e Yadirha



    probabilmente mi staranno guardando perché ho alzato la voce, ho bisogno di provare a rievocare il fulmine in solitudine e di dormire, non voglio vedere nessuno fino a domani.



    Pandora - forma attiva

  10. #370
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    A causa dei colpi subiti, Yadirha perde 20 punti costituzione, Medea perde 20 punti costituzione e Efrem perde 10 punti costituzione


 

 

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