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  1. #371
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    Lucynda Mellow


    L'echeggiare dei miei passi è sovrastato da ogni gamma di rumori sempre più evidenti: lance che stramazzano al minimo contatto sul mattonato, tonfi metallici, urla strazianti accompagnati dalle solite ciance e... ciance.

    In questi casi non serve a nulla il dialogo, è solo un futile mezzo intenzionato a deconcentrarti dalle tue elaborazioni mentali per sorprendere l'avversario. Figuriamoci poi in battaglia... se un soldato viene mandato a combattere per la propria causa e, in quel momento, si disperde nel mondo dei sogni o perde troppo tempo nel provocare i contendenti... diverrà una bestia da macello.

    La matassa di riflessioni viene sciolta da qualcuno di familiare: è Ananya, la quale mi passa accanto con quelle iridi privi di vita che scrutano i miei indumenti. Dalle sue parole, sembra un amante del look tribale e... appariscente.
    Le rivolgo un cenno d'assenso col capo, accompagnato da un finto sorriso. Non credo l'abbia notato e, sinceramente, non m'interessa.

    Ho ancora in mano la Tenebris, la rigida elsa è avvolta in un pugno destro e la lama macchiata del plasma ormai solidificato, proveniente dalle carni di tutte le razze nemiche, affrontate negli anni precedenti.

    La sento fremere con vigore, vuole sfogare il suo istinto distruttivo nei confronti di... certi individui.
    Solo ora mi rendo conto di aver memorizzato un potere che condividono Yadirha e Medea: la telecinesi. Anche Efrem lo sa padroneggiare, ma con più destrezza.

    Comincio ad innervosirmi nel vedere Medea colpire come un poppante indifeso, dovrebbe pestare maggiormente i piedi se vuole avere qualche possibilità di tornare viva dalla battaglia un domani. Sposto lo sguardo sulla figura di Daphne, la quale non fa altro che offrirmi un maggiore senso di vendetta e un collegamento dell'episodio a cui avrei preferito non assistere.

    Sto per agire, ma la sguattera dichiara concluso l'allenamento. Si mette a berciare a tutto spiano, incitando la biondina nel metterci più impegno e di non farsi alcun scrupolo nell'affettare i nemici. E poi, l'imprevisto: gira i tacchi e sparisce nei corridoi. SPARISCE, senza neanche aver assaggiato il piatto della vendetta. E che cazzo, ma perchè deve sempre finire così?! Che razza di orari hanno sti addestramenti?! Ai miei tempi tutto era diverso, me ne andavo a letto stremata dopo una giornata trascorsa in mezzo al fuoco di Padre. Qui invece, hai solo tre secondi per spaccarti il culo.
    Giuro che appena torna, non le concederò un secondo di respiro!

    Due paia di sopracciglia aggrottate e una bocca piegata a denti stretti si dipingono nel mio volto per l'impazienza accumulata e, senza rendermene conto, stringo ancora di più la spada nella sua forma assopita e comincio a brandirla per aria, dopodiché la punto sulla mocciosa, la quale poco fa si è schiantata con il sedere sul grezzo suolo. Il bersaglio si baserà sul suo ginocchio destro, ho intenzione di provocarle un taglio mediamente profondo: detto ciò, eseguo quanto stabilito.

    Deve capire che questa guerra non è un gioco da bambocci, ma un evento segnato dal destino instabile della propria vita...

    Arma – Spada in Forma Dormiente
    Final Sword (Tenebris Fulgura)

    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 30th March 2015 alle 21:31


  2. #372
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Efrem Targaryus

    La catena si stringe attorno all’esile collo della donna, la sento rantolare mentre gli anelli in ferro stringono sempre più graffiando la pelle assieme alla sfera chiodata alla sua estremità che con forza sbatte sulla sua spalla penetrando nella carne squarciandola. Ghigno divertito verso di lei, un sorriso perfido quasi compiaciuto. La giovane si accascia poi a terra afferrando poi la lancia utilizzata prima e la frappone tra la sua gola e la catena rompendo quest’ultima che assieme al resto dell’oggetto, finisce a terra disgregandosi in tre parti distinte. Che peccato, era davvero bella come arma. La ragazza boccheggia ghermendo avidamente l’aria all’interno della stanza alla stregua di un assetato. «Lo terrò a mente... ora però posso dire di aver conosciuto anche il tuo lato violento!» mi dice dopo essersi schiarita la gola, «non parlo a vanvera, dovresti saperlo ormai.» mi alzo dal manichino diventato ormai troppo scomodo quando d’un tratto delle urla echeggiano per l’armeria. Daphne. «Devi pensare ad uccidere, hai capito? Non te ne deve fregare nulla se è un allenamento o meno, io adesso sono il tuo nemico, hai capito? Nessuna pietà, devi volermi morta, MORTA! C’è sempre un guaritore che mi farà tornare come nuova, ma domani cosa farai? Li guarderai e dirai che la prossima volta non sarai di certo TENERA?» mi volto di scatto vedendola urlare contro Medea, possibile che mi abbia seguito un’incapace simile? Non ho parole. Mi congratulo però con la sua compagna, non mi aspettavo che quella ragazzina urlante sapesse anche combattere, oddio, non è che io abbia visto parecchio, ma da come parla, sembra saperne qualcosa. Noto delle scariche bluastre percorrere velocemente la sua arma, oh bene, la scimmia urlatrice è anche dotata di artigli oltre che di goffaggine. Interessante. «Che ne dici di aiutarmi ad alzare?» mi volto verso Yadirha ancora a terra e noto la sua mano tesa mentre con l’altra si massaggia la gola graffiata. Senza badarci molto le tendo la mano ma è questo gesto a tradirmi, la ragazza mi tira a se e con la forza del suo piede nudo mi tira un calcio proprio in mezzo alle gambe. Il respiro mi si smorza in gola, sento la zona andare in fiamme seguito da un senso di nausea e contrazioni all’altezza dello stomaco e dal dolore lancinante che mi corre lungo la schiena e mi fa piegare su me stesso. D’istinto porto le mani a reggere in punto. Piccola stronzetta, questo giochetto ti costerà parecchio. «Ora siamo a pari!» mi dice guardandomi, non si muove dalla sua posizione. Peggio per te. Stacco una mano dall’inguine e con rabbia tento di scagliare un pugno verso la sua faccia, all’altezza del naso. Che si rompa o meno non m’importa. Qualunque sia l’esito dell’azione mi alzerò e mi siederò sul tavolo poggiando la schiena contro il muro e lasciando le gambe appena fuori dalla superficie. Guardo poi verso Medea ancora a terra, il mio volto è contratto e dolorante ma i miei occhi sono vigili e attenti ad una eventuale mossa di Yadirha. D’un tratto vedo la zingara vestita male avvicinarsi con la spada sguainata verso la ragazza per terra vuole attaccarla? Codarda. «Davvero… molto intelligente e coraggioso attaccare un avversario ferito e… impossibilitato a combattere. Complimenti vivissimi, Lucynda!» le dirò deridendola e accompagnando il tutto dal battito delle mani. Dopodiché tornerò con lo sguardo sulla tipa ancora per terra, «promossa!» le dirò soltanto alzando un pollice in sua direzione e con un sorriso compiaciuto e dolorante…

  3. #373
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli


    C’è qualcosa di tremendamente sbagliato in ciò che ho fatto, appena varcata la soglia della stanza sento un peso sullo stomaco: coscienza di merda! Lo so che dovevo essere dura, è giusto così, quella Medea è troppo debole ed il mio modo di agire serviva soprattutto a darle una smossa e se invece, al posto di animarla, le mie parole l’avessero solo demoralizzata? Domani deve combattere, non posso permettermi di rimanere con questo dubbio, le parole sono come tarli che scavano e ti consumano, se fosse debole di carattere quanto di fisico, potrei essere stata troppo dura.



    La verità… è che quei capelli, sono così simili ai suoi, a quelli di Lumen, così come quella pelle candida di porcellana, ho riversato il mio odio su di lei caricandolo di sentimenti che non merita, tutto il mio odio è riservato in buona parte alla regina, il resto è tutto per Efrem. Qualcuno mi passa accanto



    ma non ci faccio caso, sono troppo presa dai miei pensieri ed ho il passo pesante verso camera mia, ma inizio a rallentare e mi fermo qualche secondo a pensare: devo scusarmi, ho esagerato, anche se io ODIO scusarmi, ma devo farlo, devo assicurarmi che Medea stia bene, ne va della riuscita della battaglia di domani ed io non voglio ritenermi responsabile di una sconfitta o peggio ancora: della sua testa che rotola tra i cespugli eterni di Franthalia. Punto i piedi a terra e giro i tacchi tornando sui miei passi, ho ancora Pandora tra le mani, il suo peso diventa sempre più leggero, sembra ormai un prolungamento del mio arto e la cosa mi sorprende non poco, dato che fino a qualche giorno fa non ero neanche in grado di stare in piedi reggendola.



    Arrivata all’ingresso qualcosa attira la mia attenzione, qualcosa di deplorevole: Lucynda corre verso Medea, la quale è ancora a terra ferita e dolorante, sembra che abbia tutta l’intenzione di attaccarla, no, questo non lo accetto.



    Con tutta la mia velocità è precisione prendo la rincorsa portandomi lateralmente a loro e scaglio con tutta la mia forza Pandora, con l’intenzione di piantarla a terra tra le due ragazze, più o meno nel punto dove l’ho già lanciata in precedenza, in questo modo dovrei riuscire a fermare la corsa di Lucynda. In contemporanea al mio lancio sento anche Efrem parlare, ma non bado troppo a lui, sono troppo concentrata sul cercare di non far saltare arti a nessuno. Se ci riuscirò le dirò: “Perché non te la prendi con qualcuno che si regge sulle proprie gambe?”



    ma in ogni caso mi rivolgerò anche a Medea “Va a curarti e dormi, domani dovrai farti onore”

    Pandora - arma in forma dormiente


  4. #374
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel




    Eccomi qui, nuovamente davanti al Glados, alla sua tremula luce azzurra simile al più limpido ed increspato oceano, nuovamente ho calpestato dopo tanto tempo il territorio di Solumquae, non ho nostalgia di questo posto, ormai la mia casa è altrove, anche se rimpiango il fatto - essendo chiusa in quella quattro polverose mura a diversi metri sotto terra - di non riuscire più a bearmi della luce bianca di Vespero e di Lucifero, del caldo tepore del dorato tramonto e l’aurora dell’ alba
    …lancio uno sguardo quasi perso alle mie spalle , sguardo rivolto verso il Vulcano degli Dei , così grande, imponente , fermo quanto pericoloso se dovesse risvegliare la sua ira.
    È così che devo essere io davanti a questa guerra, davanti a ciò che vado cercando; forte, coraggiosa , calma quanto letale , resistente a tutto ciò che il destino e gli Dei vorranno mettermi contro…se vogliono giocare con me e la mia vita che lo facciano pure, non mi arrenderò alle prime difficoltà, combatterò a testa alta fino a quando l’ultima goccia di sangue in corpo continuerà a fluire, a darmi la forza di compiere la mia vendetta. Curioso …sono nata nella terra dove si celebra la splendida signora del Vento, la dea Saraswaty , ho sempre adorato gli dei gemelli Nitiha E Talikla la massima divinità elfica , ma ancora mi chiedo se non sia il voluttuoso e vendicativo dio del fulmine oscuro Raiden a guidare la mia mano e la mia mente a volte. Sono un caos lo so, un totale caos, ma devo pur riuscire a mettere ordine tra i miei pensieri e conciliarli con la vita che ho scelto di vivere, altrimenti non riuscirò mai a capire chi io sia realmente e a compiere il mio destino.
    Sospiro mentre mi rivolto verso il Glados e poggio la mano sulla sua superficie…il rifugio dei ribelli …è questa la mia destinazione, l’alba non è ancora sorta, la notte mi protegge ancora con il suo manto.


    La durata di un battito di ciglia ed eccomi nuovamente fuori dal Glados, davanti a me la diroccata struttura del rifugio e il macabro cimitero ad accogliere i viandanti. L’umidità è ancora presente nell'aria. Varco il fatiscente giardino di lapidi e raggiungo la cripta d’ingresso stando attenta che non ci sia in giro nessuno. Spalanco il pesante portone lo chiudo dietro di me rimanendo per un attimo poggiata alla sua superficie in ascolto; niente solo il silenzio a regnare sovrano.
    Sposto il coperchio della cripta per poi richiuderlo mentre mi appresto a scendere le scale e a raggiungere la prima stanza. Non devo farmi vedere. Fosse facile, prima erano tutti riuniti in sala mensa ora…dove saranno? Il mantello muovendomi tra gli angoli bui del rifugio dovrebbe aiutarmi a confondermi ma spero vivamente nessuno mi noti altrimenti dovrò sfoderare le mie pessime arti da teatrante. Quanto mai non ho mai ascoltato con attenzione le lezioni di Lady Keyra sul come intrattenere una conversazione scomoda…avrei dovuto prendere lezioni da mio padre sotto questo punto….già…chissà quante volte mi sarei risparmiata non pochi fastidi. Sigh.
    L’aria depressa non mi s'addice , non in questo momento. Devo restare lucida, calma e presente.
    Il cerchio alla testa si è quasi dissipato, forse l’aria di Solumquae mi ha fatto bene…

    Tolgo le scarpe mentre mi lego stretto il mantello in vita , niente svolazzi strani o strani rumori, silenziosa come un’ombra.
    Scendo le scale diretta ai piani inferiori, quando raggiungo il piano dove si trova l’armeria, resto con il fiato sospeso mentre scendo cauta uno ad uno i gradini cercando di assecondare per quanto mi sia possibile il palo centrale delle scale restando coperta minimamente dalla sua stazza. Un cozzare di armi e rumori mi giunge alquanto chiaro, un vociare di donne che sembra di essere in piazza durante il mercato e tra queste anche Efrem, non mi devo voltare, non devo guardare in loro direzione, non devo fiatare, non un cigolio.
    Supero la zona rossa mentre il cuore mi martella nel petto, non ho sentito la voce di Andreus, non so chi realmente ci sia in armeria oltre a Efrem, Medea e Daphne…spero per la mia pelle di non incontrare nessuno.
    Finalmente raggiungo il piano inferiore della struttura, mi soffermo per un attimo con la schiena contro il palo della scale, devo riuscire a riprendere un battito regolare mentre il respiro trattenuto si rilassa.
    Mi scosto quindi da li raggiungo la mia camera, estraggo la chiave dalla tasca interna nella quale l’avevo assicurata e finalmente sono in camera mia. Chiudo la porta dietro di me , abbandono gli stivali sul pavimento e slaccio velocemente il mantello buttandolo a terra per poi lanciarmi sul letto abbracciando il ruvido cuscino rivoltandomi nelle coperte ancora sfatte mentre un sorriso ebete si distende sul mio viso. Mi rendo conto che devo cambiarmi prima che arrivi qualcuno e mi veda vestita come una sorta di vestale in lutto.
    Sfilo pantaloni e il top così come i guanti , ripongo tutto nell'ultimo cassetto del mobile e porto il mantello in bagno, l’orlo è sporco di fango, devo ricordarmi di pulirlo.



    Indosso nuovamente gli abiti cremisi che avevo addosso prima, darò meno nell'occhio, sciolgo i lunghi capelli mentre vado in bagno a risciacquare il viso dalle lacrime versate e dalla polvere.
    Faccio qualche esercizio di respirazione, nessuno deve sapere che per un po’ me ne sono andata dal rifugio. Esco dalla mia stanza.



    Ripensando a Solumquae , al Vulcano a Franthalia e ai draghi, mi viene in mente una cosa che dal mio arrivo ho lasciato in sospeso, la ricerca di informazioni su Dohaeris , sulle casate del Regno e la sua storia per meglio riuscire a comprendere i segreti di questo vasto territorio e sul modo di affrontare nuovi eventuali nemici.
    Si andrò in biblioteca e più tardi andrò in armeria ad allenarmi un po’ .

    Risalgo le scale con tutta la calma possibile, ora non ho paura di essere vista anzi, sto per raggiungere il piano dell’armeria quando incrocio la figura di Daphne allonatanarsi e sembra piuttosto furente.…
    « Daphne..tutto bene?» mi rivolgo a lei cordiale mi avrà visto o sentito?
    Non lo so.
    Oltrepasso l’armeria passando davanti all'arco e, gettando uno sguardo all'interno noto dapprima Medea e Yadhira assieme a Lucynda avvolta in abiti piuttosto bizzarri e pittoreschi, però mi piacciono, non avrei mai pensato che le piacesse indossare abiti del genere non sembra essere nel suo stile, forse la faccia che mostra a noi non è il suo vero io… poi oltre le loro figure noto un ammasso di muscoli, il torace nudo di Efrem…e …cosa???
    O dei…. Mi tocco la fronte affranta.
    Le gote mi si imporporano, gli ormoni si agitano mentre mi faccio aria con una mano, poi abbasso la testa e tiro diritta verso la biblioteca senza voltarmi indietro, Dei del cielo, perché mi fate vedere simili spettacoli? Pazienza, mi ci abituerò….dovrò convivere con questa mia strana attrazione nei suoi confronti, devo cercare di non avvicinarmi troppo.



    Raggiungo la biblioteca, avanzo lentamente sovrappensiero mentre nella mia mente l’immagine di quei muscoli che si contraggono è ben presente…basta!
    Scuoto la testa per ricacciare le sensazioni che mi avvolgono, non sembra esserci nessuno in biblioteca …anzi no, mentre svolto subito a sinistra ricordandomi che Andreus il primo giorno mi indicò questa direzione per trovare volumi che parlano di storia antica, mi sembra di vedere con la coda dell’occhio un caschetto verde piuttosto appariscente dall'altra parte della biblioteca, deve essere Ananya …si sarà accorta di me?



    Ora vado a cercare un libro che parla della storia di Dohaeris poi magari mi avvicino e le chiedo se posso esserle utile in qualche modo.

    Raggiungo il settore di mio interesse e la prima cosa che vedo non sono certo i libri.



    Sussulto portandomi una mano al petto; per terra tra la nicchia formata dalle due librerie vedo due gambe e due braccia ….

    «Idiota!» ..ma….è la voce di Andreus?
    Può darsi che l’effetto dell’idromele sia ancora in circolo, ma le mie orecchie credo funzionino benissimo….
    Mi avvicino alla nicchia, mi sporgo dalla libreria vicina con la testa portando le mani all'indietro congiungendole sulla schiena vorrei evitare che vedesse i graffi che mi sono procurata con i rovi a Solumquae e, facendo ombra dal lato con la mia figura sul libro dove una zazzera ribelle è china osservo chi si nasconde li dietro.
    Si è proprio lui.
    Sbircio la pagina del libro che sta leggendo, pagina dove è presente anche una vistosa macchia d’inchiostro…la figura di un drago?
    « Draghi? Una lettura affascinante quanto curiosa…ti piacciono? A me hanno sempre affascinato» sorrido mentre pronuncio questa frase « Come stai? »
    Chissà cosa hanno combinato lui Medea e Daphne dopo che…che???
    A si…mi sono addormentata sul pavimento dell’armeria e…Efrem…ba…lasciamo perdere, oppure mi verrà nuovamente mal di testa.



    N.B. - io ho considerato la prima parte dell'intervento di Daphne, quando vede qualcuno passarle accanto e quindi poi per colpa di Efrem tiro dritta in biblioteca. Va bene? Se devo modificare provvedo. XD
    - foto 5 -
    Ultima modifica di DELTAG; 18th April 2015 alle 10:52

  5. #375
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli




    ANANYA

    Duemila anni.
    Duemila anni per trovare uno stupidissimo libro che parli anche solo lontanamente degli attacchi o della magia mentale.
    Finalmente dopo… come minimo sarà passata qualche ora, ci scommetto! Trovo un polverosissimo tomo che sembra fare al caso mio. La polvere è talmente sedimentata che fatico a leggere il titolo, ma ho potuto intravedere la parola “ment” e questo mi basta per farmi ben sperare. Spero solo non si tratti di un libro con scritto come mentire!
    Lo apro e lo scuoto un po’, trattenendo il respiro per pulirlo un po’ e non farmi venire una tosse mega.

    Interessante, sembra esattamente quello che cercavo. Il primo capitolo è dedicato alle auree: simbiosi, luce… tenebra. Solo il leggere il nome di quest’ultima mi fa venire in mente lui... ma poi il ricordo del suo cadavere riesce a calmarmi.
    Vediamo un po’ se c’è quello di cui parlava Daphne… eccolo qui: charme.

    “Previo contatto visivo, chi possiede lo charme può ammaliare e soggiogare la mente dell’avversario, impartendogli un ordine. Chi padroneggia completamente questa tecnica è in grado addirittura di indurre la vittima a dimenticare completamente qualcosa.“

    Questo potrebbe forse spiegare come mai non ricordo nulla della mia vita prima dei miei sei anni, oppure… come riuscisse a tenermi lì contro la mia volontà.


    Mi appoggio alla libreria con la schiena, sospirando.Come ci si può difendere da una cosa del genere?

    Mi guardo un attimo attorno per fare una pausa: non sono mai stata brava a studiare.
    Noto solo ora che Keyra è entrata nella stanza e sta parlando con Andreus. Non riesco a sentire che dicono… e probabilmente neanche mi interessa, per cui torno al mio libro.

    D’un tratto mi si illumina la torcia, e mi ricordo ciò che ho appena letto. Mi sembra che ci fosse scritto qualcosa sul contatto visivo… eccolo qui! Quindi l’attaccante ha bisogno di guardare negli occhi la vittima. Buono a sapersi!

    Lascio il libro sul grande tavolo rotondo, in modo da ritrovarlo facilmente al mio ritorno, e mi dirigo fuori dalla stanza. Arrivata nei pressi dell’armeria cominciò già a parlare, prima ancora di entrare. «Sapete se qualcun altro dei nostri avversari possieda lo charme?» Sarà bene avvisare tutti di come funziona questo potere, non vorrei mai che qualcuno diventi vittima di questo attacco in battaglia, trasformandosi così magari in una spia... «Comunque l’avversario ha bisogno del contatto visivo per poter usare il potere, quindi basta non guardare negli occhi nessun-» mi blocco quando vedo che son tutti presi a lottare tra di loro.
    Forse sarebbe meglio aspettare che si calmino un po’. Mi appoggio allo stipite della porta in attesa che le due che scenderanno in campo domani (o forse sarebbe meglio dire tra poco) decidano di terminare l’allenamento.


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  6. #376
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    «non parlo a vanvera, dovresti saperlo ormai.» Vorrei rispondegli che no non lo sapevo, noi ci conosciamo praticamente da due giorni, ma dettagli… Dopo aver parlato Efrem si alza dal manichino e contemporaneamente si sente la voce di Daphne rimproverare aspramente Medea ma sinceramente in questo momento non mi importa nulla, voglio solo dare una lezione Efrem così gli chiedo aiuto per alzarmi e lui senza troppi problemi tende la mano per aiutarmi. Perfetto è esattamente quello che volevo con un movimento rapido del braccio lo tiro verso di me per poi tiragli un bel calcio tra le gambe.
    Il suddetto ragazzo ovviamente accusa il colpo gemendo di dolore e tendosi con le meni nella zona incriminata…
    «Ora siamo a pari!»



    Efrem poi infuriato mi tira un pugno in faccia facendomi sanguinare copiosamente il naso.<<Dannazzione!>> Dico dolorante possibile che quell’uomo debba sempre avere l’ultima parola… vabbe in questo caso mossa!?



    Dopo il pugno Efrem si alza e dolorante e si siede sopra al tavolo la sua attenzione va a Medea e Lucynda che è appena entrata nella stanza che sembra essere intenzionata ad attaccare la ragazza bionda, azione che viene subito notata da Efrem e rimproverata
    «Davvero… molto intelligente e coraggioso attaccare un avversario ferito e… impossibilitato a combattere. Complimenti vivissimi, Lucynda!» Dice il tutto con un tono derisorio e battendo le mani… Io queste persone non le capisco è normale attaccare un avversario ferito è una mossa intelligente in guerra, ciò che doveva rimproveragli è che è sbagliato attaccare un compagno ferito…
    . Poi Efrem si volta verso di me alzando il pollice e facendo uno strano sorrisino a metà tra il compiaciuto e dolorante che è assai inquetante mi dice
    «promossa!» Spalanco sorpresa a quell’affermazione, non pensavo di essere sotto esame ma meglio così.


    Afferro la lancia che ho usato prima per liberarmi e la uso come appoggio e mi tiro su
    << Be io direi che vado a farmi curare e poi filo a riposarmi per la battaglia>> E con passo un pò incerto mi avvio verso l’uscita dove c’è Ananya appoggiata allo stipite della porta << Che cosa ci fai qui? Hai per caso visto Andreus?>> Le domando con voce leggermente gracchiante.




    Ultima modifica di niobe cremisi; 4th April 2015 alle 16:42
    Il mio spazio ricordi --> Crimson Dream
    Per scaricare le mie creazioni -->
    Crimson Door
    e Crimson Store



  7. #377
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    La respirazione diviene più regolare, gli spasmi sono spariti così come i sudori freddi. È stata una cosa veloce… apparentemente veloce. Cosa mi è successo? Non ho mai avuto attacchi di panico simili. Prendo a respirare con un ritmo sempre più regolare, gli occhi mi pizzicano ancora, li strofino con entrambe le mani. Li sento umidi, no Andreus, basta piangere per simili assurdità. C’è una possibilità che io non abbia fatto nulla in quella stanza. Una possibilità che io abbia solo dormito come un orso, so di russare parecchio, magari Daphne è rimasta sveglia per questo motivo prima di crollare. Oddio, e se avessi parlato nel sonno? Se avessi detto qualcosa riguardante Efrem? Oh maledizione. «Ricorda Andreus, ricorda Andreus, ricorda Andreus!» comincio a picchiettarmi con il palmo della mano sulla fronte, chissà, magari il criceto nella mia testa si sveglia e comincia a far girare la ruota. L’occhio mi cade sulla macchia ora asciugata di inchiostro, oh mamma che danno. Possibile che riesco solo a combinare disastri uno dopo l’altro? Spero solo che si comprenda, comincio a leggere quel pezzetto soffermandomi sulle parole impiastricciare di inchiostro e lacrima

    “Fu solo quando un giovane fanciullo di circa dodici anni, senza dimora e senza famiglia, entrò nei territori dei Draghi, che per la storia della magia si aprì un nuovo capitolo. Il ragazzo conosceva quelle imponenti creature solo per sentito dire, privo di qualunque tipo d'istruzione e d’indottrinamento religioso, aveva trascorso la sua vita solo cercando di sopravvivere alle privazioni ed agli stenti di una vita avversa.”
    Tiro un sospiro di sollievo quando con gli occhi passo sulla macchia e mi rendo conto che riesco a leggere… con difficoltà… ma vabbè, dettagli. Giro la pagina e noto che la macchia si estende, seppur in misura minore anche sul lato opposto. Diamine. Sul foglio accanto è riportato un disegno anch’esso dettagliato di un altro drago, nero e la bocca spalancata mentre delle alte fiammate si liberano da essa. Rimango per un attimo rapito dai suoi occhi, rossi come tizzoni ardenti. Guardo in basso leggendo il nome di quest’altro mostro «Alduin!». Un ombra scura mi sovrasta togliendomi la luce. Oh mio dio, l’ho evocato! E ora che faccio? Che ho combinato? Non ho il coraggio di alzare la testa, come diamine riesce a entrare in uno spazio così piccolo un bestione di quelle dimensioni? «Draghi? Una lettura affascinante quanto curiosa…ti piacciono? A me hanno sempre affascinato» eh? Keyra è un dragone nero, brutto e dall’aria acida? Alzo gli occhi incrociando quelli violacei di lei, «Keyra…» mormoro, come al solito il mio cervello ha elaborato troppo, il criceto è andato di nuovo in letargo e ha lasciato i due neuroni rimasti sani a lottare tra di loro. Ed ecco qua il risultato. «Come stai?» mi dice sorridendomi, ricambio il sorriso «ho solo un po’ di mal di testa dovuto a quello che ho bevuto prima… tu piuttosto, ha detto Efrem che non stavi molto bene…» mi alzo ed esco dalla mia nicchia tenendo il libro chiuso sotto un braccio. «Hai bisogno delle mie cure?» le dico piegando leggermente la testa di lato e togliendomi la polvere dagli abiti. Ho bisogno di parlarne con qualcuno, ti prego… ho bisogno di te…

  8. #378
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Medea Euripide



    Le mie parole non erano di resa anche se così ferita non posso dare il meglio di me ma non faccio in tempo ad aggiungere altro perché Daphne parla prima di me … “Tu cosa? Ti arrendi così? Che cosa pensi di fare domani eh? Ucciderai il nemico frustandolo con la tua chioma luminosa o li stenderai tutti sbattendo quegl’occhioni grandi che hai? Reagisci cazzo, evoca un freccia e piantamela nel piede, sputami in faccia, dammi un calcio al naso, fai qualsiasi cosa, credi che domani ti daranno il tempo di pensare?”

    Sgrano gli occhi sorpresa per le sue parole, certo ha ragione, sono caduta due volte come una pera lessa sotto i suoi attacchi, ho un forte dolore alla pancia, ma questo conta poco in battaglia ed in più uno stiletto mi ha ferito il braccio sinistro, ma non sono ancora morta quindi questo vuol dire che posso ancora combattere, no? Spero solo che Andreus sia a portata di mano almeno in allenamento perché domani non potrò di certo contare sul suo potere di guarigione.

    Cazzo Daphne non mi dà proprio il tempo di parlare che aggiunge sempre più incazzata “Devi essere cattiva” alzo la voce “Devi pensare ad uccidere, hai capito? Non te ne deve fregare nulla se è un allenamento o meno, io adesso sono il tuo nemico, hai capito? Nessuna pietà, devi volermi morta, MORTA! C’è sempre un guaritore che mi farà tornare come nuova, ma domani cosa farai? Li guarderai e dirai che la prossima volta non sarai di certo TENERA?”

    Ha ragione in tutto e per tutto, oggi questo allenamento l'ho preso troppo alla leggera, in battaglia se mi comporterò così non tornerò in questo rifugio, ma sarò cibo per le iene. “L’allenamento finisce qua!”

    Cavolo si è proprio incazzata. <<Asp...>> Ma non faccio in tempo a finire la frase che è uscita dall'armeria. Cavolo! Ok stare qui a terra non mi porterà a nulla, devo andare a cercare Andreus affinché mi guarisca o domani neanche ci arriverò in battaglia. Appoggio la mano destra a terra e mi alzo quando noto una spada puntare verso di me, non faccio in tempo a reagire che un’ascia atterra tra me e la stronza che mi ha attaccato quando ero indifesa. Alzo lo sguardo e noto Daphne che mi ha difesa. La guardo sorpresa mentre lei parla: “Perché non te la prendi con qualcuno che si regge sulle proprie gambe?” Per poi aggiungere “Va a curarti e dormi, domani dovrai farti onore"

    Guardo Lucynda <<Bella mossa, sei forte e senza scrupoli ma io sono una tua alleata, posso starti sul cazzo o quello che vuoi, ma questa potevi evitartela e stai certa che se sopravviverò alla battaglia me ne ricorderò>> Ovviamente mi riferisco ad un prossimo allenamento ma non lo dico, pensasse quello che vuole.

    Il ginocchio a male lo stesso, ma questa volta mi trattengo dall'emettere qualsiasi suono e mi rivolgo a Daphne <<Grazie per avermi difeso e grazie per l'allenamento, mi ci voleva una scossa e sta certa che in battaglia farò tesoro delle tue parole>> Mi avvio quindi verso l'uscita dell'armeria per cercare Andreus per farmi guarire dopodiché farò un bagno caldo e mi tufferò nel letto per fare una bella dormita, sono veramente stanca.
    Ultima modifica di Lilla_20; 1st April 2015 alle 16:22

  9. #379
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Andreus alza il viso incrociando i miei occhi, ma i suoi a differenza dei miei sono lucidi e rossi, sembra che abbia pianto.
    «Keyra…» mormora mentre un senso di compassione mi avvolge, cosa gli è accaduto? Sembra così dolce il suo sguardo…così indifeso…un cucciolo di lupachiotto in cerca di riparo da una tempesta, una tempesta che gli si agita dentro , mi sorride ma è un sorriso che sa di tristezza. Vorrei poter fare qualcosa per lui, mi fa male vederlo così, non sono abituata.
    « Ho solo un po’ di mal di testa dovuto a quello che ho bevuto prima…» non so perché ma le sue parole non mi convincono, il mal di testa ci sta, anche io mi sentivo abbastanza intontita a causa dell’idromele di Daphne, ma sono convinta che ci sia dell’altro gli e lo leggo negli occhi. «…tu piuttosto, ha detto Efrem che non stavi molto bene…» ah si? La cosa mi stupisce pensavo fosse arrabbiato con me per…per…insomma, per la carezza, invece ha giustificato la mia assenza ai presenti alla riunione, è stato oserei dire gentile. Abbasso gli occhi arrossendo per poi scacciare subito il pensiero.
    Andreus si alza dal suo nascondiglio, chiudendo il libro che aveva tra le mani portandolo sotto braccio.«…Hai bisogno delle mie cure?» piega leggermente di lato la testa scrutando il mio volto, mentre si spolvera gli abiti, « no…tranquillo, non preoccuparti…solo malessere da Idromele…credo che siano altre le persone che hanno bisogno del tuo intervento…», gli sorrido gentile cercando di strappargli un sorriso più spontaneo e meno forzato, sembra ci sia un qualcosa che lo turba, non so cosa possa essere magari invece ha solo bisogno di parlare con qualcuno che sia disposto ad ascoltarlo mentre gli altri sono tutti impegnati negli allenamenti e magari non è nulla di particolarmente preoccupante.
    Cosa avrà mai combinato o cosa sarà mai successo per essersi però depresso in questo modo?
    « C’è qualcosa che non va Andreus? Se si, ti va di parlarne? Non dirmi che non hai niente…te lo si legge negli occhi » chiedo cauta, portando una mia mano all'altezza del suo mento con l’intento di sollevarglielo, voglio che mi guardi in faccia e mi dica la verità se o meno c’è un qualcosa che lo sta logorando dentro, non voglio essere invadente, ma vorrei poterlo aiutare in qualche modo…in fondo è sempre lui che salva me…ora vorrei essere io a fare qualcosa per lui.
    Il momento viene interrotto da un vociare sempre più intenso che proviene da fuori, probabilmente dall'armeria, qui mi sa che parlare di cose magari personali non è il caso, mi scosto da lui :
    «Facciamo così, cercavo un libro, ma lo prenderò più tardi,ora invece scendo in cucina a preparare qualcosa da mettere sotto i denti, se vorrai parlare di ciò che ti angoscia mi trovi di sotto. ». detto ciò lo guardo di lato facendogli l’occhiolino per poi sorridergli, voltarmi e, ritornare indietro verso la scala che scende ai piani inferiori evitando di passare dinanzi all'armeria, troppo gente è presente li e ora preferisco restare un po’ sola con i miei pensieri.
    Cucinare mi rilasserà di più che una buona lettura.

  10. #380
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Deus ex Machina] Quest Ribelli




    ANANYA

    Yadirha si alza a fatica reggendosi su una lancia e viene verso di me «Che cosa ci fai qui? Hai per caso visto Andreus?».
    Sto per risponderle ma vedo che anche Medea si alza, visibilmente ferita, e viene verso la porta. Ottimo, così le avviso insieme.
    «Ragazze» dico a entrambe.. e se qualcun altro nella stanza vorrà ascoltare tanto meglio «Volevo mettervi in guardia: visto che Daphne ha accennato a un possibile nemico con lo charme, sono andata a documentarmi e ho scoperto che per evitare di subirlo bisogna evitare di guardare negli occhi l’avversario! Comunque Andreus si trova in biblioteca.»
    «Eh davvero, e per quale motivo? Poi che cavolo è lo charme di cui parlate?» mi risponde Yadirha. «E’ una magia mentale che ti induce a eseguire gli ordini di chi ti attacca. Però l’aggressore ha bisogno di stabilire una specie di connessione mentale con la vittima tramite il contatto visivo per riuscirci, quindi se non guardi negli occhi la persona, non può usare questa magia su di te.»

    *risposta di Yadirha concordata con niobe
    Ultima modifica di Akuiyumi; 1st April 2015 alle 16:13


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