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  1. #641
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Shayla Bolton


    Riapro di scatto gli occhi... quanto tempo sarà passato?





    Devo essermi addormentata, che idiota! Mi guardo le mani ormai raggrinzite a causa dell'eccessiva permanenza in acqua, ed una smorfia scocciata si dipinge sul mio volto. Poi però le avvicino al naso, e con gioia realizzo che quella puzza nauseabonda è sparita...almeno una cosa positiva! Spero che invece a quello stronzo del guaritore sia penetrata nella pelle, e non se ne possa liberare per un pezzo, se lo merita! Velocemente tolgo i residui di sapone dal corpo, purtroppo niente oli o altro, a malapena sono riuscita a recuperare del sapone di pessima qualità...temo che dovrò arrangiarmi d'ora in poi.



    Esco dalla vasca completamente nuda e, scalza, mi avvicino ad un mobile e prendo un telo o qualcosa che ci somigli per asciugarmi, massaggiando delicatamente la pelle col tessuto povero e ruvido.



    Poi mi avvolgo nel telo, che arriva a malapena a coprire metà gambe, e mi stendo sul letto, esausta. Ho davvero bisogno di fare una bella dormita, non so neanche se sia notte o giorno, quaggiù il tempo perde significato. Ma non importa, ciò che conta è stare in un posto sicuro, e questo per ora sembra esserlo...sicuramente più della Maison Baelish dopo quello che è successo. Chiudo gli occhi, e lentamente mi abbandono al sonno.


  2. #642
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    E' pomeriggio

  3. #643
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Guardo Markus, sembra assorto nei suoi pensieri mentre osserva il volto della statua, magari la apprezza anche lui come storia.


    Dopo qualche istante il ragazzo piega la testa di lato osservandomi con la coda dell’occhio «hmm più da brividi direi…» dice poi sorridendomi «Sentirsi osservato ogni secondo della tua vita non è una cosa allettante, non credi?» lo vedo avvicinarsi nuovamente questa volta per sedersi accanto a me


    «dipende dai punti di vista, personalmente lo trovo rassicurante…» cerco poi di spiegarmi meglio distogliendo lo sguardo e portandolo contro la statua che in silenzio prende a guardarci «cioè… volevo dire… non che l’idea di essere osservato costantemente mi piaccia… ma trovo rassicurante che, da qualche parte ci sono loro ad osservare le nostre scelte… una sorta di madre che guarda in silenzio i suoi figli che si sbucciano le ginocchia prima di rialzarsi…»


    l’uomo si accomoda senza dire una parola e cambia discorso toccando una nota dolente, una ferita che non volevo venisse aperta da lui, un perfetto sconosciuto. «Sai però cosa ho trovato più bello? La frase sulla tua arma»


    i miei occhi scattano verso di lui aprendosi un po’ di più, credevo che in tanti anni si fosse nascosta bene «Che il tuo braccio sia forte come questa roccia» abbasso gli occhi cominciando a giocherellare con le mie dita per distrarmi e scacciare i pensieri «ti piace? Pensavo che si fosse nascosta bene nelle varie scheggiature della lama…» allargo e richiudo nuovamente la mano


    «è una frase che mi è stata incisa da una persona che ritengo la mia unica vera famiglia… una persona che adesso ha gli occhi bloccati da una benda dorata che non le permette di vedere il marcio che aleggia intorno a lei.» mi volto cercando i suoi occhi prima di scuotere la testa «non voglio deprimerti con la mia storia… dimmi di te Markus, cosa ti ha spinto a seguire quello schizzato di Efrem?» gli dirò cercando di riacquistare un’espressione quantomeno tranquilla…

  4. #644
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Grazie all'intervento di Andreus, lui stesso e Medea riacquistano tutta la costituzione

  5. #645
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli


    Markus Obelyn


    Andreus alla mia domanda si fa più cupo, quasi malinconico, e mi parla di una persona che ha inciso quella frase sulla sua arma reputandola ormai la sua unica famiglia.



    <<Una persona che adesso ha gli occhi bloccati da una benda dorata che non le permette di vedere il marcio che aleggia intorno a lei>>, ricambio il suo sguardo incatenando i miei occhi nei suoi.



    Chi sei davvero Andreus? Cosa ti sta rendendo tanto triste? Mi ripeto in testa il suo cognome cercando di ricordare dove l’ho già sentito. De Lagun, elfo, terra, marinai, guaritore… Un momento. No. Non può essere! I De Lagun assieme ai Dreth e gli Urthadar sono una delle casate più antiche e fedeli ai Raeghar…Li conosco per fama. Ma, ora io mi chiedo, cosa diamine ci fa lui qui? Non ha senso. Se hai denaro, fama, ricchezza, famiglia… Perché abbandonare tutto? <<Non voglio deprimerti con la mia storia…>>, aggrotto le sopracciglia infastidito… Non vuoi deprimermi o non vuoi dirmelo? Sii sincero almeno.



    <<Dimmi di te Markus, cosa ti ha spinto a seguire quello schizzato di Efrem?>>. Dei... Cerchi addirittura di cambiare discorso? Ti facevo più furbo guaritore.



    Abbozzo un sorriso beffardo ed esclamo, <<Curioso. Di te non vuoi dirmi niente ed io dovrei parlare?>>. Ma va bene, la domanda non mi sembra difficile… Quindi sì, accontentiamolo.
    <<Vendetta>>, rispondo secco e poi mi abbandono completamente sullo schienale della panca fissando le crepe nel soffitto con lo sguardo assorto nel nulla. <<Diciamo che Efrem mi ha raccattato in una taverna e mi ha dato una possibilità che io ho deciso di accettare. Tanto non ho più niente da perdere e non mi importa neanche più di crepare sinceramente. Voglio solo morire dopo aver conficcato la mia ascia dentro la testa di quel cane rognoso d’un nobile ed aver dato un senso alla morte della mia famiglia>>, un sorriso amaro si dipinge sul mio volto, <<Cenere alla cenere, polvere alla polvere>>.



    Sospiro facendomi più serio e poi guardando negli occhi Andreus gli chiedo, <<Te invece che ci fai qui? Un De Lagun tra i ribelli è una presenza insolita… Non sei un figlio di nessuno come il sottoscritto dopotutto>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 11th June 2015 alle 01:19



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  6. #646
    sim dio
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Anne Targaryus

    Rimango a mangiare in silenzio la mia frittata, lo stomaco sembra essersi chiuso e la fame di prima sparita, ma mi costringo a mangiare qualche boccone. Sono felice di avere Efrem qui accanto a me, ed ho la voglia matta di aprirmi... ma qualcosa me lo impedisce, è come se tutto il mio dolore non ne volesse sapere di farlo, rimanendo lì, rigido e inamovibile sul mio petto. Ma reprimere tutto, ancora... no, non ci riesco più. Markus finisce di mangiare, si alza dalla sedia e, nel salutarmi, coglie l'occasione per ringraziarmi della chiacchierata, dirigendosi altrove e portandosi con sé l'ascia di Andreus. Lo saluto a mio volta e ritorno concentrata sulla mia scodella. «Se vuoi sfogarti, o solo mangiare in compagni… sono qui. Sono felice di riaverti con me, Anne…» esordisce mio cugino, rompendo il ghiaccio e colmando il silenzio imbarazzante che si era creato poco fa. ​«la mia stanza è quella qui fuori, di fronte alle scale. Quando ti sentirai stanca e vorrai andare a riposare, fa pure, prenditi pure tutto il letto se vuoi.» aggiunge, rivolgendosi a me con voce calma ed espressione serena e rassicurante. Lo adoro, ringrazio i siamesi di avere un cugino come lui. Avrà tanti difetti, ma un cuore grande, e di questo le sono grata e riconoscente. Gli rivolgo un sorriso sincero, finisco di mangiare la mia frittata e mi metto comoda sulla sedia, guardandolo poi dritto negli occhi. <<Si...>> dico a fior di labbra dopo un silenzio che sembrava interminabile; <<Vorrei tanto fingere di stare bene, sai come sono fatta, anche quando tutto il mondo mi crolla addosso cerco sempre di andare avanti, sfoggiando uno dei miei migliori sorrisi, nascondendo le mie fragilità>> ma no, ora non ci riesco più. Dico queste parole spedita, le quali escono velocemente dalla mia bocca come dei cavalli indomabili. Mantengo lo sguardo con estrema difficoltà, sento gli occhi che ricominciano a gonfiarsi e le lacrime cercano di uscire prepotenti. No, Anne, non di nuovo. Te non sei questa, e non lo sei mai stata. <<Se solo riuscissi a togliermi questo peso; se solo riuscissi a farti capire; se solo riuscissi a... a... a dirtelo...>> poggio un palmo della mano sulla superficie del tavolo, drizzando la schiena e portandomi avanti verso Efrem. <<So... so solo che ho perduto me stessa, non so più chi sono, ho perso ogni punto di riferimento... ho perso il mio p-piccolo posto in questo... i-in questo mondo...>> la voce si fa sempre più tremula e il tono è alto. Ecco, sta per succedere di nuovo, le lacrime tentano di sgorgare ma faccio appello a tutte le mie forze per non crollare di nuovo. <<Ti prego... aiutami, non riesco ad andare avanti così. Fammi ritrovare la forza! la mia forza!>> gli occhi sono gonfi, ma trattengo ancora le lacrime e perdo totalmente il controllo di me stessa. Con il palmo do una botta rumorosa sul tavolo, faccio leva con il braccio e mi alzo dalla sedia, la quale indietreggia rumorosamente dietro di me. Sento improvvisamente la fresca energia del mio potere pizzicarmi il palmo della mano, formando poi una lastra di ghiaccio sotto di questa.
    La situazione mi sta sfuggendo di mano, odio me stessa per questo, e odio altrettanto questa mia fragilità. Sto diventando una pappa molle, Efrem non è abituato a questo, in vita mia ho sempre reagito alle difficoltà in tutt'altro modo, e lui questo lo sa bene. Se mi lasciassi andare mi metterei a piangere di nuovo, ma con forza mi impedisco di ricadere nella disperazione.
    Sono disposta a combattere, si. Se per trovarti l'unica strada è questa, allora sono pronta a tutto.

    Morsa di ghiaccio – Congela un unico arto, causandone la paralisi e lievi danni da congelamento.
    Ultima modifica di mettiu; 5th June 2015 alle 20:29

  7. #647
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli




    ANANYA

    In camera.

    Apro gli occhi di scatto.
    Qualunque cosa stessi sognando ormai ha già abbandonato i miei pensieri, ma mi è rimasta una sensazione… come di nostalgia, mista a rabbia, mista a tristezza.
    E’ ancora tutto come l’ho lasciato, segno che fortunatamente a nessuno è balzata in mente l’idea di farmi qualche scherzetto. Forse ho un tantino esagerato, in effetti. Quando ho sonno tendo a non filtrare i pensieri buoni da quelli strambi.
    Comunque, per sicurezza terrò così la nuova disposizione della camera.

    Mi alzo e vado in bagno a prendere un bel sorso d’acqua fresca. Ci voleva proprio. E ora ho un certo languorino, per cui vado diretta in cucina.

    In cucina.

    Oh magnifico, chi ci trovo? Il pazzo e sua cugina. Trattieniti, non è questo il momento. Certo, potrei prendermela con la cara cuginetta, sembra così indifesa… ma non ha senso mettere in mezzo gli altri. La colpa ce l’ha lui, non lei.

    Passo di fianco a loro nel modo più silenzioso possibile, sperando che ignorino del tutto la mia presenza. L’ultima cosa che voglio adesso è fermarmi a sprecare fiato.
    Vedo che c’è della frittata già fatta, ottimo, così non dovrò stare qui più del necessario.
    Ne prendo un pezzo, lo mangio, e poi me ne vado. Non bado nemmeno a quello che dicono.

    Appena finisco, mollo il piatto sulla prima superficie libera e me ne vado. Voglio riprendere l’allenamento che Mercur ha interrotto.

    In armeria.

    Fortunatamente l’armeria è vuota. Mi rimetto in posizione e ricomincio a lanciare.


    myMind | myHands | myLegacy | myCrazyLegacy

  8. #648
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    La mia espressione si rasserena e torno più tranquillo mentre osservo il volto del giovane dipingersi in un sorriso che non mi piace per niente, deglutisco sentendo ciò che ha da dirmi


    «Curioso. Di te non vuoi dirmi niente ed io dovrei parlare?» il mio volto muta in un sorriso ebete, misto a colpevolezza che nascondo scostando lo sguardo e portandolo sui miei stivali mentre giocherello con un cespuglio secco. Andreus. Non. Sai. Mentire. Un secco e deciso «Vendetta» mi fa voltare di scatto allarmato,


    osservo i suoi occhi spostarsi da me e osservare distrattamente i fori nel tetto, seguo il suo sguardo osservando le nuvole rosate e grigie incombere sul rifugio, speriamo solo che non piova proprio adesso. Mi manca solo l’acqua a condire la già abbondante puzza di pesce marcio. «Diciamo che Efrem mi ha raccattato in una taverna e mi ha dato una possibilità che io ho deciso di accettare.» ora capisco perché sembra che si conoscano già. Chissà che gli avrà detto Efrem per convincerlo ad unirsi a noi. «Tanto non ho più niente da perdere e non mi importa neanche più di crepare sinceramente. Voglio solo morire dopo aver conficcato la mia ascia dentro la testa di quel cane rognoso d’un nobile ed aver dato un senso alla morte della mia famiglia» lo guardo preoccupato.


    Non condivido ciò che dice, se vorrebbe la vendetta verso la sua famiglia dovrebbe continuare a vivere, dimostrare a coloro che sono morti per lui di non essere morti invano. La vendetta non ha alcun senso se non le dai un’altra ragione di esistere. Noto un sorriso, spento mentre dice le ultime parole «Cenere alla cenere, polvere alla polvere» provo a rispondergli ma l’uomo mi spiazza ritornando sull’argomento principale. Me. Comincio a sentirmi come vittima di un bersaglio, «Te invece che ci fai qui? Un De Lagun tra i ribelli è una presenza insolita… Non sei un figlio di nessuno come il sottoscritto dopotutto» dentro di me so di non volergli dire nulla, è scostante, stupido e pieno di se. Ma qualcosa in quegli occhi, nelle sue parole mi portano a pensare che nonostante tutto nasconda qualcosa di diverso, qualcosa che non mostra a tutti. Allora perché lo fa con me? «Non ho scampo, eh?» rido abbassando la testa e portandomi una mano dietro comincio a grattarla, torno poi con gli occhi si di lui «hai ragione… un De Lagun che tradisce il suo reame non si era mai visto.»


    guardo anche io i buchi nel soffitto seguendo per un attimo il disegno di quello che un tempo era un affresco ora ridotto solo a un misto di linee sparpagliate e chiazze di colore sbiadito, sospiro «sono qui per dimostrare a mio padre che tutto ciò in cui crede è solo una mera bugia… vive in un gabbia in cui il suo mondo gli appare perfetto, un mondo che… a quanto pare non prevede me…» mi mordo un labbro per trattenermi «non più ormai.» cerco di trattenermi ma il ricordo di quella sera riaffiora lento e bruciante pizzicandomi ai lati degli occhi «ha scelto di servire ciecamente Lantis e le sue folli scelte, “il dovere prima di tutto”» un sorriso amaro si dipinge sul mio volto


    «non vede ciò che quel mostro sta creando, non vede a cosa ha portato tutto ciò e così si è convinta mia sorella… continua a guardare quell’essere con occhi sognanti perché il dovere della nostra famiglia prevede ciò, scritto a caratteri cubitali su ogni stendardo della nostra isola. Ma in realtà è solo ottusa e non si accorge che ciò che vede è solo la maschera di un tiranno che porterà questo regno alla distruzione!»
    scaglio con forza un pugno sulla panca e il rumore accompagnato dallo scricchiolio del legno vecchio, rimbomba per il monastero seguito da un silenzio quasi innaturale…

  9. #649
    sim dio L'avatar di niobe cremisi
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Yadirha BlackSnow

    Dopo il mio interminabile monologo Efrem risponde con un cenno del capo affermativo alla mia domanda «Siamo molto diversi… in allenamento non ci risparmiamo, perché i nostri nemici non lo farebbero in campo, testiamo i nostri limiti, ma non uccidiamo nessuno, il dolore tempra e col tempo ci rende più forti.» Mi dice alzandosi e prendendo il piatto in mano, già me ne sono accorta che fanno sul serio però devo ancora farci l’abitudine... be avrò tutto il tempo per riuscirci.
    «Per noi è sacra l'anima, il corpo è solo un involucro mortale. Siamo molto attaccati alle nostre tradizioni e crediamo in Saraswaty, Raiden e i Siamesi. L'importante che il rispetto sia da ambo le parti, ovviamente.» Interessante sospettavo qualcosa del genere.
    << Che siete molto legati alle vostre tradizioni me ne sono accorta>> Ridacchio leggermente ricordandomi il battibecco avuto con il fabbro e Daphne in infermeria, per poi riprendermi subito << Perdona la mia risata non era per prendere in giro le vostre tradizioni non mi permetterei mai di farlo, ma mi sono ricordata di un evento avvenuto poco fa. Comunque da me ci sarà rispetto riguardante le vostre credenze>> Ovviamente solo se anche gli altri avranno rispetto per le mie.
    «Grazie per le informazioni, sei stata utilissima.» Gli sorrido leggermente
    << Sono felice di esserti stata utile>> Efrem poi esce dalla sua camera e io lo seguo a ruota per poi andare verso camera mia nella quale prendo la mia arma e con un coltello che prendo tra le mie cose raschio via il sangue della reale direttamente dentro ad un piccolo recipiente, è stata una fortuna averne rimasto un pò attaccato all'arma sennò mi toccava procurarmi del sangue in altro modo. Poi sempre al suo interno ci metto un pò di terra funeraria del drago, un pezzetto della sua pelle, sbriciolo un pò dell’osso che ho usato in battaglia e lo riverso dentro alla ciotola, e per finire prendo una boccetta con all’interno un liquido azzurro fluorescente e glielo verso dentro e poi con cura mescolo tutto il contenuto e ripongo la ciotola sopra al cassettone e la lascio lì. Se ho fatto tutto come si deve tra qualche ora il composto diventerà una poltiglia nera densa con riflessi azzurrognoli.
    Riassorbo la mia arma e con passo spedito verso l’armeria con l’intenzione di allenarmi un pò ma appena entro vedo che c’è già Ananya che si diletta al lancio dei coltelli, vabbe poco male infondo il mio intento era quello di allenarmi un pò per scaricare la tensione.
    Mentre la osservo nei movimenti veloci e silenziosi mi balena in mente una domanda << Ehilà Ananya vedo che ti stai allenando coi lanci, ti dispiace se mi unico a te?>>
    Se riceverò un cenno d'assenso allora le chiederò
    << Sai ho notato che sei una persona molto silenziosa soprattutto nei movimenti, insomma compari e scompari senza dare troppo nell’occhio e volevo chiederti dei consigli su come poter movermi di soppiatto?>> Le chiedo con un tono interrogativo, sono curiosa di sapere se usa una qualche tecnica particolare o se è semplicemente una sua dote naturale.
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  10. #650
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli


    Markus Obelyn

    L'uomo mi parla della sua famiglia, mostrandomi con i suoi occhi e con i suoi gesti tutto il dolore, la frustrazione e la rabbia che sta sentendo.




    Nomina per primo suo padre, descrivendolo come un Lord il cui unico pensiero è il dovere e poco dopo sua sorella. Trattiene a fatica le lacrime cercando di continuare a parlarmi, a spiegarmi come stanno le cose. Io abbasso d'istinto lo sguardo verso terra perché sono ammutolito dal senso di colpa... A quanto pare ho toccato un nervo scoperto e lo sto forzando.



    Lo scricchiolio della panca però mi distrae facendomi spostare gli occhi verso la mano dell’uomo che è ancora serrata a pugno sul legno. Ed è guardandolo in faccia, mentre un silenzio tombale ci avvolge, che pian piano collego ogni sua parola. Ecco chi è. Ecco chi è la persona che ormai reputa la sua unica vera famiglia. Ecco chi ha inciso sulla sua arma quella frase. Sua sorella. Dato che serve quell’egocentrico bamboccio del Principe ciò vuol dire che è una reale e, guarda caso, Keyra durante la riunione ha parlato di una persona ad Amaranthis che Andreus sembrava conoscere bene. Troppo bene. Dei… E’ orribile. Ha dovuto lottare con sua sorella? Quale assurdo scherzo del destino li ha messi contro? Io… Non ce l’avrei mai fatta. Il solo pensiero di sfiorare mio padre o mio fratello mi fa preferire la morte.



    <<Mi dispiace...
    >>, la mia voce è calma, pacata, purtroppo non riesco a dire altro ma cerco comunque il suo sguardo per fargli capire che sono sincero.



    <<
    Hai provato a parlarle? A farla ragionare? Dopotutto Lantis è un tiranno mentre il regno ha bisogno di qualcuno come Rickard Raeghar. Lui sì che è buono, è giusto ed ha un cuore. Suo figlio invece... Decisamente no>>. Scuoto la testa scacciando via i brutti pensieri e sorridendo in modo amaro ad Andreus gli dico, <<E’ tua sorella in fondo, dovrà ascoltarti, perché sono certo che ti vuole bene come te ne vuoi a lei>>.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 11th June 2015 alle 01:10



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