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  1. #681
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli



    Keyra
    Isyl Tinnuvie
    l


    Auspex



    Il mio colpo è andato a segno, il mio Stiletto non ha tradito il mio braccio. Sorrido nonostante le ferite brucino di fuoco vivo benché non dal fuoco sono stata ferita.
    <<Siete una ribelle, siete qui per uccidere, la vostra vita dovrebbe essere dedicata a questa vostra assurda causa. Chiaritevi le idee prima di combattere ancora...>>
    Già …sono una ribelle, peccato che io non lo sia di nascita, dovrei uccidere, ma è la mia coscienza che non sempre collabora come dovrebbe…le sue parole benché vere e che sanno di orgoglio, stonano con ciò che le ho voluto dire, a quanto pare ha frainteso il vero significato delle mie parole.
    Praticamente le ho detto che ho un preciso obbiettivo tra i reali e quell’obbiettivo non è lei e la fanciulla mi dice di chiarirmi le idee? Io le idee le ho anche fin troppo chiare. Ma forse ho soltanto sprecato fiato, non posso pretendere che una reale capisca ciò che sto provando in questo momento, sconfitta e ferita, proprio da coloro che odio di più al mondo e, il mio nemico giurato è proprio tra le loro file che milita vista la sua casata d’appartenenza.
    -La vostra vita dovrebbe essere dedicata a questa assurda causa –le sue parole rimbombano nella testa - La mia vita è solo mia, posso decidere io cosa farne, non mi servono le sue lezioni di orgoglio d’appartenenza - mi chiedo; se sapesse davvero la mia storia come anche quella di coloro che si sono schierati contro la loro fazione, cosa direbbe con il senno di poi? Loro non sono nel giusto, come non lo siamo nemmeno noi e forse…nemmeno i reietti.
    Lascio poiche le mie parole fluiscano leggere, ma non so nemmeno se le sentirà :
    << … c’è un qualcosa che va ben oltre l’appartenenza ad una fazione a muovere la mia mano e probabilmente anche quella di coloro che combattono contro di voi .. fareste meglio a pensare prima di giudicare. Non siete solo voi nel giusto>> concludo sibilando con rabbia mentre un dolore acuto mi prende allo stomaco. Porto una mano sulle ferite mentre cado in ginocchio e la vista sovviene a tratti sfocata e a tratti annebbiata…
    Il mio sguardo è sempre sulla scena e vedo il compagno reale della ragazza fendere la sua figura, incurante del fatto che sia una sua alleata…
    << E’ questo ciò che tu identifichi come vita dedicata alla causa? Forse il tuo alleato non è fedele come te… >>sogghigno acida con sguardo di sfida insinuandole il tarlo del dubbio sulla condotta dei suoi alleati, rivolgendomi ad una delle sue figure mentre anche il braccio prende a pulsare fortemente, nel mentre osservo il suo potere svanire, dissolversi e noto che la vera Reale era colei che stava dinanzi a me… un rivolo di sudore freddo prende a percorrere il mio collo ricordandomi l’attacco suicida di poco prima e, per un attimo scene di un passato tormentato che avrei voluto dimenticare attraversano i miei occhi mentre non bado molto a ciò che mi circonda in questo momento….



    --------------------------------


    …una rupe alta, molto alta, sotto di me il mare e le rocce acuminate…
    … il fischio del vento tra i capelli…
    Il punto scelto per porre fine alla mia vita.
    Troppe cose in una notte sono cambiate e con essa ho iniziato a cambiare anche io.
    Preda di un dolore insopportabile, troppo da contenere in un unico cuore, non posso parlarne con nessuno, nessuno capirebbe il perché del mio stato d’animo, nemmeno Thalion.



    Mi siedo sulla nuda roccia incurante del freddo e delle leggere vesti che celano a malapena il mio corpo, mentre gli occhi piangono lacrime amare. Sono sola, completamente sola.
    Figlia unica di colui che avrebbe preferito un maschio al mio posto, preferendo Thalion colui che considerava suo figlio e io un fratello, seppur non di sangue a discapito mio;
    obbligata a sposare per affari un uomo che non amavo, un uomo che mi voleva spasmodicamente, mi bramava ma, verso cui non provavo nulla se non solitaria indifferenza;
    Padre che si è alleato con i Leithien, le bestie fameliche che con i loro diamanti hanno in pugno Dohaeris e, che hanno cambiato il suo cuore corrompendolo con il potere;
    Lady Keyra…la mia dolce tutrice, morta per malattia la notte dopo che mia madre morì…
    Una madre amorevole uccisa per un errore di mio padre, lei l’unico punto fermo di tutto..bruciata, fatta a pezzi, abbandonata sul freddo pavimento della sala da ballo quasi fosse un…nulla…già un nulla che aveva un cuore pulsante e pieno di coraggio.
    Possibile che gli siamesi abbiano voluto questo per me? Possibile che io sia così forte da sopportare questo immenso dolore?



    No non lo sono, sono debole, troppo per affrontare tutto ciò da sola, meglio lasciarmi scivolare tutto alle spalle , lasciare che il destino giochi la su apartita con il mondo, lasciandomi fuori dalla sua scacchiera, sono stanca di nascondere il mio vero io, il mio vero essere, stanca di essere considerata una pregiata merce di scambio, stanca di vivere senza avere un motivo per continuare ad esserlo….
    Mi porto una mano al petto, facendo un profondo respiro, quello che sto facendo è sbagliato completamente sbagliato, ma non ho la forza per andare avanti…



    Mi avvicino al ciglio della rupe, una mano posata sul mio braccio ricaduto lungo il fianco in segno di resa, chiudo gli occhi mentre le lacrime riprendono a scendere copiose, mi dispiace per tutto ciò che seguirà a questo mio gesto, mi dispiace per coloro che hanno saputo volermi bene…coloro che ora non ci sono però più…Thalion perdonami….



    Mi lancio quindi nel vuoto con la consapevolezza che ora finalmente sarò libera dalle catene che mi hanno sempre oppressa.
    Il vento cerca di frenare la mia caduta, forse i silfi hanno capito, hanno compreso, vogliono aiutarmi, ma sono io che non voglio il loro aiuto…
    Cado, in caduta libera mentre le vesti mi aderiscono al corpo quasi fossero ali, ali che non possiedo…il buio sopraggiunge mentre il mio cuore martella fortemente nel petto, sto per perdere coscienza.

    Nel mentre, una presa forte mi cinge per la vita ma ormai è troppo tardi.

    Mi sveglio, apro gli occhi mentre l’aria salmastra mi scivola sul viso, sopra di me il cielo, sotto di me sabbia, ne avverto la consistenza, poco lontano il rilassante rumore del mare che si infrange contro gli scogli. Mi tiro a sedere piuttosto confusa e incuriosita da ciò.



    “Com’è possibile? Io ero….”
    “Cosa volevi fare? “ una voce dura, colma di ira, severa , raggiunge le mie orecchie, mi volto dietro di me, girandomi, è da li che proviene quella conosciuta voce.



    “ Thalion…” mormoro sorpresa di trovarlo qui, noto che indossa anche i colori del mio casato.
    “ Isyl! Si può sapere cosa ca**o stavi facendo?” si alza di scatto dalla sua seduta vicino ad un masso, mi raggiunge minaccioso, mi prende per le spalle scrollandomi quasi con violenza.
    “ Thalion io…” nuovamente lacrime, non riesco a trattenermi. Il suo volto si rabbonisce.
    Mi abbraccia, mi stringe forte…
    “ Io…io…non ce la faccio più!”
    Urlo, piango, sfogo tutto il mio dolore in un susseguirsi di sussulti
    “ Sei una sciocca, non sapevo dove fossi, dove te ne eri andata dopo la discussione dell’altro giorno, non hai detto nulla…” mi scosta da lui fissando serio i miei occhi viola “ ..non ti sei minimamente preoccupata di ciò che stavamo provando io e…tuo padre…per fortuna che ho pensato di cercarti anch equi, se non fossi passato tu…tu…il tuo corpo si sarebbe sfracellato contro le rocce! Ma te ne rendi conto?”
    Nuovamente mi tira a se, il mio viso affonda nel suo petto. Rabbia è ciò che percepisco dal suo tono.
    “ Ecco io….scusatemi… ma…non posso trattenermi oltre, io voglio andarmene da qui ”
    “ E il buttarti giù dalla rupe era il tuo modo di andartene? Per fortuna so volare! ”
    Non posso vedere il suo viso, non voglio vedere i suoi occhi, occhi che di sicuro mi stanno giudicando.
    “ Thalion…” poso le mani sul suo petto scostando però lo sguardo, mi allontano dalla sua presa, presa che non si vuole allentare
    “ Lasciami…” ripeto con più enfasi
    “ no…questa volta non lo farò” la sua mano cerca il mio viso, vuole che lo guardo.
    “ Lasciami ho detto” il mio tono è imperioso ma lui non vuole sentire ragioni mentre i suoi occhi si fanno più duri, mentre sembrano al contempo attraversati dal suo elemento, il fulmine. cerca le mie mani agganciando i miei polsi.
    “ E io ti ripeto di no! Non ti lascio! Sei fuggita e hai tentato di farla finita. Non permetterò alla ragazza che amo di gettare al vento la sua vita “ in un attimo le sue labbra sono sulle mie, calde, vogliose, disperate…cerco di scostarmi ma poi ricambio quel bacio, bacio che mi rapisce che mi ruba l’aria, non chiede nulla, non chiede spiegazioni, ha capito la mia situazione, mi esprime il suo amore, amore che già conoscevo ma, che non posso ricambiare, mentre io ho capito la gravità del mio gesto.



    Sono stata una sciocca, solo una sciocca ragazzina senza spina dorsale.
    Perché, mi sono lasciata vincere dalla disperazione?
    Perché ho lasciato che la mia mente si annebbiasse con il dolore?
    Perché ho perso tutto il mio coraggio?
    Posso essere migliore di così, posso trasformare la mia disperazione in rabbia, rabbia in coraggio, coraggio in vendetta.
    Porto le braccia attorno al suo collo,mentre la mia mano affonda nella sua chioma e lascio che il bacio fluisca dapprima impetuoso, poi leggero, fino a scemare …non posso ingannarlo , non nei sentimenti, lui non lo merita.



    “ Isyl !? “ Mi guarda interrogativo, i suo occhi sono limpidi specchi dove vi posso leggere dentro ardore, luce e potenza, tutte doti che non sono destinate a me, non posso e non devo essere io colei che gli starà al fianco, lui merita di più. Lui è di più.
    Mi scosto dalle sue labbra avvicinandomi al suo orecchio:
    “ Grazie per avermi salvato, sono stata una stupida”
    Sciolgo la mia presa mentre un dolore mi prende al petto:
    “ Io ti voglio bene Thalion, ma…non posso amarti…non come vorresti”
    Anche adesso mi guarda senza staccare i suoi occhi da me, le sue labbra si increspano in un triste sorriso
    “ Questo è nuovamente un addio? lo dice,lo pronuncia con la voce spezzata dal dolore.
    Annuisco.
    “ Grazie per tutto ciò che hai fatto per me….ti prego, anche se mio padre non mi ha mai considerato come una degna erede, come una figlia, per favore, proteggilo …. proteggilo anche per me. Io ora ho un nuovo scopo, uno scopo che tu stesso mi hai fatto comprendere.”
    Rassegnato, cerca le mie mani
    “ Ti lascerò andare solo se prometterai di non fare più gesti così insensati e…ti prego, non importa il come, il dove o il quando ma ti prego, vivi e ritorna da me, non importa se non ricambierai mai i miei sentimenti, io non posso cancellarli, questi rimarranno sempre…per favore…” la sua voce è soffocata “ …non morire, se dovesse succedere pregherò gli dei affinché io sia già morto”
    “ Non pronunciarlo con così sicurezza….gli dei potrebbero accogliere la tua preghiera e tu sei l’unica persona rimasta nel mio cuore, per cui valga la pena di vivere”
    Mi alzo da terra, lui segue i miei movimenti, cerca nuovamente un contatto prendendomi per un braccio.
    “ Giurami che tornerai”
    “ Non conosco il futuro…so solo che cercherò di non cacciarmi nei guai, visto la vita che hai salvatoquesta volta sono io a gettarmi tra le sue braccia per stringerlo un ultima volta “ Non dire nulla a mio padre di quello che ho cercato di fare, fai che lui non sappia nulla “
    Annuisce mentre mi lascia andare consapevole che questa volta proteggerò la mia vita senza gettarla via.



    Un ultimo sguardo, un ultimo saluto…
    “ Addio”
    La sua risposta non mi giunse mai, scappai prima che potesse rispondermi


    --------------------------------




    <<Thalion…non ho potuto mantenere la mia promessa. >>
    Pronuncio a voce alta senza rendermene conto. Ritorno al presente, il crepuscolo è già sceso, con ancora quei ricordi in testa, mi alzo dalla terra e con passo claudicante mi avvicino a Daphne, vedendo se ha bisogno di aiuto, ma a quanto pare è messa meglio di me. Le sorrido compiaciuta.

    << Stai…stai bene? >> le chiedo prima di allontanarmi e dirigermi lentamente al Glados, necessito urgentemente di cure.

    Lapis Ancestralia


    Non appena lo varco senza aspettare la mia compagna, noto che il cielo sopra il rifugio sembra farsi ogni secondo più scuro, l’aria della sera inoltrata si fa più frizzante, appena sento quella splendida sensazione sulla pelle sorrido chiudendo gli occhi…
    -Anche questa volta sono viva…per miracolo –
    Alzo il viso al cielo mentre muovo qualche passo, ma non appena raggiungo il cancello del cimitero, sento le ginocchia cedere, il dolore acutizzarsi sempre più, cado nuovamente in ginocchio, mentre scivolo poi trascinata dal peso del mio corpo in avanti, sdraiandomi letteralmente a terra sulla ruvida erba mentre una pozza cremisi va formandosi sotto di me.
    -Non posso perdere i sensi, potrebbe essere la fine.-
    Gli occhi non mettono più a fuoco a causa della ingente quantità di sangue perso, ma non mollo, non posso mollare, ho ancora una guerra da combattere.





    - foto 9 -



    Ultima modifica di DELTAG; 7th September 2015 alle 16:49

  2. #682
    sim dio
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Anne Targaryus

    Attendo invano una risposta di Medea la quale, ahimè, non da segni di vita. La guardo ancora una volta, perplessa, per poi fare spallucce. <<Ciao>> una voce atona mi fa sobbalzare, <<Questo posto è un labirinto...non mi abituerò mai>> mi volto verso la fonte ed è la ragazza dai capelli rossi, che sbuffando apre la dispensa per poi prendere una mela. La vedo avvicinarsi verso di me, guardandomi incuriosita. Questa ragazza è così misteriosa. <<Se vuoi possiamo allenarci insieme, credo di riuscire a raggiungere l'armeria, ci sono stata poche ore fa>> mi dice ciò dando un morso alla mela, mantengo lo sguardo, userei la mia simbiosi per capire cosa le frulla in testa, ma forse non è il caso. <<Si, perché no, avevo proprio intenzione di andarci!>> esclamo. <<Fammi strada>> la esorto, sorridendole, anche se non mi sta poi così simpatica, ma come ha sempre detto mio padre Abraham: "Mai giudicare dalle apparenze".
    Farò un cenno con la mano a Medea, come per salutarla, prima di uscire dalla cucina. Ma starà bene...?

  3. #683
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Sfoglio nervosamente le pagine libro che ho preso, mi sento così idiota, ma almeno non dovrò nascondermi. Tanto l’ha scoperto da se. Sfoglio sempre più nervosamente


    fin quando l’occhio non mi cade su una frase che mai in vita mia avrei pensato che fosse tanto importante.

    Zitta! La differenza tra noi e loro è che noi combattiamo per la vita. La vita, Nihal! Quella che tu non conosci, che neghi con tutte le tue forze. Combattiamo perché tutti abbiano diritto a vivere la loro vita su questa terra, perché ognuno possa decidere che cosa fare della propria esistenza, perché nessuno sia schiavo, perché ci sia la pace. Combattiamo per la gente che ha ballato con noi in piazza, per il mercante che ci ha ospitato, per le ragazze che amoreggiavano con i nostri soldati. E combattiamo con la consapevolezza che la guerra è orribile, ma che se non la facessimo il mondo che amiamo andrebbe distrutto! Non è l'odio che ci muove! È la speranza che un giorno tutto questo finisca. L'odio è quello del Tiranno!
    Passo una mano su quelle parole ripensando ai giorni passati, alle vite che si sono incrociate dinanzi ai miei occhi. La mia vita che si è interrotta dopo la mia cacciata da Gaearmir e che è ricominciata quando sono arrivato qui, quella notte seguendo l’ultimo appiglio che mi era rimasto su questa terra. Efrem. Scuoto la testa ricacciando indietro i pensieri, è per questo che sono qui, per la libertà e per riportare alla tranquillità questo regno. Ma non posso lottare per qualcosa, se prima non sono io stesso in pace. Devo darmi una svegliata e da subito. Sento Markus armeggiare con i cassetti segno che non è scappato a gambe levate e tiro un sospiro di sollievo e nel momento in cui l’uomo entra in bagno mi tranquillizzo e riprendo a leggere. Un momento. Questa è la quarta volta che leggo questo libro!


    Lo chiudo di scatto sospirando e portando la testa indietro e reggendomi il volto con una mano. «Come sta?» mi arriva alle orecchie. Scosto la mano osservando l’uomo a braccia spalancate come a volermi mostrare i MIEI abiti.


    Ma non è quello ad attirare i miei occhi… non subito almeno… non appena arrivo all’altezza dei MIEI pantaloni noto che lo scoiattolo gli si è infilato nella tasca… no… un momento. DANNAZIONE. Oh dei, non sapevo che anche lui… cioè… che fosse uno come… ma… ci stava provando con quella rossa… ma come… come fa a essere come me? Che sia come Efrem? AH! Maschero una grossa risata tenendo ancora lo sguardo infuriato, ancora non mi sono dimenticato lo scherzo che ha fatto prima. La rabbia monta veloce scontrandosi con la felicità e con uno scatto prendo il libro che stavo leggendo e glielo lancio con forza, moderandomi, verso quel suo testone vuoto «IDIOTA!». Mi alzo non badando alla sua reazione e mi avvicino al cassettone prendendo gli abiti di cui ho bisogno e mi cambio in fretta, davanti a lui, quando sono finalmente pronto, porto le mani lungo i fianchi e lo guardo con aria di sfida


    «Quelli stanno meglio a me!» dico trattenendo una risata. In tutta risposta, l’uomo mette il muso al pari di un bambino incrociando le braccia sul petto e roteando gli occhi. Mi do un’ultima sistemata


    e apro la porta facendogli cenno di uscire per primo, «vogliamo andare? O dobbiamo rimanere qui dentro ancora a lungo?» Markus scioglie le braccia e dopo avermi detto un veloce «Se se, ho capito. N’amo va!» usciamo finalmente entrambi dalla camera e mentre sto per tirarmi la porta appresso il ragazzo indica un mio stivale «comunque hai uno stivale slacciato» abbasso gli occhi e lascio la porta chinandomi e alzando entrambe le gambe dei pantaloni. Nulla. L’ennesimo scherzo… dei. «Ah no, ops, mia impressione!» alzo lo sguardo portandolo alle mie spalle e incrociando i suoi mentre è posato al muro. Ma non sono più stupido io a dargli corda? «Fatti controllare la vista… scemo!» dico spingendolo e avanzando per le scale, dritto verso l’esterno dove vedo Keyra riversa nel suo stesso sangue a pochi metri dal glados mentre alle sue spalle arriva Daphne trascinandosi con le sue mani. Oh Sacri Siamesi! Corro verso di loro ma è Daphne a indirizzarmi «pensa a lei, ha più bisogno di me» scatto dicendo velocemente all’uomo «occupati di Daphne!» e mi avvicino a Keyra inginocchiandomi e scuotendola appena, respira ancora ma il battito è debole. Stiracchio le mani richiamando a me il potere dei De Lagun che grazie al riposo convoglia con forza, molta più forza di prima nei palmi delle mie mani mostrandosi come due globi luminosi candidi e dalla luce dorata. Se aprirà gli occhi vedrà la luce e avvertirà il calore piacevole che la investirà totalmente risanandole le ferite. Non mi muoverò da qui fin quando non aprirà gli occhi e mi riconoscerà. La porterò in infermeria se mi sarà necessario…

    Difesa e recupero:
    Rigenerazione: Avviene tramite tocco (Esperto) - Rigenera ferite di media entità (ferite profonde non mortali, ossa rotte, danni medi da elemento)

    *Frasi e azioni di e su Markus e Daphne concordate con Damnedgirl e Eclisse84
    **La frase del libro che lancia è tratta da "Cronache del Mondo Emerso"


  4. #684
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Markus Obelyn

    Neanche con l’ironia riesco a strappargli un sorriso, deve avercela davvero a morte con me. Che biglie. Grazie alla battuta però posso almeno vedere la sua faccia quando coglie il doppio senso e posa lo sguardo sul cavallo dei pantaloni. Visto genio? Ora sei più tranquillo? Non mi ha dato fastidio ma, anzi, mi è piaciuto come ora piace a te. Eppure l’uomo reagisce con rabbia e SBAM un mattone mi colpisce dritto in fronte facendomi indietreggiare di qualche passo. <<IDIOTA!>>, sollevo lo sguardo mentre porto una mano sulla fronte per massaggiarla. Che male. Eppure ero piuttosto sicuro di riuscire a rassicurarlo facendogli notare il “dettaglio” ed invece l’ho solo infastidito di più. Non ne combino una giusta con lui.



    Non appena la fronte smette di dolermi, mi inginocchio a terra ed afferro il libro rigirandolo in una mano.



    Certo che è pesante quest’affare ma non si annoia a leggerlo?! Bah. Portandomi in piedi lo lancio sul letto che ormai è libero e guardo Andreus che intanto si è vestito. Vedo che si volta verso di me ed improvvisa una gara di sguardi per fare il macho più forte e rude della situazione. Nhm. Peccato che con quel faccino riesca a sembrare al massimo un poppante con il broncio! Decido di canzonarlo un po’ ed imito la sua faccia, con tanto di sbuffo. Gara? Purtroppo lui non sembra capire e dandosi un’ultima sistemata apre la porta chiedendomi gentilmente di uscire. Un po’ per il libro, un po’ perché mi va, gli tiro l’ennesimo scherzo lasciandogli credere di avere uno stivale slacciato. Andreus abbocca come un pesce lesso ed io mi gusto la mia vittoria appoggiandomi con le spalle al muro. Markus 2 - Andreus 0: prendi e porta a casa! Non appena si rende conto dell’inganno però mi spintona e dicendo <<Fatti controllare la vista… Scemo!>> si incammina verso l’esterno. Uff... Per quanto ancora vorrà tenermi il muso?! Lo seguo con un po’ di fatica, in questo covo sono tutti dei maledetti fulmini, e non appena siamo fuori ci troviamo Keyra immersa in un lago di sangue… Ma Daphne? Dov’è Daphne? La cerco con lo sguardo tirando un sospiro di sollievo quando la vedo sbucare fuori dal Glados. E’ ferita ma viva.<<Occupati di Daphne!>>, mi dice Andreus per poi andare da Keyra.



    Ehm… Ed io che cavolo dovrei fare?! Non sono un guaritore. Mi avvicino alla donna ed inginocchiandomi vedo che ha un taglio alla caviglia da cui esce molto sangue... Un laccio per bloccarlo? Sì, proviamo. <<Andiamo>>, le dico issandola sulla spalla destra e stando molto attento a non farle male. Non voglio assaggiare l’ennesimo fulmine. <<Andreus la porto in infermeria!>>, esclamo sollevandomi da terra e con una mano cerco di tenerla ferma dalle cosce. <<L’Auspex? Com’è andata?>>, le chiedo mentre camminiamo. Spero mi dica che hanno vinto, perché se hanno perso loro due… Non voglio nemmeno immaginare cosa possa accadere ad uno come me. Non posso morire, devo prima vendicare la mia famiglia. Sovrappensiero porto la donna fino all’infermeria e la lascio stendere su uno dei letti. <<Prendo la cinta per legarla attorno al polpaccio>>, non attendo nemmeno una sua conferma e faccio quanto ho appena detto.



    Inarco un sopracciglio quando noto che il laccio improvvisato sembra funzionare e guardando Daphne mi sposto per andare a prendere un catino d’acqua fredda e bagnarvi dentro un panno. Mi siedo poi sul comodino di fianco a lei e strizzando per bene il panno cerco di passarglielo prima sul viso ed infine, sciacquandolo di nuovo, pulire la ferita. Spero che Andreus ci raggiunga presto…



    Non sono bravo con i feriti.

    Nota: Le azioni sono accordate con Eclisse.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 29th June 2015 alle 01:30



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  5. #685
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon


    Auspex

    Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei ritrovata in una situazione del genere? Solo l’anno scorso vestivo abiti lunghi e servivo la Regina, me ne stavo in silenzio con il capo chino a subire ogni sua angheria a cercare di soddisfare ogni suo vizio o capriccio, una donna subdola, una di quelle che non dovrebbero mai indossare la corona, eppure il Re l’aveva presa in moglie, un uomo come lui, che mi faceva sentire così bene con la sua sola presenza, aveva accanto un essere abominevole come quella. Non ne capisco molto di politica, i matrimoni combinati per me restano comunque senza senso, lo so che ragiono con miei ideali un po’ troppo all’avanguardia, non sono mai stata vista di buon occhio per questo, sta di fatto che se non avesse indossato quella maledetta corona, avrei provato ad avvelenarla appena giunta al Castello. Ed ora mi ritrovo qui a rivestire un ruolo in questa guerra, mi sono schierata dalla parte giusta per me, ma con l’uomo sbagliato per la mia testa, rimane comunque la persona da seguire e non posso fare altro che metterci corpo ed anima in questa missione. L’adrenalina è forte quando vedo l’uomo sotto di me ed inesorabilmente gli piombo addosso con tutto il mio peso, ma qualcosa va storto, così non lo prendo in pieno e cado in malo modo su di lui. Cerco di divincolarmi e quando sto per rotolare una sensazione di angoscia mi occlude lo stomaco e la gola, l’aria viene meno, che mi abbia trafitta al petto? Il dolore che avverto provenire dal cuore, il senso di pesantezza e bruciore, la confusione, sembrano proprio confermarlo, eppure non ho sangue né ferite in quel punto, una nuova fitta lancinante mi fa vibrare la gamba, mi volto di scatto, mentre cerco di allontanarmi, ma quando poggio il piede in terra questo viene meno “Il mio piede!” Urlo, rabbiosa, forse più impaurita che rabbiosa, anche un colpo pieno al sedere mi fa urlare una seconda volta, quell’uomo mi ha… sculacciata? Sento che potei svenire da un istante all’altro, il senso di asfissia è angosciante e voglio allontanarmi da lui, devo farlo al più presto. Il Glados non è vicino e non posso camminare, posso solo saltellare, ma i contraccolpi mi fanno cadere in terra, posso solo strisciare ed aiutarmi con le mani con la spinta della gamba non compromessa.E’ un attimo ed attraverso il Glados.



    Lapis ancestralia

    Cerco di mettere a fuoco l’ambiente, è tutto familiare, perfino le due figure che corrono incontro a me e la mia compagna d’armi, che nonostante sia molto provata, per fortuna è ancora in vita.



    Andreus, come da mio consiglio si occupa di lei, mentre Markus mi solleva con poca grazia e mi porta sulla sua spalla.



    Sento tutto il mio peso confluire nel punto d’appoggio, ho lo stomaco compresso e l’aria è ancora troppo poca, per fortuna che quella sensazione angosciante, provata poco fa si è attenuata, ma è solo un miglioramento fisico, ho tutto il peso della sconfitta sulle mie spalle, delle parole, delle promesse che ho fatto prima di scendere in guerra, mi sento una totale nullità. Non mi ribello alla presa di Markus, mi lascio trasportare sul lettino in infermeria, prende un laccio che poi stringe attorno alla mia gamba, in modo che l’afflusso del sangue sia minore, in attesa delle cure di Andreus.



    Mi stendo al meglio, restando sempre in silenzio e mantenendo lo sguardo basso. Markus con gesti delicati mi deterge il viso con un panno imbevuto d’acqua, solo in quel momento l’osservo, probabilmente ho gli occhi lucidi, ma non ho intenzione di piangere, non ora e non avanti a lui.



    Con lo stesso panno mi pulisce la ferita alla caviglia, ma la fitta lancinante è troppo forte e mi viene naturale piegare la gamba ed inarcare leggermente la schiena, ma dopo poco la stendo nuovamente, me la sono cavata con poco, non è il caso di agitarsi. Pendo un profondo respiro e torno ad osservarlo negli occhi e con voce bassa rispondo alla sua domanda “Abbiamo perso…”


  6. #686
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli


    Keyra
    Isyl Tinnuvie
    l



    Sento freddo, molto freddo, l’umidità è percepibile nell'aria, forse tra poco pioverà.

    Un senso di abbandono mi prende mentre inerme lascio che tutto mi scivoli addosso, mi scorra sul corpo lasciandomi solo uno strano senso di pace, il dolore quasi non lo percepisco, ma se mi muovo sono sicura che tornerà prepotente a tormentarmi.
    Ho varcato il Glados, sono crollata mentre il mio sangue viene versato sull'arida terra di questo campo Santo. Ironia della sorte, proprio su un cimitero devo finire la mia esistenza? Mentre i miei occhi si chiudono e la mia mente si abbandona avvinta dal dolore e dalla debolezza per aver perso molto sangue , la mia mente si perde tra le note macabre di un motivetto celtico che torna dopo anni prepotente alla mia mente, il requiem ideale per il mio eterno riposo, non c’è che dire…

    Nera falce, Regina del pianto
    Re degli Unni, Flagello di dio
    dice Lui: non è il mio momento
    Lei risponde: si fa a modo mio


    Voleranno un ‘ aquila e un falco
    lotteranno all'alba per noi
    si vedrà chi vola più in alto
    se il mio falco vince ti avrò


    All'orizzonte fuochi di guerra
    Lei dice: amico dimmi di te
    cosa ti manca ormai sulla terra
    perchè non vuoi venire con me?
    Posso portarti via nel tempo
    verso altri mondi che non sai
    strappa il mantello che mi cancella
    io sono bella, la compagna per te
    Lui dice: Donna nelle tue ombre
    nel tuo castello oro non c'è
    io ti conosco quasi da sempre
    e non c'è sangue dentro di te
    non voglio entrare alla tua corte
    nel tuo giardino degli eroi
    decideranno l'aquila e il falco
    tu puoi falciarmi, ma non ti amerò mai!
    La sfida tra la Morte e il Re, un ‘aquila e un falco a contendersi la vittoria per un patto stipulato tra i due…un patto che sancisce o il vivere io il morire….amavo questo motivetto seppur piuttosto oscuro per la mia indole…ma ora le sue parole le comprendo molto chiaramente. Una linea sottile separa la morte dalla vita e io sono costantemente in bilico su questa linea, me ne rendo conto.
    La mia sfida è stata quella di sfuggire nuovamente alla Morte, sfuggire dal suo sorriso che ultimamente mi appare sempre più vicino…nessun patto però ho stretto con lei…chissà come finirà….
    Coraggio, decisione, il Re resiste, il Re non cede al suo ricatto;
    Diversamente da me; io che nonostante abbia voluto scappare da lei una volta lo anche volontariamente cercata…da quando in qua, il mio passo e seguito dal suo oscuro mantello?
    Forse proprio da quel lontano giorno.

    Stan volando l'aquila e il falco
    via nel vento sempre più su
    vola in alto, vola più in alto

    fianco a fianco sempre di più

    Stanno tornando l'aquila e il falco
    e nessun vento li separò
    come fratelli volano accanto
    e la prima stella brilla da un po'
    La Donna dice sorridendo:
    nessuno ha vinto tra di noi
    ma le promesse, io le mantengo
    prendi altro tempo, tanto sai che ti avrò
    Lui dice: Donna, Luna e Serpente
    non cresce erba dietro di me
    ma sono il Padre della mia gente
    ho il cuore rosso e il sesso di un Re
    non voglio perdermi in battaglia
    nè per veleno o carestia
    ma fra le braccia e vino di donna
    l'ultima donna e morire per lei
    Ecco quello che dovrei fare io, combattere per la mia vendetta, combattere per ciò che credo, non lasciare che Lei con il suo claudicante passo mi perseguiti , devo essere forte, resistere, combattere, raccogliere la mia rabbia cercare davvero la mia Vendetta senza aver paura di alzare il mio braccio, i nemici non hanno pietà per me, perché dovrei averne io per loro? Tanto…

    Vola in alto, vola più in alto
    dalla steppa ai ghiacci del Nord
    vola in alto, vola più in alto
    presto o tardi ti rivedrò

    Vola in alto, vola più in alto
    ogni donna al mondo tu avrai
    tanto in fono all'ultimo assalto
    è con me che tu te ne andrai
    …tanto alla fine dei miei giorni, della mia esistenza, Lei arriverà, sempre e comunque e, in quel momento, non ci sarà nessun patto, nessuna regola, nemmeno un’ aquila potrà salvarmi.
    Ma posso scegliere io come morire e, è quello che farò al momento opportuno.
    <<…ma …ora sono solo una stupida ragazzina che gioca alla guerra..come posso pretendere di uccidere Lui se nemmeno riesco a reggere durante una battaglia? Follia...>> biascico mentre un energia calda simile ad un dolce abbraccio prende a percorrermi il corpo martoriato.
    Intanto sulle mie gote percepisco qualcosa di caldo, lacrime che scendono dai miei occhi, occhi ancora chiusi , la mia mente si rifiuta di tornare alla realtà perdendosi ancora nei meandri oscuri del mio inconscio.



    - Il testo in quote è il testo della canzone dei Pooh dal titolo L'Aquila e il Falco.
    Molto bella per chi volesse sentirla. Epica e celtica.
    Ultima modifica di DELTAG; 18th June 2015 alle 16:09

  7. #687
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Alle mie parole, Markus non si fa attendere oltre e corre veloce verso Daphne


    raccogliendola da terra e caricandosela in spalla come se fosse un sacco di patate. Quel ragazzo è un danno su gambe. Sollevo gli occhi e continuo a osservare Keyra mentre i globi si frantumano come vetro lasciandoci solo la luce del glados alle spalle. Le ferite sembrano essersi rimarginate del tutto ma a quanto pare Keyra non si sveglia, anzi, rimane distesa nell’erba umida a stringere gli occhi, come se stesse lottando contro se stessa.


    Vedo delle lacrime scivolare sulle sue guance e cadere nel terreno. Comincio a sollevarla mettendola in braccio e tenendole le gambe sollevate quando la ragazza farfuglia qualcosa «…ma …ora sono solo una stupida ragazzina che gioca alla guerra… come posso pretendere di uccidere Lui se nemmeno riesco a reggere durante una battaglia? Follia...» ma di che parla? Chi è questo lui? Che abbia incontrato qualcuno di importante all’Auspex? Spero per lei che non si trovi mai una situazione come quella tra me e Cassandra. Dei, non penso riuscirebbe a sopportarlo. In quel momento vedo sbucare, dalle crepe del monastero, Efrem. Sul suo volto è ancora presente quella orribile ustione che insieme alla cicatrice rendono il suo volto qualcosa di terrificante. «Sono tornate finalmente!»


    dice correndomi incontro, gli sorrido passandogli Keyra tra le braccia «vado avanti a vedere come sta Daphne, portala in infermeria!» gliela lascio assicurandomi che le tenga le gambe sollevate e corro verso l’entrata del mausoleo. Scendo in fretta le scale mentre alle mie spalle l’uomo arriva più lentamente. Arrivato in infermeria, affannato e con il fiato corto spalanco la porta reggendomi allo stipite


    «sono… qui!» comincio ad odiare quelle scale. Respiro affaticato e mi avvicino a Daphne notando che Markus ha cominciato già a rendersi utile con un panno umido, nel frattempo arriva anche Efrem che appoggia delicatamente Keyra sul lettino accanto alla porta e si avvicina a noi «come è andata?» dice preoccupato sedendosi sul lettino accanto mentre io mi avvicino a Keyra e dopo essermi assicurato che respiri ancora, prendo un asciugamano e lo immergo nel catino d’acqua che sta reggendo Markus, rivolgendogli solo mezzo sorriso, però… devo dire che come primo giorno se l’è cavata bene… il tavolino gli riesce bene. Dopodiché lo posiziono sulla fronte della donna sistemandole le gambe in alto con qualche altro straccio arrotolato. Torno dai tre e mi volto verso Markus, «mi prendi la boccetta verde dal tavolo lì in fondo?»
    gli dico col fiato smorzato dalla corsa. Dopodiché mi siedo con le gambe tremanti sul letto, accanto ad Efrem cercando di riprendere fiato, nel frattempo osservo con cura il corpo di Daphne cercando di scovare ulteriori ferite oltre a quella alla caviglia…


    *Azioni di Andreus (Efrem) su Keyra concordate con DELTAG

  8. #688
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Daphne Elania Baratheon

    Questa giornata non avrà mai fine, me lo sento! La gola mi fa male a causa dei continui gropponi che mando giù, la salivazione è tutt’altro che azzerata, la tensione trattenuta in guerra si sta sfogando tutta insieme. Markus continua nella sua opera, mentre non riesco ad aggiungere altre parole. Che devo fare?



    La mia unica consolazione è quella di aver combattuto, combattuto seriamente, non mi sono arresa, ho fatto quel che ho potuto ed è tutta colpa di Esperin. Da quando le principesse sono guerriere più abili dei soldati? Non ricordo di averla mai vista allenarsi, se non sporadicamente con Efrem, non prestavo attenzione ad altro se non c’era lui, probabilmente sarà allieva di Kalisi, si spiegherebbero molte cose, come se già il suo sangue Raeghar non bastasse. Non ci sono scambi di parole, nell’infermeria regna il silenzio, un silenzio interrotto dal suono di alcuni passi che si dirigono verso di noi, non attendo molto che Andreus ed Efrem con Keyra in braccio fanno il loro ingresso.



    Mi viene istintivo voltare il viso nell’altra direzione, non reggo la sua vista, non voglio leggere la sua delusione in quegl’occhi, il suo disprezzo crescente per me, ingoio un altro groppone, che mi si ferma in gola, vorrei strozzar mici e finirla qui, voglio la mia stanza, voglio il mio letto. «come è andata?» Eccolo che chiede dell'esito della battaglia, devo farmi coraggio e raccontare quel che successo, ma non lo guarderò in viso, non posso. «mi prendi la boccetta verde dal tavolo lì in fondo?»Andreus è accanto a me ed inizia ad esaminarmi, non voglio che mi veda anche lui "L'Auspex è dei reali, ma... è probabile che un membro di entrambe le fazioni non siano sopravvisuti, Dahmer stregone di terra dei Reietti... l'ho colpito in pieno due volte con l'ascia, mentre Keyra ha completato con il suo stiletto al petto. L'uomo dei Reali è stato colpito svariate volte, non ho idea di chi fosse, aveva dei strani capelli colorati e gli occhi verde chiaro, sembrano spiritatati, padroneggia il fuoco. Non so dire molto sull'altro Reietto se non che aveva dei capelli lunghi fino alle spalle, di un colore violaceo."





    Prendo un profondo respiro prima di continuare, dirò tutto quello che so in una volta, sperando di non dover subire troppe domande "C'era... c'era la Principessa Esperin, è state lei a ridurre Keyra in quel modo"


  9. #689
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli


    Markus Obelyn

    Serro la mascella guardando Daphne piuttosto preoccupato quando poggiandole il panno sulla ferita si lamenta per il dolore alla caviglia. Forse era meglio lasciarlo fare ad Andreus, in queste cose purtroppo sono davvero pessimo… Ho la delicatezza di un elefante, mio padre me lo diceva sempre. D’un tratto però Daphne si tranquillizza e puntando i suoi occhi nei miei dice ciò che non volevo sentire, <<Abbiamo perso>>.



    L’amarezza della sconfitta diviene palese sul mio volto quando abbasso lo sguardo ed in silenzio finisco di pulirle il taglio. So che non è colpa loro, viste le ferite hanno certamente fatto il massimo, se non l’impossibile, pur di vincere la battaglia, ma per me è un disastro. Se due dei migliori guerrieri del covo non sono riusciti a contrastare i nemici, io, un buono a nulla che non riesce a materializzare la sua arma, cosa posso fare? Ho paura… Paura di non riuscire ad ottenere la mia vendetta. Dannazione.



    Mi alzo in piedi solo quando entra Andreus in stanza ed assieme ad Efrem si occupa di Keyra e Daphne. L' uomo mi rivolge un finto sorriso quando immerge un panno nel catino che stringo ancora tra le mani e dopo averlo strizzato si avvicina a Keyra poggiandolo sulla fronte. Poi, sedendosi accanto ad Efrem, mi chiede, <<Mi prendi la boccetta verde dal tavolo lì in fondo?>>.



    Bene, si è accorto che non so cosa cavolo fare! Cominciavo a credere di essere diventato invisibile. Accenno ad un sì con la testa ed appoggiando il catino d’acqua di fianco al comodino di Keyra recupero la boccetta verde passandola ad Andreus. Intanto ascolto Daphne che ci parla della battaglia, di come i Reali abbiano vinto e di due membri delle altre fazioni che potrebbero essere morti. Ma è quando aggiunge, <<C'era... c'era la Principessa Esperin, è state lei a ridurre Keyra in quel modo>>, che quasi mi viene un colpo. Non posso crederci… Quel folle del Principe Lantis Raeghar ha mandato in battaglia la sorella. Sua sorella. Non ho parole. Dopo un paio di minuti di silenzio mormoro un, <<Andreus…>>, alternando lo sguardo tra lui ed Efrem. <<Per tapp->>, mi blocco all’istante rendendomi conto che non è il momento adatto per usare nomignoli, <<Ehm, cioè, Keyra. Posso fare qualcosa?>>. Andreus mentre riprende fiato risponde alla mia domanda dicendo, <<Controlla l'asciugamano sulla sua fronte, se lo senti caldo, immergilo nuovamente nell'acqua>>. Beh… Direi che è fattibile. Ho bloccato una fuoriuscita di sangue, questo al confronto è una passeggiata. Credo. Dei! La prossima volta devo ricordarmi di mettermi un bel cartello con su scritto “Non sono un guaritore”.



    Seguo quanto consigliato da Andreus e stando buono ma soprattutto muto do un’occhiata a Keyra
    Meglio evitare di far alterare Efrem.



    Nota: Azioni e dialoghi concordati con Simskingdom.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 29th June 2015 alle 01:41



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  10. #690
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest Ribelli

    Andreus De Lagun

    Mentre Markus si avvicina titubante a Keyra dopo avermi passato il disinfettante,


    mi avvicino a Daphne e mentre prende a parlare comincio a tamponare le sue ferite con il panno bagnato e imbevuto del disinfettante stando ben attento a non provocarle bruciore e movimenti involontari. Non vorrei ritrovarmi con un piede in bocca per sbaglio. Ne ho già avuti parecchi. Da lei poi. «L'Auspex è dei reali, ma... è probabile che un membro di entrambe le fazioni non siano sopravvisuti, Dahmer stregone di terra dei Reietti... l'ho colpito in pieno due volte con l'ascia, mentre Keyra ha completato con il suo stiletto al petto.»


    abbiamo perso… di nuovo. Gli dei ci stanno ridendo alle spalle. Me lo sento. Sospiro e richiamo a me il potere arcano dei De Lagun, lo sento fluire veloce e potente dalla mia mente fino al centro delle mie mani diramandosi di fibra in fibra fin quando tutto il mio corpo è pervaso da quel calore piacevole che si palesa nella sala sotto forma di sfere luminose, candide e dalla luce dorata. Li avvicino quindi alla ferita sulla caviglia vedendo il sangue rifluire lentamente all’interno del taglio e la pelle, sfilacciata e tagliata, risanarsi lentamente. Nel frattempo volgo lo sguardo verso Daphne, riesco ora a distrarmi e pensare ad altro mentre sto guarendo, ciò significa che i miei poteri stanno crescendo. Mi sento più forte.


    «L'uomo dei Reali è stato colpito svariate volte, non ho idea di chi fosse, aveva dei strani capelli colorati e gli occhi verde chiaro, sembrano spiritatati, padroneggia il fuoco. Non so dire molto sull'altro Reietto se non che aveva dei capelli lunghi fino alle spalle, di un colore violaceo.» capelli colorati e occhi verde chiaro? Oddio, possibile che si quel giullare che andai a vedere tempo fa? No dai, impossibile. Era completamente pazzo, non può essere lui. La ragazza prende un ultimo respiro e quando parla sento il piede di Efrem cominciare a ticchettare sul pavimento.


    «C'era... c'era la Principessa Esperin, è state lei a ridurre Keyra in quel modo». Sento che le sfere cominciano ad affievolirsi, riporto lo sguardo sulla caviglia di Daphne e non appena vedo la sua ferita totalmente rimarginata all’interno del tessuto dello stivale, sento i due globi cominciare la loro scomparsa e chiudo le mani vedendo la sabbia che scivola e svanisce prima di toccare il materasso. Do un leggero buffetto alla caviglia della ragazza e le rivolgo un sorriso alzandomi in piedi e dicendole un veloce «bene, come nuova!»


    Mi siedo accanto alla ragazza e cerco i suoi occhi come a rassicurarla…

    Difesa e recupero:
    Rigenerazione: Avviene tramite tocco (Esperto) - Rigenera ferite di media entità (ferite profonde non mortali, ossa rotte, danni medi da elemento)

 

 

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