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  1. #211
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Vicent Dreth


    La solitudine è qualcosa di intangibile, un sentimento che ti dilania dentro e che nessuno al di fuori di te può vedere. E’ qualcosa di amaro, strano, sgradevole. E’ come stare in una stanza piena zeppa di persone ed urlare a squarciagola ma non essere udito da nessuno perché d’un tratto ti rendi conto di essere chiuso in una bolla di vetro. E’ sentirsi in trappola, incompreso, escluso da ciò che ti circonda. E da quando Dahmer Gray mi ha privato dei miei affetti è esattamente così che mi sento: solo. Quando Esperin mi sorride però, per un attimo, il cuore mi fa capolino nel petto e mi crea l’illusione di averla qui, vicino a me, facendomi sentire bene, calmo. <<Sto bene Vicent, non preoccuparti. Io...>>, il tono di voce contrito mi riporta bruscamente alla realtà.



    E’ la prima volta che la sento darmi il tu al posto del voi, e questo cambio brusco mi lascia stranito. Rilasso senza neanche rendermene conto le mani quando Esperin me le afferra e la guardo in viso confuso da questo improvviso slancio d’affetto.



    <<Ho saputo di Aeglos, ti ho chiamato per dirti che mi dispiace tanto. Volevo... Farlo di persona, nonostante tutto>>. Un turbine di emozioni, di sensazioni e di pensieri mi investono a causa di queste semplici parole. Lei è qui, nonostante sia una reietta, nonostante combatta per ideali diversi, nonostante la guerra ci divida, ha voluto incontrarmi per dirmi che le dispiace. Sento che gli occhi bruciano ma non per la tristezza, piuttosto la consapevolezza di poter contare ancora sull’amicizia di Esperin un qualcosa che in cuor mio temevo invece d’aver perso per sempre. La mia mente ripercorre la sfogo con Cassandra, elaborando solo adesso quella sgradevole reazione avuta in camera sua e che non sono mai riuscito a togliermi dalla testa. Era paura. Terrore. La paura di perdere per sempre Esperin mescolata al terrore di ritrovarmela un giorno sul campo di battaglia, come una nemica, un soldato di una fazione avversa che va eliminato… Il problema è che non voglio, non riuscirei a torcere un capello alla persona che ho di fronte perché ci tengo troppo a lei. <<Ti ringrazio>> , dico in un sospiro sforzandomi di sorriderle nonostante gli occhi mi tradiscano mostrando comunque angoscia e tristezza... Tanta tristezza.



    La mia famiglia non era impeccabile come credevo ma mi donava affetto, forza d’animo, tranquillità, amore, ed adesso tutto questo mi manca davvero. Con il pollice provo a sfiorarle le nocche della mano destra per farle una lieve carezza e poi, a malincuore, lasciandola andare esclamo, <<quello che è successo ad Aeglos è stato un errore, uno sbaglio che andava cancellato tanti anni fa, ma ormai è troppo tardi…>>. Abbasso lo sguardo, visibilmente scosso, ed inspiro profondamente per cercare di farmi forza. <<Un errore di anni fa?>>, dice d’un tratto Esperin, visibilmente confusa dalle mie parole, <<io...
    Pensavo fosse colpa di Lantis, Dahmer mi ha detto questo, o di qualche intruso>>.



    Mi mordo la lingua, insultandomi mentalmente per la mia stupidità. Ma cosa mi dice il cervello? Devo stare più attento a ciò che rivelo, momento di tristezza o no, ne va della reputazione del mio casato. Deglutisco innervosito, distogliendo lo sguardo da Esperin, e serrando le mani a pugno cerco di ricordare le parole di Caligus quando mi ha dato la notizia prima di pronunciarle. <<Sì, io... Non mi sono ancora ripreso dallo shock. Sono stati degli intrusi, hanno attaccato Aeglos, la notte dell’incoronazione. Mio zio si è salvato perché non era presente…>>.



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    Ultima modifica di Damnedgirl; 28th November 2015 alle 19:24



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  2. #212
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Vicent appare palesemente sorpreso di vedermi qui, non so decifrare bene le emozioni che vedo passare attraverso i suoi occhi, vedo certamente un grande dolore e tanta confusione, sembra avere lo sguardo perso nel vuoto e nei propri pensieri, ma quando poi ricambia il mio gesto amichevole ed ascolta le mie parole mi sembra di vederlo più sereno, per un attimo quasi sollevato, e ne sono contenta.



    <<Ti ringrazio>> mi dice soltanto senza scomporsi, sebbene il suo sguardo tradisca la tristezza e l'angoscia che stanno tormentando il suo animo. Lascia la mia mano quasi con riluttanza, ed anch'io la ritraggo cosciente di dover comunque mantenere le apparenze per il mio stato di donna sposata, anche se credo sappia che nei miei gesti c'è solo amicizia e sostegno nei suoi confronti e quindi non li giudichi sconvenienti. Mi dispiace vederlo così, quello che è successo è senza senso, attaccare una fortezza come Aeglos trucidando tutti i suoi familiari, mi sembra tutto così assurdo ed inconcepibile, persino per Lantis.<<Quello che è successo ad Aeglos è stato un errore, uno sbaglio che andava cancellato tanti anni fa, ma ormai è troppo tardi…>> sollevo si scatto lo sguardo su di lui, sembra parlare più a se stesso che a me ma queste parole insediano nella mia mente un atroce dubbio, che intende dire? Un errore di tanti anni prima? Dahmer è stato chiaro su quanto successo, ed anche se ho qualche dubbio che sia stato un ordine di Lantis potrei al massimo associare questa strage ad un atto vandalico, vicende di cui non è raro sentir parlare in guerra, soprattutto dopo la strage di cui si è macchiato Lantis e che ha incrementato l'odio contro tutti i reali.



    Non capisco, per cui anche se so che non dovrei intromettermi non riesco a trattenermi dal chiedergli maggiori spiegazioni e la sua reazione non fa che confermarmi che c'è altro. Deglutisce rumorosamente, distoglie lo sguardo, vedo persino le sue mani stringersi a pugno, prima che le sue parole dicano tutt'altro <<Sì, io... Non mi sono ancora ripreso dallo shock. Sono stati degli intrusi, hanno attaccato Aeglos, la notte dell’incoronazione. Mio zio si è salvato perché non era presente…>>.



    Resto qualche istante in silenzio, comprendo che questo per lui sia un momento difficile, come comprendo che non dovrei intromettermi, forse non vuole parlarmene data la mia posizione, ma mi sta mentendo...e non è da lui. "Ti sei appena contraddetto, non sei bravo a mentire" gli dico con un sorriso gentile, guardandolo negli occhi



    "posso comprendere che potrei non essere la persona giusta con cui parlarne data la mia posizione, non importa, ma non farlo, non mentirmi. Prima che lasciassi la Torre mi hai detto di fidarti di me, posso comprendere che la fiducia venga meno dopo un tradimento, ma oltre la guerra, oltre gli ideali, come amica... sono solo Esperin, se hai bisogno di parlarne, altrimenti mi basta sapere che stai...bene, nonostante tutto, sono qui per questo" non voglio insistere anche se ho un brutto presentimento su tutta questa storia, ma è ovviamente una sua scelta con chi confidarsi e non mi sento di forzarlo, spero non sia vero, spero che sia realmente stata un'atroce conseguenza di questa guerra e non...qualcosa di ancora peggio.


  3. #213
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Vicent Dreth


    Esperin mi riprende con un sorriso, lo stesso che le ho visto rivolgermi il giorno della sua fuga da castello, mi dice che sono un pessimo bugiardo - concordo… - e poi guardandomi negli occhi parla di fiducia, di sincerità e di amicizia, chiedendomi di sfogarmi se è ciò di cui ho bisogno per stare bene.



    Rifletto attentamente su queste parole guardandola in viso accigliato e confuso. Non ho mai avuto una vera amicizia, l’abitudine mi ha portato a considerare amici o amiche persone che in realtà sono soltanto conoscenze e buoni rapporti nati tra alleanze e battaglie che spariscono nel momento del bisogno. Cassandra, Gildas e Esperin invece mi sono sempre stati accanto, chi più, chi meno, dimostrandomi amicizia, sostenendomi e proteggendomi. Ricordo ancora come in armeria, nonostante la sconfitta con Ryuk Leithien, Esperin si sia prodigata in mio soccorso lanciandomi un’occhiata preoccupata poco prima di uscire dalla stanza; due gesti semplici, spontanei, con cui mi ha dimostrato di tenere a me, alla mia amicizia. <<Lo so>>, esclamo pentito per la bugia, abbassando lo sguardo, alquanto incerto se rivelarle tutto o mantenere il silenzio.



    In fondo se parlo non tradisco nessuno della mia fazione, la strage di Aeglos non è collegata alla guerra e confidarmi con qualcuno, di davvero fidato, non può che farmi bene e aiutarmi a non esplodere da un momento all’altro… Gray è comunque un suo compagno di fazione, un alleato che però nella nostra ultima conversazione l’ha minacciata ed insultata… Ed Esperin dubito lo sappia, forse dovrei dirglielo, forse dovrei metterla in guardia in nome della nostra amicizia. Con un tono di voce mesto cerco le parole adatte per affrontare il discorso e poi esclamo, <<E’ complicato perché quello che dovrei dirti rovina irrimediabilmente la reputazione del mio casato, una reputazione che però sono disposto a perdere pur di proteggere la persona a cui voglio bene…>>. Faccio una pausa ed un sorriso amaro si dipinge sul mio volto mentre rilasso le mani, Esperin intanto mi guarda incredula, è visibilmente preoccupata, cerco dunque di affrettarmi a chiarire.



    <<Nelle stanze di Ulfric il carnefice ha scritto sopra la testata del letto “Per Ripper” usando il sangue di mio nonno. Se ti ricordi, quando ho dato i dettagli su Gray, c’era anche il nome dell’arma: Ripper Blade>>. Le lacrime cominciano a rigarmi le guance, ma non vi bado e guardandola dritto negli occhi affermo:



    <<Non ho prove, è stato furbo il figlio di puttana, non ha lasciato tracce se non quella maledetta scritta. Esperin… Non sono stati dei briganti ma Gray. Me l’ha anche confermato l’ultima volta che l’ho incontrato, qui, in neutra, ha detto che i Dreth dovevano morire, che dovevano soffocare nel loro stesso sangue, che il suo conto è saldato>>. Cerco di poggiarle entrambe le mani sulle spalle, delicatamente, per stabilire un contatto amichevole tra di noi ed in ogni caso dirle. <<Sei libera di non credermi, di non fidarti, ma sappi che ha anche nominato te, più volte, tralascio in che modo... Ti prego solo di stare attenta, di non fidarti di lui, per nessun motivo, io ti chiedo solo questo… Per favore... Per colpa sua ho già perso quattro persone care, non voglio altre morti sulla coscienza…>> .



    Mi libero di queste parole di getto, come se fossero un peso troppo grande da sopportare, implorandola con lo sguardo di promettermelo.

    Nota: Frasi ed azioni concordate.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 28th November 2015 alle 19:29



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  4. #214
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Quando ero alla Torre mi relazionavo alle persone in modo molto più sostenuto di adesso a causa della posizione che ricoprivo e degli insegnamenti che mi erano stati impartiti. Ho sempre saputo quanto fosse delicato ricoprire quel ruolo, quando fosse facile che le persone mi avvicinassero solo per interesse o per raggiungere un qualche obiettivo e sebbene fossi molto ingenua sono sempre riuscita ad evitare di pormi in situazioni complicate anche se questo mi ha portato a sviluppare poco le relazioni personali al di fuori della mia famiglia. Vicent è una delle poche persone di cui mi fidavo, non a caso quando temevo che Aiden mirasse ad altro ho chiesto consiglio ed aiuto a lui, e mi è dispiaciuto non potergli parlare apertamente di quello che stavo affrontando, così come agli altri a cui tengo, ma non è stato facile neanche per me dare un senso a quei pensieri, a quell'ammasso di informazioni che mi erano state scaraventate addosso, trovando la forza di prendere una decisione drastica come alla fine ho fatto. So che questa mia reticenza sarà stata vista come sinonimo di disinteresse, o di poca fiducia, ma non è così e sono contenta di vedere che Vicent nonostante tutto sembri credere nella sincerità delle mie parole.



    Lo vedo molto dubbioso, combattuto, mi sembra chiaro come il sole che stia nascondendo qualcosa ma non mi sento di insistere, sono vicende familiari che forse preferisce non condividere, che probabilmente non sono legate alla guerra, anche se credo che abbia davvero bisogno di esternare i propri pensieri, nessuno dovrebbe restare solo o tenersi tutto dentro in un momento di dolore così profondo. Abbassa lo sguardo e conferma di stare mentendo, non che volessi delle scuse o metterlo in difficoltà, cerco solo di aiutarlo e di essergli se possibile di sostegno, ma non sapendo cosa sta succedendo mi riesce impossibile. <<E’ complicato perché quello che dovrei dirti rovina irrimediabilmente la reputazione del mio casato, una reputazione che però sono disposto a perdere pur di proteggere la persona a cui voglio bene…>> man mano che parla sento quella bruttissima sensazione farsi sempre più persistente, come se stessi vagliando le varie possibilità e ce ne fosse una, legata a quello che mi ha detto poco fa sull'errore di tanti anni prima, che inizia a farsi strada scansando le altre.



    <<Nelle stanze di Ulfric il carnefice ha scritto sopra la testata del letto “Per Ripper” usando il sangue di mio nonno. Se ti ricordi, quando ho dato i dettagli su Gray, c’era anche il nome dell’arma: Ripper Blade>>. Inizio a vedere le sue lacrime rigargli le guance mentre quella spiacevole sensazione infine esplode, confermandomi il dubbio che pur senza alcuna motivazione mi stava angosciando: Dahmer, non può essere vero, non può essere stato lui. I suoi discorsi sul voler essere libero dal suo passato, libero dal peso di essere il bastardo dei Dreth, iniziano ora ad avere una connotazione decisamente più negativa di quanto pensassi. Un errore... un errore di tanti anni prima, un peccato che non avrebbero dovuto consumare, un uomo che ha guardato Drako negli occhi e con determinazione ha detto di voler dimostrare con i fatti di essere cambiato, un uomo...quell'essere non merita di essere definito tale.



    Ha scaricato la colpa su mio Fratello davanti a tutti, davanti a me pur sapendo quanto mi sia costato prendere la decisione di unirmi ai reietti, quanto sia difficile per me trovarmi giorno dopo giorno a scontrarmi con quello che Lantis è diventato. L'ha detto senza alcun rimorso davanti a Drako, al quale aveva fatto quelle promesse che sono risultate vane come pensavo in un primo momento. Un vigliacco, non è altro che questo. <<Non ho prove, è stato furbo il figlio di puttana, non ha lasciato tracce se non quella maledetta scritta. Esperin… Non sono stati dei briganti ma Gray. Me l’ha anche confermato l’ultima volta che l’ho incontrato, qui, in neutra, ha detto che i Dreth dovevano morire, che dovevano soffocare nel loro stesso sangue, che il suo conto è saldato>> lo guardo ancora incredula con gli occhi sgranati mentre poggia le mani sulle mie spalle, vorrei reagire come un'amica dovrebbe, dirgli qualcosa che possa farlo stare meglio, ma sono troppo sconvolta e non riesco ad elaborare la portata di quello che mi sta dicendo, non riesco a credere a quello che sto sentendo.



    <<Sei libera di non credermi, di non fidarti, ma sappi che ha anche nominato te, più volte, tralascio in che modo... Ti prego solo di stare attenta, di non fidarti di lui, per nessun motivo, io ti chiedo solo questo… Per favore... Per colpa sua ho già perso quattro persone care, non voglio altre morti sulla coscienza…>> continua a parlarmi accorato e distrutto dal dolore, preoccupandosi per me e per la mia sicurezza nonostante tutto, non ho dubitato neanche un attimo delle sue parole e so che non ho motivo di farlo, Vicent non direbbe mai qualcosa del genere se non ne fosse assolutamente certo. Abbasso lo sguardo mentre anche i miei occhi si fanno lucidi, ma più che per il dispiacere che provo è per la rabbia, una rabbia incontrollata che inizia a farmi tremare per il nervoso in modo sempre più evidente. Non riesco ancora a dire niente, non riesco a parlare, e resto così qualche istante fin quando non rialzo lo sguardo su di lui "Io l'ammazzo" riesco soltanto a dire, prima di scostarmi ed avviarmi verso la porta.


  5. #215
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Vicent Dreth

    Esperin
    mi ascolta senza proferire una parola e l’ansia che è dentro di me aumenta assieme all’atroce dubbio che Gray possa averla già raggirata per avvicinarsi, che quelle minacce non fossero così infondate come ho inizialmente creduto.




    D’un tratto però Esperin abbassa lo sguardo, è visibilmente sconvolta, complici le mani poggiate sulle spalle sento che comincia a tremare e mi basta osservare la sua espressione per comprendere che sia rabbia dovuta alla strage che Gray ha compiuto, che sia empatia per quello che sto provando. Rimane così per qualche interminabile istante, poi alza il viso e con un'occhiata capisco cosa abbia in mente ancora prima che lo dica:



    <<Io l'ammazzo>>. Reagisco d’istinto, anticipandola, e mi piazzo tra lei e l’uscita impedendole con la mia mole di abbandonare la stanza. Mi sono sfogato, le ho detto la verità sulla morte della mia famiglia, perché avevo bisogno di di comprensione, di affetto, di sostegno, ma di certo non… Questo. Non permetterei mai che qualcun altro possa uccidere Gray per un qualcosa che riguarda me, non sono così vile, lui è un mio problema e devo essere io a risolverlo. Solo io. Alzo il viso e cerco lo sguardo di Esperin mentre le faccio cenno di no con la testa. <<Non farlo…>>.



    So che la sua reazione è dovuta all’amicizia che ci lega, ed anch’io, fossi stato al suo posto, avrei fatto lo stesso, ma ora desidero che si calmi, che mi prometta di stare attenta a Gray. <<Giuramelo Esperin perché devo essere io a farlo>>. Lei si ferma e guardandomi esclama, <<non puoi chiedermi di fare finta di niente, non dopo quello che ti ha fatto>>, sostenendo il mio sguardo con palese frustrazione. Inarco un sopracciglio, osservandola stranito da queste parole, ed abbassando le braccia mi rilasso appena conscio di essere riuscito a fermarla, almeno per ora. Mi prendo un attimo per asciugarmi le lacrime con il dorso delle mani, e apparentemente calmo, con un tono di voce pacato, cerco di spiegarle la ragione della mia richiesta:



    <<Per favore... Non puoi chiedermi di rinunciare a questo, perché se tu uccidessi Dahmer Gray, non avrei più la possibilità di dare una degna giustizia ai Dreth... e ai Greatnova. Devi giurarmelo, ho bisogno di sentirti dire che non lo ucciderai, che starai attenta e che non ti fiderai. Ti prego...>>.

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    Ultima modifica di Damnedgirl; 28th November 2015 alle 19:32



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  6. #216
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Vicent mi anticipa frapponendosi tra me e l'uscita della zona Neutra chiedendomi di giurargli di non fare nulla, in un istante torno più lucida e nonostante d'istinto ribatta con frustrazione alle sue parole sono in realtà già cosciente che non sia mio diritto intromettermi in una questione che deve essere chiarita tra loro sebbene sapere che un elemento del genere, una merda simile, dica di lottare per i miei stessi ideali e di essere cambiato mi faccia salire la nausea ed il desiderio di vederlo morto.



    <<Per favore... Non puoi chiedermi di rinunciare a questo, perché se tu uccidessi Dahmer Gray, non avrei più la possibilità di dare una degna giustizia ai Dreth... e ai Greatnova. Devi giurarmelo, ho bisogno di sentirti dire che non lo ucciderai, che starai attenta e che non ti fiderai. Ti prego...>> mi chiede ancora con lo sguardo supplicante ed abbasso gli occhi con un leggero senso di colpa mentre mi allontano da lui e dalla porta intrecciando le braccia al petto.



    Comprendo benissimo le sue parole come comprendo il bisogno di vendicare la sua famiglia, lo stesso bisogno che ho sentito io quella notte nelle prigioni di Luna di Diamante, quel senso di pace e soddisfazione per aver fatto giustizia che ho avvertito quando il suo sangue ha macchiato le mie mani e la lama della mia Lux, l'arma del grande uomo che quell'infame ha ucciso senza alcuna pietà. Avrei potuto lasciare a Lantis o al Giudizio il compito di punirla, le prove erano schiaccianti già prima della sua confessione, ma dovevo essere io a farlo e nessun altro, quella donna non meritava di respirare la stessa aria di una Reaghar, la stessa mia aria. "Scusami" gli dico con tono più calmo e pacato, un pò in colpa per la mia impulsività,



    "Ti capisco, non avrei permesso a nessun altro di vendicare mio Padre al posto mio" faccio un profondo respiro, tornando a voltarmi verso di lui ma noto che sembra confuso e continua a guardare la mia arma, <<Vendicare tuo padre?>> mi chiede poi con stupore confermando la mia impressione, non ne sapeva nulla, eppure pensavo che aver lasciato per sbaglio lì il mio mantello avesse contribuito ad associare il mio nome a quella morte. Lantis certamente l'ha saputo, è inevitabile, mi chiedo quindi per quale motivo l'abbia tenuto per sé dopo la mia fuga, non me l'aspettavo, ero certa che avrebbe sfruttato la cosa come ulteriore capo d'accusa a mio carico, pur sapendone le vere ragioni, guidato dall'odio per la mia scelta. In ogni caso non ho motivo di tenerlo nascosto, anzi sono fiera di averlo fatto e lo rifarei altre mille volte, i rimorsi di coscienza che ho provato nelle ore successive sono ormai un lontano ricordo "L'artefice dell'avvelenamento è stata Niniel, l'ho costretta a confessare e l'ho uccisa prima della mia fuga. Doveva pagare per quello che ha fatto e doveva essere per mano mia, di nessun altro. Quindi comprendo il tuo pensiero" immagino si stupirà, come mi sono stupita io, della fierezza e della determinazione delle mie parole, così come dell'assenza di ripensamenti che probabilmente faticherà ad associare alla Esperin che ero. Quel gesto mi ha inevitabilmente cambiata, forse il discorso di Ryuk quando a casa sua mi ha mostrato quel vestito da bambino macchiato di sangue non era così sbagliato o insensato come avevo pensato in un primo momento, sono contenta in fondo di aver conservato intatto il vestito che indossavo quella notte, per ricordare chi ero prima...e chi sono ora. Torno a ripensare alle parole di Vicent ma qualcosa continua a non tornarmi, mi ha parlato di quattro morti invece di tre e se non sbaglio Greatnova era il cognome della sua prima promessa sposa, non so in realtà per quale motivo annullarono il fidanzamento ma ora...mi è purtroppo più chiaro. "Ha ucciso anche la tua promessa sposa?" gli chiedo ancora più sconvolta, fissandolo negli occhi "Non posso crederci, non riesco a capire. Chi è Ripper? Cosa può aver scatenato tutto questo odio?".



    Abbasso poi lo sguardo, sono cosciente di aver reagito per rabbia senza dare priorità al suo dolore e tartassarlo di domande non è certamente quello di cui ha bisogno, desidero in qualche modo rimediare e stargli accanto come un'amica dovrebbe fare per cui provo ad abbracciarlo, so che non fraintenderà davanti alla portata di queste rivelazioni, aggiungendo soltanto "Non ho parole, io... mi dispiace" prima di sciogliere l'abbraccio e continuare a parlargli



    "Cassandra, Gildas...lo sanno? Hai potuto contare sul loro aiuto? Come...come stanno? Ed Alinor? Io...scusa, non dovrei farti tutte queste domande..." abbasso lo sguardo, dispiaciuta, anche se l'ansia di saperlo mi dilania dentro, vorrei chiedere anche di Lantis...ma questo non devo farlo, non posso, per me stessa prima di tutto.


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  7. #217
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Vicent Dreth


    <<L'artefice dell'avvelenamento è stata Niniel, l'ho costretta a confessare e l'ho uccisa prima della mia fuga. Doveva pagare per quello che ha fatto e doveva essere per mano mia, di nessun altro. Quindi comprendo il tuo pensiero>>, mi dice Esperin fiera e determinata ed io la guardo negli occhi, in parte sconvolto dalla rivelazione, in parte stupito dal cambiamento che sto vedendo.



    E’ molto diversa da come la ricordavo, ormai non è più la dolce, piccola e timida principessa dei Raeghar, ma una Esperin più matura, una donna che è stata in grado di farsi giustizia da sola e una guerriera che ora impugna la spada di Rickard. Finalmente comprendo i motivi di questa fuga, ogni tassello mancante è andato al suo posto, ma continuo a non condividere la scelta di passare nei Reietti, di sostenere Kalisi al posto del fratello, di lottare contro di noi. Non riesco a riflettere su Niniel perché il discorso di sposta su Selene e guardo Esperin con un’espressione sofferente, colma di tristezza, quando mi chiede: <<ha ucciso anche la tua promessa sposa?>>. E torturata, e stuprata e decapitata di fronte a me, un ragazzino di appena quindici anni innamorato di lei... Abbasso lo sguardo e deglutendo muovo lentamente la testa in un sì, un paio di volte, per rispondere alla sua domanda senza dover parlare. <<Non posso crederci, non riesco a capire. Chi è Ripper? Cosa può aver scatenato tutto questo odio?>>. Non faccio nemmeno in tempo a pensare cosa dire che Esperin si avvicina e, mi spiazza, con una stretta dolce, amichevole.



    Ricambio il gesto stringendola a me, sorridendo in modo istintivo quando sento il calore di questo abbraccio prendermi quasi alla sprovvista



    e, nonostante gli occhi mi brucino, mi impongo di non versare altre lacrime e sciolgo l’abbraccio, guardandola dritta negli occhi quando si scosta da me dicendo che le dispiace.Mi chiede poi notizie degli altri, se ho avuto il loro sostegno, ed involontariamente distolgo lo sguardo quando rimembro il dettaglio “cadavere” in stanza. <<Per rispondere alla tua prima domanda>>, esclamo malinconico, tornando ad osservarle il viso, <<La mia promessa si chiamava Selene, e sì, Dahmer l’ha uccisa ma solo dopo tre giorni di violenze ed abusi incastrandomi con la mia stessa spada…>>. Sospiro profondamente e poi riprendo a parlarle, raccontando la storia del lupo che a sei anni uccisi nelle foreste di Winterhold, i cuccioli che abbiamo salvato, in particolare Manto di Luna e… <<Ripper era il suo migliore amico, l'unico a cui Dahmer ha sorriso in modo sincero. Una mattina Ulfric mi ha visto abbandonare il castello senza permesso, quando sono tornato mi ha chiuso in stanza ed a colpi di cinghiate mi ha costretto a dire la ragione per cui avevo disobbedito. Dopo non so quanto non ho più resistito…>>, il senso di colpa per ciò che sto raccontando è evidente ma mi costringo a continuare. <<Ho rivelato la posizione dei lupi che Ulfric ha ucciso davanti a me, fatta eccezione per Ripper. Quando Dahmer è arrivato pregai mio nonno di risparmiare quel lupo… Non volle ascoltarmi, mi diede un calcio allo stomaco talmente forte da stroncarmi il fiato. Dahmer è stato così costretto da Ulfric ad uccidere quel lupo e da quel giorno ci ha odiato a morte…>>. Se solo non avessi fatto da spia forse non sarebbe accaduto nulla di tutto questo.



    <<E no comunque, tu sei la prima a cui racconto la verità su… Tutto. Gildas ha avuto due brutte ricadute, per fortuna però sembra essersi ripreso, ha indossato addirittura un abito nero durante il fidanzamento di Lantis e di… Lumen>>. Temporeggio un attimo per darle modo di metabolizzare la notizia. <<Cassandra invece sta meglio, quando è tornata dall’Abgruntis ci siamo occupati io ed Aiden di lei…>>, una leggera rabbia irrompe nella mia voce, in fondo chi l’ha ridotta in quello stato, quasi in fin di vita, è la bestia di nome Ryuk Leithien, l'"uomo" con cui lei è sposata. Cerco di non pensarci ed aggiungo, <<ora però oltre ad essere l’Hydra è anche “l’immortale” dei Reali>>. Assumo poi un tono più allegro quando porto il discorso su Lady Alinor scherzando addirittura nel finale, <<e Alinor è la nuova consigliera, anche lei sta bene e di certo non ha perso la sua passione per le torte di mele>>.



    Termino di parlare cercando il suo sguardo: spero di averla tranquillizzata almeno un poco...

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    Ultima modifica di Damnedgirl; 28th November 2015 alle 19:35



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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Vicent annuisce quando gli chiedo se Dahmer sia responsabile anche della morte della sua promessa sposa e sento nuovamente crescere quella rabbia e quell'odio nei suoi confronti, non solo come uomo ma anche come esponente della mia fazione, come individuo che dice di lottare per gli stessi ideali in cui credo. Ricordo bene le promesse ed i propositi di cui si vantava in giro, le parole che aveva rivolto a Drako quel giorno prima che entrassimo in tenda per dirgli dell'Adamantem, sembrava convinto di quello che sosteneva ma probabilmente era solo una menzogna, si stava solo creando un alibi per nascondere le sue vere intenzioni. Come può una persona fare tutto questo male, colpire persone innocenti come quella ragazza, poco più di una bambina all'epoca. E per cosa? Continuo a non capire le motivazioni di tutto questo odio, di tutto questo sangue, resto così a fissare Vicent in attesa che scelga se chiarire questo mio ulteriore dubbio, nonostante non sia obbligato. <<Per rispondere alla tua prima domanda>>, inizia a parlarmi con tristezza e malinconia nella voce, immagino quanto dolore gli causi affrontare questo discorso <<La mia promessa si chiamava Selene, e sì, Dahmer l’ha uccisa ma solo dopo tre giorni di violenze ed abusi incastrandomi con la mia stessa spada…>> stringo i pugni mentre lui fa un profondo respiro per calmarsi, ma mi impongo di non scattare di nuovo impulsivamente, gliel'ho promesso anche se inizio a pentirmene.



    Mi racconta un episodio accaduto anni prima, quando erano appena dei bambini, del legame di Dahmer con...un lupo, un cucciolo di lupo che avevano trovato nel bosco <<Ripper era il suo migliore amico, l'unico a cui Dahmer ha sorriso in modo sincero. Una mattina Ulfric mi ha visto abbandonare il castello senza permesso, quando sono tornato mi ha chiuso in stanza ed a colpi di cinghiate mi ha costretto a dire la ragione per cui avevo disobbedito. Dopo non so quanto non ho più resistito…>> vedo senso di colpa nei suoi occhi ma non riesco a capire, non posso credere che sia questo, che sia stato scatenato tutto da un animale, dalla crudeltà di un uomo che seguiva schemi educativi certamente troppo rigidi, ma non tali da giustificare simili azioni e ritorsioni, che non possono essere in alcun caso giustificate. <<Ho rivelato la posizione dei lupi che Ulfric ha ucciso davanti a me, fatta eccezione per Ripper. Quando Dahmer è arrivato pregai mio nonno di risparmiare quel lupo… Non volle ascoltarmi, mi diede un calcio allo stomaco talmente forte da stroncarmi il fiato. Dahmer è stato così costretto da Ulfric ad uccidere quel lupo e da quel giorno ci ha odiato a morte…>> un lupo, ha fatto tutto per un lupo "per un lupo" ripeto d'istinto, ancora incredula, quasi senza parole per quanto sono sconcertata "assurdo".



    Solo una persona deviata mentalmente può covare un odio simile per dei maltrattamenti o per l'assassinio di un cucciolo, per quanto possa aver tenuto a lui, per quanto possa averlo ritenuto un amico. Avrebbe potuto scrollarsi di dosso il peso di essere legato ai Dreth in qualunque momento allontanandosi ed iniziando una nuova vita, avrebbe potuto dimostrare di essere un uomo diverso da come tutti lo dipingevano, diverso dal nonno che odiava, un uomo degno di rispetto, ma no... quel cognome, seppure come bastardo non riconosciuto, gli ha fatto comodo e se l'è tenuto. "E' solo un vigliacco, non hai motivo di sentirti responsabile per lui" riesco solo a rispondergli, lasciando che chiuda l'argomento come sembra intenzionato a fare, mentre senza volerlo ripenso a Ryuk, a quelle lacrime che nonostante l'odio è riuscito a versare per suo padre, per l'assassino di sua madre, per il mostro che l'ha accoltellata davanti ai suoi occhi di bambino. L'umanità che ha mostrato in quell'occasione nonostante tutto il male di cui si è reso responsabile e di cui ancora certamente sarà causa in futuro, un'umanità che Dahmer non ha, un coraggio che un vigliacco come Dahmer non ha, perchè ci vuole coraggio anche per piangere oltre che per ammazzare, ci vuole coraggio per prendersi le responsabilità delle proprie azioni, un coraggio che lui non ha avuto nascondendosi dietro mio Fratello, dietro la banale copertura dell'attacco dei vandali, dietro il buon cuore di Vicent che addirittura si sente in colpa per quell'episodio.



    <<E no comunque, tu sei la prima a cui racconto la verità su… Tutto. Gildas ha avuto due brutte ricadute, per fortuna però sembra essersi ripreso, ha indossato addirittura un abito nero durante il fidanzamento di Lantis e di… Lumen>> alzo nuovamente lo sguardo su di lui, inizia a parlarmi degli altri, di Gildas che a quanto pare ha fortunatamente il suo appoggio nella sua battaglia personale, e di Lantis... del fidanzamento con Lumen, non mi aspettavo certamente una decisione diversa, anche se continua a ribollirmi il sangue solo al sentire il suo nome. <<Cassandra invece sta meglio, quando è tornata dall’Abgruntis ci siamo occupati io ed Aiden di lei…ora però oltre ad essere l’Hydra è anche “l’immortale” dei Reali>> chiudo un momento gli occhi, sono sollevata che Cassandra si sia ripresa dalla battaglia, L'Immortale...affrontare una battaglia da sola subendo notevoli ferite ed il tradimento della propria compagna è qualcosa di difficile da superare, ma lei è forte e ce l'ha fatta, ne ero certa <<e Alinor è la nuova consigliera, anche lei sta bene e di certo non ha perso la sua passione per le torte di mele>> sorrido istintivamente ascoltando le sue parole su Alinor, ricordo ancora quella sera in cui mangiammo torta di mele con le mani, sdraiate sul suo letto a parlare di amore... di qualcosa che in realtà non conosco affatto e che neanche mi interessa. Ero così diversa, eppure quell'affetto che provavo per lei è ancora così forte, spero di poterla riabbracciare un giorno, in circostanze differenti. Mi mancano così tanto, tutti quanti. Torno a guardarlo ma poi abbasso lo sguardo, non devo spingermi oltre e non devo abusare della sua gentilezza, devo tornare al mio posto al campo perchè ora la mia vita è lì, ma è in quel momento che lo sento riprendere a parlare <<Anche Lui sta bene...è diventato più cupo, più freddo, ma sta bene>>



    alzo lo sguardo e resto in silenzio per qualche istante, poi rispondo semplicemente con un "Grazie" perchè non ho la forza di aggiungere altro "Ti prometto che terrò tutto per me, per il resto... non ho bisogno di stare attenta, lui non è un pericolo per me, sapevo già chi fosse" concludo più calma "Bene" risponde, accennando un sorriso e spiegandomi poi le ragioni della sua preoccupazione, a quanto pare Dahmer si è espresso anche nei miei riguardi durante il loro incontro e tralasciando termini coloriti che preferisce omettere mi informa che ha minacciato velatamente anche me, nulla che a questo punto possa sorprendermi.



    Lo tranquillizzo e poi ci salutiamo concludendo così un incontro che mi ha lasciato l'amaro in bocca ma sicuramente anche maggiore consapevolezza, oltre che la serenità di sapere che chi merita invece il mio tempo sta andando avanti con la propria vita nonostante la guerra. Vicent lascia la stanza diretto al Glados e pochi istanti dopo faccio lo stesso, lasciando per l'ennesima volta questo posto perso nel tempo per raggiungere il Lacrima Mundi.

    *Frasi ed azioni concordate

  9. #219
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Inizia qui


    Eccomi di nuovo qui, l'ultima volta sono giunta per cercare risposte ed, ho trovato Ryuk Leithien, ora invece sono qui per fare domande e pretendere nuovamente risposte, ma questa volta da mio padre se, accetterà di vedermi, ho bisogno di chiarezza, la pretendo. Non può continuare ad ignorarmi, sono e resterò per sempre sua figlia.
    L'atmosfera cristallizzata che si respira qui è sempre la stessa, fissa, immutata, questo luogo non cambia, non muta, diversamente dalle persone, sono le persone che cambiano, quando invece sarebbe meglio che cercassero di essere sempre se stesse.
    Buffo da pensare, io sono la prima a pensarlo ma, l'ultima a metterlo in pratica.
    Attraverso il giardino raggiungendo l'ingresso che mi condurrà al cospetto dei Saggi.
    Cerco di sistemarmi un pò, ma credo che gli occhi arrossati dal pianto, non riuscirò a nasconderli...
    Entro nella più totale oscurità, davanti a me i Troni, mi inchino umilmente al loro cospetto:
    << Vi porto i miei saluti venerabili saggi...>> la mia voce è simile ad un sussurro ma poi la schiarisco << mi scuso per quello a cui avete assistito durante la mia ultima visita, ma ora sono qui per richiedere la presenza di qualcun'altro, la presenza di una persona con la quale da molto non parlo, vorrei poter interloquire con... mio padre... Lord Galador Tinnuviel, se accetterà di vedermi>> alzo il viso , fissando dinanzi a me, coloro che tra non molto si manifesteranno cercando di apparire il più naturale e calma possibile.

  10. #220
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Antichi saggi

    Nell'oscurità della zona neutra, ti appare la figura evanescente di Irith, il Saggio che ti è affine di razza. Ti guarda serio, prima di parlare in modo autorevole: "Isyl Tinnuviel, l'Occhio dei Saggi assiste ogni giorno alle terribili tragedie che questa guerra intestina sta scatenando e guarda dentro il tuo cuore, leggendovi come in un lago cristallino. Avanza verso la porta, Mercur è in viaggio per colui che vuoi incontrare". Ti indica l'uscio da varcare e poi svanisce nel nulla.

 

 
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