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Risultati da 31 a 40 di 415
  1. #31
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Ryuk Leithien

    “Nessuna messinscena Cassandra, non ne necessito per sbatterti la verità in faccia! Io non professo legalità, non l’ho mai fatto, sono sempre venuto meno al giuramento del Regno, ma tu… “ inarco un sopracciglio sorridendole “Tu… sei una pecorella smarrita, sei quella che tenta di seguire il suo pastore, ma che si perde tra i boschi, perché intraprende il solito percorso, mentre lui ha cambiato strada…” mi avvicino ancor più a lei, solo un soffio ci divide, sempre se non decide di indietreggiare “…te ne stai a belare da sola in un campo fiorito, un piccolo campo fiorito solo per te… mentre tutto attorno c’è solo sterpaglia” Tutto l’ardore di questa donna è sprecato, è una valida guerriera, non teme di sporcarsi le mani, l’ho vista con i miei stessi occhi scagliarsi contro il nemico con la voglia di uccidere, il fuoco negli occhi ed il ghiaccio tra le mani. Non siamo poi così diversi io e lei in battaglia, tralasciando il piccolo particolare sui miei modi con i compagni di guerra, ma per il resto… è feroce e letale, siamo entrambi bestie, ma lei mette in mostra un guinzaglio del quale di vanta, io… ho preso a morsi il mio padrone. “Ti scaldi tanto per parlare con uno che vale zero, mh?” sogghigno compiaciuto, i miei modi la infastidiscono sicuramente più delle parole. “Mi dispiace ma… mio padre non è mai stato in grado di manovrarmi come un burattino, sono la sua vergogna più grande proprio per questo motivo. Ho superato quella sorta di venerazione che nutrivo nei suoi confronti, già da quando ho perso l’ultimo dente da latte, me lo fece ingoiare con un pugno sul muso, ma cosa vuoi che sia!” Cosa ne può sapere questa principessina qui, ho avuto modo di conoscere suo padre, non brilla di certo per i modi garbati, un vero orco presuntuoso ed irascibile, ma dubito che abbia cresciuto i propri figli con stessa la delicatezza del mio. C’è qualcosa che cattura la mia attenzione più di tutto nel suo discorso, la Regina ha un informatore e… non sapevo di essere sotto accusa per essere sospettato di ciò, ma… c’è qualcosa che non mi torna. “La Regina ha detto di avere un informatore? Quali sono state le sue parole esattamente? Se sono accusato di qualcosa, vorrei avere più dettagli al riguardo.” Nomina ancora mio padre e Lantis, si trovano ad Adamatem, proprio come Dahmer mi ha informato al Lacrima Mundi. Potrei rigirarmi questa informazione per creare un po’ di caos e scombussolamenti a mia volta, dopotutto… mi hanno servito tutto su di un piatto d’argento “Sono a conoscenza del fatto che mio Padre il Lord si trovi ad Adamantem, capirai… è casa nostra! Ma il fatto che anche il Reggente si trovi in sua compagnia non mi giunge come una nuova, ne ero perfettamente al corrente: i bruti stanno attaccando il Castello Nero e ,questa volta, sembrano meglio organizzati del solito, così tanto da dover far intervenire anche il tuo caro Principe Lantis. Come vedi... anche io ho il mio informatore” Avanti Cassy abbocca all’amo e vai a belare queste informazioni alle altre percore.

  2. #32
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    CASSANDRA DE LAGUN

    "Un informatore che si chiama Tywin... o Lumen" dico guardandolo fisso in quegli occhi da serpente. Mi sembra che tutto sia, ormai, chiaro: i Leithien hanno scatenato tutto questo. I Leithien stanno manovrando le persone come burattini... Lantis... è da solo ad Adamantem... che alla Torre ci sia una spia che fa riferimento alla Regina?
    "La Regina era ben informata della scissione tra Drako ed Efrem, lei stessa ha dichiarato di avere un informatore... ma a questo punto mi pare palese che sia tu il suo fringuellino... vuoi, forse, mostrarti un cane sciolto, quando invece sei al guinzaglio di Lord Tywin da sempre? Non ribatto alle tue misere parole, mi confermano solo che non comprenderesti mai il significato di lealtà e onore" ribatto con disprezzo.
    "Lealtà prima di tutto" il motto della mia casa: cosa può saperne un Leithien di un concetto così nobile?
    "Ti credevo un uomo, Ryuk Leithien, non di quelli spinti da nobili ideali, ma in battaglia non hai mostrato codardia. Tu avresti una spia? Useresti un mezzuccio così femminile e da deboli, così meschino che Drako nemmeno approverebbe? Già, probabilmente il vero volto di Drako è quello che ha mostrato scappando: un vile che non ha saputo affrontare nemmeno la sua condanna. Un vero cavaliere non trema dinanzi la morte, non la fugge. Dei vili egoisti, infantili e puerili che per la loro vigliaccheria hanno scatenato sulla gente che dicono di amare e proteggere, i venti nefasti della guerra: ecco cosa siete voi reietti. Ryuk..." gli dico soffermandomi sul suo nome, la voce decisa, determinata "se sei davvero un uomo, se hai le palle... se sei un vero uomo di Dohaeris... allora svelami il nome della spia e io stessa la trascinerò sul patibolo... io emetterò la sentenza e io la eseguirò... è così che agisce la gente del Nord... e tu sei un vero uomo del Nord? O sai solo perdere i sensi tra le cosce di una bagascia e le bollicine del vino?". La mia domanda cade come una sfida, come un guanto pronto a schiaffeggiarlo. Forse gli sembrerò ingenua, probabilmente lo sono davvero, ma correrò il rischio. Le sue parole, i suoi modi sprezzanti non mi tangono: so di essere dalla parte del giusto. Potrebbe avermi mentito su tutta la linea, così come invece sia stato sincero. Di sicuro, ha avuto un'informazione corretta e questo significa che tra noi e i reietti c'è un collegamento, una relazione. Forse non così palese come quella tra Ryuk e la Regina.

  3. #33
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Ryuk Leithien

    Cassandra parla… parla… parla… e parla
    Quanta enfasi nel nominare Lumen e mio padre, che voglia far parte della famiglia? Non mi dispiacerebbe dopotutto, potrei chiedere la sua mano a Sir Jubert, sono certo che un uomo come lui non rifiuterebbe l’offerta di un Leithien. Vaneggia… Drako non fuggirebbe mai, lo sanno anche i sassi, Lumen deve averne dette di cotte e di crude, credo proprio che dovrò farle un discorsetto e non di quelli che le piace fare solitamente. Leatà… onore… sembra un canzoniere che ripete sempre la stessa strofa, un giullare che conosce una sola storiella e la ripete fino allo sfinimento, quanto tempo potrò reggere ancora senza sbadigliarle in faccia? Siamo noi…i Reieitti… la vera piaga, udite udite madame e messeri e vi prego… non vi sbellicate troppo, che potreste soccombere ad un attacco di cuore. Trattengo giusto in tempo una risata, è più che palese che stessi per scoppiare a ridere, ma mi son morso la lingua riuscendo a trattenermi. Se spera che le dia un nome si sbaglia di grosso, si ammazzeranno tutti con le loro mani, una carneficina di ideali e lealtà sventolando la stesso vessillo. Dovranno mangiare con la paura che il proprio piatto sia avvelenato, dovranno dormire con il timore di essere aggrediti nel sonno, dovranno parlare con l’insicurezza di guardare negl’occhi un traditore… che spettacolo sublime che mi perderò. Mi domanda se sono un uomo… potrei farle un lungo elenco di donne ed anche qualche signorinello, i quali potrebbero tranquillamente decantare che genere di uomo io sia, se ha intenzione di nominare attributi ed insinuare altro in mia presenza è meglio che si chini di propria iniziativa, non è questo il luogo dove potrei costringerla contro la sua volontà a saggiare cosa sia veramente un maschio e non un moccioso. Perché sprecare altre parole, siamo un serprente che si morde la coda, ho gettato l’amo, ho avuto informazioni, posso anche andare via e gettarmi sul pagliericcio, mentre Cassandra resterà a rimuginare all’infinito. Prima però devo congedarmi… come solo un uomo del nord, un vero uomo del Nord sa fare. “Tu non sai di cosa parli, non sai cosa sia un uomo” Accorcio le distanze con passo veloce e cerco di cingerla per la vita con un braccio, ho intenzione di stringerla a me saldamente e farla aderire al mio corpo, soprattutto sotto la vita “Conosci solo mocciosi e mezzi maschi col muco al naso, un uomo si prende ciò che vuole e non ringrazia neanche” Detto ciò tenterò di avvicinare le mie labbra alle sue, di sfiorarle e di farle sentire il mio respiro caldo sul collo, ma non la bacerò… dovrà fremere e la lascerò subito andare, guardandola con un ghigno.

  4. #34
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    CASSANDRA DE LAGUN

    Non posso credere a quello che sta accadendo: sono impietrita, quasi paralizzata. Le viscide mani di questo essere indegno mi hanno avviluppata e mi stringono forte a sè, il suo busto che s'inclina verso il mio e le sue labbra... le sue labbra cercano di sfiorare le mie. Soltanto un essere degenerato può pensare ad una cosa tanto meschina in un luogo così sacro! D'istinto, di riflesso, cerco di colpirlo alle parti basse con una ginocchiata, che dovrebbe consentirmi di staccarmi totalmente da lui. I saggi non ammettono violenza in questo luogo, ma la mia è stata legittima difesa. Il cuore... il cuore palpita... delle lacrime... sento quasi sgorgare delle lacrime che, però, strozzo con la severità degli occhi. Mai avrà questa soddisfazione.
    "Con questa mossa hai dimostrato quanto tu sia stupido, pezzo di sterco che non sei altro! Un bastardo senza gloria come te non merita nemmeno di condividere il mio ossigeno, figuriamoci di essere ascoltato... non sei un uomo, non comprendi nemmeno il significato di questa parola, sei solo una bestia immonda che sa solo bere ed accoppiarsi... per me non sei manco più Ryuk Leithien ma solo uno squallido reietto... affoga nella tua melma, reietto, quando ti decapiteranno sarò in prima fila per lordarmi del tuo sangue" gli dico con tutto il disprezzo di cui sono capace. Gli volto le spalle ed abbandono la stanza, incurante di qualsiasi replica verbale possa vomitare quella cloaca che egli chiama "bocca". Mi dirigo verso il Glados per attraversarlo, pensando che Ryuk Leithien ha cercato di baciarmi... io... che desidererei tanto donare il mio bacio a Lantis... io... che so bene che ciò non accadrà mai.

  5. #35
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Ryuk Leithien

    Sul più bello arriva una ginocchiata dritta ai miei gioielli, che donna… che donna!!!! Non si piega facilmente, sarà un piacere per me farlo poco alla volta. Mi ritrovo inginocchiato a terra piegato su me stesso con le mani sul punto dolente, mentre lei continua a farfugliare e sbiascicare insulti, tanto le piaccio altrimenti non sprecherebbe tante energie per farmi capire il contrario, Tsk. Se ne va e non aggiungo altro alle sue parole, sto per alzarmi, ma sento un fruscio, alzo lo sguardo e la statua avanti a me apre lentamente gli occhi di pietra, rivelando una luce intensa che quasi mi acceca. Un raggio di energia forte ed intenso parte dall’imponente figura marmorea e colpisce un punto in terra molto vicino a me, lasciando un profondo solco dal quale si libera del fumo… se mi avesse colpito, sarei già morto.
    “Che ti serva da avvertimento figlio dell’Uragano, non tolleriamo violenza in questo luogo”
    Le voci dei saggi giungono assieme come un pollaio in sincrono. E’ stata Cassandra a colpirmi, ma è un gesto scaturito da me… anche senza l’intenzione di farle del male, ci hanno risparmiato per tale motivo, presumo. Mi sollevo a fatica mentre il dolore sparisce lentamente, ma i crampi alle gambe ed alla pancia persistono. La statua richiude gli occhi, lasciandomi intendere che devo sloggiare anche io, così non attendo oltre e mi avvio verso l’uscita.
    Dovrei tornare all’accampamento… ma, ho qualcosa di più urgente da fare.
    Sfioro la superficie del Glados e nella mia mente visualizzo il posto in cui voglio andare… un posto lontano fuori dai confini di Dohaeris, dove spero la guerra non sia arrivata e non arrivi mai.


    Continua QUI

  6. #36
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Inizia QUI
    Esperin Raeghar


    In pochi istanti mi ritrovo catapultata in questo luogo mistico fuori dal tempo e dallo spazio. Un luogo dove le banali leggi di noi maghi, elfi o stregoni non hanno valore, ma sono assoggettate ad un volere e ad un potere superiore, che le nostre deboli menti non sono in grado neppure di concepire.



    Non ho il coraggio di avanzare, e resto qualche secondo vicino al Glados, contemplandone la luminosità che fa nettamente contrasto con l'oscurità innaturale del luogo. Avvicino una mano, forse dovrei semplicemente attraversarlo e tornare a casa. Forse non sono abbastanza forte per affrontare tutto questo, per affrontare lui. Forse dovrei aspettare... rimandare. Dimenticare.



    Ma poi penso a Lantis, a mio Padre. Al dolore che sta sconvolgendo Dohaeris. Ed è per loro, soprattutto, che sono qui oggi. Devo tirare fuori la mia forza, la mia grinta, e chiarire i miei pensieri, i miei dubbi.
    Faccio un respiro profondo, per infondermi forza. Ce la posso fare, mi ripeto.



    Poi, dopo aver dato le spalle al Glados comincio ad avanzare.



    Sento una profonda ansia, mista ad angoscia, non so se attribuibile a questo posto, oppure alla persona che sto per incontrare. Mi guardo intorno, è tutto così surreale. L'ambientazione è semplice, minimalista, così è possibile trovarla anche altrove, ma guardando attentamente tutto è...finto. Irreale. E' tutto posizionato in questo modo per darci l'illusione di trovarci in un posto familiare, in un contesto a noi noto.
    Le foglie, le stelle...nulla di tutto questo ha uno spessore, è tutto astratto.
    Ciò che qui regna è in realtà il Nulla.
    Raggiungo la Sala del Risveglio, dove ricevono i tre Saggi. Ho le gambe che mi tremano e la gola secca, temo che la mia richiesta possa essere rifiutata, o giudicata.
    Mi inchino in segno di rispetto, togliendo il mantello dal capo in modo che possano vedermi bene, e comincio a parlare, umilmente.
    <<Antichi saggi, fondatori della mia tanto amata Dohaeris...mia unica casa, e mio unico Regno. Io, Esperin Raeghar, figlia di Rickard Raeghar, mi inchino a Voi, supplicandoVi di concedermi il Vostro aiuto>> il mio cuore palpita forte, ma la voce è salda, determinata <<Ho bisogno di conferire con Sir Drako Kalisi. Come Principessa di Dohaeris, per il bene del mio Regno, e... come Esperin, per il tormento che indubbiamente percepirete nel mio animo>> è inutile fingere con loro, possono leggerti l'anima. Resto in attesa, sperando che la mia supplica venga accolta.


  7. #37
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Antichi Saggi

    Principessa Esperin, sei giunta alla Valmorguli e, con non poca esitazione, varchi la soglia della Sala del Risveglio. Il silenzio regna sovrano, l’ambiente è surreale, sembra che attorno a te non vi siano né pareti, né pavimento, tutto è avvolto dall’oscurità più buia, che neanche le fiaccole, le quali prendono vita al tuo passaggio, riescono a rischiarare.

    Una leggera brezza calda preannuncia che i tre spiriti stanno per manifestarsi, la loro aura è intensa, ma avverti in te un senso di calma, una pace molto simile a quella che provi in presenza di tuo padre, seppur in maniera meno forte, gli spiriti sanno… gli spiriti hanno colto immediatamente la purezza del tuo animo e ti accolgono con un abbraccio invisibile, per farti sentire più a tuo agio.
    “Alzate lo sguardo Principessa Esperin, non ci capita spesso la visita di un membro della famiglia reale, la Vostra forza vitale ci rimembra Vostro Padre” Il primo a parlare è il mago Irith, colui che più ti è affine e che può cogliere maggiormente l’intensità della tua aura.
    “Conosciamo i turbamenti del Vostro animo, i tempi Vi sono avversi, non lasciate che intacchino la Vostra luce” Elanor, l’antica Strega, ti osserva intensamente, ma al contrario di ciò che potresti provare in presenza di un potere come il suo, in vita era ancor più potente di Lord Tywin, non avverti alcun disagio
    “Il Messaggero è stato inviato da Kalisi” con un gesto l'antico saggio Elfo Daeron ti mostra il lato destro della sala, dove una porta appare dal nulla, aprendosi sulla zona neutra “Andate, Principessa… “
    Esperin, puoi varcare la soglia.

  8. #38
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Nel momento stesso in cui i saggi si manifestano nella sala, un profondo senso di benessere e calma mi pervade. Una sensazione intensa, liberatoria... che ho provato nella mia vita solo stando accanto a mio Padre. I nervi si distendono, i muscoli si rilassano, il respiro torna regolare, così come i battiti del cuore.
    Non faccio fatica ad immaginare che quello che provo sia voluto da Loro, che si mostrano ai miei occhi nella Loro infinita saggezza e grazia. Mi rialzo, come chiestomi, ed ascolto le parole che pronunciano.
    Uno dopo l'altro mi accolgono nella Loro casa, ed affermano di conoscere i miei tormenti ma di non lasciarmi condizionare da essi. Vedono in me mio Padre, e provo una profonda gioia.
    <<La Luce di Dohaeris, e di mio Padre, splenderà sempre nel mio cuore... qualsiasi cosa possa accadere alla mia vita>> rispondo decisa, congedandomi e dirigendomi verso la porta che mi è stata indicata.

    Varco la soglia, il senso di pace comincia lentamente ad abbandonarmi.
    Sono di nuovo sola con i miei pensieri, con le mie paure.
    Se Drako accetterà di venire in questo luogo, tra poco me lo ritroverò davanti. Come reagirò? Sarò in grado di mantenere l'autocontrollo, o finirò per gettarmi tra le sue braccia in lacrime?

    Stupida, stupida Esperin. Pensa a quello per cui sei qui, non ragionare come una ragazzina innamorata.

    Guardo il mio vestito, il blu e l'argentato del tessuto. I colori del mio Regno, i colori della mia casata. I colori per cui sono qui.
    Ricordalo, Esperin.
    Ricorda le parole di Lantis, di Adamantia. Ricorda a cosa hanno portato le scelte dei due uomini che ami. Pensa alla guerra, al dolore che sta causando al Regno. E tutto...per cosa? Devo saperlo.

    Eppure, nonostante tutti i dubbi e le perplessità, non posso negare che rivederlo mi provochi una gioia immensa. Una gioia che va al di là di quello che provo per lui, che sia con me o altrove, l'importante è che sia vivo.
    Non pensavo sarebbe successo, pensavo che lo avrei visto morire quel giorno, per mano del mio stesso Fratello.

    Ripenso a quella notte, quando gli dissi Addio...


    <<Secondo te lo ammazzeranno davvero?>>

    <<No per finta, dopo avergli tagliato la testa gli diranno che era solo uno scherzo. Razza di idiota!>>

    <<Ma...è Kalisi. Non è possibile che abbia tradito...>>

    <<Vuoi chiudere quella boccaccia? O vuoi vedere anche la tua di testa su quelle picche oltre alla sua?>>



    <<Hai ragione, non sono fatti nostri. Però...>>

    <<Cazzo...hai visto anche tu quell'ombra?>>



    <<Esci fuori, chiunque tu sia! Fatti vedere se hai coraggio!>>



    <<Guarda, è di là!>>

    <<No, di là!>>

    <<Dobbiamo prenderli, sbrighiamoci! Controlla l'altra uscita, io controllo questa>>



    Finalmente, pensai. Continuare a materializzare i cloni per attirare altrove la loro attenzione mi stava sfiancando, attingere così a lungo al mio potere necessitava di una forte concentrazione, ed iniziava a scoppiarmi la testa. Ma per fortuna ero riuscita nel mio intento, avevo liberato l'entrata...



    Sapevo che stavo rischiando molto, ma non potevo non farlo, non potevo non vederlo.



    Ed era lì, seduto per terra. Imprigionato come se fosse un animale, come il peggiore dei criminali. Il mio Drako, condannato a morte. Dovevo fare qualcosa, aiutarlo...farlo fuggire! Non potevo accettare che lo giustiziassero. Non poteva aver fatto quelle cose, lui era innocente, lo sentivo. Mio fratello si stava sbagliando.



    Mi avvicinai ancora un pò senza far rumore, fino a vedere il suo viso triste e rassegnato. La paura, il dolore mi invasero all'istante, come se fino a quel momento avessi considerato tutto solo un sogno, mentre ora tutto diveniva reale.



    <<Drako... >> riuscii soltanto a dire con la voce strozzata.

    <<Esperin... come hai fatto a...>> rispose lui, alzandosi e lasciando la frase in sospeso per qualche istante, mentre mi osservava ed afferrava con le mani le sbarre che ci separavano <<Non devono trovarti qui, devi andare via subito!>> aggiunse poi, preoccupato.



    <<Sono stata attenta, non mi ha visto nessuno. Dovevo vederti... dovevo fare qualcosa. Non posso accettare quello che hanno deciso, so che si sbagliano. Io posso aiutarti...posso farti uscire. Potresti farlo anche da solo lo so, come so che non vuoi. Sono qui per farti ragionare, non hai motivo di sacrificarti, io so che sei innocente e da vivo potresti dimostrarlo. Ti prego, non morire... non lasciarmi sola>>

    Mi avvicinai a lui, stringendo forte le sbarre con le mani, mentre una lacrima cominciava a scendere giù lungo la mia guancia. Non poteva morire, non lui. Non senza che io avessi fatto tutto il possibile per evitarlo.

    <<Esperin...non schierarti contro tuo fratello, ti scongiuro. Sei forte, ti ho vista crescere in tutti questi anni, ce la farai anche senza di me>> mi disse lui, asciugandomi con una mano la lacrima sulla guancia <<ma promettimi di restare accanto a tuo Padre e...a Lantis. Anche se sta agendo in questo modo io so che non lo fa a cuor leggero>>

    Poggiai la mia mano sulla sua, ancora sulla mia guancia, per mantenere ancora un pò il contatto con lui, col suo corpo, in una dolce carezza, e lui non si oppose, ricambiando il gesto con dolcezza. Un contatto tanto agognato, che purtroppo era il preludio di un addio.



    Poco dopo lasciai la sua mano, abbassando lo sguardo, non serviva a niente insistere, lo conoscevo troppo bene.

    <<Sei uno stupido! Uno stupido testardo>> dissi, imbronciata, per poi distendere il viso e tornare a guardarlo <<Te lo prometto, gli starò accanto>>.

    Poi mi voltai, col cuore a pezzi, non volevo farmi vedere in lacrime, ed aggiunsi <<Ti prometto però un'altra cosa, farò di tutto per scoprire chi o cosa ha portato a tutto questo dolore>> lo giurai a me stessa.

    <<Siete stati la mia famiglia per tutto questo tempo, tutto questo...tutto questo è solo colpa mia!>> rispose lui, e mi voltai di scatto nell'udire le sue parole.

    <<Non ci credo!>> replicai, ma un rumore di passi veloci mi interruppe, stava arrivando qualcuno.

    <<Ora va...>> aggiunse, preoccupato <<...un pezzo del mio cuore resta con te>>

    Sentii mancarmi il fiato per quelle parole, ma dovevo scappare, non potevo farmi trovare lì con lui. Incurante della sua reazione mi avvicinai velocemente e lo abbracciai, per quanto possibile a causa delle sbarre, sussurrandogli che non lo avrei mai dimenticato.

    E poi andai via, lasciando lì anch'io un pezzo di me, il pezzo probabilmente più importante.


    Solo il giorno dopo, scoprii, con gioia immensa, che quei passi erano probabilmente quelli di Targaryus e dei suoi seguaci, che lo hanno liberato.

    Ed ora sono qui, sto per rivederlo, chissà... questo sarà probabilmente il nostro vero addio. O forse no.

    Sono all'interno della stanza, do le spalle alla porta, avvicinandomi alla statua. Gli occhi dei saggi vedono attraverso essa, vegliando sul rispetto delle regole di questo luogo sacro. Continuo ad osservarla, in attesa del suo arrivo. Quando sentirò i suoi passi avvicinarsi mi volterò.


    *Flashback concordato con Eclisse per le risposte e le azioni di Drako

  9. #39
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Inizia Qui

    Drako Kalisi



    Non capirò mai la magia di questo luogo, eppure… dovrei considerarlo una seconda casa, tutto ciò che mi avvolge non ha una logica: tutto fermo, immobile, come fosse un dipinto tremendamente reale. La luce del Glados si dissipa alle mie spalle e tutto piomba nuovamente nell’oscurità, solo le fiaccole ad illuminare un percorso silente di foglie, che ho calpestato centinaia di volte nella mia vita, ma al quale mai mi abituerò.
    Varcata la sala del risveglio i saggi sono già avanti ai miei occhi, fissano il mio animo, lo scrutano e lo grattano in profondità, mi sento come svuotato e messo a nudo ogni volta. Non proferiscono verbo, con me non necessitano di formalismi, i miei continui inchini probabilmente iniziano a diventare superflui, così mi indicano di entrare direttamente nella zona neutra. Mi fermo per qualche istante avanti al varco, avverto un senso di pesantezza al petto, una forte ansia che mi stringe un nodo alla gola, perché? I miei sensi hanno capito ciò che la ragione non mi ha ancora comunicato: un’aura familiare, un’affinità di razza, un legame che mai e poi mai potrei dimenticare: Esperin.
    Quella sensazione al petto non si attenua alla presa di coscienza della sua presenza, sento che il cuore potrebbe scoppiarmi da un momento all’altro, no… non posso sentirmi male ancora una volta, non devo. Trattengo il respiro col poco di lucidità che mi è rimasta in corpo e varco la soglia della zona neutra.
    I lunghi capelli color dell’ebano ricascano morbidi e lunghi sulla sua figura esile, mi si ferma il fiato in gola ancora una volta… è qui… è veramente qui. Un verso soffocato fuoriesce dalle mie labbra nel tentativo di pronunciare il suo nome, che riesce solo al secondo tentativo “Esperin”
    Si volta verso di me ed è a guardandola in viso, che ogni mia forza viene meno, le gambe si muovono da sole, mentre gli occhi si bagnano e si infiammano, le braccia si irrigidiscono e le mani si stringono in pugni che lasciano segni bianchi sulle nocche. Senza rendermene quasi conto, le vado in contro a grandi passi, ho bisogno di abbracciarla, ho bisogno di lasciarmi andare ai singhiozzi, ho bisogno di chiudere gli occhi e di pensare che non siamo qui, ma a casa nostra, come prima che tutto ciò accadesse.

  10. #40
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Esperin Raeghar


    Quando comincio a sentire dei passi avvicinarsi alle mie spalle, trattengo il respiro. I miei sensi si acutizzano, permettendomi di percepire la sua vicinanza.
    E' qui, a pochi passi da me, riesco a sentire il suo calore.



    La porta si apre, ma non mi muovo, non ne ho il coraggio. Temo di non farcela...di non riuscire a mostrarmi forte davanti a lui.
    Non sento movimenti, quindi deduco che è rimasto fermo nella sua posizione, ma sento il suo sguardo su di me. Temo di aver dimenticato di dover respirare, ma non me ne curo.



    Le gambe hanno ripreso a tremare, ed il rumore del mio cuore che batte offusca tutto il resto. Deglutisco a vuoto, non riesco a muovermi, sono paralizzata.
    Lo sento pronunciare qualcosa con la voce strozzata, si...il mio nome. La sua voce...quella voce...oh Dei, quanto mi è mancata!
    Istintivamente mi volto, incrociando immediatamente il suo volto. Quel dolce volto che tante volte ho incontrato nei miei sogni, che tante volte ho desiderato avvicinare al mio.



    Fisso i miei occhi nei suoi per un istante, mentre sento già il mio autocontrollo vacillare. Ma poi, inaspettatamente è lui a muoversi.
    Si avvicina a grandi passi nella mia direzione, poi, quando è vicino, protende le braccia verso di me, vuole... vuole abbracciarmi?
    Continuo a fissare i suoi occhi, che ora sono lucidi... lucidi come probabilmente sono i miei.
    Immagino il calore del suo corpo che mi stringe, la dolcezza delle sue labbra che mi baciano, le sue lacrime amare che si uniscono alle mie in un abbraccio tanto desiderato. Sarebbe così bello lasciarsi andare a tutto questo, lasciarmi andare a lui...a noi.
    E' a pochi passi da me, quando trovo, non so dove, la forza di alzare una mano per fermarlo, scuotendo la testa. Non posso. Non più.



    Abbasso lo sguardo, non voglio che veda i miei occhi arrossati, anche se temo sia impossibile nasconderli, sono sul punto di piangere. Non voglio che mi veda piangere...non ora, non più.
    Faccio un passo indietro, mettendo un poco più di distanza tra di noi, e faccio un respiro profondo, cercando di calmare i miei sensi.
    <<Sono felice di vedere che stai bene>> riesco solo a dire, la voce è flebile, ma sicura. Gli sorrido debolmente, mi sento stupida. Poi torno seria,e continuo a parlare.



    <<Ho pensato molto prima di venire qui, a parlarti...puoi immaginarlo. Il motivo sembra assurdo persino a me, ma non posso ignorare quello che sento. Ed è...delusione>> la voce si incrina impercettibilmente nel pronunciare l'ultima parola, mi fa troppo male. Ma riacquisto subito determinazione, ripensando ai tormenti degli ultimi giorni.
    <<Ti conosco da tanto tempo, ma da quando sei andato via stanno precipitando certezze una dietro l'altra. Io stessa....io stessa sto crollando, sotto il peso delle tue azioni e di quelle di mio fratello. Quindi te lo chiederò una volta sola....in nome di quell'affetto che dicevi di provare per me.....ti prego.....dimmi perchè. Voglio sapere, Drako. Ho diritto di sapere, non sono più una ragazzina da proteggere dai mali del mondo. Voglio sapere se è vero che hai accusato mio fratello di aver complottato contro mio Padre...e voglio sapere per quale motivo Lantis ora ti odia così tanto. Se devi mentirmi, preferisco che tu mi dica che non puoi rispondermi....saprò allora cosa pensare>>
    Se davvero provi affetto per me, sii sincero. Dimmi per cosa sto lottando, per cosa sto soffrendo. Per cosa, o chi, sto sacrificando la mia vita.
    Perchè nulla per me ha più senso ora, ora che ho smesso di sognare.

 

 
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