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Risultati da 51 a 60 di 415
  1. #51
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Seconda turnazione conclusa

  2. #52
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Comincia da qui

    Larieth Slagant

    Eccomi qui nel Valmorguli, mi sento così piccola e insignificante rispetto a questo luogo senza tempo, un senso di oppressione mi attanaglia lo stomaco.
    Mi inchino con grazia e sempre con lo sguardo rivolto verso il basso enuncio con voce tremante: << Salute a voi saggi di Dohaeris, sono Larieth Slagant del regno di Tyravul>> prendo fiato e cerco di stabilizzare un po’ la voce << Sono qui dinanzi a voi,con il cuore in mano, umilmente prostrata, per chiedervi un' enorme favore, vorrei far recapitare queste due missive>>.
    Continuo a fissare il pavimento stringendo le lettere tra le mani aspettando una loro risposta.
    Non sono stata di molte parole, ma mi sento tremendamente a disagio, non vedo l'ora di andarmene da qui.
    Ultima modifica di saphira_84; 11th March 2015 alle 22:12

  3. #53
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Antichi Saggi


    Larieth, i tre Saggi ti guardano senza lasciar trasparire emozione e tutto intorno a te e silenzio. E' Daeron, della tua stessa razza elfica, a parlare. La sua voce si diffonde nell'aria in modo chiaro e cristallino.

    "Conosciamo il tuo cuore, giovane Larieth e la tua forza, i tuoi dolori. Consegneremo ai due destinatari le missive che ci chiedi".

    Finito di parlare, i tre saggi svaniscono e tu puoi tornare al Lacrima Mundi.

  4. #54
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Larieth Slagant

    I tre saggi accettano di consegnare le mie lettere, solo ora mi rendo conto di aver trattenuto il fiato per tutto il tempo.
    Riesco solo a pronunciare un timido grazie, mi inchino in gesto di saluto e velocemente ritorno a Lacrima Mundi.


    continua qui.

  5. #55
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Lucynda Mellow

    INIZIA QUI



    Perfetto, sono giunta nel luogo desiderato.
    Valmorguli... un luogo che ha un qualcosa di particolare, un luogo ricco di rocce imponenti e dalla conformazione variabile. Il primo dettaglio che ti si para davanti è lo scrusciare delle foglie secche al loro minimo tocco...



    Un luogo dove qualunque forma di magia o atto di violenza è bandita, secondo le leggi dettate dagli Antichi Saggi. Tsk, le leggi. Non voglio creare alcun caos, non è questo il motivo per cui sto mettendo piede in questo posto.



    Senza pensarci due volte proseguo tra svariati cumuli di foglie fino a giungere all'interno della struttura, la quale è caratterizzata da due monumenti scolpiti in pietra, avvolti dall'edera ed illuminati dal caldo bagliore delle torce collocate alla sommità dei lati opposti, dell'arco d'ingresso per essere precisi. Infine, si palesa una marmosa e dritta strada, circondata da altre torce da pavimento che illuminano il tragitto e le raffigurazioni artistiche che abbracciano ogni anfratto dei muri.



    Chiudo la porta alle spalle e raggiungo il centro della sala, dove so già che a momenti apparirà il famoso trio. Faccio un inchino in segno di rispetto e chino leggermente il capo, per poi esordire a voce alta «Io, Lucynda Mellow, sono davanti al vostro cospetto per chiedere udienza...»
    Cerco di essere il più calma possibile, è la prima volta che mi rivolgo in maniera formale e pacata verso qualcuno... «... necessito di parlare con mio Padre, Durlock Mellow... devo discutere con egli su alcuni argomenti familiari di vecchia data, in quanto non ho ancora avuto l'opportunità di chiarirli.»

    Attendo una loro risposta, rimanendo sempre inginocchiata, con la testa bassa e gli occhi fissi sul pavimento, senza aggiungere altro...




    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 23rd April 2015 alle 17:01 Motivo: Aggiunte foto.


  6. #56
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Antichi Saggi

    Lucynda, entri nella grande sala dei saggi, i loro troni sono vuoti davanti ai tuoi occhi avvolti dall’oscurità dell’enorme sala. Ti inginocchi e richiami la loro attenzione. Subito i tre saggi si manifestano davanti a te e ascoltano la tua richiesta in silenzio. Colei che prende la parola è Elanor, l’antica strega che ti è affine per razza «alzate il capo, giovane Mellow!» attende che tu la guardi negli occhi per scrutare all’interno del tuo animo «abbiamo accolto la vostra richiesta, Mercur è già stato inviato al cospetto di vostro padre.» ti indica quindi la porta in legno «potete varcare la soglia per la zona neutrale ed attendere là il suo arrivo, nel caso in cui egli decida di raggiungervi.» Daeron e Irith, gli altri due saggi, non proferiscono verbo, rimangono in religioso silenzio e desiderano anche loro scrutare all’interno del tuo animo per un istante solo…

    Sei libera di attraversare la porta alla tua sinistra…


  7. #57
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Lucynda Mellow


    Devo ammetterlo: per la prima volta nella mia vita, ho compiuto un gesto che solo la gente canonica è capace di fare molto meglio di me. Sono sforzi disumani questi, non sembro neanche la Lucynda che tutti conoscono, che tutti la temono per i suoi modi di fare scorbutici... per il suo temperamento bellico. E' una sensanzione strana, come se la mia anima fosse reincarnata nel corpo di una donna capace di esprimersi formalmente e in modo appropriato, proprio come una perfetta dama di corte.

    Mi rendo conto della loro imminente presenza, in un attimo le figure immateriali degli Antichi fondatori di Dohaeris manifestano la loro parvenza davanti a me.






    «Alzate il capo, giovane Mellow!»
    è la voce dello spirito affine alla mia razza, Elanor, a distogliere la mente dalle mie momentanee distrazioni psichiche. Gli altri due saggi, Daeron e Irith, non proferiscono verbo, probabilmente vorranno anche loro scrutare la mia indole interiore; meglio darle retta, non sia mai che questi potrebbero spedirmi all'altro mondo, se provassi a compiere movimenti errati, come è mio solito fare.
    Alzo il capo decisa, senza trasparire alcuna emozione,



    in modo che il trio possa avere una panoramica più definita sul mio volto. Non pensare a nulla... solo questione di pochi attimi... ecco, ce l'ho fatta.

    «Abbiamo accolto la vostra richiesta, Mercur è già stato inviato al cospetto di vostro padre.»
    riprende la parola, indicando una porta alla mia sinistra, che mi condurrà nella suddetta zona. «Potete varcare la soglia per la zona neutrale ed attendere là il suo arrivo, nel caso in cui egli decida di raggiungervi.»

    Mi ricompongo sollevando il busto e le ginocchia, per poi limitarmi a fare un cenno di riconoscenza col capo.
    Proseguo il tragitto fino a chiudermi la porta alle spalle. Non sto più mettendo piede suDinanzi a me, uno scenario divino si palesa in tutta la sua bellezza naturale:



    sono circondata da uno spazio delimitato da imponenti rocce, come la cupola formata dello stesso materiale, residente al di sopra della mia testa, la quale lascia intravedere un pezzo dell'oscurità che domina il Valmorguli. Le torce da pavimento, che tracciano una sorta di percorso guidato verso la statua di marmo dalle sembianze deistiche, completano i giochi di luce ambientale mischiandosi con il bagliore stellare. Questo posto mi attira sempre di più, è il mio genere direi, nonostante l'atmosfera sia pacifica qui...



    «E così ci incontriamo, come avevo previsto...»


    Un lieve sussulto si sprigiona dalla mie corde vocali, al solo udire la potenza scura del suo timbro. Di sicuro sarebbe un ottimo abbinamento con la figura divina di Zeus, anche di Raiden magari. Mi volto, cingendo le mani sui fianchi e pronunziando l'unica parola che, attualmente, sono capace a esporre.



    «Padre...»


    Non è cambiato per niente, nè interiormente nè esteriormente, mantiene ancora un aspetto giovanile... nonostante l'età avanzata.
    Ci siamo, il momento cruciale che tanto attendevo sta per divenire una concreta realtà. Le nostre presenze, sempre più ravvicinate ma mantenendo le giuste distanze, cominciano a suscitare tensione nell'aria. Affinità di razza? Plausibile.

    «Ti trovo diversa... molto diversa. Quella bandana, l'abbigliamento poco consono... credo di rammentare qualcosa.»
    giudica
    torvo, scrutandomi dalla testa ai piedi.

    «Si tratta proprio di questo, ecco perchè necessito di conferire con Voi...» Ha sempre odiato farsi dare del Tu, da qualunque interlocutore ansioso di interagire con egli, che riguardano sua moglie, i nipoti, i fratelli e... sua figlia. Rammento ancora degli episodi in cui, fino a un certo punto, mi rompevo le palle nel portargli rispetto... come qualunque soldato di corte farebbe con il Principe. Il risultato? Sfruttava l'imposizione del dolore per infliggermi una punizione corporale. Ormai ci feci l'abitudine, per quante volte adoperò tale ramanzina.
    La collera del passato e del presente si mischiano contemporaneamente, provocando una miscela di turbamento e sdegno che cerco di eclissare, per non dare nell'occhio.

    «Parla, ti ascolto.» rimane in silenzio e a braccia conserte, il suo viso traspare una certa sicurezza, come se egli fosse già consapevole delle parole che usciranno dalla mia bocca.

    «Per un lungo tempo indeterminato, non ho fatto altro che rimuginare su un sogno fatto di recente, non riuscendo a comprendere pienamente l'interpretazione. L'importanza del sogno riguardava Voi e Madre, mi assillavate dal fatto che l'esistenza dei ThunderNess sarebbe giunta al termine, se nel periodo corrente avessi perso la vita. Secondo la Vostra saggezza, quale messaggio ha intenzione di comunicare tale illusione?»
    Il silenzio regna sovrano, non c'è nessun altro suono esistente al mondo che possa attirare le proprie attenzioni, se non le nostre voci ed i nostri passi pesanti.



    «Ah, Lucynda Mellow... sapevo che il senso del dubbio ti avrebbe convocata qui, davanti al mio cospetto. Inanzitutto, prova ad immaginare il palazzo reale che ha, come base, delle fondamenta. Quest'ultime sono considerate le più importanti, poichè tendono a reggere la struttura del palazzo stesso. Ora, immagina che tu saresti quelle fondamenta, e i pezzi che formano la struttura, tutti i tuoi cugini. Se le fondamenta riportassero dei danni causati da eventi naturali, come un terremoto, quest'ultime potrebbero spezzarsi e quindi cedere del tutto: l'intero palazzo ne risente, e cede anch'esso, provocando una massa di macerie. Lo stesso accade per il tuo...
    » fa una breve pausa, per poi riprendere con quel marchio di freddezza ereditato da lui «...gruppo. Tu sei la leader... nel caso vai incontro alla morte, il gruppo non è più il medesimo, in quanto manca la figura di qualcuno che guidi i suoi seguaci verso il successo.»

    «Non ci avevo pensato, ora mi è tutto chiaro. Un giorno mi riprenderò il vecchio lavoro, cominciavo a prenderci gusto con i movimenti del bacino...»



    «Adesso tocca a me farti una domanda...» interrompe la mia risposta, come se avesse intenzione di cambiare discorso. Quando si tratta dei ThunderNess, egli ha sempre una scusa pronta per evadere: non accettava l'idea di ribellarmi davanti ai suoi ordini, fondando un gruppo che fosse capace di costruirsi un futuro... per la precisione, noi giovani ci riteniamo dei menestrelli girovaganti. «...hai rintracciato il tuo vecchio amico Andreus? Non si è più fatto vedere da anni.»

    ...Una pugnalata al cuore. L'ultima parte della frase... una pugnalata al cuore.
    Il battito cardiaco accellera, la tensione cresce ed io non posso fare a meno di voltargli le spalle e stringere i pugni per il nervoso. Lui reagisce con tono drastico, seppur trattenuto, al mio comportamento da fottuta codarda, la quale non ha il coraggio di esporre la realtà dei sentimenti dinanzi a qualcuno.




    «Lucynda Mellow! Non tollero questa tua assurda mancanza di rispetto...!»

    Non ne posso più di questa storia, a tutto c'è un limite. Sono stufa di lui e dei suoi ordini del cazzo. Se ci trovassimo al di fuori del Valmorguli, avrei osato a mozzargli la lingua.
    «Non...» mormoro con voce strozzata, mentre cerco di formulare qualcosa per zittirlo «non pronunciate... mai più... quel nome... IN MIA PRESENZA!» il mio tono vocale subisce un'incredibile trasformazione: da tremante e bassa fino a renderla "leggermente" più alta e irosa.

    Non riconosco più me stessa. Mi sento idiota, impotente, incapace di contenere il senso di oppressione, intenzionato a divorarmi internamente... sento pizzare gli occhi, segno che le lacrime iniziano il loro percorso, scendendo fugaci e rigando i lineamenti del viso. La bocca non è piegata in un singhiozzo, nè tantomeno gli occhi serrati per bloccare il fiume in piena. Il volto è impassibile, non traspare alcuna emozione, ma punta esclusivamente in basso.



    Sono circondata dal silenzio generale della Zona Neutra.

    Ormai dopo questa, non ho più niente da discutere. Sto per abbandonare la stanza, incurante di una seconda reazione presumibile di Padre. Ma a pochi passi dall'uscio, sento il mio braccio destro tirare, per poi essere avvolta da un senso di... protezione, sicurezza.



    «Non c'è motivo di essere agitati. Sono consapevole di essermi comportato come un vecchio tanghero, ma lo faccio perchè voglio fare di te una donna forte. Dai, non si può vedere una Mellow che versa lacrime per delle sciocchezze, così non mi rendi affatto orgoglioso. Magari non sono stato un buon padre, ma spero che le mie parole possano bastarti...» dice abbozzando un mezzo sorriso. Egli congiunge le braccia con le mie, stringendomi in un calorosa stretta.

    Sussulto. Il primo abbraccio ricevuto da lui... da mio Padre.
    Una persona che non ha mai approvato le mie ribellioni giovanili.
    Una persona che pretende denaro, ossequio e potere.
    Una persona che, per la prima volta, dimostra un briciolo di affetto nei miei confronti.

    Mi lascio andare, dimenticando per un attimo il lato oscuro che qualifica il mio essere.



    «Sciocchezze? Forse non aVete recepito il messaggio...» replico severa tornando in me, mi libero dalla stretta per poi cacciare indietro le lacrime con gli indici, lasciando spazio all'umidità che copre la superficie delle gote, il tutto condito con gli occhi gonfi e arrossati.



    «E' di lui che nutro una profonda passione, Padre... fin dal primo giorno che lo conobbi, nonostante il gran numero di momenti di disprezzo che provai nei suoi confronti, come ora d'altronde. Averlo in mezzo ai piedi, tra i Ribelli, è un dilemma. Diversi anni fa si è volatilizzato senza avvisarmi. Mi ha riferito che in programma aveva una battaglia da affrontare con suo padre e che presto ne sarebbe uscito vincitore, ma invece... sono stata ingannata. Non ho più avuto notizie di lui, io come un'idiota lo aspettavo ogni giorno, nella speranza che si faccia sentire... a condire il tutto è un fatto accaduto prima di raggiungere il Valmorguli: l'ho visto abbracciato con un'altra don-»
    vengo interrotta di colpo, dalla mano di Padre piegata in un pugno, tralasciando fuori l'indice: il classico gesto adoperato nel "sottolineare" qualcosa di importante.



    «Basta così, mi è sufficiente. Quel che posso consigliarti è di tenere lontane le vostre distanze, per quanto sia necessario... dopodiché lo prenderai da parte, e gli confesserai tutto. Sono stato chiaro?»


    Non posso dargli torto, per una volta. Credo sia la cosa giusta da fare, non ho alternative migliori... faccio un cenno di assenso con il capo e mi decido a riprendere il filo del discorso di innanzi.

    «Stavo così bene in quel locale... certo, era troppo affollato per i miei gusti, ma l'atmosfera tribale mi faceva sentire a mio agio.»

    «Se adoperassi la Tenebris in una delle tue... esibizioni, forse potresti riconquistare il mio orgoglio. Ho saputo, inoltre, della tua recente conquista del territorio di Solumquae. Mi congratulo con te, giovane Mellow.» mi porge la mano compiaciuto, ed io pronta ricambio il gesto. Inarco un sopracciglio, sorpresa dalla sua azione istintiva.



    «Ho solo fatto il mio dovere.»

    Mi rendo conto di non aver più nulla da discutere. I miei quesiti hanno ricevuto dei responsi altrettanto chiari, dunque posso far nuovamente tappa al Lapis Ancestralia.

    «Bene, l'incontro si è concluso. Se non Vi dispiace, me ne torno al Monastero. Ho una guerra da affrontare con i miei nuovi compagni.»



    «E sia. Mi ritiro nuovamente nella dimora, ho delle riunioni da sbrigare.
    Fatti onore, Lucynda!»


    Detto ciò, ci salutiamo con un cenno della mano, dopodiché ognuno se ne va per la propria strada.
    Raggiungo il Glados, mi concentro sul luogo di ritorno e mi lascio condurre dalla solita luce mistica...

    CONTINUA QUI


    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 23rd April 2015 alle 21:58 Motivo: Aggiunte foto.


  8. #58
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    L'oscuro cielo della Valmorguli mi accoglie, e mi lascio cullare dalla perenne tenebra che la avvolge. È uno spettacolo... sublime. Respiro a pieni polmoni quest'aria mistica, sento l'importanza e la magia di questo luogo corroborarmi carne e ossa. Cammino a passo solenne verso la sala dei Saggi, senza però ignorare le meraviglie che mi circondano: voglio stampare questo posto nella mia mente.


    Supero la soglia dell'edificio, sento il suono dei miei passi propagarsi per la stanza... sanno che sono qui. Mi stanno osservando.


    <<Mi chiamo Aiden Urthadar, Lord delle Tempeste, Signore di Castello del Tuono, figlio di Parsival Urthadar e discendente del valoroso Lucian>>. Mi presento con tutti i miei titoli, domandandomi se i Saggi si ricorderanno del primo Urthadar... chissà se hanno mai parlato, in vita, se si sono conosciuti... quante cose da scoprire, quanto poco tempo... <<Umilmente, chiedo udienza. È inutile che tenti di giustificare o nascondere le mie ambizioni a Voi, so che il mio animo Vi rivelerà ogni segreto. Ma, proprio per questo, saprete anche che il mio rispetto per questo luogo e la Vostra autorità è massimo>>. La mia voce rimbomba nella grande stanza. Sono solo, ma ancora per poco. <<Disturbo il Vostro riposo perché ho la necessità di parlare con una persona che la guerra mi impedisce di vedere tramite altri mezzi>>. Rimango in silenzio per qualche istante, potrei fare così tanti nomi, ma adesso me ne serve solo uno.


    <<Dahmer Gray, il boia della Luna>>.
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  9. #59
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Antichi Saggi

    Aiden, ti addentri all’interno della sala dei saggi, l’oscurità e il silenzio quasi innaturale del luogo ti sembrano opprimenti ma al contempo ti rasserenano. Dinanzi a te i tre troni degli antichi saggi, grandi e vuoti riportano quella maestosità che è pari solo agli dei. Ti inginocchi e richiami l’attenzione dei tre, una voce risuona per la sala, è Elanor, colei che dei tre ti è affine per razza «alzate il viso, nobile Urthadar!» attende che tu le rivolga i tuoi occhi per poter scrutare con più intensità all’interno del tuo animo, «sappiamo già il motivo della Vostra visita e abbiamo accolto la richiesta. Mercur è già stato inviato nel territorio dei Reietti, al cospetto del Boia della Luna!» ti indica quindi la porta in legno «avete il permesso per varcare la soglia per la zona neutra ed attendere lì il suo arrivo, nel caso in cui egli deciderà di acconsentire.» gli altri due saggi sono in silenzio, attendono che tu alzi il capo per scrutare anche loro nel tuo animo…

    Puoi attraversare la soglia per la zona neutra, alla tua sinistra…

  10. #60
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Aiden Urthadar

    È l'anziana Elanor, la strega, ad accogliermi. «Alzate il viso, nobile Urthadar!», mi intima, e seguo alla lettera il suo ordine. La guardo in viso, mi tremano le gambe al pensiero che sto fissando gli occhi di chi ha fatto la Storia di Dohaeris. Sono così... vulnerabile, l'Antica ha a disposizione ogni minima informazione sul mio passato, il mio presente, il mio futuro. La mia intera essenza per lei è un nulla, sono una mosca che è venuta a infastidirla per un capriccio. Anche la septa appartiene a un'epoca da tempo finita, eppure con lei non provo questi sentimenti, questo reverenziale timore. Chissà cosa pensano della guerra, i Saggi, chissà se se ne preoccupano, se gli interessa un minimo... È vero, ormai non fanno più parte del nostro mondo, sono stati elevati a un piano d'esistenza più alto, eppure mi riesce difficile immaginarli totalmente indifferenti di fronte al conflitto che affligge il regno, lo stesso regno che hanno contribuito a creare.
    Che domande inutili, Aiden. Questo luogo mi fa male.


    La strega acconsente e mi dà il permesso di accedere alla zona neutra, comunicandomi che il messaggero si trova già sul suolo reietto. Mi limito a sussurrare un umile ringraziamento e supero la soglia della zona neutra.
    Incrocio le braccia, e attendo il bastardo.

    Our wills and fates do so contrary run

 

 
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