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  1. #81
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Passano interminabili minuti mentre in questo breve lasso di tempo che sembra infinito, cerco nella mente le parole adatte per rivolgermi a colui con cui parlerò. Risponderà al richiamo del messaggero? Se non dovesse giungere? Come farò a rintracciarlo?
    Sto per abbassare il viso e fissare la terra davanti a me cercando di pensare ad un’alternativa, quando ecco che dei passi annunciano l’arrivo di qualcuno in questa landa. Dovrebbe essere il mio ospite.
    Lo osservo mentre si richiude il portale dietro le sue possenti spalle, il profilo è il suo, lo riconosco è lui.
    “Con chi ho l’onore di…” si volta verso di me mentre le sue parole gli sfumano dalla bocca, mi osserva, mi scruta, sembra visibilmente sorpreso di trovarmi qui. E’ comprensibile, in fondo solo dopo il nostro primo incontro in cui ho appreso il suo nome, ho scoperto il suo cognome e ho associato la sua figura ma soprattutto i suoi occhi a quelli di Lord Tywin Leithien. Lo osservo a mia volta senza staccare gli occhi da lui, il suo viso, i suoi lineamenti e poi… i suoi occhi chiarissimi simili a limpidi topazi screziati di giada ma anche tanto temibili. Si ricordo bene il suo viso come …il sapore delle sue labbra. Come un riflesso incondizionato dettato da ciò che successe quel giorno scuoto la chioma ancora bagnata come a scacciare quel pensiero mentre alcune gocce sfuggite ai ricci mi cadono sul viso e sul collo scivolando sulla mia pelle, ne avverto la fresca consistenza mentre un brivido mi attraversa…
    - Quel giorno Ryuk Leithien hai voluto giocare con me prendendoti una cosa senza permesso….ebbene non dimentico, questo verrà dopo, ora ho bisogno di chiederti risposte a quesiti più urgenti, lascerò per ultima la mia piccola rivincita personale. -
    Continuo a guardarlo, anche lui ha i capelli ancora bagnati, mi sa che ho disturbato in un momento poco opportuno visto che non piove, le mie gote si imporporano mentre immagini di lui immerso in una vasca mi attraversano la mente. Colpa sicuramente dell’incubo fatto.
    “Vogliate perdonarmi… ma non mi sovviene il vostro nome” avanza verso di me soffermandosi con aria insolente e un sorriso piuttosto ebete stampato in faccia.
    -A cosa stai pensando Ryuk? -
    Le sue parole sembrano gentili, ma non so dire se sia per effettiva gentilezza o se solo per apparenza. Nessun inchino, nessun galateo…questo Leithien ha dei modi di fare davvero grezzi per un esponente del suo rango, ma non importa, non è per la mia appartenenza alla nobiltà che sono qui e la cosa sinceramente mi diverte. Nessun rango nessuna posizione. Visto che lui si è presentato a me la prima volta solo con il nome senza proferire il cognome, possa pensare che magari anche lui come me, non è particolarmente fiero di appartenere a tale famiglia, ma forse mi sbaglio ed è solo una facciata che mostra.
    Faccio un profondo respiro voltandomi anche con il corpo verso di lui tenendomi la statua alle spalle mentre con una mano mi trattengo il braccio disteso sul fianco e, nel mentre le mie labbra pronunciano tali parole schiudendosi in un sorriso piuttosto ironico:
    «Non preoccupatevi Lord la memoria non sempre risponde a ciò che vogliamo sapere …»fisso i miei occhi nei suoi«…ha comunque così importanza per Voi sapere il mio nome? »chiedo con fare sicuro e gentile, probabilmente mi giudicherà una sfacciata visto che sono stata io a chiamarlo qui , però voglio prima fargli un nome, un nome che non è il mio, voglio vedere cosa e se , effettivamente sa ; ciò che sto per chiedergli :
    « Vogliate scusarmi intanto per avervi disturbato, noto che avete i capelli ancora bagnati, deduco che eravate …impegnato. Grazie per aver comunque risposto al Messaggero, ve ne sono grata. »
    Faccio un cenno del capo in segno di riconoscenza prima di continuare:
    « Ebbene…se pronuncio il nome di Lady Rinie Forodhiriel …cosa vi rammenta?»Lo guardo seria, mentre nei miei occhi si dibatte tempesta, una tempesta che cerco di trattenere cosi’ come le emozioni che i ricordi suscitano. Se sa qualcosa questo nome dovrebbe ricordarglielo. Soprattutto il cognome.
    Mia madre era originaria della piana di Talathnim la piana rocciosa nell'estremo nord sulle bianche rive del lago ghiacciato nei pressi di Adamantem, tra i domini Leithien e, la caratteristica principale del casato di mia madre sono i particolari occhi viola, tanto uguali ai miei e, la carnagione ambrata, queste caratteristiche non mentono. Così come anche il potere del vento. Tutti gli appartenenti alla stirpe di mia madre sono dominatori del vento e risiedono in tale zona di Dohaeris.
    Non puoi dirmi che non conosci il casato di mia madre visto che i vostri diamanti provengono dalle catene montuose di quella zona….cosa sai Ryuk Leithien ….eri presente a quel massacro?
    Dimmi che conosci il nome di mia madre!


    Talathnim: Piana/Pianura bianca in elfico
    Ultima modifica di DELTAG; 15th April 2015 alle 16:34

  2. #82
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Sono in presenza di una che crede di sapere il fatto suo, la cosa si preannuncia divertente, quando fanno così è più facile smontarle, soprattutto quando ondeggiano coi fianchi manco fossero delle onde in alto mare, troppo traballare potrebbe farmi venire la nausea, io sono abituato a modi più diretti e meno a girare attorno alle cose. Anche lei ha i capelli bagnati e quando smuove la chioma mi sembra di assistere ad uno di quegli spettacolini del mio bordello preferito, spero solo che sia gratis, visto che non ho denari con me. Partono una serie di moine che gradisco, all’accampamento ci sono troppe frigide, almeno questa pare disponibile, anche se è solo apparenza per il momento… credo, non mi dispiace osservare come si pavoneggia avanti ai miei occhi per smuovermi l’ormone, è così palese che sto a secco? Se qualcuno non me la smolla a breve, credo proprio che dovrò tornare presto in quel bordello che mi piace tanto.
    «Non preoccupatevi Lord la memoria non sempre risponde a ciò che vogliamo sapere…ha comunque così importanza per Voi sapere il mio nome? »
    Sorride ironicamente e risponde alla mia domanda, ma fa un giro di parole ed evita di svelarmeli il nome… ma dai? Ma sei proprio misteriosa allora, vediamo quanto mistero riesci a costruire attorno a te.
    « Vogliate scusarmi intanto per avervi disturbato, noto che avete i capelli ancora bagnati, deduco che eravate …impegnato. Grazie per aver comunque risposto al Messaggero, ve ne sono grata. »
    “Ero solo intento a farmi una nuotata rilassante, totalmente nudo, amo l’acqua fresca che mi scivola sulla pelle… in ogni punto” Continuo ad osservarla come ho fatto sino ad ora, con un sorriso appena accennato a tirarmi un angolo delle labbra, senza mostrare i denti, i quali sarebbero sicuramente un deterrente per una possibile tensione sessuale, sempre se la tizia qui non ha tendenze masochiste. Fa un cenno col capo, come a volermi ringraziare, poi, a giudicare dal cambio di sguardo, mi palesa il motivo dell’incontro.
    « Ebbene…se pronuncio il nome di Lady Rinie Forodhiriel …cosa vi rammenta?»
    “Forodhiriel… mh… vediamo” alzo gli occhi al cielo e cerco di fare mente locale, il cognome non mi è nuovo, mi sarò fatto qualcuna di questa casata sicuramente, vuole vendicarsi di qualche mia malefatta nei confronti di un’amichetta del cuore? La fisso, e se… no, è troppo grande per essere figlia mia e di qualcuna che mi è capitata sotto. Forodhiriel… Forodhiriel, è un cognome del nord, nelle terre di Adamantem c’era un casato con questo nome e sì, è proprio quello di quella donna alla quale l’ho collegata appena vista la prima volta: occhi viola, pelle ambrata… il vento che possiede. Inarco un sopracciglio nel guardala fisso negl’occhi “… forse, ha comunque così importanza per Voi questo nome?” Inclino la testa ed avanzo di un passo verso di lei, mi sembra arrossita. “Non giocate a fare la donna misteriosa con me, con quel nome mi avete svelato chi siete ed è decisamente una cosa controproducente per Voi” Allungo la mano destra verso i suoi capelli con un gesto lento, voglio solo prendere una sua ciocca di capelli e giocarci con le dita per un po’. “Lady Rine ha, come dire, animato una serata tanti anni fa, che senza di lei si sarebbe rivelata piuttosto noiosa. Era una donna veramente affascinante, tanto bella fuori, quanto dentro, oserei dire. Ma ora che ci faccio caso, aveva gli occhi viola proprio come i vostri, i lineamenti, il sorriso, il colore della carnagione, guarda caso anche l’elemento è proprio come il vostro e, sempre guarda caso, quella donna aveva sposato un uomo dai capelli rossi, lo stesso colore ereditato dalla figlia che hanno concepito assieme, proprio come quelli che sto accarezzando in questo istante… non trovate che siano delle coincidenze straordinarie, milady?” Nonostante il ricco contorno, le ho detto cosa si aspettava probabilmente, che conoscevo la madre, che l’ho vista morire e che mi ha persino divertito. “Quindi, tornando alla prima domanda che mi avete posto: no, non ha così importanza che voi mi diciate il mostro nome, Lady Tinnuviel. Ed ora ditemi, oltre a rammentarmi delle interiora di vostra madre sparse per le tovaglie di un banchetto poco fornito, in cosa posso esservi utile?”



  3. #83
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Continuo a sostenere il suo sguardo, ad osservare il suo viso, i suoi occhi sono molto magnetici e io non ho intenzione di chinare il capo dinanzi a lui, ho bisogno di risposte e forse lui è l’unico che potrebbe darmele.
    Ripenso alle sue parole di poco prima quando mi parla della sua attività interrotta per giungere qui in questo luogo, sorrido deviando un po’ l’opinione che avevo di lui… sfrontato, grezzo, lascivo….lussuria ecco cosa vi leggo tra le righe delle sue parole, un peccato che non mi scandalizza, al contrario mi intriga , uno di quei peccati che commetto volentieri se non fosse che le circostanze in cui di solito agisco sono ben diverse. Ma non è il momento di cominciare questo gioco perverso, infatti l’ atmosfera alla mia seguente domanda cambia facendosi più seria.
    “Forodhiriel… mh… vediamo”
    Alza gli occhi al cielo, concentrando la sua attenzione su un qualcosa che probabilmente sta attraversando i sentieri della sua mente. Mi starà prendendo sul serio? Lo spero.
    Mi fissa con quei suoi occhi da rettile che sembrano trafiggere l’anima.
    – Cosa ti passa per la testa? Mi piacerebbe tanto saperlo -
    Certe persone tipo il qui presente, dovrebbero avere almeno un po’ di buon senso evitando di essere arroganti e presuntuose almeno davanti a cose serie tipo questa, senza contare che se ti ho fatto questa domanda e tu ti perdi nei tuoi pensieri mio bel Ryuk, è perché ho il sospetto di conoscere già la risposta e tu stai cercando di capire cosa dirmi al riguardo. I suoi occhi sono sempre posati su di me, nessuna variazione d’espressione, freddi, penetranti se non per un alzata di sopracciglio che contribuisce ad animarli; mi fissa:
    “… forse, ha comunque così importanza per Voi questo nome?” Avanza di un passo verso di me ed inclina la testa di lato, un gesto che trovo piuttosto seducente in un uomo e , oserei dire quasi tenero e comprensivo. Ma le parole tenero e comprensivo potrei associarle ad un tipo come Andreus, non certo al qui presente lord, anche se questo suo modo di fare mi reca un po’ di imbarazzo lo ammetto. Arrossisco e resisto all’impulso di allontanarlo, qui non sono permessi atti di violenza e, se dovessi cercare di tenere le distanze allontanandolo in malo modo, potrei ottenere solo l’effetto contrario invece di quello sperato
    « E’ per questo nome che sono qui…»mormoro abbassando lo sguardo mentre i ricordi tormentano l’anima, ricordi dove il viso di mia madre prende il sopravvento.
    “Non giocate a fare la donna misteriosa con me, con quel nome mi avete svelato chi siete ed è decisamente una cosa controproducente per Voi” Lord Leithien sa il fatto suo, sa di avere la spada dalla parte dell’elsa in questo momento, vuole essere lui a guidare il gioco e, dicendogli quel nome ho svelato le mie carte, ma è quello che volevo. Lui sa qualcosa e io devo sapere cosa. In qualunque modo.
    La sua mano destra si allunga lenta verso i miei capelli rossi ancora bagnati, mi ricorda il gesto che ha fatto Efrem quando mi ha messo a letto dopo l’effetto dell’idromele; mi afferra una ciocca, se la attorciglia attorno alle dita sembra stia giocando. Un approccio piuttosto particolare per un uomo come lui.
    « Dipende dai punti di vista lord Ryuk….e…. se avete intuito chi sono è perché conoscevate anche quella donna.»
    La mia voce riecheggia sicura tra le pareti rocciose di questa landa, rialzo gli occhi fissandoli nei suoi in segno di sfida e, ora so davvero che è lui la persona che potrebbe essermi utile. Un sorriso appena accennato sulle labbra umide si dipinge sul mio viso mentre lui giocherellando prosegue con il suo discorso:
    “Lady Rine ha, come dire, animato una serata tanti anni fa, che senza di lei si sarebbe rivelata piuttosto noiosa. “
    Animato una serata? Di che genere di animazione sta parlando? Mia madre era una persona posata e di buone maniere, non avrebbe mai agito con maleducazione, soprattutto davanti ad ospiti importanti quali erano i Leithien. Queste sue parole mi incuriosiscono, ma ho paura che l’animazione che intenda non faccia presagire nulla di buono. Resto in silenzio mentre il mio animo inizia ad agitarsi.
    “Era una donna veramente affascinante, tanto bella fuori, quanto dentro, oserei dire… “
    Si, mia madre era questo e molto di più. Era desiderata da molti, ma ha accettato senza controbattere un matrimonio combinato che sapeva l’avrebbe resa infelice. L’ha fatto solo per compiacere suo padre sul letto di morte; lei ha chinato il capo e ha fatto una promessa che avrebbe di certo mantenuto, aveva un propensione naturale ha sacrificare la sua vita per gli altri anche a suo rischio e pericolo, mentre mio padre ha solo approfittato di quella triste circostanza per chiederla in moglie e sposarla poco dopo solo per il suo personale profitto diamantifero o meglio…per il profitto di Tywin Leithien…questo è quello che mi è sempre stato detto dal mio parente più prossimo….chi lo sa se lui l’abbia mai davvero amata come avrebbe meritato. Torno al presente concentrando l’attenzione ancora sulla parole di Leithien mentre ricaccio indietro le lacrime amare .
    “Ma ora che ci faccio caso, aveva gli occhi viola proprio come i vostri, i lineamenti, il sorriso, il colore della carnagione, guarda caso anche l’elemento è proprio come il vostro e, sempre guarda caso, quella donna aveva sposato un uomo dai capelli rossi, lo stesso colore ereditato dalla figlia che hanno concepito assieme, proprio come quelli che sto accarezzando in questo istante … non trovate che siano delle coincidenze straordinarie, milady? Quindi, tornando alla prima domanda che mi avete posto: no, non ha così importanza che voi mi diciate il vostro nome, Lady Tinnuviel. Ed ora ditemi, oltre a rammentarmi delle interiora di vostra madre sparse per le tovaglie di un banchetto poco fornito, in cosa posso esservi utile?”
    … rammentarmi delle interiora di vostra madre sparse per le tovaglie di un banchetto poco fornito…
    … rammentarmi delle interiora di vostra madre sparse per le tovaglie…
    …interiora di vostra madre sparse per le tovaglie…

    « Basta … vi prego! »Vorrei urlare, ma tutto ciò che ne esce sono solo parole sussurrate spezzate dal dolore di un cuore che ancora sa provare dei sentimenti. Sono proprio queste sue ultime parole ad inseguirsi e ripetersi come un mantra nella testa e, a scatenare in me un uragano che non avrei mai voluto provare. Alzo la mia mano sinistra, mano che ha tutta l’intenzione di calare sul polso dell’ignobile qui presente per stringerla con forza mentre i mie occhi si fanno di brace. Inchiodo le mie iridi viola alle sue , il viola dei miei occhi si fa più intenso, si incupisce e, spera vi legga dentro tutto il mio disappunto, tutto il mio rancore per queste immonde parole mentre le mia labbra pronunciano una sentenza.
    « Lord Ryuk, è palese che mi state bellamente provocando. Tenete a freno la lingua voi non sapete niente di coloro di cui parlate, state camminando su una linea sottile che separa la razionalità dalla follia! Come potete essere così meschino da ricordarmi una cosa tanto dolorosa descrivendola come un vostro perverso gioco? Mi siete sembrato diverso da tutti quelli della vostra stirpe quando siete entrato qui…diverso rispetto a quello che si dice di voi…ma ora…»
    I miei toni si fanno più accesi mentre i miei occhi si riempiono di rabbia, una rabbia che sfocia in un forte desiderio di rivalsa. Un alito di vento dentro di me sta accumulando una forza pari ad una tempesta che fatico a placare , subito cerco di acquietarmi, i saggi non tollerano comportamenti di questo tipo, non posso biasimarli e se uso i miei poteri qui potrei anche essere incenerita all’istante, mi conviene restare calma per quanto mi sia possibile, benché questa bestia travestita da uomo mi attiri e al contempo mi disgusti.
    -Perdonate i miei pensieri Saggi….guidate la mia mente Dei ed impeditemi di compiere l’irreparabile.-
    Chiudo gli occhi per un istante e faccio una serie di respiri per poi riaprirli.
    -Respira Isyl, rammenta gli insegnamenti placa la tua ira, non è su di lui che devi sfogare la tua rabbia. Hai bisogno di lui se vuoi le tue risposte
    Non appena il mio animo riacquista una parvenza di calma, trovo il coraggio di proseguire, assumendo un tono duro ma piuttosto tranquillo rispetto a prima :
    «Anche le persone più mansuete sanno trasformarsi in tigri fameliche quando le vengono toccate le cose a cui tiene profondamente . Tenetelo bene a mente Ryuk! » Non stacco gli occhi da lui,« Siete solo un folle se pensate che la morte di mia madre sia stata un banale passatempo per allietare nobili viziati come quelli appartenenti al vostro casato!»
    - Zitta Isyl non esagerare come tuo solito -

    « Quando le persone che amiamo ci vengono strappate via così brutalmente e senza un senso logico , ciò che resta di loro oltre al ricordo di una morte assurda che non avrebbe dovuto avvenire, è il desiderio di vendetta che cova nel profondo e si rafforza man mano che il tempo passa e il corpo non è più capace a trattenere la propria furia, possibile che in voi Leithien non vi sia traccia di umanità? Perché Voi volete essere come vostro padre » domando mentre la mia presa si allenta, scosto il viso di lato cercando di sciogliere le sue dita dai miei capelli , non posso guardarlo, non dopo quello che ho sentito dalle sue labbra , ma non è lui che ha ucciso la donna che mi ha dato alla luce, lui domina il vento, lei è stata barbaramente uccisa con il fuoco, non è lui colui o colei che cerco. Le lacrime riemergono dal profondo pizzicando i miei occhi troppo fragili per poterle contenere. Mi ero detta di non versare più lacrime, di non provare più questo dolore, ma mi risulta molto difficile. Non voglio piangere davanti a lui. Cerco di voltarmi muovendo qualche passo all'indietro per poi voltargli la schiena. Soffoco un pianto mentre pronuncio atona ma decisa un nuovo quesito cingendomi le spalle con le braccia abbassando il capo.
    « Io voglio sapere chi è stato ad uccidere mia madre e a smembrare il suo corpo! E soprattutto perché….perchè lei? Avrei dovuto esserci io al suo posto, mi sarei risparmiata tanto dolore »
    Sono parole dettata dalla disperazione lo so bene eppure non posso fare a meno di colpevolizzarmi per quello che le è successo.
    Saprai anche questo Ryuk Leithien?


    - Spero sia tutto ok, se qualcosa non va, provvedo a modificare.
    Ultima modifica di DELTAG; 16th April 2015 alle 15:11

  4. #84
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    A quanto pare, ho urtato la sensibilità di qualcuno ancora una volta. Cattivo bambino Ryuk.
    La ragazza alza la mano sinistra, sembra quasi che voglia darmi un bel ceffone, così volgo istintivamente gli occhi all’alta statua per non perdermi i raggi che saetteranno sul suo esile corpicino, ma niente da fare, con la stessa mano mi afferra il polso e lo stringe, sembra un pulcino bagnato che implora il gatto di non tirargli le penne. I suoi occhi viola si incatenano ai miei e finalmente vedo cadere quel velo di saccenza sbandierato fino a qualche istante fa, forse non gradisce l’immagine che le ho fornito della madre quanto me…
    « Lord Ryuk, è palese che mi state bellamente provocando. Tenete a freno la lingua voi non sapete niente di coloro di cui parlate, state camminando su una linea sottile che separa la razionalità dalla follia! Come potete essere così meschino da ricordarmi una cosa tanto dolorosa descrivendola come un vostro perverso gioco? Mi siete sembrato diverso da tutti quelli della vostra stirpe quando siete entrato qui…diverso rispetto a quello che si dice di voi…ma ora…»
    Ebbene no, non ha gradito, peccato. Mi domando a quale perverso gioco si riferisca, non ho neanche cercato di farmi una collana con quel bell’intestino roseo ed in salute che sbucava fuori dall’ampio squarcio sulla pancia di sua madre, di solito mi diverte farlo, mi sento come in uno di quei paesi tropicali dove per porgere il benvenuto ti piazzano una collana di fiori al collo, io faccio lo stesso dopotutto, arrotolo un paio di giri di budella attorno la testa e do il bevenuto ai commensali o suono loro qualcosa, giusto per goliardia, sono uno col senso dell’umorismo. Sembra che la lady si stia agitando non poco, il respiro è alterato, le pupille dilatate ed oltre a stringere la mano, il tono della sua voce è cambiato, bene… stiamo procedendo bene mia piccola martire.
    «Anche le persone più mansuete sanno trasformarsi in tigri fameliche quando le vengono toccate le cose a cui tiene profondamente .Tenetelo bene a mente Ryuk! Siete solo un folle se pensate che la morte di mia madre sia stata un banale passatempo per allietare nobili viziati come quelli appartenenti al vostro casato!»
    A me ha allietato molto in realtà, mi viene quasi da ridere, ma mi trattengo, sembra che stia per piangere e non devo infierire, voglio approfittarmi della situazione, devo solo rivoltarmela un po’. “Ne sono più che consapevole mia cara, più di quanto immaginiate” Avanti… chi non ha subito un lutto a Dohaeris? Non è una città di santi, siamo un popolo di guerrieri, mercenari, ognuno che bada al soldo che brilla di più ed i damanti di mio padre sono sfavillanti. Dovrei passarmi una mano sulla coscienza per ogni vita sacrificata in nome del casato Leithien? Non me n’è mai importato nulla in passato, figuriamoci ora che li rinnego addirittura, se qualche volta mi sono fatto “bello” armandomi di parole cavalleresche e consolatorie, è stato solo per profitto o per alzare qualche sottana, le fresche orfane sono così bisognose d’affetto, proprio come le madri vedove, avvolte dai quei sottili tessuti neri.
    «…possibile che in voi Leithien non vi sia traccia di umanità? Perché Voi volete essere come vostro padre »
    Dovrei avere qualche sorta di reazione a queste ultime due frasi? Francamente mi scivolano addosso, come fossi un masso abituato ad un torrente in piena, mi sono levigato nel tempo, abituandomi ad essere paragonato a mio Padre e ad essere additato in ogni maniera. Forse per la qui presente dovrei dimostrare qualche sentimento: frustrazione, pentimento, ira… tutte cose che non mi sfiorano neanche l’anticamera del cervello, tutto ciò al quale riesco a pensare ora, è come potermi approfittare di lei in ogni modo mi sia concesso e nessuna delle varie ipotesi esclude un vantaggio o un piacere anche per la stessa. Non aggiungo nulla al suo lungo e logorroico discorso, mi limito a conservare la stessa espressione di sempre, anche quando scioglie i suoi capelli dalle mie dita, per poi voltarsi di spalle e continuare in un discorso che pare non aver mai fine.
    « Io voglio sapere chi è stato ad uccidere mia madre e a smembrare il suo corpo! E soprattutto perché….perchè lei?Avrei dovuto esserci io al suo posto, mi sarei risparmiata tanto dolore »
    Oh… mi piccola figlia dell’estate, mi smuori come un raggio di sole che si appanna in una tormenta di neve, avrai anche origini del nord, ma il tuo cuore è melassa. Quando mi rendo conto che sta riprendendo fiato, decido che è il momento di iniziare a plasmare la mia dolce statua di creta morbida e di darle forma tra le mie mani ruvide, ma sapienti. Mi avvicino con passo leggero e mi pongo alle sue spalle con meno di un metro di distanza, le vibrazioni dell’elemento che ci accomuna scalciano in questo angusto spazio che ci separa, un sensazione che sono certo percorre la pelle della sua schiena come quella del mio petto, bacino e cosce. “Sono consapevole di avervi arrecato turbamento, ma è stata solo una vile prova alla quale vi ho sottoposto, per osservare la vostra reazione alle parole di un Leithien, il quale voi reputate io sia. La realtà dei fatti è che ho ripudiato in cuor mio il casato che mi ha dato i natali ed è per tale motivo che mi sono schierato contro il mio stesso Padre in questa terribile guerra. Io e Voi milady, anche se parteggiamo per due fazioni avversarie, abbiamo un obiettivo comune: quello di annientare i Leithien e tra loro si cela l’assassino di vostra madre.” Mi avvicino di un altro passo e le poggio entrambe le mani sulle braccia, la presa è forte, le mani calde, ma non per farle del male, piuttosto per aiutarla a distendersi “Ora che ho capito le vostre intenzioni, sono certo che troveremo un punto d’incontro, una collaborazione tra noi che, sono certo, arrecherà ad entrambi soddisfazione e …” Modulo la voce abbassandola di un tono mentre avvicino la bocca all'orecchio, ma senza sfiorarlo, al contrario della mani che iniziano la loro ascesa verso le spalle con fare lento “…piacere.” L’aria calda del fiato è mirato ad accarezzarle il collo, mentre continuo a parlare “Conosco chi ha tolto la vita a vostra madre ed il motivo scatenante è da imputare a vostro Padre, come monito di cosa sarebbe potuto accadere a lui stesso, nel caso avesse sbagliato ancora nel gestire gli affari legati ai diamanti.” Stringo un po’ la presa alle sue spalle, senza arrecarle dolore “La vendetta arriverà per entrambi, ma voglio essere certo di potermi fidare di te… qualunque sia il tuo nome, qualunque sia il tuo casato”

  5. #85
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Keyra
    Isyl Tinnuviel



    Sono ancora di spalle, immersa nel mare dei miei pensieri e in balia dei miei tormenti, mentre alcune silenziose lacrime sfuggono ai miei occhi rigandomi il viso.
    So benissimo che siamo nel pieno di una guerra su più fronti;
    so benissimo che le persone muoiono ogni giorno, ogni ora per questo assurdo conflitto;
    ma se c’è una cosa che non ho mai tollerato è la libertà che qualche casato potente si prende , provando piacere sacrificando vite solo per i loro sporchi profitti. Perché la gente deve uccidere per imporre il potere? Perché deve esserci così tanta cattiveria? Sono pensieri utopici ne sono consapevole, il mio cuore è sempre stato troppo tenero ma devo imparare ad essere più forte altrimenti non sopravvivrò molto perseguendo ciò che voglio.
    Dietro di me sento dei passi che nonostante la mole del Leithien mi giungono leggeri. E poi c’è dell’altro….non so quanto sia la distanza tra me e lui, non posso vederlo, ma …posso sentirlo.
    Un piacevole calore mi accarezza la schiena, ma non è un suo tocco …no… sembra la carezza di una piuma, sento che la parvenza di realtà che mi sta attorno in questo mondo surreale quasi si annulla vorticando su se stessa per poi scemare, lasciando spazio a sensazioni che nascono dal profondo….probabilmente è l’affinità del nostro elemento a procurarmi queste vibranti emozioni. Il mio respiro si fa più profondo nonostante la contrarietà che provo per quest’uomo, il mio cuore è agitato, lo sento agitarsi fortemente nel petto…non avvicinarti ti prego….potresti sentirlo…nella mia mente passano pensieri che mai avrei pensato di avere su quest’uomo insolente quanto meschino. Come un riflesso incondizionato dischiudo le labbra mentre il mio sangue ribolle, come calde fiaccole che bruciano sotto la pelle….attrazione, passione , ecco cosa si anima in me , solo due persone riescono a farmi provare queste sensazioni instabili nonostante non vi sia mai stato niente, il qui presente Ryuk ed Efrem.
    “Sono consapevole di avervi arrecato turbamento, ma è stata solo una vile prova alla quale vi ho sottoposto, per osservare la vostra reazione alle parole di un Leithien, il quale voi reputate io sia. “
    Vista la propensione al sadismo ostentata , apprezzando la morte di una donna innocente be, credo che la subdolezza sia una prerogativa primaria di ogni Leithien, nessuno escluso o forse voi siete diverso?
    No non credo.
    “La realtà dei fatti è che ho ripudiato in cuor mio il casato che mi ha dato i natali ed è per tale motivo che mi sono schierato contro il mio stesso Padre in questa terribile guerra.
    A queste parole ascolto con più attenzione, cercando di ignorare le emozioni che mi stanno attraversando. Sarà la verità quello che mi sta dicendo? Oppure una mera chimera atta ad incantare?
    “Io e Voi milady, anche se parteggiamo per due fazioni avversarie, abbiamo un obiettivo comune: quello di annientare i Leithien e tra loro si cela l’assassino di vostra madre.”
    Un Leithien, l’assassino di mia madre si nasconde tra le loro file. Dimmi il nome dannazione, dimmi chi è così che possa subito trafiggere il suo cuore con il mio stiletto!
    Faccio per voltarmi per rispondere a questa ennesima bassezza, ovvero dirmi che conosce chi ha assassinato mia madre senza però pronunciarne il nome , quando avverto la sensazione di calore sulla schiena farsi sempre più forte più vicina….e poco dopo due mani calde calano sulle mie braccia con forza senza farmi male. Sussulto e mi irrigidisco.
    “Ora che ho capito le vostre intenzioni, sono certo che troveremo un punto d’incontro, una collaborazione tra noi che, sono certo, arrecherà ad entrambi soddisfazione e …” la sua voce si fa più calma, più pacata più seducente rispetto a prima, giungendo chiara e morbida al mio orecchio mentre le sue mani scivolano verso le mie spalle nude,“…piacere.”
    Mi rilasso un poco senza scompormi mentre un sorriso contrariato che lui non può vedere dalla sua posizione prende forma sul mio viso. Cerchi di sedurmi mio bel Ryuk? Dovrai fare di più se il tuo intento è questo…il mio corpo risponde a questo seducente richiamo sporgendosi un po’ all’indietro per cercare un contatto , ma la mia mente si rifiuta di cedere a colui che in qualche modo appartiene al casato di cui io mi voglio vendicare. Il suo caldo respiro contribuisce a rilassare un poco i muscoli contratti del mio collo come se fosse sole in un giorno umido e freddo mentre mi giungono nuovamente sue parole:
    Conosco chi ha tolto la vita a vostra madre ed il motivo scatenante è da imputare a vostro Padre, come monito di cosa sarebbe potuto accadere a lui stesso, nel caso avesse sbagliato ancora nel gestire gli affari legati ai diamanti.”
    Parole brucianti , parole che fanno male e che rimbombano nel petto nonostante nascondano una sorta di speranza per ciò che cerco…che feriscono più di un taglio nel sale, uno sbaglio, solo un maledettissimo sbaglio nel commerciare diamanti , solo pezzi di pietra lucenti e preziosi la quale possiedono troppo valore…di che affare si sarà trattato per uccidere una donna innocente in modo tanto plateale? Chi ha i diamanti ha in pugno il regno diceva mia madre…ed è lei che ha pagato con la vita quei diamanti e le azioni di mio padre, ma sarà davvero questa la verità? Devo parlare anche con lui, lasciar cadere il mio orgoglio e parlare con lui, anche se….non vorrei….ma devo sapere se ciò che questo ragazzo mi sta dicendo è la verità. Esseri infidi e diabolici i Leithien, non posso fidarmi di loro ad occhi chiusi. A dare enfasi al momento si aggiunge anche la sua presa, la sento più forte più salda, il discorso sta progredendo ad un altro livello, un livello piuttosto rischioso a giudicare dal come il qui presente si è espresso.
    “La vendetta arriverà per entrambi, ma voglio essere certo di potermi fidare di te… qualunque sia il tuo nome, qualunque sia il tuo casato”
    Prende confidenza. Mi parla di una vendetta che bramiamo entrambe, cosa per’altro vera, ma vuole anche certezze al fatto che la sua fiducia sia ben riposta indipendentemente da chi io sia…anche se tanto già conosce il mio casato, eppure sembra con questa richiesta che voglia il mio aiuto per qualcosa. Io invece voglio l’assassino di mia madre, voglio la mia vendetta, ma per averla devo davvero scendere a compromessi con questo essere altamente pericoloso quanto mutevole? Purtroppo al momento è l’unico che potrebbe aiutarmi e potrei prendere in considerazione la cosa , in fondo porterebbe vantaggio anche a me avere come alleato uno come Ryuk Leithien, ma di lui non mi posso fidare. Ho bisogno di chiarimenti.
    « Un Leithien che vuole eliminare un altro Leithien…insolita come cosa… siete voi le prime menti ingannatrici di Dohaeris…perché eliminarvi a vicenda ? » dico con voce vellutata e suadente con l’intento di fare il suo gioco, rammentando anche le parole e la reazione di Efrem su Andreus parlando di questo individuo .« A che scopo? Perché vuoi questo? »
    Chiedo cercando di allentare la sua presa sulle mie spalle per poi girarmi trovandomi faccia a faccia con lui a poca distanza dal suo corpo. Un corpo che mi attira certo, ma in questo momento mi sento proprio come una ragazza da bordello in cerca della sua preda, ma se voglio ottenere qualcosa da lui di più concreto devo usare le sue stesse armi. Armi che non avrei voluto usare.
    Vista la vicinanza alzo le braccia lentamente con l’intento di posarle sulle sue spalle quasi fossero una carezza avvicinandomi piano, una danza sensuale atta a provocare, azzerando per quanto mi sia possibile la vicinanza , voglio fissare le sue iridi di topazio con aria di sfida senza indugio , con malcelato odio per ciò a cui lui è stato spettatore, per quello che la sua famiglia ha fatto alla mia, anche se di fatto mi ha riferito che lui ha rinnegato la sua casata…ma ai tempi di quel massacro lui era li e, ha banchettato con i suoi cari davanti al corpo straziato di mia madre. Accetterà questo sottile e provocatorio tormento mentre gli mormoro sensuale a fior di labbra queste parole?
    « Se dovessi accettare la tua proposta e dico se…cosa intendi con la questione e ripeto le tue parole – voglio essere certo di potermi fidare di te - ? Cosa ti aspetti in cambio? Un Leithien non credo faccia mai nulla per nulla …no? Non siete famosi per la vostra lealtà….visto che… » mi interrompo mentre un magone mi prende ma non deve trasparire dalla mia voce «…che basta un niente per finire scottati dal vostro fuoco o.. distrutti dal vostro vento e …non ci tengo, non ancora. In fondo anche io vorrei avere delle garanzie se decido di…diciamo…allearmi con voi no? Dammi un nome…il nome della persona che ha trucidato mia madre…. »
    Vi odio, odio il vostro casato, ma è dannatamente frustrante sapere che siete anche l’unico oltre a mio padre che può darmi risposte.
    Odio il bisogno che ho di Ryuk Leithien in questa faccenda, ma devo sorvolare.
    Inclino la testa di lato scostandomi un poco da lui, voglio vedere il suo viso, i suoi occhi , sentire il suo desiderio crescere dettato dalla vicinanza dei nostri corpi che entrano in risonanza, non è solo il nostro elemento ad accomunarci..non sono poi così sprovveduta caro Leithien, anche io conosco le tue armi e io stessa, le ho usate diverse volte per carpire informazioni. Avanti parla.
    Dammi una prova sul perché e il per come dovrei fidarmi di te, è un rischio lo so bene, visto che a rischiare sarei solo io.
    Lui non ha bisogno di me, ma sono io ad aver bisogno di lui…ed è questo che fa più male…
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  6. #86
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra


    Il gioco che vuole condurre è chiaro, provocarmi e puntare ai miei ormoni per farmi sbottonare, ci riuscirà ma in senso letterale non di certo metaforico, le informazioni che le servono le sputo quando mi conviene e non ci certo per un bel sedere.
    « Un Leithien che vuole eliminare un altro Leithien…insolita come cosa… siete voi le prime menti ingannatrici di Dohaeris…perché eliminarvi a vicenda ? A che scopo? Perché vuoi questo? »
    Sciocca ragazza, da che mondo è mondo i Leithien non sono animali da branco, siamo tutti cani sciolti che si mordono a vicenda e chi vince mangia l’altro, mi sorprende che voglia vendetta e non conosca effettivamente con chi abbia a che fare, le informazioni sono di vitale importanza ed in questo caso sono la sua unica possibilità nella sua piccola testolina bacata. “Sarebbe insolito il contrario, dalle origini del casato Leithien gli esponenti che lo compongono si pugnalano alle spalle a vicenda per avere la meglio, domina la legge del più forte. I deboli devono perire, perché sono nient’altro che un intralcio: madri che sopprimono i propri figli, nipoti che uccidono le proprie nonne, fratelli che si sgominano a vicenda, mi sorprende che tu non ne sappia nulla” La ragazza si volta poi verso di me e sostiene lo sguardo, mi punta e mi trasmette odio e desiderio, entrambi percepibili senza la necessità di chissà quali deduzioni. Ricambia il mio gesto poggiando anche lei le proprie mani sulla mie spalle in una carezza, per poi avvicinarsi al mio corpo fino a compattarlo. La sensazione di calore è immediata, il sangue che ribolle, defluisce verso il basso in un unico punto, ma per quanto io sia avvezzo a ragionare più con la testa di sotto, piuttosto che con quella attaccata alle spalle, non è di certo questo il momento in cui le lascerò prendere le redini della situazione, anche perché è un po’ comico questo suo atteggiarsi a donna fatale. In condizioni diverse avrei messo in atto alla lettera i consigli della Septa, una buona piegatura a novanta gradi con una giusta costrizione ed il gioco è fatto, con o senza la sua collaborazione poco mi sarebbe importato, ma qualcosa mi suggerisce che i saggi non gradirebbero la violenza del gesto. Mi limito dunque ad assecondare i suoi movimenti, le mie mani scivolano lungo i suoi fianchi e tiro verso di me delicatamente in modo che possa saggiare lei stessa l’effetto della vicinanza con il rigonfiamento, più che tangibile dei miei calzoni. “Hai mai sentito il detto: Un Leithien non si diventa? Se non nasci con questo cognome muori, è cosa risaputa, tutte le mogli e mariti di un sangue Leithien sono periti, così come coloro che non possiedono una natura affine al vento ed al fuoco, la maggior parte per mano di parenti. Quel che desidero non è nulla di anomalo in fondo, desidero solo… farli fuori tutti.” I miei occhi calano sulle sue labbra e ne seguo i contorni, mentre in un gesto istintivo mordo le mie “Il perché, se permetti, me lo tengo per me, ti basti sapere che, con o senza il tuo aiuto, li ucciderò tutti uno ad uno, non vorresti toglierti la soddisfazione ti tagliare la gola personalmente all’assassino di tua madre? Non credo che riusciresti da sola nell’intento, a quanto pare sei a digiuno di molte nozioni utili. Ora capisci, mia cara?” Il vigore si fa ormai pulsante, alzo gli occhi verso la statua cosciente del fatto che i saggi non possono punirmi per nulla, non sto usando violenza nei confronti della ragazza, piuttosto sto cercando di indurla col ragionamento e coi sensi dalla mia parte.
    « Se dovessi accettare la tua proposta e dico se…cosa intendi con la questione e ripeto le tue parole – voglio essere certo di potermi fidare di te - ? Cosa ti aspetti in cambio? Un Leithien non credo faccia mai nulla per nulla …no?Non siete famosi per la vostra lealtà….visto che basta un niente per finire scottati dal vostro fuoco o.. distrutti dal vostro vento e …non ci tengo, non ancora. In fondo anche io vorrei avere delle garanzie se decido di…diciamo…allearmi con voi no? Dammi un nome…il nome della persona che ha trucidato mia madre…. »
    Le rivolgo nuovamente tutte le mie attenzioni, i miei occhi famelici parlano di ciò che bramo esplicitamente, ma accompagno con le parole ciò che dovrebbe essere già ben chiaro “Sono tempi duri… questi per un uomo come me, le reiette non sono comprensive come certamente lo sei tu, tutta questa tensione accumulata da quando la guerra è iniziata… i nervi tesi, la testa perennemente travagliata da preoccupazioni di ogni genere e non avere la possibilità di concedersi un momento di svago, se così vogliamo chiamarlo, un mero momento di felicità che mi faccia sentire ancora un uomo e non solo un soldato che brandisce uno strumento di morte. Dimmi… non hai anche tu la necessità di lasciarti andare ai sensi? Niente ragione, niente morte, niente armi… solo due corpi che si uniscono e che si compiacciono a vicenda. Hai chi può offrirti questo da Targaryus? Hai chi comprende questa necessità, che sono sicuro, ci accomuna?” Pronuncio ogni parola con tono basso e lascivo, mentre inclino la testa e l’avvicino alla sua, quando però mi ritrovo a distanza minima mi trattengo e mi allontano da lei, facendo qualche passo indietro e poggiandomi al muro. Incrocio le braccia e continuo a guardarla, mentre ciò che preme nei pantaloni è sempre più evidente. “Voglio fidarmi di te… sono certo che non mi deluderai, perché nel caso tu lo faccia, non assicuro che collaborerò tanto volentieri con i tuoi progetti di vendetta, perché vedi… io avrò lo stesso le loro teste su di una picca, in un modo o nell’altro, ma tu… come farai? Lasciarti andare per un lasso di tempo incalcolato, dopotutto, non è un grande sacrificio da parte tua, non è vero?”

  7. #87
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Keyra
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    Le sue parole rimbombano come eco nella mia testa, mentre le emozioni contrastanti spingono per prendere il sopravvento l’una sull’altra ; passione, desiderio, odio, ira; mi destreggio tra testa cuore istinto ragione e, cerco di cogliere ogni sfumatura di ciò che mi sta dicendo… la cosa che più mi sconvolge è che sembra sincero. Mi narra quale sia la reale condizione del casato Leithien e, le sue parole mi giungono chiare,forti, mi scuotono nel profondo donandomi quasi un senso di smarrimento e, solo ora capisco perché ogni volta che un Leithien arrivava a casa nostra mio padre ne aveva premura, voleva che tutto fosse sempre perfetto, dai fiori all’entrata, alle tovaglie del banchetto, così come la biancheria nei bagni, persino la servitù doveva mostrare il suo falso sorriso migliore, il piccolo esercito di mio padre doveva restare schierato e non intromettersi nei discorsi o in quello che succedeva, nessuno doveva lasciare la sua postazione di guardia per nessun motivo… chi lo sa se mio padre dava questi ordini per proteggere le persone alle sue dipendenze o solo per proteggere se stesso dai Leithien ..non gli e l’ho mai chiesto, tale era la mia contrarietà verso di lui e i suoi commerci… sono stata solo una sciocca a non informarmi prima sul mio nemico, davo per scontato il fatto che fosse comunque da considerarsi una famiglia, ma in realtà non vi è nulla che li leghi solo un cognome e la brama di potere…. mi sono sempre rifiutata di far parte della Dohaeris nobile e questo mio rifiuto della condizione e degli obblighi in cui sono nata non mi ha giovato molto e, oggi mi sarebbe tornato utile. Non sapevo di questa faida interna, sapevo che erano persone assetate di sangue e di potere, ma non sapevo che vivessero per uccidersi a vicenda, tutti contro tutti, vivi e uccidi oppure perisci come una preda senza valore e muori…ecco la vera faccia dei Leithien, ecco cosa sono… bestie a briglia sciolta che non hanno rispetto, non hanno remore nel commettere le più oscene atrocità…barbari che vivono per ingannare senza rispetto per niente e per nessuno. Sanno di avere in mano il potere, hanno i diamanti e, sono proprio queste pietre maledette a corrompere il loro animo con il loro diabolico luccichio…io direi, togliamogli i diamanti e vediamo se abbassano la cresta da pavoni che si ritrovano, ma non credo sarà facile. Ricordo che anche negli occhi di mio padre era sempre presente una luce, una luce che sfavillava al pari delle stelle che adornavano il cobalto cielo di Solumquae , una luce che sfociava a tratti nella follia, ma non era la luce del suo spirito ad illuminare …no…era solo la luce del suo animo corrotto.
    Resto in silenzio, mentre le mie braccia cingono ancora le sue spalle e resto in ascolto in questo istante solo dei sensi , ciò che il vento che mi vortica dentro mi comunica incatenandosi al suo. Il mio corpo è premuto contro di lui, posso sentirne il pulsante desiderio all’altezza del bacino, così come il suo respiro, posso percepire la sua voglia crescere quasi fosse un tango appassionato, un tango fatto di pulsioni ed istinti, gli stessi che si stanno agitando dentro di me, poco spazio resta all’immaginazione, consapevole che la vicinanza ha un certo effetto…un effetto che apprezzo indipendentemente dal fatto che lui sia o meno uno sporco Leithien.

    Mi guarda, un silenzioso scambio di sguardi , sguardi attraversati dalla lussuria , le sue mani scivolano lente sui miei fianchi mentre mi tira delicatamente a se…il contatto con il rigonfiamento nei suoi pantaloni è più che chiaro.
    Invischiata in questo fatale gioco, nuovamente ascolto questa volta la sua voce e cerco di non cedere alla passione, mentre altre parole fluiscono dalle sue labbra. Mi dice che nella loro famiglia c’è un detto : Leithien non si diventa, un detto che conosco perché simile alla legge che da decenni vige nella mia famiglia; l’elemento originario dei Tinnuviel è Terra , se non possiedi tale elemento non conti nulla nella linea di successione, la sola cosa che ci distingue dai Leithien è che da noi i famigliari non si pugnalano a vicenda e che non devi essere per forza nato sotto l’elemento favorevole per entrare a far parte della famiglia, è solamente una questione di ereditarietà dei titoli e di quel po’ di potere che possediamo.
    Fisso i suoi occhi mentre mi esprime il suo intento di eliminare tutti coloro che portano il suo stesso cognome e ciò che vi leggo dentro è sete del suo stesso sangue . Deve essere successo qualcosa per aver accumulato tanto odio quanto sia il valore dei diamanti che il suo casato possiede, mi piacerebbe saperne di più, ma non credo sia ben disposto a parlarne. Noto i suoi occhi fuggire i miei, scendere con lo sguardo ad indugiare verso le mie labbra mentre di riflesso si morde le sue, un gesto carico di desiderio che mi provoca un brivido lungo la schiena e fa vibrare ogni fibra del mio corpo mentre dischiudo le mie; sospese nell’attimo in cui attendo un suo rubato bacio, continua però il suo discorso rifiutandosi di dirmi i motivi per cui vuole le teste del suo stesso sangue su delle picche per poi rimarcare il mio desiderio di vendetta mentre il suo vigore si fa più pulsante, involontariamente a queste sue parole stringo la presa sulle sue spalle e sento la brama di vendetta crescere in me, forte e pulsante, pregustando il momento in cui toglierò io stessa la vita a colui o colei che hanno osato tale scempio, cercando di non esternare però nulla più del dovuto, i saggi potrebbero punirmi e sono stata diverse volte sull’orlo di scatenare la mia rabbia su questo Leithien presente. Sarò egoista ma fino a quando non avrò compiuto la mia vendetta, non sarò mai in pace e la cosa strana è che l’unica persona che potrebbe darmela è proprio colui che mi sta di fronte, il mio nemico. I miei occhi sono ancora su di lui , lui che contraccambia la mia attenzione, incrocio il suo famelico sguardo:
    “Sono tempi duri… questi per un uomo come me, le reiette non sono comprensive come certamente lo sei tu, tutta questa tensione accumulata da quando la guerra è iniziata… i nervi tesi, la testa perennemente travagliata da preoccupazioni di ogni genere e non avere la possibilità di concedersi un momento di svago, se così vogliamo chiamarlo, un mero momento di felicità che mi faccia sentire ancora un uomo e non solo un soldato che brandisce uno strumento di morte. Dimmi… non hai anche tu la necessità di lasciarti andare ai sensi? Niente ragione, niente morte, niente armi… solo due corpi che si uniscono e che si compiacciono a vicenda. Hai chi può offrirti questo da Targaryus? Hai chi comprende questa necessità, che sono sicuro, ci accomuna?”
    Il suo tono è basso, pacato, lascivo , troppo per restare insensibile al richiamo della carne.
    Inclina la testa di lato avvicinandosi pericolosamente alla mia bocca. Ecco cosa vuole in cambio per la mia alleanza, ecco il debito che dovrò pagare; improvvisamente dandomi l’illusione di un suo bacio , scioglie la mia presa, si scosta da me retrocedendo di qualche passo poggiandosi al vicino muro mentre incrocia le braccia al petto continuando a guardarmi, il mio occhio cade involontariamente li, all’altezza del cavallo dei suoi pantaloni che mi appaiono un po’ più tirati del dovuto:
    ” Voglio fidarmi di te… sono certo che non mi deluderai, perché nel caso tu lo faccia, non assicuro che collaborerò tanto volentieri con i tuoi progetti di vendetta, perché vedi… io avrò lo stesso le loro teste su di una picca, in un modo o nell’altro, ma tu… come farai? Lasciarti andare per un lasso di tempo incalcolato, dopotutto, non è un grande sacrificio da parte tua, non è vero?”
    Mi guarda con quei suoi occhi che tanto odio ma che tanto mi attirano, che magnetismo hai Leithien? Un sorriso ironico si forma sul mio viso.
    Mi avvicino a lui lenta ponderando ogni mio movimento, senza dire niente, non nego che questo suo allontanamento un po’ mi indispone ma capisco bene il suo ragionamento e devo dire che non fa una piega.
    - Hai calcolato tutto. -
    Raggiungo la distanza minima di avvicinamento che il suo corpo poggiato e le sue braccia incrociate mi permettono, sono in piedi davanti a lui, alzo le mie braccia prima ricadute lungo i fianchi e, poggio entrambe i miei palmi sulla nuda e ruvida roccia dietro di lui ai lati e all’altezza del suo viso. Lo guardo fissa mentre è il mio turno di parlare e lo faccio con tono serio e deciso, ma dai miei occhi traspare una luce insolita, desideri assopiti che fremono per uscire:
    « Lascia fuori Targaryus e i ribelli da questa faccenda, è un questione privata tra Tinnuviel e Leithien, non dimenticarlo. »
    Scosto quindi la mia mano destra con l’intento di farla scivolare col dorso sul suo viso , come una carezza, intercettando una ciocca ribelle sfuggita dai suoi capelli legati, se non allontanerà il mio palmo prenderò la ciocca e gli e la porterò dietro l’orecchio in corrispondenza della mia mano, per poi far scivolare pollice ed indice sotto al suo mento con l’intenzione di sollevarlo cercando dapprima i suoi occhi…
    « Sai cosa ti dico? Che anche io come te , se ciò che mi hai detto corrisponde a verità, ho rinnegato il mio casato, come il mio rango e il mio nome… » contino a fissarlo«…ciò che avevo di più caro me lo avete portato via voi, avete corrotto l’animo di mio padre con i vostri diamanti e, avete trucidato colei che mi ha dato alla luce…avete rovinato la mia famiglia ; vi temo certo ma non per questo mi tirerò indietro… » il mio tono e greve ma la voglia che ho di schiaffeggiarlo è diversamente proporzionale al mio desiderio, desiderio che ha contribuito a fomentare ; non accenno a Thalion, non vorrei che magari il tutto si riversasse anche su di lui, già io gli ho fatto del male andandomene via così con quelle parole non voglio infierire;«…io non ho più nulla da perdere se non la vita , ho tutto da guadagnare da questa assurda alleanza, il prezzo che mi proponi non è troppo alto da pagare e, morire per mano di Targaryus, di questa guerra oppure…» alzo il tono mentre i miei occhi si fanno di brace: «…morire per mano di un Leithien rincorrendo la mia vendetta be, capisci che per me non fa differenza ma se permetti, preferisco morire per mano vostra in quanto vorrebbe dire che ho compiuto la mia vendetta o almeno ho tentato… »
    Se tutto andrà come previsto, cercherò le sue labbra rilasciando su di esse dapprima il soffio del mio caldo respiro prima di pretenderle e , in tono bramoso rotto solo dalla voglia del contatto gli dirò:
    « Giunta a questi punti di solito sono sempre indecisa se sottrarmi alla passione o abbandonarmi ad essa…oggi credo che seguirò la seconda… »
    Detto questo poserò le mie labbra morbide velate di rossetto sulle sue , ciò che ne scaturirà da parte mia, sarà un bacio caldo e rovente dal sapore piuttosto piccante….un bacio che amo particolarmente e che cerco , ma che da un po’ di tempo non condivido con un uomo…cosa farai ora Ryuk?
    A te la mossa, io ho iniziato il mio gioco…
    Ultima modifica di DELTAG; 20th April 2015 alle 19:10

  8. #88
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra



    La ragazza da prima mi osserva, sembra interessata più che disgustata come fanno solitamente le ragazzette in questi casi, non è facile trovare donne lascive che apprezzino quando un uomo si dimostra pronto a prenderle. Incrocia le braccia al petto mentre mi ritrovo con la schiena al muro e continua nella propria orazione che ascolto a tratti, perché troppo concentrato a pensare ad altro. Troppe moine, troppe parole che francamente non m’interessano, il succo del tutto si riduce ad una frase: vuole vendetta, perché le hanno ucciso mammina e ritiene “noi” Leithien i responsabili. Non sa quanto si sbaglia, ma visto che siamo in gioco, continuiamo con queste provocazioni reciproche gratuite. I pantaloni prendono quasi vita spontaneamente, mentre si avvicina con passo felpato e poggia le mani al muro dietro di me, all’altezza del mio viso, mi guarda, mi studia e continua a parlare, ma arrivato a questo punto, le mie orecchie non sentono più niente. Colgo un gesto da parte sua, ha capito le mie intenzioni e sembra del tutto intenzionata a procedere allo scambio che le ho chiesto: il suo corpo per le informazioni. Ancora osservo le sue labbra, sono sporche di rossetto, non apprezzo particolarmente questo tipo di trucco, altera il sapore delle labbra, si confonde alla saliva ed è pastoso, per fortuna ne ha poco. Si avvicina maggiormente e azzera le distanze, mi bacia, si lascia andare all’impeto ed al fuoco, un bacio che non pare affatto sforzato o rubato, ma decisamente cercato. Mi lascio andare dal trasporto che solo un contatto fisico del genere sa trasmettermi, lo considero più intimo dell’unione carnale, sarà perché in passato non baciavo le meretrici con le quali avevo a che fare, le possedevo senza alcun gesto o contatto che potesse trasmettere emozioni che andassero al di là delle vibrazioni del corpo, il bacio per me era altro, ma quei tempi sono andati e per me non ha più alcun valore. La mano destra scivola sulla sua, quella con la quale mi ha sollevato il mento e l’afferro con decisione senza imprimere forza, per poi portargliela dietro la sua schiena e bloccarla senza farle del male.

    “Sei proprio pronta a tutto…” ancora una carezza lungo la schiena “…sai, tu dai la colpa ai Leithien della morte di tua madre, quando tuo padre si è venduto a noi, proprio come stai facendo tu in questo istante con me, non siete poi così diversi tu e tuo padre” le mani si ancorano saldamente ai suoi fianchi nell’illusione che stia pronto per farla mia “Hai detto che questa è una questione tra Tinnuviel e Leithien, ma entrambi abbiamo rinnegato i nostri casati, quindi tu non sei una Tiunnviel ed io non sono un Leithien, tra noi, quindi, non c’è nessuna questione!” La lascio così come si trova e mi allontano, mentre ricopro il mio “amico più caro”, tirando su i calzoni. “Io e te ci saremmo potuti divertire, ma non oggi, non in questo modo. Ti dirò il nome della persona che cerchi, anche se ci saresti potuta arrivare tranquillamente da sola, senza svenderti in questo modo. Dimmi… quanti anni fa è successo? Rinfrescami la memoria!” Resto fermo con le braccia incrociate, la virilità ancora in agitazione, ma rinchiusa nuovamente nei pantaloni ed attendo una sua reazione

    *azioni su keyra con consenso di Deltag

  9. #89
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra

    Per chi voglia leggere faccio una precisazione. E' un post piuttosto ambiguo e a tratti potrebbe risultare non chiaro in caso correggo se non capite qualcosa.
    in marrone è la voce di Isyl che parla
    in arancio è la voce di Keyra


    Keyra
    Isyl Tinnuviel


    Le mie labbra calano sulle sue mentre una incontenibile voglia mi prende.
    Lo voglio. Qui ed ora.
    Voglio le sue labbra sulle mie, voglio abbandonarmi alle pulsioni più profonde senza remora alcuna, ma incontro la resistenza della mia me razionale che mi impone di fermarmi, di smetterla di non andare oltre.

    -Fermati Keyra!- Una voce mi chiama dal profondo, ma io non voglio ascoltarla.

    Un brivido di passione scatenato dalle sue labbra perfette nella loro imperfezione sulle mie… ardore trascinato dall’istinto, un istinto primordiale che non mi è proprio , un istinto che mi coglie offuscando la ragione, offuscando la morale, lasciando spazio solo ai sensi, sensi che lambiscono il mio corpo scosso da brividi di desiderio, amo la passione certo , amo il rischio, ma ciò che mi sta accadendo è un qualcosa che va al dì la della mia stessa ragione, delle mie stesse emozioni. Sarà l’assonanza del vento che mi percorre e che cerca il suo, questa affinità elementare che mi scorre dentro le vene bruciando come fuoco, una tempesta di emozioni che si mescola all’adrenalina e che non riesco ad ignorare benché io sappia che quello che sto facendo è completamente sbagliato. Completamente inopportuno.

    - Smettila Keyra ti stai perdendo nelle tue stesse emozioni –
    - Non importa …io voglio cedere-

    Un desiderio di tacite carezze, desiderio di sentirmi viva, di sentirmi libera da ogni freno inibitore.
    Perché Dei proprio con lui, questo per me sconosciuto se non nel nome e nella figura che rappresenta, perché proprio con lui devo provare questo odio e questa attrazione che non riesco a contenere?
    Le mie labbra percorrono avide le sue e non vorrebbero abbandonare la loro morbida e lussuriosa consistenza, poi un gesto improvviso, la sua mano destra scivola sulla mia ancora protesa sotto al suo mento, l’afferra con decisione senza farmi male mentre l’accompagna lungo la mia schiena costringendomi ad un contatto più profondo con la totalità del suo corpo bloccandomela.




    Per un attimo immagini rievocate dalla mia ragione si confondono, si mescolano rivangando immagini di un passato , un passato tra le mani di Lord Dorian Alister-Lagorfild , un passato che devo dimenticare. Non voglio più sentirmi preda nelle mani di qualcuno che non voglio, perché ora perché adesso? Perché lui? Eppure….
    “Sei proprio pronta a tutto…” la sua voce mi giunge chiara forte quasi sbeffeggiante, mentre un brivido percorre la mia schiena generato da una sua carezza lungo la linea del mio tatuaggio, “…sai, tu dai la colpa ai Leithien della morte di tua madre, quando tuo padre si è venduto a noi, proprio come stai facendo tu in questo istante con me, non siete poi così diversi tu e tuo padre”
    Le sue mani sono ancora sui miei fianchi , pronto a prendermi ma queste sue parole bruciano, incrementano la mia rabbia la mia inquietudine sovrastando diversamente da prima le mie emozioni, ha ragione ha dannatamente ragione, mi sto svendendo come ha fatto mio padre allora, ma io non sono come lui, ho dei sentimenti, sentimenti contrastanti certo ma sentimenti alla quale do più importanza che alla lussuria…il mio animo è agitato scosso dal desiderio che non si acquieta, prendimi e basta facciamola finita con questa sceneggiata, ma queste parole provengono dalla passione non dalla ragione.
    Keyra lo vuole, Isyl lo respinge.
    “Hai detto che questa è una questione tra Tinnuviel e Leithien, ma entrambi abbiamo rinnegato i nostri casati, quindi tu non sei una Tiunnviel ed io non sono un Leithien, tra noi, quindi, non c’è nessuna questione!”
    Lo sento lasciare la sua presa, vedo i suoi piedi retrocedere, sento lo strusciare di tessuto sui suoi muscoli .
    “Io e te ci saremmo potuti divertire, ma non oggi, non in questo modo…”
    Le sue parole calano come macigni, divertimento ecco quello che ci ha condotto ad arrivare qui , un gioco condotto da entrambe le parti…lui lo ha fatto consapevolmente, io inconsciamente per avere risposte a ciò che chiedo. Io ho sbagliato in questo caso, non lui, lui ne ha solo approfittato come avrebbe fatto un uomo qualsiasi sentendo la disponibilità della donna, disponibilità dettata dalla circostanza la mia , ma che ha dato origine ad emozioni ben più profonde.
    Dannato Leithien, mi hai portato a questo punto facendo leva sulle mie pulsioni, sulle mie emozioni, prendendoti gioco di ciò che mi hai fatto provare, provocandomi volutamente …
    -Cosa era vero di tutto ciò da parte tua?-
    Da parte mia la passione ha prevalso sulla coscienza in un attimo di totale fragilità, eppure quel bacio che ho voluto lasciargli non era un semplice bacio, ho sentito un qualcosa che mi ha spinto ad andare oltre, quando poi lui ha risposto così bramoso e ardente … forse ha prevalso in lui la nostalgia per qualcosa? Per quello ha continuato il suo gioco invece di fermarsi subito?
    Che stupida sono stata, la mia coscienza aveva ragione ed ora tutto ciò che sento dentro di me mentre mi rimetto in posizione eretta è solo un senso di smarrimento non di umiliazione …
    -Chi sono io davvero, cosa sono diventata? Cosa sto rischiando?-
    Resto di spalle mentre mi riavvolgo i pantaloni per poi poggiarmi con una mano alla vicina roccia, la testa bassa, il cuore accellerato mentre le mie parole riecheggiano nella landa spezzate dalla tristezza, una tristezza che nasce dal profondo, non voglio fare la vittima, non avrebbe senso, io mi sono lasciata provocare e la mia risposta è stata questa…, io sono la causa stessa del mio stato d’animo. Mi sono resa conto di quello che stavo facendo e la cosa sconcertante è che mi sono sentita appagata dal suo sguardo lo sguardo di un mio nemico e, dalla sua attenzione, io lo volevo. Un’attenzione e un’attrazione che non provavo da tanto alla quale volevo cedere. Sbagliando.
    Ti dirò il nome della persona che cerchi, anche se ci saresti potuta arrivare tranquillamente da sola, senza svenderti in questo modo. Dimmi… quanti anni fa è successo? Rinfrescami la memoria!”
    ”Non provo vergogna per quello che ho fatto, avevo voglia di lasciarmi andare come non facevo da molto, azzerare i pensieri, dimenticare per un attimo chi sono … in preda ai miei istinti ho risposto alla tua provocazione , dato una ragione di cedere a questo contatto al mio animo assetato , ma non è l’atto in se di cui avevo bisogno, lo so bene… sono le emozioni che mi fomentano dentro, la mia indole ribelle e passionale con cui non sempre riesco ad andare d’accordo…ho voluto spingermi oltre e per fortuna il tuo oltre mi ha fermato
    Mi volto verso di lui, gli sorrido grata,un sorriso timido ma sincero, le gote ancora arrossate per il desiderio che mi ha pervasa , un sorriso questa volta senza malizia, consapevole che a causa sua mi stavo perdendo e, per fortuna la vecchia Isyl mi ha risvegliato dall’incanto.
    I miei occhi si fanno grandi e lucidi, mentre mi scosto dal viso una ciocca di capelli che porta addosso il suo sapore, ma nessuna lacrima verrà versata, è il mio cuore ferito che piange, non per lui , non per Ryuk, per tutto quello che mi sta accadendo attorno…un caos nella quale fatico a destreggiarmi. Continuo consapevole che le mie parole fuoriescono leggere come fiume in piena, un fiume che non riesco a trattenere tra i suoi argini:
    “ Sai nella vita succedono sempre cose strane, cose a cui non sempre diamo un senso e quando qualcosa in noi si rompe, sembra che tutto ci crolli addosso. Sono andata via di casa per fuggire da tutto ciò che non sentivo mio, un rapporto conflittuale con mio padre che corrotto e accecato dal guadagno, non si è reso conto che le persone attorno a lui stavano sparendo una ad una, compresa la sua unica figlia….una figlia che non ha mai considerato tale in quanto avrebbe preferito un maschio nato sotto il suo stesso elemento…una figlia che da piccola lo considerava il suo principe azzurro…”
    dapprima lo guardo, poggiandomi poi con la schiena e le mani dietro lungo la ruvida roccia mentre il mio sguardo si perde lontano, lontano da qui, lontano da lui … io non sono come lui…mi ha usata come merce di scambio per un matrimonio che non volevo in cambio di profitti e di terreni, un matrimonio deciso da lui per me con una persona che ha tentato anche di …di….disposto ad usare i suoi poteri pur di avermi..” mi interrompo ritornando con la mente a quei ricordi “ mia madre si è opposta, ma lui non vi ha dato peso e, mia madre poi è morta, l’unico mio punto fisso, così come anche la mia cara tutrice …è successo tutto un anno fa, è stata uccisa un anno fa …ecco perché ho preferito cedere a te qui ed ora in cambio di informazioni,è da tanto che cerco risposte ma con mio padre non parlo, poi… non volevo rivivere quelle sensazioni sgradevoli che avrei potuto provare se mi sarei opposta a te…”
    Ritorno con lo sguardo su di lui:
    “ Sono una sciocca lo so, non so cosa tu possieda oltre all’orribile cognome sotto la quale sei nato, eppure hai una luce dentro, non comprendo cosa sia, non so come chiamarla, ma se non l’avessi posseduta non ti saresti fermato , saresti andato avanti fino in fondo…e io ti avrei seguito e mi sarei persa... di nuovo. Forse anche tu hai qualcuno per cui combatti, per cui vuoi vendetta… Capisco bene che per te non vogliano dire niente queste parole, ora paragonarmi pure a mio padre, fai come vuoi …ma non è così, io non sono come lui…” il mio tono è calmo mentre il desiderio di lasciarmi abbandonare alle mie pulsioni solo per dimenticare non si è ancora del tutto riassopito…
    Ultima modifica di DELTAG; 23rd April 2015 alle 16:44 Motivo: ortografia

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    Re: [Deus ex Machina GDR] Zona Neutra



    In certi momenti vorrei poter aver il controllo di certe parti del mio corpo, l’amico Gino dovrebbe starsene un po’ a cuccia in questo istante, anche perché inizia a darmi fastidio questo premere dentro i pantaloni, per una volta ho ragionato o quasi… a discapito dell’ormone libero, ma l’ho fatto più per far capire chi è che comanda “che le cose si fanno come e quando dico io” piuttosto che per coscienza, quella ormai l’ho dimenticata sotto al letto di qualche vergine. Quando le chiedo quanti anni fa c’è stato l’assassinio della madre, pensa bene di farmi prima un monologo, senza andare al dunque, doveva dirmi un semplice numero, una parola sola ed invece mi decanta i propri sentimenti, ciò che prova, i turbamenti del corpo e dell’animo che l’attanagliano… tutte cose molto interessanti, esattamente come il soffitto di pietra che inizio a fissare, quando roteo gli occhi verso l’alto. Decide di voltarsi, allora cero di recuperare l’attenzione su di lei, ma gli occhi mi finiscono sulle sue bocce, decisamente più interessanti di tutta la sfilza di parole che escono da quella gola che pare non avere fondo ed a tal proposito, potevo almeno concedermi quel regalo, stupido che sono! Parla… parla… parla e parla… ma quel numero che le ho chiesto ancora non arriva, a che scopo tutto questo preambolo? Sicuramente per farmelo ammosciare e ci sta riuscendo divinamente, considerato che ora il pantalone non stringe più e posso tirare un sospiro di sollievo. Da quel poco che la concentrazione mi consente di cogliere dal suo discorso, perché ammetto che inizio a sentire le palpebre calare, assieme all’amico Gino, suo padre si è svenduto a noi Leithien, fin qui nulla di nuovo, non vedo perché ribadire il concetto! Sua madre porella è schiattata e lui voleva appioppare all’unica figlia un uomo ricco, sicuramente, per godere di un matrimonio combinato, ok… anche di questo me ne sbatto i cosiddetti. Non so… forse sta provando ad impietosirmi? Tutta questa storia non ha proprio nulla che mi susciti qualche emozione, pure mia madre è morta, pure mio padre bada solo all’interesse, ma è così, è così che funziona ed io l’ho accettato, anzi… l’ho sempre considerato normale, almeno nella mia famiglia è questo l’andazzo da secoli. Mia madre l’ho vissuta solo da bambino, anche se “vissuta” non è il termine corretto nel mio caso, quell’affetto che voleva disperatamente dimostrarmi, l’ho avuto in piccole dosi, attraverso gesti e regali nascosti, tutto alle spalle di mio padre, ma il tutto rimane legato ai mie primi anni di vita. Mi manca? Sì, mi manca… nel vero senso del termine, non ce l’ho, non ho presente il senso di appartenenza, non so cosa significhi avere una madre, quindi non posso capire i vaneggiamenti di questa qua, che mi parla di sacrifici e sofferenze. E’ vero che ho un velato senso di nostalgia, ma è colpa del fatto che resto umano, purtroppo, è un tarlo, una grossa pecca che devo riuscire a scrollarmi di dosso, perché certe sensazioni ti rendono debole e ti trasformano in un bersaglio facile da colpire, avere nervi scoperti significa poter essere manipolati ed io non sono quel genere di persona che permette agli altri tale lusso, non l’ho fatto con mio padre e non lo farò neanche col primo paio di tette sode che mi si para avanti.
    “ Sono una sciocca lo so, non so cosa tu possieda oltre all’orribile cognome sotto la quale sei nato, eppure hai una luce dentro, non comprendo cosa sia, non so come chiamarla, ma se non l’avessi posseduta non ti saresti fermato , saresti andato avanti fino in fondo…e io ti avrei seguito e mi sarei persa... di nuovo. Forse anche tu hai qualcuno per cui combatti, per cui vuoi vendetta… Capisco bene che per te non vogliano dire niente queste parole, ora paragonarmi pure a mio padre, fai come vuoi …ma non è così, io non sono come lui…”
    Sbadiglio… perdonami piccola stella del firmamento, ma proprio questi appelli accorati alla mia umanità mi annoiano “Devo aver mangiato qualche lucciola per sbaglio, non sai mai cosa ti mettono nelle minestre, tsk! Se credi che io abbia una coscienza alla quale fare appello, ti sbagli, Ti avrei presa in ogni modo ed in ogni posto mi fosse consentito l’accesso, e non mi riferisco al fatto che tu fossi consenziente, piuttosto alla dimensione delle cavità, purtroppo non riesco a contenermi in certi ambiti e ci tengo a non essere ancora fulminato” Alzo gli occhi alla statua per indicarle l’evidenza “Sì, combatto per qualcuno o forse no… forse sono solo egoista e voglio tutti i diamanti di mio padre per me o forse voglio solo gettarli al vento, chissà… non sono qui per condividere i melodrammi interiori da signorina con le treccine sfatte.” Rido di sbieco, considerato ciò che sto per dirle “Sai… non è difficile capire chi ha ucciso tua madre, come ben saprai, ciò che è rimasto del suo corpo era totalmente carbonizzato e vi sono solo due esponenti del fuoco dei quattro Leithien in vita, ciò esclude me e Tywin. Mia cugina Lumen è regina da qualche anno, quindi questo tipo di questioni le interesseno relativamente, non deve presenziare a queste cene di lavoro, ti rimane un unico nome, l’ultimo che non ho menzionato: Mio zio Gordon Leithen.” Questa volta non riesco a frenare la risata, che irrompe forte e riecheggia per le pareti. “Come vedi potevi arrivarci benissimo da sola, o tutto questo era solo un scusa per vedermi?” Mi volto di spalle e m’incammino verso la porta “Se lo uccidi mi fai solo un piacere, ma se muori beh… ci penserò io stesso, potrai guardarmi dal paradiso degli elfetti e gioire per la tua vendetta! Spero di rivederci in circostanze diverse…” Detto ciò attraverso la porta e mi dirigo verso il Glados

 

 
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