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  1. #71
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    ADAMANTIA FERALYS



    Per un breve istante la luce del Glados svela le nostre posizioni, poi tutto torna buio all'istante.
    Non riesco a vedere chi sono i nemici alla mia sinistra, nè quelli di fronte, ma so che ci sono e questo mi basta. Riesco ad avvertire chiaramente e prepotentemente il calore del fuoco che emana dai loro corpi: i capi devono aver ragionato tutti nel medesimo modo, non sono poi così diversi tra loro come vogliono far credere. Il Sinelux è maledettamente inquietante, il buio, la nebbia, i sussurri ...


    Faccio un mezzo sorriso, potrei ricavarci qualcosa di buono! Il buio non mi permette di vedere gli avversari, ma nemmeno loro possono sapere dove mi trovo o controllare i miei movimenti, quindi ci vedo un chiaro vantaggio. La nebbia, può nascondermi ulteriormente ed attutire i rumori che l'armatura di metallo potrebbe causare con gli attriti. E infine i sussurri: le parole dei morti, le anime vaganti, quelle che ti ricordano una verità a cui non vuoi pensare finché sei giovane e forte. Spero vivamente che quella vecchia strega di mia nonna non sia uno di quei sussurri e che non le venga in mente di rovinar mila festa, altrimenti si che mi sentirà, altro che un piccolo charme in punto di morte!


    Giocherò alla mia sinistra: non so chi siete, né che faccia avete e nemmeno mi interessa, quello che voglio è uscire viva da qui, magari anche vincitrice, ma quello è un obiettivo secondario. Far scorrere del sangue mi calmerà, placherà tutta l'ira di queste ultime ore così che possa finalmente concentrarmi su cose ben più importanti.
    Il buio è così denso che posso quasi sentirlo e toccarlo con la mia lama, forse è proprio il fuoco il segreto, l'arma in più per avere la meglio sulle tenebre.


    Piego le ginocchia per diminuire le possibilità di essere un bersaglio di eventuali colpi casuali,avanzando di almeno cinque passi verso la fazione che ho puntato,facendo attenzione a non fare il minimo rumore: i sussurri dei morti mi proteggeranno.
    A questo punto evoco il mio potere,prima debolmente, per qualche secondo, per illuminare i profili e i volti dei miei nemici,in modo da non scaricare la mia furia nel nulla. Noto l'armatura demodè dei reietti, bene dò il meglio di me contro la fazione di Kalisi! Quei capelli grigi ... è la stessa che è scesa in battaglia a Solumquae, la bastarda Urthadar, la ragazzina con lo scudo di fuoco, l'altro sembra un vecchio orbo dallo sguardo poco intelligente. Si dice che in un paese di ciechi, l'orbo sia il re, ma amico mio, non sarà questo il caso, non oggi. Mi balena un'idea, vediamo di metterla in pratica per bene. Mi alzo in piedi di scatto accumulando sempre più il mio potere: il fuoco è al massimo, concentrato sul palmo della mano sinistra. Lo scaglio contro la reietta ruotando il busto verso destra e poi rilasciando il colpo stendendo tutto il braccio, in modo da imprimere più velocità e forza.
    Una volta lanciato l'attacco evocherò Medea, dovrei essere posizionata nell'angolo cieco dell'orbo, con un solo occhio farà più fatica a rendersene conto, magari sarà distratto da altro, fingerò di voler lanciare il mio pugnale nuovamente contro la sua compagna, invece l'obiettivo reale sarà proprio lui: il lancio sarà forte, teso e dritto all'altezza dello stomaco, voglio squarciarlo in due.


    Appena ripiomberà il buio e mi confonderò nuovamente con la notte eterna del Sinelux, mi sposterò alla mia sinistra in posizione di difesa, pronta a reagire in caso di attacchi improvvisi Sono veloce, non è mai stato un problema assecondare l'istinto di sopravvivenza.

    #Esperto Palla infuocata - La fiamma prende forma in una sfera dal diametro di 1 metro di diametro, provoca ustioni di secondo/terzo grado
    #Arma - Pugnale in forma non attiva
    Simmiler Knife (Medea)


  2. #72
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Elen Nárë Vanya


    Mille preoccupazioni affollano la mia mente mentre varco il portale, ma la presenza di Jarak e l'idea di poter vendicare Larieth affrontando la strega di Asshai mi danno la forza di non pensare agli spiriti.


    Quando la luce del Glados si spegne alle nostre spalle il Sinelux ci accoglie nelle sue tenebre, non riesco a vedere nulla, ma alla mia destra percepisco una magia affine alla mia che potrebbe essere di Adamantia o di un ribelle.
    Avanziamo quindi nella nebbia fitta verso sinistra fin quando ci imbattiamo in un grosso tronco di albero, a cui diamo le spalle, e rimaniamo in attesa dell'arrivo degli ultimi guerrieri. L'aria è pungente e i banchi di nebbia sono così consistenti che quando si spostano mi sembrano degli spiriti in pena vaganti.



    Un bagliore del Glados ci avverte dell'arrivo degli ultimi guerrieri e anche tra questi avverto il potere del fuoco che scalpita per rischiarare l'oscurità perenne di questo luogo. Si comincia!


    Rimango in attesa cercando di cogliere i rumori attorno a me distinguendoli dai lamenti degli spiriti, quando un bagliore a circa cinque metri da noi illumina il volto di lady Feralis.
    Non faccio in tempo a pensare una strategia d'attacco che vedo una sfera di fuoco formarsi nella sua mano e scagliarsi nella nostra direzione: in allenamento Jarak si è dimostrato più lento di me e temo che da solo non riuscirà a schivarla, quindi mi butto subito di lato cercando di farlo cadere a terra con me. Non voglio commettere l'errore dell'altra volta che è quasi costato la vita di Larieth quindi cercherò in tutti i modi di difendere il mio compagno per tornare a casa entrambi.
    <<Resta giù, lascia fare a me>> gli dico a bassa voce, poi avanzo a carponi, silenziosa e veloce, nella direzione della rivale sperando che la nebbia e l'oscurità mi proteggano nascondendomi.


    Dopo qualche metro, quando dovrei ormai esserle vicina, richiamo la mia fedele spada che prende consistenza nelle mani avvolta dalle fiamme rischiarando la zona circostante e permettendomi così di identificare la posizione esatta della strega. Tenendomi sempre bassa scatto velocemente verso di lei sferrandole un fendente dal basso verso l'alto con l'intento di reciderle i legamenti del ginocchio destro, in questo modo dovrei limitarle il movimento.


    Io rimarrò vigile e pronta a schivare eventuali attacchi che riuscirò a percepire intorno a me da qualsiasi direzione.

    Aiwë Nárë: evocazione spada in forma attiva
    Ultima modifica di albakiara; 14th August 2015 alle 15:44

  3. #73
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    E' pomeriggio

  4. #74
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Continua da qui
    Andreus De Lagun

    Non appena la luce del glados si spegne alle nostre spalle, ci troviamo immersi in una profonda oscurità, i miei occhi fanno fatica ad abituarsi e nelle orecchie avverto solo dei sospiri che echeggiano lenti e fastidiosi nell’aria.


    È questo il Sinelux, la landa dei sospiri, luogo dove dimorano le anime che non hanno mai trovato la pace o la dannazione. Un brivido freddo mi percorre la schiena mentre avanziamo di una decina di passi fino a quando con la mano non tocco quella che sembra una enorme statua.


    Resto fermo dando le spalle alla struttura e mi guardo intorno… o meglio, cerco di farlo visto che l’unica cosa che vedo è il nulla. Il portale si accende altre due volte lasciandomi intendere che sono arrivate le altre due fazioni avversarie tra cui sento il potente richiamo della terra provenire da uno dei guerrieri che sono arrivati appena dopo di noi. Chi sei? D’un tratto la battaglia ha inizio, vedo una luce farsi sempre più grande rivelando il volto e parte dell’armatura di una dei reali in corsa, la chioma rossa in netto abbinamento col suo elemento. È il momento, mi muovo dapprima lento sentendo il peso di Gaya farsi sempre più presente nella mia mano e dopo aver mormorato, quasi in un sospiro un «stai basso!»



    scatto nella direzione da cui proviene la reale, la nebbia e i sussurri dei morti dovranno attutire i miei passi e nascondere ancora di più il mio compagno se dovesse ascoltarmi. Mentalmente faccio appello a tutta la mia forza connettendomi alla lama e, quando la sento più rigida e pesante,


    aumento la velocità e mi dirigo seguendo la traiettoria opposta di quella sfera, sperando di essere più veloce dello spostamento eventuale del suo compagno, il più velocemente possibile descrivendo una sorta di otto e brandendo Gaya in un taglio che parte dal basso verso l’alto per poi ridiscendere. Ho intenzione di provocargli un profondo squarcio che attraverserà il suo corpo in obliquo, se il mio colpo sarà riuscito arresterò la mia corsa allontanandomi di circa tre o quattro passi a destra dal punto in cui ho colpito


    e tenendomi pronto a evitare eventuali attacchi o contrattacchi sfruttando tutta la mia velocità… la nebbia e il buio dovrebbero tenere nascosta la mia reale posizione… spero…

    Rovina di Gaya ---> Forma attiva

  5. #75
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta




    Non appena varchiamo la soglia del Glados, il Sinelux si illumina per un istante. Un solo misero istante, per poi ripiombare nella totale oscurità.



    L'aria è frizzante, quasi tagliente, l'umidità è palpabile ed i lamenti degli spiriti vaganti giungono distintamente alle mie orecchie. Non riesco a vedere nulla davanti a me, ma non mi preoccupo... sono abituata all'oscurità da... sempre. Ci sono cresciuta nelle tenebre. Mi hanno insegnato a combattere completamente avvolta dal buio, posso farcela.



    Nell'istante in cui un lontano ricordo inizia ad affacciarsi prepotentemente nella mia mente, torno in me: questo non è il momento di distrarsi e fare passi falsi. Devo rimanere concentrata... devo riflettere... devo... ho trovato!
    Senza pensarci due volte, mi sdraio velocemente a terra, attenta a non fare il minimo rumore ed inizio a rotolare alla mia sinistra. La terra. L'unico punto di riferimento, l'unico elemento stabile in tutto questo... vuoto. Ho il nulla davanti a me, ma posso contare sempre sulla forza del mio elemento.



    Tutto avviene molto rapidamente: noto un leggero barlume in lontananza, ma non riesco ad individuare il punto esatto in cui sta avvenendo un probabile scontro perché uno spostamento d'aria attira la mia attenzione. Resto immobile per un istante e, senza fare il minimo rumore, affondo le mani nel terreno, richiamando il mio elemento.



    Se tutto andrà secondo i miei piani delle radici sbucheranno dal terreno, silenziose, e scivoleranno in modo da intrappolare qualsiasi cosa abbia davanti, all'altezza delle braccia e delle spalle.



    Distruzione - L’incantatore è in grado di connettere la propria energia all'ambiente e generare radici, che prendono vita dal sottosuolo, in zone da lui scelte: Esperto - Abbraccio dell’Eden - le radici bloccano metà corpo o busto o gambe, stringendolo con forza, provocando danni da escoriazione
    In quel momento e solo in quel momento, evocherò Aracne, mi alzerò lentamente in piedi, onde evitare di fare rumore, e tenterò un attacco in obliquo, dall'alto verso il basso, con un affondo di punta.



    Aracne: forma passiva
    Indipendentemente dall'esito dei miei attacchi, mi getterò velocemente a terra, sempre prestando la massima attenzione a fare meno rumore possibile, cercando di rotolare via per almeno una decina di metri verso destra, nel tentativo di far perdere le tracce della mia posizione. Terrò Aracne ben stretta, cercando di sfruttare tutte le mie capacità per essere pronta a difendermi da qualunque attacco.
    Siamo nell'oscurità più totale... le tenebre, che ormai da troppo tempo ho nell'animo, sono le mie più fedeli alleate.
    Ultima modifica di valuccia85; 7th August 2015 alle 16:23

  6. #76
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta


    È un colpo d'aria ad accogliermi quando esco dal Glados.


    Drako ci ha descritto questo luogo, ma... ora che è giunto il momento di combattere, capisco che nessuna parola avrebbe potuto prepararci a una cosa del genere. Ho l'occhio aperto, spalancato, eppure non vedo nulla, assolutamente nulla. Nonostante al Lacrima Mundi fosse l'alba, quando alzo la testa mi rendo conto che non vi è il sole, nessun raggio di luce filtra tra le nuvole, le mie pupille incontrano lo stesso buio che mi circonda da ogni altra direzione. Mi sento... soffocare. Forse è il panico, forse è questa insopportabile umidità, forse... forse sono i sussurri.


    Sì, posso sentirli. Mi devo calmare... questa è la stessa oscurità che dimora nella mia anima. È la mia stessa natura, non devo esserne spaventato, e i morti... i morti non possono farmi nulla. Devo temere i vivi del Sinelux, non gli spiriti.


    Il Glados si illumina ancora una volta, non siamo gli ultimi a quanto pare, e per un brevissimo istante vedo le altre quattro figure... ma non è abbastanza, non riesco a individuare bene le loro posizioni, figuriamoci i loro volti. Ciò che è certo è che nessuno domina il mio stesso elemento, non sento alcuna affinità con queste persone, probabilmente molti di loro dominano il fuoco proprio come Elen, a meno che il Raeghar e Targaryus non siano degli emeriti cretini. Ne ho la conferma quando una sfera di fuoco compare alla nostra destra illuminando il volto di una donna dai capelli ramati e gli occhi pericolosi. Quella è l'armatura dei reali, perciò... Adamantia Feralys, non può che trattarsi di lei. La strega con lo charme e il pugnale.


    Prima ancora che possa reagire mi sento spintonare verso terra, per un istante ho il terrore di essere stato attaccato alle spalle ma mi rendo subito conto che si tratta di Elen. <<Resta giù, lascia fare a me>>, mi dice a bassa voce, per poi avanzare nel buio più totale. Seguo il consiglio e rimango accasciato a terra, con il ventre a contatto con il suolo. Quel fuoco è stato utile, mi ha permesso di vedere un po' il campo, e data la direzione da cui proveniva ora so dove si trovano i Reali, ovvero alla nostra destra. Sempre alla mia destra appare un'altra luce... e vedo la spada di Elen nuovamente avvolta dalle fiamme, grazie alla quale riesco ancora una volta ad avere una buona visuale del Sinelux. Devo avere fiducia in lei... e sperare che riesca a cavarsela da sola contro quella donna. Bene: dato che lei si sta occupando dei reali, io mi occuperò dei seguaci di Targaryus. Incurante di eventuali ferite che potrò riportare comincio a strisciare verso la mia destra, non nella direzione dove dovrebbero trovarsi i reali ma virando di un poco, dove prima ho visto le altre due figure: nascosto dalla nebbia e senza fare rumore nessuno dovrebbe accorgersi di me. Quando penso di aver avanzato per circa 5 metri, mi accovaccio ed evoco la mia fidata arma e con una violenta ondata di fulmini la avvolgo con scintille elettriche, che mi permettono di vedere ciò che mi circonda.

    Arma - Pugnale in forma attiva - Fulmine
    Simmiller knife - Kajeet-Kivar
    Ed eccolo lì, il mio obiettivo: è solo, il compagno dev'essere partito all'attacco, spero che non abbia scelto Elen... non devo pensarci. Devo agire il più in fretta possibile, non posso permettere che l'uomo si renda conto di cosa sta accadendo, anche se sicuramente noterà la luce che emana Kajeet-Kivar.


    Balzo in piedi e scatto verso di lui, coprendo correndo la distanza che ci separa e sollevando la mano destra che impugna il pugnale nel tragitto. E con un balzo finale mi scaglierò contro il suo occhio destro, ho intenzione di affondare la lama nella sua orbita, le scintille gli paralizzeranno la faccia e lo faranno urlare, soffrirà quanto ho sofferto io quando mi hanno cavato l'occhio, se non di più. Non mi piace infliggere un tale dolore, non voglio ucciderlo, ma per purgare questo regno la violenza è necessaria. Sia se avrò successo, sia se fallirò, mi terrò pronto ad evitare altri attacchi e nel caso salterò nuovamente all'indietro, sfruttando l'oscurità come nascondiglio.
    Our wills and fates do so contrary run

  7. #77
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Markus Obelyn


    Tengo gli occhi chiusi sforzandomi di ignorare i lamenti dei morti ed assieme ad Andreus procedo a rilento di dieci passi finché i palmi non toccano una statua (o almeno credo). Voltandomi riapro entrambe le palpebre e ciò che vedo è il nulla, la nebbia e l’oscurità del Sinelux mi circondano. D’un tratto un sospiro alle mie spalle mi fa trasalire, sento che il corpo si irrigidisce mentre un brivido di paura mi percorre la schiena. Cacchio. Il cuore palpita nel petto tanto violentemente da voler esplodere ed io stringo i pugni ripetendomi un’unica frase in testa: “Nessuno. Non c'è nessuno. Mio padre e mio fratello non sono qui.” Con questa convinzione prendo coraggio, cercando di pensare che andrà tutto bene e che se andrà male c’è Andreus con la sua promessa di portare l’ascia alla tomba di mio padre.



    Il Glados si illumina, per due volte consecutive, segno che i nemici siano qui e quella sensazione, la stessa alchimia che ho provato con Shayla, mi indica la presenza di altri due elementi che, come me, dominano il fuoco: probabilmente uno per fazione, ma non ne sono certo. In un battito di ciglia la battaglia ha inizio. Vedo una palla di fuoco, il volto di una rossa e sento dire <<stai basso!>> da Andreus che se ne va, lasciandomi da solo in balia degli avversari.



    Bene. Ottimo. Meraviglioso! Seguo il suo consiglio, rannicchiandomi nella sterpaglia, e cerco di restare in silenzio, di non fare rumore: finché non mi trovano non possono colpirmi.



    Una seconda fiamma illumina il volto di una ragazzina dai capelli bianchi e l’armatura in pelliccia. Che sia lei la guerriera reietta con lo scudo di fuoco? Probabile. Corrisponde alla descrizione che mi ha dato ieri Efrem. Continuo a guardarmi attorno, stringendo con le mani la sterpaglia, fin quando un bagliore bluastro non cattura la mia attenzione. Destra. Nemico in avvicinamento.



    La sua velocità è a dir poco impressionante e nonostante provi a difendermi non riesco a fare proprio nulla. Una fitta lancinante all’occhio destro mi fa trasalire, sgancio un urlo, quasi di getto, ma quest’ultimo viene stroncato da una forte scossa alla testa. Resto con l’occhio sinistro sgranato mentre il corpo trema convulsamente, il bruciore viene annullato dalla forte emicrania, la puzza di carne cotta mi impregna le narici e la vista, irrimediabilmente, si annebbia. Non so per quanto tempo dura questa agonia ma nell’esatto istante in cui il nemico sfila la su arma torno a respirare con il volto paralizzato dagli spasmi ed un liquido caldo, denso, che mi cola sulla parte destra della faccia paralizzata e… cieca. L’occhio. Sfioro con una mano il punto, rendendomi così conto che quel figlio di buona donna mi ha appena cavato un occhio. L’orbita destra fa un male cane ma l’adrenalina, la rabbia, la voglia di fargliela pagare, di fargli provare il mio stesso dolore sono un perfetto palliativo. Me la pagherà. Peccato non possa usare il mio fiato di fuoco, il bastardo, manco a farlo apposta, mi ha paralizzato la mascella impedendomi un colpo del genere. Digrigno i denti ringhiando sommessamente per il dolore, onde evitare di attirare l’attenzione, e, sfruttando il buio, materializzo di nascosto la mia arma che silenziosa prende forma nella mano destra compattandosi dalla cenere. Nessun effetto luce. Niente di niente. Nessuno vedrà nulla.

    Regret - Arma in forma dormiente
    Il nemico non appena ha sfilato il suo pugnale, se non mi sbaglio, è balzato indietro, dunque ad occhio e croce dovrebbe stare a circa un metro di distanza da me in direzione del punto in cui è partito il suo attacco. Mi rannicchio a terra e reggendomi con la mano sinistra per terra carico un fendente che scaglierò al buio con un movimento rotatorio da destra verso sinistra: l’intento è quello di colpire il nemico all’altezza del ginocchio destro con tutta la mia forza. Se è lì, non dovrebbe vederlo e, per quanto veloce, spero che non riesca a schivarlo. Se non è lì colpirò a vuoto, ma fa nulla. Indipendentemente dall’esito di questo attacco infatti con l’arma impugnata e libera (la sfilerò dalla sua gamba se dovesse andare in porto l’attacco di prima) mi sposterò di due passi verso la sua sinistra, sempre tenendomi basso, ed accumulerò tutta la mia rabbia nell’arma lasciando che il fuoco blu risplenda su di essa.



    Regret - Arma in forma attiva
    (Fuoco - L’arma diventa incandescente, raggiungendo la temperatura di 180°)
    Sfrutterò la sua luce per poter focalizzare con l’occhio sano il mio obiettivo e, con uno scatto, mi alzerò in piedi fingendo di volerlo decapitare con un colpo da sinistra verso destra. Se la mia finta andrà a buon fine, lui dovrebbe abbassarsi o quantomeno portarsi indietro per evitare la lama, ed io a quel punto farò la mia vera mossa cercando di infilare il centro della mia arma, dove sono presenti due punte ricurve ed acuminate, direttamente nel suo occhio destro per rendergli il favore. Occhio per occhio. Subito dopo, comunque vada, sfrutterò la sua distrazione per vedere grazie alla luce momentanea la statua che ho toccato al mio arrivo e, dopo aver ritirato le fiamme della mia ascia, mi butterò a terra, rotolando via, per potermi nascondere proprio dietro di essa steso a terra e camuffato nell'oscurità grazie all'uniforme nera.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 14th August 2015 alle 23:40



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  8. #78
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    E' Sera

  9. #79
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

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    Adamantia
    scatti verso la direzione da te scelta e dopo qualche metro evochi la tua sfera infuocata, per lanciarla ad Elen

    Adamantia dopo aver lanciato la sfera, evochi la tua arma in forma passiva e dopo una finta la lanci verso Jarak

    Elen grazie alla luce della sfera decidi di salvare te stessa ed il tuo compagno, gettandoti su di lui, in modo da ricadere entrambi al suolo

    Adamantia forza di lancio sfera 117 – Elen destrezza in fuga 200
    Adamantia forza di lancio pugnale 117 – Elen destrezza in fuga 200

    Elen riesci a mettere in salvo te stessa ed il tuo compagno Jarak

    Elen scatti verso la Adamantia evocando la tua spada in forma attiva per visualizzare la posizione della tua nemica, con l’intento di reciderle i legamenti del ginocchio destro.

    Adamantia ti sposti sulla tua sinistra e cerchi di schivare il fendente

    Elen destrezza 200 – Adamantia destrezza 171
    Elen riesci nel tuo intento

    Adamantia – 25 di costituzione

    Andreus sfruttando la luce della sfera di Adamantia, scatti nelle direzione dalla quale proviene, cercando di intercettare la sua compagna, evochi la tua ascia attiva e la rotei con l’intenzione di colpirla, continuando ad avanzare alla cieca.

    Araneae decidi di stenderti a terra e di roteare sulla tua sinistra


    Andreus destrezza 161 – Araneae destrezza 100
    Andreus colpisci la tua nemica al volto, eseguendo il movimento dal basso verso l’alto, falciandole parte del viso, perdendo parte della guancia sinistra ed orecchio

    Araneae – 30 di costituzione (25 per l’arma attiva e 5 per aver perso una porzione del viso)

    Araneae evochi le tue radici, con l’intento di mandarle avanti e bloccare il tuo avversario

    Andreus cerchi di spostarti qualche passo sulla destra

    Araneae destrezza 100 – Andreus 161

    Le radici di Araneae imprigionano Andreus parzialmente, unicamente per un braccio, essendosi lui spostato dalla traiettoria


    Andreus – 10 di costituzione

    Araneae senza spostarti, evochi la tua katana e cerchi di colpire il tuo avversario con un taglio obliquo.

    Andreus non è più sulla traiettoria, il colpo va a vuoto.

    Jarak scatti in direzione opposta di Adamantia, in modo da poter intercettare il tuo avversario ribelle e dopo aver attivato il tuo pugnale lo visualizzi, per poi affondare nel suo occhio

    Markus – 25 punti costituzione

    Markus evochi la tua arma in forma dormiente e provi a falciare il tuo avversario dal basso, sfruttando l’oscurità a tuo vantaggio
    Jarak destrezza in fuga 120 – Markus destrezza in attacco 70
    Jarak evita il fendente per aver arretrato tempestivamente

    Markus attivi la tua ascia per individuare Jarak e metti in atto una finta per colpirlo all’occhio

    Jarak destrezza 120 – Markus destrezza 70
    Jarak intelligenza 61 – Markus intelligenza 80
    Jarak riesce ad evitare la finta.

    Reali - 55 di costituzione
    Ribelli - 35 di costituzione
    Reietti - 0 di costituzione



    • Adamantia ha una lesione grave ai legamenti del ginocchio destro, non riesci a reggerti sulla stessa gamba, perdi sangue e la ferita brucia
    • Araneae il dolore al volto è insopportabile, hai perso una porzione della guancia e l’orecchio sinistro, perdi molto sangue
    • Andreus hai il braccio sinistro con delle escoriazioni, la tua ascia torna in forma dormiente
    • Markus hai perso l’uso dell’occhio destro ed il volto è parzialmente bruciato a causa degli effetti del fulmine, la tua ascia torna in forma dormiente
    • Elen e Jarak siete indenni, le vostre armi tornano in forma dormiente


    Le posizioni non sono specificate a causa dell’oscurità


  10. #80
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta




    Avverto un dolore lancinante alla parte sinistra del volto. Qualcuno è riuscito a colpirmi ed ora un fluido caldo e denso cola abbondantemente lungo il mio collo, fino ad insinuarsi nell'armatura.



    Vorrei toccare il viso per potermi rendere conto dell'entità del danno, ma non è questo il momento. Devo rimanere concentrata o rischio di morire.
    L'attacco mi ha raggiunta in un lampo, quindi posso dedurre che il mio nemico è velocissimo... sicuramente molto più di me. Le tenebre sono sicuramente delle alleate fidate, ma chissà quale altro brutto tiro potrà giocarmi il mio avversario... devo restare calma e concentrata. Evitare di fare dei passi falsi e mantenere la lucidità.
    Mentre sono sdraiata a terra, con l'orecchio destro ancora poggiato al suolo, mi sembra di udire un rumore... noto. Un piccolo tonfo, credo.
    Ma cos... ma certo! Le mie radici devono essere riuscite ad afferrare qualcosa o qualcuno perché il rumore emesso quando si sono ritirate, o quando si ritirano in generale, è ben diverso dal fruscio che provocano quando non riescono ad intrappolare alcun bersaglio: lo stesso che può essere percepito quando vengono evocate.
    Certo... non posso essere sicura di nulla e magari ho solo creduto di sentire ciò che vorrei sentire, ma non riesco a vedere niente ed il nemico potrebbe colpire di nuovo. Da un momento all'altro.
    Non posso più esitare: tanto vale... provare. Mi alzo lentamente in piedi, cercando di ignorare il dolore bruciante ed il sangue che continua a colare incessantemente, senza fare il minimo rumore.



    E' un azzardo, me ne rendo conto, ma non ho altra scelta: evoco il mio potere. Un tempo tanto familiare, mentre ad oggi... son riuscita ad utilizzarlo soltanto una volta, quindi... speriamo bene.
    Deve funzionare. Deve assolutamente funzionare.


    *Cloni - capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà: Esperto - 3 copie
    Se tutto andrà a buon fine, mi muoverò velocemente, cercando sempre di non fare il minimo rumore, e mi dirigerò verso destra, dove mi è sembrato di sentire quel piccolo tonfo, stringendo saldamente Aracne tra le mie mani.
    I cloni si muoveranno con me, silenziosi poiché immateriali, e formaranno un cerchio: in questo modo dovrei riuscire a raggiungere il mio nemico, alle spalle, mentre i cloni saranno collocati uno in ogni direzione. Dovrei riuscire, così facendo, ad accerchiarlo, così da disorientarlo con i cloni, nel caso in cui eventuali fonti di luce dovessero illuminarci, per poi cercare di colpirlo alle spalle (in teoria dovrei trovarmi alle sue spalle, visto che sono stata colpita frontalmente) con un movimento ad otto, nel tentativo di procurargli una ferita profonda ed obliqua su tutta la lunghezza del corpo. Prima di colpirlo con la katana, tuttavia, tenterò il tutto per tutto: il clone che si troverà in posizione frontale, emetterà un grido acuto e potente che mi permetterà di distrarre l'avversario, attirando l'attenzione su di sé, e colpirlo con Aracne.



    In questo modo dovrei riuscire a coprire un'area abbastanza vasta con il mio attacco, che dal basso andrà verso l'alto e che si sposterà anche lateralmente, causando danni consistenti. Spero.

    Aracne: forma passiva
    A prescindere dall'esito del mio attacco, tuttavia, cercherò di ripercorrere a ritroso e velocemente i miei movimenti, nella speranza di riuscire ad individuare il Glados come punto di riferimento, allontanandomi almeno di una decina di metri.





    Queste, ovviamente, sono tutte ipotesi. Congetture. Forse sbaglierò tutto, forse mi farò ammazzare, forse lo ritroverò alle mie spalle e non avrò via di fuga, ma... non posso e non voglio tirarmi indietro. Ho troppo da perdere per lasciare questo mondo. No. Devo farcela. Devo sopravvivere. A qualunque costo.




    Ultima modifica di valuccia85; 7th August 2015 alle 16:27

 

 
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