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Discussione: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

  1. #81
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Jarak

    Tutto va come previsto, la lama penetra nell'occhio e le scintille invadono il viso del ribelle: giro il pugnale nella cavità, stringo i denti e mi sforzo di penetrare il più a fondo possibile.


    L'uomo grida, disperato, ma la voce gli muore in gola quando inizia a subire gli effetti della scarica elettrica, che gli martoria il viso e gli provoca ustioni piuttosto gravi. Quando il potere del Fulmine si esaurisce sfilo Kajeet-Kivar dal bulbo oculare del malcapitato e arretro con un balzo fino a scomparire nuovamente nell'oscurità, senza più le scintille della mia arma che segnalino la mia presenza dovrei essere al sicuro, per quanto al sicuro si possa essere nel buio più completo con altre tre persone ostili nelle vicinanze. Ancora prima che possa rendermi conto di cosa stia succedendo avverto uno spostamento d'aria proprio davanti a me, l'uomo ha reagito e il mio salto all'indietro mi ha praticamente evitato di essere tagliato in due: non riesco a vederla, ma l'arma di questo ribelle dev'essere bella grande e decisamente pericolosa giudicando dal movimento che ho avvertito. Ne ho la conferma quando questa viene avvolta da fiamme blu, diversissime da quelle di Elen, ma credo ugualmente pericolose, e finalmente riesco ad osservare i danni che gli ho provocato: dell'occhio destro rimane ormai poco o nulla, il volto è coperto da bruciature e il sangue esce copioso dal bulbo oculare. Riesco ad evitare anche il suo secondo colpo, l'uomo è lento, fortunatamente molto più lento di me: devo sfruttare a mio vantaggio questa cosa.


    Il fuoco del ribelle si esaurisce in fretta e il mio occhio torna nuovamente a non vedere nulla, so che era immobile quando la sua ascia si è spenta, ma dubito che sia rimasto nella stessa posizione sapendo che mi trovo a pochi metri da lui. Giro la testa alla ricerca di una qualsiasi fonte di luce, ma sfortunatamente nessuno sembra stia utilizzando i propri poteri al momento, l'unica cosa che riesco ad avvertire sono i rumori lontani dei combattimenti. Elen... so che non dovrei preoccuparmene, ha anche la Rigenerazione a disposizione nel caso la situazione si metta davvero male... ma la strega di fuoco sembrava davvero pericolosa, e la sua sfera estremamente potente. No, non devo pensarci, l'unico modo che ho per aiutarla è difendere me stesso e tenerle lontana almeno il ribelle con cui sto combattendo. Devo farlo per lei, per Drako, ma soprattutto... per me stesso. Non permetterò più alle mie paure di boicottarmi.


    Con Kajeet-Kivar ancora stretto nella mano destra, sollevo la sinistra e richiamo a lei il Fulmine che scalpita dentro di me, quel Fulmine che tanto odio e che dopo avermi ucciso, potrebbe tornare a salvarmi.

    Distruzione: Esperto - Scarica
    Toccando il nemico, si scarica elettricità a medio voltaggio, che causa paralisi di una porzione del corpo e danni medi da elettricità
    L'elettricità mi pervade il braccio, scorre come un fiume in piena e si accumula attorno alla mia mano dove quasi fatico a controllarla. Ho ricominciato da poco a utilizzare questo potere e devo ancora riabituarmi a gestirlo, ma non sarà un problema, almeno non oggi. Appena la luce delle scintille comincia a rischiarare il Sinelux mi guardo intorno, girando la testa il più velocemente possibile: so che al momento sono praticamente un faro per tutti gli altri combattenti, devo agire in fretta per evitare di essere preso di mira. L'uomo sembra scomparso e la cosa mi lascia interdetto, la mia Scarica riesce a illuminare una buona porzione del campo, non è possibile che si sia allontanato così tanto in poco tempo... era lento, e comunque se si fosse messo a correre penso che lo avrei sentito.


    Sto per muovermi alla sua ricerca quando il mio occhio incontra una statua abbastanza grande, si trova proprio vicino a me e probabilmente l'avrei vista anche prima se non fossi stato concentrato sul rendere mezzo cieco il ribelle. Il ribelle... ho l'impressione che lui, la statua, l'abbia notata. Non può essersi allontanato troppo, quindi l'unica spiegazione logica alla sua sparizione è che si sia nascosto dietro ad essa, a meno che non si sia teletrasportato... ma, anche se fosse, dietro alla statua è un luogo come un altro dove iniziare a cercare. Nel caso si trovi davvero lì, voglio provare a prenderlo di sorpresa: comincio infatti a camminare dritto alla mia destra e continuo a farlo per circa 5 metri, come se lo stessi cercando da tutt'altra parte. Ma poi mi sposto al mio fianco, avanzo fino ad oltrepassare in linea d'aria la statua e inverto la rotta cominciando a correre all'impazzata nella direzione da cui sono venuto... ed eccolo là: appena giro la testa lo vedo proprio dietro alla statua, sdraiato a terra.


    Perfetto: continuo a correre e quando sono ormai vicinissimo eseguo un balzo in avanti per cadere esattamente sopra di lui con le gambe divaricate e la mano con la Scarica sulla sua schiena. Questo dovrebbe paralizzarlo, e permettermi di infierire con Kajeet-Kivar, che si trova ancora saldo nella mia mano destra: la solleverò e lo pugnalerò dritto sul retro del collo, tentando di raggiungere il terreno. Spero che i ribelli abbiano dei bravi guaritori... perché se riuscirò nel mio intento, ne avrà bisogno.

    Arma - Pugnale in forma dormiente
    Simmiller knife - Kajeet-Kivar
    Our wills and fates do so contrary run

  2. #82
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta


    Markus Obelyn


    Niente. Ogni colpo va a vuoto ed io non so se ridere, incazzarmi ancora di più o accasciarmi a terra dal dolore. Mi sembra d’attaccare un fantasma piuttosto che una persona ma, almeno, grazie alle fiamme, posso vedere la mia posizione e soprattutto quella della statua… Gli occhi dei Saggi. Ironico. Me ne aveva parlato Andreus, nel monastero, prima di rivelarmi la sua storia.



    Con l’occhio sano focalizzo infine anche il viso del reietto imprimendo nella mia testa ogni dettaglio ed in particolare la benda: è cieco sul lato sinistro.



    Buono a sapersi. Non appena ripiomba l’oscurità rotolo via nascondendomi dietro la statua: l’uniforme nera, in questo caso, aiuta.



    D’un tratto però un urlo femminile spezza il silenzio tombale che mi circonda, facendomi sobbalzare leggermente ed impugnare più saldamente la mia arma. Trattengo il respiro mentre il cuore mi martella in petto all’impazzata e stringo i denti sforzandomi di non mugugnare per le fitte all’occhio destro. Il reietto però sembra avermi preso di mira e sfortuna vuole che il suo elemento sia il fulmine. Ecco infatti apparire un bagliore vicino, vicinissimo, resto immobile nella speranza che non mi trovi e quando la luce si allontana tiro un sospiro di sollievo. Ma è solo un’illusione. Una forte ed improvvisa scossa alla schiena mi dà la conferma che non sono affatto riuscito a scappare. Urlo per il dolore stringendo ancora più forte l’ascia e mentre l’elettricità mi provoca dolori lancinanti riversandosi sulla spina dorsale giuro a me stesso che se vivrò, questo bastardo, me la pagherà. Ancora una volta, non so per quanto tempo, mi ritrovo in balia del nemico, respiro affannosamente, versando lacrime dall’occhio sano e sangue da quello cavato, e tremo per l’elettricità, per la rabbia e per il dolore lanciando un urlo sovrumano quando l’oscurità torna ad abbracciarmi con il suo gelo ed il suo silenzio. Basta. Basta. BASTA.



    Provo a trascinarmi via ma l’uomo non mi molla, anzi, torna ad infierire su di me, a martoriandomi il collo con una lama. Il punto non è mortale, segno che mi sta torturando e che neanche la grazia di uccidermi mi sta concedendo. Rantolo per la sofferenza mentre la lama scava nella carne sempre più in profondità e prego i Siamesi afinché mi diano la forza di levarmelo di dosso... Un momento. Se è addosso a me questo vuole dire che è vicino, e con il buio posso sferrare un colpo che non potrà vedere. Spero. Cerco di resistere al dolore, respirando il meno possibile a causa dello squarcio che si sta aprendo in gola ed impugnando con entrambe le mani la mia ascia la sollevo da terra, silenziosamente, avvicinando la lama appena sopra la testa. Per un attimo gli occhi mi si chiudono e vorrei svenire ma… No. Devo resistere. Un altro piccolo sforzo. Resterò fermo, pur di non dare alcun segnale di avvertimento al reietto, e mantenendomi poggiato con la fronte a terra cercherò di sferrare un colpo improvviso dall’alto verso il basso piegando i gomiti per accompagnare il movimento circolare della mia arma che sfrutterà il buio, la distanza ravvicinata e la guardia bassa del mio avversario per poterlo colpire al braccio con cui impugna l’arma. Farò affondare il più possibile la lama, utilizzando la mia rabbia come palliativo momentaneo, perché l’intento è quello di mozzargli l’arto.



    Regret - Arma in forma dormiente
    Comunque vada, confidando che almeno la presa sull’arma piantata nel mio collo sia scemata, lascerò la presa sull’ascia e sollevandomi su un fianco con l’aiuto dei gomiti richiamerò l’antico fuoco degli Obelyn che renderà la bocca rovente materializzando al suo interno il mio elemento che provando a voltarmi sputerò assieme al sangue mirando all’altezza del viso: cercherò di bruciare completamente il punto e complice la distanza ravvicinata, se urlerà, il fuoco potrebbe perfino prendere le vie respiratorie.

    Distruzione - Lingue di fuoco: Previa concentrazione, si è capaci di generare all’interno della propria bocca una quantità controllata di fuoco, la quale viene soffiata con forza contro il nemico; (Esperto) la fiamma si propaga per 5 metri di lunghezza e provoca ustioni di secondo/terzo grado.
    In ogni caso proverò ad allontanarmi trascinandomi con le mani a terra visto che le gambe non vogliono collaborare e cercherò di non perdere i sensi.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 14th August 2015 alle 23:44



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  3. #83
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    ADAMANTIA FERALYS

    La piccola bastarda riesce ad evitare il mio fuoco lanciandosi in maniera sgraziata addosso al suo vecchio compare, risolvendo il mio attacco in un nulla di fatto: come è potuto succedere? È strano che proprio in questa battaglia in cui sento i miei poteri più forti e impetuosi, non riesca a combinare nulla di buono. Impreco tra me e me mentre tutt'intorno rimpiomba il buio più nero e i sussurri mi ronzano intorno in tutte le direzioni. Ti stai divertendo nonnina? Nemmeno da morta riesci a essere simpatica sai? Con orrore mi sembra di sentire persino la sua risata roca e gracchiante: piantala di starmi addosso! Sopraffatta completamente da questi pensieri mi accorgo troppo tardi che quella schifosa ha evocato la sua spada avvolta dalle fiamme e si lancia in un affondo contro di me. Tento la schivata, ma non riesco ad evitare il fendente. La lama affilata e calda penetra la carne come fosse burro, provocandomi un taglio profondo e doloroso che mi fa mugugnare per il male. La postura non è più salda, la reietta deve avermi reciso i legamenti; sento il ginocchio cedere e non posso far altro che lasciarmi andare a terra, riuscendo comunque a restare carponi. Digrigno i denti per resistere al dolore e stacco le mani da terra raddrizzando la schiena, devo restare all'erta, non posso lasciarmi sopraffare. Non devo. Certo però he i reietti di Kalisi sono un branco di idioti: la stronzetta avrebbe potuto colpire per uccidermi e invece si limitata a questo graffio, non ha senso. Peggio per lei, io non avrò lo stesso gentile pensiero e quando avrò finito con lei nemmeno i cani oseranno avvicinarsi.Un'altra fitta alla gamba, il dolore è lancinante e, a giudicare dal calore che avverto lungo l'arto, credo di sanguinare copiosamente. Non ho idea dell'entità della ferita, meglio così occhio non vede cuore non duole.
    D'improvviso una luce rischiara il Sinelux e la vedo, la bastardella, si tiene bassa ma è cosi stupida che è rimasta vicino a me. Scatto rapidamente in avanti, siamo talmente vicine che anche se dovesse essere più veloce di me dovrei comunque riuscire ad afferrarle il polso con cui tiene la spada ancora sporca del mio sangue. Stringendolo le torceró il braccio all'indietro con tutta la forza che mi resta cercando di disarmarla o comunque renderla inoffensiva per il tempo che mi serve. Questo però non mi basta, voglio colpirla ed ho intenzione di farle molto male: con Medea dispersa chissà dove, l'unico modo è usare il mio corpo, in fondo qualcuno che se ne intende potrebbe dire che è l'arma migliore che ho a disposizione! In caso riuscissi ad immobilizzarle il polso, contemporaneamente per colpirla ruoteró la spalla destra all'indietro per darmi lo slancio giusto ed imprimere più forza, piegheró il braccio in modo da tenere il gomito all'infuori, e con quello, ruotando tutto il busto in avanti, cercherò di colpirla dritto in faccia ripetutamente con l'intento di spappolarle il naso e farle perdere i sensi: chissà magari il contatto con qualcosa di duro potrebbe anche piacerle. Questo colpo cercherò di infliggerglierlo in ogni caso dopodiché senza perdere tempo e, se dovrò, aiutandomi con le mani, troverò riparo da eventuali contromosse dietro quel grosso tronco dove prima si trovavano i reietti, restando comunque all'erta e pronta a difendermi, girando intorno all'albero se necessario.
    Spero che qualcuno stia infliggendo atroci sofferenze al tuo compagno orbo, sarei felice di vedere il suo cadavere insanguinato, brutta stupida che non sei altro.
    A proposito di stupidi, quell'Araneae sarà ancora viva?


  4. #84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Elen Nárë Vanya

    Riesco ad evitare la sfera di fuoco, impedendo così che questa ferisca me e il mio compagno, e sento una gioia profonda nel realizzare di essere riuscita ad aiutarlo, ad evitare che restasse ferito. Sono riuscita anche a colpire la mia avversaria rimanendo indenne e questa è una grande vittoria per me, per la promessa che ho fatto di affrontare con forza e determinazione i miei avversari. Forse lo spirito di mia madre mi sta proteggendo, mi è accanto in questo momento, e pensare che temevo così tanto la loro presenza qui al Sinelux.


    Le fiamme intorno alla spada si spengono per incanto lasciandoci nella completa oscurità, ma non riesco ad approfittarne per allontanarmi in tempo perchè la mia avversaria, vicinissima, mi afferra per il polso con una forza che non riesco a contrastare.



    Istintivamente, non appena sento il contatto con la sua mano, libero il fuoco che arde in me e lascio che le fiamme avvolgano interamente il mio corpo per difendermi, così da indurla a lasciare la presa di riflesso, oppure a ferirla se dovesse insistere nella sua mossa.



    Sento il braccio piegarsi dietro la schiena e non riesco ad opporre resistenza, è troppo forte. Grazie al fuoco che ho sprigionato riesco a vedere chiaramente la donna, come anche la sua mossa successiva: cerca di darmi una gomitata in pieno viso. D'istinto, sfruttando la mia destrezza, inclino il capo nella direzione opposta, all'indietro dato che il gomito dovrebbe avere un raggio d'azione limitato rispetto al braccio intero, in modo così da schivare o comunque assecondare il colpo e magari ridurne così l'impatto.


    Contemporaneamente, da dietro la schiena, con la mano libera prendo la spada dalla mano immobilizzata per cercare di conficcarla, sfruttando la vicinanza, nel ventre della rivale con un affondo rapido e profondo. Deve pagare per tutto ciò che ha fatto a Larieth, per le condizioni in cui sono stata costretta a riportarla al campo, per il dolore che ho visto nei suoi occhi quel giorno.


    In ogni caso resterò poi pronta a schivare eventuali attacchi che dovessi riuscire a percepire attorno a me.


    Scudo di Efesto: protegge integralmente
    Final sword: arma dormiente
    Ultima modifica di albakiara; 14th August 2015 alle 16:18

  5. #85
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Andreus De Lagun

    Sento l’ascia colpire e affondare in qualcosa di morbido prima di muoversi nuovamente con velocità. Qualunque cosa sia, albero o nemico, l’ho colpita… Spero che sia il nemico. Continuo a muovermi verso destra quando d’un tratto qualcosa mi afferra stringendomi il braccio sinistro, sento la manica della divisa strapparsi fin quando la pelle non viene anch’essa lacerata. Stringo i denti con forza obbligandomi a tutti i costi di non urlare per non attirare l’attenzione su di me. La cosa che mi ha afferrato il braccio svanisce lasciandomi libero. Le ferite bruciano e il fastidio è intenso ma mi impongo di non fare rumore restando in posizione di difesa e mantenendo saldamento Gaya con entrambe le mani per poter fronteggiare un qualunque attacco. Tengo le orecchie ben aperte in modo da poter ascoltare eventuali movimenti del mio avversario o degli altri sul campo. Sono preoccupato per Markus, spero solo riesca a cavarsela da solo… D’un tratto vedo una luce farsi sempre più forte da un punto al mio fianco. Mi volto appena per vedere un bagliore provenire dalla mia sinistra. Una dei reietti è in fiamme ma non è quello ad attirare la mia attenzione, il… o meglio la reale mi ha accerchiato con delle copie di se stessa. La mancanza di metà della faccia e di uno orecchio… mi fanno pensare che siano opera mia dunque. Sono stato tranquillo sul fatto che non fosse Cassandra. Lei era un elemento terra, come me, mentre la sua compagna si è rivelata per l’elemento fuoco. Sorellina… grazie. Rivolgo alla donna un sorriso, non m’importa se morirai oggi… voglio che sia l’ultima cosa che vedrai di questa battaglia. Sento un urlo maschile, sembra la voce di Markus, decido comunque di scattare verso la donna davanti a me, ognuno ha la propria battaglia, non posso lasciare questa donna impunita. Mentre avanzo questa comincia a urlare, e sento qualcosa pizzicarmi la schiena, il tessuto della casacca si lacera come prima e sento come un piccolo graffio che si apre sulla mia schiena, nulla di profondo, nulla che superi lo strato superficiale dell'epidermide, non dovrebbe neanche fuoriuscire sangue, la donna urla in modo agghiacciante ma non si muove più. Mi volto all’indietro e una di loro se la dà a gambe stringendo la sua spada. Decido di tentare il tutto per tutto, se la vera reale si nasconde tra queste tre, allora finirò infilzato dalla sua katana, ma voglio scoprirlo. Spero solo non sia così. Mi lancio all’inseguimento della copia e quando finalmente le sono vicino, abbasso Gaya e con forza la sollevo in un taglio dal basso verso l’alto. Ho intenzione di tranciarle via il braccio con cui regge la spada o eventualmente metterlo fuori uso. Sia che il mio colpo sarà andato a segno, sia no, mi allontanerò da lei e mi avvicinerò silenziosamente di qualche metro alla torcia umana, mi porto vicino e quando a separaci ci saranno sì e no pochi metri, lancerò Gaya in obliquo verso la reietta mirando al centro del suo corpo. È un attacco suicida, lo so. Ma cercherò di difendermi come posso da eventuali contrattacchi e attacchi nemici… sono pronto a tutto…


    Rovina di Gaya ---> Forma dormiente

  6. #86
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Master
    Eclisse84 - mary24781 - SimsKingdom



    Araneae decidi di sfruttare il rumore delle radici per identificare la posizione del tuo nemico

    Azione andata a buon fine

    *Araneae liberi i tuoi cloni accerchiando Andreus, posizionandoti alle sue spalle. Decidi di distrarlo urlando con la copia frontale, mentre affondi con la katana nella sua schiena

    Jarak attivi il tuo fulmine per creare un’ area di luce ed identificare il tuo nemico e schiacciare il tuo potere sulla sua schiena, prima che possa reagire

    Jarak destrezza 120 – Markus destrezza 70
    Markus – 20 punti costituzione

    Jarak con il pugnale in forma passiva punti alla nuca del tuo nemico e cerchi di affondare un colpo che ne attraversa l’intera gola.

    Riesci nel tuo intento

    Markus – 20 punti costituzione (40 in totale)

    Markus punti i gomiti in terra e cerchi di colpire il tuo avversario al braccio, scagliando l’ascia all’indietro

    Jarak non è in posizione difensiva, Markus la tua pozione non ti permette di puntare ad una parte del corpo specifico, ma il colpo affonda nella schiena di Jarak

    Jarak – 20 punti costituzione

    Markus tenti di voltarti e di sfruttare le tue lingue di fuoco contro Jarak


    Markus – 5 punti costituzione (45 in totale)
    Jarak – 10 punti costituzione (30 in totale)

    Adamantia sfruttando la luce del fulmine di Jarak, individui la tua nemica e cerchi di torcerle il braccio in modo da bloccarla

    L’azione va a buon fine

    Elen – 10 punti costituzione

    Adamantia cerchi di colpire al viso Elen con un pugno
    Elen cerca di spostare il capo in modo da non ricevere il colpo della sua nemica



    Elen – 10 punti costituzione (20 totali)

    Elen attivi il tuo scudo di fuoco per colpire la tua nemica

    Elen destrezza 200 – Adamantia destrezza 171
    Adamantia – 20 punti costituzione

    Elen afferri la spada con l’altra mano e data la vicinanza con la tua nemica cerchi di affondare in colpo nel suo ventre.

    Elen destrezza 200 – Adamantia destrezza 171
    Adamantia – 20 punti costituzione ( 40 totali)

    Andreus grazie alla luce dello scudo di Elen individui le copie di Araneae e ti scagli contro quella frontale, ma mentre avanzi, la vera reale di colpisce di striscio alle spalle

    Andreus – 5 punti costituzione


    Andreus individui Araneae in fuga e cerchi di colpirla ad un braccio, per tranciarlo

    Andreus destrezza 161 – Araneae destrezza 100
    Andreus forza 139 – Araneae costituzione 70 (100 – i 30 sottratti al precedente turno)
    Il colpo di Andreus va a segno ed Araneae perde il braccio

    Araneae – 30 punti costituzione

    Andreus cerchi di sfruttare la luce della tua nemica reietta per avvicinarti e lanciare la tua ascia in un colpo verso la donna

    Andreus forza di lancio 139 – Elen destrezza 200
    Il colpo non va a segno



    • Adamantia hai una lesione grave ai legamenti del ginocchio destro, non riesci a reggerti sulla stessa gamba, una ferita profonda allo stomaco ed una bruciatura alle mani che si estendono alle braccia
    • Araneae hai perso una porzione della guancia e l’orecchio sinistro ed hai perso il braccio col quale reggevi la katana, perdi molto sangue, necessiti di cure immediate
    • Andreus hai il braccio sinistro con delle escoriazioni ed una ferita superficiale alla schiena
    • Markus hai perso l’uso dell’occhio destro ed il volto è parzialmente bruciato, la tua gola è gravemente danneggiata, respiri a stento, la tua schiena è bruciata ed hai spasmi in tutto il corpo
    • Elen hai il braccio, con il quale mantenevi l’arma, slogato ed hai uno zigomo rotto
    • Jarak hai una profonda ferita alla schiena ed il volto bruciato

    Danni Reali 40+30 = 70
    Danni ribelli 5 + 45 = 50
    Danni reietti 30 + 20 = 50
    Danni totali
    Danni reali 70 + 55 = 125
    Danni ribelli 50 + 35 = 85
    Danni reietti 50 + 0 = 50
    Il Sinelux è conquistato dai Reietti


    Tornate alle vostre fazioni guerrieri

  7. #87
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Abgruntis
    La culla dei mai nati



    DOWNLOAD

    In questo luogo ancestrale dedicato al culto degli stregoni, viene sacrificato il primo nascituro del primo giorno dell'anno dal Cerimoniere Gran Maestro. Si narra che il mai nato discenda agl'inferi come anima dannata e che venga accolta dal Dio Raiden tra le proprie schiere. Il sacrificio consente agli stregoni tutti di ingraziarsi il volere del dio malevolo e di garantire ai propri poteri di attingere all'oscurità più radicata di questo luogo antico e maledetto.

    Anno DXIII D.D.
    I mese delle foglie
    III giorno della Luna

    I primi ad arrivare al campo sono i reietti: Ithilbor e Leithien
    Alle vostre spalle vi è qualche albero sporadico, sulla vostra sinistra l'altura dove è situato l'altare. Frontalmente a voi si trovano i reali, sulla vostra sinistra i ribelli

    Arrivano poi i ribelli: Bolton e Mellow
    Alle vostre spalle vi è l'altura dove è situato l'altare, alla vostra destra vi sono i reietti, alla vostra sinistra i reali

    In fine giungono i reali: La strega dell'Ovest e De Lagun
    alle vostre spalle vi sono alcune rovine, alla vostra destra vi sono i ribelli, frontalmente i reietti.

    Siete tutti equidistanti, ogni coppia forma il vertice di un triangolo, siete distanti circa dieci metri gli uni dagl'altri. Vi è una leggera brezza, la temperatura è bassa tipica dell'autunno che volge verso l'inverno. Il cielo è scuro e carico di nuvole nere, come se dovesse piovere da un momento all'altro. C'è qualche corvo che vola tra un ramo e l'altro degli alberi spogli. I blocchi di pietra dell'altare sono ben piantati in fondo al suolo e smuovere i blocchi dove avviene il rito equivale a sacrilegio. I numerosi alberi attorno a voi sono totalmente privi di foglie, si alternano dal nero al rosso, così come il maestoso colosso del Sangue e delle Tenebre.



  8. #88
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    Inizia qui

    Ryuk Leithien

    Abgruntis, la culla dei mai nati. Mi guardo attorno, i nostri rivali non sono ancora sul posto, io e Niniel siamo arrivati per primi. Alzo lo sguardo verso il gigantesco albero nero e rosso, le sue radici sono bagnate dal sangue di migliaia di stregoni, di piccole vite appena venute al mondo.



    Mio Padre andava personalmente a raccoglierle, proprio come un Tristo Mietitore si prodiga a raccogliere le anime dei defunti, lui strappava dalle braccia delle madri i pargoli, per poi portarli qui e prendere le loro vite con una pugnalata dritta al cuore. Non l’ho mai visto esitare. Quei bambini, per lui, rappresentavano un dono divino e si sentiva fiero del proprio ruolo. Prendo posizione con Niniel, alla mia destra c’è la piccola collina dove avvengono i sacrifici, cerco di non distrarmi guardandola, mi infastidisce.



    Ed ecco che il Glados si illumina, i ribelli come i reali prendono posizione. Non attendo un attimo, mi do la spinta col piede destro per iniziare la corsa e dirigermi verso le due reali, protendo la mano destra ed evoco la mia arma, tengo salda e ferma nel palmo, pronta ad essere usata come un prolungamento dell’arto. Cassandra… proprio come la prima battaglia, ci rincontriamo, l’altra non ho idea di chi sia, le attaccherò entrambe, non m’importa della loro identità, mi basta quell’armatura che indossano.



    Non ho intenzione di adoperare il vento, non ancora, voglio avvicinarmi e spezzarle con la forza. Avanzo rapido, senza prendere una traiettoria precisa, non mi oriento né verso il Primo, né verso l’altra, ma più mi avvicino e più un dettaglio mi fa raggelare: quegl’occhi… li conosco, non può essere lei. Non ho tempo ulteriore per pensare, se è veramente chi penso, devo colpirla prima che possa reagire.



    Libero l’energia del vento che si mescola rapido al gelo, lo sento propagarsi al centro del petto e diramarsi al braccio sinistro, accumulo la potenza del mio nuovo potere, pronto a liberarlo non appena toccherò la mia nemica. Arriverò frontale a lei e con un gesto rapido della mano proverò a conficcare il pollice e l’indice nei suoi occhi ed affondare con forza, fino a perforarli e schiacciarli nel cranio, li ridurrò in poltiglia, il ghiaccio si propagherà rapido espandendosi per tutto il suo corpo bloccandola come fosse una statua. A Prescindere dal risultato, correrò verso Cassandra, cercando di sferzarle un colpo allo stomaco di punta, in modo che possa affondare nella carne e provocarle un profondo squarcio, non morirà sul colpo, non le riserverei nulla di rapido, voglio vederla soffrire lentamente, voglio vedere ogni singola goccia del suo sangue defluire da quel corpo.



    A prescindere da come andrà mi allontanerò di oltre sei/sette metri sulla destra, tenendomi ben attento a reagire a qualsiasi attacco io veda arrivare ai miei danni, se quella donna è veramente Deirdre, dovrò guardare in ogni direzione, quelle maledette radici possono sbucare ovunque.


    Gina - Falce in forma dormiente
    Distruzione
    L’incantatore ha la capacità di concentrare la propria energia nel palmo di una mano e congelare ciò con il quale viene in contatto:

    • Maestro Crystal Grave -congela tutto il corpo a contatto, causandone la paralisi ed ingenti danni da assideramento

  9. #89
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta



    Lucynda Mellow
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    Ci ritroviamo catapultate nel tempio di Raiden non appena riconosco una coppia di tralci rossicci fare capolino sull’estremità dei nostri copricapi.



    Puntando sempre più in alto verifico che l’alba si è incupita facendo concorrenza all’aura che questo luogo emana di per sé, ogni strato della cupola terrestre è ingombro di nubi che preannunciano l’arrivo imminente di un temporale. Continuo ad avanzare lungo il breve tragitto roccioso con Shayla che mi pedina come un cagnolino, lasciando che la fioca brezza autunnale accarezzi le ciocche di capelli ed il cappuccio smuovendoli di poco. Sorpassiamo l’ingresso colonnato, il quale è rischiarato in parte dalle fiamme danzerine che costituiscono le torce laterali.



    Per un istante vengo rapita a colpo d’occhio dall’albero supremo che, con le sue radici sanguinolente, abbracciano l’Altare su cui vengono operati i sacrifici annuali per mano del Boss degli Stregoni. A Madre non è concesso partecipare alle cerimonie che prendono svolgimento qui, in un luogo pienamente ostile all’appoggio che costei offre a Saraswaty. E’ praticamente esclusa dall’intero clan che, a differenza sua, è stregato. La culla dei mai nati… un nomignolo più azzeccato di così non lo potevano trovare. Giungiamo nel cuore del campo e prendiamo posizione voltando le spalle all’altura dove è collocato il sacro altare.



    Con la coda dell’occhio noto che i Reietti ci hanno preceduto, sono già ubicati dinanzi ad una serie di rovi e frattanto giungono i Reali per ultimi dando le spalle ad alcune rovine situate alla mia sinistra. Il volto di Cassandra, la sorella minore di Andreus, è troppo familiare per non identificarlo… della rossa, invece, non mi sovviene nulla.





    Annuisco complice a Shayla aggrottando la fronte, come per riferire che le nostre strade sono pronte a dividersi. E ora… scateniamo l’inferno. Le danze si aprono con un reietto che si avvinghia contro i reali materializzando lungo la corsa una falce e… wow. Le descrizioni di Efrem parlano chiaro, finora ho appreso che un solo nemico possiede la medesima falce, in questo caso il reietto è nientedimeno che il Leithien in carne ed ossa. Si rileva abbastanza rapido nelle dinamiche, sfruttando un potere che non sapevo ne fosse disposto, il congelamento, il quale viene utilizzato sulla rossa e in seguito riserva un trattamento a Cassandra con un colpo di punta. Il mio istinto ribadisce di seguire la traiettoria del Leithien in modo da poterlo cogliere di sorpresa… ma probabilmente la mala sorte girerà intorno a me. L’altra reietta non ha ancora mosso un muscolo e per questo potrebbe agire indisturbata, dato che finora non è stata bersagliata da nessuno delle fazioni… o quasi. Sì, scelgo lei come preda giornaliera, è un peccato lasciarla sola soletta. Tranquilla cara… il soldato Mellow sarà “entusiasta” di offrirti compagnia! Senza attendere un secondo di più evoco la bellezza metallica della Tenebris Fulgura che velocemente la sento compattarsi particella dopo particella sul palmo destro in un involucro di elettricità oscura che parte dall’elsa fino a rifinire l’ultimo tratto della lama. Non distribuirò la corrente statica sull’arma, non ancora, è in forma assopita e per la strategia che sto attuando basta e avanza anche troppo.

    Arma – Spada in Forma Dormiente
    Final Sword (Tenebris Fulgura)
    Mi do lo slancio col piede sinistro e scatto in direzione della reietta, innalzando la spada sopra la testa e al contempo visualizzo mentalmente la mia fisicità in ogni dettaglio, il formicolio alle tempie che avverto è buon segno e velocemente il mio corpo si scinde in tre riproduzioni astratte, dinanzi ai miei occhi.

    Alterazione ed Illusione (Esperta):
    Cloni - Capacità di creare copie di se stesso immateriali, manovrate con la propria volontà. (3 Copie)
    Sia io che il trio immateriale ci confondiamo nei movimenti, mischiando come si deve la Lucynda concreta. I cloni punteranno le spade contro gli occhi della ragazza verdognola in modo da oscurarle la visuale ma senza sfiorarla al contatto, in modo da non accorgersi che in realtà sta avendo a che fare con l’intangibile. Mentre i cloni agiscono secondo i miei ordini telepatici, avanzo furtivamente alle spalle della nemica con l’intenzione di trapassare la schiena all’altezza del cuore con la lama della Tenebris con un affondo diretto, finora mi sono trattenuta nell’arrecare graffi agli avversari, ora è giunto il momento di puntare all’uccidere per non essere uccisi. Che riesca nell’intento o viceversa, ritrarrò velocemente la spada e arretrerò di circa quattro metri, tenendomi pronta a compiere numerose schivate in direzione opposta del suo raggio d’azione...
    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 25th September 2015 alle 21:39


  10. #90
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    Re: [Deus ex Machina GDR] Quest di lotta

    CASSANDRA DE LAGUN

    Inizia qui

    La terra dell'Abgruntis è come me l'hanno sempre descritta: pare intrisa di sangue e so bene che lo è. L'enorme albero di quercia di sangue e tenebra pare morto, ma allo stesso tempo, vibra di un'energia malvagia che si scaglia verso il cielo, che impregna l'aria che respiro.



    Dalle sue radici è stato estratto il veleno per Rickard, una pozione terribile come solo poteva essere l'essenza di Raiden. L'enormi statue che sorvegliano la Culla dei Mai Nati sono decisamente inquietanti e anche loro protendono le braccia al cielo e pare che il malevolo dio in persona si manifesterà qui tra noi per prendersi le nostre anime. Per un attimo il cuore mi si gela nel notare la presenza di Ryuk di Leithien tra i reietti, assieme all'arciera di Franthalia, come dice il databook.



    E' un'elfa come me, posso sentirlo, ci siamo solo noi due come esponenti della nostra razza. Non mi farò ottenebrare dalla mia rabbia, ho giurato di portare a casa questa battaglia ad ogni costo come ha ordinato Lantis, quindi strategicamente, mi verrà conveniente evitare uno scontro con lui: sono migliorata da Amaranthis, è vero, ma anche lui non sarà rimasto in panciolle a scaccolarsi il naso. E' sempre stato più veloce di me e più forte, immagino che poi, galvanizzato dagli ultimi successi politici, si mostrerà spietato. E morire non rientra nelle mie opzioni, perchè significherebbe una sconfitta. Darei la vita volentieri per cercare di ammazzarti, Ryuk Leithien, ma non è questo il giorno: oggi, l'Abgruntis è più importante di te. Mi è certamente di convenienza occuparmi dell'elfa, non dovrei aver a che fare così con auree di tenebra ed elementi ostili, dato che domina l'acqua, come me. Come al solito i ribelli hanno il volto parzialmente coperto dal loro ridicolo cappuccio, ma sono indubbiamente due donne. Immagino due streghe, perchè non sento affinità di razza con loro e dubito che Efrem avrebbe fatto scendere dei maghi qui all'Abgruntis. L'aria è elettrica, pare che si stia preparando a piovere e dei corvi ci osservano, come tanti occhi di Raiden pronti a sfamarsi con il cadavere di qualcuno di noi. In un attimo, tutto comincia. Riesco a malapena a vedere Ryuk che si scaraventa su Deirdre, così d'istinto evoco il mio arco, che si materializza tra le mie mani.

    Canto della sirena -> Forma dormiente

    Non sono abbastanza veloce, però, per incoccare una freccia: mi ritrovo la sua falce piantata nello stomaco e riesco solo a vederlo allontanarsi da noi. Stringo i denti, il colpo mi ha tolto il fiato per qualche istante ma posso sopportarlo. Devo sopportarlo. Premo la mano destra sulla ferita, non dovrebbe aver colpito punti vitali, è solo sangue Cassandra, come migliaia di altre ferite che non ti hanno certo fermata. E non mi fermerà nemmeno questa. Devo ricambiare il danno alla nostra fazione, quindi la mia scelta si riconferma sull'elfa. Mentre mi avvicino verso di lei, incocco una freccia ma noto che una ribelle ha avuto il mio stesso pensiero: bene, è sulla mia traiettoria di tiro e non è molto veloce per me. Prendo la mira, sono esperta nella mia arte, ho il campo libero per agire.



    Scoccherò verso la ribelle una freccia puntata al ginocchio, dovrei riuscire ad azzopparla se il colpo avesse successo, e scatterei a zig zag velocemente, subito dopo, contro la reietta, evocando il potere del ghiaccio nella mano libera con cui non tengo l'arco.





    Afferrerò il suo braccio, che dovrebbe al tocco congelarsi e lo strapperò verso di me, con l'intento di lussarlo gravemente o se i Siamesi mi assisteranno, romperglielo.

    Distruzione
    Iceberg –Congela una porzione del corpo, causandone la paralisi e medi danni da congelamento

    Se tutto dovesse andare come nelle mie speranze, dovrei quindi riuscire ad azzoppare una ribelle e rendere inefficace l'arco dei reietti. Prontamente, sempre utilizzando tutta la mia destrezza, mi allontanerò di sette metri circa pronta a schivare qualsiasi attacco proveniente da chiunque e starò decisamente attenta alle mie spalle. Per quello che sento, solo l'elfa domina l'acqua, gli altri potrebbero riservare brutte sorprese.

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