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Discussione: [Concluso] Persuasione

  1. #321
    sim dio L'avatar di Stefizzi
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    Re: Persuasione - Capitolo 11

    Citazione Originariamente Scritto da elix
    oddio che brutto il panzone! credo che Emma in realtà* non si renda conto che la sua sorellina sta patendo le pene dell'inferno..secondo me è ovvio la povera Mara è costretta a sposare quel vecchietto per una questione di soldi che la acida Erica conosce molto bene. magari sbaglio però mi sa tanto che sto matrimonio non ci sarà*..mi piace molto come descrivi i momenti e come li narri bravissima.. Ora però con l'aggiornamento vorrei sapere un pò del biondone sento la sua mancanza.
    Per la tua gioia nel prossimo aggiornamento si è infilato a forza nel capitolo, non ho potuto evitarlo! =D
    Cmq non è esattamente così, ma non sei tanto lontana dalla realtà* per quanto riguarda il matrimonio di Mara!
    Grazie mille del commento!!! <3
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  2. #322
    sim dio L'avatar di Stefizzi
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    Persuasione - Capitolo 11

    CAPITOLO 12 - baby sitting su richiesta (Parte 1)
    And this is how you remind me. Of what I really am.


    - Emma. Forza svegliati, oggi è una giornata pienissima e non posso permettermi di perdere tempo. - Proferì Mara aprendo le tende e illuminando repentinamente la mia stanza buia. Sentire quella voce alle 8 del mattino rendeva una calda giornata di sole, fredda e antipatica.
    - Cosa diavolo vuoi Mara! Non hai un lavoro a cui andare? Lasciami dormire! - Sbottai rigirandomi nel letto nascondendo il viso alla luce.
    - Non fare la bambina come tuo solito, oggi io e Alan abbiamo un sacco di cose da fare, e stasera c'è l'addio al nubilato e al celibato, tu lavori in un asilo a Los Angeles no? - Disse sbrigativa. Mi rigirai nel letto per guardarla meglio. Perché tutto ad un tratto le interessava il mio lavoro?
    - Si... - Risposi cauta.
    - PERFETTO! Allora stasera dovresti badare al figlio di Alan mentre noi andiamo alle nostre feste. A quanto pare nessuna bambinaia che si rispetti è disponibile. - Concluse teatralmente affranta. In realtà potevo vedere chiaramente che non le interessava nulla del fatto che magari avevo impegni per la serata o che magari il fatto che ero un'insegnante non facesse di me una baby sitter.
    - Tu sei matta! Non farò mai da baby sitter al figlio del tuo fidanzato! E poi non sapevo che avesse già una famiglia, a meno che quel figlio non sia tuo, ma non penso, se no Erica chi l'avrebbe sentita! - Dissi con voce assonnata.



    - Bene Emma, credevo che fossi qui per aiutare, e invece come tuo solito ti interessa solo e soltanto di te stessa! - Piagnucolò irritata uscendo dalla stanza. I miei sensi di colpa non tardarono a farsi puntigliosamente sentire, mestamente mi alzai dal letto e scesi in salotto ancora in pigiama.
    - Ok Mara, lo farò mi hai convinta... - Gridai rassegnata. La vidi spuntare dalla cucina con un sorrisone stampato in faccia.
    - Perfetto Emma, finalmente posso andare, ci vediamo stasera! - Rispose compiaciuta.
    Ebbi la sensazione che fossi stata una marionetta nelle mani di mia sorella, e che lei avesse previsto che avrei accettato subito.
    Sospirando feci colazione e cominciai a pensare che forse era troppo facile per la gente manipolarmi, da quel momento in poi avrei adottato il pugno di ferro!
    Erica entrò in cucina proprio in quel momento, ormai ogni volta che era nella mia stessa stanza sentivo il bisogno di dirle che sapevo e di spiegarmi cosa diavolo stava succedendo, o era successo.
    Probabilmente avrei dovuto cedere all'evidenza che non avevo le capacità per scoprire cosa c'era sotto, e mi sarei dovuta rivolgere ad un investigatore privato.
    A distogliermi dai miei pensieri ci pensò proprio lei, tentando di costringermi ad accompagnare Mara, Alan e l'organizzatrice a definire gli ultimi particolari. Riuscii fortunatamente a defilarmi, lasciando a lei l'ingrato compito; dopotutto quella sera mi sarei dovuta occupare di un bambino che prometteva di essere esattamente come il padre, mi sembrava una prova già abbastanza ardua!



    Quel giorno mi accorsi di quanto il detto che dice che "quando si attende qualcosa di spiacevole il tempo vola" fosse vero, quando in un battibaleno mi ritrovai a controllare il bigliettino datomi quella mattina da Mara con l'indirizzo, per assicurarmi che la porta in legno di mogano lavorata a mano fosse la porta alla quale io avrei dovuto bussare.
    Purtroppo non avevo sbagliato strada, ed era proprio quella. Abbattuta bussai 3 volte e attesi che il padrone di casa venisse a ricevermi.
    Mi aprì la porta invece un bambinetto dell'età di circa 7 anni, che sembrava la fotocopia di suo padre.
    - E tu chi sei? - Disse altezzoso. In 4 parole avevo già capito che quella sarebbe stata una serataccia.
    - Stasera tuo papà ha un'impegno, io e te ci divertiremo un mondo insieme. - Recitai memore di migliaia di film che avevo visto sulle tate. Tutte però dopo aver pronunciato quella fatidica frase finivano malissimo.
    Il bambino mi guardò malissimo e poi rispose con un tono tanto insolente da poter gareggiare con Erica.
    - Non credo proprio! Tu sei povera! -
    Tale padre, tale figlio? Fortunatamente, un momento prima che lo plagiassi insegnandogli un'imprecazione molto poco degna di una bocca femminile, il padre, nonché promesso sposo di mia sorella apparve come magicamente alle sue piccole spalle.
    - Oh, buonasera, mi era sembrato di aver sentito delle voci, tu devi essere Emma, la sorella di Rirì! - Disse lui garbatamente.
    Purtroppo solo il fatto che continuasse imperterrito a chiamare mia sorella con quell'obbrobrioso soprannome non lo metteva nei primi posti tra le mie grazie.
    - Buonasera. - Mi limitai a rispondere entrando in casa. Il bambino continuava a fissarmi come se fossi un giocattolo rotto e brutto.



    - Tra poco passeranno a prendermi, tu fai pure come se fossi a casa tua, lui è Alan Junior, è educatissimo, non dovrebbe darti problemi di nessun genere, per qualsiasi problema chiama pure questo numero. - Mi passò un biglietto da visita sul quale compariva il nome di "Edgar". Rimasi un attimo interdetta.
    - Edgar è il maggiordomo, questa è la sua serata libera, ma puoi chiamarlo se non sei in grado di occuparti di lui. - Disse lui notando la mia confusione.
    Che bravo padre, mi dava il numero del maggiordomo... Ogni padre che si rispettasse affiderebbe il proprio figlio al maggiordomo Edgar invece che prendersene cura personalmente. Dopotutto aveva tutte le ragioni, avrebbe passato la notte a divertirsi e farsi magari 2 spogliarelliste in contemporanea, chi ha tempo per i figli in quei momenti?
    Tralasciando il suo commento sulla mia inadeguatezza (avevo la sensazione che fosse solo il primo di una lunga serie) ringraziai e tentai di fare conversazione con Alan Junior.
    I miei tentativi si rivelarono funzionare, il bambino che mi aveva aperto la porta era sparito facendo posto ad un angioletto che chiedeva il permesso per parlare! Come al solito la mia impulsività aveva condizionato il mio modo di pensare e avevo giudicato il piccolo troppo velocemente.
    Il padre osservava il figlio orgogliosamente, ma mi lanciava anche troppe occhiate untuose e curiose. Proprio quando cominciavo a sentirmi talmente a disagio da pentirmi di aver accettato, la limousine arrivò e dopo aver salutato, Alan se ne andò.



    - Allora Alan, cosa vorresti fare adesso? - Chiesi sorridendo al bambino. Cercai di usare il tono che usavo di solito con i miei alunni dell'asilo in cui lavoravo. Era tutta un'altra storia occuparsi di bambini di 2/3 anni, ma alla fine non sarebbe stato impossibile, era solo uno!
    - Niente con te, stupida! - Mi urlò contro per poi correre ad aprire il frigo e cominciare a scaraventare tutto a terra.
    Rimasi completamente atterrita, o questo bambino era posseduto dal diavolo oppure davanti a suo padre era rimasto tranquillo apposta, il chè non escludeva comunque il fatto di essere posseduto dal diavolo.
    - NO! COSA FAI??!! -
    Mi alzai di scatto e lo allontanai dal frigo cominciando a rimettere a posto tutti gli alimenti, i quali sembravano costosi come tutto in quella casa.
    Il bambino intanto, sghignazzando vivacemente prese a correre su per la maestosa scalinata. Rimisi tutto alla bene meglio dentro il frigo e mi affrettai a inseguirlo, quel bambino non era un bambino normale, dove era finito adesso?
    - Dove sei? Alan? - Dicevo guardandomi intorno in tutte quelle porte. Forse voleva giocare a nascondino e sperava che io lo assecondassi... Meglio tentarle tutte.
    - Alan? Guarda che ti trovo, è inutile che ti nascondi. - Dissi in tono giocoso.
    In tutta risposta lui mi lanciò qualcosa di duro dietro la schiena che mi si frantumò addosso. Sperai con tutta me stessa non fosse qualche cristallo, mi voltai per scoprire che mi aveva lanciato addosso un mascara ed ora tutto il liquido nero si stava spandendo sul pavimento.



    Lui intanto mi stava guardando con un ghigno dall'altra parte del corridoio e aveva in mano tutto un set di trucchi, che di li a poco mi sarebbero finiti addosso.
    Terrorizzata mi avventai su di lui quasi fosse un ladro e riuscii non so grazie a quale miracolo di Dio a togliergli i trucchi dalle mani. Tenendolo per un braccio in modo che non mi scappasse, rientrai nella stanza e posai i trucchi sul comodino. La camera, molto graziosa, conteneva un letto singolo, che avesse una sorella?
    - Lasciami andare! Chiamo la polizia se non mi lasci! - Continuava a strillare il bambino divincolandosi dalla mia presa.
    - Stai fermo! - Dicevo io ormai fuori di me. Lo trascinai in salotto e accesi la tv sui cartoni animati.
    - Guarda la tv, non ti piacciono i cartoni? - Tentai in preda alla disperazione. Lui si sedette sul divano con le braccia incrociate e il broncio e cominciò a guardare la tv.



    Dovevo assolutamente andare di sopra a pulire il casino fatto dal mascara e dovevo andare in bagno per ripulirmi, ma non avevo il coraggio di lasciare quella peste da solo. Mi sedetti su una poltrona di fianco al divano tentando di non toccare con la maglia sporca la stoffa e guardai anche io i cartoni.
    - Sai, se credi che papà ti farà favori solo perché sei stata con me questa sera ti sbagli! - Disse lui all'improvviso. Il tono insolente di nuovo presente al 100%.
    - Non voglio nessun favore da tuo padre Alan, tranquillo. Sono qui solo per non farti stare da solo! - Risposi spiazzata.
    - NO! Non ti credo! Sei brutta e antipatica e questi cartoni mi fanno schifo! - Mi gridò contro. Era ufficiale, odiavo i bambini viziati.
    - Non urlare dai... Quali cartoni vuoi vedere? Vuoi vedere un film? - Dissi tentando di calmarlo.
    - NO! Voglio che te ne vai! - Strillò e poi cominciò ad urlare così forte che mi venne voglia di chiedergli di che marca erano i suoi polmoni.
    - Stai calmo per favore, per favore smetti di urlare. - Lo supplicai tentando di sovrastare il suo urlo disperato. Ma lui continuò ad urlare come un'ossesso.
    Feci mente locale, anche se era difficile concentrarsi con tutto quel fracasso. Cosa avrei potuto fare con quel bambino per tenerlo occupato?
    Quando stavo per gettare la spugna e cedere all'impulso di imbavagliarlo mi venne una grande idea: Tempere!



    - Scommetto che non sei capace di colorare con le tempere. - Gli dissi a bassa voce mettendo tutte le mie speranze in quel tentativo. Ogni bambino amava colorare, ora non mi restava che aspettare e vedere se le mie parole avevano avuto effetto. La mia sfida sembrò funzionare, perché il bambino smise all'istante di urlare e mi guardò spavaldo.
    - Invece sono capace! - Esclamò cocciuto.
    - Allora dimostramelo. - Continuai, leggera. Ci ero riuscita!
    - Ok vieni! Andiamo a prendere i colori e coloriamo in salotto. - Mi rispose trascinandomi di nuovo su per le scale.
    - Forse sarebbe meglio se colorassimo nella tua stanza non credi? - Gli dissi tentando di limitare gli imminenti danni al salotto.
    - NO! Ho detto che coloriamo in salotto! Voglio vedere i cartoni in contemporanea. - Sbottò.
    - Ok ok - Mi affrettai ad acconsentire, non potevo permettermi altre urla o altri lanci di mascara. Saltò abilmente la larga pozza che si era creata con il mascara precedente, io la schivai per un pelo e mi diresse nella sua stanza, che notai con una punta di tristezza era quasi più grande di tutto il mio appartamento a Los Angeles.
    Cominciò a frugare in tutti gli armadi e in tutte le scatole e ogni volta che trovava qualcosa di utile me lo ficcava in mano senza troppi complimenti.
    Tornammo in salotto con tutto il necessario per sporcare tappeto e mobili. Riuscii a convincerlo a usare una tovaglia sotto il foglio, ma non ottenni altro, lui si buttò sul foglio impiastricciandolo di colori nel giro di 3 secondi netti.



    - Devo andare un attimo in bagno Alan, ti posso lasciare un attimo qui da solo? - Gli chiesi cauta.
    - Non sono un bambino! - Mi urlò lui in tutta risposta - Non ho bisogno della baby sitter! -
    Mi resi conto che quel bambino si sentiva decisamente triste e solo, e capii improvvisamente il senso di tutti quei suoi comportamenti.
    Gli passai una mano sulla testa dolcemente.
    - Hai ragione, allora vado. Quando torno voglio vedere un bel paesaggio marino. Ok? - Gli dissi di nuovo in tono amorevole.
    Lui annuì ma non distolse lo sguardo dal pasticcio che stava creando. Probabilmente avrebbe avuto un futuro come artista pensai divertita mentre mi precipitavo su per le scale per pulire il mascara.



    Ero riuscita a riparare l'irreparabile, tornai di sotto molto più tranquilla, ma mi fermai agghiacciata non appena entrai nel salotto.
    Alan Junior aveva effettivamente creato un paesaggio marino, ma aveva usato tutta la stanza come foglio, il divano di un bianco candido ora era verde come un prato, e il tappeto persiano era diventato uno splendido cielo con tanto di sole incorporato.
    - Ti piace? - Mi disse lui pieno di compiacimento. Io ero completamente fuori di me dalla paura. Avrei dovuto chiedere un mutuo alla banca per poter risarcire la famiglia di Alan per la sostituzione di quei mobili, inoltre non dovevano essere pezzi che si trovano facilmente al mercatino dell'usato, erano sicuramente pezzi appartenenti a qualche dinastia o qualcosa che avrebbe aumentato il loro valore e soprattutto il loro prezzo alle stelle.
    In preda alla più cieca disperazione cominciai a vagare dal tappeto al divano emettendo strani versi. Non vedevo soluzione a quel disastro. Era la fine.
    - Ma perché fai così, sei per caso Handicap? - Mi chiese lui guardandomi diffidente.
    - Papà mi ha detto che non posso parlare con gli Handicap, perché è gente stupida. - Continuò tranquillissimo mentre io continuavo a disperarmi e imprecare a metà.
    - Ti rendi conto che hai sporcato tutti i mobili della casa???? - Gli dissi inginocchiandomi di fronte a lui e scuotendolo per le spalle con gli occhi fuori dalle orbite.
    - Tuo padre mi ammazzerà quando scoprirà cosa ti ho lasciato fare! E' ti ho lasciato qui SOLO per 10 minuti! 10 dannati minuti!! - singhiozzai.
    Lui di tutta risposta mi spiaccicò le sue mani piene di colore sulle guance e ridendo mi rispose.
    - Era noioso sul foglio, tu non arrivavi e così ho pensato che se lo avessi fatto più grande tu avresti capito che sono capace di disegnare. -
    PERFETTO! La mia soluzione per tenerlo tranquillo mi si era ritorta contro, dovevo immaginarlo, quando una persona ha la sfiga che la segue non c'è nulla che possa fare per vivere tranquillamente. Lo spettacolo che si sarebbe presentato ad Alan Senior quando sarebbe tornato sarebbe stato un salotto completamente trasformato in un paesaggio soleggiato, un bambino sporco dalla testa hai piedi di colori e una donna sporca sia di colori che di trucchi.



    Incapace di muovermi non mi spostai da quella posizione neanche quando suonò il campanello. Il bambino scattò alla porta urlando, mentre io guardai disperata l'orologio. Erano solo le 11, non poteva essere già tornato suo padre.
    - Ehy piccolo! Ma sei tutto sporco! - Esclamò una voce maschile fin troppo familiare. Mi raggelai ancora di più. Che diavolo ci faceva David a casa di Alan a quest'ora?
    - Sto giocando a colorare con la signora stupida! - Esclamò Alan Junior tutto contento. - Vieni vieni guarda! - Lo sentivo urlare dall'entrata. Probabilmente stava trascinando il ragazzo in salotto per mostrargli il suo capolavoro di arte moderna.
    Mi alzai e tentai invano di sistemarmi. Ero completamente sporca di colore e avevo una vistosa macchia nera sul retro della maglia.
    - La signora stupid... - Cominciò David bloccandosi alla mia vista. Tentai di sorridere ma tutto ciò che riuscii a produrre era una piccolissima smorfia di disperazione. Mi fissò per un tempo che mi parve interminabile completamente immobile e mi chiesi a cosa diavolo pensasse. Poi improvvisamente scoppiò a ridere, e rise, rise, rise. Si piegò in 2 tenendosi la pancia con le mani e sembrava avesse anche le lacrime agli occhi.
    Il piccolo Alan lo guardava pieno di adorazione e rideva anche lui continuando a tirarlo per la manica sporcandogli la giacca firmata.
    Io ero inorridita. In quella situazione non vedevo nulla di ilare, anzi ogni momento mi veniva da piangere sempre più fortemente.



    - Che c'è tanto da ridere Dave. - Proferì una voce femminile improvvisamente. L'avevo già sentita forse, ma non ricordavo proprio dove.
    Non dovetti pensarci molto, perché una più che ubriaca Pearl spuntò alle spalle di David con un sorriso stampato in faccia. OH Merda!
    Non capivo più nulla, tentavo dare un senso alla loro presenza in casa ma il mio cervello era sotto shock e l'unica cosa che mi urlava ad intermittenza era "divano-tappeto-divano-tappeto".
    - Pearl!!!! - Urlò il bambino con tutto il fiato che aveva nei polmoni. - Ti piace? Ti piace? A David piace! A te piace? L'ho fatto tutto io! - Continuava a saltarle intorno mentre lei con gli occhi chiusi si teneva la testa e gli faceva cenno di stare lontano. Nel frattempo David rideva ancora.
    - Per favore AJ, smettila di saltare che mi fai venire il mal di mare, cosa hai fatto? - disse lei con una voce strascicata, barcollava leggermente sul posto.
    Al posto del bambino, che continuava a saltellare pazzo di gioia a destra e a manca, rispose David, tra un attacco e l'altro di risa.
    - Guarda che bel paesaggio! ... Il divano e il tappeto! ... - Mi sentivo sempre più male, lui rideva, tanto cosa gli importava? Non era lui che doveva donare un rene e vendere i propri familiari per poter ripagare quel disastro, il "perfettino" David aveva le mani pulite. le fitte allo stomaco si facevano sentire sempre più forti, e sentivo dei brividi di freddo percorrere tutto il mio corpo. Se non fossi stata pietrificata sul posto mi sarei andata a sedere, ma l'unica cosa che riuscivo a fare era guardare atterrita David che rideva e Pearl che si guardava intorno con gli occhi semichiusi.



    - Cos'hanno di strano il tappeto e il divano? E quella chi è? Che ci fa in casa mia? - Disse Pearl completamente disorientata. A quelle parole quasi mi cedettero le ginocchia, come avevo fatto ad essere così cieca! Era chiaro come il sole, Pearl era la proprietaria della camera che avevo visto prima!! Era la sorella maggiore di Alan Junior! E quindi... O mio Dio... Intorno a me divenne tutto buio.


    Capitolo 12 (Seconda Parte) >>
    (Come al solito, per qualsiasi errore che vedete segnalatelo. Chiedo scusa se questo capitolo vi risulta troppo lungo ho dovuto spezzarlo perché ho scritto veramente troppo! )
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  3. #323
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: Persuasione - Capitolo 11

    La storia di Mara con questo capitolo inizia a delinearsi. Ciò che non mi è chiaro è il motivo per cui abbia dato di matto così all'improvviso. Insomma, una ragazza tranquilla non si sveglia da un giorno all'altro con l'intenzione di bruciare i capelli ad una compagna. Ci dev'essere stato un qualcosa prima, che abbia scoinvolto la sua vita. Ma mi chiedo cosa possa essere stato. Un ragazzo? O era tutto un modo per cercare di attirare l'attenzione della madre?
    Poi chiaramente incombe la domanda del perchè Erika non abbia mandato anche Emma al riformatorio. E qui sinceramente non sò se sia legato ad un sentimento del genitore o a un avvenimento ben preciso. Anche se vedendo ed analizzando il personaggio della madre opterei maggiormante per la seconda risposta.

    Su Frank non ho nulla da dire più degli altri commenti. E in particolare, Pagliuzza ha espresso con esattezza tutto quello che ho sempre pensato. Per Emma, Frank non è altro che un salvagente.
    Invecie ci hai finalmente presentato il futuro marito di Mara, Alan, che effettivamente era meglio non conoscere xD Sarò sincera, anch'io come Emma non me lo aspettavo così. Beh ricco sì, ma pensavo fosse un brav'uomo, dal carattere debole e influenzabile, e che dopotutto andasse d'accordo con Mara per questo. E' stato un po' un colpo di scena trovarsi difronte ad un uomo così... vecchio! Il classico cinquantacinquenne ricco e potente desideroso di sistemarsi con una donna giovane e bella. Ma che vergogna! =(

    Penso che la ribellione di Mara non possa che riguardare la celebrazione delle nozze.

    Bene. Mi fermo, prima che il discorso possa diventare noioso per gli altri utenti E complimenti per il capitolo!

    Con il passare del tempo però, la lotta di Emma si trasformò in una serie di dispetti atti a disturbare la quiete di Erica.
    In questa frase intendevi dire "dispettosi" atti? O ho per caso inteso male... ?
    La cena proseguì molto formale, io quasi non aprivo bocca se non per rispondere alle domande che mi poneva il futuro marito di Mara, ma mi sentivo costantemente a disagio.
    Al posto di "non aprivo" avrei messo "non aprii"...



    P.S. La seconda parte dell'11 la leggo stasera ;.) Adesso devo proprio correre a studiare, scusami

    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

  4. #324
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    Re: Persuasione - Capitolo 11 (Seconda Parte)

    Non credi di aver esagerato un po a scrivere? Cioè devi pensare anche ai lettori che cercano di cogliere e di capire al meglio il capitolo... A mio parere, questo, è davvero troppo lungo!
    Scusami se sono stato inappropriato e/o invadente.

  5. #325
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: Persuasione - Capitolo 11 (Seconda Parte)



    io.....
    io.....
    io.....



    no......dammi il tempo di riprendermi un attimo.........aspetta, voglio rileggerlo, ma stesera COMMENTO!!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Michael
    Non credi di aver esagerato un po a scrivere? Cioè devi pensare anche ai lettori che cercano di cogliere e di capire al meglio il capitolo... A mio parere, questo, è davvero troppo lungo!
    Scusami se sono stato inappropriato e/o invadente.
    Scusami tu se mi permetto, ma forse un pò inappropriato si, lo sei stato....
    n. 1 perchè lei si era già* "scusata" della lunghezza del capitolo (non che ce n' era bisogno);
    n. 2 perchè c' è gente che i capitoli lunghi li apprezza. Meglio un capitolo lungo, così chi li vuole li legge, chi li preferisce più corti può leggerlo un pò alla volta....senza "affaticarsi troppo"
    Ti rimando le mie scuse se mi sono intromessa, ma credo davvero che, soprattutto di questi tempi con l' ignoranza che c' è, capitoli così lunghi siano da ammirare, se fossero lunghi e scritti male ovviamente ti darei ragione, ma stefizzi, a mio parere scrive divinamente, e il tuo commento (secondo me) era davvero inappropriato...
    e poi siamo su un forum (piazza pubblica per discutere, era per i latini) e quindi....


  6. #326
    sim dio L'avatar di Stefizzi
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    Re: Persuasione - Capitolo 11

    Citazione Originariamente Scritto da KiraSim
    La storia di Mara con questo capitolo inizia a delinearsi. Ciò che non mi è chiaro è il motivo per cui abbia dato di matto così all'improvviso. Insomma, una ragazza tranquilla non si sveglia da un giorno all'altro con l'intenzione di bruciare i capelli ad una compagna. Ci dev'essere stato un qualcosa prima, che abbia scoinvolto la sua vita. Ma mi chiedo cosa possa essere stato. Un ragazzo? O era tutto un modo per cercare di attirare l'attenzione della madre?
    Poi chiaramente incombe la domanda del perchè Erika non abbia mandato anche Emma al riformatorio. E qui sinceramente non sò se sia legato ad un sentimento del genitore o a un avvenimento ben preciso. Anche se vedendo ed analizzando il personaggio della madre opterei maggiormante per la seconda risposta.

    Su Frank non ho nulla da dire più degli altri commenti. E in particolare, Pagliuzza ha espresso con esattezza tutto quello che ho sempre pensato. Per Emma, Frank non è altro che un salvagente.
    Invece ci hai finalmente presentato il futuro marito di Mara, Alan, che effettivamente era meglio non conoscere xD Sarò sincera, anch'io come Emma non me lo aspettavo così. Beh ricco sì, ma pensavo fosse un brav'uomo, dal carattere debole e influenzabile, e che dopotutto andasse d'accordo con Mara per questo. E' stato un po' un colpo di scena trovarsi difronte ad un uomo così... vecchio! Il classico cinquantacinquenne ricco e potente desideroso di sistemarsi con una donna giovane e bella. Ma che vergogna! =(

    Penso che la ribellione di Mara non possa che riguardare la celebrazione delle nozze.

    Bene. Mi fermo, prima che il discorso possa diventare noioso per gli altri utenti E complimenti per il capitolo!

    Con il passare del tempo però, la lotta di Emma si trasformò in una serie di dispetti atti a disturbare la quiete di Erica.
    In questa frase intendevi dire "dispettosi" atti? O ho per caso inteso male... ?
    [quote:t72g1boe]La cena proseguì molto formale, io quasi non aprivo bocca se non per rispondere alle domande che mi poneva il futuro marito di Mara, ma mi sentivo costantemente a disagio.
    Al posto di "non aprivo" avrei messo "non aprii"...



    P.S. La seconda parte dell'11 la leggo stasera ;.) Adesso devo proprio correre a studiare, scusami [/quote:t72g1boe]
    Ahaha, grazie mille del commento.
    Non so proprio cosa rispondere, perché tutte le tue congetture sono più che giuste e se rispondessi ti direi esattamente come prosegue e termina il diario xD
    Però tranquilla perché sono tutte domande a cui avrai una risposta nel corso della storia!
    Su Frank no comment xD
    E su Alan purtroppo hai ragione, è una cosa squallidissima, ma quanti esempi ne abbiamo nella vita di tutti i giorni?? Alla fine diciamo che lui vuole una donna bella e lei vuole i suoi soldi, proprio come tutti gli innumerevoli esempi che abbiamo! -.-'
    Una delle tante pecche del mondo scarlatto dei ricchi BAH.
    Mara si è ribellata per un quasi giusto motivo, ma più avanti si saprà* tutto MHUAA

    Per quanto riguarda le segnalazioni degli errori grazie mille, però nel primo caso è giusto così, la parola "atti" si intende in questo caso proprio come: "fatti per"
    mentre per la seconda parte sono davvero indecisa, perché mi suonano bene tutte e 2 le versioni, però diciamo che è un passato nel passato, che tempo dovrei usare in questo caso??
    (accidentaccio all'italiano che è troppo complicato xD)
    Grazie ancora del commento, prenditi tempo per leggere la seconda parte perché l'ho fatta più lunga del previsto

    Citazione Originariamente Scritto da Michael
    Non credi di aver esagerato un po a scrivere? Cioè devi pensare anche ai lettori che cercano di cogliere e di capire al meglio il capitolo... A mio parere, questo, è davvero troppo lungo!
    Scusami se sono stato inappropriato e/o invadente.
    Figurati non sei stato ne inappropriato ne invadente, purtroppo me ne rendo conto anche io che di solito riesco a fare capitoli più corti e leggeri, ma dovevo arrivare ad un punto con questo capitolo (e non sono neanche riuscita a terminarlo qui, infatti ci sarà* ancora una terza parte) e non ho potuto tagliare nulla.
    Mi dispiace di averti indispettito, se ti va mi farebbe piacere se lo leggessi a pezzi piano piano, ma purtroppo io non sono stata in grado di dividerlo più di così. =(

    Prometto che però questo è uno degli ultimi che farò così lunghi!

    Citazione Originariamente Scritto da Maru
    io.....
    io.....
    io.....

    no......dammi il tempo di riprendermi un attimo.........aspetta, voglio rileggerlo, ma stesera COMMENTO!!!!
    ahahahah preparati psicologicamente prima di commentare, è un capitolo infinito xD
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  7. #327
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    Re: Persuasione - Capitolo 11 (Seconda Parte)

    Citazione Originariamente Scritto da Maru1e1a


    io.....
    io.....
    io.....



    no......dammi il tempo di riprendermi un attimo.........aspetta, voglio rileggerlo, ma stesera COMMENTO!!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Michael
    Non credi di aver esagerato un po a scrivere? Cioè devi pensare anche ai lettori che cercano di cogliere e di capire al meglio il capitolo... A mio parere, questo, è davvero troppo lungo!
    Scusami se sono stato inappropriato e/o invadente.
    Scusami tu se mi permetto, ma forse un pò inappropriato si, lo sei stato....
    n. 1 perchè lei si era già* "scusata" della lunghezza del capitolo (non che ce n' era bisogno);
    n. 2 perchè c' è gente che i capitoli lunghi li apprezza. Meglio un capitolo lungo, così chi li vuole li legge, chi li preferisce più corti può leggerlo un pò alla volta....senza "affaticarsi troppo"
    Ti rimando le mie scuse se mi sono intromessa, ma credo davvero che, soprattutto di questi tempi con l' ignoranza che c' è, capitoli così lunghi siano da ammirare, se fossero lunghi e scritti male ovviamente ti darei ragione, ma stefizzi, a mio parere scrive divinamente, e il tuo commento (secondo me) era davvero inappropriato...
    e poi siamo su un forum (piazza pubblica per discutere, era per i latini) e quindi....
    Adesso una persona non può esprimere il proprio parere? E poi, si... Anche per me, Stefizzi, scrive benissimo ma quando è troppo è troppo.

  8. #328
    sim dio L'avatar di Stefizzi
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    Re: Persuasione - Capitolo 11 (Seconda Parte)

    Nono, vorrei sedare subito questa cosa.
    Va benissimo così, ognuno la pensa come vuole.
    Per favore non arrabbiatevi =(
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  9. #329
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    Re: Persuasione - Capitolo 11

    Citazione Originariamente Scritto da Michael
    Non credi di aver esagerato un po a scrivere? Cioè devi pensare anche ai lettori che cercano di cogliere e di capire al meglio il capitolo... A mio parere, questo, è davvero troppo lungo!
    Scusami se sono stato inappropriato e/o invadente.
    Citazione Originariamente Scritto da Stefizzi
    Figurati non sei stato ne inappropriato ne invadente, purtroppo me ne rendo conto anche io che di solito riesco a fare capitoli più corti e leggeri, ma dovevo arrivare ad un punto con questo capitolo (e non sono neanche riuscita a terminarlo qui, infatti ci sarà* ancora una terza parte) e non ho potuto tagliare nulla.
    Mi dispiace di averti indispettito, se ti va mi farebbe piacere se lo leggessi a pezzi piano piano, ma purtroppo io non sono stata in grado di dividerlo più di così. =(

    Prometto che però questo è uno degli ultimi che farò così lunghi!
    Va bene, comunque, pazienza lo leggerò piano piano...

  10. #330
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    Re: Persuasione - Capitolo 11 (Seconda Parte)

    Citazione Originariamente Scritto da Stefizzi
    Nono, vorrei sedare subito questa cosa.
    Va benissimo così, ognuno la pensa come vuole.
    Per favore non arrabbiatevi =(
    Tranquilla... Io non ti sto affatto criticando! Come hai appena detto, ognuno può esprimere la propria opinione ed io l'ho fatto...

 

 
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