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Risultati da 411 a 416 di 416
  1. #411
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Puppeteer - Cap.XII: Tra Due Fuochi

    Capitolo XIV: "Coleridge Road"

    -“Aspetta un attimo Dylan, fammi vedere se ho capito bene. Secondo te Ilary è stata uccisa dall’Uomo Misterioso che veniva citato nel suo diario, lo stesso diario che tu e Megan avete rubato dalla stanza di Mike, lo stesso diario su cui avete trovato il mio nome e che vi ha permesso di trovarmi, cosa che ha fatto spaventare Mike che temeva che io, essendo stata amica di Ilary, potessi sapere qualcosa sui suoi giri loschi e che avrei potuto spifferarla a voi altri, i quali stavate indagando proprio sul suo conto, cosa che lo ha quindi spinto a minacciarmi, così che io ti convincessi a riconsegnargli il diario. Ora mia nonna è morta, pensavo che l’artefice fosse Mike, il quale, dopo avermi vista parlare con te nel parcheggio ha temuto che ti avessi detto qualcosa di scomodo per lui e ha quindi deciso di farmela pagare dando fuoco al negozio di nonna, ma adesso tu mi dici che non è così, perché Mike è stato ucciso e il diario non è più in suo possesso, cosa che ti spinge a credere che sia lo stesso Uomo Misterioso ad aver ucciso Mike e ad aver preso il diario, perché anche lui temeva che potesse esserci qualcosa che potesse incriminarlo. Poi adesso spunta fuori questa cosa della Confraternita e che, mia nonna, non è morta per mani di Mike né dell’Uomo Misterioso, ma bensì per colpa di questi fanatici. Per non parlare poi della BMW nera che mi seguiva, l’hai visto pure tu, no? Ma se, come mi hai detto tu, Mike non ha una macchina nera come quella, allora chi mi seguiva? L’Uomo Misterioso? Era lui secondo te? Mi teneva d’occhio, sempre per il diario? Era per quello che era nel parcheggio? Era venuto a prendere il diario? Credi davvero che le cose stiano così?”-
    Ellie aveva capito tutto alla perfezione, cosa che mi stupì visto quello che stava passando in quel periodo.



    -“Sì.”- risposi laconico.
    -“No, no, no e ancora no. Non è un caso che questi fanatici abbiano preso di mira proprio me e mia nonna, è una coincidenza troppo assurda perché io possa crederci. Mike o quell’altro devono c’entrare qualcosa, e se Mike davvero non c’entra con l’incendio, deve c’entrare l’Uomo Misterioso, quello del diario, quello che ci spiava.”-
    -“C’è un'altra cosa.”-
    -“Fantastico. Cosa c’è adesso? Gli alieni stanno venendo a prendermi? “-fece lei sarcastica.
    -“Megan ha fatto delle ricerche … su di te, e abbiamo scoperto che … bhe, che questa Confraternita è solita fare dei rituali nella casa vicina a quella in cui abitavi tu da piccola con i tuoi genitori, prima che tuo padre…”-
    -“Sì, ho capito.”- mi bloccò brusca lei.



    -“Vedo che sapete tante cose su di me.”-
    -“Mi dispiace, ma non…”-
    -“Non ti devi dispiacere, è comprensibile, e forse quello che avete scoperto mi potrà aiutare. Hai detto che si incontrano in quella casa, quei fanatici, vicino alla casa in cui abitavo da piccola.”-
    -“Esatto.”-
    -“Vedi? Un'altra coincidenza assurda dici? Non penso proprio! Dobbiamo andarci.”-
    -“Non se ne parla neanche! E se li incontriamo?”-
    -“Oh, ma non scherzare! Non credo che se ne vadano in giro con un cartello con su scritto “guardateci, siamo degli assassini!”, se fossero così facili da incontrare la polizia li avrebbe già beccati, non credi?”-
    Sbuffai, appoggiando la nuca sul tavolo. Eravamo nel mio appartamento, il quale ultimamente mi sembrava essere sempre più buio e soffocante, nonostante lasciassi sempre le finestre aperte.
    -“Cosa pensi di trovare?”- dissi senza alzare la testa.
    -“Niente, prendiamola come una gita in campagna, ok?”-
    Sollevai la testa dal tavolo. Ellie stava già indossando il cappotto.



    -“Ci stai, allora?”-
    -“Va bene, ma torniamo presto.”- bofonchiai.
    -“Certo.”- disse lei in un enorme sorriso. –“Andiamo?”-
    -“Vai ad accendere la macchina, io devo prendere delle cose.”-
    -“Ok, ti aspetto giù.”-



    Non avevo la più pallida idea di quello che stavamo facendo. Era una buona idea andare fin laggiù? Per cosa poi? Ma mi sembrava il minimo che io potessi fare per Ellie. In fin dei conti mi stava chiedendo davvero di fare una gita fuori porta in una vecchia casa. Aprii la tracolla. Controllai che dentro ci fosse tutto: la macchina fotografica con tanto di obiettivi di ricambio, il cellulare, un pacchetto di fazzoletti di carta e la mia agenda. Questa mancava. Ma dove l’avevo messa? Iniziai a cercarla per tutta casa, consapevole che stavo facendo aspettare Ellie; ma proprio non potevo andarmene senza prima scoprire dove l’avevo messa.



    Dopo aver buttato a soqquadro l’intero salotto scoprii di averla lasciata sul letto, in camera. Era ancora aperta. La presi in mano con convinzione, per poi metterla subito nella tracolla insieme al resto, ma un dettaglio mi colpii: c’erano della cancellature evidenti. Alcuni appuntamenti erano stati cancellati passandoci sopra più volte con la penna, così tante volte da creare una macchia di inchiostro così scura e fitta da rendere impossibile leggere cosa ci fosse scritto in precedenza. Ma io non ricordavo di averlo fatto, assolutamente. Iniziai a sfogliare velocemente le ultime pagine, le cancellature erano a decine, eppure non riuscivo a ricordare di quali appuntamenti si trattasse, era difficile dirlo in effetti, erano tutti a orari e in giorni diversi. Il citofono iniziò a suonare improvvisamente, facendomi sobbalzare.
    -“Chi è?”-
    -“Sono io Dylan, ci sei?”- chiese curiosa la voce di Ellie dall’altra parte.
    -“Sì, scusa, sto scendendo.”-
    Infilai l’agenda nella tracolla e mi affrettai a raggiungerla. Tuttavia avevo quella terribile sensazione di quando sei certo di aver dimenticato qualcosa di importante ma non riesci a ricordare cosa.
    -“Se è così importante mi accorgerò presto della sua assenza.”- pensai mentre chiamavo l’ascensore.



    Una volta fuori dal portone del palazzo iniziai a cercare con lo sguardo Ellie. –“Ehi!”- mi urlò lei dall’altro lato della strada. Stavo attraversando la strada quando tornò quella strana sensazione, di calore misto a nausea, che avevo sentito quando ero nel bagno dell’ufficio e quando mi trovavo al cimitero. Stava succedendo di nuovo. Ero nel bel mezzo della strada, il semaforo era verde ma non potevo fermarmi troppo. L’immagine del flacone di pastiglie mi attraversò svelta la mente. Ecco cosa avevo dimenticato! Ormai era tardi, nella mia testa era ripartito quel continuo e tedioso “bip”. Sembra l’allarme di una sveglia, ma non quella della mia sveglia, ne ero sicuro. La vista si stava offuscando un’altra volta e stavo ricominciando a sudare copiosamente. Gli occhi iniziarono a tradirmi di nuovo, il cemento della strada sembrava essere diventato parquè e i passanti che stavano attraversando la strada avevano tutti quelle noiosissime e squallide scarpe marroncine, quelle che avevo visto addosso all’Uomo Misterioso. –“Resta qui, resta qui.”- iniziai a sussurrare tra me e mentre mi tenevo stretta la testa tra le mani. Ero arrivato finalmente dall’altro lato della strada. Gli occhi sembravano essere tornati quelli di sempre e Ellie non sembrava essersi accorta del mio disagio.
    -“Pronto?”- mi chiese mentre saliva in macchina.
    -“Certo.”- risposi mentre mi voltavo verso la strada. Gli astanti che avevo incrociato mentre attraversavo avevano tutti paia di scarpe differenti e la strada era un fiume di cemento e non di legno. Per un attimo sentii una stretta al cuore. Che cosa mi sta succedendo? Mi chiesi mentre raggiungevo Ellie in macchina.







    Eravamo in viaggio da ormai una ventina di minuti, eravamo in periferia, lontani dal centro, quando il mio cellulare iniziò a squillare. Era Megan.
    -“Pronto?”-
    -“Dylan? Si può sapere che fine avevi fatto? Ti ho cercato a casa un centinaio di volte!”- rispose furiosa la voce di Megan dall’altra parte della cornetta.
    -“Ho avuto un imprevisto. Tutto bene?”-
    -“No, in realtà. Ti ricordi la deliziosa fidanzatina di Mike, quella che avevamo incontrato alla festa?”-
    -“Sì, perché?”-
    -“Sono alla centrale di polizia insieme a lei e al suo amico Stephen, hai visto alla festa anche lui.”-



    -“In centrale?”- sobbalzai io.
    -“Non ti preoccupare, non è nulla di grave.”- fece lei noncurante.
    -“Ma che è successo?”-
    -“Pare che la signorina Emanuelle abbia ricevuto una misteriosa soffiata da un individuo sconosciuto che affermava che io sarei coinvolta con l’assassinio di Mike in quanto sua ex. Una teoria assurda, ovviamente.”-
    Rimasi in silenzio per un attimo. Mille idee mi frullavano i testa.
    -“Ci sei ancora?”-
    -“Pensi che sia stato lui?”-
    -“E chi sennò? Dylan, quel tizio, chiunque egli sia, ci vuole fuori dai piedi, questa ne è la prova inconfutabile”-
    -“E ora? Che cosa hai intenzione di fare?”-
    -“La polizia non ha alcuna prova che possa incriminarmi, non preoccuparti. Al momento l’unica preoccupazione degli agenti è quella di liberarsi di quella gallina starnazzante di Emanuelle, credimi.”-
    -“Sicura che vada tutto bene?”-
    -“Sicurissima. Almeno passerò un pomeriggio un po’ diverso dal solito. E tu invece? Pensavo che fossi a casa.”-
    -“Sì, ero in casa, ma …”-
    -“Ma?”-
    Ellie mi fece cenno con una mano: eravamo arrivati.
    -“Scusa, ora devo andare. Ci sentiamo più tardi, ok?”-
    La sentì sbuffare dall’altra parte: -“Va bene.”-


    Ultima modifica di Rayky; 15th October 2013 alle 17:48

  2. #412
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Puppeteer - Cap.XIII: Corinne (NEW)

    La casa era piuttosto grande, e spettrale, come se tutta la situazione non fosse già abbastanza inquietante. Era chiaramente abbandonata da anni. Cadeva a pezzi, ma era attorniata da un boschetto dall’aspetto fiabesco. La vegetazione cresceva libera sulla pareti, sulle porte e sulle finestre: se la stava divorando lentamente.
    -“E’ questa? Sicura?”- chiesi a Ellie mentre chiudeva la macchina.
    -“Sì.”- disse in un sospiro. Tornare in quel luogo forse la rendeva un po’ irrequieta, anche se non lo voleva dare a vedere.
    -“Dall’altra parte di quel boschetto c’è la mia casa, la mia vecchia casa ovviamente; ammesso che ci sia ancora.”-
    Iniziammo ad incamminarci lungo il sentiero di ghiaia, che portava alla villetta.



    -“Credo di esserci pure stata dentro qualche volta, credo i miei genitori conoscessero la famiglia che viveva qui.”-
    Mi guardai attorno. Non c’era anima viva a parte noi. Solo il rumore dei nostri passi incerti sui ciottoli. Alcune finestre erano state chiuse con delle travi di legno, anch’esse degradate dal tempo e dalla pioggia. Eravamo finalmente davanti alla porta.
    -“E ora.”-
    Ellie tirò un enorme sospiro, di nuovo.
    -“Ora entriamo.”- disse mentre metteva la mano sul pomello arrugginito della porta. Si aprì, senza troppe storie, non emise nemmeno il classico suono spettrale che mi aspettavo di sentire. Un odore stantio ci aggredì.
    -“Dio, che puzza.”- mi lamentai mentre mi portavo la mano sul naso.
    -“Pensa sia il meno peggio.”- continuò lei indicandomi il cadavere di un gatto accovacciato in un angolo.
    La casa era piuttosto spaziosa, come si poteva evincere dall’esterno.



    La carta dai parati era completamente svanita dalle pareti, il legno era divorato dalle termiti, ad ogni nostro passo sembrava che l’intera struttura scricchiolasse, come ad invitarci ad uscire. La luce filtrava debole dalle finestre, in mezzo alle travi di legno. Niente mobili, neanche uno, solo in cucina erano rimaste ancora attaccate alla parete una stufetta e il forno.
    -“Se la passavano piuttosto bene, eh?”- dissi sussurrando mentre ancora ci guardavamo attorno.
    -“Già.”- rispose lei stringendosi nel cappotto.
    All’ingresso, subito davanti alla porta, troneggiava una grande rampa di scale. –“Andiamo a dare un’occhiata al piano di sopra?”- le chiesi.
    -“Perché no?”-
    -“Non si direbbe che qualcuno venga qui regolarmente, non trovi?”- la incalzai io mentre salivamo.



    -“Mh…”- fece lei pensierosa, sembrava essere completamente in un altro mondo, guardava la casa come se fosse stata la sua casa. Improvvisamente mi venne un dubbio: e se mi avesse nascosto qualcosa? Che cosa sapevo di lei? Pochissimo. Schiacciai via quei pensieri, anzi, vennero letteralmente sfrattati dalla mia testa per far posto a qualcosa di più importante. In fondo al corridoio, vicino a quello che una volta doveva essere un bagno, c’era una stanzetta, l’unica illuminata, l’unica senza travi alla finestra. Era una stanza qualsiasi, vuota e umida come le altre della casa, eppure quella, nella sua desolatezza, era piena. Le pareti erano decorate con carta da pareti azzurra, come quella di un bambino. Mi sforzai di ricordare se nei documenti che mi aveva mostrato Megan si parlasse di bambini, ma non riuscivo a ricordare. –“Pensa, pensa”- mi disse mentre mi picchiettavo la fronte. Ellie nel frattempo era entrata in una grande stanza, probabilmente la camera matrimoniale dei due coniugi. Camminai velocemente verso la cameretta azzurra e mi bloccai sulla soia della porta. Doveva per forza essere la stanza di un bimbo. Era un fatto insignificante che i coniugi avessero o meno un figlio, non influiva sulle nostre ricerche eppure era una dettaglio che mi aveva provocato scompiglio nella testa, anzi un vero casino. Entrai nella stanza, lento e ossequioso, come se stessi entrando in una chiesa. Mi avvicinai alla finestra. Il cielo era nuvoloso, tento per cambiare.
    -“Niente, anche questo piano è vuoto, Dylan.”- disse Ellie mentre mi raggiungeva nella camera.
    -“Temo sia stato un giro a vuoto, anche se in realtà non è che mi aspettassi di trovare qualcosa.”-
    -“Già …”- risposi io pensieroso.
    Ellie, nel frattempo, era tornata a controllare le altre stanze. Il giardino assomigliava più che altro a un foresta selvaggia. Erbe, piante e arbusti stavano inghiottendo una vecchia recinzione, una fontanella, una statua e … delle lapidi? Di male in peggio. Che fossero le lapidi dei due coniugi? Dovevo scoprirlo.



    Mi catapultai al piano inferiore, raggiunsi la cucina, dove ricordavo aver visto una porta che dava sul retro della casa, e in pochi secondi mi ritrovai nel selvaggio giardino che avevo visto dalla finestra. Il cielo era plumbeo: stava per iniziare a piovere, non avevo dubbi. Mi avvicinai alle due fredde lapidi, facendomi strada in quella foresta di erbacce e arbusti rinsecchiti. Una volta davanti alle due funeree pietre mi chinai per scostare le erbacce, così da poter leggere le scritte incise sopra.



    La foto sbiadita di un uomo dall'aria distinta mi saltò subito all'occhio. Sotto c'era scritto l'anno di nascita e quello di morte, come su ogni lapide che si rispetti, e subito sopra il nome: George ... Mi bloccai. Il sangue mi si gelò nelle vene, letteralmente. Mi sembrava che il cielo grigio ora mi stesse cadendo addosso. Quel cognome, io lo conoscevo! Era come se tutti i cassetti tenuti chiusi fino a quel momento si fossero aperti tutti insieme, di colpo. Corinne. Megan. Ilary. Mike. Ellie. E lui. Mi sentii mancare la terra sotto i piedi, la testa iniziò a girarmi vorticosamente e prima che potessi rendermi conto di quello che mi stava accadendo mi trovai steso a terra, inerte. Il cielo era grigio. Poi nero. Persi i sensi.





    NOTA: al momento la connessione internet mi sta facendo impazzire, aggiornerò l'indice e tutto il resto domani.
    Ultima modifica di Rayky; 15th October 2013 alle 17:50





  3. #413
    sim dio
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    Re: Puppeteer - Cap.XIII: Corinne (NEW)

    Ciao! finalmente hai aggiornato
    sinceramente parlando, non so proprio cosa dire, anche perché sta diventando tutto intricato e capirci non è semplice! tutte queste coincidenze poi! Megan è stata messa in mezzo all'assassinio di Mike, poi questa agenda scarabocchiata...
    Le foto sono molto belle, soprattutto le ultime tre... e mi sembra di stare a vedere un telefilm XD
    aggiorna presto che sono curiosissimo

  4. #414
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: Puppeteer - Cap.XII: Tra Due Fuochi

    Citazione Originariamente Scritto da Rayky Visualizza Messaggio
    Ellie aveva capito tutto alla perfezione
    Beata lei
    Sinceramente, devo rileggermi i capitoli passati U_U Però anche questo capitolo è molto bello! Le foto curatissime come sempre, perfettamente aderenti allo scritto. Fai davvero invidia ç__ç
    Che bello, è tornata la simpaticona di Emanuelle -.- Qui ci sono troppi uomini misteriosi in giro, e l'unico uomo di cui abbiamo il nome ora (George) è forse il più misterioso di tutti: chi era? Perché Dylan lo conosce?
    Ma la domanda più importante di tutte è: quand'è che Rayky potrà darci le risposte a queste e altre domande???
    Bravo che sei stato di parola U_U






  5. #415
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    Re: Puppeteer - Cap.XII: Tra Due Fuochi

    Chi è lui????
    Voglio sapere il cognome di George!!! Bellissimo capitolo, inquietante come solo un thriller di qualità sa essere, quoto Mettiu sembra un film.
    Le ultime foto sono perfette per rendere la sensazione di Dylan che perde i sensi.
    Che quella possa essere casa sua e lui non si ricorda di esserci vissuto?
    Vabbè lasciamo stare le congetture: urge nuovo capitolo XD


  6. #416
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: Puppeteer - Cap.XII: Tra Due Fuochi

    Rayky mi dispiace ma devo sospendere
    Se vuoi riaprirlo ( anzi sei obbligato ) manda un mp a me o alle altre mod di sessione

 

 
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