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  1. #1
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ebbene si, ho deciso anch'io di aprirmi un angolo ministorie e ora ve le leggete tutte *numero di visite in questa pagina: -∞*
    Ringrazio tantissimo Valentinasims700 per avermi sopportato/supportato e per avermi convinto ad aprire


    (no Castiel... non mangiarmi D: )

    Perché questo titolo? Beh provate voi a vedervi per dieci volte di fila le stesse puntate di papà Castoro con un cugino più piccolo

    Ma ora bando alle ciance il vostro Hamburger (HotDog nella foto ) ha da narrarvi qualcosa:

    Indice:
    Storie d'amore - Storie di vita - Storie umoristiche - Storie drammatiche - Storie fantascientifiche o fantasy - • Storie thriller o horror

  2. #2
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ultima modifica di SimsKingdom; 3rd November 2013 alle 19:14

  3. #3
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Letter from the past



    «Finalmente abbiamo una casa nuova.» esclamò Anne guardando compiaciuta l’ingresso della villetta, Derek, dalla cima della pila di casse contenenti i mobili guardò anch’esso la casa. «Su! Portiamo dentro le scatole, i mobili non si sistemeranno certo da soli.» disse scendendo e, facendosi aiutare dalla sua fresca moglie, iniziò a spingerle dentro e cominciando ad arredare da quello che, secondo Anne, sarebbe diventato il loro nuovo soggiorno.
    Erano quattro anni che Derek e Anne stavano insieme, si conobbero in un centro commerciale, lui era un commesso in un negozio di abbigliamento che nel tempo libero scriveva romanzi per guadagnare mentre lei era una semplice pittrice. Quando si conobbero, mentre lui le stava consigliando qualche abito, inizialmente lei lo detestò per i suoi modi insistenti e il carattere da “so ’-tutto-io” ma col passare del tempo imparò ad apprezzarlo, si informò un po’ e scoprì che abitava a pochi isolati da casa sua, così ogni giorno lo seguiva fino al negozio per poi tornarci più tardi con la scusa del volersi comprare dei vestiti. Lui capì il suo interessamento quando vide che passava tutto il tempo a fissarlo mentre sceglieva tra un espositore e l’altro. Dopo un paio di settimane che questa tattica andava avanti, lui le si avvicinò con la scusa del “posso esserti utile?” e, mentre le consigliava l’ennesima maglietta, le chiese un appuntamento. Lei accettò tutta entusiasta e, la sera dopo, uscirono insieme. Fecero una passeggiata in centro e poi mangiarono una pizza in uno dei ristoranti più rinomati, a un certo punto, presi dal vino e dalla musica, i due… si baciarono dando inizio così alla loro storia d’amore. Stettero quasi tre anni insieme vedendosi di nascosto nel negozio oppure la sera quando lui finiva il turno, poi lui le chiese di convivere e vissero per un anno a casa dei genitori di Derek che però, a causa del loro comportamento iperprotettivo, non lasciavano molto spazio personale alla coppia, si sposarono una volta raggiunta una certa stabilità economica e cercando immediatamente una casa dove poter vivere senza essere osservati dai parenti.
    Verso pomeriggio finirono di arredare il salotto e Derek si rallegrò della bellezza della casa «Che bello dopo un anno passato a casa dei miei finalmente la nostra bella villetta. Mi piace... ma… Anne… mi ascolti?» disse girandosi verso la moglie. La ragazza era presa nell’osservare una statua nell’angolo della stanza, accanto alla finestra.



    «Si scusami… è solo che… non capisco da dove possa essere sbucata questa statua, non c’era nelle scatole e non pensò sia nostra…» disse lei portandosi una mano alla fronte. Il ragazzo si avvicinò e iniziò a squadrare anche lui la scultura, rappresentava una donna abbigliata come una dama del novecento con le mani sul volto come se stesse piangendo.
    «Può darsi che c’era già e spostando i mobili non ce ne siamo resi conto, comunque possiamo tenerla qui in salotto, potrebbe essermi utile per trovare l’ispirazione per qualche romanzo oppure a te per qualche nuovo dipinto... chissà.» disse Derek pensando a qualche nuova storia.
    Verso sera i due riuscirono a sistemare il frigo e il piccolo tavolo con due sedie abbinate che la madre di Derek aveva regalato loro proprio in occasione del trasloco. Cenarono e si sistemarono nel salotto davanti al televisore, «Il solito film romantico prima di andare a letto?» chiese amorevolmente Derek chinandosi sulla scatola dei DVD.
    «D’accordo, vediamo cosa proponi!» rise Anne accomodandosi sul divano.
    «Edward mani di forbice oppure preferisci Pretty Woman?» disse il ragazzo sollevando le due custodie. Lei ne indicò uno «Pretty Woman, adoro Richard Gere in quel film…» sospirò poi.
    «Ehi, guarda che sono geloso.» ribadì Derek scoppiando a ridere.
    Spensero le luci e si accoccolarono sul divano.
    A un certo punto Anne sobbalzò «Si… si… si è mossa…» balbettò indicando inorridita la statua.
    Derek la abbracciò «è impossibile che si sia mossa, ti lasci impressionare facilmente. Eppure questo non è un horror.» provò a rassicurarla il ragazzo, ma invano perché Anne sembrava davvero terrorizzata.
    «Non me lo sono immaginato, mi sono girata per guardarla e le mani erano posizionate sulla bocca e due occhi di pietra bianchi e assenti mi fissavano, mi sono voltata tornando al film e appena l’ho riguardata… le mani erano di nuovo sul viso…».
    Derek la strinse ancora di più a se e la baciò sulla fronte «sta calma, sarà stata la stanchezza dovuta al viaggio e al lavoro di oggi, ora andiamo a dormire e domani finiremo di arredare.» disse alzandosi e aiutandola a sollevarsi in piedi e a salire le scale. Andarono a dormire prendendo immediatamente sonno.
    La mattina seguente i due si alzarono di buon ora, scesero in cucina e fecero un’abbondante colazione, non si curano di rimettersi gli stessi vestiti del giorno precedente, tanto avrebbero dovuto riprendere il lavoro di arredamento. Portarono le casse nel salotto e qualcuno suonò alla porta.




    «Vado io!» disse Anne posando una scatola e uscendo, ma non prima di aver rivolto alla statua uno sguardo di paura.
    «D’accordo, ti aspetto qui, intanto provo a scrivere qualcosa, mi è venuta una bell’idea stamattina e non voglio farmela sfuggire.» rispose Derek con un sorriso raggiante mentre si dirigeva alla scrivania. Anne sorrise e andò ad aprire la porta, fuori vi era un uomo di circa trentacinque anni con una giacca grigia sopra a una camicia azzurra.
    «Buongiorno, lei è?» chiese Anne all’uomo.
    «Salve, mi chiamo Eric Kaver.» rispose lui con voce profonda.




    «Oh! Che coincidenza, mio marito si chiama così di cognome.» disse lei leggermente stupita. “No, non è possibile, i suoi parenti ci hanno trovato anche qui, questo chi è? Suo zio?” pensò seccata.
    «Suo marito si chiama Derek vero?» chiese lui titubante.
    Anne stava iniziando a spazientirsi, non voleva che i parenti di suo marito li seguissero anche qui, adesso che avevano trovato un po’ di pace e tranquillità.
    «Si… e lei come fa a saperlo? È per caso un suo parente?» replicò Anne ormai con i nervi a fior di pelle.
    «Beh… sono… sono suo nipote.» disse tutto d’un fiato Eric, arrossendo di colpo.
    Anne scoppiò in una fragorosa risata isterica, poi, al culmine della rabbia mandò via l’uomo che però iniziò a insistere. «Sono venuto qui per darle una cosa che suo marito diede a suo figlio molti anni fa. Mi creda non sono venuto qui per importunarla, per farle perdere tempo utile oppure solo per spiarla.» la zittì sprezzante Eric uscendo dall’interno della giacca una cartellina di carta ingiallita dal tempo. Anne l’aprì un po’ titubante e quando se lo vide davanti in una foto sbiadita che recava la data “14-Dicembre-1946” non poté crederci. Oltre alla piccola foto che assomigliava a quelle di un soldato, c’era anche una lettera che recava una data diversa da quella della foto e una dedica sulla parte di dietro “16-Giugno-1973, al mio unico e vero amore perduto, Anne Kaver.” Alla ragazza iniziarono a tremare le mani, non era più uno scherzo, quella era davvero la calligrafia di Derek, ma come era possibile, si erano parlati due minuti prima, era impossibile che lui si trovasse contemporaneamente nel 1973. Aprì la lettera e lesse qualche riga a salti, il terrore e la tristezza la presero d’assalto e la cartella le cadde dalle mani finendo sulla pietra ancora umida della notte.




    Corse in casa puntando dritta il soggiorno, sperava di trovarci Derek seduto alla scrivania mentre scriveva qualche frase del suo romanzo, gli sarebbe corso incontro, l’avrebbe abbracciato e insieme avrebbero scacciato via quell’uomo che si stava prendendo gioco di lei in quel modo così crudele. Ma nulla, Derek non c’era, di lui solo il computer acceso e la sedia spostata. Anne scoppiò in lacrime e nella sua testa si fecero vive le parole di quella lettera:

    Ultima modifica di SimsKingdom; 28th February 2013 alle 23:16

  4. #4
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    “Caro amore,
    non puoi nemmeno immaginare quanto tu mi sia mancata, sono passati ben 58 lunghi anni da quando ho incrociato per l’ultima volta il tuo viso angelico incorniciato dai quei capelli rossi e quegli occhi verdi che mi hanno sempre rasserenato nei momenti più bui della mia vita. Per te, invece, saranno passati si e no solo cinque minuti dall’ultima volta in cui mi hai visto. Se i miei calcoli sono esatti questa lettera, insieme alla cartella contenente la mia foto di quando sono entrato nell’esercito è arrivata nello stesso momento in cui io mi sono messo al computer per scrivere. Come puoi vedere tu stessa, questa lettera è autentica e la persona la fuori è veramente mio nipote Eric. Mi dispiace doverti dare questa triste notizia ma io sono bloccato in quest’epoca e ormai non posso più fare ritorno da te, mio amore.
    Sono arrivato nel 1920 all’inizio non volevo crederci, un attimo prima ero in salotto al pc e quello dopo ero in un campo a molte miglia da casa, c’era un ragazzo che mi ha visto “arrivare”, beh… l’ho spaventato, ma il giornale che stava leggendo è volato per terra e io non ho potuto fare a meno di leggere la data riportata, ancora oggi all’età di ottantaquattro anni me ne ricordo perfettamente: 18-Marzo-1920, ho vagato per molto tempo, da solo, cercando sempre un modo per tornare indietro da te ma sono riuscito solo a trovare notizie su ciò che mi aveva catapultato qui, in quest’epoca. Avevi ragione era viva, la statua del soggiorno è viva ed è stata lei a spedirmi qui. È una creatura demoniaca che si nutre del tempo della persona che ha spedito nel passato, è immortale e velocissima ma ha una debolezza, se guardata, fotografata o viene fatto un video, essa si trasforma in pietra fin quando non si distoglie lo sguardo.
    Ed è questo ciò che ho sbagliato io, non mi sono accorto che la statua era sparita dal suo piedistallo e si stava dirigendo verso di me.



    Sempre più vicina…



    Finché…




    Ora sono qui nel passato a pagare per il mio errore e sperare che, un giorno, io possa tornare indietro da te, per abbracciarti ancora una volta, ma so che non sarà così. Sono arrivato alla fine della mia vita, ogni giorno sono sempre più debole e so che mi avvicino sempre di più alla morte. Ma posso fare ancora qualcosa… posso salvare te da una fine così crudele come la mia.
    Ti ho detto che questa creatura non può essere vista altrimenti si tramuta in pietra, ebbene tu dovrai fare questo: metti la statua in una stanza piena di specchi così che l’immagine riflessa della creatura ,possa bloccare se stessa, ma mi raccomando fallo quando i suoi occhi sono visibili o il piano andrà perduto.
    So che c’è la farai… un ultimo avvertimento: Non battere ciglio, se lo fai sei morta. Non voltare mai le spalle, non distogliere lo sguardo e soprattutto non chiudere mai gli occhi. Buona fortuna.

    Ti amo e ti amerò per sempre.
    Tuo, nel presente, nel futuro e soprattutto nel passato.
    Derek Kaver.”

    Anne pianse tutte le lacrime che aveva in corpo e quando si fu svuotata del tutto, si rimise in piedi, andò in cucina e prese delle corde dalle scatole tornò in soggiorno e fissò la statua, aveva le mani sugli occhi come sempre, ma a lei serviva diversamente, così chiuse gli occhi per un secondo infrangendo la regola di Derek, quando li riaprì la statua aveva cambiato posa, ora aveva le mani sulla bocca come la sera precedente, quando Derek gli aveva detto di stare tranquilla, ma ora lui era morto e non poteva più dirgli di star calma.
    Si avvicinò alla scultura e mise le corde attorno al suo corpo «Eric, vieni a darmi una mano!» urlò con disperazione, l’uomo entrò subito dopo e senza discutere aiutò Anne a trascinare la statua al piano di sopra.
    «Tu resta qui, tieni gli occhi fissi su di lei, non muoverti, fissala sempre, se lo fai sei vivo altrimenti morirai!» gli disse cupa e senza ulteriori giri di parole aprendo la porta di una delle stanze. Era vuota se non una specchiera coperta da un telo, “meglio di niente” pensò la ragazza e tolse il tessuto, allora scese giù e prese dalle casse altri specchi, tutti simili tra di loro, altro assurdo regalo dei genitori di Derek, li portò uno ad uno nella stanza disponendoli in tondo, poi insieme ad Eric, trascinò la statua al centro del cerchio e lì ce la lasciò. Uscì dalla stanza osservando la scultura che stava li, ferma e immobile al centro della camera, senza più possibilità di fuga.




    «Grazie Eric, di tutto!» disse Anne una volta accompagnato l’uomo fuori di casa.
    «Di nulla… e ora che farai?» chiese lui.
    «Non so, pensò che proverò a ricominciare la mia vita senza di lui, sarà dura… dopotutto se n’è andato da un’eterna mezz’ora.» rispose lei con falsa ironia prima di scoppiare in lacrime tra le braccia di Eric.
    «Credo che sia rimasto qualcosa qui dentro.» disse infine lui raccogliendo da terra la cartellina e tirandone fuori una vecchia foto.
    Anne la guardò e una volta girata, lesse ciò che Derek gli aveva scritto per l’ultima volta.

    “Questa è… la mia famiglia, mia moglie Karin, l’unica donna che mi ha ascoltato e capito in tutti questi anni. È stata la prima persona che mi ha rivolto la parola dopo circa un mese che ero completamente da solo. Mi ha ospitato e poco dopo l’amore è nato così… di getto…
    Ma l’amore per te è sempre più importante dell’amore che provo per lei, ho una tua foto sotto il mio cuscino. Ogni notte mentre lei dorme io la guardo e penso a te, al tuo sorriso ormai così lontano e spero che tu mi amerai ancora come io ho amato e amo ancora te.
    Questi due bambini sono Henry e Mary Anne. Si… le abbiamo dato il tuo nome così che possiamo ricordarci di te ancora a lungo.

    Ti amerò per l’eternità,
    tuo, Derek.



    P.s.: come vedi, sono entrato nell’esercito e ora sono un generale a tutti gli effetti. Mia madre voleva che trovassi un lavoro serio? Beh credo di averla accontentata ora.

    Anne Rise amaramente all’ultima frase, si portò la fotografia al petto e, alzando gli occhi al cielo, mandò un ultimo saluto all’unico uomo che aveva sempre amato.


    «Addio Derek.»

    -----------------------------------------------------------------------------------------------

    Ecco la mia prima ministoria, spero vivamente di non avervi annoiato alla prossima
    Ultima modifica di SimsKingdom; 28th February 2013 alle 22:45

  5. #5
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ciao benvenuto in sessione.
    La storia e molto bella, anche se drammatica e quella statua è davvero inquietante

  6. #6
    sim dio L'avatar di tati
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ciao Sims!!
    Che bella questa tua storiella...anche se un pò inquietante e molto triste!
    Spero Anne riuscirà a rifarsi una vita e riesca ad esser felice!
    Aspetto presto nuove storielle! ^^




  7. #7
    sim dio L'avatar di XxRosy_99xX
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ciao Sims!
    Questa ministoria mi è piaciuta moltissimo!!! *__*
    Anche se un pò triste
    Devo ammettere che il tuo modo di scrivere mi piace!!
    Spero che Anne riuscirà ugualmente ad essere felice anche senza Derek (povero lui )
    Aspetto altre tue ministorie, Sims!
    EDIT: La copertina in cui ci sei te vestito da hot dog è stupenda!
    Ultima modifica di XxRosy_99xX; 1st March 2013 alle 15:45


  8. #8
    sim dio L'avatar di Valentinasims700
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Ma che ringraziare e ringraziare U_U anzi ti dico grazie io per avermela fatta leggere!
    Te l'ho già detto ma amo il tuo stile di scrittura! Poi vabbe, anche se è una storia tristissima mi è piaciuta tantissimo
    secondo me anche le foto erano state fatte al momento giusto! Spero che ne pubblicherai presto un'altra e ....
    Sommo hamburger..... Tu sei spacciato per hamburger ma nella copertina sei un hot-dog U_U ahahah la frode degli alimenti XD
    stavo scherzando U_U splendida copertina
    '-'



  9. #9
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Storia particolarissima Sims, complimenti!
    Molto triste, mi è dispiaciuto tantissimo per Anne E anche molto inquietante, temo me la sognerò di notte quella statua D:
    Pubblica presto altre storielle mi raccomando!!!

  10. #10
    sim esperto L'avatar di sari-tre
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    Re: Sommo Hamburger raccontaci una storia...

    Oddio sims che storia assurda... Troppo triste.. non avevo capito né intuito nulla fino alla fine, alla lettura della lettera di Derek... Avevo solo capito che in qualche.modo la statua c entrava v.v Hai davvero una gran fantasia e mi piace molto il tuo stile! aspetto di leggere la tua prossima minostoria complimenti ancora! Continua cosi
    Ultima modifica di sari-tre; 1st March 2013 alle 21:54




    2.2: Sorprese.
    (aggiornamento del 2 Luglio.)
    trovi questo e molto altro nel mio angolo ricordi

 

 
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