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Risultati da 1 a 10 di 47

Discussione: Lifes' Collage

  1. #1
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Lifes' Collage





    Storie d'amore |Storie di vita |Storie umoristiche ˜|Storie drammatiche ˜|Storie fantasy o fantascientifiche |Storie thriller o horror ˜
    Ultima modifica di pagliuzza; 20th October 2011 alle 15:29

  2. #2
    sim dio L'avatar di Flagghi
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    Re: Lifes'Collage

    Pagliuuu <3 aspetto, aspitto e aspatto!!!
    chebbell'idea poi
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    ConfinementPixelliniPapercupsBallooon

  3. #3
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Re: Lifes'Collage

    Citazione Originariamente Scritto da Flagghi
    Pagliuuu <3 aspetto, aspitto e aspatto!!!
    chebbell'idea poi
    sei un lampo :O



  4. #4
    sim dio L'avatar di Dado99
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    Re: Lifes'Collage

    Che bell'idea Pagliu!!
    Aspetto le storielle!

  5. #5
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Lifes'Collage

    ˜Finalmente a Casa!˜

    La luce di Totnes, un paese immerso nel verde del Devon, quel sabato, giungeva calda nella sua camera e, dolcemente, le carezzava il viso. Non era bella: lineamenti spigolosi, l€™aria severa, il naso dritto e le labbra decise. Aveva per dei lunghi e lucenti capelli neri. Peccato li legasse sempre, assumendo un€™aria pi vecchia. Aveva gli occhi neri e profondi come gallerie buie e fredde, dove alla fine, per,a ben guardare, s€™intravedeva un caldo barlume di luce.



    Dopotutto, sarebbe stata una bella donna, Miss Coleridge, se solo si fosse curata un po€™ di pi. Ma a lei non sembrava importare, ormai pensava che il suo tempo d€™oro fosse passato e rivolgeva invece tutte le sue aspettative a coloro che ancora dovevano viverlo. Gestiva la €œCasa del fanciullo€, un orfanotrofio che era ormai da tempo la sua casa. E quello era un nuovo giorno, doveva alzarsi in fretta per dare la sveglia a tutti i suoi piccoli barbari. La sua camminata risoluta ormai la riconoscevano tutti al solo rumore che facevano i suoi tacchi nel lungo corridoio, e ancor prima che entrasse nelle stanze, i bambini erano gi tutti in piedi ai bordi dei letti.



    Le volevano bene, nonostante la sua inflessibilit e cercavano di non disubbidirle non per soggezione, ma per non recarle dispiaceri. Lei aveva dato un tetto a tutte quelle piccole anime, ma non solo un tetto, era per loro un punto fermo, la certezza di non sentirsi mai pi soli. Miss Coleridge era stata una di loro, cresciuta da una zia senza mai aver conosciuto i suoi genitori, morti quando aveva ancora pochi mesi. Non aveva ricevuto carezze e sorrisi, ma solo una ferrea educazione che l€™aveva irrigidita nei modi. La durezza della vita l€™aveva portata ad un€™eccessiva riservatezza. Non riusciva a condividere neanche una, sia pur piccola, emozione, era sua e doveva rimanerlo, non aveva mai pianto, per nessuno al mondo. Per ora in quei bambini aveva trovato il modo di riversare tutto il suo amore; di loro conosceva il dolore e lo condivideva. Forse, ci che li accomunava era la consapevolezza della morte. Quasi tutti fanno esperienza della morte, ma chi ne davvero consapevole? Chi ne stato attraversato, penetrato dalla sua inesorabilit. Miss Coleridge scacci i suoi pensieri, non si concedeva debolezze.



    Continu la sua camminata, imperterrita, ma si blocc spiazzata di fronte al letto vuoto della nuova arrivata. Emma May era una bambina di all€™incirca 11 anni, sveglia, ma troppo irrequieta per i gusti di Miss Coleridge. Era arrivata il giorno prima, infuriata perch non erano ancora state pervenute le sue valigie e gi all€™istitutrice non aveva fatto una buona impressione, ora, non trovandola nel letto, pens che questa bambina le avrebbe dato parecchio da fare. Era magra, bionda e minuta, ma era forse la pi energica e determinata l, tra tutti i bambini. Sembrava sfidare tutti con l€™audacia dei suoi modi. Lo sguardo luminoso e irrequieto, a volte per si spegneva, si bloccava e diveniva mesto. Aveva perso la madre un anno prima e il padre non era riuscito a mantenerla da solo. Probabilmente allontanava le lacrime con il suo temperamento ribelle. La perdita della mamma inconsolabile e il vuoto che lascia il pi gravoso di tutti.



    Miss Coleridge, dopo un primo momento di disappunto, per quel gesto di disubbidienza, si preoccup: ora le importava solo scoprire dove fosse andata a ficcarsi quella benedetta bambina. -Anna, hai per caso visto Emma, la nuova bambina, stamattina?- chiese alla vicina di letto di Emma, dissimulando la sua apprensione e tornando la Miss Coleridge tranquilla e severa. Le rivolse uno sguardo ingenuo €“No, Miss Coleridge, mi sono svegliata ora, l€™ultima volta che l€™ho vista stata ieri sera, si lamentava delle valigie che ancora non sono arrivate!-. Allora la donna si rivolse agli altri €“Qualcun altro sa qualcosa?-. Il coro di bambini rispose unanime €“No, Miss Coleridge-. La donna allora riprese a camminare pi velocemente verso l€™uscita, lasciando i bambini alle loro chiacchiere su €œla nuova arrivata€. And a chiedere al giardiniere, ai camerieri, al custode€ nessuno seppe risponderle. Pens allora che la bambina si fosse nascosta in qualche angolo remoto dell€™edificio. Li controll tutti, anche quelli riservati a cui i bambini non potevano accedere€ anzi soprattutto quelli. Per quel poco che la conosceva, non le sembrava proprio una di quelle bambine che seguono le regole. Cerc anche nei giardini, nel boschetto€ Ma che fine aveva fatto? Sembrava proprio si fosse smaterializzata. Decise allora di dirigersi in paese, probabilmente quella peste era addirittura uscita, non si sa come, dall€™edificio. Non era solita recarsi in paese, se non per comprare provviste per l€™orfanotrofio. Totnes era una graziosa e vivace citt situata nelle bellissime campagne del Devon, dove pullulavano mercati. Il sabato poi non c€™era letteralmente il minimo spazio per passeggiare tranquillamente. Miss Coleridge non amava la confusione, ma pens che a quella piccola peste l€™avrebbe certamente attirata. Si avventur tra quella massa colorata e chiassosa di persone sperando di riuscirne viva. Venne sballottata qua e l da qualche signora frettolosa, poi fermata da un venditore che puzzava di pesce, investita da una bicicletta. Ne usc s viva, ma ancora pi disperata di prima.
    La bambina non c€™era.



    Si era gi fatta sera e ormai affranta torn all€™orfanotrofio: se aveva perso una bambina, ce n€™erano ancora altri cento che reclamavano la sua presenza. La brezza soffiava lieve quel sabato sera; alcune stelle iniziarono a prendere il loro posto in quella distesa blu e nel centro, incantevole, splendeva la luna. Il fiume che attraversava Totsen sembrava vellutato e rifletteva le stesse dolci sfumature del cielo. Perlomeno, pens la donna, ovunque fosse ora Emma, non vagava nel buio, ma aveva su di s la confortante luce della luna. Lei per non riusciva ad apprezzare, con quello stato d€™animo, quel bellissimo paesaggio.



    Giunse al suo amato orfanotrofio, distrutta e sconfortata, stava quasi per piangere, proprio lei, la rigida Miss Coleridge. Entr nella grande sala da pranzo e trov ancora tutti i bambini che aspettavano lei per iniziare la cena. Decise che doveva informarli della scomparsa della nuova bambina. Anche se non aveva per nulla voglia di parlare, nemmeno di pensare. Richiam per tutti all€™attenzione ed esord cos €“ Prima d€™iniziare a cenare, miei cari, volevo informarvi del drammatico evento che oggi mi ha tenuta lontana per tutto il giorno!-il tono di voce era serio e quasi commosso €“non so che parole utilizzare, perch in realt non ci sono proprio parole in situazioni del genere-. I bambini si guardavano, preoccupati e confusi, fra di loro €“Emma, la nuova bambina, l'ultima arrivata, cos vivace €- no, Miss Coleridge non voleva proprio dirlo, sarebbe stato come confermare che davvero era scomparsa, sarebbe stato come arrendersi, mostrare la sua impotenza. €“Ebbene, Emma €-
    DLIN DLON!!!!!!!!!!!!!



    Tutti si zittirono, chi poteva mai suonare il sabato sera alla porta dell€™orfanotrofio!?! Il cameriere and ad aprire un po€™ interdetto e pochi attimi dopo dalla robusta porta di legno della sala comparve una figura minuta, che risoluta si trascinava dietro una valigia dall€™aria pesante. La bambina, visibilmente stanca, pos a terra la valigia e ci si sedette sopra sull€™orlo dello sfinimento e un po€™ stizzita . La sua entrata aveva portato il silenzio nella sala, e Miss Coleridge aveva dipinto in viso un€™espressione sorpresa ma ancora incredula.
    Emma non tard a rompere il silenzio €“Uff ! Quanto ho faticato per andarmela a riprendere!- sbott riferendosi alla valigia -Non fossi andata io stessa, a piedi, l€™avrei persa! Ora ho fame!Che c€™ per cena? Sono sfinita!-concluse la bimba in un sol soffio.



    A quel punto nella sala si riversarono le risate dei bambini.
    ...E il pianto di una donna.



    Miss Coleridge piangeva, di un pianto felice e rigenerante. Nessuno se ne accorse in quell€™esultanza generale, solo lo sguardo attento di Emma riusc a cogliere quelle lacrime e a custodirle come un tesoro.



    Emma, finalmente, si sent amata. Si sent € a casa.
    Ultima modifica di pagliuzza; 19th October 2011 alle 23:05



  6. #6
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Re: Lifes'Collage

    sta storiella in realt* l'ho scritta l'anno scorso (per questo ce l'avevo pronta) in un momento in cui ero particolarmente ispirata da certe mie letture di bambina mi sembrata fatta apposta per questa sezione c'ho messo la canzone di annie alla fine perch mi sembrata adattissima e perch cos ognuno di voi si pu immaginare il "Domani" (in positivo) di emma e di miss coleridge ora che le due si sono trovate
    cmq volevo chiedervi: ...come la devo catalogare sta storia?? XDD non so che genere scegliere, se di vita o drammatica
    ps. qualcuno dovrebbe spiegarmi come disegnare una lacrima (vedere penultima foto )
    pps. spero non vi abbia annoiato troppo (non so quanto possa risultare coinvolgente la scomparsa di un'orfanella XD)



  7. #7
    sim dio L'avatar di the best girl
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    Re: Lifes'Collage

    commovente e con ambientazioni stupende
    bravissima

    edit: io sceglierei drammatica
    Now, if you two don't mind, I'm going to bed before either of you come up with another clever idea to get us killed - or worse, expelled.

  8. #8
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Re: Lifes'Collage

    Citazione Originariamente Scritto da the best girl
    commovente e con ambientazioni stupende
    bravissima
    grazie!!!!!!!!! stavo gi iniziando a pensare di avervi fatto addormentare tutti sulla tastiera XDD
    Ultima modifica di pagliuzza; 19th October 2011 alle 23:11



  9. #9
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: ℒifes'ℂollage

    E' bellissima questa storia Pagliuzza! Scrivi molto bene e anche le ambientazioni sono azzeccatissime! Molto particolare la descrizione della Coleridge, mi piaciuta moltissimo! Comunque la catalogherei pure io come storia drammatica, o al massimo, tra le storie di vita.
    Ancora complimenti! =D





  10. #10
    sim dio L'avatar di pagliuzza
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    Re: ℒifes'ℂollage

    Citazione Originariamente Scritto da Rayky
    E' bellissima questa storia Pagliuzza! Scrivi molto bene e anche le ambientazioni sono azzeccatissime! Molto particolare la descrizione della Coleridge, mi piaciuta moltissimo! Comunque la catalogherei pure io come storia drammatica, o al massimo, tra le storie di vita.
    Ancora complimenti! =D
    :O grazie!!!! A fare le ambientazioni mi sono divertita tantissimo anche se c'ho perso un pomeriggio per le foto non so come fate voi autori dei diari XD poi maru che ne deve fare una sfilza per ogni capitolo :O ci mette solo un'ora per caricarle tutte secondo me
    cmq s la storia l'ho catolagata come drammatica (nuvoletta) proprio qualche minuto fa



 

 
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