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Risultati da 351 a 360 di 506
  1. #351
    sim dio
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    Re: Situazione

    Gruppo 4 - Malva Dawson

    Veniamo guidati da Vera, verso la camera da letto di Carmen. A quanto pare il gruppo è ancora unito... la ragazza "affamata" si è decisa a seguirci, aiutandoci in questa "avventura". Io, mentre seguo gli altri, lancio uno sguardo profondo ed eloquente ad Alexander. Intanto, il corpo della povera donna giace ancora lì, coperto solo dal giubetto del fidanzato.
    Appena varcata la soglia della camera da letto, non posso non notare con quanta cura è stata arredata, i mobili sono notevolmente molto pregiati; è tutto così perfetto, qui dentro... anche se c'è sempre quell'alone di mistero, che, d'altro canto, si sente sulla pelle in ogni angolo di questa Mansion. Ma ciò che mi colpisce di più, oltre dei libri posti sopra il divanetto e dei biglietti sul camino... è un mobiletto molto chic, che stona quanto un cazzotto sull'occhio.
    Appena varcata la porta, senza esitare, la ragazza prosperosa si butta a quattro di spade sul lettone della Knight, ma... cosa fa?
    poi, con l'euforia di una che ha vinto alla lotteria, si mette a saltellare su di questo, cadendo poi a terra: <<Signorina, per cortesia!>> esclama Vera, quasi in imbarazzo.
    <<stia attenta, cerchiamo di non fare troppo disordine altrimenti potrebbe sfuggirci qualcosa!>> precisa la Wright, mentre la ragazza si intrufola furtivamente sotto il letto.
    Mi viene quasi da ridere dinanzi a questa scena comica, ma cerco di trattenermi, evitando di risultare anch'io poco appropriata. Vera però ha assolutamente ragione, dobbiamo tenere le cose in ordine, se vogliamo veramente trovare soluzione agli enigmi di questa gelida notte. Dopo ciò, la noto scrutare incuriosita l'acquario... attratta quasi da quella pietra che si trova sul fondale: <<Per favore, fate finta di non vedere quello che sto per fare U_U>> esordisce, inserendo la mano dentro l'acquario, con espressione schifata. <<Dai su, per lo meno è pulito!>> rispondo con un sorriso sulle labbra, cercando di sciogliere i nervi tesi del gruppo.
    Intanto, mi dirigo incuriosita verso l'armadietto bianco; cavolo, la tentazione di aprirlo è davvero tanta, poiché mi attrae come un magnete. Forse sto solo vaneggiando?
    Ultima modifica di mettiu; 14th February 2013 alle 15:42

  2. #352
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: Situazione

    Ted Miller spostato, per sua richiesta, a fine turnazione (tra Jennifer e Adrian Mangiamorte).
    Proseguiamo con la turnazione: tocca a Lia Monroe.
    Sei stufo di giocare con i sim della EA? Vuoi provare una partita in Multiplayer? Gioca con noi al Quartiere comune!

  3. #353
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: Situazione

    Vivienne Landgraab

    Appena uscita da quella sala mi sento meglio. Penso quasi di andare in bagno a darmi una rinfrescata, ma vedo uscire anche gli altri del gruppo e tutti insieme raggiungiamo la sala d'attesa dell'ufficio di Carmen.
    E' scura e cupa, come il resto della casa d'altronde. In questo ambiente tutto sommato essenziale e senza fronzoli, uno dei quadri appeso alle pareti cattura la mia attenzione. E' vagamente inquietante, con una… strega?… dalla pelle verdognola intenta a sfregarsi le mani. Che ci fa un quadro così di dubbio gusto in una casa come questa?
    Mentre noi altri rimaniamo sulla soglia, lo zio si avvia a lunghi passi verso la porta dell'ufficio e fa per aprirla, ma un imprevisto lo ferma: la porta è chiusa a chiave.
    Lo sento imprecare un attimo e poi guardarsi attorno. Forse che si aspetta che tiriamo magicamente fuori la chiave dal nulla?
    Pensandoci bene, era ovvio che Carmen mettesse sottochiave il suo ufficio. E' il minimo che ci si può aspettare da una donna che non si è mai fidata di nessuno nella vita.
    Ma che sia ovvio oppure no, la nostra situazione non cambia: volevamo entrare nell'ufficio e invece ci siamo bloccati ancora prima di iniziare.
    Dove potrebbe trovarsi la chiave?
    Una macabra scena mi viene in mente… E se l'avesse in tasca? Non ci voglio nemmeno pensare. Rabbrividisco mentre immagino uno di noi cercare la chiave sul suo corpo senza vita… No, non può essere. Dev'essere qui da qualche parte, ma non ho idea da dove cominciare.
    Mi viene il dubbio che dietro a quel quadro apparentemente senza senso si nasconda una cassaforte, magari la chiave è lì. Oppure potrebbe trovarsi nella sua camera da letto… A pensarci bene, potrebbe essere ovunque in questa casa enorme.
    <<Ragazzi, sarà meglio che ci diamo da fare>> dico, evidenziando l'ovvio. <<La chiave potrebbe essere dovunque…>> La regina delle banalità, ma ho la mente in black-out.
    Inizio a camminare in giro per la stanza, ma sono attratta dal quadro. Ormai le mie ovvietà le ho dette, nessuno farà caso se mi metto a spostare qualche oggetto qua e là. Poi però mi fermo e sono illuminata da un'altra idea… E' una casa vecchia, magari le serrature non sono poi così robuste… Insomma, l'obiettivo è uscire da questa casa…
    "Vivi".
    Il pensiero mi attraversa in un lampo e cerco di reprimere un altro brivido. Non posso crollare, non di nuovo. Devo rimanere concentrata. E cosa faccio quando devo concentrarmi? Mi do allo sforzo fisico. E' una cosa senza senso, ma correre mi aiuta a focalizzare i problemi e, spesso, a risolverli. Ora non posso certo mettermi a correre per la casa come una pazza, ma posso rivolgere la mia rabbia e il mio rancore verso quella maledetta porta che forse ci tiene lontani dalla soluzione al nostro problema.
    Chiederei aiuto a qualcun altro, ma dubito che la dottoressa vorrebbe rischiare di rovinarsi le mani con cui lavora. Il biondo che la guarda adorante non credo che mi aiuterebbe (a meno che non fosse la bella dottoressa a chiederglielo); lo zio manco a parlarne, non vorrebbe mai rovinare la sua preziosa proprietà; le due ragazze potrebbero invece prendermi per pazza (e come dar loro torto?). Ma forse, l'avvocato potrebbe essere d'aiuto e, ovviamente, mia sorella.
    Mi dirigo veloce alla porta dell'ufficio e sposto con non troppa delicatezza lo zio.
    <<Scusa, zio>> gli dico. Non per averlo spostato, ma per ciò che sto per fare.
    <<Vi, mi daresti una mano?>> chiedo poi a mia sorella. Senza attendere risposta, con forza inizio a strattonare una delle maniglie della porta a due ante. Sto cercando di romperla? Molto probabile. Anzi, decisamente sì. Se dovesse saltare via, sarei davvero felice.
    Poi aggiungo:<<Ei, signor avvocato. Ci daresti una mano?>>
    Al diavolo l'educazione. Il "Lei" lo tengo per quando saremo fuori da questo incubo!






  4. #354
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: Situazione

    Gruppo due
    Svetlana Sokolova salta il turno. Spiacente, sono scadute le tue 72 ore. Proseguiamo con la turnazione: Adrian Upton
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  5. #355
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [Quest GdR] Omicidio a Bellavista

    Gruppo quattro
    Takeshi Nakamura salta il turno. Proseguiamo con la turnazione: Desmond J. Fox
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  6. #356
    sim dio L'avatar di Lilla_20
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    Re: Situazione

    Violet Landgraab

    (Gruppo 1)





    Esco dalla sala sia perché mi sento soffocare là dentro sia perché sono preoccupata per mia sorella.
    Fortunatamente la trovo proprio fuori dalla porta, ma non c'è tempo per parlare che subito tutti insieme andiamo verso lo studio di Carmen.
    Io sto ripensando alle piantine di questa casa enorme, la chiave potrebbe essere ovunque, d'altronde una chiave è un oggetto piccolo, facile da nascondere o magari da mettere sotto gli occhi di tutti ma camuffata o magari dove nessuno pensa che essa possa stare.
    Calma Violet, calma, calma.
    Faccio un lungo sospiro, quindi inspiro ed espiro l'aria dai polmoni. Ora sono più calma e posso pensare con lucidità.
    La porta dello studio ovviamente è chiusa, Carmen è sempre stata una persona perspicace, inoltre non si è mai fidata di nessuno totalmente, magari la sua migliore amica, Vera, sa qualcosa, il suo fidanzato, Matt, qualcos'altro, il maggiordomo altro ancora, ma nessuno sa tutto di lei o dei suoi piani e ora che è morta nessuno saprà mai più niente di Carmen.
    Sono immersa in questi pensieri che per un attimo perdo di vista Vivienne... ah eccola là che guarda un quadro... un quadro decisamente strano... non sembra nello stile di Carmen, ma ci penserò dopo, ora osservo Vivienne che sicuramente ha in mente qualcosa... ed infatti vuole cercare di aprire quella maledetta porta come fanno nei film, ossia con una spallata. Mmm... potrebbe funzionare o magari, giusto per stare in tema di film, potrei provare con una forcina per capelli.. sì una forcina per capelli, peccato che non ne uso.
    Ok, proviamo, anche se secondo me quella porta è troppo robusta.
    Lancio uno sguardo all'avvocato.
    In tre potremmo avere più possibilità. Al mio 3 ci lanciamo verso la porta... 1... 2.... 3!!!!
    E senza neanche aspettare la loro risposta mi lancio contro la porta.

  7. #357
    sim onniscente L'avatar di Daff
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    Re: Situazione

    Adrian Upton gruppo 2

    Per prendere tempo fino all'arrivo della polizia decido di seguire il resto del mio gruppo nel salone, una stanza talmente lugubre che sembra aver predetto la morte della padrona di casa.
    E' la prima volta che attendo la polizia per tirarmi fuori da una brutta situazione. L'ultima volta che mi sono trovato faccia a faccia con un poliziotto è stato mentre mi trascinava gongolante dentro la cella del distretto di polizia.

    <<Vuole anche del caviale sua eccellenza?>>
    mi aveva detto prima di sputare a pochi centimetri dalle mie scarpe.

    Certo che a certa gente basta veramente poco per avere delle soddisfazioni. Si credono tanto superiori, ma sarei curioso di vedere in cosa si trasformerebbero se dovessero avere due soldi in più tra le mani.
    Questa villa è mille volte meglio di quel buco puzzolente, ovvio...

    Ma una prigione è sempre una prigione, per quanto lussuosa possa essere. Io ne so qualcosa.
    Se c'è una cosa che ho sempre odiato è essere rinchiuso tra quattro mura. Che siano quelle di una stanza, di una villa o di una cella.

    Non ho visto che fine hanno fatto le mappe, ma da quello che ho capito la parete in fondo alla sala è l'unica cosa che ci separa dalla fantomatica stanza sconosciuta. A parere del maggiordomo la stanza potrebbe non esistere affatto. Io credo che non esista esattamente come non esistono quelle nella vecchia tenuta di nonno Upton.
    So esattamente cosa nascondono quelle, ma cosa potrà mai nascondere questa? Nessuno costruisce una stanza segreta per metterci le vecchie foto di famiglia.
    Certo che scoprire qualche segreto scottante dei Landgraab potrebbe togliermi dai casini...
    "La cosa più celere da fare sarebbe procurarci un piccone e distruggere quella parte dietro le librerie"
    Matt Groenfire mi distoglie dai miei pensieri esponendo la sua perla di saggezza. Mi scappa da ridere all'idea. Buttare giù il muro. Ma che razza di idea è mai questa? E sopratutto dove lo troviamo un piccone?
    "Penso sia più il caso di fare le cose in assoluto silenzio... Ricordiamoci che tra noi potrebbero esserci gli assassini, e l'idea di armarli con un piccone non mi rallegra di certo.”
    Anche armare te non mi rallegra di certo... Non che mi sembri uno in grado di orchestrare un omicidio del genere, ma ha l'aria un po' troppo agitata... Forse si è solo reso conto di aver perso tutti i privilegi dell'essere il Toy Boy della vecchia. Mi scappa un altro mezzo sorriso.
    Continua dando ordini a destra e a manca. Spostare le librerie, frugare...
    Se per entrare in una stanza segreta bastasse spostare una libreria non sarebbe poi così tanto segreta. Quella in casa di mio nonno ha un sistema meccanico che ti richiude la porta alle spalle una volta dentro. Basta suonare la composizione giusta al pianoforte e la porta nascosta si apre. Che ci sia un sistema simile anche qui?
    Mi avvicino alla parete incriminata. Noto una scacchiera...

    Le mie mani si muovono da sole. Una ad una tocco le pedine sperando di trovare quella giusta. Sempre che la stanza non sia stata creata da un imbecille che nasconde una porta dietro una libreria. Ma se così fosse lo scoprirò tra poco.
    "Tu invece, potresti controllare il camino...” aggiunge Groenfire. Mi volto. Noto che sta guardando dalla mia parte. Come si permette di chiedermi di fare qualcosa visto il trattamento che mi ha riservato a inizio serata? Decido di ignorarlo e continuare a cercare un click sulla scacchiera nella speranza che la mia intuizione sia giusta. Dubito che Carmen o questo manichino che viveva con lei l'abbiano mai toccata.
    “ovviamente se avete idee o suggerimenti o non siete d'accordo, ditemi pure...Carmen era una donna intelligente e Albert ha la faccia di chi nasconde un mucchio di cose.... io credo che al di là di quella parete ci sia davvero qualcosa, se lavoriamo tutti insieme avremo più chance di scoprire la verità"
    Per ora decido di non rivelare a nessuno l'arrivo della polizia, l'ultima cosa che voglio è che l'assassino si agiti e faccia altre vittime, quindi fingendo disinteresse continuo a maneggiare le pedine rimanenti.

  8. #358
    sim dio L'avatar di MarinaBlau
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    Re: Situazione

    Gruppo tre - Lia Monroe


    “Signori… come potete ben immaginare qui c’è un immenso lavoro da fare" Flora sembra aver preso sul serio il suo ruolo di leader, speriamo che sappia quel che fa "Rimaniamo compatti, non disperdiamoci, dobbiamo guardarci le spalle a vicenda, così se… l’assassino… è tra noi, dovrà pensarci due volte prima di colpire qualcuno, personalmente se me lo ritrovassi avanti non potrei fare altro che stringergli la mano e congratularmi… Giudicatemi pure per questa mia esternazione" Non sarà stata un'uscita molto elegante, ma non sarò di certo io a scagliare la prima pietra “Qui ci sono diverse stanze da letto, l’ufficio padronale, la palestra, zona relax, teatro e varie stanze da bagno… tutte e ripeto tutte potrebbero offrire un nascondiglio per ciò che stiamo cercando… Propongo di incominciare dal teatro… è ampio, ma siamo in tanti e ci possiamo dividere gli angoli in cui cercare per fare prima” Il teatro? Che idea balzana è questa? Già siamo nel piano seminterrato.. chiuderci nell'unica stanza che sicuramente non ha finestre non mi sembra molto saggio!“Avete la cartina dateci uno sguardo e ditemi cosa ne pensate!” Non credo proprio che i codici siano da qualche parte nel teatro, sarei sorpresa se li trovassimo in camera sua o nello studio, secondo me li aveva stampati solo nella sua testa. Ma sono stata io per prima ad accordare fiducia a Flora, non posso contraddirla subito. "Mi sembra un'ottima idea! Vi faccio strada!"Dio, che sorriso tirato che ho sfoggiato.. Mi avvio verso il teatro e apro la porta. Dove pensano di trovare i codici? Su un biglietto abbandonato tra le file di sedie? Sposto lo sguardo sul palco, dalla mia angolazione si vede dietro le quinte e vengo colta da un'intuizione.. Lì dietro è uno dei pochi posti dove si potrebbe nascondere una statua equestre senza attirare l'attenzione.. Potrebbe passare per parte di una scenografia! Mi dirigo a grandi passi verso le quinte, sperando di aver ragione.
    In her eyes she's always playing out some movies





  9. #359
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Situazione

    Gruppo due: Kia Taxim

    Attendo che il Pinguino risponda ma inizialmente sulle prime non sembra molto propenso a rispondere ai nostri quesiti soprattutto a quanto pare a quello posto dal sig. Root visto che lo sta osservando in modo cinico e accusatorio.
    «Lei non dovrebbe essere qui….» Come non dovrebbe essere qui, ma non era anche lui uno degli invitati? «e riguardo le sue domande... non sono certo tenuto a rispondere ad uno sconosciuto che, per quante siano le informazioni a mia disposizione, potrebbe senza problemi essere il colpevole.» A quanto pare no, non era invitato ed è entrato abusivamente o forse grazie a qualcuno dei presenti … ora capisco lo sguardo arcigno del Pinguino. Ora guarda dapprima Root e poi me squadrandomi in modo … enigmatico? Comunque sia sembra voler rispondere alla mia domanda.
    «Sono indubbiamente la persona più vicina a Carmen.» dice sarcastico puntando i suoi gelidi occhi su Matt quasi a sottolineare il suo status di maggiordomo personale, in tutto e per tutto della defunta Carmen. Abbassa le ali Pinguino che a quanto pare anche tu come la maggior parte di noi sembri aver perso la tua fonte di sostentamento monetario mi dico in silenzio. Non mi piacciono le persone arroganti e che hanno manie di superiorità solo perché portano un abito diverso da quello degli altri.«Come ha detto anche il signor Landgraab, la stanza sconosciuta è segnata solo sulla mappa, ma molto probabilmente non esiste realmente. Nessuno, difatti, è mai riuscito ad accedervi. Nel luogo in cui la suddetta stanza dovrebbe trovarsi, non esistono porte che vi conducano. Presuppongo, in ogni modo, che la Signora credesse nella sua esistenza. E probabilmente pensa... pensava fosse lì che... Io ho il sospetto che la signora abbia organizzato la suddetta caccia al tesoro proprio nella speranza che voi riusciate a trovare quelle stanze sconosciute.»
    < … la Signora pensava che l'opera d'arte perduta si trovasse in una di queste stanze “segrete” protetta da chissà che genere di ragnatele e insetti, giusto?> aggiungo leggendo tra le righe ciò che Alexander ci ha fatto solo intendere
    Bingo! Sapevo che quelle stanze avevano a che fare con qualcosa di scottante, chissà che altri segreti si possono nascondere tra quelle perdute mura.
    Persa nelle mie costatazioni vedo che tutti i componenti della mia improvvisata squadra si stanno dirigendo verso il salone del piano terra come aveva detto Matt. Resto per un attimo immobile, andare o non andare? Seguire il gruppo o optare per altre stanze?
    Un pensiero mi attanaglia, e se l’assassino o gli assassini fossero nascosti proprio nel mio gruppo? In fondo anche io avrei avuto i miei buoni motivi per farla fuori ma qualcun altro ha avuto la mia stessa idea a quanto pare ed è stato più scaltro di me…
    Prima di decidere il da farsi cerco di fare un identikit dei miei compagni d’avventura:
    Matt, il fidanzato della vittima e mio segreto amante non credo anche perché per lui Carmen viste le sue non amabili intenzioni, aveva più valore da viva che da morta a meno che essendo suo promesso sposo non abbia già ereditato qualcosa dalla donna;
    La Barbie Platinata non la conosco, non ho informazioni su di lei se non che mi sembra una persona fredda e calcolatrice, un po’ alla Poison Ivy se posso fare un paragone; che ruolo ha avuto nella vita di Carmen?
    Il biondo “scassinatore“ vedendo il modo di fare e la presa di posizione che prima ha avuto nei confronti di Albert Landgraab sembra molto sicuro di se, un po’ spavaldo e forse è qualcuno che conta o per lo meno proviene da una famiglia importante, anche se il suo fare è un po’ sospetto, che abbia avuto a che fare con qualche sporco affare di cui anche Carmen era a conoscenza e per non farla parlare l’abbia uccisa? Non lo so, mi sembra troppo prevedibile per commettere un gesto del genere;
    Root, l’intruso alla festa che conosce Matt e Scarlett, se non era stato nemmeno invitato, non avrebbe potuto uccidere Carmen o almeno progettare il suo omicidio, a meno che non si sia avvalso di qualche complice all’interno della Villa;
    Scarlett, la dog sitter che secondo me nasconde un qualche segreto, non la conosco bene , cosa avrebbe potuto spingerla ad uccidere Carmen?
    Alice la sbriga faccende, lei forse un qualche movente potrebbe averlo visto il modo in cui veniva sempre trattata da Carmen;
    Infine c’è il maggiordomo, lui era vicino a lei quando è andata via la corrente, che l’abbia uccisa lui sulle scale?
    Non lo so, ma devo guardarmi bene le spalle da tutti loro, gli unici insospettabili secondo me al momento di questo gruppo sono Matt e Root; ma se fossero complici?
    Resto per un po’ sospesa tra il razionale e l’irrazionale ma poi finalmente prendo una decisione
    meglio seguire il gruppo, in altre circostanze forse avrei esplorato in solitaria la casa ma non ora, ora c’è in gioco la mia vita e la mia libertà come quella di altri; in fondo 8 teste sono meglio di una. Li seguo ma prima cerco di fissarmi in testa la cartina del piano terra potrebbe sempre servire.
    Percorro il tratto di strada che ci separa dal salone fino a raggiungerlo, non appena varco l’ingresso noto subito come penso anche gli altri membri che sulla parete davanti a noi non ve traccia di porte o strani ingressi come invece sarebbe logico seguendo la cartina.
    Davanti a noi quattro librerie ben fornite e un orologio a pendolo, tutt’attorno scaffali ricolmi di libri, sedie imbottite, poltrone, un caminetto, varie luci e dei busti in un materiale che sembra marmo. Il primo a parlare è Matt che da subito ha in mente un piano per scovare l’ingresso alla stanza segreta o un qualcosa nascosto sulle pareti.
    "La cosa più celere da fare sarebbe procurarci un piccone e distruggere quella parte dietro le librerie … ma penso sia più il caso di fare le cose in assoluto silenzio. Ricordiamoci che tra noi potrebbero esserci gli assassini, e l'idea di armarli con un piccone non mi rallegra di certo. Inoltre, dovremmo diffidare degli altri gruppi... volenti o nolenti, almeno tra noi per il momento, dobbiamo fidarci ed è cosa che ci conviene (e conviene anche agli eventuali assassini), ma meglio tenerci eventuali informazioni per noi... Alexander, proviamo a spostare le quattro librerie laggiù? Magari c'è qualcosa alle pareti... nel frattempo, direi che le ragazze possono frugare tra gli scaffali di quelle altre librerie che poggiano sulla porta d'ingresso e Derek... per me dovresti guardare queste statue... sono sospette... in poco tempo dovremmo aver così guardato tutta la stanza" non lo so se la soluzione di Matt è la migliore, anche perché non credo che Carmen si sia data la briga di nascondere una parte del codice per uscire da qui dietro una delle librerie o in qualche volume, senza contare che noi ragazze ci impiegheremmo un sacco a far passare tutti i libri in cerca di un qualcosa per cui valga la pena di essere trovato… però forse l’ingresso alla stanza sconosciuta potrebbe essere nascosto proprio da una di quelle librerie oppure il meccanismo di apertura come la maggior parte delle volte si nasconde dietro lo spostamento di un particolare libro, almeno secondo le ultime versioni televisive di storici film...ecco che Matt continua rivolgendosi questa volta al biondino che nel frattempo silenziosamente si è discostato dal gruppo per dirigersi verso un tavolino sulla quale è poggiata una scacchiera che dall’aspetto sembra anche preziosa:
    "Tu invece, potresti controllare il camino... ovviamente se avete idee o suggerimenti o non siete d'accordo, ditemi pure... Carmen era una donna intelligente e Albert ha la faccia di chi nasconde un mucchio di cose.... io credo che al di là di quella parete ci sia davvero qualcosa, se lavoriamo tutti insieme avremo più chance di scoprire la verità"

    Resto per un attimo a contemplare prima il biondino che chissà per quale motivo, sembra immerso in un qualche particolare gioco, infatti sta muovendo le pedine della scacchiera senza un apparente logica se non probabilmente la sua , poi osservo il meraviglioso seppur furbetto sorriso di Matt ed intervengo:
    <Concordo anche io sul fatto che al di là della parete ci sia qualcosa, Carmen era sicuramente intelligente e se lei era convinta dell’esistenza di queste ipotetiche stanze, queste esistono davvero, che senso avrebbe segnarle su una mappa se non si possono trovare? Sembra che la rappresentazione sia voluta perché queste devono essere rivelate. Secondo me l’ingresso alla stanza segreta riportata sulla mappa non è così semplice da trovare, altrimenti ci sarebbe riuscita Carmen come altri che magari si è presa la briga di contattare durante la sua vita qui, e se ha chiesto a noi diciamo invitati di partecipare a questa caccia al tesoro, è perché pensava che noi avremmo potuto in qualche modo aiutarla in questo punto morto alla quale nessuno è riuscito a dare credito > dico rivolgendomi dapprima a Matt e poi al resto del gruppo < forse mi sbaglio ma piuttosto che spostare le librerie che mi sembra un lavoro alquanto pesante anche per due baldi giovani come voi e, guardare dietro cosa c’è , la cosa che più mi incuriosisce e credetemi non so nemmeno io il perché , è l’orologio a pendolo al centro della parete … provate a dare un occhiata, presenta due diversi quadranti fino ad ora non ci avevo mai fatto caso, uno più piccolo e uno più grande, ed entrambe sembrano fermi e segnano un’ ora differente… a che scopo ? Se un pezzo del codice per uscire fosse proprio l’ora segnata su uno dei due quadranti mentre magari l’altro nasconde una qualche combinazione per aprire il nascondiglio segreto? Cosa dite? È una cosa possibile?> detto ciò guardo seria i presenti , qualcuno accoglierà la mia “ fantasiosa” ipotesi?
    Ultima modifica di DELTAG; 18th February 2013 alle 10:41

  10. #360
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    Re: Situazione

    Gruppo 2: Derek Root

    Mister Simpatia rimane in silenzio e mi guarda stranito. Ma che vuoi? Poi attacca: <<Lei non dovrebbe essere qui>>. Uao, complimenti! Che acume! Io e, chessò, le altre 6 o 7 persone che hai chiuso fuori prima? Ma questo ci è o ci fa?
    Poi continua: <<E riguardo le sue domande... non sono certo tenuto a rispondere ad uno sconosciuto che, per quante siano le informazioni a mia disposizione, potrebbe senza problemi essere il colpevole.>>. Fa sul serio? Se preferisce rimanere bloccato qui dentro, faccia pure, io ho altri progetti. Lo guardo torvo, ma prima che possa fare qualcosa di cui poi mi sarei sicuramente pentito, fortunatamente interviene Kia. Nonostante con le sue parole mi contraddica, non sembra particolarmente aggressiva nei miei confronti, e anzi, sembra disposta a collaborare. La cosa non può che farmi piacere: nella villa ci sono già troppi loschi figuri, tra cui un omicida e un maggiordomo che ispira tutto fuorché fiducia, non posso guardarmi le spalle pure da una ex fidanzata pazza e assetata di sangue.
    Conclude il suo articolato discorso calcando la mano con il simpaticone (di cui scopro anche il nome, Alexander), chiedendo in particolare informazioni sulle stanze contrassegnate nella mappa come "sconosciute".
    A quanto pare il nostro amico ha un debole per il gentil sesso, perché se con me ha fatto tanto il difficile, con Kia vuota il sacco: <<Come ha detto anche il signor Landgraab, la stanza sconosciuta è segnata solo sulla mappa, ma molto probabilmente non esiste realmente. Nessuno, difatti, è mai riuscito ad accedervi. Nel luogo in cui la suddetta stanza dovrebbe trovarsi, non esistono porte che vi conducano. Presuppongo, in ogni modo, che la Signora credesse nella sua esistenza. E probabilmente pensa... pensava fosse lì che...>> ...che fosse nascosto il “tesoro”...? Lancio un'occhiata a Scarlett, sicuramente anche lei ha pensato alla stessa cosa. <<Io ho il sospetto che la signora abbia organizzato la suddetta caccia al tesoro proprio nella speranza che voi riusciate a trovare quelle stanze sconosciute.>>. <<…la Signora pensava che l'opera d'arte perduta si trovasse in una di queste stanze "segrete" protetta da chissà che genere di ragnatele e insetti, giusto?>>. Sussulto un attimo e la osservo un po' sconvolto. Mi aspettavo che Kia fosse al corrente del tesoro, Ma che ne parlasse così direttamente...molti di noi non dovrebbero sapere nulla di questa storia, quindi non so come reagire. Non voglio creare problemi alla mia amica, decido semplicemente di ignorare la cosa.
    Mentre il gruppo si dirige in salone, mi prendo un momento per fare il punto della situazione, ma arrivo ad un'unica conclusione: non ci capisco più niente. Questo fantomatico tesoro di cui mi ha parlato Scarlett esiste? Oppure Alexander intende altro e abbiamo frainteso le sue parole? E come è collegata la caccia al codice in tutto ciò? Questa storia delle stanze sconosciute c'entra qualcosa con l'omicidio? Albert ha mentito o davvero non ne sa nulla?
    Scuoto la testa, infastidito. Forse non sono ancora del tutto lucido, ma davvero non ne vengo a capo. Troppe informazioni, troppi pezzi di un puzzle che, da solo, non sono in grado di comporre. Decido, per ora, di tenere dubbi e ipotesi per me. Forse ne parlerò in seguito, con Scarlett, Matt e Alice.
    Appena varco la soglia del salone, riconosco immediatamente la stanza in cui mi trovo. È qui che...ma sì, è qui che ho incontrato Carmen, qualche settimana fa...

    ...

    Aspetto da un quarto d'ora...sto iniziando a spazientirmi. Questo posto è inquietante...quella statua sembra fissarmi...


    <<Signor Root? Mi scusi per l'attesa. Suppongo che la signorina Marshall le abbia già accennato qualcosa.>>


    <<So solo che ha bisogno di una persona riservata, un professionista. Qualcuno di cui si possa fidare...>>


    <<Di lei mi posso fidare, signor Root?>>


    <<...ciecamente.>>






    ...

    Ricordare certe cose, ora che Carmen è morta, è strano. Non posso fare a meno di provare un angosciante rimorso.
    Cerco con lo sguardo Scarlett, come se anche la sua sola presenza potesse rassicurarmi. Poi inizio a guardarmi intorno. Effettivamente, sul muro che in teoria sarebbe adiacente alla fantomatica stanza "sconosciuta" non sono presenti né porte, né finestre. Il mio primo pensiero è quello di buttare tutto giù con un bulldozer, ma credo che la cosa non sia fattibile.
    Mentre mi concentro sulle varie librerie della stanza, leggendo qualche titolo, Matt inizia a parlare.
    <<La cosa più celere da fare sarebbe procurarci un piccone e distruggere quella parete dietro le librerie, ma penso sia più il caso di fare le cose in assoluto silenzio. Ricordiamoci che tra noi potrebbero esserci gli assassini, e l'idea di armarli con un piccone non mi rallegra di certo.>>
    Passo lo sguardo su tutti i presenti, scrutandoli. <<Inoltre, dovremmo diffidare degli altri gruppi... volenti o nolenti, almeno tra noi per il momento, dobbiamo fidarci ed è cosa che ci conviene (e conviene anche agli eventuali assassini), ma meglio tenerci eventuali informazioni per noi...>>. Sì, beh, era già la mia strategia. "Collaborare" non è esattamente il mio vocabolo preferito, ma in questo caso mi sembra necessario. Dovrebbe spiegarlo alla sua amichetta appassionata di motori, però, perché mi sembra che abbia la bocca un po' troppo larga.
    Continuando il discorso, Matt si improvvisa leader e assegna un compito a ognuno di noi, con una gentilezza quasi forzata e concludendo con un sorriso affabile sulle labbra. Non vuole provocare ulteriori dissidi all'interno del gruppo, lo capisco, ma dubito che il savoir-faire basti a farlo accettare come "capo" del gruppetto. A me comunque la cosa non dà fastidio.
    <<Va bene...se quei busti nascondono qualcosa, lo scopriremo presto>> dico, con un tono allegro e spensierato che però non mi appartiene. <<Matt, Alexander>> Guardo i due, accennando un sorriso. <<Se spostate le librerie date un'occhiata anche all'orologio, secondo me nasconde qualcosa.>>
    Mentre Upton si avvicina ad una scacchiera, ignorando completamente le parole di Matt, Kia dice qualcosa, ma non le presto molta attenzione.
    Mi dirigo quindi verso le statue, e le controllo minuziosamente.
    Our wills and fates do so contrary run

 

 
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