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Risultati da 91 a 100 di 307
  1. #91
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Greta Coli
    - Gruppo Sei -



    Mentre mi sto dirigendo verso il banco accettazione per chiedere a una delle infermiere dove possa trovare la dottoressa Bertinelli,
    vengo fermata da una ragazza dai tratti orientali. Ha l'aria di essere molto preoccupata.



    Yuriko: Dottoressa, mi scusi…

    Dottoressa? Ah giusto! Indosso il camice.

    Yuriko: Che sta succedendo? So che non dovrebbe essere affar mio,
    ma tra blackout, infermiere sparite e sangue dove non dovrebbe essere...




    Yuriko: ...temo di non essere affatto tranquilla.

    Guardando dove mi ha indicato la ragazza, mi accorgo che la sala d'aspetto è deserta, fatta eccezione per un gruppetto di persone davanti a una porta.
    Tra queste riconosco la dottoressa Bertinelli e un collega di Byron (di cui non ricordo il nome).
    Davanti a loro c'è una porta da cui fuoriesce del sangue. Non ci credo! Altro sangue! La testa inizia a girarmi...



    Byron: Greta? E' tutto a posto? Sei pallidissima!





    - - - - - FLASHBACK - - - - -

    Greta: Byron, guarda quanti fioooori! Voglio provare a prenderne qualcuno...



    Greta: Allora? Come sto?



    Byron: Mmm... hai un ragno in testa.

    Greta: CHE COOOSAAA? AAAAAAAHH! TOGLIMELOOOOO!!

    Byron: Ahahah Se stai un attimo ferma...!



    Byron: Certo che sei proprio una fifona! E' SOLO un ragnetto. Guarda!



    Greta: Io ho paura di quei "cosi"... lo sai.

    Byron: Ahahah Ma tu hai paura di tutto, Greta! Stai tranquilla. Ti difendo io!

    - - - - - FINE FLASHBACK - - - - -

    Ultima modifica di KiraSim; 13th January 2014 alle 20:11 Motivo: Aggiornata la scheda

  2. #92
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven



    E' tutto normale Greta, calmati.



    In un ospedale non è certo una novità vedere del sangue per terra,
    delle infermiere assenteiste (?) e un paziente che si risveglia dal coma per scappare via dalla finestra... LA FINESTRA!
    Avrebbe potuto infettare un'intera città quell'uomo!

    Greta: Ehm... Byron, signorina... sarò sincera con voi.
    Non ho la più pallida idea di quel che sta accadendo in questo ospedale, ma ho un bruttissimo presentimento...




    Improvvisamente la corrente salta, per lasciare posto alle spie e alle luci d'emergenza.
    Questa volta sembra trattarsi definitivamente di un black-out. Greta, mantieni la calma....
    con Byron accanto, che cosa può mai accaderti?

    Hey, aspetta. Non dirmi che... gli sto stringendo la mano?



    Lascio la presa imbarazzata. Forse lui non se n'è accorto.
    Si beh, una speranza un po' vana. La paura mi fa fare cose stupide, accidenti!
    Intanto aldilà della sala d'attesa, percepisco dei movimenti strani...

    BOOM!

    Qualcosa di pesante e metallico cade all'interno della stanza 103.
    Mi volto giusto in tempo per notare l'espressione sconvolta della dottoressa Reaver.
    Che cosa sta succedendo lì dentro? Senza pensarci due volte, Byron tira fuori la pistola e si avvicina per controllare.



    Faccio per parlargli, ma lui mi anticipa portandosi l'indice alla bocca e chiedendo di fare silenzio.
    Probabilmente non vuole dare nell'occhio per ottenere un "effetto sorpresa".



    Maledizione. Avrei dovuto avvisare la dottoressa Bertinelli della scomparsa del paziente della stanza 102...
    ma più mi guardo attorno, più mi rendo conto che il caos si sta impadronendo di tutto l'ospedale!
    Mmm... Byron. Per prima cosa devo pensare a lui. Lo seguo, per fermarmi alle sue spalle e guardare oltre la porta.




    * Post concordato con Vicky *
    * Grazie mille Aku per le pose <3 *

    Ultima modifica di KiraSim; 6th December 2013 alle 21:53 Motivo: Spostata la scheda in cima

    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

  3. #93
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Liam Harrington






    N.B Le foto sotto spoiler sono V.M. 14 U_U


    «Le serve aiuto? Se sta cercando un parente posso aiutarla io... O se sta male... Posso visitarla...?» mi chiede la bionda infermiera.
    Capisco al volo dove vuole arrivare e le sorrido. Poi rispondo: "Sì, grazie. Ho male proprio qui." e abbasso la cerniera dei jeans.
    C'è sempre tempo per il sesso. In men che non si dica, ci ritroviamo nel primo bagno libero a disposizione dove l'infermierina assatanata comincia a togliersi i vestiti molto lentamente. Nonostante sia buio e la vedo a malapena, mi avvicino e la aiuto, strappandole di dosso quello che le era rimasto.
    Mentre mi denudo anch'io, le salto al collo e comincio a morderlo e baciarlo.


    Ha davvero un buon profumo l'infermierina.


    Bruscamente la afferro per il collo e la invito a piegarsi. Quindi, la abbraccio da dietro.


    La possiedo con forza per una decina di minuti mentre lei cerca disperatamente di non urlare per non farsi sentire.
    Lei torna nella posizione iniziale, cercando un bacio che non avrà.


    Cerco nuovamente di farla piegare, ma oppone un po' di resistenza. Sorrido pensando a come può solo immaginare di prendere le redini.
    Mentre la possiedo ancora, con una furia inaudita, le stringo le mani intorno al collo...stringo sempre di più, sempre di più.
    La giro e la spingo verso il muro. La guardo intensamente mentre cerca invano di dirmi qualcosa. Forse "basta"?... Le sorrido mentre stringo il suo esile collo con tutta la forza che mi è rimasta.
    Lascio la presa solo quando sento cedere le ossa del collo, quando ormai l'infermierina non oppone più resistenza.
    La osservo per ultima volta lì, appoggiata al muro, col collo rotto.


    "E' stato bello." le sussurro all'orecchio, prima di spingere il corpo ormai senza vita per terra.


    Prima di rivestirmi e uscire, nell'oscurità noto un camice appeso nell'angolo. Lo prendo e lo indosso.
    Perfetto.
    Ultima modifica di scarygirl; 24th October 2013 alle 01:06

  4. #94
    sim dio L'avatar di the best girl
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Mila Kirenko


    La luce va via ancora, l'ospedale dovrebbe fare un controllo. Mi ha fatto bene parlare con la mia compagna di stanza, ora so perchè sono qui e ho qualcuno con cui sfogarmi; poveretta però, nemmeno lei se la passa molto bene.
    Ad interrompere i miei pensieri ci pensa un rumore, credo provenga dalla finestra...e ho ragione, perchè quando torna la luce lo spettacolo che mi trovo davanti è spaventoso e raccapricciante. Allora il sogno che ho fatto era un preavviso! E' uno zombie quello che mi trovo davanti?! In un secondo la carrozzella di Hilda è a terra, e con essa giace il corpo ormai senza vita della signora.
    Inizio ad urlare, non possono non sentirmi! Aiutoooo! Qualcuno mi sente?! Aiutatemi!!! Aiutooo!!
    La porta si spalanca, ho paura possa essere un altro di quegli esseri mostruosi....invece vedo un camice, è una dottoressa ed è umana! Siamo due donne, ma forse possiamo abbatterlo. Ma magari lei ha già chiamato aiuto e presto verranno a salvarci! Ho tanta paura, tantissima.
    Ultima modifica di the best girl; 24th October 2013 alle 15:56
    Now, if you two don't mind, I'm going to bed before either of you come up with another clever idea to get us killed - or worse, expelled.

  5. #95
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Manuel Russell


    «Manuel, che succede alla corrente? Fortuna che abbiamo il gruppo continuità nelle sale operatorie e per gli ascensori altrimenti...» comincia a chiedermi Helena, mentre si avvicina a me e alla mia paziente ancora fermi davanti alla porta della sala riunioni. Sto per risponderle, lamentandomi anch'io di questo disagio, quando un tizio, che afferma di essere un poliziotto, si avvicina e senza troppi complimenti spalanca la porta. Lì per lì resto interdetto, avrei preferito agire in maniera meno plateale e più cauta, non sappiamo cosa potrebbe esserci dentro la stanza.
    «È la dottoressa Melissa Hunter!» grida Helena, sconvolta. Seguo il suo sguardo e noto a terra la nostra collega, in un pozzo di sangue. Il suo corpo è straziato, come se fosse stata dilaniata da...qualcosa, un animale ad esempio. Ma come è possibile, dentro al Brookheaven?
    Helena esamina il corpo, risulta subito chiaro che il suicidio è escluso...quindi siamo davanti ad un omicidio a tutti gli effetti. Melissa ha cercato di difendersi, ha in mano una pistola e probabilmente stava fuggendo. Per poco non ce l'ha fatta, era a due passi dalla porta. Sto per chinarmi anch'io sul cadavere, quando d'un tratto si sente un ringhio provenire dall'altro lato della stanza. Ci voltiamo tutti sorpresi e notiamo una bestia, un animale, se così si può definire, simile a un cane ma...senza pelle. E' una visione orripilante, in vita mia non ho mai visto nulla di più orrendo e mostruoso. La bestia è ferma, minacciosa, e punta Helena ancora china sul corpo sulla dottoressa.
    <<Non.muovetevi.>> ci dice il poliziotto, <<Al mio tre, se riesci cerca di recuperare la pistola>> suggerisce poi ad Helena, mentre io mi volto verso di lui, contrariato, non voglio che per una stupida pistola Helena venga aggredita da quella "cosa".
    Con la mano allontano dalla porta la mia paziente, almeno lei non correrà rischi. La cosa più importante adesso è fare in modo che quell'animale resti all'interno della stanza, se dovesse uscire farebbe una strage nell'ospedale ed i primi saremmo noi quattro.
    <<Helena>> le bisbiglio cautamente <<continua a fissarlo, non mostrarti spaventata e non fare gesti improvvisi, non abbassare assolutamente lo sguardo...>> dopodichè vedo il poliziotto lanciare una bottiglia di vetro verso l'animale per dirstrarlo e afferrare il braccio di Helena. Io che sono più vicino all'uscita, gli bisbiglio di non lasciare assolutamente il braccio di Helena e velocemente lo afferro per tirarli entrambi fuori dalla stanza e chiudere dentro quella bestiaccia. Questo ci garantirà un pò di vantaggio, ma dovremo subito chiamare rinforzi. Non sappiamo quanto sia forte e quanto riusciremo a tenerlo chiuso dentro.

  6. #96
    sim esperto L'avatar di Mich@el48
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    HOPE STARDREAM


    Riesco solamente ad estrarre la mia preziosa macchina fotografica quando improvvisamente la poliziotta che era rimasta all'interno della stanza 102 con me,probabilmente studiando cosa fosse successo dato che si guardava attorno insospettita, si rivolge a me:
    "Signorina Hope, come ha giustamente affermato qui potrebbe essere accaduto uno spiacevole caso di omicidio. La invito nuovamente ad allontanarsi dalla potenziale scena del crimine . Ogni suo passo all'interno della stanza potrebbe compromettere le prove. O peggio... Non sappiamo quale malattia affliggesse il paziente..."


    Per questa volta hai vinto. Anche se vorrei rimanere qui per scattare alucune foto, mi conviene momentaneamente allontanarmi per poi ritornare. Quindi prosegue:
    "La prego di lasciarmi fare il mio lavo...".
    Quindi di blocca ed il buio cala sull'ospedale. Questa volta purtroppo l'energia non ha intenzione di ritornare, infatti si attivano le luci d'emergenza. Sono seriamente preoccupata per quello che sta accadendo all'interno dell'ospedale. Dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri e a norma di legge di tutta Bellavista, invece sembra che addirittura l'impiano elettrico abbia alcuni problemi.
    Sto per risponderle quando veniamo disturbate da un tonfo dalla camera accanto. Ma che cosa sta succedendo? Com'è possibile che nessuno abbia ancora denunciato la negligenza del personale di questo ospedale. Domani ci sarà un bel articolo scandalistico e molto probabilmente l'intera stuttura verrà chiusa.
    Decido quindi di seguire l'invito della poliziotta, per evitare di insospettirla sulla mia presenza, ed uscire solo per pochi minuti, quando essa mi precede e armata con la sua pistola si avvia verso l'uscio.
    Quindi deve essere davvero successo qualcosa. Che sia davvero stato commesso un omicidio, qui in questo ospedale?

    Armata della mia macchina fotografica mi avvio anch'io verso la stanza accanto per controllare che cosa stia succedento.
    Ultima modifica di Mich@el48; 25th October 2013 alle 15:13


  7. #97
    sim onniscente L'avatar di Vicky<3
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Byron Biscardi
    Hospital Brookheaven - Sala d'Aspetto/Stanza 103


    Mi sto dirigendo da Greta - sì, finalmente l'ho "ribeccata" - quando noto che sta parlando con una bellissima ragazza dai lineamenti orientali, che probabilmente vuole chiederle informazioni su... già, su cosa?
    Solo in quel momento noto una grande confusione all'esterno della stanza 102: una grandissima macchia di liquido rosso, presumibilmente sangue, si trova proprio all'ingresso della stanza. E tutto ciò non è assolutamente normale.
    Noto Olivia e mi rassicura pensare che c'è già lei sul posto, ma la raggiungerò subito, voglio far luce sull'accaduto!
    A proposito di luce... Perchè diamine continua a mancare? Possibile che non ci sia un impianto elettrico decente in un "signor" ospedale come questo?!
    Credo che riprenderò ad imprecare contro le luci più tardi, perchè Greta, che ha notato anche la mia presenza, sembra venir meno.

    - Greta? E' tutto a posto? Sei pallidissima! - le chiedo, seriamente preoccupato. E' bianca come un cadavere.
    Ma lei non risponde e si porta la mano alla fronte...
    - Ehm... Byron, signorina... sarò sincera con voi - ah, finalmente sembra essersi ripresa - Non ho la più pallida idea di quel che sta accadendo in questo ospedale, ma ho un bruttissimo presentimento... -
    Proprio in quel momento, quasi a voler creare un'inadatta suspance, la luce salta definitivamente e l'unica fonte luminosa rimasta è data dalle flebili luci di emergenza.
    Non nego di aver avuto un piccolo sussulto, tuttavia la reazione a questo attimo di mancamento è stata tra le più sbagliate: le ho stretto la mano, la mano di Greta. O forse è stata lei a stringerla a me?
    Questione di qualche secondo e la mia amica lascia la presa, probabilmente imbarazzata. Ma in quei pochi attimi ho sentito la sua paura, il battito del suo cuore, veloce come un treno, che rimbombava nelle vene del polso.


    Un suono metallico, come un corpo sbattuto sul terreno, proviene dalla stanza 103.
    Panico. Era tanto tempo che non provavo quella sensazione, ma sapevo di dover mantenere la calma più assoluta. Io in quel momento ero il rappresentante delle forze dell'ordine, io ero la giustizia.
    E poi, chi poteva sapere che era qualcosa di pericoloso? Magari era solo caduto una flebo, una padella... Vane speranze, ma pur sempre speranze.

    Mi preparo a fare irruzione nella stanza, prendendo tutte le precauzioni possibili: la mia fedele Beretta alla mano, passo felpato, indice alla bocca per intimare gli altri al silenzio.
    Sguscio lungo il muro fino alla porta, ma non guardo all'interno, non subito: un pensiero, un lieve tocco distoglie per un secondo la mia attenzione.
    E' Greta, che mi tocca la spalla.
    Posso sentire il suo respiro affannoso, le dita lievemente tremanti, sento la paura.
    E per la prima volta capisco quanto lei conti davvero per me, quanto lei sia SEMPRE stata importantissima nella mia vita.
    E ricordo tutto, ricordo la mia adolescenza, e finalmente mi rendo conto di quanto io sia stato tremendamente ingiusto con lei... Di tutte quelle volte che le ho chiesto aiuto per conquistare una ragazza, di quanto io abbia amichevolmente flirtato insieme a lei, senza mai pensare che... che probabilmente la stavo facendo soffrire.




    Solo in questo istante mi rendo conto di essere stato un perfetto imbecille: sapevo, per sentito dire, che forse provava qualcosa per me. E allora perchè continuavo a farla star male, a starle vicino?


    Uno stupido. Un idiota senza cuore, ecco cosa ero stato. Non doveva soffrire, la mia Greta, non avrei mai più permesso che qualcosa le facesse del male.

    Ancora più motivato, reggo la mia pistola e sussurro: - Qualsiasi cosa succeda - deglutisco, la voce mi trema leggermente - scappate. Più veloce che potete, lasciatemi qui e fuggite -
    Non ricevo risposta, o almeno non la sento, perchè in quell'esatto istante odo un grido d'aiuto provenire dalla stanza in questione.
    Senza più pensarci, mi sporgo leggermente, tanto quanto basta per scorgere cosa sta accadendo al suo interno: una paziente in preda al terrore, un cadavere, un... uomo? Era davvero un uomo?
    Normalmente avrei dovuto chiedere, fare domande, chiarire ciò che era accaduto, ma in quell'istante non ce n'era davvero il tempo.
    Impugno l'arma, miro alla figura in piedi di fianco al cadavere e premo il grilletto.




    PS: La foto di Greta da ragazza è stata approvata da Kira!
    Ultima modifica di Vicky<3; 25th October 2013 alle 22:11


    "No matter what anybody tells you, words and ideas can change the world."

  8. #98
    sim dio L'avatar di the best girl
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Mila Kirenko
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    Un poliziotto, vedo un poliziotto davanti alla porta della mia camera! Il mio grido di aiuto non è stato vano! Sono immobile e impaurita, ma riesco a percepire il suo sguardo che da me passa alla povera signora a terra per poi infine posarsi su quell'essere di cui ancora non sono riuscita a capire la natura. Se è un uomo, chissà che terribile incidente deve essergli capitato per essere ridotto cosi; ma peggio sarebbe scoprire che non è affatto un uomo...ma allora cos'è?
    Poi al'improvviso uno sparo, uno sparo che mi fa sobbalzare e cadere. Ad attutire la mia caduta c'è il letto, fortunatamente. E lì, seduta sul letto, a pochi centimetri da quell'essere, vedo le immagini come se scorressero a rallentatore. Vedo offuscato, probabilmente perchè sto per svenire. Non so se il colpo è andato a segno, ma ci spero con tutto il mio cuore.
    Now, if you two don't mind, I'm going to bed before either of you come up with another clever idea to get us killed - or worse, expelled.

  9. #99
    sim veterano L'avatar di Blaison
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Darcy Samantha Reaver
    Hospital Brookheaven – Gruppo Quattro – Stanza 103

    Dopo essermi congedata dal gruppetto della stanza 102, notando con la coda dell’occhio Greta Coli avviarsi per avvertire la dott.ssa Bertinelli, mi avvio, con passo svelto, verso la stanza 103, sperando di riuscir ad occuparmi di ogni possibile problema velocemente, così da tornare da Yuriko.
    A pochi centimetri dalla maniglia sento un tonfo, un possibile gorgoglio e delle nuove urla d’aiuto –Aiutoooo! Qualcuno mi sente?! Aiutatemi!!! Aiutooo!!” – e quest’insieme di cose mi spinge ad aprire velocemente la porta: ma nulla poteva prepararmi a quello che mi ritrovo di fronte.
    Il tempo sembra rallentare improvvisamente.
    I miei occhi sono immobili sulla figura del paziente 102 o... di quello che era il paziente 102.
    La sua pelle cadaverica sembra esser stata grattata via in alcuni punti, gli occhi – “Perché ha ancora degli occhi?” – da quello che vedo sembrano essere dei buchi neri.
    E poi del sangue è impiastricciato sul suo viso e sulle labbra... nel notare quest’ultimo particolare mi risveglio dalla sottospecie di catalessi in cui ero caduta ed il tempo prende a scorrere nuovamente.
    Nel frattempo la luce si spegne e questa volta per non tornare, attivando così quelle d’emergenza: che non fanno altro che illuminare ancor più sinistramente la situazione.
    La signora Atwood è a terra, la sedia rotelle è rovesciata a qualche centimetro da lei – probabilmente il tonfo che ho sentito poco prima –, abbandonata contro il letto, un rivolo di sangue le scende da una tempia.
    Noto però che non è l’unico posto in cui vi è: infatti poco più sotto, tra il collo e la spalla, ci sono delle altre macchie e dallo stesso punto intravedo quello che potrebbe essere un morso.
    Forse è svenuta o forse...
    “Priorità Sam. Pensa alle priorità in questa situazione!”
    Mi ripeto in testa, volgendo gli occhi verso la signorina Kirenko che sembra esser pietrificata dalla paura, ma che in questo momento è ancora cosciente ed in salute e potrebbe essere la prossima “vittima”.
    “Dannazione! Cosa posso fare? Uno scontro fisico diretto è alquanto avventato e probabilmente non riuscirei neanche a fargli il solletico, però forse riuscirei a distrarlo quel tanto che basta per permettere alla Kirenko di uscire dalla stanza...”
    Penso analizzando la stanza, in cerca di una soluzione migliore e meno suicida, facendo sì che i miei occhi si soffermino sulla sedia posta alla sinistra della porta.
    Devo improvvisare e velocemente, come se fossi su di un palcoscenico e ci fosse un punto morto da riempire, prima che la platea si annoi.
    Solo che in questo caso la mia vita è davvero in prima linea.
    “Ora o mai più Sam!”
    Mi dico decisa, sporgendomi per afferrare la sedia, trascinandola davanti a me, sperando di aver fatto abbastanza rumore da attirare l’attenzione della creatura - in questo momento è proprio così ai miei occhi - , prima di rivolgermi verso Mila, senza distaccare però gli occhi dal paziente "X".
    «Mila! Ascoltami! Prendi la flebo o il cuscino e lanciaglielo contro e corri verso di me! »
    La richiamo, utilizzando volontariamente il suo nome, cercando di risvegliarla dalla sua sorta di catalessi, sperando che riesca a muoversi e a seguire le mie istruzione.
    Ma se ci riuscisse e però il cuscino o la flebo non dovessero in alcun modo “danneggiare” la creatura, almeno spero riescano a stordirla quel tanto che basta da permettere alla Kirenko di uscire dalla stanza.
    Sta di fatto comunque che odio il fatto di dovermi basare su tutte queste “speranze”, invece che a fatti concreti che mi diano il 100% di riuscita, ma non c’è tempo da perdere e bisogna agire velocemente.
    Ed essendo una situazione anomala, con un altrettanto soggetto anomalo, non si può mai sapere l’imprevedibilità di quello che può succedere o meno.
    Solo sperare che il mio piano, buttato su in quattro e quattr’otto, funzioni.
    Con l’orecchio percepisco dei passi avvicinarsi velocemente: forse le urla di Mila e la mia voce hanno richiamato l’attenzione della poliziotta Weasley (Olivia Walsh), che spero abbia sotto mano la sua pistola, nel caso la situazione peggiorasse.
    Nel frattempo stringo di più lo schienale della sedia, unica protezione a mio vantaggio, indecisa se spingerla o meno contro di lui.
    Ma i miei occhi si soffermano sulla signora Atwood: rischio di ferirla ulteriormente e non sono certa che sia morta e non posso fare questo ad un paziente.
    “Prima pensiamo al – paziente 102 – e poi a soccorrere la signora Atwood... sperando che sia viva e che la saliva di lui non l’abbia contagiata con questo stramaledettissimo virus!”
    Decido così di non lanciargli addosso la sedia.
    Ma se la situazione lo dovesse richiedere non ci penserei due volte a spingere la sedia, cercando di mettere in un angolo o bloccare ogni tentativo di aggressione.
    Se dovessi fare una scelta la farò e dopo, quando la situazione si sarà calmata, cercherò di rimettere insieme i pezzi.
    Con la coda dell’occhio scorgo una figura avvicinarsi e mi sento sollevata.
    Sollievo che svanisce, facendomi sgranare gli occhi, nel sentire il rombo di uno sparo, che mi assorda con un fischio.
    “Ma Che Diavolo?!”


    *Per la descrizione del morso della signora Atwood ho chiesto alla master, Daniela.
    Ultima modifica di Blaison; 27th October 2013 alle 13:46



    "Ricordo ancora le nostre mani unite nel calar della notte"


  10. #100
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Riesco a fermare la dottoressa, che per un attimo mi guarda senza capire. Sembra non sentirsi troppo bene e un poliziotto, che pare conoscerla, arriva in suo aiuto: «Greta? E' tutto a posto? Sei pallidissima!»
    La dottoressa, Greta, si riscuote e risponde ad entrambi: «Ehm… Byron, signorina… Saò sincera con voi». Ahia, certe parole non preannunciano mai nulla di buono. «Non ho la più pallida idea di quel che sta accadendo in questo ospedale». Come volevasi dimostrare. Le parole successive sono anche peggio: «…ma ho un bruttissimo presentimento…». Il che, detto da una dottoressa all'interno di un ospedale, mi rende ancora più ansiosa.
    Appena finisce di parlare succedono diverse cose quasi in simultanea: le luci sfarfallano di nuovo per spegnersi definitivamente e poi sentiamo un tonfo provenire dalla stanza 103. Per fortuna, entrano subito in funzione le luci di emergenza, che evitano di farci piombare nel buio più totale. Ciò che accade subito dopo però è, se possibile, ancora più preoccupante: l'agente dai capelli rossi (NdA: Olivia Walsh) che prima era davanti alla stanza 102, ora corre verso la 103 dopo aver estratto una pistola. Una pistola!? E' anche seguita dalla donna con i capelli rossi che tiene in mano una macchina fotografica. Possibile che sia una giornalista? Non hanno più rispetto per niente.
    Ma cosa può mai aver visto la poliziotta da averle fatto estrarre la pistola? Come se non bastasse, il poliziotto che si è avvicinato a noi, Byron, segue la collega verso la 103, anche lui con la pistola in mano. Si porta l'indice alle labbra per suggerirci di non fare rumore e sussurra: «Qualsiasi cosa succeda, scappate. Più veloce che potete, lasciatemi qui e fuggite».
    Ora, un gruppo nutrito di persone si trova all'ingresso della 102.



    Poi, in netto contrasto con il suo tono sommesso, si alza un grido dall'interno della stanza: «Aiutooo! Qualcuno mi sente?! Aiutatemi!!! Aiutoo!!»
    Sono paralizzata. Per un attimo penso di essere nel bel mezzo di un film. Insomma, certe cose non succedono nella vita vera, giusto? Accadono solo nei film! Eppure il terrore che mi sta paralizzando è molto reale. Il cuore ha accelerato i battiti e lo sente rimbombare nelle orecchie.
    Un rumore assordante mi rintrona e mi riscuote: il poliziotto ha sparato all'interno della stanza 102! Mi sembra che il cuore mi stia scoppiando fuori dal petto per la paura e lo spavento.
    Mi guardo sia a destra che a sinistra e sembra non esserci un posto sicuro. Poi lo sguardo cade sulla porta proprio davanti a me.



    Il poliziotto ha detto di scappare e mi sembra un ottimo momento per seguire il suo consiglio. Ma scappare da cosa? Comunque, la sua amica non gli ha dato minimamente retta e ora gli sta alle spalle, sbirciando dentro la stanza.
    Cerco di ragionare lucidamente, ma è dannatamente difficile.
    Sangue a destra, a sinistra e anche dalla porta dietro di noi là in fondo. Dalla porta di fronte non esce nulla e sembra la scelta più logica.
    «Dottoressa… Greta», azzardo a chiamarla per nome, «forse sarebbe bene seguire il consiglio dell'agente e allontanarci…», dico a voce abbastanza alta sperando che mi senta.
    Mi avvicino lentamente alla porta 101 e allungo una mano per abbassare la maniglia.



    Tutto ciò che sta accadendo mi porta ad essere prudente, quindi decido di aprirla lentamente. Se sarà aperta, aprirò uno spiraglio cercando di vedere se all'interno la situazione è tranquilla.






 

 
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