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Risultati da 161 a 170 di 307
  1. #161
    sim dio L'avatar di scarygirl
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Liam Harrington
    Gruppo Due






    Sono ancora assorto, rapito dal fascino di quel bellissimo esemplare di....cane(?). Vado per aprire la porta e liberarlo, ma il suono degli ascensori che si aprono mi distrae.
    Ritiro la mano e guardo alla mia sinistra. Dagli ascensori vengono fuori delle altre creature. Un corpo e due gambe..null'altro. Sgrano gli occhi.
    "Ma che cazz..." pronuncio con le labbra tremanti dallo stupore. Non ho mai visto niente del genere in tutta la mia vita.
    Sento due spari, qualcun'altro si chiede cosa siano, ma non ci faccio molto caso. Il mio sguardo è fisso davanti a me e non cambia direzione, mentre un brivido d'eccitazione mi attraversa la schiena.
    Le creature deformi avanzano. Avanzano verso di me. Cazzo però, non voglio darmela a gambe, o almeno non subito. Voglio vedere cosa sanno fare.
    Mi guardo intorno. Noto una biondina (Megan Norwak) che fa proprio al caso mio. Sghignazzo mentre mi posiziono lentamente alle sue spalle.
    Non si accorge di me e gli occhi dei presenti sono tutti rivolti verso le due nuove creature. Perfetto.
    Basta una lieve spinta e la malcapitata si ritrova inginocchiata ai loro piedi.
    Fremo all'idea di ciò che le capiterà, mentre li aggiro con cautela per raggiungere l'ascensore.
    Che lo show abbia inizio.
    Ultima modifica di scarygirl; 2nd December 2013 alle 20:53


  2. #162
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Yuriko Kiyomizu
    Gruppo Uno

    Theresa si allontana da me non appena vede qualcuno di sua conoscenza, un gruppo di persone davanti alle scale che portano al secondo piano. Noto i due poliziotti, la ragazza prima ammanettata che ora è dolorante a terra e Helena Bertinelli al suo fianco. Tra una cosa e l’altra penso di essermi persa cos’è avvenuto, ma non penso sia importante.
    Ciò che importa è che sento Theresa annunciare in modo concitato l’avvicinarsi di quegli strani esseri e a giudicare dalle reazioni, nessuno la prende per pazza. Per fortuna, altrimenti saremmo state in due.
    Poi tutto accade di nuovo velocemente.
    Helena scatta da una parte all’altra dell’ospedale, entrando ed uscendo dalla stanza 103, dichiarando morta una certa signora Atwood. Poi chiama gli ascensori mentre i poliziotti escono anche loro dalla stanza e assicurandosi che la porta sia chiusa alle loro spalle non appena ne esce anche Samantha. Quest’ultima fa una cosa che mi spiazza: sposta una pianta davanti alla suddetta porta, immagino per bloccarla dall’esterno.
    E che cavolo! Ma che sta succedendo? Decido di buttare la prudenza alle ortiche: «Non so cosa stia succedendo o cosa sia successo in quella stanza, ma so che una folla di…» mi fermo per cercare la parola adatta, «esseri… lenti e barcollanti, si sta avvicinando all’ospedale», dico con enfasi la parola “esseri”, perché non penso ci sia una definizione da vocabolario per ciò che ho visto fuori dalla finestra.
    Mentre finisco di parlare, l’ascensore arriva al piano con un ding e… Ma che…?! Cosa diavolo è quello schifo?!
    Chiudo gli occhi un attimo, tanto per accertarmi che non sia un incubo, ma quando li riapro quei cosi sono ancora là: quattro paia di gambe attaccate a due corpi, niente testa né braccia.
    Sento il panico che sale e reprimo un conato di vomito. Sono impietrita dalla paura. Di nuovo. E ancora una volta, lo smarrimento dura poco: cinque spari a breve distanza riecheggiano per il piano, riscuotendomi. Poi, il poliziotto e Samantha ci suggeriscono di “rifugiarci” dietro di loro.
    Ragiono più velocemente che posso.
    Questi mostri non hanno testa né occhi, già sapevano che eravamo qui, prima che i poliziotti sparassero? Ci sentono? E se sì, come? Quelle gambe mi ricordano quasi le antenne degli insetti, magari captano le vibrazioni con quelle? Cos’altro potrebbe esserci… Mi chiedo quale possa essere la loro reazione a fonti di luce diretta, ricordandomi che ho con me una torcia.
    L’importante ora, comunque, è seguire le indicazioni di Helena: scendere nei sotterranei.
    Può essere che quei mostri siano arrivato proprio da lì, ma parrebbe essere l’unico modo per uscire da qui senza incappare negli altri esseri.
    Siamo rimasti tutti ai nostri posti e ora mi viene il terrore che qualche altro coso possa chiamare l’ascensore e raggiungere gli amici qui…
    Mi sovviene anche che di fronte a questi esseri sono completamente indifesa.
    La testa mi scoppia come se fosse in preda alla febbre tanto che elaboro pensieri su pensieri e non so a quale dare la precedenza.
    Poi l’occhio mi cade sul cartello proprio davanti a me: “Farmacia”. Quante probabilità ho di trovare delle armi? Ma ancora prima, quante probabilità ho che la porta sia aperta? Probabilmente nessuna, ma tentar non nuoce.
    Un altro pensiero mi attraversa la mente: Samantha. Come sta? La guardo di sfuggita e parrebbe stare bene… insomma, è viva e vegeta e a quanto pare anche reattiva… ma istintivamente mi preoccupo per lei, conoscendo la delicata situazione in cui si trova.

    10 settembre 2013
    Università Brookheaven

    Samantha impallidisce e si porta una mano alla fronte.



    Lentamente scivola di lato sulla sedia e Harvey è veloce nello spostarsi verso di lei e sorreggerla per evitare che cada.
    Io le sono immediatamente di fianco: «Samantha, si sente bene?» le chiedo preoccupata. «Vuole sdraiarsi un po?»
    Lei fa un debole cenno con il capo e insieme a Harvey l’aiuto a portarsi sul divanetto di fianco alla porta d’ingresso.



    «Harvey, puoi prendere le mie pillole dalla borsa?» chiede poi una volta stesa con voce flebile. Osservo il fratello cercare nella borsa e alla fine ne estrae una piccola confezione di medicinali. Le si avvicina di nuovo mentre io mi sento impotente.
    «Ecco, prendi». Svita il tappo ad un flaconcino, fa cadere sul palmo della mano una pastiglia e gliela porge, mentre io cerco di rendermi utile recuperando la bottiglietta d’acqua che ho sempre con me. Samantha butta giù una pastiglia con un sorso d’acqua e reclina nuovamente la testa indietro, appoggiandola contro al muro e chiudendo gli occhi.



    Quando finalmente li riapre, mi sembra che siano passate ore anziché pochi istanti e mi accorgo di aver quasi trattenuto il fiato.
    «Mi dispiace averle regalato questa scena imbarazzante ed aver interrotto così l’incontro, ma come vede questo mio piccolo problema tende a presentarsi nei momenti meno opportuni», si scusa lei, ma io scuoto la testa: «Non lo dica nemmeno per scherzo! Non deve sentirsi in imbarazzo né preoccuparsi di questo. Piuttosto, come sta? Vuole che vada a chiamare qualcuno o un’ambulanza?»
    «Non si preoccupi, Yuriko, non c’è bisogno di chiamare aiuto o che lei s’affanni troppo…», cerca di rassicurarmi, ma io sono ancora preoccupata.
    Probabilmente lo capisce anche lei dal mio sguardo, perché prosegue: «Praticamente sono nata con un problema, un’anomalia, del sistema nervoso che mi può provocare questi mancamenti ed altre reazioni. Solitamente bastano le medicine di prevenzione che prendo, ma se queste non funzionassero… Basta una pillolina o due di questo farmaco e tutto passa.» Mentre finisce di spiegare mi mostra il flaconcino contenente le pastiglie. Io guardo quello e poi lei: hanno davvero fatto subito effetto e ne sono lieta. Posso cominciare a rilassarmi.
    Samantha si puntella con le mani sul divano e si tira un po’ su, immediatamente affiancata da Harvey: noto che è molto premuroso con lei e provo un pizzico d’invida. Mi sono sempre chiesta se con un fratello o una sorella avrei vissuto una vita un po’ diversa, un’infanzia meno solitaria.
    «Oh, smettila fratellino con quello sguardo: ora sto meglio e no… Non osare aiutarmi ad alzare!» Il tono perentorio di Samantha mi riporta al presente e sorrido. Immagino che si vogliano davvero molto bene, anche se a modo loro cercano di nasconderlo.
    Quando è nuovamente seduta, si rivolge di nuovo a me: «Grazie per l’aiuto, signorina Kiyomizu, è davvero gentile e affabile come il mio caro fratellino ha detto.»



    A queste parole mi sento un po’ arrossire e i miei occhi vanno con imbarazzo da lei al fratello, che sposta il peso da un piede all’altro a disagio. Oppure è imbarazzo?
    «Ed ecco qua il mio intrepido cavaliere, venuto ad aiutare me, la donzella in pericolo», continua nel tentativo di sdrammatizzare.
    Non riesco a trattenermi dal sorridere di nuovo e le rispondo: «Avete davvero un bel rapporto, io ho sempre desiderato un fratello o sorella, ma purtroppo sono figlia unica.» Mi rendo subito conto che non è certo né il luogo né la situazione più adatta per lasciarsi andare a confessioni personali, così mi schiarisco leggermente la voce e continuo, cambiando velocemente discorso: «Comunque… Se lo desiderate possiamo organizzare un altro incontro, ora vorrei solo avere la certezza che lei stia bene.» Ebbene sì, sono una persona apprensiva.
    «Ci mancherebbe, ora sto bene!» mi risponde Samantha con vigore. «Grazie di nuovo per il suo aiuto… Non molti sarebbero stati disposti a starmi dietro.» Sentendo questo mi domando che razza di persona potrebbe mai fregarsene quando vede qualcuno stare male in questo modo. «Ma ora sto bene e sono pronta a proseguire il discorso.» dichiara con decisione alla fine.
    Rassicurata, riporto la conversazione sull’argomento principale, ma di certo questa giornata non me la scorderò per parecchio tempo.

    26 Maggio 2014

    Hospital Brookheaven

    Quella volta stava “solo” per svenire e non oso immaginare a cosa si riferisse quando ha menzionato “altre reazioni”. Se dovesse sentirsi male, ora, in questa situazione, avrebbe le sue pastiglie? Non ho tempo per chiedere.
    Mi avvicino alla porta della farmacia e appoggio un orecchio sulla sua superficie cercando di captare qualche rumore provenire dall’interno. Se sarà tutto silenzioso, aprirò la porta (se è aperta) e proverò a cercare le pillole di Samantha, oltre che qualsiasi cosa che possa essere catalogato come arma, propria o impropria che sia: forbici, alcool altamente infiammabile, coltelli (?), accendini (??), insomma, qualsiasi cosa.
    Se invece dalla porta usciranno suoni non rassicuranti, informerò gli altri. Intanto li avviso: «Cercherò di entrare qui e recuperare qualcosa di utile. Se ci si riesce potrebbe essere una buona idea cercare di aggirare queste cose e bloccare gli ascensori, prima che ne spuntino fuori altri esseri simili.»
    Lanciata l’idea, accosto l’orecchio alla porta, pronta ad entrare, cercare e uscire il più velocemente possibile.


    Flashback concordato con Blaison






  3. #163
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Greta Coli
    - Gruppo Uno -




    Supero il corridoio per entrare nuovamente nella stanza 103.



    Il paziente della 102 è steso per terra.
    Sembrerebbe morto - da intendersi come morto morto - ma non per un colpo di pistola, bensì per un vetro conficcatogli nella nuca.
    La scena è agghiacciante e, come se non bastasse, le parole di Theresa mi rimbombano in testa: ce ne sono degli altri e stanno arrivando.
    Come possiamo affrontare dei mostri che non si arrendono neanche di fronte a dei proiettili?!

    In mezzo all'immobilità più totale, la dottoressa Bertinelli prende in mano la situazione.

    Helena: Samantha, allontanati. Non c'è più niente da fare per lei.



    Osserva preoccupata qualcosa aldilà della finestra e posso ben immaginare che "cosa".

    Mi volto verso la signora appoggiata al letto,
    colei che - se i miei calcoli sono esatti - è stata contagiata dal morso del mostruoso essere che ora giace per terra.
    Mi si stringe il cuore a vederla così. Ha perso la vita per colpa di chi? Chi ha diffuso questa malattia?
    Certo non si tratta di una normale mutazione virale, deve c'entrare qualcos'altro... che sia il risultato di una ricerca medica mal riuscita?
    Magari una ricerca che avrebbe riportato in vita i morti... ok. Questo ragionamento non ha senso.
    Ma spiegherebbe l'inaspettata "ripresa" del paziente della stanza 102.



    Un brivido mi sale lungo la schiena.
    Se così fosse anche la signora potrebbe risvegliarsi da un momento all'altro in modo analogo al paziente della stanza 102!



    Mi avvicino al corpo inanimato dello zombie.
    Se prelevassi un campione del suo sangue, potrei analizzarlo e scoprire che anomalie contiene.

    Byron: Sono a dir poco sconvolto.



    La dottoressa Bertinelli, ignorando le parole di Byron, sigilla la finestra con la maniglia di sicurezza e si avvia verso la porta.

    Helena: Dobbiamo muoverci.

    Mmm... pensa in fretta Greta. Non hai tempo per metterti a fare un prelievo! A meno che...

    Stando attenta a non toccare il sangue infetto, mi metto in ginocchio affianco al corpo del paziente.
    Apro il mio kit per le analisi e mi infilo un paio di guanti.



    Con una mano posiziono una provetta sotto la ferita del paziente, mentre con l'altra tiro leggermente la scheggia di vetro.
    Il momentaneo aumento di afflusso di sangue mi permette di raccogliere una modesta quantità di campione da analizzare.
    Chiudo la provetta con un tappo.



    Perfetto. Il problema adesso è sbarazzarsi dei guanti...
    sfilo quello della mano libera e, per non toccare direttamente la provetta, avvolgo il campione nel parafilm.
    Conservo la provetta nell'inventario e con un altro pezzettino di parafilm mi sfilo l'altro guanto.
    Dopo essermi accertata di non essere sporca di sangue, raccolgo il kit per le analisi ed esco dalla stanza seguita da Samantha e Olivia.



    Ultima modifica di KiraSim; 13th January 2014 alle 20:06 Motivo: Aggiornata la scheda

  4. #164
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven



    Mentre le due donne si ingegnano per chiudere la porta o comunque per rendere meno accessibile il passaggio,
    vedo la dottoressa Bertinelli chiamare gli ascensori a destra e a sinistra delle scale.



    Yuriko: Non so cosa stia succedendo o cosa sia successo in quella stanza, ma so che una folla di…
    ...esseri… lenti e barcollanti, si sta avvicinando all’ospedale.

    ...Ding...



    Ma questa... è fantascienza! Uno scherzo di cattivo gusto!
    No ma dico... due gambe che sorreggono due gambe?!



    Byron: Qualcuno sa dirci cosa c***o sono?!

    Ovviamente Byron non perde occasione per far presente il suo disappunto.

    Olivia: Mantenete la calma e state tutti dietro di noi! Non sappiamo cosa sono ne di cosa siano capaci.




    Mi chiedo per quale assurdo motivo ho pensato di presentarmi in anticipo alla riunione di oggi pomeriggio...
    che poi dove sono finiti tutti i ricercatori? Non possono essersi smaterializzati nel nulla!
    Che almeno passino anche a noi questa loro invenzione! Non solo alle infermiere...

    Samantha: Yuriko, Mila, Greta e tu Rossa! Venite qua!



    La voce di Samantha mi riporta coi piedi per terra. Ora come ora, è stupido riflettere su queste cose.
    Mi avvicino a lei osservando Yuriko davanti alla farmacia.

    Yuriko: Cercherò di entrare qui e recuperare qualcosa di utile.
    Se ci si riesce potrebbe essere una buona idea cercare di aggirare queste cose e bloccare gli ascensori, prima che spuntino fuori altri esseri simili.



    Eh... se questi esseri vengono dai sotterranei, ce ne saranno certamente degli altri. Stiamo andando in bocca allo squalo...
    ma d'altra parte l'orda di zombie sta raggiungendo l'ospedale dalla superficie.

    Greta: Non preoccupatevi per l'ascensore, ora vedo di inventarmi qualcosa per bloccarlo.

    Suvvia Greta! Helena sa quel che fa, possiamo fidarci di lei.



    Osservo i due esseri tutto-gambe avanzare verso di noi. Come fanno quelle creature a orientarsi nello spazio?
    Vengono nella nostra direzione per pura casualità o possiedono dei particolari recettori sensitivi?

    Byron e Olivia sparano un colpo di pistola ciascuno, mentre Samantha afferra la sedia a rotella pronta a... lanciarla?



    Bene dai, dovrei essere abbastanza coperta.
    Se i due esseri daranno segni di cedimento, ne approfitterò per correre in direzione dell'ascensore e tenere occupata la fotocellula.


    * Per prelevare il campione di sangue, ho chiesto il permesso alla master *
    * Per sapere più o meno cosa c'è dentro il kit per le analisi, avevo fatto una domanda nel topic apposito un po' di tempo fa *
    * Hope e Mila nelle foto non compaiono, non sapendo esattamente come farle muovere *
    * Mi scuso con Blaison per la mancanza della collana (ho scordato di metterla) e per la prima immagine, in realtà Sam è seduta ç___ç *
    * La maggior parte delle pose che ho usato, sono di Aku =3 *
    Ultima modifica di KiraSim; 6th December 2013 alle 21:56

    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

  5. #165
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Gruppo Uno

    Hope Stardream
    salta il turno. Tocca a Mila Kirenko.

  6. #166
    sim dio L'avatar di the best girl
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Mila Kirenko
    gruppo 1


    Mi trovo in gruppo, insieme ad altre persone. Vedo la dottoressa giovane fare il suo ingresso nella hall al pian terreno. Ripenso ancora all'anziana signora che si trovava in stanza con me, che è stata probabilmente decretata ufficialmente morta...non che avessi qualche dubbio. Ora ciò che resta da capire è cosa sia veramente quell'essere che l'ha uccisa. Per ora di una cosa sono certa: non voglio trovarmi faccia a faccia con "lui", mai.
    Come se potesse leggermi nel pensiero, una ragazzina dice di sapere cosa sono quelle creature mostruose: zombie. Fantastico.
    La dottoressa si dirige dunque verso l'ascensore, schiaccia il pulsante...e da lì il caos. Il terrore pervade il mio corpo quando vedo uscire dall'ascensore - non saprei nemmeno definire quelle cose; camminano lente, dondolando e barcollando a ogni passo. Sarei rimasta lì impalata per ore, se non fosse che una voce mi risveglia, come se fosse una scossa.

    «Yuriko, Mila, Greta e tu Rossa! Venite qua!»

    Non me lo faccio ripetere due volte. Sento degli spari, e spero tanto che funzionino e fermino quelle bestie. Quando però mi volto a guardare non vedo, ahimè, nessun corpo disteso a terra morente e in fin di vita. Che siano creature immortali? Se è un sogno voglio svegliarmi, all'istante. Un'altra dottoressa afferra la sedia ed è pronta per scaraventarla contro quelle creature mutanti che temo non siano le uniche. E io? Cosa posso fare per rendermi utile? Sono solo una paziente scossa e debole o posso fare qualcosa? In situazioni di panico e ansia non mi è mai venuta alcuna idea geniale ahimè...
    Now, if you two don't mind, I'm going to bed before either of you come up with another clever idea to get us killed - or worse, expelled.

  7. #167
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Intermezzo


    Isaac. Tranquillizzi Theresa, che si sente immediatamente al sicuro, ma per poco.
    Quando le porte dell'ascensore si aprono ti irrigidisci. Hai capito che quando si tratta di mettersi nei guai, Helena è in prima fila. Riesci a salvarla da un attacco del Mannequin.
    Spari un colpo al ventre della creatura che stava per aggredire Helena. (Mannequin1 Costituzione -80 =20)
    Andrew. Spari allo stesso mostro. (Mannequin1 Costituzione -80 = Morte)
    Bel lavoro di squadra!


    Helena e Theresa sono tra le porte dell'ascensore per tenerle aperte, oscurando la fotocellula.
    Manuel. Spari alla creatura rimasta ancora in vita. (Mannequin2 Costituzione -15 = 85) Il mostro vacilla e cade a terra, dandoti il tempo necessario per raggiungere l'ascensore.
    Dopo poco si rialza, zoppicante...
    Jo. Mentre tutti pensano a come sconfiggere i manichini putrefatti ti guardi attorno. Prendi una Bibbia che qualcuno ha dimenticato sul bancone dell'accettazione.
    Preoccupata che possano lasciarti lì, ti dirigi con una certa fretta verso l'ascensore. Noti che uno dei due manichini è a terra, morto, mentre l'altro si sta rialzando e si dirige verso di te. Sta per sferrare il suo colpo, ma ti colpisce di striscio, rovinando la copertina della Bibbia che hai appena recuperato. Sei salva per miracolo. Non eri credente? Ora dovresti esserlo.
    Viene poi distratto da una ragazza bionda che sembra sia inciampata...
    Liam. Fortunatamente vieni distratto da nuovi mostri e lasci stare il Feral.
    Come "esperimento" afferri la ragazza bionda e senza farti vedere da nessuno, la spingi verso uno dei Mannequin: quello ferito. Quest'ultimo, aggredisce la ragazza che muore sul colpo.



    Intanto tu sei salvo nell'ascensore.


    Isaac e Andrew, tutti sono nell'ascensore. Helena tiene le porte aperte, aspetta voi. O volete far fuori il Mannequin già ferito e distratto dalla malcapitata Megan?




    Byron. È normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. E tu coraggioso lo sei. (Mannequin3 Costituzione -15 = 85)
    Olivia. Decidi di colpire il mostro al ginocchio, che si accascia a terra e arranca con le gambe superiori per avvicinarsi a voi, ma lentamente. (Mannequin3 Cosituzione -80 = 5)
    Samantha. Decidi di cambiare l'arredamento del corridoio, ma per un motivo ben preciso... Sposti la pianta davanti la stanza 103, dove giace la signora Atwood. (Samantha Forza 25)
    I due poliziotti hanno colpito uno dei due mostri, riducendolo male, mentre l'altro è ancora in piedi. Noti una sedia a rotelle lì vicino e decidi di usarla come palla da bowling. Sei abituata maneggiare quelle sedie, e il fatto che stavolta non ci sia nessuno seduto sopra è sicuramente più semplice.
    Con la giusta rincorsa, lanci la sedia che colpisce entrambe le creature. Il mannequin che già si trovava a terra cessa di dimenarsi. (Mannequin3 Costituzione -5 = Morte) L'altro cade a terra, ma sta per rialzarsi. (Mannequin4 Costituzione -8 = 92)
    Yuriko. Decidi di andare in avanscoperta verso la Farmacia. Non senti rumori o lamenti strani provenire dall'interno. Quindi entri.
    Alla tua destra ci sono molti scaffali. Medicine. O almeno sembrano. Scrutando tra gli scaffali trovi: un kit di pronto soccorso, delle pillole che ti sembrano familiari, saranno quelle per Samantha? Alcune ricette, pannolini e reparto neonati con gli omogeneizzati e i Plasmon. Dietro al reparto donna (assorbenti e igiene intima), c'è qualcosa che attira la tua attenzione. Sembrerebbe un dito indice. Ti sporgi un po'. A terra trovi un braccio. Senza il resto del corpo. Nella mano stringe una Glock 19 (15 proiettili). Che fai, la prendi? Cosa porti a casa? Sempre se ci arrivi a casa...


    Greta. Riesci a tenere oscurata la fotocellula dell'ascensore. Sai che il piano da pigiare sarà il -1. Sarai in grado di spingere quel bottoncino al momento giusto? Aspetterai che sono tutti dentro?




    Hope. Rimani immobile.
    Mila. Osservi la scena inorridita. Senti dei colpi che provengono dalla stanza 103, come se qualcuno stesse bussando per uscire di lì... Ma la porta è bloccata dalla pianta che ha spostato la dottoressa Reaver.




    Ahimè, Darsy. Con ogni probabilità la ferita ti ha causato forti allucinazioni. Difatti, non c'è nulla che potresti intravedere al piano di sotto, a parte delle scale desolate. E quell'ombra che ti era parso di notare prima? Era proprio il mostro che ora ti ritrovi davanti. La scelta per te è davvero difficile. Cosa fare? Hai già notato la bruciatura sul fianco, eppure l'unica cosa che ti viene in mente è lanciargli le scarpe. Te ne sfili una, la soppesi e noti il tacco appuntito: se solo riuscisse a conficcarsi nelle carni della bestia, potrebbe anche fargli male. Sei debole e indebolita dal colpo ricevuto poc'anzi. Eppure raccogli le energie e le concentri tutte sul braccio destro. Lanci la scarpa... (Prova di destrezza... non superata!) La calzatura non passa neppure vicino alla creatura, che però, attirata dal tuo gesto avventato, ringhia e aumenta la velocità del passo. Colta dal panico, raggiungi l'altro piede e ti togli anche l'altra scarpa. Con l'adrenalina in circolo (adrenalina +10% forza ; +10% destrezza), tiri la tua arma improvvisata... (Prova di destrezza... superata!) Riesci a colpire il Feral, ma la tua destrezza, nonostante l'adrenalina, non è sufficiente per dare alla scarpa l'effetto da te voluto. Lo colpisci, infatti, col tallone, la parte morbida della scarpa e non gli fai assolutamente nulla. Anzi. In effetti qualcosa lo fai. Il Feral, colpito, ruggisce e si avventa su di te. Il dolore è lancinante, i morsi sono disordinati, senti la pelle staccarsi dai muscoli e i muscoli dalle ossa. (Darsy Costituzione -30) Ad un certo punto lo senti fermarsi e ti sembra che il supplizio sia finalmente finito. Ma è solo l'inizio. Il Feral si getta sulla tua faccia, per primo senti che ti smembra la guancia e l'occhio sinistro. Poi il labbro. Poi, finalmente, tira la giugulare e la tua sofferenza ha fine. (Darsy Costituzione -20 = MORTE)



    R.I.P. Darsy. Se solo avessi prestato più attenzione a quella bruciatura sul suo fianco e al tuo inventario, forse saresti ancora tra noi...



    Turnazione stabilita

    Farmacia Gruppo Uno
    Piano Terra
    Gruppo Due
    Piano Terra
    Yuriko Kiyomizu Olivia Walsh Andrew Davis
    Byron Biscardi Isaac Norwood
    Samantha Reaver Helena Bertinelli
    Mila Kirenko Manuel Russel
    Hope Stardream Josephine Marshall
    Greta Coli Liam Harrington
    Theresa Kincaid

    Mannequin2 e Mannequin4 ancora in piedi.
    Ricordate di togliere i proiettili dall'inventario.
    Ultima modifica di Eclisse84; 9th April 2014 alle 14:35

  8. #168
    sim dio L'avatar di Tesla-Kun
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Andrew Davis
    -Gruppo due-

    Isaac riesce a mettere in salvo Helena, sparando anche un colpo a una di quelle creature umanoidi colpendola al ventre. Il mio corpo si muove in automatico, e mirando allo stesso mostro a cui ha sparato il mio collega, premo il grilletto.
    La creatura cade a terra e rimane lì, immobile. A occhio e croce direi che è morta, poi naturalmente il mio parere di medico (o di veterinario?) vale quanto...be' diciamo “poco” per essere brevi.
    «e uno è andato...» mormorai, girandomi poi verso l'altro rimasto.
    Sento un altro sparo vicino a me. È il dottore, Manuel se non sbaglio, che ha tirato fuori una pistola e ha colpito la seconda creatura, ferendola. Poi raggiunge Helena e Theresa all'ascensore. Anche la mia “dolce” metà (nd: Josephine)...ma anche no, raggiunge l'ascensore salvandosi per un pelo da un colpo delle ragazza-4 gambe.
    Anche l'altro dottore (nd: Liam) raggiunge l'ascensore in salvo, ma purtroppo la ragazza bionda inciampa e viene subito attaccata. Non dà segni di vita. Era una...strana sensazione, insomma non la conoscevo ma, fino a poco fa era lì, seduta nei divanetti come se nulla fosse mentre adesso...
    vederla morire mi fa come apprezzare di più la mia vita, tutto quello che ho vissuto, tutto quello sto vivendo e tutto quello che ho da vivere. In mente mi vengono i soliti pensieri che ti vengono in una situazione di pericolo: i miei sogni, i miei amici, i miei genitori, i miei fratelli...


    nd: fate finta che ci sia il bordino dei pensieri, semmai la modifico dopo^^

    ...i miei fratelli, probabilmente sarebbero più utili di me in questa situazione, io lo sarò fin tanto che avrò dei proiettili e una pistola, finiti quelli...ero solo carne da macello.
    Non era il momento per i miei complessi da “ultimo figlio”, ormai mancavamo solo io e Isaac per scendere giù nei sotterranei.
    Lo guardai e potevo solo immaginare cosa volesse fare. Ormai lo conoscevo troppo bene, la sua indole da eroe ha quasi sempre il sopravento ma ora non possiamo permetterci atti eroici, ormai era una questione di sopravvivenza, mi si spezza il cuore lasciarla lì ma non possiamo fare più niente per lei oramai, dobbiamo pensare a chi possiamo ancora salvare, e dovevo convincere il mio collega che andare subito via fosse la decisione giusta.
    Do un'occhiata verso l'altra gruppo sventurato, ero troppo concentrato su quello che succedeva qui che me lo ero quasi dimenticato, ero tentato di raggiungerli per aiutare Byron e Olivia ma lasciare da solo queste persone era troppo rischioso, potevo solo fidarmi che ci raggiungessero giù, non avevo da che preoccuparmi insomma, erano bravi.
    «Isaac...dobbiamo andare» gli dico poggiandogli una mano sulla spalla «non c'è più niente da fare per lei. Dobbiamo pensare a mettere in salvo gli altri, non sappiamo cosa ci aspetti giù ai sotterranei e non possiamo darci il lusso di sprecare proiettili» conclusi tenendo sempre d'occhio la creatura.
    Era strano assumere un tono cosi serio, non è da me insomma. Speravo di riuscire a convincere il mio amico cosi da avviarci subito all'ascensore.

    - - - - - - - - - - - - - - - -


  9. #169
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Yuriko Kiyomizu
    Farmacia

    Entro nella Farmacia e spero con tutta me stessa di trovare qualcosa di utile.
    Cerco freneticamente sugli scaffali e trovo di tutto un po’: mi domando che ci facciano i Plasmon in un ospedale… Un kit di pronto soccorso! Potrebbe tornare utile? Nel dubbio, lo prendo con me.
    Poi lo sguardo mi cade su un barattolo familiare. Che siano le pillole di Samantha? Potrebbe essere. Preferisco prenderle e poi magari scoprire che sono quelle sbagliate anziché rischiare di lasciare qui quelle giuste. Prendo anche queste e me le infilo in tasca.
    Un particolare mi incuriosisce: davanti a me c’è una tenda che oscura qualsiasi cosa ci sia là dietro. E’ strano che ci sia una tenda. Non dovrebbero esserci finestre in questa stanza. Mi avvicino per tirarla, sia mai che copre una sorta di magazzino, quando noto qualcosa per terra. Guardo con più attenzione e… Oh, mio dio!
    «AAAH!!!» Il grido esce dalle mie labbra senza che io possa controllarlo.
    E’ come aver ricevuto un pugno alla bocca dello stomaco. Sento il tè di poco fa che mi si agita in pancia e a stento trattengo un conato di vomito. Portandomi una mano alla bocca come se avessi gridato troppo forte, mi volto di scatto nella speranza di cancellare quell’orrore dagli occhi e dalla mente, ma so già che la visione tornerà nei miei incubi peggiori.
    Un braccio. Era un braccio senza il resto del corpo!
    Chiudere gli occhi non serve, ho quell’immagine stampata sulla retina.
    Aspetto che i conati smettano di salirmi alla bocca e cerco di snebbiare il cervello. Respiro profondamente.
    Dov’è il resto del corpo? Qual è l’abominio che può aver fatto una cosa simile? Anche se questa parrebbe essere una domanda piuttosto stupida, visto la situazione in cui ci troviamo.
    Quando penso di essermi calmata un po’, lancio di nuovo un’occhiata alla… mano… per terra… Stringe una pistola…
    Deglutisco a fatica.
    Voglio davvero fare quello che sto per fare? Ho come l’impressione di non avere scelta. D’altra parte, sono entrata qui per un motivo, giusto?
    Prima di prendere la pistola, però, preferisco tirare la tenda. Se dall’ascensore sono uscite quelle cose, qui dietro potrebbe esserci qualcos’altro che attende che io mi distragga…
    Solo quando ormai è troppo tardi per ritirare la mano, mi rendo conto che se davvero c’è qualcosa, io non sto facendo altro che aiutarlo… Ma voglio solo assicurarmi che sia tutto tranquillo almeno qui, quindi tirerò la tenda e poi prenderò la pistola, tenendo tutti i sensi all’erta. E pregando qualsiasi essere ultraterreno di farmi uscire viva da quest'ospedale.








  10. #170
    sim dio
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Isaac Norwood
    Gruppo due

    Fortunatamente riesco a mettere in salvo Helena da quell'essere orripilante. Quest'ultima, però, riesce a sgattaiolare con Theresa così da raggiungere l'ascensore: ma è pazza?! a quanto pare le piace mettersi nei guai, però devo dire che il suo coraggio mi affascina. Dopo aver mirato e sparato a quell'essere subentra anche Andrew, mirando anche lui al ventre, riuscendo a mettere definitivamente K.O quella creatura putrefatta. Bingo! esclamo sottovoce. A quanto pare abbiamo beccato proprio il loro punto debole!
    Mentre il resto del gruppo corre raggiungendo Helena nell'ascensore, la ragazza bionda di prima pare inciampare. Uno di quei cosi, zoppicante, si rialza da terra, e come obbiettivo prende la malcapitata ragazza. Quest'ultima viene aggredita, e successivamente cade a terra. Morta.



    Il cervello mi va in tilt: pensieri, ricordi, veloci flashback riaffiorano nella mia mente. Il mio pensiero va subito alla mia famiglia, la mia forza. Chissà come stanno, chissà se sanno di tutto ciò. Chissà se sono al sicuro... Dio, prego che siano salvi e al sicuro. Vivi. Non meritano tutto questo.
    E poi quella ragazza, il corpo di quella povera ragazza, mi fa subito ricordare uno dei motivi per il quale non ho affatto dei bei ricordi di questo Ospedale... e forse, dopo oggi, in modo definito mai li avrò...

    *FLASHBACK*


    - - - - -

    "NOOOOOOOOO....." urlo istintivamente, alzando di nuovo la Beretta deciso a mirare a quell'essere terrificante e malandato.
    "Isaac...dobbiamo andare" è Andrew riportarmi coi piedi per terra, poggiandomi una mano sulla spalla, come fa di solito per farmi ragionare. "non c'è più niente da fare per lei. Dobbiamo pensare a mettere in salvo gli altri, non sappiamo cosa ci aspetti giù ai sotterranei e non possiamo darci il lusso di sprecare proiettili" conclude, guardando con la coda dell'occhio la creatura. Il suo tono si fa serio, nei suoi occhi leggo una nota di preoccupazione, ma mi rassicura. Ha ragione, purtroppo non c'è niente da fare, non possiamo reagire, e i proiettili ci tornerebbero utili nei sotterranei. Come ha detto lui, non sappiamo cosa ci aspetta.




    E' ingiusto, totalmente ingiusto. Oggi ho visto fin troppo sangue, e il fatto che non ho potuto -e non posso- far niente mi fa imbestialire. "Ok fratello, andiamo" gli rispondo guardandolo negli occhi, in modo deciso. Così dicendo, ripongo la Beretta al suo posto. Andrew è l'unica persona al mondo capace di convincermi e di farmi ragionare, frenando il mio ''pericoloso'' istinto da benefattore. Credo che in questo momento dargli retta sia più che giusto, ci sono tante persone coinvolte in questo disastro, non varrebbe la pena rischiare e diventare carne da macello.
    Cosa sta succedendo? cosa vuol dire tutto questo? cosa sono quelle... cose? troppe domande e poche risposte. Mettendo fine alle mie riflessioni, do un'ultima occhiata alla ragazza esanime e al mutaforma; una lacrima mi riga il viso. Lasciarla qui, in balia dell'oscurità e di tutti questi pseudo zombie mi mette una tristezza infinita. Non conoscevo il suo nome, ma posso solo augurarle di riposare in pace, almeno di là.
    Poi, faccio cenno ad Andrew così da dirigerci furtivi verso l'ascensore.

 

 
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