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Risultati da 241 a 250 di 307
  1. #241
    sim onniscente L'avatar di Vicky<3
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Byron Biscardi
    Hospital Brookheaven - Piano -1


    Finalmente troviamo un accordo e decidiamo che la parola da digitare deve essere feretro.
    Fino a qui nulla di anormale (sempre che trovarsi in una situazione come quella rientri nei canoni della normalità) ma ben presto, mentre la ficcanaso si avvicina al display per digitare la risposta, accade l'inaspettato.
    Uno scricchiolio.
    La grata si rompe.
    Esce un tentacolo.
    Sì, UN TENTACOLO, proprio come quelli dei calamari giganti che ho visto tante volte al cinema, nei film sui pirati.
    E la creatura alla quale il tentacolo in questione appartiene afferra senza esitazione la caviglia della donna, trascinandola nella completa oscurità dei sotterranei.
    Qualche attimo dopo di lei non c'è più traccia.
    E, cosa peggiore, non ho nemmeno avuto il tempo di reagire, di provare a salvarla! Mi sono limitato a guardarla mentre veniva risucchiata nelle tenebre.
    Il suo volto era terrorizzato... Lo ritroverò nei miei incubi peggiori, sicuramente.

    Come se non bastasse, subito dopo aver assistito a quella scena orribile, inizio a sentire un odore che mi è ben noto e con il quale più volte ho avuto modo di avere a che fare durante la mia carriera: gas narcotizzante.
    Prima ancora di poter dire qualche parola, iniziamo tutti a tossire, me compreso.
    Tento di ripararmi il volto con le mani, ma il gas si sta diffondendo nella stanza ed esce proprio da quelle inferriate maledette!
    Ma poco dopo il sonno prende il sopravvento... è tanto, il sonno... gli occhi non riescono più a rimanere aperti, le palpebre si abbassano contro la mia volontà... sto perdendo i sensi...
    Lentamente... mi addormento...

    ~ ~ ~ ~ ~



    Il pavimento del sotterraneo è molto più morbido di quello che ricordavo.
    Troppo morbido...
    No, un secondo: ho detto morbido?!



    Ma... dove sono?
    Queste non sono le sudicie pareti di quel vecchio laboratorio, e questo qui è un letto, non un freddo pavimento!
    Oh sì, riconosco questo posto: sono a casa della prozia Crisantema, ad Appaloosa Plains!
    No, un attimo... Non passo le vacanze dalla prozia da quando avevo undici anni! Come ci sono finito qui?
    E chi è stato ad accendere la luce? Spegnetela!



    - Yu-uh, Byronuccio della ziaaa! -
    Ma questa voce...
    - ZIA?! Che ci fai qui? -
    Lei mi guarda con la sua solita aria di superiorità ed esclama stizzita: - Per tua norma e regola, io qui ci vivo! -
    - Sì, lo so ma... Dove sono le altre? -
    - Le altre? Di chi parli, orsacchiottino? -
    - Mi riferisco a Greta, Olivia... Zia, perchè sono qui? Non ero all'ospedale? E la piovra gigante? Cosa sta succedendo? -



    - Oh, il mio piccolo Byron ha fatto un incubo! Su, vieni qui e fai un sorrisone alla tua zietta! -



    - Un sorris...? Ma che stai dicendo, zia? Sei forse impazzita? O forse lo sono io? Non ho intenzione di sorridere a nessuno, devo tornare all'ospedale, devo... -
    - TU DEVI SOLO SORRIDERE ALLA ZIA! E dopo mangerai il mio pasticcio di piselli! Intesi? -
    urla, rivolgendomi una delle sue espressioni più terrificanti.
    - Ma io... -

    - Niente "ma", signorino, o arriva il polipo cattivo che ti trascina nei sotterranei! -




    - Il pol... Che cos... AIUTOOO! -



    ~ ~ ~ ~ ~

    - No... aiuto... aiutatemi - farfuglio nel sonno.



    Lentamente apro gli occhi e, dopo qualche secondo, inizio a ricordare tutto: l'ospedale, i mostri, il gas...
    Ci siamo addormentati ed in questo istante sono disteso di fianco ai lavandini, poco lontano dagli armadietti che prima ho perquisito.
    Beh, "prima" è un concetto relativo: per quanto abbiamo dormito? Ore, giorni? Qua giù non si ha la cognizione del tempo.
    Rimango per un paio di minuti lì impalato, fissando il soffitto e tentando di cercare delle risposte a tutte le domande che mi affollano confuse il cervello.
    Poi capisco che è il momento di reagire, ed il mio primo pensiero va alla mia collega, distesa di fianco a me. Allungo lentamente il braccio fino a toccare il suo, scuotendola un po'.
    - Svegliati - le dico, aspettando una sua reazione - Gas soporifero. Abbiamo perso i sensi per chissà quanto - affermo, sollevandomi da terra.
    Mentre mi alzo, noto che anche Greta e la Reaver sono sveglie, e la cosa mi dà un piccolo senso di sollievo.
    A poco a poco tutti ci alziamo da terra e ci riuniamo in un piccolo cerchio.
    Greta prende la parola: - State tutti bene? Per caso qualcuno sa che ore sono? Ho come la sensazione... di aver dormito più di un paio di ore... -
    Io invece ho come la sensazione che lei mi stia guardando con uno sguardo... non saprei come definirlo, quasi accusatorio. Ma cos'ho fatto questa volta?
    - Ragazzi - riprende - Immagino che utilizzare l'ascensore dopo essere stati inattivi per tutto questo tempo, non sia una buona idea. Potrebbero spuntare nuove creature e... non è da escludere l'ipotesi che scendere di uno o due piani potrebbe portarci di fronte al proprietario del tentacolo -
    - Giusta osservazione
    -
    dico - Inoltre le autorità saranno già state allertate della nostra scomparsa e ci staranno cercando, quindi se anche uscissimo da una qualche uscita secondaria sicuramente ci troverebbero lo stesso -
    Lei sembra avere un piano: - Proporrei di rimanere in questo piano e di raggiungere la pulsantiera per rispondere all'indovinello. Siamo tutti d'accordo che la risposta è feretro e che c'è un buco che rende immediato l'accesso al mostro. Creare un "rattoppo" potrebbe peggiorare le cose... le grate sono sensibili al peso -
    Giusta osservazione.
    Dopo aver dato indicazioni alle altre donne, si rivolge alla mia collega: - Temo che con la velocità con cui attacca quella creatura... sia inutile usare la pistola. Il tempo di prendere la mira... ed è già troppo tardi. Ma l'equipaggiamento da poliziotto, prevede anche un manganello, no? -
    Forse ho capito dove vuole arrivare.
    - Quello che sto cercando di dire... è che io stessa mi offro per andare a digitare la password. Dopotutto la proposta l'ho avanzata io e... credo di potercela fare a non far muovere troppo la grata -
    Bingo.
    Nemmeno per sogno.
    - Io non... - tento di esprimere il mio disappunto, ma subito lei mi interrompe.
    - Non ha senso che vi esponiate in prima persona. Nessuno sarebbe in grado di rispondere a un'emergenza più prontamente di voi. In fondo digitare 7 lettere non è così difficile... -
    - Devi però ammettere che digitare 7 lettere su un display potenzialmente esplosivo, situato nel sotterraneo di un ospedale infestato da zombie e piovre giganti è... giusto un pochino rischioso, non trovi? - le sussurro.

    Mentre le altre donne analizzano gli oggetti rimasti, io, Olivia e Greta ci tiriamo da parte per attuare il piano.
    La mia amica si toglie le scarpe col tacco, probabilmente per evitare rumori forti, e mi trascina per un braccio lungo la striscia di pavimento che separa le grate.
    - Allora, io salgo sulla grata e cerco di fare il più in fretta possibile - esita un attimo ma poi riprende - Byron, devi semplicemente tirarmi verso di te se qualcosa va storto. In questo modo se il tentacolo dovesse presentarsi... e riuscire ad afferarmi... Olivia avrebbe qualche millesimo di secondo in più per colpirlo. Mi fido di entrambi -
    Annuisco.
    - Se le cose dovessero mettersi male... lasciatemi andare. NON rischiate -
    Ecco, esattamente quello che non volevo sentire.
    Faccio un bel respiro pronfondo e le sussurro: - Va bene. Ho capito tutto - la fisso negli occhi - Ma se davvero credi che ti lascerei andare senza nemmeno lottare... beh, temo che tu abbia fatto qualche piccolo errore di valutazione -
    Non ascolto la risposta e le afferro il braccio, stringendo molto forte, mentre lei si avvicina alla pulsantiera.
    Io rimango il più possibile lontano dalla grata, anche se è parecchio complicata come cosa.
    Se dovesse succedere qualsiasi cosa, lotterò con tutto me stesso per evitare che faccia la stessa fine di Hope.
    Fosse l'ultima cosa che faccio.


    PS: Ho inserito 8 foto.


    "No matter what anybody tells you, words and ideas can change the world."

  2. #242
    sim dio L'avatar di Tesla-Kun
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Andrew Davis
    -Gruppo due-


    Jo inserisce la chiave nella porta ma alle mie spalle un rumore di mattoni attira la mia attenzione. Stringo più forte la pistola che ho in mano pronta in caso ce ne fosse bisogno mi giro e...
    Isaac?
    Isaac! Ed Helena!
    È l'unica cosa che riesco a pensare sul momento, il gruppo era di nuovo insieme, se riuscivamo a trovare anche Biscardi e la Walsh con gli altri civili eravamo a cavallo e forse potevamo uscirne indenni dopo tutto.
    Ed in quell'istante che vedo una figura avvicinarsi lungo il corridoio centrale mentre Manuel cercava di andare a prendere la spada da me scacciata poco prima. Lancia qualcosa nella nostra direzione e del fumo inizia a invadere la stanza. L'odore mi penetra nelle narici e non riesco nemmeno ad alzare il braccio per prendere la mira che cado a terra come un sacco di patate.
    ***

    Era tutto completamente buio...non capivo se tutto questo era quello che c'era dopo la morte. Un paradiso? Un inferno? Non sembrava coincidere ne con l'uno ne con l'altro, o almeno non con le aspettative che normalmente avrei avuto lì non c'era niente...un'eternità di niente? Era questo quello che mi sarei dovuto aspettare?
    Un finale troppo triste per i miei gusti...
    ma dopo pochi minuti, che mi sembrarono ore, iniziai a sentire qualcosa, una melodia, un suono e iniziai a recepire delle parole...

    If I die young bury me in satin
    Lay me down on a bed of roses
    Sink me in the river at dawn
    Send me away with the words of a...Deathly Song

    [tutta la canzone]*

    la conoscevo ma c'era una parola sbagliata nel testo e non era per niente rassicurante.

    ***

    mi svegliai sul pavimento sporco di quel corridoio. Ero vivo, dopotutto.
    «Ha rapito Helena!» sento urlare Theresa ed infatti non riesco a trovare con lo sguardo traccie della dottoressa.
    Vedo che tutti iniziano a muoversi ma io sono ancora intontito dal gas o semplicemente ho voglia di allungare di 5 minuti il mio pisolino, per quanto abbiamo dormito poi, un'ora? Due? Sinceramente volevo solo andare a casa e buttarmi sul letto e andare in letargo dimenticando questa faccenda.
    Vidi Jo che entrava nello stanzino devi si trovava quel tale Philip, anche il dottore la segui ma io decisi di rimanere sull'ingresso della stanza ascoltando quello che dicevano senza intervenire a meno che non fossi richiesto.


    *sorvoliamo sulla canzone che non è il mio genere ma il testo mi piaceva inserito nel sogno ^^''

    - - - - - - - - - - - - - - - -


  3. #243
    sim onniscente L'avatar di Daff
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Olivia Walsh
    . gruppo 1 .




    Soni infiniti i pensieri che mi si affollano nella mente, i dubbi, le teorie. Talmente tante le certezze andate distrutte nelle ultime ore che la mia testa potrebbe esplodere da un momento all'altro. Il mio collega non è da meno, ne sono sicura. Me lo dicono le espressioni che gli si disegnano sul viso mentre gli espongo ciò che ci aspetta là fuori. Ansia, stupore, negazione, paura, disperazione.
    Nonostante tutto però ha ancora la forza di stare in piedi. Come me dopotutto. Ha ancora la forza di spiegarmi che Greta, la sua amica non è una qualunque incontrata in un bar, una da prendere alla leggera, ma una persona che conosce da tutta la vita. Devo fidarmi mi dice. Ma posso farlo?
    Troppi sono i dubbi, troppe le possibilità... Se l'avesse preso in giro tutto il tempo? Se non fosse quella che crede? Se fosse cambiata?
    No... non posso credere che sia così. Non posso credere che ogni medico che lavorava in questo ospedale fosse coinvolto. Devo credere che ci sia ancora un po' di speranza.
    Devo fidarmi. Se non per me, per Byron. Se lui si fida, lo farò anch'io.
    Va bene” gli dico con un filo di voce.
    Ehi, tranquilla, collega" mi dice posandomi una mano sulla spalla. Deve essersi reso conto di quanto io sia scossa "Andrà tutto bene"
    Lo spero davvero, ma infondo so che non è cos...
    E infatti non riesco nemmeno a finire di elaborare quest'ultimo pensiero che uno scricchiolio sospetto mi fa voltare di scatto verso la parte opposta della stanza. Verso la rossa che maneggiava col congegno degli indovinelli.
    Le grate! È il mio primo pensiero. Vedo la rossa ficcanaso saltare di lato e salvarsi per un pelo da una brutta caduta ma poi...
    Non...è... Possibile...

    Credo che queste siano le parole che ho pronunciato più spesso nelle ultime ore.
    Una sorta di tentacolo striscia fuori dal buco nero, si stringe attorno alla sua caviglia e, in meno di un secondo, la trascina via. Verso il buco, verso il buio.
    E'...E'... morta?
    Il mio cervello è come annebbiato... Non è possibile continua a ripetere, ma ogni volta la realtà smentisce queste parole.
    Potevo salvarla? Potevo fare qualcosa per evitare questa fine assurda? Questo dubbio è un macigno che mi pesa sullo stomaco. Non so neanche chi fosse, le ragioni che l'avevano portata in questo ospedale maledetto. Se solo le avessi detto di allontanarsi da li, se solo l'avessi trascinata al sicuro come ho fatto con Byron. Mi sembrava un pensiero così stupido fino a due minuti fa...
    Se solo... avessi... l'ave...s...s...
    Mi sento così stanca... quasi mi si annebbia la vista... Sento le gambe e le braccia perdere le forze, le punte delle dita addormentarsi.
    E' questo fumo... esce dalle grate e non c'è modo di fermarlo.

    Tossisco...e non ho nemmeno la forza di portare la mano alla bocca.
    Guardo gli altri. Cedono anche loro, uno dopo l'altro. Io... respiro attraverso la manica della divisa, tossisco cercando con tutte le mie forze di non addormentarmi. Non ora, non qui, non così.
    Questa è la fine. Il tentacolo ci prenderà uno alla volta.
    Le gambe mi cedono e mi ritrovo in ginocchio...
    Una fine insignificante quanto la mia intera esistenza. Ventisette anni alla ricerca di qualcosa, di qualcuno, senza mai sapere cosa...
    Penso a mia madre... rimarrà sola. Non ha nessuno a parte me...
    Appoggio le mani al pavimento tossendo ancora. La vista offuscata e la testa che gira all'impazzata come fossi sulle montagne russe.
    Con le mie ultime energie mi volto verso Byron. Lo vedo lottare quanto me, ma non ce la fa più...
    E' la fin...

    *** *** ***
    "Svegliati" E' la voce di Byron. Ma perché non mi lascia dormire? Che ci fa poi a casa mia a quest'ora del mattino
    "Gas soporifero. Abbiamo perso i sensi per chissà quanto" Sono queste parole a riportarmi alla realtà. Non sono nella mia casa, non sono nel mio letto. Non so nemmeno come ho fatto a confondere questo pavimento freddo e sporco con le mie soffici lenzuola.
    Ricordo tutto. Il morto vivente, gli esseri con quattro gambe, la fuga in ascensore, il tentacolo... Ho una fitta al cuore al pensiero. Poteva essere una ficcanaso ma, nessuno meriterebbe una fine del genere. Nemmeno il peggiore dei criminali. Il senso di colpa inizia a insinuarsi nella mia mente, ma lo scaccio con ogni mia forza. Altri hanno bisogno di me adesso. Non permetterò che accada di nuovo.
    Mi metto in piedi, cercando di non sembrare debole o insicura. Mi sfrego gli occhi. Quanto tempo sarà passato?
    Gli altri fanno lo stesso. Forse spinti dalla paura e dall'insicurezza ci ritroviamo tutti stretti in cerchio con la stessa espressione confusa sugli occhi.
    "Ragazzi. Immagino che utilizzare l'ascensore dopo essere stati inattivi per tutto questo tempo, non sia una buona idea.
    Potrebbero spuntare nuove creature e... non è da escludere l'ipotesi che scendere di uno o due piani potrebbe portarci di fronte al proprietario del tentacolo.
    "
    Greta,prende la parola. Sussurra, forse per paura di risvegliare il Kraken."Giusta osservazione" Byron la sostiene "Inoltre le autorità saranno già state allertate della nostra scomparsa e ci staranno cercando, quindi se anche uscissimo da una qualche uscita secondaria sicuramente ci troverebbero lo stesso"
    Ha già dimenticato quello che gli ho detto? Chissà cosa starà succedendo la fuori!
    "Proporrei di rimanere in questo piano e di raggiungere la pulsantiera per rispondere all'indovinello. Siamo tutti d'accordo che la risposta è "feretro" e che c'è un buco che rende immediato l'accesso al mostro. Creare un "rattoppo" potrebbe peggiorare le cose... le grate sono sensibili al peso. Meno le si tocca, meno probabilità abbiamo di far sapere alla "cosa" che c'è sotto che noi siamo qui. Samantha, Yuriko, Mila, prendete tutto quello che c'è di utile in questa stanza e non avvicinatevi alla pulsantiera."
    Parla senza interrompersi, senza prendere fiato. Poi si rivolge a me Direttamente.
    "Temo che con la velocità con cui attacca quella creatura... sia inutile usare la pistola.Il tempo di prendere la mira... ed è già troppo tardi. Ma l'equipaggiamento da poliziotto, prevede anche un manganello, no?"
    E' vero... ma a lei che importa? Dove vuole arrivare?
    "Quello che sto cercando di dire... è che io stessa mi offro per andare a digitare la password. Dopotutto la proposta l'ho avanzata io e... credo di potercela fare a non far muovere troppo la grata."
    Assolutamente no! Non permetterò a una civile di arrischiarsi in una missione così pericolosa. Ci dev'essere un altro modo. Guardo il mio collega, sconcertato più di me da questa proposta. Sto per comunicare il mio disappunto quando Greta riprende a parlare.
    "Byron, Olivia,se ve la sentite, potete aiutarmi."
    "Io non..." Byron è senza parole.
    "Non ha senso che vi esponiate in prima persona. Nessuno sarebbe in grado di rispondere a un'emergenza più prontamente di voi. In fondo digitare 7 lettere non è così difficile..."
    Ho pochi secondi per decidere cosa fare. Assecondarla forse? E' davvero questo l'unico modo per uscire da questa stanza? E' coraggiosa questo è vero, ma se poi si facesse prendere dal panico? Se dovessimo perdere anche lei? No... non lo permetterò. Questa volta ci saremo io e Byron li accanto a proteggerla. Se fosse Byron a digitare il codice non riuscirei a reggerlo. Se fossi io... beh... potrei essere io, ma chi prenderebbe la bestia a calci nel sedere poi? La dottoressa ha ragione. Forse questo è l'unico modo. Forse...
    Non credo sia una buona idea” sussurro anche io “Ma forse al momento è l'unica cosa che possiamo fare. Ti aiuterò.dico rivolgendomi a Greta e poi sopratutto a ByronMa a una condizione: niente eroismi, niente andate avanti senza di me. Niente di tutto ciò! Ok? Dobbiamo essere silenziosi e rapidi. Se senti un qualsiasi suono provenire da sotto scappa senza pensarci due volte ok? Noi ti seguiremo.
    "Bene.Siamo tutti d'accordo?"
    Abbiamo altra scelta?

    Seguo Greta e Byron in questa missione suicida. Sim! Ma che stiamo facendo? Per fortuna Greta ha il buonsenso di togliersi i tacchi per non fare rumore.
    "Allora,io salgo sulla grata e cerco di fare il più in fretta possibile. Byron devi semplicemente tirarmi verso di te se qualcosa va storto. In questo modo se il tentacolo dovesse presentarsi... e riuscire ad afferrarmi... Olivia avrebbe qualche millesimo di secondo in più per colpirlo. Mi fido di entrambi.
    Si ida. E noi ci fidiamo di noi stessi?
    "Se le cose dovessero mettersi male... lasciatemi andare. NON rischiate."
    "Va bene. Ho capito tutto. Ma se davvero credi che ti lascerei andare senza nemmeno lottare... beh, temo che tu abbia fatto qualche piccolo errore di valutazione"
    "Appunto... il lasciatemi indietro non era negli accordi" sussurro “Cerca di essere veloce e le cose non si metteranno male. Noi siamo qua. Andrà tutto bene".
    Ma credo davvero a quello che sto dicendo? Si, ce la possiamo fare, ce la faremo. Deve solo digitare 7 lettere, ce la possiamo fare.
    Greta sale sulla grata e digita la password. Accanto a me Byron è in tensione. La tiene stretta per un braccio pronto a tirarla a se in caso di necessità.

    Io sono qua. Su questa linea di pavimento, pronta a scattare se il tentacolo dovesse riapparire,pronta a colpirlo col mio manganello nella speranza che la scena di poco fa non si ripeta. Non posso permettere che si ripeta. Qualsiasi cosa accada, non permetterò a nessuno di finire in pasto a quella bestia.






    Azione concordata col gruppo.
    Se riesco metto anche le foto! >.<

  4. #244
    sim dio
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Isaac Norwood
    Gruppo 2
    Sotterranei -2

    La tastata sulla parete all'Indiana Jones è andata a buon fine. Infatti comincia a tremare, lasciando spazio ad un altro varco misterioso che si apre seguito da uno stridio di mattoni.



    "Buon Dio!" esclamo felice, nel vedere che i ragazzi sono tutti sani e salvi. Ci sono ancora tutti, compresa la piccola Theresa. Tiro un sospiro di sollievo.
    "Grazie al cielo! Andr-" ma non riesco a riprendere a parlare che un misterioso uomo attira la nostra attenzione: Ci lancia contro un qualcosa che fa fumo... ma cosa?
    Le mie narici vengono improvvisamente stuzzicate da un odore pungente, dolciastro... poco dopo gli occhi si fanno pesanti. E' gas narcotizzante, questo odore non mi è sconosciuto.
    Cerco con tutta la mia forza di reggermi in piedi, quando poi li sento cedere, come se non ci fossero più.


    L'unica cosa che sento è il pavimento freddo dei sotterranei. Poi, il buio totale.
    Flashback

    Chiudo gli occhi per cercare di lenire il dolore alla testa, ma ecco che sento bussare alla porta. Uffa... questo letto è così comodo...
    "Avanti..." dico, sbuffando e portandomi le dita sulle tempie.
    Mi alzo lentamente dal letto. Damine, uno in questo ospedale neanche può distendersi qualche secondo? e poi questo mal di testa ancora persiste, porca paletta. Non vedo l'ora di tornare a casa.
    "Ei giustiziere, ancora a dormire? cos'è st'arrendevolezza?!" alzo seccato il capo, anche se la voce mi suona familiare.



    "Claire!" esclamo, guardando la mia dolce sorellina che mi rivolge un gran sorriso.
    "Ma quale arrendevolezza! ho sto mal di testa dalla scorsa settimana..." le rispondo con tono dispiaciuto. Beh, direi che dopo il guaio all'Alchemilla mi sono proprio procurato una bella botta in faccia.
    "... ma per lo meno mi si è sgonfiato l'occhio... il medico che mi ha curato deve avere le mani immacolate. Prima avevo un viso che sembrava una Melanzana" cerco di ironizzare, anche se non è il mio forte. Pare che il mal di testa stia passando però...
    "Aaah, fratellone... ai nostri genitori si vede che non gli bastava già una figlia all'ospedale!" Mi dice, guardandomi con i suoi occhi spenti ma pur sempre stupendi, e con il suo solito sorriso rassicurante. Claire era al Brookheaven da parecchio tempo, da quando le riscontrarono quel male... il cancro.
    "Beh, saremo pure mezzi malconci ma un abbraccio concediamocelo!" allunga una mano, invitandomi ad alzarmi.



    "Dai vai, Brad ti sta aspettando qui fuori" mi dice, dandomi un bacio sulla guancia.
    "Allora, ci sentiamo stasera?!" le chiedo, mentre prendo il borsone dirigendomi verso la porta.
    "Ti voglio bene, Isaac" mi risponde di getto, guardandomi con gli occhi stanchi ma carichi di forza e volontà.
    "Te ne voglio anche io..." Chiudo la porta, cercando Brad... così da tornare a casa.


    Fine Flashback

    Non so quanto tempo è passato, ma so solo che ho un mal di schiena tremendo, il corpo intorpidito e sento un freddo tremendo.
    «Ha rapito Helena!» è la voce di Theresa a svegliarmi del tutto.


    Helena... sparita... "COSA?!?!" voltandomi mi rendo conto che di lei non c'è proprio traccia. La cerco ovunque, posando gli occhi su Theresa e Andrew cercando una risposta invano. Il volto mi si irrigidisce, e il labbro comincia a contorcersi a causa del mio stramaledetto tic nervoso che si ripresenta sempre nei momenti meno opportuni.


    "Oddio" dico con voce strozzata, portandomi le mani agli occhi.


    Non può essere, No, non può essere! Ca**o, ca**o ca**o ca**o!
    Ok, Isaac, fatti forza penso fra me e me... visto l'andazzo è inutile farsi prendere dal panico.
    Mi rendo conto solo ora che la ladra e il medico entrano dentro la stanza dalla porta imputridita. Ma che...? guardo Andrew con fare interrogativo, quando sento delle voci provenire dalla stanza:
    "(...) Ora ti libero, ma prima vorrei sapere delle cose… (...) Hai visto chi ha lanciato il gas narcotizzante? (...) Ero qui per una visita... Un medico mi ha portato qui sotto con l'inganno... Mi ha iniettato qualcosa per stordirmi e quando mi sono svegliato ero legato qui... Diceva che il mio sangue era puro e perfetto per effettuare degli esperimenti" Esperimenti? ma cosa...? mi avvicino cautamente verso la porta, cercando di capire meglio le parole:


    "Signor Swift (...) Mi dica qualcosa di più di questi esperimenti nel frattempo. Sa, sta succedendo il finimondo qua dentro e lei potrebbe fornirci utili informazioni per uscirne. Come si chiama il medico che l'ha portata qui?" Swift? c'è qualcun'altro allora?
    "Aspettate un attimo qui" dico rivolgendomi ad Andrew e alla ragazza, per poi aprire la porta: un uomo è seduto su una sedia, la stanza è spoglia e lugubre. Solo una sedia, un crocifisso e una tunica da prete a terra. Ma... pover'uomo! ha il corpo martoriato! ma cosa gli hanno fatto?! Il dottore a quanto pare deve aver comunque tirato fuori l'occorrente per medicarlo.




    Consapevole del fatto che potrei risultare sgarbato, decido di intervenire anch'io: "Perdonatemi" esordisco, "direi che la priorità adesso sia trovare Helena, ritrovare tutti gli altri e le domande le terrei per il tragitto" Ok, sto facendo di tutto per non sbottare. Autocontrollo Isaac, autocontrollo, niente panico.
    "Signor Swift, sono L'agente Norwood, le prometto che la porteremo fuori di qui sano e salvo".
    Spero riescano a comprendermi, quello che voglio ora è il bene di tutti quanti e spero vivamente di ritrovare gli altri sopravvissuti dentro questo maledetto ospedale. So che non sono proprio una persona convincente, ma tentar non nuoce, no?
    Detto ciò, aspetto una loro risposta così da metterci alla ricerca di Helena. Prometto che ti troverò, e che ti porterò fuori da questo maledetto posto.



    10 Foto.
    ps: Quel "COSA?!" non è un urlo.
    Ultima modifica di mettiu; 23rd February 2014 alle 14:21

  5. #245
    sim veterano L'avatar di Blaison
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    7

    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Darcy Samantha Reaver
    Hospital Brookheaven – Gruppo 1 – Piano -1

    Un possibile vaccino?
    Sarebbe una notizia meravigliosa se questa fosse possibile o fattibile.
    Cosa che al momento non è affatto.
    Visto che, purtroppo, con solo questa veloce analisi non possiamo ricavare molte deduzioni o soluzioni...
    Se solo...
    Leggo il contenuto della busta e i miei pensieri si dirigono in tutt’altra direzione: questa calligrafia la riconosco! E’ del dott. Renfield!
    “Dove sarà adesso? In generale... dove saranno finiti tutti?”
    Mi chiedo ripensando a tutti i dottori presenti alla riunione, tra cui c’era anche Renfield, e di come all’improvviso sia scomparso tutto lo staff medico.
    “Dannazione!
    Troppe poche informazioni.
    Troppe lacune.
    Troppi segreti.
    Troppe cose di cui io sono all’oscuro.
    “Stanza 205...”

    Il suono fastidioso di cigolii e rumori vari mi deconcentra dai miei ragionamenti, facendomi alzare la testa, con un cipiglio irritato a dipingermi il volto.
    Irritazione che svanisce non appena osservo la scena che si pone di fronte a me.
    La Rossa è... è... appena svanita oltre le grate.
    Un improvvisa sensazione di vuoto mi attanaglia il petto, lasciandomi paralizzata ad osservare il punto in cui prima c’era la Rossa.
    Non credo saprò mai il suo nome.
    E questa cosa mi amareggia.
    Che sia morta?
    Non sarebbe la prima volta che osservo una vita spegnersi.

    Ma la prima per colpa di un tentacolo, certo, ma la morte è sempre morte e non fa altro che lasciare un vuoto dietro di sé.
    Ma non posso provare altre emozioni che la situazione prende a muoversi velocemente, in maniera che quasi il tempo rallenta.
    Fumo.
    La stanza si riempie all’improvviso da una cortina di fumo.
    Fuoriesce dalle grate avvolgendo ogni singola persona e oggetto nella stanza.
    Mi porto le mani al naso, alla bocca ed infine al collo.
    Mi sento soffocare.
    Tossisco in un gesto naturale ed istintivo, ma del tutto inutile: il fumo è ovunque ed è impossibile sfuggire e tossendo non faccio altro che assaporarne di più.
    Un’improvvisa stanchezza e debolezza mi prende il corpo e riconosco che cos’è in realtà questo fumo.
    Anche se quest’informazione ora come ora è totalmente inutile.
    Prendo ad accasciarmi lentamente a terra.
    Le palpebre incominciano ad appesantirsi e la vista si offusca sempre di più...
    Provo a non respirare, a trattenere il fiato, ma i polmoni bruciano e la stanchezza...
    Odio questa sensazione.
    La odio dal profondo del mio cuore.
    Ogni volta mi sembra di morire...


    Buio.
    Solo una gran oscurità avvolge ogni cosa.
    Mi porto nervosa una mano al petto, che prendo a massaggiare nel tentativo di calmarmi, ma non ci riesco.
    E’ come se fossi rinchiusa in uno spazio angusto dal quale non posso uscire.
    Apro la bocca per parlare, sussurrare od urlare ma nulla.
    Solo il silenzio esce dalle mie labbra.
    Sto per scoppiare quando sento dei singhiozzi.
    Stordita cerco di voltarmi verso la fonte, ma...
    Una mano si posa sulla mia spalla.
    E’ gelida ed il mio corpo diventa come una corda di violino.
    «Shh... non piangere amore, vedrai che risolvo tutto...»
    Un sussurro di ghiaccio sul collo mi paralizza, mentre dita taglienti scendono lungo il mio corpo.
    Una profonda paura mi avvolge.
    Paura che mi sembra di aver già vissuto.
    Apro la bocca in un urlo muto.


    Samantha?

    Spalanco gli occhi con un sussulto nel petto.
    Osservo senza vederlo il soffitto per qualche istante, prima di muovere lentamente e brevemente il capo nel guardarmi attorno.
    Lentamente la mia mente prende a ricordare e a collegare a frammenti la situazione in cui mi ritrovo.
    Richiudo brevemente gli occhi cercando di raggruppare la forza per affrontare quest’incubo di nuovo.
    Anche se mi sembra di esser appena uscita da un altro.

    Inizio a mettermi a sedere e sento i muscoli tirare, come se fossero rimasti rigidi nella stessa posizione per molto tempo, ma almeno li sento e questa è una cosa positiva.
    Provo anche un leggero senso di nausea e leggerezza alla testa, nonché un po’ di freddo.

    Samantha, è tutto a posto?

    Alzo lo sguardo e noto Greta, annuisco leggermente, facendo un mugolio nel portarmi una mano alla fronte: è coperta da una leggera patina di sudore fretto, che mi accordo di avere anche alla base del collo.
    “Per quanto tempo avremo dormito?”
    Mi domano, lasciandomi aiutare da Greta nell’alzarmi in piedi, storcendo la faccia infastidita dai muscoli “legnosi”.
    Rimango qualche secondo immobile, cercando di rimanere ben salda sui miei piedi.

    Raggiungiamo gli altri

    Annuisco di nuovo, massaggiandomi un poco una tempia, seguendo poi, in maniera cauta, Greta verso gli altri.
    Il mio sguardo si sofferma su Yuriko: ha ancora le mie pillole e non so per quanto tempo abbiamo dormito... meglio se ne prendo subito una per sicurezza.
    Non vorrei che oltre ai sintomi da “stordimento” per colpa del gas soporifero ci fossero anche quelli della mia particolarità.

    Ragazzi. Immagino che utilizzare l'ascensore dopo essere stati inattivi per tutto questo tempo, non sia una buona idea.
    Potrebbero spuntare nuove creature e... non è da escludere l'ipotesi che scendere di uno o due piani potrebbe portarci di fronte al proprietario del tentacolo.
    Ragionamento che non fa una piega, ma non possiamo rimanere neanche qui fermi ad aspettare di morire per colpa di quell’essere tentacoloso o per colpa di qualcun altro!
    Al ricordo del tentacolo mi viene in mente il volto della Rossa e un senso di amarezza mi fa stringere le braccia al petto.
    Faccio per intervenire, ma Greta continua il suo discorso.

    Proporrei di rimanere in questo piano e di raggiungere la pulsantiera per rispondere all'indovinello.
    Siamo tutti d'accordo che la risposta è "feretro" e che c'è un buco che rende immediato l'accesso al mostro.
    Creare un "rattoppo" potrebbe peggiorare le cose... le grate sono sensibili al peso.
    Meno le si tocca, meno probabilità abbiamo di far sapere alla "cosa" che c'è sotto che noi siamo qui.
    Samantha, Yuriko, Mila, prendete tutto quello che c'è di utile in questa stanza e non avvicinatevi alla pulsantiera.

    Già, la pulsantiera... l’indovinello... per un attimo me ne ero dimenticata.
    Concordo con tutto quello che sta dicendo, fino a quando non aggrotto le sopracciglia alle sue ultime parole: sono relegata a fare il lavoro dell’esploratrice?

    Temo che con la velocità con cui attacca quella creatura... sia inutile usare la pistola.
    Il tempo di prendere la mira... ed è già troppo tardi. Ma l'equipaggiamento da poliziotto, prevede anche un manganello, no?

    Continua a dare “ordini” a destra a manca, questa volta rivolgendosi alla Weasley, facendomi battere appena un indice contro il braccio contrariata.
    Ma... poi capisco dove vuole arrivare e ben presto rivela il “piano finale”.

    Quello che sto cercando di dire... è che io stessa mi offro per andare a digitare la password.
    Dopotutto la proposta l'ho avanzata io e... credo di potercela fare a non far muovere troppo la grata.
    Byron, Olivia, se ve la sentite, potete aiutarmi. Non ha senso che vi esponiate in prima persona.
    Nessuno sarebbe in grado di rispondere a un'emergenza più prontamente di voi. In fondo digitare 7 lettere non è così difficile...
    Bene. Siamo tutti d'accordo?


    Mi mordicchio leggermente un labbro, mettendo da parte il mio orgoglio e analizzando logicamente la situazione.
    Io non sarei l’esatta persona a digitare il codice, non perché abbia paura di quello che potrebbe accadermi, ma più che altro perché potrei fallire in qualche modo per colpa del mio corpo.
    Il quale ora come ora è meno affidabile dato lo stordimento e la possibile mancanza di precauzione per la mia situazione.
    E Yuriko e Mila sono da escludere a priori perché civili e quindi non avrei neanche mai proposto ad una delle due di avventurarsi in una tale impresa.
    Mentre Weasley e Testa Calda... loro sarebbero anche andati bene, ma forse sono meglio come supporto.
    Concluso velocemente il mio ragionamento decido di dare la “mia benedizione”

    «Vedete di stare attenti e non farvi ammazzare»
    Sussurro verso le loro figure che si avvicinano caute verso il dispositivo, ma anche verso il buco nelle grate.
    Sospiro, rivolgendomi verso le mie due compagne di “raccolta”.
    «Bene, direi di metterci a lavoro, che dite?»
    Poi mi avvicino a Yuriko e le sussurro a bassa voce
    «Yuriko, se dopo non ti dispiace... potresti darmi le mie pillole? Vorrei prenderne una subito per precauzione...»
    Le rivolgo un lieve sorriso, prima di dirigermi verso i “cassettoni” dove vi erano le buste che i “cassettoni” dove vi erano le buste che Yuriko aveva raccolto.
    Ed inizio da quello vicino al carrello che avevo frugato prima.



    *Chiedo scusa per i disagi provocati dal mio ritardo, vedrò di stare più attenta d'ora in poi;
    *Per il resto spero non ci siano problemi, chiedo ancora scusa per il disagio e ringrazio per la pazienza avuta;




    "Ricordo ancora le nostre mani unite nel calar della notte"


  6. #246
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Yuriko Kiyomizu
    Gruppo 1

    Sembra che tutti siano d'accordo con la mia idea, dovremmo digitare "feretro" su quella pulsantiera per scoprire a cosa serve. Ora però vengo assalita da mille dubbi: e se la parola fosse sbagliata? E se per colpa mia tutte queste persone -me inclusa- morissero? Sto quasi per replicare che potremmo pensarci ancora un attimo, ma qualcosa accade.
    Un rumore secco e la grata ai piedi della rossa crolla. Fortunatamente, la ragazza è sveglia e scattante e si sposta di lato con un salto. Tiro un sospiro di sollievo: sta bene. Ma è troppo presto per dirlo.



    <<Nande...?!>>
    La ragazza... E' sparita! Trascinata giù da *qualcosa*.
    Cosa diavolo era quell'affare? Cos'è stato? Cos'è che l'ha trascinata via?! Ho le allucinazioni o sembrava davvero un tentacolo?
    Un groppo di puro terrore mi attanaglia lo stomaco mentre il cuore aumenta i battiti. Mi guardo i piedi: sono sulle dure piastrelle.
    Ora cos'è quest'odore pungente? Guardo gli altri per capire se lo sentono anche loro e poi all'improvviso le palpebre si fanno pesanti... Ho sonno...

    ****


    Freddo. Sento braccia e gambe ghiacciate. Un formicolio al braccio sinistro. Mi raggomitolo su me stessa come se questo potesse riscaldarmi.
    Che ore sono? E' già mattina? Perché mi sento così intontita? Ho la bocca impastata.
    Cosa devo fare oggi? Ho lezione stamattina, sì. Poi oggi pomeriggio ho un impegno. Dove devo andare? Ah, sì. Appuntamento in ospedale per le analisi del sangue. L'ho promesso a mamma.
    Non so perché, ma un virtuale campanello d'allarme si mette a squillare con prepotenza nella mia testa.
    Ospedale.



    Il poliziotto. Samantha.
    Sono già stata in ospedale. Mi hanno già fatto le analisi? Perché sono sdraiata?



    Apro gli occhi, ma sono costretta a sbatterli un paio di volte per mettere a fuoco dove mi trovo. E' uno scheletro, quello?
    E poi ricordo tutto.



    I mostri. La ragazza.
    Ora sono decisamente sveglia. Mi guardo intorno.



    Vedo subito Samantha e Greta anche loro stese a terra. Sulla mia destra, anche i poliziotti sono crollati sotto l'effetto -credo- del sonnifero.



    Mentre io cerco di trovare le forze -e il coraggio- per alzarmi, vedo che i miei compagni si stanno già rimettendo in piedi.



    Greta sta aiutando Samantha ad alzarsi. Sembra che quest'ultima stia bene, per fortuna.



    Lentamente, seguo il loro esempio. E' difficile muovere braccia e gambe, ho l'impressione di essere stata in questa posizione per giorni, non solo ore. Quando finalmente ho di nuovo il completo controllo degli arti, mi alzo e li raggiungo, perché nel frattempo hanno fatto cerchio attorno a Greta.



    La ragazza prende subito la parola ed espone un piano per riuscire a digitare la password senza rischiare di risvegliare qualunque cosa abbia già preso anche l'altra ragazza.
    Ho un brivido al pensiero e una lacrima mi riga la guancia. E' morta. Quella ragazza è morta. Davanti ai nostri occhi. Noi pensavamo ad una stupida parola e lei ci ha rimesso la vita!
    Prendo un fazzoletto e mi asciugo gli occhi. Sono una stupida: non la conoscevo nemmeno. Eppure non posso fare a meno di recitare mentalmente una breve preghiera per la sua anima.
    Intanto Greta ha deciso che sarà lei ad andare davanti alla pulsantiera, aiutata dai poliziotti. Questa cosa non mi piace per niente. Vorrei fermarla, cercare un'altra soluzione affinché nessuno rischi più la vita, ma non faccio in tempo. E' come se la lingua mi si fosse attaccata al palato e non sono in grado di articolare i miei pensieri. Vorrei dire che non dovrebbero esporsi in questo modo, che sarebbero molto più utili da vivi che da morti, che potrebbero aiutare tutti gli altri, ma non ci riesco. Qualcosa mi serra la gola e mi impedisce di parlare.
    E' paura. Pura e semplice.
    Inoltre, loro sono molto più veloci di me e si stanno già incamminando lungo la passerella tra le grate, stando bene attenti a non mettere i piedi in fallo.



    Quando sono quasi arrivati si fermano e la dottoressa e il poliziotto si scambiano qualche parola.
    Poi il poliziotto afferra saldamente la dottoressa per un braccio e lei muove qualche passo in direzione della pulsantiera.



    Prego di nuovo affinché la parola sia quella esatta.
    Sento la voce di Samantha che mi distrae dai miei pensieri.
    «Yuriko, se dopo non ti dispiace... potresti darmi le mie pillole? Vorrei prenderne una subito per precauzione...»
    Le sue pillole, certo. Le ho ancora io. Le allungo il flaconcino prima che lei si metta a cercare qualcosa di utile in una delle cassettiere.
    Voglio rendermi utile anch'io e seguo il suo esempio. Guardandomi intorno noto quel computer smontato per terra e qualche attrezzo lì attorno. Perché dovrebbero aver smontato un pc? Potrebbe nascondere qualcosa?
    Prima che possa farmi altre domande, noto un insignificante particolare: è sulla grata.
    "Dannazione!"
    Calma e sangue freddo, non devo farmi prendere dal panico. Mi avvicino lentamente rimanendo attaccata al muro. Gli stivali dalla suola in gomma non dovrebbero fare rumore. Quando sono davanti a ciò che rimane del computer, mi accovaccio ed aguzzo la vista, rimanendo sempre ben piantata sulle piastrelle. Voglio vedere se può esserci qualcosa di "fuori posto", dentro al case e lì attorno.

    *12 foto*


    *devo eliminare le pillole dall'inventario, appena mi sento meglio lo faccio*






  7. #247
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Mila Kirenko salta il turno ed è fuori dal gioco. In attesa del Master!

  8. #248
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Intermezzo

    Gruppo Uno

    Greta. La morte della rossa curiosa ti perseguita per un po'. Ma prendi la tua decisione. Sei così decisa che nessuno osa contraddirti. Tutti seguono i tuoi ordini.
    Byron. Sei pronto a sorreggerla, nel caso qualcosa possa andare storto.
    Olivia. Fai del tuo meglio per rassicurare la "sacrificata". Sembra che vada tutto bene.
    Greta. Digiti la parola che Yuriko ha proposto. Una scritta verde lampeggia sul display: "answer accepted". Tutto sembra andare per il meglio, ora devi solo allontanarti da quel buco nero. Togliersi le scarpe è stato un colpo di genio ma... i fantasmini che porti ai piedi fanno poca aderenza con il pavimento freddo. Stai per scivolare... Ma Byron è pronto e rafforza la presa sul tuo braccio. Puoi rimetterti le scarpe.
    Samantha e Yuriko. Continuate a cercare qualcosa di interessante, ma non trovate nulla. Solo cassetti vuoti e il PC smontato non nasconde niente. Almeno la Dottoressa Reaver ha recuperato le sue pillole.

    Uno stridio di mattoni attira la vostra attenzione. Si apre un varco nel muro. Ma un'ombra vi guarda.




    «Chi siete? Altri medici pazzi?» Vi punta un fucile contro. Lo sconosciuto osserva soprattutto Samantha, probabilmente "attratto" dal camice. Lo sconosciuto porta al collo la tipica piastrina identificativa dei militari. Vi conviene essere convincenti nella risposta...






    Philip Swift


    «Slegarti? Ok ok… Ma guarda che sono armata! Mi Prometti che non ti trasformerai in mostro? E risponderai ad altre mie domande?» Mi viene da sorridere per la prima volta dopo non so quanto tempo... Questa ragazza mi è apparsa come un angelo, e dovrei tentare di farle del male? Mai!




    «Non preoccuparti, con noi c'è un dottore!»«Risponderò a qualsiasi cosa vorrai chiedermi... Grazie...» La osservo mentre mi libera dai lacci con un taglio netto del suo coltellino. Subito dopo appare un giovane uomo in camice. Deve essere il dottore che mi ha appena menzionato la dolce fanciulla. «Lei ha urgente bisogno di essere curato, disinfettato. Altrimenti potrebbe contrarre qualche brutta infezione. Mi dica qualcosa di più di questi esperimenti nel frattempo. Sa, sta succedendo il finimondo qua dentro e lei potrebbe fornirci utili informazioni per uscirne. Come si chiama il medico che l'ha portata qui? E per quale visita è venuto in ospedale? Questi sotterranei dovevano essere inutilizzati da anni, cosa le ha detto per farla scendere qui sotto? Qualsiasi cosa sappia che possa aiutarci o chiarirci meglio la situazione, la prego di dircela...»Il dottore comincia a disinfettare le mie ferite.«...direi che la priorità adesso sia trovare Helena, ritrovare tutti gli altri e le domande le terrei per il tragitto. Signor Swift, sono L'agente Norwood, le prometto che la porteremo fuori di qui sano e salvo» Comincio a raccontare ciò che so per non pensare al bruciore.«Ero qui per fare una visita... Per conto di una famiglia che stava per perdere una parente sul letto di questo ospedale... Qualche preghiera in un momento di dolore... Ma un certo Silvio Renfield mi ha portato qui sotto con la forza, iniettandomi qualcosa per stordirmi... mi ha tolto la giacca e mi ha legato qui, ho tentato di liberarmi ma mi torturava con uno di quei vostri attrezzi medici...»
    Il racconto di Philip prende forma nelle vostre teste, come un film...




    Intermezzo

    Gruppo Due

    Quattro giorni fa...
    «Che cosa vuoi?» Philip è sfinito.«Solo un po' del tuo sangue... Chissà se hai fatto il bravo o sei "contaminato"... Tranquillo se risulti compatibile, e il capo vorrà, potresti essere fortunato e sopravvivere al siero...»




    Risponde sprezzante, mentre prende un campioncino di sangue direttamente dalla vena cefalica del missionario. «Cos'hai lì?» chiede, assottigliando lo sguardo.Tra le mani, Philip, tiene ancora la sua preziosa Bibbia, nonostante il dottore gliele avesse legate... Il sacro libro era ancora saldo nella sua mano.
    Ride.



    Strappa dalle dita dell'uomo di fede la Bibbia. «Facciamo un gioco... Ti chiuderò dentro questa bella stanza e metterò la chiave in questo tuo amato libro... Vediamo se il tuo Dio ti salva... O se è troppo occupato, manderà uno dei suoi angeli a salvarti forse...» Marcando queste ultime parole, sparisce dietro la porta...





    Finito il racconto, Philip vi guarda uno ad uno...
    «Grazie dottore...»Manuel hai fatto un buon lavoro, infatti, le ferite sul volto del missionario sono poco visibili. «Ma voi chi siete? Come mai siete qui? L'agente Norwood ha detto che hanno rapito una ragazza? Chi ha trovato la Bibbia?» Vi fa delle domande, mentre si alza in piedi.




    In effetti, Josephine, noti che il missionario è abbastanza alto e ha una stazza notevole. Se avesse reagito, probabilmente, avrebbe messo facilmente k.o. quel dottor Renfield, a meno che, questo Renfield, non sia un campione di boxe grosso il doppio di Philip.
    Manuel. Conosci questo dottor Renfield, era presente alla riunione indetta da Helena... A proposito di Helena... è sparita... strano eh? Eppure, cosa avevi letto riguardo a degli esperimenti sui gemelli?... Helena ha una gemella?
    Isaac. Cosa ha detto Philip? Ha nominato il tuo amico Silvio Renfield? Eh già, proprio lui. A te l'onore di annunciare che gli hai fatto un buco in fronte poco prima che il gas vi facesse addormentare tutti.A quanto pare la tua priorità è trovare Helena. Fai strada, oh coraggioso eroe!



    Turnazione stabilita

    Gruppo Uno
    Sotterranei -1
    Gruppo Due
    Sotterranei -2
    Greta Coli Josephine Marshall
    Byron Biscardi Manuel Russel
    Olivia Walsh* Andrew Davis
    Samantha Reaver Isaac Norwood
    Yuriko Kiyomizu Theresa Kincaid
    PNG Liam Harrington
    - Philip Swift

    Manuel. Hai un pugnale in inventario! Samantha e Yuriko aggiornate l'inventario!

    Download nuovo png

    Ultima modifica di Eclisse84; 11th April 2014 alle 19:45

  9. #249
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    JOSEPHINE MARSHALL
    Gruppo 2
    Sotterranei -2

    «Slegarti? […] Mi Prometti che non ti trasformerai in mostro? E risponderai ad altre mie domande?»
    «Risponderò a qualsiasi cosa vorrai chiedermi... Grazie...» “E circa una possibile trasformazione in mostro non mi dici nulla? Se pensi di rassicurarmi con queste poche parole sei un illuso... Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!
    Per uscire di qui però serve tutto l’aiuto possibile, quindi lo libero dai lacci col mio coltellino.
    Manuel si occupa subito delle ferite e intanto gli pone delle domande circa il suo rapimento; sono curiosa di sentire le sue spiegazioni, ma il poliziotto si intromette, ansioso di trovare al più presto la sua bella.





    Per fortuna Philip inizia il suo racconto: «Ero qui per fare una visita... Per conto di una famiglia che stava per perdere una parente sul letto di questo ospedale... Qualche preghiera in un momento di dolore... Ma un certo Silvio Renfield mi ha portato qui sotto con la forza, iniettandomi qualcosa per stordirmi... mi ha tolto la giacca e mi ha legato qui, ho tentato di liberarmi ma mi torturava con uno di quei vostri attrezzi medici...»
    Non faccio fatica ad immaginare la scena, sul corpo porto ancora i segni di un trattamento simile.
    Ci spiega poi che gli hanno prelevato il sangue per esaminarlo: se fosse risultato compatibile gli avrebbero iniettato un siero.
    Bene! A quanto pare non gli hanno ancora iniettato nulla di strano ad eccezione del sedativo…
    I miei pensieri vengono interrotti dalla parola “Bibbia”: a quanto pare il rapitore ha voluto testare la fede del missionario nascondendo la chiave della sua cella nella Bibbia.


    «Vediamo se il tuo Dio ti salva... O se è troppo occupato, manderà uno dei suoi angeli a salvarti forse...» Philip imita la voce del suo aguzzino.




    Alla parola "angelo" ho l’impressione che il suo sguardo si soffermi su di me…
    Un angelo? Direi più un diavolo!” Mi viene da sorridere.
    Terminato il racconto ringrazia il dottore per le medicazioni e continua: «Ma voi chi siete? Come mai siete qui? L'agente Norwood ha detto che hanno rapito una ragazza? Chi ha trovato la Bibbia?»
    Quante domande!
    Si alza dalla sedia.





    Però! – la sua stazza mi sbalordisce - Che muscoli! - mi soffermo sui pettorali - O il dottor Renfield è Hulk o c'erano più uomini, perché non deve essere stato facile sedarlo e portalo fin qui!





    <<L’ho trovata io!>> Rispondo imbarazzata distogliendo lo sguardo dal suo petto << La Bibbia, intendo…>>





    E ora che gli dico? Che l’ho rubata perché sono soltanto una ladra e non un angelo come crede?





    Glisso sui particolari e continuo: <<Sfogliandola, nel punto in cui c’era la chiave, ho notato delle frasi sottolineate… Circa creature mostruose… - mi tornano in mente quelle appena viste - Come il cane e i manichini e… Insomma, centra qualcosa questa Bibbia, la religione, con le assurdità che stanno succedendo qui dentro?>> Il mio tono è sempre più alto <<Avrei preferito rimanermene nella mia…- sto per dire cella, ma mi trattengo in tempo – Insomma… Non dovrei essere qui, non so nemmeno più come diavolo ci sono arrivata!>> Torno calma.





    <<Vorrei solo uscire di qui e fuggire il più lontano possibile!>>.


    *7 foto

  10. #250
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Greta Coli
    [Gruppo 1|Piano -1]

    Digito una lettera dopo l'altra la parola "feretro" e trattengo il respiro.
    Fa che sia corretta.... fa che sia corretta... DEVE essere corretta!



    <<answer accepted>>

    Butto fuori l'aria con un sospiro di sollievo. Allora ogni tanto la fortuna mi sorride.

    Faccio un passo verso il pavimento sicuro, ma l'attrito col terreno mi viene a mancare.
    Forse ho parlato troppo presto. Maledetti fantasmini! Stamattina avrei dovuto indossare le calze antiscivolo!
    Anzi, l'errore è stato portare i tacchi. Calze antiscivolo e scarpe da ginnastica si possono indossare insieme?
    Dovrei provare... se non fosse che sto per andarmene con un volo diretto verso il nulla!
    Già mi immagino il tentacolo del kraken che mi avvinghia la caviglia... un po' come nel mio sogno.
    Eppure sto continuando a pensare. Non sto cadendo.

    C'è qualcosa che mi trattiene.



    Byron!

    Greta: G... grazie...

    Mi raddrizzo riacquistando l'equilibrio e raggiungo velocemente il pavimento sicuro. Me la sono vista brutta!
    Ho giusto il tempo di rimettermi le scarpe, che uno stridio di mattoni rivela un ingresso nascosto poco distante da me.
    Sulla soglia si intravede un'ombra...



    L'uomo ha un fucile in mano e lo tiene puntato con una certa insistenza su Samantha.
    Al collo ha una piastrina identificativa dei militari.

    Uomo: Chi siete? Altri medici pazzi?

    COSA?! Medici pazzi?



    Il fatto che l'uomo sia armato, mi mette tremendamente in ansia.
    Inizio a parlare tenendo un tono di voce basso.

    Greta: Deve aver frainteso. Siamo vittime di questo "scherzo" tanto quanto lei.
    E' la prima volta che mettiamo piede in questi sotterranei e...
    siamo stati costretti a raggiungerli per via di alcuni mostri che ci hanno attaccato al piano di sopra.


    Faccio una pausa indicando il buco nel quale per poco non stavo scivolando.

    Greta: Ascolti, sotto queste grate c'è una creatura che ha portato via una ragazza prima...

    Quanto prima precisamente è un mistero.

    Greta: Quel che ne è rimasto è quel buco. Ci può aiutare ad allontanarci da qui?
    Come le ho detto, noi non c'entriamo con questa storia.




    Greta: Non sappiamo né dove andare, né come muoverci.
    Desideriamo solo allontanarci da questo edificio il più in fretta possibile.



    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

 

 
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