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Risultati da 31 a 40 di 307
  1. #31
    sim dio
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    in una nuvola di fumo
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Darsy Libby

    La ragazza seduta vicino noi si alza scocciata e ci credo siamo qui da un eternità!
    Finalmente i due poliziotti si dirigono verso di noi ma che fa quello!! è pazzo! gli ha tolto le manette anche se la ragazza, uhm carina direi…, è conciata male.
    <<Ehi Darsy>>
    Non ho nemmeno il tempo di risponderle che la dottoressa arriva, che se fosse stato un bel dottore la visita sarebbe diventata più interessante.
    <<Signorina Lynette Crow>>
    Tempismo perfetto, ora che erano arrivati gli gnocchi devo andare via visto che Lynette mi fa cenno di venire con lei, sempre che la vecchietta mi faccia entrare.
    <<Posso entrare con lei? Sa è una mia amica >> se mi dirà di si entrerò se no dovrò godermi il panorama.
    Ultima modifica di stella56757; 6th October 2013 alle 15:39


    Said where you goin’ ?what you gonna do? I been lookin’ everywhere I been lookin’ for you

    Eowyn

  2. #32
    sim esperto L'avatar di Mich@el48
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]


    HOPE STARDREAM



    Finalmente risco a trovare una porta
    in plexiglass di color rosso rubino. Che sia solo un segno il fatto che sia del mio color preferito?
    Quindi, dopo quanche breve secondo di indecisione, con aria decisa decido di entrare. Fortunatamente mi ritrovo esattamente dove speravo: alle spalle di quella vecchia infermiera incapace.
    Ora però devo capire dove Theresa può essere ricoverata. Da dove iniziare le indagini? La grandezza dell'ospedale infatti mi trasmette un certo senso di ansia ed angoscia, come se non dovessi trovarmi in quel luogo. Per di più ispezionando stanza per stanza ci impiegherei ore. E se provassi al piano di sopra? No, meglio iniziare con ordine ispezionado prima le stanze di questo livello.
    Allora, nonostante l'iniziale paura, prendo coraggio e mossa dal mio spirito giornalistico giungo al lato opposto da cui sono entrata.
    In lontananza noto una donna spiare attraverso una porta.


    Cerco di studiarla meglio quando la mia attenzione è bruscamente interrotta dalla visione di due poliziotti.
    "Cavolo-penso -che sia stata l'infermiera a chimarli?"
    "Stati calma Hope
    -continuo a ripetermi mentalmente-agisci come se non dovessi nascondere proprio nulla".

    Quasi mossa dall'istinto chiudo gli occhi. Gli riapro solo quando una dolce voce mi richiama all'attenzione.
    - Hey Byron! Come stai? Perché sei da queste parti? Con mia immensa felicità noto che uno dei due poliziotti si stava dirigendo verso di lei.


    Libero un profondo respiro per calmarmi e decido di approffittare del colpo di fortuna per nascondermi in una stanza alla ricera di Theresa.
    Così pensando mi avvicino alla porta della stanza 102 sperando che ospiti la ragazza che sto cercando.


    Ultima modifica di Mich@el48; 6th October 2013 alle 16:50 Motivo: Corretto alcune parti


  3. #33
    sim dio
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Isaac Norwood
    Hall dell'ospedale

    Incamminandoci verso la sala d'aspetto, veniamo "deviati" da una donna che, con passo svelto, si dirige verso l'uscita dell'ospedale.
    Una volta arrivati, faccio adagiare Josephine sul divano, affiancandola alla sinistra di una ragazza decisamente poco "vestita" (nda; Darsy Libby), così da aspettare il medico che -teoricamente- dovrebbe essere qui a momenti... o almeno si spera.
    <<Signorina Lynette Crow?> dice una dottoressa dirigendosi verso di noi, ma a quanto pare non è ancora il nostro turno. Una delle due ragazze si alza, molto probabilmente la diretta interessata.
    <<Eccoci, ora ci manca solo che aspettare!>> dico rivolgendomi alla ladra, lanciandole uno sguardo di rassicurazione.
    <<Bene Andrew, se vuoi accomodarti...>> faccio poi al mio collega, con fare gentile... e lanciandogli un'occhiata eloquente. Beh, magari riesce a rimorchiarsi a dovere la ragazza vestita di nero seduta qui vicino.
    Con ciò, mi dirigo verso il divanetto davanti ai distributori, posto proprio dietro di questo.

  4. #34
    sim esperto L'avatar di Insersil
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Megan Norwak


    Detesto questo genere di situazioni. Non è che metta spesso piede in ospedale, ma le poche volte che ciò accade finisco sempre per sentire gli sguardi della gente addosso. Ok, forse non sono esattamente elegante, ma le infermiere ormai dovrebbero essersi abituate a questa cosa. È inutile che ogni volta che mi vedono si esibiscano in smorfie e arricciamenti di naso.
    Discretamente porto un braccio alle narici... non ho nemmeno un cattivo odore oggi!



    In attesa che il medico mi chiami faccio girare lo sguardo intorno a me. Due poliziotti sostano vicino alla caffetteria e… Dannazione! Stavo cercando proprio di dimenticare il bancone con esposte tutte quelle leccornie!
    Scuoto la testa portando gli occhi al pavimento, decisa a non schiodarli da lì finché l’immagine dei biscotti appena sfornati non sarà più il fulcro dei miei pensieri.
    Mi costringo a tirare su la testa, incuriosita, quando uno spalancarsi delle porte d’ingresso crea un certo movimento tra le ragazze sul divanetto qui vicino. Una ragazza che deve aver visto di certo tempi migliori è scortata da due bellocci verso la segreteria. Osservandola meglio noto le sue mani giunte dietro la schiena e legate da due manette… Ci mancavano altri poliziotti qua dentro! La loro presenza mi innervosisce, in fondo i soldi che ho in tasca non sono di certo tutti miei, ma la cosa che più mi spiazza è il comportamento di uno dei due. Quello col crestone per intenderci. Passando davanti ai divanetti della sala d’attesa, regala un occhiolino in questa direzione. A questa vista, il sovrapporsi di due immagini è d’obbligo nella mia testa.



    Mi sento assalire da un conato di vomito, il cuore va a mille e trattenendomi dal salutarlo con un dito medio abbasso lo sguardo per la seconda volta.
    Il senso di malessere è sempre presente... Eppure ero convinta di aver dimenticato Dave, mia madre… Dave CON mia madre e tutto il resto. Ancora non mi spiego come ho potuto lasciare che la situazione sfociasse a quel modo. Forse se avessi prestato più attenzione a determinati segnali non sarebbe successo niente... Adesso molto probabilmente non dovrei temere la presenza di un paio di poliziotti, come non dovrei rischiare lo svenimento al solo vedere un flirt da quattro soldi.

    "Adolescente aggredita nel parco cittadino. La sedicenne Theresa Kincaid è stata aggredita ieri sera, verso le 18.00 circa, da uno sconosciuto nel parco centrale della città mentre tornava a casa in bicicletta dopo una partita di softball. L'uomo è sbucato fuori da una siepe e ha buttata la ragazza a terra, cercando di bloccarla. Ma la vittima è riuscita a fuggire e a chiamare aiuto. Ma quando la polizia è andata a ispezionare il parco dell'aggressore non c'era traccia. Stando alla deposizione della ragazza doveva trattarsi di un vagabondo, dato l'aspetto trasandato. I suoi capelli e i suoi abiti erano sporchi, ha dichiarato Theresa, emanava un odore nauseabondo ed aveva un'andatura barcollante, da ubriaco, mentre la inseguiva... La giovane è stata ricoverata in ospedale per accertamenti... Ed ora, il meteo! Cattivo tempo e forti precipitazione su quasi tutta Bellavista che si sposteranno poi su Racoon City..."


    Questa volta ad indurmi a prestare l’attenzione a ciò che mi circonda è l’annuncio del telegiornale trasmesso al televisore davanti a me. Sento un brivido percorrermi la schiena. Certo, sono cose che ho visto e rivisto, ma ancora non riesco ad abituarmi all’idea di cosa c’è là fuori, e a tutti i rischi che corro vivendo in questo modo. Si può dire che da questo punto di vista, per ora, sia davvero molto fortunata. Nonostante tutto.
    Un medico intanto chiama una certa Lynette Crow, e una delle ragazze del divanetto si alza assieme ad un’altra, quasi sicuramente sua amica. Mi accorgo solo adesso che la terza ragazza deve essersene andata da qualche parte. Spero a fare la sua visita, non ne posso più di aspettare tutto questo tempo per uno stupido controllo. Certo, dopo la notizia dal televisore la voglia di uscire da qui si è affievolita parecchio.
    Voltandomi verso la segreteria strabuzzo gli occhi. I due agenti di prima si stanno avvicinando assieme alla ragazza, la cosa assurda è che quest’ultima ha le mani libere. Ok, non sono un’esperta, ma non credo sia una buona idea togliere le manette a qualcuno che le ha, ci sarà stato un motivo per cui le aveva no? Oh, non importa: ho già abbastanza problemi da sola senza preoccuparmi di quello che fanno gli altri. A proposito di questo, un altro attacco di nausea mi assale nel momento in cui il marpione di prima si fa sempre più vicino, e con lui altri ricordi che preferirei seppellire.
    Stavolta mi rannicchio, lasciandomi scuotere il torace da respiri profondi con l'intento di calmarmi.




    Ultima modifica di Insersil; 6th October 2013 alle 22:00


  5. #35
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]


    Josephine Marshall
    -sala d'attesa


    Ci avviciniamo ai divanetti e una ragazza si alza al richiamo della dottoressa.
    Isaac mi fa accomodare dove prima era seduta Lynette. Così mi pare l'abbiano chiamata.
    <<
    Eccoci, ora ci manca solo che aspettare!>> mi rassicura <<Bene Andrew, se vuoi accomodarti...>> dice ammiccando al collega per poi andarsi a sedere alle mie spalle.
    La ragazza "svestita" di nero si sposta per lasciar spazio ad Andrew. <<
    Posso entrare con lei? Sa è una mia amica >> chiede alla dottoressa. "Speriamo rimanga... Vorrei vedere il galletto in azione!"



    Sono esausta e assetata. <<Ho la gola secca. Potrei avere qualcosa da bere?>> chiedo a entrambi.
    Non faccio in tempo a sentire la loro risposta che la stanchezza mi assale.




    Appoggio la testa allo schienale e sprofondo sul morbido divano.
    <<Acqua>> sussurro mezza addormentata.
    Ultima modifica di albakiara; 7th October 2013 alle 17:58

  6. #36
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Greta Coli
    -corridoio-



    Byron: Oh, buon Dio! Greta! Sei proprio tu!
    Il ragazzo mi corre incontro abbracciandomi.



    Mentre il calore del suo corpo mi avvolge, mi tornano in mente alcuni momenti trascorsi insieme. È incredibile come la nostra amicizia sia rimasta intatta nel corso degli anni, sembra non essere cambiato nulla dai tempi del liceo! Beh, la parola “nulla” non è forse tra le più attendibili… visto che da ragazzina ero innamorata persa di lui, mentre ora il mio “amore” per Byron non è altro che amore fraterno.

    Byron: Mi sembrava di aver riconosciuto la tua bella chioma!
    Ero qui di pattuglia e ti avevo intravista al di là di quell'acquario...


    Le sue guance rosse mi fanno sorridere. Probabilmente è imbarazzato per non avermi riconosciuta subito. Mentre Byron conferma la mia teoria sul suo turno di servizio, la mia attenzione è momentaneamente catturata da una strana ragazza dai capelli rossi (Hope). Si guarda intorno con aria circospetta, i suoi movimenti sono rigidi e il suo viso poco tranquillo.. Chissà perché si comporta così...

    Byron: Ma, dimmi un po', com'è che lavori qui? Pensavo fossi tornata a Moonlight Falls!

    Greta: Oh, sono stata chiamata per un’importante ricerca su una nuova malattia.
    L’Hospital Brookheaven si sta occupando di alcuni casi piuttosto insoliti…



    Non faccio in tempo a finire la frase che ripenso velocemente a quanto letto poco prima sulle pratiche mediche.

    “Stanza 102

    Uno dei pazienti affetti da quella strana patologia è lì dentro. Se quella curiosa ragazza è una sua familiare, potrebbe rivelarmi delle preziose informazioni... tipo i posti frequentati dal parente, la manifestazione di comportamenti/sintomi insoliti nei giorni precedenti il suo ricovero in ospedale o la partenza per un lungo viaggio in una remota località del globo.

    Greta: Byron, puoi perdonarmi un attimo? Arrivo subitissimo…

    Mi dispiace lasciare così il mio amico, ma la ragazza dai capelli rossi si appresta così velocemente ad aprire la porta, che non ho altro tempo da perdere! Devo parlarle.


    Ultima modifica di KiraSim; 13th January 2014 alle 20:13 Motivo: Aggiornata la scheda

    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

  7. #37
    sim onniscente L'avatar di Vicky<3
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Byron Biscardi
    Hospital Brookheaven - Ingresso/Sala d'Aspetto

    - Byron, puoi perdonarmi un attimo? Arrivo subitissimo… -

    Ma come?! L'avevo appena rincontrata dopo qualche tempo e già se ne andava? Perchè poi?
    "Uhm... Forse per via di quella ragazza dai capelli rossi che si sta avvicinando alla stanza 102?"
    Probabilmente sì. Non voglio essere invadente, però, così mi limito a dire: - Tranquilla, io sarò qui tutto il giorno! -per poi vederla avvicinarsi alla sconosciuta.

    Non nego di essere parecchio sconsolato... Dopo questo fortunato incontro, mi vengono in mente moltissimi ricordi legati alla mia adolescenza, alla mia vita, a Greta!
    Da ragazzo non ero affatto uno stinco di santo: adoravo fare cavolate, andare in giro con amici e ragazzine, la street art ed il vandalismo. Dentro di me non c'era nulla di ciò che un futuro poliziotto necessiterebbe, nulla.
    Mi piaceva divertirmi e non prendevo le cose seriamente, mai. Inoltre, nonostante provenissi da una famiglia di gente onesta, tutti i componenti avevano, in passato, compiuto qualche atto non proprio onesto di cui non andare sicuramente fieri. Quindi, perchè io sarei dovuto diventare un uomo ligio e corretto?
    Nah, era la mia vita, ne facevo quel che volevo.


    Poi, però, ho conosciuto lei, una tipetta minuta e dolce, con la quale avevo stretto amicizia. Lei mi aiutava in tutto: a scuola, a rimorchiare le sue amiche...
    Solo grazie a lei ho scoperto la mia vera vocazione, ovvero le forze dell'ordine! Ma mai, mai assolutamente avrei pensato che, forse, lei voleva essere qualcosa di più di due semplici amici...


    Oggi, però, le parti si stavano forse scambiando? Ero io a provare... attrazione, per lei?
    Bah, non sono un tipo molto riflessivo, ma questi pensieri mi stanno uccidendo! Meglio cambiare aria!
    - Ehi, Olivia! - dico, rivolgendomi alla mia collega - Che ne dici se utilizziamo questi ultimi minuti di pausa per andare a scambiare quattro chiacchiere con Andrew? Mi sembra che sia seduto su uno di quei divanetti -


    PS: Per la foto con Greta da adolescente, ho chiesto il permesso a Kira prima di pubblicarla!
    PS2: Mi sono accordata con Tesla anche per il fatto che Byron e Andrew già si conoscessero da tempo!
    Ultima modifica di Vicky<3; 8th October 2013 alle 14:11 Motivo: Aggiunte (finalmente) le foto... ^_^°


    "No matter what anybody tells you, words and ideas can change the world."

  8. #38
    sim dio L'avatar di Tesla-Kun
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Andrew Davis

    Arriviamo finalmente ai divanetti, una dottoressa chiama una certa Lynette ma preferisco ignorala per due motivi: uno, non era il nome della nostra ladra e due, la mia attenzione era rivolta ad altro...
    sembrano cosi morbidi...
    pensai guardando i divanetti, quella rissa al Fight Club mi aveva distrutto e ci avrei fatto volentieri un pisolino su quei divanetti, ma dovevamo tenere d'occhio la nostra ladra quindi dovevo accontentare di sedermici e basta.
    «Eccoci, ora ci manca solo che aspettare!» dice Isaac «Bene Andrew, se vuoi accomodarti...» all'inizio non capivo cosa intendesse dire ma poi feci due più due, Josephine si sedette dove c'era questa Lynette e la ragazza “vestita” di nero si sposto da una parte...della serie unire l'utile al dilettevole! Questa era una delle cose che mi piacevano di Isaac, era un'ottima spalla quando volevo rimorchiare. Mi metto comodo in mezzo alle “mie” due ragazze, ma notò che la sexy rossa ha la testa altrove, guarda Lynette e la dottoressa, immagino sia una sua amica e voglia entrare con lei...speriamo resti qui, per fare “due chiacchiere” nell'attesa pero mi immergo nei miei pensieri, lascio che la mia mente mi lasci vivere, almeno per qualche secondo, il mo sogno da cantante, io in un palco con centinai...anzi migliaia di persone, mica male, l'immagine inizia a comparire nella mia testa, mi sembra di vivere il momento dal vivo e...nulla tutto svanisce cosi velocemente com'è comparso, mi vengono in mente solo le persone che sono qua con me a farmi compagnia, mi accorgo solo allora della presenza di un'altra ragazza in disparte tutta da sola, tutte queste persone che sono qua con me mi deprimono. Se solo potessero entrare nella mia testa si che ci divertiremmo...



    sarebbe tutto più interessante...
    «Ho la gola secca.» la voce di Josephine mi riporta con i piedi per terra«Potrei avere qualcosa da bere?» conclude per poi appoggiare la testa sullo schienale del divano «Acqua» aggiunge alla fine sussurrando...
    io gli lancio un'occhiata inarcando il sopracciglio...


    Sul serio?!
    Dopo tutto quello che ci sta facendo passare ora ci chiede anche dell'acqua? Che barba questa ragazza, guardo in direzione della caffetteria e mi viene un'idea per ripagare Isaac del aiuto di prima, gli do una pacca sulla spalla per attirare la sua attenzione «hey Isaac, andresti a prendere qualcosa da bere per la nostra “ospite”?» gli dico facendo l'occhiolino indicando in direzione della caffetteria ma indicando "indirettamente" anche la ragazza dei capelli neri che guardava la tv. (nda.Yuriko Kiyomizu).


    piccola nota: per chi non lo avesse capito la prima foto è ispirata a questa scena di Scrubs.

    - - - - - - - - - - - - - - - -


  9. #39
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Manuel Russell


    Che strana faccenda.
    Cammino velocemente per i corridoi di quest'ospedale che conosco fin troppo bene ormai, diretto alla riunione convocata da Helena sulla strana infezione che sta circolando negli ultimi giorni. Continuo a pormi domande, ad ipotizzare, ma la verità è che ancora siamo a mani vuote, non abbiamo la minima idea di come riuscire a combatterla.
    E' una pessima giornata. Me lo sentivo, il caffè era più bruciato del solito e per di più non ho potuto concedermi il mio allenamento mattutino dato che ero in ritardo. Colpa della biondina che non si decideva ad abbandonare il mio letto...a volte sanno essere così insistenti! Com'è che si chiamava? Sara...Sandra... si forse Sandra. Dovrei richiamarla...forse.
    Continuo a camminare, ma poco prima di raggiungere i miei colleghi noto alle mie spalle la presenza di Helena. La osservo per qualche istante, è crucciata, preoccupata. Porta in mano dei fascicoli, sicuramente frutto di una notte insonne cercando di trovare la soluzione a questo enorme problema. Strano come possa essere attraente nonostante le occhiaie. La vedo avvicinarsi al proiettore, quasi incantato dalla sua determinazione e dai suoi movimenti sicuri.
    «Colleghi, so che mancano pochi minuti alla fine del turno di lavoro di alcuni di voi, ma vi ruberò solo pochi secondi. Come sappiamo, ci sono stati seppur pochi, dei casi insoliti, ultimamente, tra i pazienti qui ricoverati. E la cosa peggiore è che questa è l'unica certezza che abbiamo. Non sappiamo cos'è, quanto dura, se è contagiosa, e, soprattutto, se è curabile...» la ascolto rapito, osservando il movimento delle sue labbra. L'avvio del proiettore però mi ridesta, e mi porta a concentrarmi sul vero motivo della riunione. Come primario ero certo a conoscenza di questa strana patologia, e stavo già lavorando ai vari casi riscontrati in ospedale. Ci sono stati in passato casi simili, ma non si è a conoscenza della cura, o di come sia stato poi risolto il problema. Brancoliamo nel nulla, e non mi piace per niente.
    «Come vedete, il paziente della stanza 102 presenta delle strane vene particolarmente dilatate che si ramificano su gran parte della fronte. Similmente le sclere presentano delle analoghe ramificazioni, che fanno apparire l'occhio come completamente iniettato di sangue. Questi sintomi sono comunque del tutto temporanei, il paziente poi entra in coma. Stiamo riunendo i migliori ricercatori, se non dovessimo riuscire a tenere sotto controllo questa...cosa, dovremo affrontare le domande insistenti dei giornalisti e saremo costretti ad appellarci ad un "No comment" di facciata. Buon lavoro a tutti...»
    Helena ha terminato la sua presentazione, sul suo volto preoccupazione e rabbia, probabilmente per non sapere come affrontare questa calamità che sembra averci colpito. Mi alzo, osservo gli altri medici chiacchierare o dirigersi verso lo spogliatoio per cambiarsi e tornare alla loro vita banale. Io non ho intenzione di andare da nessuna parte, non ho nulla che mi attiri fuori dal Brookheaven. Preferisco rintanarmi nel mio ufficio e continuare a studiare questa patologia altamente pericolosa, il mio posto è qui, soprattutto adesso.
    Prima però voglio parlare con Helena, mi chiedo se abbia coinvolto sua sorella nelle ricerche e se ci sia qualcosa che ancora non ha condiviso con noialtri. Faccio per alzarmi e dirigermi verso di lei, quando la dottoressa Reaver mi blocca rivolgendomi la parola: «Dott. Manuel, lei cosa ne pensa di questa nuova e anomala patologia?»
    Non ne ho la più pallida idea, vorrei risponderle. So che dovrei essere io prima di tutti a trovare la soluzione, visto il mio ruolo qui dentro. Ma purtroppo sta succedendo tutto così in fretta ed i pazienti vengono colpiti dall'infezione per poi andare in coma così rapidamente da non averci ancora permesso di effettuare analisi utili per capire qualcosa di più. <<Purtroppo dottoressa>> le rispondo, affranto <<Siamo in una situazione molto critica. Ho letto molto a riguardo, ma non ci sono ipotesi o soluzioni attendibili. Dobbiamo solo continuare ad impegnarci tutti al massimo per riuscire a venirne a capo nel più breve tempo possibile. Dobbiamo reperire più informazioni, partendo proprio dai nostri malati.>>
    Poi mi congedo, e mi dirigo verso gli spogliatoi, dove spero di incontrare Helena per parlarle e chiederle se i ricercatori hanno scoperto qualcosa in più di noi.

  10. #40
    sim onniscente L'avatar di Daff
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Olivia Walsh


    "Vuoi dire che non ti dispiace se mi allontano due minuti?"
    Ma certo che non mi dispiace. Non mi sognerei mai di separare due giovani innamorati.
    Col sorriso sulle labbra, osservo Byron dirigersi incerto verso la ragazza.
    Attraverso l'acquario li vedo corrersi incontro, abbracciarsi. Ahhh... l'amore.
    Distolgo lo sguardo. Il sorriso è andato via dalle mie labbra. Come li invidio... Anche io vorrei qualcuno al quale correre incontro, al quale raccontare la mia giornata, col quale stare a parlare di tutto e di niente... solo per il gusto di stare assieme. Invece, a 27 anni, sono ancora signle.
    Mia madre continua a dirmi che la colpa è solo mia e del mio carattere. Che gli uomini si sentono minacciati dalla mia personalità, dalla mia indipendenza, dal mio lavoro. Ma non posso certo fingere di essere un'altra persona! Vorrei solo trovare qualcuno me mi accettasse per quella che sono.
    Sospiro... per fortuna la mia maschera di sicurezza è rimasta intatta. Ma che mi prende oggi? Non devo permettere a questi pensieri da provincialotta di prendere il sopravvento.
    Sfioro la pistola appesa al mio fianco con la punta delle dita. Lei si che mi da la sicurezza di cui ho bisogno. Devo fare un salto al poligono questa sera...

    Mentre attendo Byron, mi guardo attorno. La sala d'attesa è bella piena quest'oggi!
    I medici hanno deciso di scioperare? Non credo sia una cosa legale.
    "Ehi, Olivia!" Byron Riappare alle mie spalle. Ha davvero preso i cinque minuti alla lettera! Che la ragazza l'abbia rifiutato? Povero... Dopo mi farò raccontare ogni dettaglio.
    "Hey B! Sei stato velocissimo! Cos..." inizio a chiedere, ma lui mi interrompe subito cambiando discorso. Forse non vuole parlare della ragazza.
    "Che ne dici se utilizziamo questi ultimi minuti di pausa per andare a scambiare quattro chiacchiere con Andrew? Mi sembra sia seduto su uno di quei divanetti."
    Lancio uno sguardo veloce ai divanetti in cerca di individuare l'agente Davis. Eccolo... e se non sbaglio l'altro dovrebbe essere l'agente Norwood.
    Che ci fanno in ospedale? Che una delle donne sia in arresto? La mora coi capelli corti non ha certo l'aria da santarellina.
    "Faccia strada agente!" rispondo con fare pomposo e con lui al mio fianco mi avvio verso i colleghi.

 

 
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