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Risultati da 71 a 80 di 307
  1. #71
    sim veterano L'avatar di Blaison
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Darcy Samantha Reaver
    Hospital Brookheaven – Gruppo Quattro

    «Certo. Spero che non ci sia una qualche urgenza in corso… Ho notato che le infermiere sono sparite…»
    Effettivamente è molto strano che nessuna infermiera sia presente al momento: è come se l’ospedale si fosse svuotato...
    “... Improvvisamente. Che diamine sta succedendo?”
    Non ho una possibile risposta logica a tali eventi, quindi mi volto verso Yuriko, accennando un lieve sorriso, per non farla preoccupare.
    «Non si preoccupi, forse sono andate a fare un giro di routine dai pazienti.»
    E cerco di convincermi della mia stessa spiegazione con tutta me stessa.
    Devo concentrarmi sul mio lavoro e basta.
    Al pensiero del fatto che ho un mio studio personale sento una fitta d’orgoglio scaldarmi il cuore: alla faccia di mia madre che ha sempre cercato di buttarmi giù.
    Alle volte mi torna in mente la sua voce fredda e le parole che mi ha sempre gettato addosso con astio.


    In sintesi per lei ero e sarei sempre stata una fallita perché nata difettosa.
    Ma io gliel’ho fatta vedere a lei e a tutte le altre persone che la vedevano così, le quali non hanno mai creduto in me, ma anzi... hanno sempre scommesso contro di me.
    Sono dannatamente brava in quello che faccio, sono una delle migliori e l’ho dimostrato e continuerò a dimostrarlo a tutti.
    “In barba a tutti quelli che pensano sia solo una gradassa senza nessun merito...”
    Ma all’improvviso un voce che grida aiuto mi distrae dai miei pensieri.
    «Signora! Oddio - Infermiere, aiuto! La signora sta male!»
    Mi volto verso le stanze oltre l’acquario, e arrivo alla conclusione che la richiesta di soccorso è provenuta dalla stanza 103, dove all’interno vi sono due pazienti: la signora Atwood – un’anziana con la Tubercolosi in stato avanzato- e la signorina Kirenko – una giovane donna arrivata appena la sera prima, dopo esser stata aggredita –; che la ragazza si sia svegliata e abbia notato che la signora Atwood stesse male?
    “Molto probabile, ma più che altro... dove sono tutti?!”
    Penso furiosa dalla negligenza che sembra sovrastare l’intero ospedale in questo momento.
    Mi volto verso Yuriko, cercando di sorridere un po’ in maniera rassicurante e un po’ a mo di scusa.
    «Mi scusi, signorina Kiyomizu, devo andare un attimo ad accertare che le due pazienti della stanza 103 stiano bene, se mi vuole scusare può aspettarmi qui o direttamente di sopra, se vuole...»
    La invito educatamente, chinando lievemente il capo in un gesto di congedo, dirigendomi poi verso la mia meta, ma mi blocco dopo qualche passo, non appena intravedo la stanza 102 e le persone che vi stanno davanti: la ricercatrice Greta Coli, una donna dai capelli rossi che non conosco ed una poliziotta, anch’essa dai capelli rossi –anche se i suoi sono più alla pel di carota –
    “Capelli rossi, lentiggini... deve essere per forza una Weasley!”
    Penso istantaneamente, prima di tornare seria nel chiedermi del perché sono riunite davanti alla stanza del paziente con questa nuova patologia e non sono subito accorse nel vedere cosa fosse successo nella stanza 103.
    Ma poi noto le loro espressioni allarmate, la porta aperta – la quale dovrebbe essere chiusa – e una possibile discussione in corso; così decido di avvicinarmi e – prima che io possa “aggredire verbalmente” i presenti – intravedo del sangue che si staglia sull’uscio della porta.


    Mi avvicino, sconcertata, per analizzare meglio la situazione che mi si para davanti agli occhi.
    La stanza è vuota: solo del gran sangue sparso per il pavimento che arriva fino alla finestra.
    Sgrano gli occhi confusa, osservando i presenti uno a uno.
    «Che. Diamine. Sta. Succedendo. Qui?»
    Scandisco bene le parole una ad una, per trattenere il misto di stupore e rabbia/preoccupazione crescente che mi pervade, mordendomi poi il labbro ansiosa.
    Analizzo con lo sguardo la stanza, stringendo le mani a pugno.
    Tutta questa faccenda non mi piace affatto.
    Volto lo sguardo verso l’ennesima Weasley, prima di prendere un bel respiro per calmarmi e tornare pratica e razionale.
    «Agente, credo si sia capito, ma questa è una situazione delicata e d’emergenza. La signorina Coli dovrebbe andare subito dalla dott.ssa Bertinelli ad informarla dei nuovi sviluppi della stanza 102, sempre se concordate con me che questa situazione non è una cosa da prendere alla leggera.»
    Suggerisco, sussurrando lievemente, con calma a pel di carota e a miss Sunshine, guardandole con intesa per far capire meglio la gravità della situazione, adocchiando poi l’estranea dai capelli rossi.
    «Chi è lei? Che cosa fa qui?»
    Sono le parole che vorrei pronunciare, ma non ho tempo per soffermarmi sulla sconosciuta: ho una possibile emergenza tra le mani, un caso sospetto di sparizione di pazienti – da film horror per la precisione, con tutta questa storia dell’anomala patologia – (“E di personale medico per di più”) ed una paziente che mi sta aspettando per un consulto personale.
    Insomma... al momento una rossa ficcanaso è l’ultimo dei miei problemi.
    «Se potessi andrei io stessa ad avvisare la dott.ssa Bertinelli, ma ora devo andare a controllare le pazienti della stanza 103 per vedere che tutto sia a posto, agente, potrebbe tenere sotto controllo la situazione?»
    Continuo velocemente, chiedendo alla poliziotta questo favore, ansiosa di vedere com’è la situazione nella stanza da dove è provenuta la richiesta di soccorso, sperando che in fin dei conti non sia successo nulla di grave.
    Questa giornata sta peggiorando di mano in mano... e non oso dire “peggio di così non può andare” perché quello è il porta sfiga più grande di tutti!



    "Ricordo ancora le nostre mani unite nel calar della notte"


  2. #72
    sim dio L'avatar di the best girl
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Mila Kirenko


    La signora si è ridestata dal suo sonno profondo non appena mi ha sentita urlare. Oh beh, almeno ora so che è viva. Mi sta riempiendo la testa di parole e frasi a raffica, accenna ad un nipote (chissà se è carino e ricco), mi dice poi che un uomo mi ha aggredita in una stanza d'albergo e che mi ha lasciata li dolorante...io non ricordo assolutamente niente.
    Questa nonnina però mi infonde tranquillità, si vede che ha bisogno di compagnia, probabilmente non viene quasi mai nessuno a trovarla. In un certo senso mi fa anche smettere di pensare al dolore lancinante alla schiena che non accenna a passare.
    Che anche io abbia trovato una nuova amica?
    Ultima modifica di the best girl; 17th October 2013 alle 16:22
    Now, if you two don't mind, I'm going to bed before either of you come up with another clever idea to get us killed - or worse, expelled.

  3. #73
    sim dio L'avatar di KiraSim
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Greta Coli
    -Gruppo Sei-




    Apro la porta e mi si prospetta dinanzi agli occhi uno scenario spaventoso:
    il pavimento della stanza è quasi interamente bagnato di sangue.
    Com'è possibile? Per qualche secondo resto immobile incapace di agire. Il cuore mi batte forte.
    Che stia sognando? Muovo lentamente lo sguardo dal lettino alla pozza di sangue,
    per poi accorgermi della presenza di alcune impronte dirette verso la finestra.



    Deve trattarsi di un sogno. Che dico, di un incubo!
    Il paziente ricoverato in questa stanza, nelle pratiche mediche, era espressamente descritto in coma.
    Come avrebbe potuto alzarsi in piedi e fuggire via? E il sangue sul pavimento?
    Un'emorragia di quest'entità, non risparmierebbe nemmeno un elefante!

    Olivia: Se non fa parte del personale stia indietro per favore.

    Una voce femminile mi fa trasalire. Ero così presa dai miei pensieri, che mi ero scordata della donna alle mie spalle.
    Mi volto per guardarla negli occhi e mi trovo faccia a faccia con una poliziotta.
    Mmm... il suo viso non mi è nuovo...



    Ma certo! E' Olivia, la collega di Byron. E devo ammettere che dal vivo è ancora più bella che in foto!
    Forse è per questo che Byron me ne parla sempre bene...

    Olivia: Non sono un medico ma credo che questo...



    Olivia: Non sia normale.

    Abbassando lo sguardo mi accorgo che il sangue è colato velocemente verso le mie scarpe.
    So che non è il momento giusto per pensare certe cose... ma che schifo! Potevo andare a comprarne un paio nuovo.

    Olivia: Era lei ad avere in cura il paziente?

    Che strano mi da del "lei" e sembra non conoscere il mio nome. Perchè Byron non le ha mai parlato di me?



    Greta: A dire il vero, sono una ricercatrice che avrebbe dovuto raccogliere dati sulla malattia sconosciuta che lo affliggeva.
    La stanza 102 racchiudeva un caso clinico molto particolare... non a caso il paziente era sotto le cure del dottor Frank Bertinelli.


    O almeno questo era quanto riportava la scheda clinica del paziente.
    Mentre parlo a Olivia penso nuovamente a Byron. Forse è il caso di andarlo a chiamare...
    anche se preferirei saperlo al sicuro entro le mura di casa piuttosto che in versione "possibile vittima di una malattia sconosciuta".
    In passato era già accaduto un fatto analogo, non ci tenevo a riviverlo nuovamente.

    Greta: Ad ogni modo, sono Greta Coli. Mi dia pure del tu.



    Le porgo la mano per presentarmi, mentre una dottoressa si avvicina a noi con fare sospettoso.
    Sul suo badge c'è scritto: Dott.ssa D. Samantha Reaver.

    Darcy: Che. Diamine. Sta. Succedendo. Qui?

    Ecco. Questa era proprio una bella domanda! Peccato che non vi era una risposta.



    Accorgendosi dello stato d'animo mio e di Olivia, la dottoressa prosegue nervosa:

    Agente, credo si sia capito, ma questa è una situazione delicata e d’emergenza.
    La signorina Coli dovrebbe andare subito dalla dott.ssa Bertinelli ad informarla dei nuovi sviluppi della stanza 102,
    sempre se concordate con me che questa situazione non è una cosa da prendere alla leggera.

    Greta: Assolutamente no.

    Lo sguardo della donna parla chiaro: è a conoscenza delle condizioni del paziente scomparso.



    Darcy: Se potessi andrei io stessa ad avvisare la dott.ssa Bertinelli,
    ma ora devo andare a controllare le pazienti della stanza 103 per vedere che tutto sia a posto,
    agente, potrebbe tenere sotto controllo la situazione?


    Greta: Intanto io mi avvio. E, visto che ci sono, porto qui anche Byron...

    Rispondo istintivamente allontanandomi dal gruppo.




    * Vicky è consapevole che Byron e Greta parlano spesso del loro lavoro e dei loro colleghi *
    * Daniela mi ha suggerito il nome di Frank Bertinelli *

    Ultima modifica di KiraSim; 13th January 2014 alle 21:12 Motivo: Aggiornata la scheda

    ~ Mi dispiace, Diane. Non posso mantenere la mia promessa.
    Devi dimenticarti di me. Ma io non mi dimenticherò mai di te.

  4. #74
    sim dio
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Isaac Norwood
    Gruppo Uno



    Siamo arrivati alla cima delle scale, insieme alla bella dottoressa che ci fa da guida... eppure mi sembra di averla già vista da qualche parte.
    Cavolo... mi sento un pochino in imbarazzo. Cerco di distogliere lo sguardo dai suoi movimenti sinuosi, ma non è affatto facile! peccato solo che con le donne non sia tanto audace quanto Andrew! dovrei farmi dare qualche lezione dal mio amico-grande seduttore. Ebbene si, con le donne sono un disastro.
    D'un tratto si sente una voce maschile provenire dal piano sottostante che chiama Helena con tono allarmante: «Scusatemi, torno subito» ci invita la dottoressa indicandoci i bagni. La vedo scendere le scale, sembra preoccupata.
    «Andrew, ti spiace se vado a controllare la situazione di sotto? ci pensi tu con lei? qualcosa non mi quadra» gli dico indicando con lo sguardo Jo, sapendo anche di lasciarla in buone mani.
    «Qualsiasi problema chiamami, io sono qui sotto» lo rassicuro, facendogli un occhiolino amichevole.
    Seguo la dottoressa, e la mia attenzione si sposta subito su un medico (nda; Manuel Russel) ed una ragazza (nda; Megan Norwak) fermi davanti alla porta della stanza riservata al personale.
    «Sono l'agente Norwood, posso essere d'aiuto?» domando ai presenti, appoggiandomi ad una colonna.


    Per terra una pozza di sangue: «Ma che diavolo...?» esclamo impaurito. Chi ci sarà dentro? magari un paziente o qualcun'altro che avrà bisogno di aiuto? la vista di quel sangue mi inquieta un pochino, e un silenzio agghiacciante dilaga per tutta la sala.
    «Dio mio, qualcuno deve aver bisogno di aiuto!» faccio cenno col braccio, come per scostare gli altri.


    So che magari questo compito non spetta a me, ma il mio maledetto istinto eroico (diciamo pseudo-eroico) mi spinge ad agire. Mi avvicino cautamente alla porta, impugnando inconsciamente la Beretta con la mano destra, "semi-nascosta" sotto i pantaloni all'altezza dell'anca, senza tirarla fuori: probabilmente per acquisire "sicurezza", probabilmente anche per mantenere il mio ruolo... ma anche perché in giornata se ne sono viste e sentite di cotte e di crude, qui a Bellavista, perciò meglio essere scrupolosi e il più professionali possibile. Con l'altra mano, invece, apro con decisione la porta...
    Ultima modifica di mettiu; 17th October 2013 alle 22:04 Motivo: piccolo problema con la Beretta XD

  5. #75
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Lynette Crow
    Gruppo 3




    Sembra funzionare. Dopo la mia confessione, il dottore si alza e si avvicina, appoggiandomi una mano sulla spalla per rassicurarmi.
    "E' terribile, mi dispiace."



    E' sinceramente dispiaciuto. Che dolce...
    Ammetto che è bello farsi trattare come una vera persona, ogni tanto.

    "Aspetti, forse ho qualcosa per il suo mal di testa qui."



    Si allontana, dirigendosi verso un armadio, presumo dove tenga i medicinali.
    Dopodiché torna, poggiando un flaconcino sulla scrivania.

    "Spero sia andata dalla polizia per denunciare quel...mostro."



    Temevo dicesse qualcosa del genere. E in questo ospedale ci sono decisamente troppi poliziotti per mentire dicendo di averlo già fatto.
    "Anche se capisco che a volte può essere difficile. Molte vittime tendono a colpevolizzare se stesse."
    Scusa interessante. Ottimo.
    Mi sa che uno di questi giorni mi converrà studiarmi un po' di queste robe di psicologia, potrebbero tornarmi utili in futuro, per casi simili.

    "Sai, prima di laurearmi in ginecologia" dice spostandosi davanti a me, appoggiandosi alla scrivania "ho studiato un po' di psichiatria. Forse ti potrebbe tornare utile parlarne con me, raccontarmi l'accaduto. Può essere liberatorio dopo un evento traumatico."
    Ecco, appunto.



    Mannaggia, a me interessava solo sapere se avevo qualcosa di rotto, o se le botte hanno avuto qualche altra conseguenza. E invece mi ritrovo dallo strizzacervelli.. o quello che è.
    Per carità, se fossi qui per un normale controllo di routine, ben venga, ci sarei stata senza problemi: dopotutto è molto meglio lui di qualsiasi altro cliente io abbia mai avuto. Ma ora mi premeva particolarmente sapere come stavo.
    Probabilmente è colpa della parte che sto recitando, lui vuole guadagnarsi la mia fiducia, anche se curarmi sembra sia l'ultimo dei suoi pensieri.
    Sono combattuta. Potrei cedere e farmi pagare, un medico dovrebbe avere un cospicuo conto in banca... Che pensiero stupido! Non mi pare proprio il tipo che si abbasserebbe a pagare, inoltre renderebbe vana tutta la mia recita.

    Forse dovrei cominciare a parlare di scarpe finché non mi sbatterà fuori a calci per la noia.
    Ancora con questi pensieri stupidi! Andiamo avanti così, l'importante, nelle recite, è essere coerenti. E farsi un profilo mentale di chi stai interpretando: una povera ragazza che è stata aggredita e ha problemi a superarlo.

    Mi appoggio alla scrivania di fianco a lui, prendendo il flacone della medicina, senza assumerla, mettendolo in tasca con la scusa di spostarlo.



    "Forse hai ragione" gli do pure io del tu "ma ti prego, non dirlo a nessuno. Non lo sopporterei se i miei lo venissero a sapere, so già che mi darebbero la colpa dicendomi -te l'avevo detto! La prossima volta stai a casa!-"
    Magari! Ai miei defunti genitori non gliene sarebbe fregato un'emerita mazza se mi fosse successo qualcosa. Mio padre avrebbe gioito per il fatto di non dovermi più mantenere, e mia madre non se ne sarebbe neanche accorta.
    "Non lo sa neanche la mia amica che mi ha accompagnato qui."
    Darsy, chissà come si starà annoiando là fuori ad aspettare.
    "La verità è che è successo tutto così velocemente, che mi sembra un ricordo lontano. Come tentare di ricordare un sogno. So solo che stavo camminando.... e..."
    Faccio un bel respiro profondo, guardando un punto imprecisato della stanza.



    "...e d'un tratto quest'uomo mi è addosso. Ha il volto coperto, quindi lo ricordo come se fosse un'ombra, qualcosa di indefinito. Ricordo di essermi trovata... a terra. Deve avermi colpito le gambe con qualcosa, una sorta di bastone, ma ero talmente concentrata sul liberarmi che non ho neanche sentito il male. Io devo essere riuscita a divincolarmi in qualche modo, forse gli ho pestato un piede. Sì, credo di sì: avevo i tacchi, quindi gli ho fatto male. Poi lui mi ha presa per il polso, e il collo. E questa è la parte che ricordo meglio: quando mi sono liberata del tutto. Gli ho tirato un calcio fra le gambe e sono scappata, senza neanche fermarmi a vedere chi fosse."
    Il mio tono ora si fa più cupo.



    "E' solo quando sono tornata a casa che mi sono resa conto del pericolo che ho corso, e ho sentito tutto: la paura, il dolore, l'angoscia... la speranza di non essermi fatta nulla di serio. E' normale?"
    Sono brava, non c'è che dire. Soprattutto perché, in fondo, non sto veramente mentendo: mi è capitato veramente qualche anno fa. Non ne avevo mai parlato con nessuno.

    Mi scappa un sorriso di sollievo.



    Istintivamente mi giro verso di lui e, come appena liberata da un grosso peso, esclamo "Ehi avevi ragione!"







    * Io ho dato per scontato che una volta messa lì, la medicina fosse a mia completa disposizione. Se ho sbagliato e fatto qualche azione che non potevo, provvederò il prima possibile a modificare il post. In caso chiedo scusa, è il mio primo GDR *


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  6. #76
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]


  7. #77
    sim dio
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Darsy Libby
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    Mamma che paura!! Maledetta porta....mi è preso un colpo. Ho fatto cadere pure il peluche per lo spavento sto coso sta diventando un arma batteriologica visto i suoi ottimi rapporti con il pavimento.
    Qui non vedo nessuna bambina c'è solo una signora nell'ultimo bagno meglio non disturbala non si sa cosa stia facendo lì dentro.
    Forse la voce che mi chiamava me la sono immaginata a volte mi capita di sentire la suoneria del telefono e in realtà non sta suonando. Cavolo ho lasciato il telefono a "casa"!
    L'orsacchiotto lo avrà perso qualche bambina che era venuta a trovare un parente. A tutti capita di perdere qualcosa.
    Visto che qui non c'è niente da fare ritorno dove ero.


    Said where you goin’ ?what you gonna do? I been lookin’ everywhere I been lookin’ for you

    Eowyn

  8. #78
    sim dio L'avatar di Winged85
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Yuriko Kiyomizu

    «Non si preoccupi, forse sono andate a fare un giro di routine dai pazienti»
    , cerca di rassicurarmi la dottoressa con un debole sorriso. Sarà, ma io lo trovo strano. Se poi ci aggiungiamo i brevi blackout di poco fa, oserei dire che non sono per niente tranquilla.
    Ci dirigiamo verso le scale per salire al suo studio, ma non facciamo in tempo a fare dieci passi che un grido ci interrompe: «Signora! Oddio - Infermiere, aiuto! La signora sta male!» Sembra provenire da una stanza vicino a noi, la 103.
    Leggermente allarmata, guardo la dottoressa al mio fianco, che invece mi sorride: «Mi scusi, signorina Kiyomizu, devo andare un attimo ad accertare che le due pazienti della stanza 103 stiano bene, se mi vuole scusare può aspettarmi qui o direttamente di sopra, se vuole…» mi dice, prima di allontanarsi verso la stanza. La seguo con o sguardo, spaesata e indecisa sul da farsi, così vedo che a metà strada devia verso un'altra porta, la 102, dove già si trovano la poliziotta dai capelli rossi (NdA: Olivia Walsh), un'altra dottoressa, credo (NdA: Greta Coli) e… La ragazza dai capelli rossi che era uscita piuttosto alterata dopo aver parlato con l'infermiera! Eppure non l'ho vista rientrare… Dovrei forse avvisare qualcuno? E di cosa? "Effrazione di ospedale"? Ma è del sangue quello che esce da quella stanza?
    Calmiamoci. E' una cosa normale, no? Voglio dire, i medici sapranno sicuramente cosa sta accadendo. Non dovrei impicciarmi negli affari loro, sono solo una paziente, io.



    Mantengo la calma. Mi guardo un attimo attorno per vedere se c'è qualcun altro a cui potrei rivolgermi e mi si para davanti un'altra visione piuttosto preoccupante: la dottoressa Bertinelli, un dottore (NdA: Manuel), la paziente bionda (NdA: Megan) e il poliziotto carino (NdA: Isaac) sono tutti riuniti davanti alla stanza del personale da cui… Esce altro sangue!
    Al diavolo la calma. Qui non c'è niente per cui stare calmi!



    La dottoressa bionda si allontana dal primo gruppo e decido che una vale l'altra, così mi muovo nella sua direzione e la intercetto, qualunque fosse la sua destinazione.
    «Dottoressa, mi scusi…», la blocco. «Che sta succedendo?», chiedo senza troppi preamboli. Prima che mi possa congedare con un "Non si preoccupi" di rito, continuo: «So che non dovrebbe essere affar mio, ma tra blackout, infermiere sparite e sangue dove non dovrebbe essere», dico indicando con un cenno il gruppo alle mie spalle cercando di non far trapelare il panico nella mia voce, «temo di non essere affatto tranquilla».



    Ho usato l'eufemismo dell'anno, ma va bene lo stesso. Penso che sia sempre meglio che dare di matto e mettersi a gridare in preda al panico.








  9. #79
    sim esperto L'avatar di Mich@el48
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]


    HOPE STARDREAM





    Quando la dottoressa apre la porta, mi si presenta un scenario poco piacevole. Il pavimento della stanza è ricoperta da copiose macchie di sangue che conducono fino alla finestra. A prima vista mi sembra che la stanza sia vuota, ma non ne sono del tutto sicura.
    "Ecco, finalmente la ruota della fortuna gira a mio favore. Qui un caso di malsanità non me lo toglie nessuno. Chissà quale scandalo riuscirò a creare questa volta"-penso ridacchio sotto i baffi gustandomi le testate dei futuri giornali.

    Putroppo sono richiamata dall'attenzione quando mi accorgo di essere osservata. Infatti noto una poliziotta dai capelli color arancia osservare me e la dottoressa con aria sospetta. Non la conosco, ma se non sbaglio prima stava parlando con l'altro collega che poi ha abbracciato calorosamente la qui presente dottoressa.
    Subito si avvicina con passo sicuro e si rivolge a me con tono autoritario:“Se non fa parte del personale stia indietro per favore”!
    Coosa? Ma si crede? Siamo in un ospedale, non in una caserma. Odio quando i poliziotti abusano del loro potere;si credono così invincibili.
    Nonostante ciò mi sposto giusto di mezzo centrimetro e con aria scandalizzata e la lascio passare. Tanto so che il karma è dalla mia parte, quindi qualcuno ne subirà le conseguenze. Mentre mi supera mi concentro a osservala imitando un'espressione gentile. Quindi continua:
    "Non sono un medico ma credo che queso...Non sia normale.”."Maddai? Non siamo di sicuro in una macelleria. Dio, ma questa ha bevuto?"-penso sforgiando un falso sorriso. Quindi conclude il suo discorso porgendo un quesito alla dottoressa:" Era lei ad avere in cura il paziente?"
    Quest'ultima non perde tempo e dopo essersi ripresa dallo sbigottimento iniziale, le risponde dicendo:"A dire il vero, sono una ricercatrice che avrebbe dovuto raccogliere dati sulla malattia sconosciuta che lo affliggeva.
    La stanza 102 racchiudeva un caso clinico molto particolare... non a caso il paziente era sotto le cure del dottor Frank Bertinelli.
    Ad ogni modo, sono Greta Coli. Mi dia pure del tu."

    Greta Coli? Ma certo, devo aver visto una sua immagine in redazione qualche giorno fa. Come ho fatto a non ricordarmelo? Nonstatente sia una dottoressa mi sembra una persona affidabile, forse l'unica che mi ispira fiducia in questo manicomio.
    Per fortuna nessuno sospetta ancora nulla e non si immaginano che sono qui per indagare sulla ragazza che è stata violentata al parco.

    Vedo che Greta le porte la mano con fare gentile quindi,come se non bastasse, questa "allegro" trio si trasforma in un quartetto. Infatti giunge sul punto un'altra dottoressa.

    Che. Diamine. Sta. Succedendo. Qui?-urla con tono acceso.
    La squadro con gli occhi e rimango stupita dai capelli scuri, dal colore quasi gotico. Preferisco di gran lunga i colori accesi, come il rosso. Si, il rosso è decisamente il mio colore!

    Terminati questi elogi per aumentare il mio ego, sento che riprende a parlare:
    Agente, credo si sia capito, ma questa è una situazione delicata e d’emergenza.
    La signorina Coli dovrebbe andare subito dalla dott.ssa Bertinelli ad informarla dei nuovi sviluppi della stanza 102,
    sempre se concordate con me che questa situazione non è una cosa da prendere alla leggera.

    Osservo con giudizio mentre Greta le risponde. Fortunatamente nessuno mi ha ancora chiesto che cosa io stia facendo qui. Dunque ne approfitto per entrare nella stanza. Quindi mi schiarisco la voce e mi inizio la conversazione:
    "Per quando ne sappiamo, qui potrebbe essere accaduto un spiacevole caso di omicidio o suicidio. Non sono un poliziotto, ma credo che sarebbe utile scattare delle fotografie. Alla polizia potrebbero servire dopo tutto" dico sorridendo in direzione della ragazza dai capelli rossi. Comunque io sono io sono Hope." Così dicendo sperò di poter scattare in santa pace delle foto per il mio scoop e magari riuscire a trovare altri dettagli su questo strano episodio.

    Questa volta niente immagini,scusate.
    Ultima modifica di Mich@el48; 24th October 2013 alle 00:46 Motivo: Eliminato lo spazio per le immagini


  10. #80
    sim esperto L'avatar di Insersil
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Megan Norwak


    Vengo scortata dal medico verso il suo studio. Qualcosa di buono finalmente! Le gambe sembrano ringraziarmi dell’improvviso cambio di posizione, ma riesco a sgranchirmi per ben poco: solo a qualche passo dai divanetti il Dottor Russel si ferma «Mi scusi un secondo signorina, controllo solo che sia tutto in regola, qui c'è qualcosa di strano…»
    Qualcosa di strano? Mi sporgo di poco da dietro di lui per avere il suo stesso punto di vista… Oh. Dalla porta a fianco a noi emerge una chiazza rossa. E tutto sarebbe, più o meno, normale, se la porta non portasse ad una molto probabile sala riunioni, da quel che posso intuire per via di tutte quelle sedie che intravedo dal vetro. Piuttosto strano che del sangue provenga da lì… no? Sento ovattata la voce del dottore chiamare qualcuno, tutti i miei sensi ora sono concentrati sulla macchia cremisi che segna il pavimento. A volte sono fin troppo sensibile, e nonostante stia tentando di superare questa caratteristica non riesco a fermare la mia mano, che istintivamente porto sugli occhi. Niente nausea stavolta, la visione del sangue non c’entra con l’angoscia che mi attacca al momento. Sono, più semplicemente, terrorizzata. Sono tante ormai le cose che collego ad un possibile pericolo, basta un minimo rumore perché io scatti all'allerta. E il sangue è di sicuro qualcosa di riconducibile ad una situazione… “scomoda”.
    Scosto la mano dal viso. La macchia è ancora lì. Indietreggio di poco per poi accorgermi dell’improvvisa presenza di una terza persona. Una donna (Helena Bertinelli). Spero quella chiamata poco fa dal dottore, per lo meno sarebbe qualcuno di utile alla situazione, immagino. Insieme a lei arriva uno dei poliziotti che prima hanno fatto la grande entrata con la ladra.
    Lo noto quando parla, presentandosi come agente Norwood. Non appena si rende conto del sangue sul pavimento, senza troppi complimenti si fionda sulla maniglia della porta. Spalanco gli occhi al suo gesto, lo invidio un po’ per la sicurezza che dimostra. Sinceramente io vorrei solo darmela a gambe, ma mi dico che non c’è motivo per essere già in preda al panico. Come constatato dal poliziotto potrebbe trattarsi solo di qualcuno che non si sente bene. E in tal caso potrebbe servire anche il mio aiuto.


    Ultima modifica di Insersil; 19th October 2013 alle 01:00


 

 
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