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Risultati da 81 a 90 di 307
  1. #81
    sim dio L'avatar di albakiara
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Josephine Marshall

    La luce pare abbia smesso di fare i capricci e la dottoressa, rispondendo alle nostre domande, dice che passerò la notte qui per fare degli accertamenti. “bene!”. Però aggiunge che prima di lasciarmi andare in bagno mi mostrerà la stanza al piano superiore. “Dannazione… Dovrò calarmi dall’alto! Una finestra al pian terreno sarebbe stata più comoda!”.
    La dottoressa si dirige verso le scale per farci strada e Isaac, dopo averle fissato il culo, si rivolge a me <<Allora andiamo?>>. Mi sorride e mi porge la mano per aiutarmi ad alzare.



    Lo guardo stranita <<Faccio da sola, grazie. Non ho bisogno di un badante!>> gli dico stizzita. Da troppo tempo ho subito angherie e maltrattamenti da non saper più riconoscere dei semplici atti di gentilezza. Però non ho fatto i conti con la mia debolezza... Provo ad alzarmi, ma sento le gambe così pesanti da non riuscire a sollevarmi. Gli afferro la mano e, senza guardarlo, mi faccio aiutare. Non riesco a sostenere il suo sguardo dopo la mia rispostaccia.
    I ringraziamenti puoi scordarteli”. Gli lascio la mano e lo seguo. Byron congeda l’amico col suo modo da pagliaccio e si avvia con noi per le scale.
    Penso ancora al contatto con la sua mano ed alla strana sensazione di sicurezza e calore. “Che mi succede?”.



    Quando il tuo corpo è stato trattato da posacenere o da sacca da box, presto o tardi inizi a sentirti come un oggetto vuoto, ad annullarti, a non considerarti più umano. Impari a reprimere il dolore annullando esso con tutte le altre emozioni. Bene e male non esistono più. Solo la vendetta.



    Arriviamo in cima alle scale e la dottoressa, allarmata, ci indica i bagni e ci dice che tornerà subito.

    <<Andrew, ti spiace se vado a controllare la situazione di sotto? ci pensi tu con lei? qualcosa non mi quadra- mi guarda -Qualsiasi problema chiamami, io sono qui sotto>> dice ad Andrew prima di raggiungere la dottoressina.
    <<Il tuo collega ti ha appena scaricato la "patata bollente" per inseguire la bellona… Bell’amico che ti ritrovi!>>
    Bene… Una seccatura in meno! Presto sarò fuori di qui… Devo uscire di qui… Non sopporterei un secondo di più in quella maledetta cella…



    Cerco di cancellare gli incubi sognando la mia fuga: “Se la finestra fosse dotata di scaletta antincendio sarebbe magnifico… Su Jo… La ruota gira per tutti… Presto sarai fuori di qui!



    Raggiungiamo i bagni. <<Se cortesemente vuole tenermi la borsetta… Farò in un attimo!>> ironizzo, ma lui mi risponde che prima vuole controllare gli interni per vedere se ci sono vie di fuga.



    Non lo ascolto e mi avvicino alla porta.
    Sto per afferrare la maniglia quando sento un ringhio di animale.
    Cani? Che ci fa un animale nell’ospedale? Dovrebbe essere vietato… Ma di certo non sarà una bestiaccia a dividermi dalla libertà!
    <<GRRRRRRR>> Un altro ringhio riecheggia dalla porta e io scambio uno sguardo interrogativo con Andrew.



    Questa volta è forte... “Ma quanto sarà grossa questa bestia?



    Presa dallo spavento mi aggrappo alle spalle del mio accompagnatore.
    <<No-non sono p-più sicura di dover andare in bagno… >> cerco di normalizzare il respiro “Dai Jo… è solo un cane… Però sembra bello grosso… e devo ancora recuperare la mia agilità, i miei riflessi…” << Non volevi controllare la stanza? Prego, accomodati!>>



    Inizio a rimpiangere l’assenza di Isaac.

    *post concordato con Tesla!
    **la foto dove lei scavalca il muro è un suo sogno.. l'ambientazione non centra nulla con l'ospedale perchè lei si immagina già fuori, lontano da lì!
    Ultima modifica di albakiara; 19th October 2013 alle 10:38

  2. #82
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Lawrence Talbot




    La ragazza si poggia sulla scrivania di fianco a me. Bene. Se non è intimidita sarà più semplice. Non prende la medicina che le ho dato. Se non ha veramente mal di testa allora avrà una scusa in meno per evitare di concedersi a me.
    Mi racconta l'accaduto e la guardo. È uno schianto, non c'è che dire. E' davvero perfetta. Le osservo i polsi e vedo meglio i lividi. Sembra che qualcuno ci abbia stampato le impronte delle dita e la cosa mi fa irritare alquanto. Come si permettono di usare tanta forza su di lei?
    Addirittura con un bastone? Abbasso lo sguardo sulle gambe. Sembrano belle, ma difficile a dirsi con quelle calze...
    «Ehi avevi ragione!» Esclama e io le sorrido, mentre mi sposto posizionandomi in piedi davanti a lei.
    «Permetti?» Ovviamente non aspetto la sua risposta. L'afferro per le cosce e la alzo da terra, aiutandola a sedersi completamente sulla mia scrivania. È leggera come una piuma. (Lynette costituzione: 60 / Lawrence forza: 90)
    Una visione molto eccitante, non c'è che dire. A vederla così piccola e debole potrebbe davvero essere una passeggiata possederla. Se solo volessi, lei non potrebbe certo opporsi. Ma Lawrence Talbot non prende le donne con la forza, sono le donne che gli cadono ai piedi.
    «Il lettino potrebbe essere troppo freddo per te» Le dico per giustificarmi, anche se la verità è ovviamente un'altra.
    Le scosto via una ciocca di capelli per controllare l'ematoma sul collo. Poi passo ai lividi nell'interno coscia. Sposto leggermente la calza azzurra e anche qui trovo delle contusioni che non mi piacciono affatto.
    Ad uno sguardo più attento si possono addirittura vedere i capillari sottocutanei lesionati e il sangue "intrappolato" che forma la tipica macchia rossastra dolorante al tatto.
    Questo bastardo potrei ammazzarlo a mani nude.
    Le tocco gli arti malmenati con delicatezza, cercando di capire se potrebbero esserci fratture. Bene, direi proprio di no: solo qualche livido.
    «Hai fatto bene a chiedere una visita. I lividi si stavano per gonfiare» Mi avvio verso l'armadietto dei medicinali e apro lo sportello all'interno. Una sorta di freezer. Afferro la borsa del ghiaccio e la avvolgo in un panno.
    Torno dalla mia Lynette e le posiziono l'impacco tra le gambe. Mi sembra di averla vista sussultare. L'ho presa alla sprovvista. Forse avrei dovuto avvertirla.
    «Il ghiaccio serve a calmare il gonfiore e il dolore. Applicalo almeno ogni ora per i prossimi due giorni, d'accordo?» Le dico guardandola fisso in quelle sfere verdi. Forse le sono troppo vicino? Preferirei non si spaventasse, ma è più forte di me. «Mi raccomando, avvolgi il ghiaccio in un asciugamano prima. Mai metterlo a contatto direttamente con la pelle» Mentre le dico queste parole la guardo fissa negli occhi...
    Sei stufo di giocare con i sim della EA? Vuoi provare una partita in Multiplayer? Gioca con noi al Quartiere comune!

  3. #83
    sim dio L'avatar di Tesla-Kun
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Andrew Davis
    -Gruppo uno-

    «Scusatemi, torno subito»
    ci dice la dottoressa Bertinelli non appena raggiungiamo le scale, qualcuno al piano di sotto l'aveva chiamata e, da come reagisce lei, immagino sia una cosa abbastanza seria, spero non sia nulla di grave ma del resto non sono affari che ci riguardano. Ma l'istinto di “paladino della giustizia” di Isaac la pensa diversamente.
    «Andrew, ti spiace se vado a controllare la situazione di sotto? ci pensi tu con lei? qualcosa non mi quadra» mi dice guardando Josephine «Qualsiasi problema chiamami, io sono qui sotto» mi fece un occhiolino e io mi limitai a rispondergli «vai tranquillo, me la caverò» e poi lo vidi scendere le scale per raggiungere la dottoressa.




    Qualche dubbio balenava nella mia mente pero, come piano non era esattamente quello che avrei scelto. Insomma Josephine mi sembra una ragazza furba e più tempo passo con lei e meno mi fidavo, so di poterla gestire (sopratutto con quei lividi) ma avrei preferito andare sul sicuro.
    D'altro canto...quando mi ricapita di vedere Isaac in azione? «Il tuo collega ti ha appena scaricato la "patata bollente" per inseguire la bellona… Bell’amico che ti ritrovi!» “sapessi” penso tra me e me con un sorriso sulla faccia mentre ci dirigiamo ai bagni. In genere sono io quello che scarica “la patata bollente” a Isaac per andare a rimorchiare qualche bella ragazza nei paraggi mentre siamo in servizio (diciamolo: il fascino della divisa funziona sempre) e ammetto che è abbastanza strano trovarsi a svolgere il lavoro serio mentre lui cerca di aiutare una fanciulla in difficoltà con la speranza che ne sia riconoscente. Spero solo che non pretenda che mi metta a fare tutte le scartoffie in centrale...
    «Se cortesemente vuole tenermi la borsetta… Farò in un attimo!» mi dice Josephine con tono ironico.
    «ah-ah» dico fingendo una risata «...se non ti dispiace volevo prima controllare che non ci siano finestre aperte o roba cosa» lei pero mi ignora palesemente e si avvicina alla porta, sto per afferrarla per il braccio per fermarla quando sento il ringhio di un animale. Ci fermiamo entrambi. Non ho paura del ringhio in sé, immagino sia solo un grosso cane, la domande dei milioni di simeleons è “cosa cavolo ci fa un grosso cane nel bagno di un'ospedale?”. Il mio cervello non cerca di dare una risposta a questa domanda, piuttosto preferisce vedere questo come un'opportunità che bussa alla porta.


    Ho sempre voluto avere un cane, infondo è il sogno di ogni bambino, se questo era tutto solo magari potevoadottarlo farlo diventare un cane antidroga o roba simile, tanto per poterci lavorare insieme.


    sarebbe fantastico. Ma immagino che Isaac mi ammazzerebbe se dopo avermi lasciato solo per cinque minuti torni con un cane e l'intenzione di adottarlo...

    è il suono di un altro ringhio che mi fa tornare alla noiosa realtà. Questa volta lo sento anche più forte e inizio a chiedermi se si tratti solo di un cane. Cerco lo sguardo di Josephine come per chiedergli se l'ha sentito anche lei, e da come mi guarda dire proprio di si.


    «No-non sono p-più sicura di dover andare in bagno…» mi dice Jo rifugiandosi dietro di me «Non volevi controllare la stanza? Prego, accomodati!». Bellina...prima fa l'ironica prendendomi per il c*lo e poi mi usa come scudo umano, e la cosa peggiore e che non ne ricavo un bel niente da tutto questo, che lavoro di...No. Ok. facciamo buon viso a cattivo gioco, ho altro a cui pensare.
    «Rilassati...sono sicuro che ci sarà una spiegazione logica» dico anche se non me ne viene in mente neanche una...
    mi avvicino alla porta e mi fermo davanti ad essa e abbasso leggermente la testa.


    e cerco di guardare attraverso la piccola finestra che c'è sulla porta.


    Gli occhi mi schizzano da sinistra a destra, soffermandosi anche sugli specchi nella speranza di vedere qualcosa che possa spiegare tutti qui versi animaleschi.


    *post concordato con Alba

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  4. #84
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Seconda Parte
    Intermezzo




    Andrew. Finalmente il tuo amico potrebbe darsi alla pazza gioia! Gli mancava solo l'incentivo! La Musa giusta!
    Neanche il ringhio che senti aldilà della porta riesce a farti stare coi piedi per terra. Immaginando già un bel cagnolone da adottare! Che storia commovente.
    La risposta alla tua domanda da un milione di Simoleon potrebbe essere in realtà molto semplice. Magari c'è un laboratorio veterinario da quelle parti? E forse il cane si è perso...
    Guardi attraverso il vetro. È la razza che speravi di trovare? Ma anche no.
    La corrente salta di nuovo, stavolta in maniere stabile. Le luci d'emergenze vi permettono comunque di vedere.
    Josephine. Sfrutti la tua guardia del corpo. Mi pare giusto, no?
    Il "cane" che si trova all'interno si sposta, cammina in quella piccola stanza, come in gabbia, non può fare altro. Riuscite a sentire il picchiettare delle sue unghie sul pavimento.
    Cammina, finché anche tu, Jo, dalla tua visuale, riesci finalmente a vederlo...







    Lynette. Questo medico è così enigmatico. Cosa vuole da te? Non ha insistito perché tu prendessi quella medicina.
    Durante la visita il suo tocco è stato delicato. Perché lo richiede l'arte della seduzione o per via della sua professione?
    Quando ti ha posizionato l'impacco di ghiaccio tra le gambe hai avuto un sussulto, ma per il freddo improvviso o per l'audacia di Lawrence?
    Potremmo anche dire che è stato premuroso nei tuoi confronti.
    Comunque, grazie alla sua vicinanza puoi notare, nel taschino interno del suo camice, il suo portafogli. Pare essere bello gonfio. Probabilmente ti basterebbe anche solo la metà di quello che c'è lì dentro per smettere di lavorare per un bel pò!
    D'un tratto, ecco che le luci vanno via di nuovo, stavolta per non tornare. Lasciano lo spazio alle lucette di emergenza.
    L'atmosfera giusta per molte situazioni.


    Darsy. Decidi di fare retrofront. La bambina tornerà a prendere la sua bambola. Non ti pare il caso di disturbare la signora in bagno, magari è proprio lei la mamma.
    La corrente salta di nuovo, ma questa volta almeno si accendono le luci di emergenza.
    Stai per uscire quando senti qualcuno camminare alle tue spalle. Ma più che camminare si sta trascinando.




    E trascina con se' un'arma: un tubo di ferro.
    Ha il volto sfigurato, gonfio e pieno di sangue.
    Ma non la vedi bene, le stai dando le spalle.



    Si muove abbastanza lentamente.
    Alla tua destra, proprio fuori dai bagni c'è l'ascensore. Sarà il caso di scappare.




    Isaac. Lasci Jo nelle buone mani di Andrew. Devi andare a controllare cosa succede. Lo sguardo della dottoressa era preoccupato. E le luci che si accendono e spengono in quel modo non sono normali. (Legale buono... Comportamento corretto!)
    Segui Helena fino a giungere a destinazione.
    «Manuel, che succede alla corrente? Fortuna che abbiamo il gruppo continuità nelle sale operatorie e per gli ascensori altrimenti...» La senti bisbigliare al dottore che hai capito chiamarsi Manuel. Ma non fa in tempo a finire la frase che nota la stessa cosa che noti tu.
    Del sangue grida dal pavimento. Con fare eroico e senza fare troppi complimenti spalanchi la porta. Non devi andare troppo oltre per capire da dove proviene quel sangue...
    Manuel, ascolti la frase spezzata di Helena, pur se bisbigliata ha potuto sentirla anche Megan. I vostri pensieri vengono interrotti da un temerario che riesce a prendere in mano la situazione.
    Appena il poliziotto apre la porta la scena non è forse quella che vi aspettavate. Una donna giace a terra. Morta. Proprio in quel momento la luce sparisce per l'ennesima volta, lasciando spazio alle piccole luci d'emergenza.
    Helena si fa strada superando l'agente Norwood e si inginocchia affianco al cadavere. «È la dottoressa Melissa Hunter!» Volge lo sguardo su Manuel. Ebbene sì, era presente anche lei alla riunione dei medici poco fa.



    Helena scosta il corpo per capire le cause della morte. A quanto pare il suicidio è escluso. Ha la schiena praticamente dilaniata, sembra che qualcuno l'abbia mangiata, strappando la carne a morsi. Una scena orripilante.
    Sembra sia stata attaccata alle spalle. Magari nell'intento di fuggire, vista la vicinanza del corpo alla porta...
    Ha comunque cercato di difendersi. Nella mano destra stringe ancora una pistola...



    Ma difendersi da chi?


    O meglio... da cosa?
    "Grr" Un suono attira l'attenzione di tutti.
    Una bestia. Un mostro dalle sembianze canine. Non ha la pelle e potete vedere benissimo la sua muscolatura.



    Il mostro pare che abbia puntato Helena.



    Come reagite?


    Mila. Cerchi di ricordare cosa ti è successo. La signora Hilda già ti ha dato qualche informazione in più su cui poter lavorare.
    Le luci si spengono. Poco male, ci sono le luci di emergenza per fortuna.
    In quel momento senti aprire la finestra e tutto accade molto velocemente. La sedia a rotelle cade quasi capovolgendosi e facendo rumore.
    Una persona poco umana aggredisce la signora Hilda. Forse il tuo sogno è stato un segno.
    Riconosci lo stile di aggresione. Proprio come l'uomo nell'albergo! Anche i suoi occhi erano diventati neri e la sua pelle era putrida.



    Riesci ad alzarti, mentre quell'essere si rimette in piedi e si asciuga la bocca, pronto a passare al secondo pasto del Menù.


    La porta della tua stanza si apre. Un altro zombie? No.
    Qualcuno ha sentito le tue grida di prima. È la dottoressa Reaver.

    Samantha la scena è spaventosa. Riconosci il paziente della stanza 102. La signora Atwood è a terra, probabilmente morta. Non c'è tempo per controllare.
    Ma una cosa che noti con evidenza è che è stata morsa. Dall'altro lato la signorina Kirenko.
    Potete affrontarlo?





    Byron, guardi allontanarsi i tuoi amici e collegi. Appena hanno nominato il Fight Club, hai già immaginato quale fosse la loro situazione.
    Torni dalla tua collega e dalla tua ricercatrice. Noti un po' di movimento. Che succede? Sangue. Senti un tonfo provenire dalla stanza 103.

    Greta. Byron viene verso di te ma Yuriko ti ferma per chiedere spiegazioni. Vedi Helena Bertinelli dalla parte opposta rispetto a dove vi trovate voi. C'è del sangue anche lì...


    Ed ecco che la luce va via di nuovo. Ma non siete completamente al buio grazie alle lampadine di emergenza.
    Sentite entrambe un tonfo provenire dalla stanza appena aperta dalla Dottoressa Reaver.
    Yuriko, non si capisce cosa stia accadendo ma l'unica cosa certa è che la stanza più tranquilla al momento è la 101.



    Olivia sei dentro la stanza 102. Pare proprio non esserci nessuno.
    Le impronte portano alla finestra. Nessuno ha pensato di controllare e affacciarsi?
    Forse qualcuno avrebbe potuto evitare quello che sta accadendo nella stanza 103.
    Hope. Carpe diem. Scattare delle foto non sarà un problema, anche se ora c'è poca luce. Ci accontenteremo di usare il flash, no?
    Sentite un tonfo provenire dalla stanza 103.



    Turnazione stabilita

    Gruppo Uno
    Bagno del primo piano
    Gruppo Due
    Sala Medici del piano terra
    Gruppo Tre
    Secondo piano
    Gruppo Quattro
    Stanza 103
    Gruppo Cinque
    Stanza 102
    Gruppo Sei
    Corridoio
    Andrew
    Davis
    Isaac Norwood Lynette Crow Mila Kirenko Olivia Walsh Greta Coli
    Josephine Marshall Manuel Russel Darsy Libby Samantha Reaver Hope Stardream Byron Biscardi
    Megan Norwak Lawrence Talbot Yuriko Kiyomizu
    Helena Bertinelli




    Lynette, hai una medicina nell'inventario.
    Topic delle Creature aggiornato.
    Ultima modifica di Eclisse84; 9th April 2014 alle 14:13

  5. #85
    sim onniscente L'avatar di Daff
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Olivia Walsh


    Riprendendosi dallo shock iniziale, Greta Coli mi spiega velocemente la situazione. La stanza era occupata da un paziente in uno stato molto “particolare”. Cosa mai vorrà dire? Veniamo presto interrotte dall'arrivo di un medico che prende in mano la situazione nel tentativo di riportare un po' d'ordine nell'ospedale. Per fortuna è rimasto qualcuno che sa fare il suo lavoro in questo posto.
    "agente, potrebbe tenere sotto controllo la situazione?" Mi chiede
    Ma certo, è il mio dovere!
    Non faccio nemmeno in tempo a rispondere alla dottoressa che la rossa, approfittando della confusione generale si intrufola nella stanza. Sim, quanto odio i civili impiccioni!
    "Per quando nesappiamo, qui potrebbe essere accaduto un spiacevole caso di omicidioo suicidio. Non sono un poliziotto, ma credo che sarebbe utile scattare delle fotografie. Alla polizia potrebbero servire dopotutto" sopratutto quelli con la fissa per CSI “Comunque io sono Hope."
    Signorina Hope" le dico “come ha giustamente affermato qui potrebbe essere accaduto uno spiacevole caso di omicidio. La invito nuovamente ad allontanarsi dalla potenziale scena del crimine . Ogni suo passo all'interno della stanza potrebbe compromettere le prove. O peggio... Non sappiamo quale malattia affliggesse il paziente... La prego di lasciarmi fare il mio lavo..."
    Le luci saltano di nuovo. Ma che cavolo! Questa volta però non si riaccendono. Sono le luci di emergenza a illuminare questo scenario da film dell'orrore. Ma dove si è cacciato Byron?
    I miei pensieri vengono interrotti da un forte tonfo proveniente dalla stanza accanto. Che succede ancora?
    Uno solo è il pensiero che mi passa per la mente. L'assassino ha usato quella stanza come nascondiglio e adesso, la sua presenza è stata scoperta...
    Estraggo la pistola e di corsa mi dirigo verso la stanza 103

  6. #86
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Lynette Crow
    Gruppo 3



    Sono ancora assorta nei miei pensieri, ancora incredula per come qualcosa di così banale come parlare possa essere di così grande aiuto in certe situazioni, che non mi accorgo di trovarmi seduta sulla scrivania, alla quale poco fa ero solo appoggiata.
    Il dottor Talbot -o forse dovrei cominciare a chiamarlo solo Lawrence- è in piedi davanti a me.



    "Il lettino potrebbe essere troppo freddo per te." Sento che dice. Fatico a comprendere di cosa stia parlando, la mia mente è rimasta indietro di qualche minuto.
    Si avvicina ancora di più, scostandomi una ciocca di capelli. Per un attimo penso che abbia intenzione di baciarmi, ma poi si mette a guardare il livido che ho sul collo. Ammetto che una parte di me rimane un po' delusa. Ma forse non spetta a lui una mossa così esplicita.



    Passa alle mie gambe, spostandomi le calze per vedere com'è la situazione lì. Ho paura che possano tornare furiosi i ricordi di questa notte, e di tutte le notti simili a questa, e invece il suo tocco è così delicato che riesco a rimanere nel presente.. seppur con qualche difficoltà nel rimanere concentrata.
    Mi controlla tutto il corpo, mentre cerco nel suo sguardo una qualsiasi informazione sulle mie condizioni.
    "Hai fatto bene a chiedere una visita. I lividi si stavano per gonfiare."
    Non sembra preoccupato, come se ci fosse qualcosa di grave. Meno male. E' più... arrabbiato sembrerebbe.



    Si allontana rapidamente, e altrettanto velocemente ritorna.
    Un improvviso brivido mi attraversa il corpo facendomi sobbalzare, del tutto impreparata. Ero così assorta nei miei pensieri da non accorgermi che mi stava mettendo del ghiaccio sulle cosce, per i lividi. Ma forse non è stato quello a causare la mia reazione.
    C'è qualcosa in lui che mi attira terribilmente..
    "Il ghiaccio serve a calmare il gonfiore e il dolore. Applicalo almeno ogni ora per i prossimi due giorni, d'accordo?"



    Mi guarda negli occhi e io ingoio a vuoto, ringranziando il ghiaccio che ho tra le gambe per tenermi ancorata alla realtà.
    Faccio un leggero cenno del capo, per comunicargli che ho capito quanto mi ha detto.
    Cos'è che mi ha detto?
    Distolgo lo sguardo dai suoi occhi, finendo sul suo camice. Noto un rigonfiamento, così aguzzo la vista, e scorgo il porfafogli bello pieno all'interno di una delle tasche interne.



    Avevo ragione sul suo stipendio, a quanto pare.
    Mi balena un'idea in testa.
    Il mio sguardo torna immediatamente ai suoi occhi, come per tentare di nascondere quello che ho appena pensato.
    "Mi raccomando, avvolgi il ghiaccio in un asciugamano prima. Mai metterlo a contatto direttamente con la pelle."
    Continua a guardarmi negli occhi, e io non posso che sorridergli.



    Forse quello che mi attira, oltre ai suoi modi, è la possibilità di scegliere: per una volta, forse, posso permettermi di decidere io cosa fare, come farlo e con chi. Sì. E al diavolo anche la povera fanciulla indifesa.
    Appoggio il ghiaccio sulla scrivania e scendo, continuando a fissarlo negli occhi. Mi avvicino, con l'intento di spingerlo sulla sedia dietro di lui e montargli sopra, quando improvvisamente la luce se ne va di nuovo; questa volta sembra che non accenni a tornare.



    Le luci di emergenza sono tutto ciò che rimane: abbastanza per vedere dove metti i piedi, ma non dove metti le mani. E le mie hanno come preciso obiettivo il portafogli di quel taschino. Non tutto quanto, se ne accorgerebbe subito, ma potrei sempre prendere qualche banconota...
    Tento di continuare con il mio piano.



    myMind | myHands | myLegacy | myCrazyLegacy

  7. #87
    sim dio
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    in una nuvola di fumo
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Darsy Libby
    terzo gruppo
    Sto per allontanarmi quando sento uno strano rumore. Che la signora non stia bene?
    Mi giro di scatto
    <<Signora ha bis... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA>>
    Oddio ma che diavolo e? da dove ca*** è uscita? Ste cose non esistono solo nei film? Ma perchè ca*** sono impalata qui?
    Inizio a correre, corro più veloce che posso illuminata dalle luci di emergenza. La luce è andata di nuovo via
    Arrivo di fronte allo studio del medico.
    Inizio a bussare alla porta con entrambe le mani per avvertirli della mia presenza non vorrei interrompere qualcosa ma tengo di più alla mia vita.
    Spalanco la porta
    << Zom....zombie bagno ai..aiuto>> dico balbettando e con tono ansioso
    spero non mi prendano per pazza
    Ultima modifica di stella56757; 23rd October 2013 alle 19:43


    Said where you goin’ ?what you gonna do? I been lookin’ everywhere I been lookin’ for you

    Eowyn

  8. #88
    sim dio
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]


    Isaac Norwood
    Gruppo due - Sala medici del piano terra

    Aperta la porta, sulla pavimento della stanza giace esanime il corpo di una donna su di una pozza di sangue. Helena mi supera e nel frattempo la luce va via di nuovo, ma questa volta definitivamente, lasciando spazio alle luci di emergenza. «È la dottoressa Melissa Hunter!» urla preoccupata volgendosi al dottore di prima, Manuel.
    In mano la donna tiene una pistola...ma la dottoressa, scostando il corpo -dopo aver accertato che fosse ancora in vita o meno- nota delle ferite sulla schiena: è completamente dilaniata, come se le avessero strappato la carne a morsi, quindi è da escludere un suicidio. Sembra che abbia cercato di difendersi...ma da chi?
    Ad attirare l'attenzione di tutti è un ringhio; volto il capo in direzione di questo e una bestia fa capolino dalla porta in fondo alla stanza.
    Sbigottito, guardo avanzare quella bestiaccia, cercando di non muovere nemmeno un muscolo del mio corpo. Ma cosa diamine sta succedendo? cos'è quel...coso? e cosa ci fa qui dentro?! non riesco ad elaborare un ragionamento plausibile, so solo che sta puntando Helena, questo è poco ma sicuro.
    <<Non.muovetevi.>> bisbiglio ai presenti, guardando prima Helena, e poi voltandomi verso gli altri due ancora fuori dalla porta, facendogli cenno con la mano come per invitarli a rimanere fuori.
    La bestia continua ad avanzare alla cieca, annusando rumorosamente e continuando a ringhiare.
    <<Al mio tre>> dico sotto voce, soprattutto rivolgendomi alla dottoressa. <<Se riesci cerca di recuperare la pistola>> le suggerisco, visto che, all'ultima spiaggia, un'arma in più potrebbe tornarci utile con questa bestia.
    Cerco di mantenere il controllo, e di pensare a un modo efficace per reagire. Il mio pensiero va subito a Andrew e Josephine: in un modo o nell'altro devo raggiungerli. pensa Isaac, pensa...
    Decido di non affidarmi alla mia Beretta, ma di tirare fuori dalla tasca la bottiglietta di vetro. Magari lanciandogliela contro riesco a stordirlo, o magari a distrarlo...così da uscire sani da questa stanza. Non converrebbe sparare, il rumore potrebbe far infuriare ancor di più l'"animale" e il forte sparo potrebbe propagare soltanto caos per tutto il Brookheaven.
    <<1..2..3>>: Lancio la bottiglia mirando alla testa della creatura, afferro il braccio della dottoressa e furtivamente cerco di uscire dalla stanza, per poi chiudere la porta.
    Se tutto andrà bene, correremo verso la Hall, e sicuramente dovremmo far evacuare l'ospedale. Dovrei anche avvisare il mio collega, assolutamente.
    Qualsiasi cosa sia...so solo che qui dentro non si è al sicuro.




    Ultima modifica di mettiu; 23rd October 2013 alle 19:53

  9. #89
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    Re: [Quest Hospital Brookheaven]

    Andrew Davis
    -Gruppo uno-


    «Ma che cazz* è quello?»
    dico senza rivolgere la domanda a qualcuno in particolare, attraverso la finestrina della porta vedevo una specie di cane, o comunque un essere di quelle sembianze, con l'unica differenza era completamente rosso...rosso sangue per la precisione, quasi come se questa scorresse all'esterno del suo corpo perché non aveva la pelle, come se qualcuno gliel'avesse strappata scoprendo completamente i suoi muscoli soprasviluppati. Non vedevo né i suoi occhi né le sue orecchie il che mi sembro bizzarro, ma del resto quella creatura di per sé era bizzarra, sembrava uscita da un film di fantascienza o roba simile.
    Mentre quel “coso” camminava di qua e di là cercavo di fare mente locale per capire come agire, se non è ancora uscito vuol dire che in un certo senso era in gabbia, il che era un bene. Pero devo considerare che da qualche parte sarà dovuto entrare e prima e l'unico ingresso è la porta ergo prima o poi capirà dov'è l'uscita e tenterà di sfondarla scatenando una carneficina in ospedale, uccidendo noi due per primi, e questo poteva accadere tra un paio d'ore o adesso mentre io mi faccio questi ragionamenti contorti, per non parlare che dovevo fare da baby-sitter a Josephine...
    Decisi che quel mostro era troppo pericoloso (aveva la faccia da "pochi amici" ecco...) per lasciarlo lì, e per quanto uno scienziato o un'animalista avesse brontolato decisi che la cosa migliore era ucciderlo.
    A quel punto saltarono le luci definitivamente ma per nostra fortuna c'erano quelle di emergenza che ci permettevano di vedere ancora.
    Il piano d'azione c'è l'avevo ma era una follia...l'unica cosa che mi dava un certo vantaggio era che, per adesso, fosse intrappolato lì ma per quello che volevo fare mi aiutava davvero poco, da solo non c'è l'avrei mai fatta e l'unica alternativa che avevo era quella di chiedere aiuto a Josephine.
    «Senti, ho bisogno che mi aiuti» prima che iniziasse a mandarmi in quel paese continui cercando di assumere un tono quasi amichevole, come se mi importasse quale fine potesse fare uscita da qui «ascolta probabilmente non ti sono molto simpatico ma non posso lasciare quel coso in giro per un ospedale né tanto meno rischiare che esca dalla sua prigione» bravo Andrew! usa delle parole riconducibili al carcere a una che stai arrestando, davvero complimenti!...«vedila cosi: preferisci arrivare in centrale come la ladra che ha scatenato una rissa al Fight Club o come quella che ha coraggiosamente aiutato un poliziotto? Ti risparmi almeno la fatica di fare i salti mortali per scappare da noi...» “cosa che non saresti riuscita a fare in ogni caso” avrei voluto aggiungere ma non era il momento «metterò una buona parola e farò di tutto per aiutarti, se farai altrettanto con me adesso...tanto sarei io quello più “a rischio” in un certo senso» e a quel punto gli spiegai cosa avevo in mente.
    «Allora ci stai?» gli chiesi dopo la spiegazione.


    *post concordato con Alba

    - - - - - - - - - - - - - - - -


  10. #90
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Hospital Brookheaven

    Josephine Marshall
    -bagno primo piano-

    <<Rilassati...sono sicuro che ci sarà una spiegazione logica>> mi dice Andrew per tranquillizzarmi, poi si avvicina alla porta e si china per vedere dal vetro.
    <<Ma che cazz* è quello?>> si chiede allarmato.



    Sento strani rumori: unghie che picchiettano freneticamente sul pavimento.
    Qualunque cosa sia si sta agitando parecchio… so come si sente un animale chiuso in gabbia…” penso. All'improvviso dal vetro riesco a scorgere una figura rossa. “Ma sta sanguinando?”.



    Mi avvicino per vedere meglio. <<U-un cane scuoiato? Se-senza occhi né orecchie? Ditemi che sto sognando… Che sono gli incubi post cinema horror…>> Indico la creatura oltre la porta. Mi do un pizzicotto, ma purtroppo sono già sveglia… Tutto ciò è reale.
    devo scappare…subito…il più lontano da qui…” Poi tutto diventa buio. La luce è saltata definitivamente e al suo posto si sono accese quelle di emergenza. Mi guardo attorno: alla mia sinistra c’è l’ascensore, ma visti i problemi di corrente rischierei di rimanerci bloccata dentro. “Meglio le scale! Poi potrei correre fuori, ma dove? No, non sarebbe sicuro… chissà in quali altre bestiacce mi potrei imbattere… e poi è quasi notte… Buio… Già… Prima dovrei capire se la luce manca ovunque o solo qui… Potrei cercare il quadro generale…” Da buona ladra mi intendo di interruttori e cavi elettrici.
    <<Senti, ho bisogno che mi aiuti>> la voce di Andrew interrompe i miei pensieri <<ascolta probabilmente non ti sono molto simpatico>> “da cosa lo deduci?”<<ma non posso lasciare quel coso in giro per un ospedale né tanto meno rischiare che esca dalla sua prigione>> “E chi lo vuole libero?” <<vedila cosi: preferisci arrivare in centrale come la ladra che ha scatenato una rissa al Fight Club o come quella che ha coraggiosamente aiutato un poliziotto? Ti risparmi almeno la fatica di fare i salti mortali per scappare da noi...>> “Io? Aiutare un poliziotto? Solo per finire in carcere da “eroina”? Bello… vedi di alzare la posta in gioco!” <<metterò una buona parola e farò di tutto per aiutarti, se farai altrettanto con me adesso...tanto sarei io quello più “a rischio” in un certo senso>> “Ovvio che sarai tu quello a rischio… Le mie belle chiappe non le do in pasto al cane!
    Mi espone il piano e ascolto attentamente. In effetti l’idea non è male e in caso di pericolo potrei sempre chiuderlo in bagno col cagnolone! Scappare ora sapendo che il mostro potrebbe aprirsi la porta e raggiungerci in un attimo sarebbe ancora meno sicuro.
    <<Allora ci stai?>> mi chiede.
    <<Va bene… Ma vedi di stare attento. Non voglio diventare il suo dessert!>>

 

 
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