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Risultati da 121 a 130 di 425
  1. #121
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    <<<<<inizia al post precedente


    seconda parte


    E’ un incubo… deve essere per forza questo, è la stessa sensazione di oppressione che provo ogni volta che… ogni volta che lo sogno...


    ...sempre lo stesso incubo...


    sempre la stessa sensazione...

    sempre lo stesso peso sul petto quando mi sveglio!

    “La testa! Mi gira tutto…” Istintivamente compio un passo indietro, devo farcela… la porta è spalancata!


    Devo muovermi velocemente, sento che potrei vomitare da un momento all’altro e restare ferma li, con quel coso appeso al soffitto non è il massimo per la mia sicurezza, non è la mia ora… non lo è! Cerco di farmi forza e di trascinarmi all’interno della porta, un passo dopo l’altro, non devo essere troppo scattosa, non ce la farei e soprattutto non vorrei indispettire ulteriormente la cosa, succede così in natura per i predatori, quando vedono che le loro vittime fanno un gesto veloce, li attaccano senza pensarci su due volte… anche se di “naturale” quell’essere sembra aver bene poco, ripeto che è avvolto dalla semi oscurità, ma un coso appeso al muro, con quelle che sembrano essere a tutti gli effetti gambe penzolanti e che urla in quel modo, non può essere assolutamente nulla di conosciuto, almeno da me… se non in un film horror! Varco la soglia della porta

    ...gli tengo ancora gli occhi semi-aperti addosso, a causa del mal di testa, in caso si dovesse muovere, dovrei avere la forza di reagire in qualche modo. Senza dargli mai le spalle, aspetto che il tizio reagisca chiudendo la porta a chiave dall'interno, spero non faccia stronXate, o gli spacco la faccia una volta buona, appena usciamo da questa situazione ed è meglio che porti quel suo bel fondoschiena al riparo, perché già mi ero immaginata sotto una cascata di contanti, sempre se non ha mentito. Sono dentro "Chiudi... chiudi!"
    Ultima modifica di Eclisse84; 5th November 2013 alle 21:02

  2. #122
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: Household

    Julie Jewel salta il turno. Proseguiamo con la turnazione: Nicole Moore.

  3. #123
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Household

    Andrea Gillian
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    Ore: 18:44

    «Ma che ca… se n’è andata!»




    si! Andata, se l’è data a gambe proprio nel momento in cui avevo bisogno. Ovviamente non le importa nulla del denaro di questo qui, a me si invece, da una parte mi interessa abbastanza perché devo assolutamente togliermi questo debito. Non voglio passare un altro anno in questa maledettissima vita. Quando mi ha chiesto di venire a casa sua ho colto immediatamente l’iniziativa e ho accettato, anche perché sapevo che oltre a qualche schifosissima palpata non ci sarebbe stato altro.
    Poi una marea di domande si riversano nella mia mente come uno tsunami…



    e se questa “bravissima” ragazza si fosse fatta pagare in anticipo per poi fregarmi all’ultimo e farmi pagare di meno? E se fosse stata lei ad avvelenarlo? Dopotutto stava benissimo appena è sceso… se così fosse adesso c’è una probabile assassina a piede libero e molto probabilmente sta chiamando la polizia per incastrarmi! Non posso permetterglielo, ho subito troppe ingiustizie, non posso e non voglio averne un’altra solo per peggiorare la mia situazione attuale…


    13 Gennaio 2011
    Ore 14:27
    Palazzo di giustizia di Bridgeport

    «Colpevole!»




    Fu la sentenza finale pronunciata dal giudice Holloway.
    Rimasi sbigottita non appena finì di pronunciare il verdetto finale.



    Colpevole di omicidio premeditato della mia stessa famiglia, omicidio del quale stavo per essere coinvolta io stessa solo per inquinare le prove e sbattere in galera un povero innocente. Si un povero innocente come quel decerebrato di Sullivan che, intanto, si godé la scena dal suo podio dei testimoni.



    ...continua...
    Ultima modifica di SimsKingdom; 6th November 2013 alle 17:41

  4. #124
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Household

    ... continua da sopra...

    «Ma… vostro onore…» tentai di difendermi, ma invano, «obiezione respinta signorina Gillian! Portatela via!» furono le ultime parole del giudice Holloway



    prima che due poliziotti mi portassero via da quell’aula giudiziaria e mi scortassero verso il penitenziario di Bridgeport…


    26 Maggio 2014
    Ore 18:44
    Palazzina Household

    Scuoto lievemente la testa per ricacciare indietro questi ricordi e le vecchie lacrime a loro collegati. «Quella str***a me la pagherà!» dico a denti stretti mentre attraverso il salone a passo svelto dirigendomi verso l’ingresso, devo fermarla, non posso permetterle di rovinarmi ulteriormente la vita.
    Un suono proveniente dal bagno, un lamento, che l’uomo si sia risvegliato?



    “E ora che faccio? Non voglio entrare in quel bagno, rischierei di vomitare anche io… o magari di perdere i sensi per la nausea! E poi… devo fermare Denise prima che vada a chiamare la polizia!” il mio cervello elabora in fretta una soluzione utile. “Non posso lasciarlo in queste condizioni, ma di certo non potrei essere molto d’aiuto in questa situazione!”
    Mi precipito nella camera da letto e mi avvicino alla porta del bagno



    «Ei lì dentro, va tutto bene?» “Idiota, è chiaro che sta male!” penso, «vorrei aiutarti, anche se non sei una persona che aiuterei volentieri, ma davvero non riesco a sopportare la vista e l’odore di quella robaccia per terra…» anche perché entrando lì dentro potrei peggiorare di più la situazione, magari dando un aiuto sbagliato, dato che qui è chiaramente visibile che non si tratta di cozze avariate. «Sarebbe molto più utile che io andassi a chiamare un qualche medico, dopotutto in un palazzo vicino ad un ospedale è molto probabile che ce ne sia qualcuno… tu… intanto siediti e aspettami, torno subito!» finisco allontanandomi dalla porta del bagno e dirigendomi a passo svelto verso la porta di casa “se trovo qualcuno che mi aiuti a salvarlo forse potrei avere prove a sufficienza per scagionarmi! Denise te la farò vedere io… dannazione, perché non ho preso medicina invece di fare la prostituta? Ah già… mi ci hanno costretta…”


    Ultima modifica di SimsKingdom; 6th November 2013 alle 17:55

  5. #125
    sim veterano L'avatar di theredcrest
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    Re: Household

    Garret Burglair
    2° piano


    A certi uomini piace far piangere i bambini, ed è così che si sentono grandi, potenti. Certi altri li picchiano. Che abbiano undici, tredici, sedici anni? Nessuna differenza.
    Poi quando saltano fuori certi mostri dell'armadio, ti chiedi di chi siano. A chi appartengano, se alla tua infanzia o adolescenza, o alla loro.
    Perchè niente di così orribile potrebbe saltare fuori da qualcosa di diverso dell'armadio degli orrori di un bambino, o da sotto il suo letto male illuminato dopo la canzone della buonanotte. Quella stessa, dolce melodia che qualcuno ha mandato in stereo pochi attimi fa nell'edificio, e che per qualche motivo si è spenta... lasciando solo il silenzio. Non sono un romantico, non lo sono mai stato, ma posso dire d'essere un'estimatore d'arte. Pittura, scultura, canto sono tutte espressioni simili tra loro, con l'unica differenza di poter spostare un quadro od una statua ma di non poter strappare le corde vocali ad un cantante. Probabilmente, se si potesse, il mio giro d'affari sarebbe più largo. E parlerei volentieri di affari in questo momento, se non avessi l'Essere Non Pervenuto per eccellenza a penzoloni a qualche metro dalla testa.
    Fortuna vuole che basti un secondo di concentrazione per aprire una porta, se si è già dotati delle chiavi: ho preso un respiro profondo e l'ho trattenuto nei polmoni, spingendo contro l'uscio e riuscendo a far scivolare la chiave nella serratura con l'unico metodo che io conosca per non far tremare le mie mani improvvisamente nervose. Lo stesso che usano i cecchini per evitare il debole tremore dovuto al respiro nel prendere la mira sull'obbiettivo, ma senza il fragore dello sparo e l'odore della polvere da sparo che si sparge nell'aria fino ad entrarti nelle narici.
    Solo un clack metallico.
    Solo un'altra spinta per liberare la via della fuga.
    L'interno dell'appartamento di Tsukihime mi si apre davanti, l'odore di chiuso che sa dell'odore della vittoria o perlomeno, della salvezza: un ambiente sicuro, caldo e protetto che con i giusti accorgimenti potrebbe diventare l'uscita di emergenza definitiva dal guaio che penzola sulle nostre teste - o il rifugio fino a quando questo non se ne sarà andato da solo. Al momento, non saprei decidere tra le due soluzioni, ma riesco ad immaginarmi quanto grave e limitante potrebbe essere stazionare ad un altro piano invece del secondo: calarsi dalle finestre richiederebbe attrezzature specifiche che sarebbe una fortuna possedere, a meno da queste parti non si trovi uno sportivo particolarmente appassionato di arrampicata. Pensieri futili, dal momento adesso il mio unico scopo è concentrarmi sull'uscire dalla maledetta Household vivo e con l'agenda. Non accompagnato, a meno non sia proprio inevitabile per salvare la pelle - ma di quale aiuto potrei aver bisogno, una volta uscito da questo inferno? Non siamo ancora davanti a un'apocalisse zombie. E anche fosse quello il caso, dovrei riuscire a procurarmi abbastanza tapis roulant per tenere circondata e al sicuro la mia casa, e un'armatura medievale ed un gambeson che mi consentano di andare tranquillamente a fare la spesa in centro. O una tuta di neoprene, scivolosa e anti-morso al punto giusto. O qualche altra idea arraffata a caso da The Walking Sim, dove non ho mai capito perchè i personaggi, dopo aver scoperto che coprirsi di interiora di zombie dalla testa ai piedi permetteva loro di girare tranquillamente per strada illesi, non avessero continuato ad usare l'espediente per condurre una vita tranquilla e far fuori ogni morto vivente poco a poco.
    A volte mi chiedo perchè non ci pensino mai. Colpa dei cattivi sceneggiatori, sicuramente. Sono peggio dei criminali: fanno di tutto per allungare il brodo.
    Spingo la porta, lasciando il braccio della ragazza che mi sta dietro con uno strattone: la mia NNP di fiducia si è divincolata e quindi ha automaticamente esaurito il suo compito da scudo umano. Non ho altro tempo da perdere, tantomeno quello di restare ad attendere si accorga di cosa c'è effettivamente sul soffitto invece di darsi alle facili escandescenze.





    Se fosse rimasta dov'era senza sottrarsi alla mia presa, probabilmente avrei potuto tirarla dentro con me e chiudere la porta. Nessun atto di carità o gentilezza, l'avrei fatto per semplice guadagno: un favore per un altro, possibilmente con gli interessi. Non essendoci questi presupposti, la sua unica fortuna rimane avere la forza bruta di cui è dotata - da decidere se sia utile oppure no ai miei scopi nella frazione di secondo che ci metterò a girare attorno alla porta per chiuderla, o in faccia al mostro, o in faccia a lei. Una scelta obbligata, una delle tante che mi farò scivolare di dosso come acqua sulla pietra. In fondo il senso della vita è solo questo, no? Vivere o morire, compiere la scelta giusta o quella sbagliata. Solo che tutto dipende da cosa intende uno, per giusto o sbagliato.



    E per me è giusto. Ho tutto il diritto di decidere della mia vita, della mia esistenza. E se questo comporta il disporre di quella degli altri come meglio credo, la soluzione è semplice: meglio loro che me. Quante persone, in altrettante guerre e difficoltà, avranno compiuto il mio stesso ragionamento? La maggior parte di loro sono vive oggi. Mentre le altre che si sono lasciate andare ai buonismi, all'altruismo e alla pietà sono morte prematuramente. Sono dati certi, inconfutabili. Quando tendi una mano verso una persona che annega, non puoi prevedere se sarai trascinato dalla corrente a tua volta oppure no. Puoi solo fare calcoli.
    Quando raccogli un bambino dal cassonetto, non puoi sapere che morirai per lui.
    Puoi solo sperare.



    E' qualcosa di stridulo e lancinante a bloccare i miei pensieri. Un urlo devastante che mi trapassa il cervello come se fosse un pugnale affondato più volte nella scatola cranica, acuto, doloroso e improvviso. La sua forza è tanta che sono costretto a coprirmi le orecchie per cercare di tenerlo fuori dalla mia testa e dal mio corpo. E' come se vibrasse mentre respiro, usando la mia cassa toracica per diffondersi ancora e ancora in una cassa di risonanza infinita, fino al momento in cui il suo volume si riduce e scema, prima di interrompersi.
    Ed è allora che lo avverto, pesante come un'incudine: un brivido che mi scende lungo la schiena, congelandomi una vertebra alla volta nella consapevolezza che c'è qualcosa di sbagliato in quel silenzio troppo pesante, spesso come una cortina di fumo di sigaretta. Sento il respiro farsi pesante mentre il gelo comincia a diffondersi altrove, e sempre più insistentemente; e nonostante cerchi di sviare la sensazione per continuare a fare quello che devo, non riesco a muovere un muscolo, solo a pensare. A tremare.
    "E' già successo..."




    The Sentinel's Lair

  6. #126
    sim veterano L'avatar di theredcrest
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Quella pressa che preme nel mio petto e che ha come nome Ansia è una compagnia che ho già provato, assieme ad un paio di costole rotte che rendevano respirare un'operazione più complessa. Il gelo che mi formicola e spinge nei muscoli per arrivare fino al cervello non è, dopotutto, dissimile dall'aria fredda e inospitale di un'ospedale spagnolo. La sensazione di vertigine, l'impressione che tutto debba crollare da un momento all'altro sopra la tua testa, o che sia tu a crollare su tutto quanto il resto come in un veloce girotondo per bambini, sono così complementari all'ovattata immobilità dei postumi di un trauma cranico.
    Così come la vergogna ha come suo complementare la nausea, l'indolenzimento ed una gola arsa che vorrebbe rigettare dal profondo ciò che gli è stato mandato giù a forza.



    Non è vero.
    Si. No. Che differenza fa? E' come lo ricordo. Tremendo. Come questa sensazione che mi manchino l'aria e la saliva in bocca assieme. Come il fatto questa scena si sia appena ripresentata ai miei occhi dopo tanto di quel tempo da farmi credere d'averla dimenticata del tutto. Ricacciata indietro nel dimenticatoio per sempre.
    Ti è piaciuto.
    Se solo non fosse una flebile memoria riportata alla mia mente con un flash, e se solo non fossi così impegnato a cercare di sopravvivere, le mie dita fremerebbero dalla voglia di lavarmi e cavarmi la pelle con le unghie. Piuttosto di portare ancora quell'ombra addosso, quel senso di marcio e putrido e sporco, mi strapperei via la carne da solo. Il tempo e l'acqua lavano il sangue dalle ferite e portano via la sozzura, ma qualcosa rimane sempre nel profondo, un residuo. Un granello di polvere.
    E fa. Male.
    Anche se solo per un attimo.



    Torno a guardare l'appartamento undici, stavolta per davvero, come se fossi stato catapultato indietro nel tempo e poi di nuovo avanti all'attimo in cui l'avevo lasciato. Lo stordimento che mi assale è tanto forte da farmi venire un conato, che ricaccio a forza nello stomaco serrando la mascella. Io e la nausea conviviamo assieme da lungo tempo, per altre motivazioni a parte la debolezza dei miei anticorpi ad un unico tipo di influenza (quella col rigetto) tra le tante di sola febbre che potrebbero colpirmi una volta ogni tanto e lasciarmi a letto, esausto ma con lo stomaco a posto. In effetti, a pensarci bene, se c'è un unico intervento medico che sono in grado di svolgere è quello di fare (ma più spesso, farmi) una puntura di PlaSim da solo. Uno spasso totale, ma almeno grazie a quest'abitudine sono pronto ad almeno una delle tante evenienze, e la mia mente riesce comunque a rimanere lucida quello che serve ad organizzare quel poco di McGyverismo spinto per tirarmi fuori dai guai.



    E' solo un'idea. Contorta, con le sue mancanze e lacune, ma che può presupporre una facile percentuale di riuscita - più che abbastanza da spingermi a fare quello che sto per fare, data la situazione. Chi ha detto che quella dannata porta dev'essere chiusa subito, quando possiamo usare un vaso dalle peculiari abilità del riuscire a stare sulle scatole in ogni situazione e praticamente a tutti? Dev'essere maledetto. Se fossero più vicini, proverei coi quadri... potrebbero funzionare da ottimi boomerang, ma non senza la cornice. E la cornice, beh, temo sia troppo pesante per me. Mentre il vaso è un buon compromesso.



    Mi abbasso, senza il tempo di studiare quanto effettivamente pesi o il modo migliore in cui prenderlo. Cerco di visualizzarlo chiudendo un solo occhio, prima inizi a vederne quattro rischiando di farmi venire il mal di mare o peggio, considerata la prepotente nausea che sento premere alla bocca dello stomaco, e poi lo afferro mettendoci la forza della disperazione. Lo sforzo è considerevole, ma con un po' di fatica - ok, lo ammetto, molta fatica - riesco a sollevarlo quel tanto che basta da mettermelo sottobraccio da dov'era, più o meno al centro del corridoio, e a trasportarlo alla porta ancora aperta.
    "Chiudi... chiudi!"
    Nel frattempo almeno, la ragazza si è data da fare: ora che ha finito di bulleggiare e fare il pesce lesso davanti alla cosa, è dentro l'appartamento con me. Non che la sua presenza mi rassicuri, tutt'altro, ma almeno ora so che se ci saranno quadri da tirare, sarà lei l'eletta a farlo. O potrebbe essere il primo pasto della creatura, a sua scelta, ma scommetto preferirebbe i quadri.



    Di nuovo, le vertigini rendono un'impresa restare eretto. Allargo i piedi, cercando per esperienza una stabilità precaria che spero durerà quanto basta, e prendo velocemente la mira usando ancora una volta un occhio solo - l'unico metodo per non sbagliare, e per non vedere il mondo oscillare rischiando di farmi fare una grama figura - e fine - qua sulla soglia dell'appartamento. Vorrei una cosa pulita, veloce e sicura, ma so che non potrebbero esserci presupposti peggiori.
    "Hai voluto la bicicletta?" penso, sarcastico perfino con me stesso. "Ora pedala!"
    Lo guardo, solo per un momento. Lui, lei... non so se abbia un sesso, o se l'abbia avuto, ed un nome adilà dell'essere abominevole perfino nella penombra che il crepuscolo getta da fuori dalle finestre del corridoio. Un mostro venuto da dentro l'armadio, da sotto il letto, ormai annoiatosi di spaventare i bambini e passato agli adulti. Brutto, bruttissimo. Più brutto della signora dal nome fittizio di "La Pina" che mi rincorreva per tenermi a bada quand'ero piccolo. Eppure non mi fa effetto, a parte l'ovvia repulsione, il mal di testa e tutto il resto - sarà per i cervelli, o per la Pina che era veramente brutta. In ogni caso, se restassi a temporeggiare ancora rischierei di svenire invece di finire quello che sono venuto a fare: lo visualizzo al meglio che posso. Poi, con un movimento delle braccia all'indietro, carico il peso del vaso e rilasciando la tensione accumulata cerco di tirarglielo, o comunque di farlo finire in sua direzione. Sinceramente, più che prenderlo, spero di distrarlo abbastanza da allontanarlo o da farlo fuggire.



    Solo dopo averlo fatto cerco di ritirarmi di nuovo nell'appartamento, per chiudere la porta nel minor tempo possibile e per far scattare serratura e chiave.
    «Aiutami a barricare» riesco ad aggiungere a voce roca, d'un fiato, quasi trattenendo un nuovo conato che mi costringe a tossire nel pugno chiuso di una mano.
    In verità vorrei lasciare lei e il mostriciattolo là fuori a bisticciare e allontanarmi, andarmene di gran carriera da questo bel posto che è la Household e che spero di non rivedere mai più. Cosa potrei fare fuori di qui, chiamare qualche conoscente di un'impresa e farlo eliminare dalle fondamenta? Estorcere del C4 al mercato nero e riempirne le cantine? Oppure chiamare Mila Sirus per farla sedere nuda sulla sua palla da distruzione? Sarò schietto: chissenefrega. Fateci quello che volete. Devo solo tornare lucido e consapevole e riuscire a muovermi come se mi trovassi sulla terraferma e non in una barca ondeggiante in mezzo ad una tempesta, e il resto non sarà più un problema.

    Nota: per l'azione del vaso sto aspettando l'approvazione di Dina, se non dovesse essere fattibile la cambierò subito!
    Nota2: come al solito scusate per la luce xD
    Nota3: scusate anche per le porte, ma mi viene difficile farle stare aperte così ho usato degli archi xD

    Ultima modifica di theredcrest; 6th November 2013 alle 20:47


    The Sentinel's Lair

  7. #127
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Nicole Moore salta il turno. 30SecondiAMarte ha avvisato di non poter postare in questi giorni, quindi ora tocca ad Axel Blonde.
    Sei stufo di giocare con i sim della EA? Vuoi provare una partita in Multiplayer? Gioca con noi al Quartiere comune!

  8. #128
    sim onniscente L'avatar di Vavi(:96
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    tra le nuvole^^
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Axel Blonde
    Per un momento tutto sembra congelarsi un silenzio inquietante e poi... BANG!
    La ragazza che si è intromessa per ultima cade a terra: la soldatessa l'ha colpita alla tempia...
    Mi sembra di giocare alla roulette russa...
    Quello che la fortuna concede, poi toglie...
    O tu o io...
    E ora solo sette persone mi separano dalla salvezza...
    Nessuno di loro è la mia vittima ideale ma non possono dire che io non sono un tipo generoso
    Più tempo passo con questi sbirri e più mi sento braccato, rischio di tradirmi...
    Non voglio finire dietro le sbarre, non voglio essere rinchiuso come un animale!
    Devo solo trovare un diversivo...
    I miei occhio cadono automaticamente sulla pistola che la nostra aguzzina stringe tra le mani...
    Non è il mio metodo preferito di uccidere, ma posso accontentarmi!
    Detesto le armi: qualunque idiota può usarle, per questo sono stato in India a studiare il metodo di strangolamento dei Thugs.
    E' la mia firma e il modo in cui sono morte tutte le mie vittime!
    Posso ancora sentire il loro collo sottile tra le mie mani mentre stingo, vedere i loro occhi terrorizzati spegnersi lentamente perdendo la luminosità che mi aveva colpito quando le ho abbordate e il loro sorriso diventare una smorfia impaurita e agonizzante mentre tentano di trattenere l'ultimo alito di vita...
    Sogghigno mentre il piano si delinea nella mia mente e dico: "Allora? Ci muoviamo o volete raggiungere le nostre vicine nell' aldilà?"


    Spero che vada tutto bene!
    Ultima modifica di Vavi(:96; 17th November 2013 alle 12:06

    So seid willkommen und
    ihr teilt mit mir die Gedanken Eines Vampirs!

  9. #129
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Inoltro richiesta Nuovo Scenario per Lynette Crow.
    In attesa di conferma dalla Co-Master.

  10. #130
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    5° piano Household
    Ore 18:46

    Andrea, apri la porta di casa e ti rendi conto che la fortuna gira dalla tua parte. Vedi un uomo, giusto fuori dall'arcata. Ma forse proprio fortuna non è. Senti, infatti, una voce di donna ordinare: «Alto là, si fermi e metta le mani sulla testa... se continua ad avanzare sarò costretta a fare fuoco»
    Ti sporgi un po' più in là. Ha la divisa da poliziotta (nda: Mariko Fullbuster). Come ti comporti?
    Mariko, l'uomo sembra non averti neppure sentito. Alza però lo sguardo su di te e nei suoi occhi puoi scorgere qualcosa di strano. Ti sta guardando, ma è come se non ti vedesse. Il suo sguardo è tutt'altro che umano. Impugni bene la pistola: non sta eseguendo i tuoi ordini e sei pronta a sparare. Una testa rossa sbucata alle spalle dell'uomo, però, ti distrae. E' una ragazza e vi sta guardando. Contemporaneamente, la porta alla tua sinistra ti apre e ne spunta fuori una ragazza in divisa militare (nda: Alexandra Kava). Alle sue spalle puoi vedere molte delle persone che erano sul tetto, prima. Che la riunione nel frattempo sia finita? L'uomo intanto continua la sua avanzata verso di te...
    Ora? Cosa fai?
    Corinne, Julie, Nicole, Axel e Bernadette siete alle spalle di Kava, la porta che da al quinto piano è aperta. Riuscite a vedere la poliziotta che era prima con voi che punta la pistola contro qualcuno, ma non sapete chi.

    Tetto di Household
    Ore 18:46


    Fiona, frugando nelle tasche della Marsella, riesce a trovare le chiavi, sulle quali riconosce le chiavi del portone, quelle del tetto e quelle dei sotterranei. La quarta chiave dev'essere quella del suo appartamento. Sul portachiavi è segnato l'appartamento numero 4. Trova anche una torcia, dei fazzoletti, un deodorante e 400$ (inventario comune Civile). Dopo aver scoperto quel che le interessava, l'abitazione della Marsella, la ragazza si avvia a seguire gli altri del gruppo.
    Anthony, hai preso la decisione giusta, ma il senso di colpa di attanaglia. Cerchi dei documenti sul corpo della ragazza. Trovi una carta d'identità: il suo nome era Jade Kimoto, aveva solo 26 anni. Sul suo corpo trovi anche due pesi, una bottiglia d'acqua, dello spray medico e 400$ (se decidi di prenderli, aggiungi il tutto all'inventario). Ti rialzi per seguire gli altri, noti che sul tetto ormai sei rimasto solo tu. Stai per raggiungere le scale, quando senti una voce femminile provenire da una delle terrazze private. «No! Aiuto! Qualcuno mi aiuti!» Chi può essere? Come ti comporti?

    Appartamento n° 23
    Ore 18:46

    Scott, la ragazza si alza e ti segue. Poi ti senti afferrare il braccio: è lei e sembra allarmata. «Signor Walker, lei non sta prendendo la situazione abbastanza seriamente. Sua moglie ha contratto un virus trasmissibile sessualmente. Ha completi vuoti di memoria, a volte sembra presente, altre sembra che non sappia che voi due vi siate lasciati. E' indispensabile sapere se lei abbia o meno "dormito"», fa le virgolette con le mani, «con sua moglie dopo la contrazione del virus» Ti guarda fissa, nei suoi occhi puoi leggere sincera preoccupazione.
    Ma qualcosa accade. Sentite Kate urlare di dolore, poi un gran baccano, come se fossero caduti alcuni oggetti nel bagno. L'urlo è forte, acuto, chiaro. Fa venire i brividi, non l'hai sentita soffrire così prima d'ora. Cosa succede?




    Turnazione

    Tetto di Household Appartamento n° 23 5° piano di Household
    Anthony Rocca Scott Walker Andrea Gillian
    Mariko Fullbuster

 

 
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