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  1. #221
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: Afterlife Household

    ANTHONY ROCCA
    Tetto di Household

    Resto col cellulare attaccato all'orecchio per un pò prima di rendermi conto che non riceverò mai una risposta: deve essere caduta la linea, ma come è possibile?
    "Pronto? Pronto?" - guardo lo schermo per vedere se c'è campo. Niente. Morto. Caput. Questo pezzo di plastica non serve più a nulla, accidenti!
    La frustrazione e quel terribile senso di inutilità, che mi angoscia ogni volta che le cose non vanno come mi sarei aspettato, mi assalgono. Per scaricarli picchio violentemente il pugno contro il muro. Non fa male, non fa male.
    Restituisco il telefono a Christine.
    "Scusami. E' ... è caduta la linea. Non sono in grado di chiamare i soccorsi. Dovremmo fare da soli, almeno fino a quando non ritroveremo le mie colleghe. E quei soldati."
    Mi tormento la barba mentre rifletto: è possibile che su un tetto, a questa altezza, possa non esserci campo? Non c'è nessun ostacolo qui, le linee telefoniche dovrebbero essere perfette. A meno che ... a meno che qualcosa, o meglio qualcuno, non le stia manomettendo e, se così fosse, la cosa non mi piacerebbe affatto. Può avere qualcosa a che fare con la presenza dei militari? Cosa sanno di così terribile da dover rendere necessario uccidere a sangue freddo due persone col solo scopo di raggiungere in fretta i sotterranei?
    Ricordo, qualche tempo fa, di aver partecipato all'operazione Anti-jammers, in cui siamo riusciti, una volta per tutte, a sgominare una banda di criminali specializzata nelle rapine in ville. I proprietari erano assenti e al loro ritorno, ignari di tutto, trovavano la casa distrutta e depredata e gli apparecchi di video sorveglianza, all'apparenza, perfettamente funzionanti. Queste ... persone utilizzavano dei disturbatori di frequenza per impedire all'antifurto di attivarsi o alle telecamere di registrare le sequenza del furto e i loro volti. Erano riusciti a fare un bel malloppo, ma non avevano considerato che ad ogni azione corrisponde una reazione e che loro avevano tirato un pò troppo la corda.
    Potrebbe trattarsi di questo? Una rapina in grande stile? Naaa, troppo complicato e troppi inquilini nel palazzo. E poi gli unici autorizzati ad usare certe tecnologie sono le forze dell'ordine e questo mi riporta alla presenza all'Household dei militari. Potrebbe essere stato uno di loro ad attivarlo, ma perchè? Cosa vogliono impedire? Una cosa è certa, non è stando qui che riuscirò a scoprirlo, ma prima di andar via e portare al sicuro Christine, ho ancora un paio di cose che voglio fare qui.
    Qualcuno ha organizzato un buffet per la riunione di condominio, prenderò la tovaglia, la strapperò e la userò per coprire i cadaveri: non voglio che gli uccelli o altri animali si impossessino dei corpi e ne facciano scempio e poi, subito dopo, usando una sedia, mi affaccerò ai bordi del tetto per dare un'occhiata qui intorno. Chissà che non riesca a trovare il motivo di tutto questo.
    O magari la via d'uscita a questa maledetta situazione.


  2. #222
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Afterlife Household

    Scott Walker
    4° piano di Household



    -"Buonoanotte"- mi sussurra Kate mentre mi bacia affettuosamente. La luce della bajour si spegne, lasciandoci nel buio. La sveglia sul mio comodino segna le 22.14. Ultimamente andiamo a dormire sempre prima, lavoriamo troppo.



    Stasera però mi sento stranamente felice. Non capisco. L'ultimo appartamento che ho visitato non era cero dei migliori, anzi, era uno dei peggiori. Eppure sono felice. Chiudo le palpebre, le sento pesanti. La mia mente inizia automaticamente a rivivere in breve la giornata, non posso farci niente, ormai è così da anni, tuttavia, questa sera c'è qualcosa di diverso, in testa ho solo una cosa, solo una persona: il mio ultimo cliente, Joel Bailey. E' un chiodo fisso.



    Non faccio altro che girarmi e rigirarmi nel letto, ma il suo volto è sempre lì. Mi metto seduto sul letto, facendo attenzione a non svegliare Kate. La guardo dormire avvolta nelle coperte. Sbuffo. Mi passo le mani tra i capelli. Che mi sta succedendo?



    ...

    «Che brillante idea! Non ci aveva pensato nessuno!» Sarcasmo? Sul serio? Ha mancato il bersaglio, che tra l'altro era un bambino, e si permette di fare del sarcasmo? A parte questo, è riuscito nell'intento: la porta è finalmente chiusa. Non mi sembra vero. Tiro un sospiro di sollievo, stiamo tutti bene. «Da dove è uscita quella cosa?» chiede il ragazzo. La sua domanda è come un secchio di acqua gelida in faccia. L'immagine di Kate in un lago di sangue nel nostro bagno mi toglie di nuovo il respiro. Mi ero detto che sarei tornato da lei, e così ho intenzione di fare, tuttavia c'è ancora quel piccolo problema da risolvere.



    Per un attimo, però, mi sento sprofondare, la mia mente inizia a essere terribilmente obiettiva e cinica: quella cosa è uscita dal ventre di Kate, e per farlo, immagino che non sia stata molto delicata. Se Kate fosse davvero riuscita a sopravvivere al parto, se così si può definire quella carneficina, la creatura l'avrebbe subito aggredita. Questo significa che Kate è ... No, no, no, non può essere. La devo vedere. -"Quello ..."- dico rivolto a Kincaid cercando le parole giuste -" Ecco, in realtà è difficile da spiegare ..."- continuo, volgendo questa volta lo sguardo verso Diane, in cerca di sostegno: lei sembra saperne più di me. Non faccio in tempo a continuare che veniamo raggiunti da un gruppetto di persone, quelli che poco fa ho sentito scendere dalle scale. Corrono verso di noi, sembrano in fuga da qualcuno.



    Riconosco solo due volti familiari: la Lemoine e Blonde, vivono anche loro qui nel palazzo. Con loro ci sono anche due volti nuovi: una ragazza dai lunghi capelli rossi e l'abito piuttosto succinto; è molto bella, e sono sicuro di non averla mia vista nel palazzo fino ad ora. Noto anche un'altra donna. La prima cosa che mi balza all'occhio è l'uniforme: è una poliziotta! Hanno già chiamato i rinforzi, penso rasserenato. Penso che siano venuti qui per aiutarci, ma dalle loro facce sembra che abbiano appena visto un fantasma: ho un brutto presentimento.



    Veniamo subito inondati di informazioni dai nuovi arrivati. Il biondo inizia a parlare di strane creature e menziona anche una soldatessa, hanno chiamato addirittura l'esercito? Poi propone di andarsene subito via da qui.



    Anche la poliziotta sembra allarmata, conferma quanto già detto dal ragazzo, aggiungendo alla storia altri terrificanti dettagli: zombie, creature appese al soffitto, bestie che si aggirano per il palazzo. Ma che succede? Non può essere vero! Propone anche lei di andarsene, definendo una meta: i sotterranei. I sotterranei? Perchè proprio lì? Perchè non andare via dalla palazzina se è diventato un covo di mostri? Non riesco a capire.



    Vedo la Lemoine avvicinarsi alla ragazzina: -"Sono un medico mi faccia vedere la ferita"-. Un medico! Allora non tutto è perduto! Forse può aiutarmi con Kate ... Ammesso di riuscire a raggiungerla. La vedo ispezionare la ferita sul braccio di Diane, ma non mi preoccupo più di tanto, ora è in buone mani.





    Anche la rossa, che noto solo ora essere scalza, dice la sua, aggiungendo ulteriori dettagli a una storia che ha già del surreale. Dice che le creature che hanno visto sono cieche, ma che sentono molto bene. Spero di non vedere mai uno di questi abomini. -"Io purtroppo non conosco bene la palazzina, chi di voi abita qui da tanto tempo?- continua lei. Io abito da qui da quando mi sono sposato, la conosco piuttosto bene la palazzina, ma non ho nessuna intenzione di fare da guida turistica, io devo tornare lì dentro. Sanno già cosa fare, da quanto ho capito, devono raggiungere i sotterranei, ma prima ho bisogno del loro aiuto.
    Ultima modifica di Rayky; 2nd February 2014 alle 00:26





  3. #223
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Sto per chiedere aiuto alla poliziotta e al medico, per accompagnarmi a riprendere Kate, ma sento dei rumori provenire dalle scale, sempre dal piano superiore. Sono loro! I mostri! Vedo invece sbucare una testolina bionda, una testolina umana. Grazie a Dio. E' la Bertinelli, vive anche lei nel palazzo. Con lei c'è la coinquilina di Kincaid.



    «Diane!» sento improvvisamente. Altre persone? Due ragazze ci raggiungono, questa volta vengono dal piano inferiore: una è un'adolescente e dall'aspetto capisco subito che deve essere in qualche modo imparentata con Diane, l'altra è più grande, è una giovane donna dai capelli corti e neri, e non mi pare di averla mai vista nel palazzo. <<Ho sentito uno sparo, che sta succedendo?>> chiede con fare deciso la nuova arrivata.



    Non ho il tempo di dire o pensare nulla che uno strano odore mi stuzzica le narici. E' buono, dolciastro, sembra quasi miele. Che qualcuno negli appartamenti vicini stia cucinando? Mi sembra giusto, uno sente urla, grida e spari e si mette a cucinare. Poi lo sento cambiare: sembra gas da cucina. Ma da dove viene. Sbadiglio. Ma come faccio a sbadigliare in una situazione del genere? Mi porto automaticamente la mano sulla testa, come per sorreggerla, la sento pesante, così come le palpebre: è come se fossi stato assalito da una stanchezza fisica improvvisa.



    Guardo Diane vicino a me, per assicurarmi che non si sia accorta del mio mancamento, ma con mia grande sorpresa mi rendo conto che anche lei e la dottoressa che l'ha appena visitata accusano evidenti segni di stanchezza e spossatezza.



    Guardo davanti a me, anche gli altri stanno in piedi a fatica.





    Solo ora realizzo: il gas! Dobbiamo andarcene da qui! Ma dove? Non sappiamo da dove venga questo gas, non sappiamo nemmeno se si può bloccare la fuoriuscita. Sarà così anche sugli altri piani? Probabilmente sì. E negli appartamenti? Potremmo correre al piano terreno e imbucare l'uscita, ma dubito che le forze mi assisteranno fino a quel punto. Una voce mi distoglie dai miei pensieri:<Gas soporifero, dobb...bbiamo rifugiarci in...uno dei vostri appartamenti...>>, è la nuova arrivata a parlare, la ragazza con i capelli neri e corti. -"Questo è il mio appartamento"- dico indicando la porta da cui siamo appena usciti -"ma adesso è inagibile, ne siamo usciti per miracolo"- preciso, così che a nessuno venga la malsana idea di provare ad entrarci. Dovremmo spostarci da qui. Estraggo la torcia dalla mia giacca e premo il tasto per accenderla. Vedo a malapena, un po' di luce ci sarà sicuramente di aiuto negli spostamenti, immagino.



    Mi volto verso Diane e la dottoressa: -"Dove sono i vostri appartamenti? Sono vicini?"- dico a fatica. Sto per addormentarmi! Poi mi rivolgo agli altri del gruppo: -"Qual è l'appartamento più vicino?"- focalizzo la mia attenzione soprattutto sul biondo, la Bertinelli e Kincaid. Fatto ciò prendo dalla tasca uno dei fazzolettini di carta che mi è rimasto e me lo avvicino al naso e alla bocca: non farà molto, ma potrebbe aiutare contro il gas. Sono pronto a muovermi.



    Nota: Purtroppo il gioco non mi visualizzava gli abiti di Axel, che ho quindi dovuto sostituire. Scusate il disagio.
    Ultima modifica di Rayky; 2nd February 2014 alle 00:27





  4. #224
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Andrea Gillian
    4° piano di Household
    Ore 19:10

    Russa! Mi pare di essere russa -si, come quel bel cretino di… lasciamo perdere!- e di non essere ascoltata da nessuno, perché? Solo perché sono una prostituta? Quindi dovrei essere una gallina cerebrolesa? Mi blocco prima che inizi a urlare parole molto poco simpatiche e non adatte ad una ragazza.




    In quel momento scendono due ragazze tra cui la soldatessa di prima,




    rivolgo uno sguardo da “te l’avevo detto” al tizio alto. Guardo la ragazza rossa ferita, abbasso lo sguardo e noto meglio la ferita: è a forma di mezzaluna e si distinguono abbastanza bene dei segli di denti, “quello è un morso… cacchio si, è un cavolo di morso! Chi mai morderebbe così forte e per di più con una bocca così piccola?” penso incredula, sollevo gli occhi e quella ricambia il mio sguardo ma non risponde alla mia domanda. Guardo a uno a uno i componenti del gruppo, nessuno fiata e tutti sono indaffarati con qualcosa, mi viene un certo imbarazzo a pensare di aver fatto una certa, magra figura. Ma tantè, “io ho avvisato, poi so cavoli vostri!”
    Mi allontano dal centro dell’atrio e mi appoggio ad una delle porte degli appartamenti ad un certo punto una voce mi fa voltare di scatto «Diane!» è una ragazza uguale a quella ferita




    ed è accompagnata da una donna dai capelli neri… ma… un momento…

    12 Settembre 2013
    Ore 23:45
    Quartiere “a luci rosse” di Bellavista

    Era una notte piuttosto fresca e umida e le prime gocce di pioggia iniziavano a cadere lente «Andrea, zuccherino… stanno arrivando altri due poteziali clienti, che ne dici tesoro? Ci buttiamo? Che nome sceglierari stasera? Mary? Heather? Oppure preferisci qualcosa di più europeo come Maria o Cynthia?»




    la vocina stridula di Michelà mi perforavano i timpani come l’azione di tre-quattro martelli pneumatici attivati contemporaneamente, mi stupì nel vederla con solo il suo classico abito rosso in latex, “sicuramente sta morendo di freddo ma è troppo orgogliosa… o stupida per ammetterlo…” e di certo non era il primo abito stravagante che le avevo visto addosso, molte volte era arrivata con uno sgargiante corsetto di pelle nera e rossa oppure un minidress (sempre in latex) di un colore rosa acceso “insomma, rappresenta proprio lo stereotipo di prostituta!”, mi avvicinai a lei e le sussurrai «Senti Miky, che ne dici se stasera ti lascio il posto libero? Sono un po’ stanca…» quella mi guardò con una espressione di rammarico, poi immediatamente mi sorrise «ottimo, ti do la tua metà quando ho “finito”!» «Tienili pure… non mi pare giusto rubarti il tuo compenso!»


    mi allontanai da lei prima ancora che i due ci raggiungessero, mi nascosi in un vicolo e mi appoggiai al muro di uno dei locali notturni, mi appoggiai con una mano al lampione spento di fronte a me, sentì un liquido caldo attraversarmi verticalmente il volto.



    Una lacrima, poi un’altra, finche il mio volto non era solo una maschera di pianto, eyeliner e mascara sciolti, quello schifo non riusciva a rimanere attaccato al mio volto così come io non volevo attaccarmi a quella vita. Ad un tratto una voce dietro di me mi fece quasi sobbalzare «Scegli: o mi dici per chi lavori e dopo ti taglio la gola, o non mi dici per chi lavori, ti torturo e poi ti taglio la gola»
    Ultima modifica di SimsKingdom; 3rd February 2014 alle 15:22

  5. #225
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    mi asciugai le lacrime cercando di pulirmi anche dal nero del trucco, mi affacciai alla piccola finestrella che dava all’interno della stanza



    e vidi una ragazza legata ad una sedia con il capo chino, un uomo le aveva appena tolto un panno dal volto e ora si stava allontanando dalla stanza lasciandola da sola “perfetto, non mi ha notata! Che gran figlio di… calma e sangue freddo Andrea, prima libera la ragazza e poi penserai a denunciarlo! Tanto l’hai visto in volto… puoi descriverlo!”




    entrai di soppiatto e cercai invano di slegare la ragazza, “sono troppo strette!” pensai tirando fuori il coltellino da uno stivale tagliai la fune centrale, quella dove era effettuato il nodo, e le altre si sciolsero da sole, uscì da dove ero entrata evitando di farmi vedere da qualcuno…


    26 maggio 2014
    Ore: 19:10
    4° piano di Household

    Ho un breve sussulto di gioia quando la vedo in salute “fortunatamente se l’è cavata… chissà se mi ha visto quella notte!” penso sorridendo, in fondo quella sera si era rivelata molto più di un fiasco, avevo salvato una vita e questo mi aveva reso felice.



    Ad un tratto la vedo sbadigliare, seguita in coro dagli altri. Un lieve odore di miele e gas domestico mi solletica le narici riportandomi ancora una volta all’odore che si sentiva nella stanza quella notte. L’odore comincia a farsi sempre più penetrante e anche io inizio a sentirmi debole, le gambe mi tremano e inizio a sbadigliare




    «merda, no…» dico a denti stretti, mi abbasso seguendo gli insegnamenti del primo anno di superiori “se una stanza è piena di gas, abbassarsi quanto più possibile, il gas salirà verso l’alto…”




    mi ripeto mentalmente, poi un’idea “posso tagliare qualche pezzo del vestito e legarmelo attorno alla bocca in modo da ritardare quanto più l’entrata nei polmoni del gas.” Estraggo il coltello dalla scollatura del vestito e inizio a tagliare un pezzo della mia gonna “di questo passo rimarrò in mutande… ma tantè prostituta sono, a qualcuno farà pure piacere un corpo nudo e chissà… magari mi ascoltano anche…”. Mi annodo la striscia di tessuto attorno alle vie respiratorie e cerco di alzarmi al livello della maniglia




    “se riesco ad aprire questa porta mi dirigerò alla finestra più vicina e l’aprirò quel tanto che basta per permettere al gas di uscire fuori e non far entrare niente di inumano” non voglio che quei cosi aracknomorfi entrino nell’appartamento. Se troverò qualcuno di prettamente umano cercherò di dargli una spiegazione logica. Inizio ad armeggiare con la maniglia e con il coltello inizio a scassinare la serratura «per favore…» mi rivolgo allo spilungone «puoi darmi una mano con la porta qui, credo sia chiusa e non c’è la farei a sfondarla!» spero che mi dia ascolto, altrimenti dovrò fare appello a tutte le mie forze rimaste per scassinare questa porta…



    *12 foto*
    Ultima modifica di SimsKingdom; 2nd February 2014 alle 14:20

  6. #226
    sim onniscente L'avatar di Vavi(:96
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Axel Blonde
    4° piano di Household

    Ed ecco che arrivano le due disperse! Vedo una brillante carriera da indovino davanti a me... Se esco vivo da qui, ovviamente!
    «Diane!» sento improvvisamente. Due ragazze ci raggiungono. Quella che ha parlato somiglia parecchio a quella ferita, probabilmente sono sorelle. L'altra è una mora con l'aria da dura. <<Ho sentito uno sparo, che sta succedendo?>> chiede con fare deciso la nuova arrivata.
    Un odore dolciasto invade la stanza. Inizio a sentirmi stanco e debole... Intorno a me vedo che anche gli altri sbadigliano... <<Gas soporifero, dobb...bbiamo rifugiarci in...uno dei vostri appartamenti...>>dice la mora.
    Gas soporifero! Cerco di farmi venire qualche idea, ma a parte tapparmi il naso non mi viene in mente niente...
    -"Questo è il mio appartamento"- dice Walker, un vicino che ho incrociato qualche volta, indicando la sua porta -"ma adesso è inagibile, ne siamo usciti per miracolo"-
    Qualunque cosa ci sia lì dentro deve aver morso la ragazza che è con lui...
    Già, proprio morso! Quando la dottoressa l'ha medicata ho notato l'impronta dei denti.... e ho visto abbastanza film horror da sapere che se qualcuno viene morso, 9 volte su 10 si trasforma in un mostro. Meglio tenerla d'occhio! Sto per aprire la bocca quando noto che la rossa sta armeggiando con un coltello... sta tagliando un pezzo della gonna... Che cavolo vuole fare? Poi capisco: si è annodata la striscia di tessuto attorno alla bocca e al naso. Geniale! Questa qui dev'essere la più sveglia del gruppetto: se voglio uscire di qui intero è meglio tenerla viva... per ora...
    Mi tolgo la felpa(rimanendo in maniche corte) e la imito avvolgendola a mia volta attorno alle vie respiratorie. Lei poi si rivolge allo spilungone: «puoi darmi una mano con la porta qui, credo sia chiusa e non c’è la farei a sfondarla!»
    La guardo e sorrido, se vuole sfondare la porta stile Walker Texas Ranger va benissimo, ma non questa: «Non è necessario: visto che ho la chiave!»
    Anche per ora la fortuna è dalla mia!

    *Spero che vada tutto bene, ora metterò ad Axel una maglietta del gioco base, così eviteremo complicazioni!*

    So seid willkommen und
    ihr teilt mit mir die Gedanken Eines Vampirs!

  7. #227
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    QUARTO PIANO HOUSEHOLD - MARIKO FULLBUSTER


    Brad non fa in tempo a rispondermi che il suo sguardo si focalizza dietro di me. Una delle inquiline e la soldatessa isterica in crisi pre-mestruale ci hanno raggiunte. Sto quasi per schioccargli le dita davanti agli occhi: odio essere ignorata, soprattutto se ne va del mio sederino! Anche la darkettona e un'altra ragazza si aggregano al gruppo. Peccato, è ancora viva. D'un tratto però sento una strana puzza... mi guardo intorno e gli altri stanno iniziando a perdere conoscenza e barcollare: è certamente gas soporifero! Mi metto subito il braccio stretto al naso, respirando il tessuto della divisa che dovrebbe fungere da filtro. Un filtro poco efficace, purtroppo. Devo smammare di qui, scendere le scale sarebbe inutile a questo punto, il gas sta certamente invadendo tutti gli androni. Dove caxxo vado?

    <Gas soporifero, dobb...bbiamo rifugiarci in...uno dei vostri appartamenti...>> dice la darkettona.

    Già, uno di questi idioti dovrà pur tenere le chiavi di uno di questi appartamenti! Non che io abbia bisogno di chiavi... no, le chiavi sono importanti, non posso sfondare una porta, perchè il gas mi seguirebbe. Mariko, tieniti calma, sangue freddo... vediamo se uno di questi qua si fa avanti...

    "Questo è il mio appartamento ma adesso è inagibile, ne siamo usciti per miracolo. Qual è l'appartamento più vicino?" dice l'uomo con la torcia in mano.

    Mantenere la calma è davvero ardua con questa gente inutile. Faccio un respiro profondo nella mia manica e trattengo il fiato, respirare alternatamente in apnea non è una cosa divertente.

    «Puoi darmi una mano con la porta qui, credo sia chiusa e non ce la farei a sfondarla!» vedo la rossa avere un lampo di genio: tentare di scassinare uno di questi appartamenti. Sto per fermarla, per fortuna interviene il ragazzo biondo, l'unico che mi pare possa essere utile in questa faccenda

    «Non è necessario: visto che ho la chiave!»

    Deo gratias! Spintono la rossa cercando di allontanarla e rivolgendomi al biondo gli dico: "Meno male, dobbiamo essere rapidi ad entrare nell'appartamento, non dobbiamo fare entrare il gas all'interno! E non cercate di accendere la luce!"

    Se sono riuscita a spintonare la rossa sono là subito dietro il biondo... mi tengo pronta cmq ad estrarre la pistola se dovessero esserci altre creature strane.

  8. #228
    sim onniscente L'avatar di Dreamer
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    Quinta parte (Intermezzo) - Adam Miller

    Adam Miller
    Corridoio condominiale di Household
    Ore: 19:10

    «Tu…» replica Sawyer, indicando Moreen. «Portaci dove caspita ti pare e piace ma MUOVIAMO il culo da qui.»
    “Sì ma stai calmo.” penso, mentre una smorfia di disappunto mi si dipinge sul volto.
    «E te… mi hai preso per un mulo per caso?» chiede rivolgendosi a me. Sto in silenzio, lo fisso dritto negli occhi.
    “Beh, sotto il punto di vista dell’intelligenza, tu e un mulo non siete tanto diversi.” dico tra me e me. Evito di parlare, non ne vale la pena.
    Si carica Lèonie sulle spalle. Li sento parlottare tra loro. Sinceramente mi interessa poco dei loro discorsi, quindi mi limito a stare dietro e a coprire le spalle alla squadra. Impugno saldamente il coltello e cominciamo a muoverci.
    Ad un tratto Moreen si ferma; una debole luce filtra all’interno dei sotterranei. Ha trovato una porta!
    «Miller dopo che sei entrato chiudi lo stesso quella porta!» mi sussurra la capitana. «Quelle creature la sotto potrebbero comunque raggiungerci non ci impiegherebbero molto.»
    Annuisco. Varchiamo velocemente la soglia e con un movimento fulmineo spingo la porta dietro di me, che si chiude con un clack. Tiro un sospiro di sollievo.
    «C’è mancato poco.» dico, mentre rimetto il coltello al suo posto.
    Mi guardo attorno: dovremmo trovarci nel corridoio al pianterreno della Household. Tutto sembra calmo. Troppo calmo.
    «Posami pure a terra.» dice Lèonie a Zack.
    «Con piacere… avere uno zainetto di 60 kg attaccato alla mia schiena è l’ultimo dei miei desideri.»
    “Simpatico come la solito.” alzo gli occhi al cielo. Non lo sopporto più. La prossima volta non andrà a finire bene, conoscendomi.
    Sawyer comincia ad armeggiare coi suoi bendaggi per applicare una nuova fasciatura al busto di Lèonie. Finalmente fa qualcosa di utile! Ad un tratto un odore strano mi pervade le narici. Ma che cos… miele? Annuso meglio l’aria. Sì, miele… e qualcos’altro. Gas? Oh, merda.
    «Lo avvertite anche voi?» anche la capitana sembra essersene accorta. È gas soporifero.
    «Ho una brutta sensazione,» riprende Lèonie. «dobbiamo spostarci subito da qui ma non credo di voler tornare la sotto voi che dite? Se poi questo odore fosse dovuto ad una fuga di gas stiamo attenti con le armi, basterebbe una scintilla a farci saltare per aria. Potrebbe persino essere gas soporifero… ragazzi cerchiamo di respirare attraverso la stoffa della divisa, qualunque tipo di gas sia, la stoffa magari farà da filtro e guadagneremo un minimo di tempo mentre cerchiamo di allontanarci da qui.»
    «Prego voi andate pure… personalmente però preferisco morire asfissiato piuttosto che tornare là sotto.» dice Sawyer indicandoci la porta da cui siamo appena entrati. Ha ancora il coraggio di fare il sarcastico?
    “Adam, mantieni la calma.”
    «… concordo invece sulla questione armi da fuoco.» e detto questo, mette la sicura alla pistola e si copre bocca e naso col colletto della giacca. Faccio anche io lo stesso, poi mi rivolgo a Moreen.
    «Moreen, aiuta Lèonie ad alzarsi, dobbiamo andarcene da qui. E mi raccomando, copritevi entrambe bocca e naso e mettete le sicure alle pistole. Non possiamo rischiare di venire attaccati nuovamente da quelle… cose.»
    Noto uno Zack pensieroso. Un momento… Sawyer pensa?
    «… quale caspiterina apro ora? Faccio la conta o scegliete voi quale aprire?»
    Oh bene, passaci pure la patata bollente! Mi guardo attorno. Devo riflettere. Quasi sicuramente nessuna delle porte è aperta, quindi dovremmo sfondarla. Devo pensare a ogni evenienza. E se anche all’interno degli appartamenti ci fossero delle creature? Dovremmo essere in grado di fuggire velocemente e metterci al riparo. Localizzo la porta d’ingresso della palazzina. La via di fuga, in teoria, ci sarebbe. Ma siamo qui per un motivo, e cioè portare i condomini in salvo. Mi guardo attorno: alla fine opto per la porta dirimpetto l’arco, sulla sinistra. Se mai dovessimo fuggire, almeno avremmo l’uscita in linea d’aria.


    «So che mi pentirò per quello che sto per dire…»
    dico scuotendo la testa. «Ma… Sawyer… aiutami a sfondare quella porta.» dico, indicandogliela. Ci penso un attimo, poi aggiungo. «Per favore.»
    Mi ricordo che all’interno dell’appartamento potrebbe esserci qualcuno. O meglio, qualcosa.
    «E tieni il coltello a portata di mano. Non si sa mai.»
    Prendo nuovamente il coltello dalla tasca.
    «Se riuscissimo ad entrare e all’interno non ci fosse nessuno, chiuderemo la porta e poi ci ripareremo in un’altra stanza, in modo tale da essere nascosti meglio. Pronti?»

    Ultima modifica di Dreamer; 3rd February 2014 alle 17:38


  9. #229
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: Quinta parte (Intermezzo) - Adam Miller

    Allison Greene
    4° piano Household

    A quanto pare l'appartamento di un ragazzo è qua vicino. Splendido, perfetto. La poliziotta spintona la povera ragazza scalza e mi viene istintivo lanciarle un'occhiataccia. Se le circostanze fossero diverse gliene direi quattro, ma essendo prossima allo svenimento non mi pare proprio il caso. Se la rossa (Andrea Gillian) perderà l'equilibrio, le darò una mano ad alzarsi. Non ho intenzione di lasciarla in pasto a Jacob...

    Sfondare una porta non è più necessario. Decido di seguire la massa nell'appartamento del ragazzo muscoloso.
    <<Grande biondino, fai strada>>.
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  10. #230
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    Re: Quinta parte (Intermezzo) - Adam Miller

    Lèonie Picard Lecrerc
    Palazzina Household - Piano Terra

    Grazie a Sawyer e alle sue nozioni di primo soccorso la ferita sembra farsi sentire meno, con questa fasciatura credo anche di riuscirmi a muovere più liberamente senza pesare troppo sulla squadra visto che in questa palazzina sembra che dietro ogni angolo si nasconda sempre un pericolo.
    Cerco di scostarmi dalla mia posizione ma ho bisogno di avere le mani libere per non sforzare troppo la ferita, tiro quindi la maglia sottostante fin sul viso a coprire naso e bocca rabbrividendo per un attimo al contatto della mia pelle con l’atmosfera circostante, per fortuna c’è comunque la giacca…
    Mi concentro, non devo cedere al panico del momento e, cerco quanto più possibile, di respirare attraverso la trama del tessuto mantenendo anche la concentrazione ; qui è in gioco la mia vita e forse qualcosa di più. Vedo la testa bionda di Sawyer scrutare l’ambiente attorno, sicuramente sta valutando il da farsi, così come ciò che intuisco dalle espressioni assorte di Miller e Evans. Ed è Miller a intervenire per primo.
    «Moreen, aiuta Lèonie ad alzarsi, dobbiamo andarcene da qui. E mi raccomando, copritevi entrambe bocca e naso e mettete le sicure alle pistole. Non possiamo rischiare di venire attaccati nuovamente da quelle… cose.»
    “ No…Tranquilla…ce la posso fare…è meglio che io non sia un peso per nessuno…grazie comunque del pensiero..” esordisco rivolgendomi dapprima a Miller e poi ad Evans.
    E’ la voce di Sawyer poi ad irrompere improvvisamente nel corridoio senza badare a noi.
    ”…quale caspiterina apro ora?...faccio la conta o scegliete voi quale aprire? “
    - Non è il momento di scherzare Sawyer! - penso ; non so se si rende conto che qui è anche una questione puramente di tempo, tempo che purtroppo non abbiamo prima che il gas faccia effetto e, ogni secondo guadagnato è un secondo in più che ci viene concesso. Lo guardo seria.
    “ Nessuna conta Sawyer… dobbiamo sbrigarci …” una fitta mi coglie, “ ….o non so COME e SE …ci risveglieremo … ammesso che sia solamente …gas soporifero..” lo ammonisco piuttosto preoccupata trattenendo per un attimo la mano sul fianco e cercando quanto più possibile di scandire le parole, la fasciatura tiene ma il dolore a volte torna e il gas non aiuta di certo la lucidità della mente.
    La penombra che avvolge il luogo da a tutto un’ aria piuttosto lugubre , cerco di visualizzare cosa attorno a me ci sia, nell’oscurità l’unica cosa che riesco chiaramente a distinguere , sono i bianchi stipiti delle porte presenti nell’atrio, cosa che mi permette di individuare le porte e le relative serrature. In fondo al corridoio oltre quel che sembra un arco , sembra esserci una porta diversa dalle altre magari porta all’esterno, ma non credo di avere il tempo di andare a verificare…
    «So che mi pentirò per quello che sto per dire…» vedo Miller scuotere la testa contrariato per qualcosa «Ma… Sawyer… aiutami a sfondare quella porta...per favore...e tieni il coltello a portata di mano. Non si sa mai.»indica una porta, quella dirimpetto all’ entrata, potrebbe essere una soluzione in caso di fuga repentina.
    Mi metto quindi carponi mantenendo quanto più possibile una postura parallela al pavimento, e sempre con la maglia tirata sul viso, gattono quindi verso la porta indicata da Miller «Se riuscissimo ad entrare e all’interno non ci fosse nessuno, chiuderemo la porta e poi ci ripareremo in un’altra stanza, in modo tale da essere nascosti meglio. Pronti?»
    “Aspettate, se …se dentro l’appartamento c’è qualcuno..” un colpo di tosse mi coglie “ forse è meglio.. non fare troppo rumore… tenterò di forzarla o per lo meno …di allentare la serratura per rendervi il compito …quanto più agiato possibile senza eventualmente … sfondare del tutto la porta … si rischierebbe di far entrare gas nell’appartamento e di non riuscire più a chiuderla, …datemi un minuto non di più… in caso non riuscissi nel tempo stabilito tenetevi pronti per farla comunque cedere a suon di colpi” cerco di sorridere.
    Sfilo dal mio stivaletto il coltello e inizio ad armeggiare con la serratura della porta.

    - … voglio fare una cosa, una cosa che ho visto fare dal mio padre adottivo due/tre volte ...



    ..quando mi infilavo di nascosto nella sua auto di pattuglia per seguirlo in qualche turno di servizio...



    ....e puntualmente venivo poi da lui scoperta e sgridata…



    ...ovvero forzare la serratura con il coltello, e sono sicura di ricordarmi come si fa, senza contare che il mio passato di adolescente ribelle e anche un po ’ teppista, mi ha fornito delle buone basi… -

    Due minuti al massimo è il tempo che mi serve, tempo che però si sta divertendo a giocare contro di noi. Non so se avrò due minuti.
    Un minuto, ecco di quanto dispongo, forse meno.
    Posso farcela, sperando che il gas non abbia invaso anche gli appartamenti.
    Chiudo gli occhi per un istante per poi riaprirli, respiro regolare e piano per stabilizzare il battito del mio cuore, avvicino l’orecchio alla porta mentre inserisco la lama del coltello calcolando la distanza minima di sicurezza, la mia speranza è quella di sentire il rumore del blocco della porta cedere sotto la pressione della mia lama…
    Se riuscirò nell’intento prima di varcare totalmente la soglia, controllerò con la lama del coltello grazie alla sua superficie riflettente se all’interno c’è qualcuno e poi solo allora entrerò con il coltello puntato; se non dovessi riuscire nel tempo che mi sono concessa regolandomi con i battiti del mio cuore; chiederò aiuto alla squadra come da programma di Miller; da sola e ferita, non credo di avere la forza e la costituzione necessarie per abbattere la porta e poi…quattro militari sono meglio di uno no?
    A proposito di militari, ma dove cavolo sono Kava e Kincaid? Dovrei provare a contattarli, ma prima devo riuscire a salvare la nostra pellaccia, lo stare qui nel tetro corridoio non mi da per niente sicurezza…

    - Foto 3 -
    Ultima modifica di DELTAG; 6th February 2014 alle 14:53 Motivo: aggiunta foto

 

 
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