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Risultati da 231 a 240 di 425
  1. #231
    sim veterano L'avatar di theredcrest
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    Re: Quinta parte (Intermezzo) - Adam Miller

    Garret Burglair
    Scale verso il 1° piano

    Avete presente i pipponi tipici del circolo Alcolisti Anonimi? No? Bene.
    E' un bene che nessuno si ricordi di quegli stramaledetti Dodici Punti modello Le Tavole Della Legge, che gli AA ripetevano con svogliata lentezza e mancata voglia di vivere. Ogni giorno, ogni dannato giorno, lo stesso tormentone indecente ripetuto su sedie di plastica apribili comprate al peggior discount del paese. Le mani giunte, i volti a pezzi di gente affatto in pace con sè stessa che beveva per non ricordare. "Ho rubato i soldi ad una tizia strafatta di coca", "mi sono fatto la moglie di mio fratello", "ho picchiato mio figlio di appena tre anni e l'ho fatto passare come un'incidente" erano le dichiarazioni di minor importanza, quasi giornaliere. Poi si passava ai segreti inconfessabili. Alle morti. All'anonimato forzato.
    Loro bevevano, io no. La mia faccia faceva il resto.
    Ed è proprio adesso che quel tormentone giornaliero mi si ripropone nella testa in un modello sicuramente meno armonioso, pudico, buonista e privo di imprecazioni.
    "Perchè diavolo sono al mondo? Vorrei sapere che significato ha questa maldita vida de mierda. Tra poco non mi ricorderò neanche più il motivo per cui sono qui oggi. Chi me l'ha fatto fare? I morti dovrebbero restare morti..."
    Interagire con la mia mente certe volte non è una passeggiata, e finchè rimango coi tappi nelle orecchie e il silenzio mi avvolge, ecco, diventa tutto più difficile da gestire. Nonostante la mia capacità di fissarmi su un'attività ben preciso; nonostante la mia attenzione sia rivolta altrove - muri adiacenti, sopra, da basso, la scala - i loro visi si riversano su di me con la prepotenza dei ricordi repressi. Insozzati di sangue e morte. Riempiti di sgomento e lacrime.
    Loro.
    No, non è possibile.
    Non sono verament-

    [foto]

    "Va bene, Mister Redrum. Chiudi gli occhi. Conta fino a cinque. Riaprili."

    Va tutto bene. Nessun fantasma che bussa al portone del mio cervello e anche alla finestrella dei miei occhi, per ora. Devo solo concentrarmi e, al primo pericolo, dare una bella pedata al mio scudo umano qua davanti. Se tutto va bene, potrei riuscire ad uscire dall'edificio con il mio secondo omicidio premeditato sulle spalle, impunito.
    Improvvisamente, sento le narici riempirsi di un'odore dolciastro che riavvicina i miei ricordi al passato. Odore come di miele. E di gas lasciato aperto sui fornelli - un ricordo molto lontano, dal momento io, genio del male in cucina, ho fatto mettere il solare e le piastre a induzione perchè si, risparmio di corrente e non rischio mi si brucino irrimediabilmente le pentole quelle poche volte che cucino.
    Trattengo uno sbadiglio serrando la mascella, ingoiando una zaffata di quell'odore che stordisce i miei sensi.
    Lo usavano in carcere.
    Un conato ricacciato a forza in gola mi riavvolge lo stomaco come una treccia di pane italiano.
    E lo usavano per...

    [foto]

    Dobbiamo andarcene da qui, e in fretta. Entrare in un'appartamento prima di rischiare di svenire e rimanere a terra in probabile balia del mostriciattolo che ci siamo lasciati alle spalle. L'immagine di ombre che si muovono al piano sottostante fa all'improvviso schizzare il mio cuore a mille - mierda - ma nonostante il mio primo istinto sia quello di fare dietrofront e tornare in alto, semplicemente mi costringo ad arrestarmi lì dove sono, sulle scale.
    Ombre. Gas. Mostri. A quando le allucinazioni di gruppo?
    Prendo per la spalla anche la mia improvvisata compagna, fermandola e facendola girare verso di me, mentre con l'altra mano raggiungo l'acqua ossigenata riposta assieme a tutto il resto nella giacca. Contatto fisico... l'ennesimo. Ne ho le bolas piene di dover armeggiare con gente che o mi ha quasi accecato, o conosco a malapena. Mi libero del tappo in un soffio, prima ancora di lasciarle il tempo di replicare, e sfruttando la sorpresa le verso addosso una buona parte del contenuto, abbastanza da bagnarle il colletto e il torace. Glielo ficco sul naso con ben poca grazia, poi ripeto lo stesso procedimento con la mia maglia, aprendo la giacca. Questo ci darà tempo, e voglio che la mia cara Viktoria sia in gran forma se da basso ci dovessero essere umani o "altro" di ostile. E non ho dubbi che nel caso ci si getterebbe contro senza pensarci due volte, nonostante abbia mostrato un briciolo di iniziativa sia nella proposizione del piano, sia nel NON volersi togliere i dannati tappi.
    Appunto, i tappi. Dato non ci sente, vorrei evitare d'essere picchiato a morte per averla resa la nuova Miss Maglietta Bagnata 2014.
    Mentre rimetto a posto il rimanente dell'acqua ossigenata nella giacca, mi poggio l'indice della mano libera sul naso, picchiettandolo.
    «L'odore. E' gas.» Sussurro, scandendo bene le parole in modo mi possa capire leggendo il labiale.
    «Sotto.» Il messaggio è abbastanza chiaro, quando le indico il piano a noi sottostante. Ci sono delle persone, è possibile notare i loro spostamenti fin da qui, a metà discesa. Non possiamo sapere che intenzioni abbiano, ma noi - io - abbiamo bisogno immediatamente di un riparo coperto.
    Con una mano, mi frugo nelle tasche, estraendone il coltellino che tengo impugnato, ma abbastanza nascosto da non destare sospetti.
    «Vai.» Le faccio segno di scendere.
    No, non ho ancora intenzione di pugnalarla alla schiena. Ma non ci tengo a rischiare un assalto, perdipiù a viso scoperto.
    Piuttosto, cercherò di approfittarne... come sempre.

    Foto ancora da aggiungere, il gioco mi vuole male xD
    Le azioni di Garret con Vik sono state concordate con Ecli.

    Ultima modifica di theredcrest; 4th February 2014 alle 16:18


    The Sentinel's Lair

  2. #232
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Viktoria Masters
    scale tra 2° e 1° piano


    Il punto della questione è: chi me lo ha fatto fare?
    Che cosa? Tutto, nascere in primis. E’ come se dal giorno in cui venni messa al mondo, mi si fosse incollata addosso una calamita per le sventure. Si dice che i nostri ricordi risalgano a non prima dei quattro anni di vita, eppure mi sembra di poter sentire ancora i sonori ceffoni del medico sul mio sedere paffuto da neonata, il tutto perché mi rifiutavo di emettere il primo vagito e dar sfogo alle vie respiratorie, liberandole da quella schifezza di liquido amniotico, il mio senso di ribellione si sarà sviluppato in quello stesso istante e mentre diventavo paonazza, mia sorella, con le gote rosee in stile Heidy, se ne stava beatamente tra le braccia dell’infermiera. Poi tutto un susseguirsi di avvenimenti e di sventure, che Jacky amava chiamare “avventure”, tinteggiando il grigio che ci avvolgeva con un tenue color pastello, appena percettibile, ma così rassicurante da riuscire a trascinarmi avanti in quella vita che per me aveva riservato solo il peggio del peggio. Forse in una esistenza passata avevo calpestato i piedi alla persona sbagliata ed il tutto doveva gravare anche sulle mie vite future, in sintesi come si suol dire: la vita è una ruota che gira, ma la mia, di ruota, è stata evidentemente lanciata in un precipizio… gira e rigira a vuoto, poi arriva il botto.
    Avevo provato a starmene per i fatti miei, mi stavo aggrappando a quel briciolo di voglia di vivere che mi era rimasto, tra lotte clandestine e furti vari l’adrenalina mi scuoteva il sistema nervoso, quel tanto per non farmi prendere la decisione più estrema. Poi avevo ancora quella piccola… insignificante… questione del bracciale da risolvere, nonostante siano trascorsi anni, da quando mi venne strappato dal braccio, non ho mai demorso dal trovarlo e di mischiare le ossa a quel morto vivente che ebbe la brillante idea di fregarmelo. A giudicare dalla quantità di sangue e di epidermide che mi ritrovai sotto le unghie, anche lui deve avere un bel ricordino di me, ma non basta… non basterà fino a quando non vedrò i chiari segni di una emorragia petecchiale nei suoi occhi, con le mie mani strette intorno al suo collo ed i pollici ad occludergli la larige… nessun urlo, neanche un un fil di fiato, solo io ed i suoi occhi che diventano vuoti, mentre la vita gli scorre via. Ed ora? Ora mi ritrovo in una situazione surreale: mostri attaccati al soffitto, che ti rivoltano lo stomaco con un urlo o quello che è, dei tappi infilati nelle orecchie, realizzati con il candelotto del vicino giapponese al quale non ho mai innaffiato le piante, dal tizio Sonotantobelloquantotruce che mi sto scarrozzando dietro… e a tal proposito non mi sento tanto sicura con lui alle spalle!


    Ed infatti… in un istante mi sento afferrare la spalla, neanche il tempo di voltarmi e vedere cosa diamine gli salta per la testa, che l'osservo nel tentativo di rinfrescarmi la zona dove neanche deve rivolgere lo sguardo, riversandoci sopra del liquido di una bottiglietta, mi prende alla sprovvista, tirando la mia maglietta a coprirmi il naso, lasciando che una porzione del reggiseno rimanga in bella vista, il tutto con la delicatezza di uno scaricatore di porto! Se questo è il suo modo di trattare le donne, non oso immaginare cosa possa fare in certi ambiti… ma… ma a che diavolo sto pensando!?
    Ora… non so se rabbrividire o se incollarlo al muro, sicuramente la sua faccia risalterebbe, stampata sui motivi floreali della carta da parati, ma tra l’uno e l’altro la perplessità ha la meglio, specialmente per quella sua aria imperturbabile che ha perennemente sulla faccia. Si porta un dito al naso, per indicarmi che c’è qualcosa nell’aria che non va, mimando con la bocca la parola “gas” e non faccio neanche in tempo ad inspirare più profondamente, che uno sbadiglio mi deforma il viso in una smorfia, neanche fossi Wendy, la moglie di quel simpatico squartatore di Jack Torrance nel film Shining, mentre lei pulisce le piastrelle della doccia con la faccia, perché il maritino gioca con l’accetta contro la porta. Mi accorgo che tutta la femminilità di quel gesto involontario, deve avermi donato la grazia di un camionista, che rutta dopo la sua terza birra al doppio malto, specialmente considerando il fatto che mi trovo a pochi centimetri da Garret. Comunque… una volta essermi assicurata di non aver lussato la mascella, finalmente avverto anche io uno strano odore, ma… sa di miele, lo stesso di quando cercavo di caramellare con l’accendino lo strato di zucchero dei confetti, che mio padre teneva nella sua ciotolina di argento.

    Intanto non so se l’agitazione per tutta questa situazione inizia a farsi sentire o se questo gas mi sta indebolendo, mi sento un po’ stanca, come se le forze iniziassero a venir meno. Devo… dobbiamo cercare riparo, io a questo non lo mollo fino a quando quel computer non sarà tra le mie mani, dovessi usarlo come arma per spaccarli la testa, mi limiterei a fregarmi la memoria interna e darmela a gambe. Mi indica “gentilmente” di proseguire nella discesa, dato che tornare indietro è ovviamente sconsigliabile, ma per quando rinchiudermi nel mio appartamento e sbatterlo fuori con spiderman nudista mi alletti non poco, il rischio di trovarmi anche io travolta da quel coso è abbastanza per farmi desistere dall’idea. Trattengo la voglia di dargli una gomitata in pieno stomaco e mi limito al gesto universale del dito medio, così tanto per rimarcare che io non prendo ordini, ma agisco se e come “le direttive” mi sembrano giuste ed in questo caso lo sono… per puro caso! Mentre scendo le scale mi accorgo che non siamo soli, niente mostri… solo quattro figure in divisa… solo…. Militari! E che miseria!
    Due donne, una delle quali è riversa a terra nel tentativo di trafficare vicino ad una porta, un biondino ed un bestione mechato invece sono belli dritti con un senso della cavalleria pari a zero. Intuisco che anche loro stanno cercando un modo per mettersi al sicuro e la cosa m’insospettisce non poco. Cosa diamine ci fanno qui? Ma soprattutto… non sono loro quelli che “in genere” metto in salvo le persone? Il senso di questa giornata sta scemando lungo le pendici buie di un precipizio… niente ha una logica e di certo non è il momento giusto per fermarsi a pensare. Ancora con quella sorta di bavaglino improvvisato mi schiarisco la voce con un semplice verso “hem”, solo per avvertire della nostra presenza ed evitare che ci sparino addosso, credendoci chissà cosa. Mi sfilo i tappi dalle orecchie, non li vedo piegati in due a vomitare… quindi il coso è lontano e non sta urlando. Se stanno tentando di aprire la porta non mi resta che lasciarli fare, vedermi armeggiare con un grimaldello, darebbe un tantino nell’occhio, ma se dovessi rendermi conto che non ne sono capaci, non mi rimarrà altro da fare che rimboccarmi le maniche, che non ho, e salvare il salvabile, non ci tengo a svenire in mezzo al corridoio, dato che le vertigini iniziano a farsi sentire.



    foto in arrivo il prima possibile
    Ultima modifica di Eclisse84; 4th February 2014 alle 18:58

  3. #233
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: Household

    Intermezzo pian terreno Household

    Soldati, la vostra capitana ha avuto un'intuizione brillante: forse sfondare la porta non sarebbe la soluzione migliore. Se rompete la serratura, poi come fate a richiuderla? Qualunque creatura avrebbe libero accesso... Lèonie, non sembri riuscire nel tuo intento. Comunque qui non c'è tempo per disperarsi.
    “hem” Sentite un verso alle vostre spalle. Notate due nuovi arrivati che provengono dalle scale dei piani superiori (nda: Viktoria Masters e Garret Burglair).
    Nota bene: I due gruppi sono ora riuniti.



    Turnazione libera
    Sei stufo di giocare con i sim della EA? Vuoi provare una partita in Multiplayer? Gioca con noi al Quartiere comune!

  4. #234
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: Household



    Zack Sawyer - Piano Terra della Household


    Mi volto osservando il resto del gruppo fare “comunella” tra di loro, è da quando siamo nei sotterranei che non hanno smesso di blaterare.. e manco fossimo ad un pizza party.. mi alzo ulteriormente il colletto cercando di alleviare quell’odore ormai confermato: odio ufficialmente il miele.
    Mi guardo attorno circospetto.. chissà da dove diavolo viene, un brivido mi percorre la schiena, o da cosa.
    Scuoto la testa, no, non è il momento di inventarsi mostri inesistenti, qualcosa mi dice che quelle “dolci vecchiette” siano solo l’inizio di una lunga serie di abomini.
    Per una buona volta sento un’altra voce: il biondino.. un momento, da quando si è svegliato?!
    Mi limito ad osservarlo, scuote la testa per poi ricambiare il mio sguardo: ecco la tipica faccia da schiaffi che vuole qualcosa, maledizione.
    «"Ma… Sawyer… aiutami a sfondare quella porta."» Andiamo puoi fare di meglio..«"Per favore."» Oh ecco… ci voleva tanto? Un ghigno mi si stampa in volto.
    Se non fosse per la situazione probabilmente gli riderei in faccia concludendo con un no secco.. peccato che tenga troppo alla mia pellaccia per rischiare di lasciarla in mano altrui.
    Mi avvicino alla porta..
    «"E tieni il coltello a portata di mano. Non si sa mai."»
    Già il coltello, buona idea.. sfilo la lama dal mio stivale facendola roteare in mano per poi bloccarla di scatto dal manico, lo fisso con sguardo fermo ed affermo.. <<”Quando vuoi”>>
    Stiamo per seguire il piano ma “qualcuna” si mette in mezzo.. e te pareva.
    Peccato stavolta faccia un’osservazione più che giusta: non possiamo sfondare quella dannata porta.

    Porta rotta = Accesso libero = Gas in stanza = Tutti a nanna (se non morti)

    "Nda.. il ragionamento non fa una piega."

    Sto per chiedere il proseguimento sul da farsi quando alle mie spalle mi sembra di udire dei passi, mi giro a dare un’occhiata.
    Sono due, entrambi dall’aspetto tutto fuorché raccomandabile, ci osservano a loro volta mantenendo una certa distanza.. aguzzo la vista, ma complice il buio e le maglie sul viso c’è ben poco da inquadrare: il primo ha uno sguardo che mette i brividi, pallore cadaverico e fisico piuttosto esile
    mentre la seconda, oltre ad un gran bel davanzale, condivide la mia passione per chiome a dir poco assurde.
    <<”Abbiamo compagnia..”>> .. indico con il pollice i “nuovi arrivati”.
    Con la coda dell’occhio mi limito ad osservare la donna.. ha un non so che di familiare.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 4th February 2014 alle 22:09



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  5. #235
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Household

    Lèonie Picard Lecrerc
    Palazzina Household - Piano Terra

    La serratura della porta non sembra voler cedere alla lama del mio coltello…
    A quanto pare oggi è una giornata in cui tutto sembra darmi contro:
    Prima la missione improvvisata con una certa urgenza dal Colonnello senza un minimo di organizzazione;
    Poi l’arrivo con il furgone sgangherato e il sarcasmo di Robert nei pressi di questa palazzina infestata da chissà che genere di creature;
    L’entrata nei sotterranei con relativo comitato di benvenuto; un benvenuto di cui avrei fatto volentieri a meno visto che ne porto i segni;
    E ora, quando finalmente sembrava che l’incubo avesse fine, eccoci qua sbucati in questo anonimo corridoio prigionieri di questa quattro mura con attorno a noi l’aleggiante presenza di gas …
    Mi sbagliavo, l’incubo è appena cominciato.
    Devo trovare un modo per aprire questa dannatissima porta, non ho intenzione di arrendermi così e di morire qui, distesa su questo freddo pavimento con un taglio nel fianco e con una mano appesa ad un coltello nel tentativo di aprire una porta che non vuole rivelare i suoi segreti…ironia della sorte, ora che ci penso dovessi morire … chi diamine mi rimpiangerebbe?A chi mancherei in fondo? Alla mia famiglia adottiva forse…o … anche a qualcun altro ? Forse… mi basterebbe solo crederlo.
    Fisso il volto di Evans poco distante da me.
    L’unica cosa è che devo cercare di salvare la squadra, loro non sono come me hanno qualcuno a casa che li aspetta …è un discorso egoistico nei confronti di chi mi ha cresciuto, me ne rendo conto, ma la salvezza la devo a loro più che a me stessa…devo pensare, pensare e agire e anche in fretta.
    Scuoto la testa.
    Da quando in qua questi pensieri negativi stanno cercando di minare la mia mente? No devo scacciarli, devo reagire a questa assurda situazione … un momento, potrei prendere la pistola e usare il calcio come martello per poter far leva con più precisione e forza sul meccanismo della serratura. Potrebbe funzionare l’unica cosa è che potrei creare rumore…
    Nel mentre un ticchettio come di passi attira la mia attenzione, sono di spalle ma non mi volto subito ho due soldati dietro di me, sicuramente se ne saranno accorti anche loro… estraggo la pistola dalla fondina interna alla giacca senza farmi vedere dagli eventuali “intrusi”, metto la sicura per non rischiare che partano colpi improvvisi , mi sfilo un guanto, lo avvolgo attorno al manico del coltello per cercare di attutire un po’ il rumore e inizio a colpire cercando il perfetto connubio tra forza e precisione cercando quindi di sbloccare il meccanismo della serratura….manca poco allo scadere del minuto che mi sono prefissata.
    Improvvisamente un’ affermazione di Sawyer mi coglie alla sprovvista e mi mette in allarme:

    ”Abbiamo compagnia”
    Abbiamo compagnia ? Umani? Mostri? Qualcosa di indefinito? A chi appartengono quei passi?
    Mi volto cauta incurante della fasciatura visto che ho la maglia tirata su bocca e naso… ed interrompo per un attimo quel che sto cercando di fare.
    Due persone stanno scendendo le scale ma sembra tengano le distanze da noi, sono prudenti…nella penombra non riesco bene a distinguerne i tratti,senza contare che la stoffa sul loro viso non aiuta di certo nell’identikit… non sembrano mostri o creature strane anche se la loro apparizione è inaspettata….il mio sguardo corre dapprima sul viso della prima persona, una maglia bianca, una donna a giudicare dalle notevoli curve nonostante il fisico robusto e slanciato e dai capelli che sembrano raccolti…poi il mio sguardo come attirato da un qualcosa si sposta sul secondo personaggio, più cupo ed inquietante della donna nel suo colorito che sembra spento, è un uomo, capelli corti, occhi che sembrano trafiggere l’anima … un momento …penso; resto sorpresa…quegli occhi… non posso vederne il vero colore ma forse non è la prima volta che incrocio quello sguardo velato di tristezza non mi è capitato di vedere quello sguardo in molti…forse; ma sono troppo distante da lui per averne certezza…non sembrano pericolosi… da qui e con la scarsa illuminazione però non riesco a valutarli, e se lui fosse la persona che credo!? ….no… magari è solo uno che gli somiglia molto…

    “ Altolà, state fermi li, siamo militari e siamo qui con un preciso scopo: Trarre in salvo i civili” .
    Sono civili che abitano qui? Stanno scappando anche loro da qualcosa? Ovvio, perché altrimenti correre verso il basso, dove ci sono l’entrata e i sotterranei …sotterranei nella quale avremmo dovuto esserci noi con tutti gli inquilini della palazzina compresi Kava e Kincaid?
    Di sicuro stanno scappando da qualcosa e stanno cercando anche loro riparo come noi dal gas…ottimo un motivo in più per riuscire nell’ intento oppure…sfruttare qualche loro idea nel caso ne avessero.
    Rivolgo lo sguardo alla mia squadra, notando uno Zack stranamente in guardia, do così un ordine a Moreen
    "Sta in guardia".. le dico rivolgendo lo sguardo alla porta che da sui sotterranei ".. non mi quadra."
    Poi mi rivolto riprendendo imperterrita a maneggiare sul quella dannata maniglia.
    “ Dannazione apriti…”
    Se riuscirò nell'intento rindosserò il guanto e riporrò la pistola nella fondina al suo posto tenendo con me solo il coltello in caso di difesa…se non ci riuscirò mi affiderò alla provvidenza. Ma spero vivamente di riuscirci.

    post concordato con la squadra
    Ultima modifica di DELTAG; 6th February 2014 alle 11:30

  6. #236
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Household

    Andrea Gillian
    4° piano di Household
    19:10

    Non appena il gas inizia a inondare il piano, si scatena il putiferio. Alcuni condomini corrorono verso i propri appartamenti, altri tentano di coprirsi le vie respiratorie come meglio possono.
    Aspetto una risposta dall’uomo mente continuo a “scassinare” la serratura quando una risposta arriva alle mie spalle «Non è necessario: visto che ho la chiave!», mi volto per vedere il simpaticone che si è ricordato ora di avere una casa:



    è il biondino e sta estraendo dalla tasca quello che sembra un mazzo di chiavi, la mia vista inizia ad offuscarsi a causa del gas “dobbiamo muoverci!”




    penso tentando di mormorarlo assieme a un timido «scusami…» un’altra voce si sovrappone alla mia «Meno male, dobbiamo essere rapidi ad entrare nell'appartamento, non dobbiamo fare entrare il gas all'interno! E non cercate di accendere la luce!» riconosco la voce della poliziotta che circa mezz’ora fa mi ha salvato la vita da quel… quel mostro.




    In contemporanea vengo raggiunta da un colpo d’anca alla fronte dalla stessa donna “ma brutta st****a!” il mio pensiero si interrompe mentre perdo l’equilibrio e cado di lato, chiudo gli occhi preparandomi al doloroso impatto con il marmo del pavimento, ma le cose non vanno esattamente così… vengo raggiunta da un paio di braccia



    che mi afferrano poco prima di toccare terra, apro gli occhi e scorgo il viso della ragazza coi capelli neri. Mi appoggio alle sue braccia «Grande biondino, fai strada» dice sorreggendomi, tento di rialzarmi tenendomi a lei «come quella volta eh?» mormoro abbozzandole un sorriso.




    Alzo la voce cercando di farmi sentire dagli altri due «dobbiamo sbrigarci a entrare, il gas sta riempiendo l’androne e non sappiamo quanto tempo ci rimane…» dico tutto d’un fiato, le parole mi escono lievemente ovattate a causa della benda. Rivolgo una fugace occhiata alla poliziotta e noto che anche la ragazza fa lo stesso



    “so che l’hai fatto apposta, ma tranquilla… tutto a buon rendere…”

    *6 foto*

  7. #237
    sim onniscente L'avatar di Vavi(:96
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    tra le nuvole^^
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    Re: Household

    Axel Blonde
    4° piano di Household
    «scusami…» mormora l'apprendista scassinatrice.
    «Meno male, dobbiamo essere rapidi ad entrare nell'appartamento, non dobbiamo fare entrare il gas all'interno! E non cercate di accendere la luce!»esclama la poliziotta spintonando la rossa. La ragazza inciampa e cade, ma viene subito soccorsa dalla mora che mi fa:
    «Grande biondino, fai strada» La nostra Einstein in gonnella sussurra: «dobbiamo sbrigarci a entrare, il gas sta riempiendo l’androne e non sappiamo quanto tempo ci rimane…»
    Ha ragione, nonostante la felpa avvolta attorno al viso inizio a sentirmi sempre più stanco. Giro la chiave nella serratura e apro la porta:
    «Muovetevi ad entrare! Veloci!!» E li precedo dentro.

    *L'appartamento arriverà appena possibile^.^*
    Ultima modifica di Vavi(:96; 5th February 2014 alle 19:46

    So seid willkommen und
    ihr teilt mit mir die Gedanken Eines Vampirs!

  8. #238
    sim esperto L'avatar di Laurel*
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    Re: Household

    Moreen Evans
    Sotterranei Household
    Ore: 19:10

    «Ricevuto.» Ottengo subito una risposta da parte di Adam che successivamente si rivolge a Zack:«Sawyer, sembri essere più forte di me. Carichi tu Lèonie sulle spalle? Io starò dietro e vi proteggerò nel caso in cui una di quelle creature si avvicini. Le stordirò ferendole con il coltello.»
    Di tutt’altro genere è la replica di Sawyer: «Tu…» - dice indicandomi - «portaci dove caspita ti pare e piace ma MUOVIAMO il culo da qui.» Al solito gentile come uno scaricatore di porto. Poi si rivolge ad Adam: «E te… mi hai preso per un mulo per caso?» Uhm, in questo caso direi proprio di si. Se non altro si carica sulle spalle Lèonie senza ulteriori lamentele.
    Iniziamo quindi a incamminarci. Cerchiamo di fare meno rumore possibile. La mano sinistra scorre sulla parete ruvida mentre la destra stringe la mia Colt 1911, da usare solo in casi di estrema necessità visto che il rumore di uno sparo potrebbe riattirare l’attenzione delle creature.





    Dopo quelli che sembrano secoli il mio corpo si imbatte contro qualcosa di metallico. Mi arresto e tastando meglio con la mano sinistra riesco, dopo qualche tentativo, a individuare una maniglia. Ci siamo! Faccio un bel respiro e tenendo la pistola in mano spalanco la porta cercando come sempre di non fare rumore.





    Faccio qualche passo in avanti seguita subito dopo dagli altri. Mentre inizio a studiare la stanza nella penombra, un corridoio che sembrerebbe essere il pianoterra del condominio, sento Lèonie ordinare ad Adam di chiudere la porta per evitare che la fioca luce della stanza possa in qualche modo attirare le creature. Meglio prevenire che curare. Nell'aria regna uno strano silenzio. Non so se considerarlo un bene o, visti i risultati precedenti, una sorta di avvertimento prima della tempesta.
    «Posami pure a terra…» Il silenzio viene interrotto dal nostro capitano che si rivolge a Zack, con conseguente risposta: «Con piacere… avere uno zainetto di 60 kg attaccato alla mia schiena è l’ultimo dei miei desideri.» Vedo Adam alzare gli occhi al cielo. Mi sembrava strano che non avesse ancora fatto uno dei suoi commenti sarcastici. Dopo ciò poggia Lèonie a terra vicino ad un muro e inizia ad armeggiare con le fasce che ha ai polsi, usa poi le bende in eccesso per fasciare meglio il busto del nostro capitano. Non mi aspettavo un gesto del genere, chissà perché, ma credo se fossimo stati o io o Adam a ferirci non avremmo avuto lo stesso trattamento. Preferisco però non doverlo scoprire in maniera diretta.
    Improvvisamente mi arriva alle narici uno strano odore, sembra miele. Cos’è? Un deodorante o qualcuno sta cucinando in questo momento? Mi sembra però di sentire anche qualcos’altro oltre al miele… come se fosse gas.
    «Lo avvertite anche voi?» - La voce di Lèonie mi giunge preoccupata - «Ho una brutta sensazione , dobbiamo spostarci subito da qui ma non credo di voler tornare la sotto voi che dite?… Se poi questo odore fosse dovuto ad una fuga di gas stiamo attenti con le armi, basterebbe una scintilla a farci saltare per aria…»
    Sto per mettere a posto la pistola prima di evitare incidenti, ma mi assale una strana sensazione come se fosse stanchezza. Mi sfugge addirittura uno sbadiglio. Eppure non dovrei essere così stanca, ho dormito fino a poche ore fa. Un momento, e se ciò che sto respirando fosse gas soporifero?
    «…potrebbe persino essere gas soporifero…ragazzi cerchiamo di respirare attraverso la stoffa della divisa, qualunque tipo di gas sia, la stoffa magari farà da filtro e guadagneremo un minimo di tempo mentre cerchiamo di allontanarci da qui» I miei dubbi sono confermati allora. Istintivamente alzo il braccio e cerco di coprire naso e bocca con la manica della giacca. Questa situazione non mi piace per niente.
    «Prego voi andate pure… personalmente però preferisco morire asfissiato piuttosto che tornare la sotto.» - A parlare è Sawyer. In questo caso nonostante il sarcasmo ha ragione, non possiamo ritornare nei sotterranei. Sarebbe come andare incontro ad una morte sicura. - «...concordo invece sulla questione armi da fuoco.» Dopo di ché lo vedo mettere la sicura alla pistola seguito da Adam.
    «Moreen, aiuta Lèonie ad alzarsi, dobbiamo andarcene da qui. E mi raccomando, copritevi entrambe bocca e naso e mettete le sicure alle pistole. Non possiamo rischiare di venire attaccati nuovamente da quelle… cose.» Sto per rispondere affermativo ad Adam mentre inserisco la sicura alla pistola, ma vengo interrotta dal capitano: «No…Tranquilla…ce la posso fare… è meglio che io non sia un peso per nessuno…grazie comunque del pensiero.» Capisco il suo desiderio di mantenersi il più possibile indipendenti senza gravare sugli altri, ma non è necessario sforzarsi così tanto in momenti del genere.
    Zack si rivolge nuovamente a noi chiedendoci quale porta dei sei appartamenti del pianerottolo conviene aprire. Lèonie lo intima semplicemente a di sbrigarsi senza stare a pensarci su mentre Adam, anche se piuttosto contrariato, gli propone di sfondare la porta insieme a lui per poi andare a nasconderci in una delle stanze dell’appartamento. L’idea potrebbe andare bene se non ci fosse il rischio di fare troppo rumore e di attirare l’attenzione delle due creature nei sotterranei o ancora peggio di altri esseri affetti dal virus.
    «Aspettate, se …se dentro l’appartamento c’è qualcuno… forse è meglio… non fare troppo rumore… tenterò di forzarla o per lo meno …di allentare la serratura per rendervi il compito …quanto più agiato possibile senza eventualmente… sfondare del tutto la porta… si rischierebbe di far entrare gas nell'appartamento e di non riuscire più a chiuderla, …datemi un minuto non di più… in caso non riuscissi nel tempo stabilito tenetevi pronti per farla comunque cedere a suon di colpi.» Lèonie mette in luce anche il fatto che sfondando la porta rischieremmo di avere la stessa protezione che abbiamo ora. In questo caso non mi piace il fatto di dover attendere per più tempo, non so quanto tempo impieghi il gas ad agire, ma anche cinque secondi potrebbero fare la differenza.
    Ripongo l’arma che ho in mano e sfilo da una tasca del giubbotto il coltello da combattimento, giusto per non essere colti alla sprovvista senza armi. Utilizzo poi l’altra mano per alzare i risvolti della giacca e tenerli insieme, in modo da coprire più efficacemente bocca e naso, mentre raggiungo il nostro capitano ormai davanti alla porta scelta. La vedo armeggiare con la serratura usando il coltello, ma risulta tutto inutile. Prova poi colpendo la serratura con il manico della pistola avvolto da uno dei suoi guanti.
    Un rumore di passi interrompe però i suoi tentativi: due figure compaiono sulle scale.
    <<Abbiamo compagnia…>> commenta Sawyer indicandoli. Si trattano di un uomo e una donna: lui ha i capelli neri e la carnagione chiara e sembra avere qualcosa sulla faccia, forse una cicatrice, mentre lei ha le spalle ricoperte di tatuaggi e dei capelli scuri raccolti. Hanno un non so che di sospetto, ma non sembrano esseri affetti da qualche virus.
    «Altolà, state fermi li, siamo militari e siamo qui con un preciso scopo: Trarre in salvo i civili» Il capitano ci presenta praticamente ai due nuovi arrivati. Si rivolge poi a me ordinandomi di tenere sott'occhio la porta dei sotterranei. Meglio non farsi cogliere impreparati nel caso in cui le creature riescano a individuarci di nuovo.
    Ma prima di girarmi ed eseguire l'incarico, mi rivolgo un attimo ai due nuovi arrivati: «Identificatevi! Chi siete e perché siete qui?»
    Voglio sapere qualcosina in più su di loro...

    Foto: 4
    Ultima modifica di Laurel*; 19th March 2014 alle 21:37

  9. #239
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    Re: Household

    Viktoria Masters
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    “ Altolà, state fermi li, siamo militari e siamo qui con un preciso scopo: Trarre in salvo i civili” .
    Bene… iniziamo veramente bene! Darmi un ordine con il primo fiato che emette la bocca è altamente sconsigliabile, specialmente se questo viene da una donnetta in divisa.
    <<Identificatevi! Chi siete e perché siete qui?>>
    OH OH! No dai… sta scherzando… non può… non può usare quel tono, no sul serio, questa vuole fare una brutta fine! A parte ciò… tu vieni nel MIO palazzo, dove IO abito e chiedi a ME chi sono e perché ci sto dentro? Ma… il gas te lo sei fumato bella mia! Ma vediamo di rispondere comunque… hanno pur sempre delle armi che possono puntarmi addosso o che potrei fregarmi bellamente.
    “ Siamo qui perché… forse… ci abitiamo?” Eh genius!
    “Sono Viktoria e lui è….” Immagino che dire: E’ un ladro che ho beccato con le mani in pasta, ci metterebbe nei guai “lui è… il mio fidanzato! Abbiamo sentito odore di gas e stavamo fuggendo!” Perdere tempo in chiacchiere. Perfetto… ottimo! Se questi sono i militari di oggi, non oso pensare chi gli ha dato l’abilitazione, o si regala con i punti della mulino bianco? Arrivano Banderas e Rosita con il loro cesto di abbracci a consegnartela direttamente a casa! Non meritano di certo il mio aiuto, tra l’altro… perché mai dovrei fare una cosa del genere? Ma dico io… che cavolo gl’insegnano? Neanche una porta sanno aprire! Utilissimi… complimenti! Qualcosa mi dice che mi il mio "compagno" non sarà così ben disposto in chiacchiere... se non mi do da fare per prima con la porta, potrebbe pensarci sicuramente lui... Mrsotuttoio e al diavolo il "state fermi li"
    Ultima modifica di Eclisse84; 6th February 2014 alle 02:14

  10. #240
    L'avatar di mary24781
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    Re: Household

    QUARTO PIANO HOUSEHOLD - MARIKO FULLBUSTER

    Bene, il mio gioco di anche ha funzionato e la rossa è dietro di me, sono subito dopo il biondino che sta aprendo la porta. Dietro di me, la rossa e la darkettona: pazienza, ora voglio solo mettermi al riparo.

    «Muovetevi ad entrare! Veloci!!», dice il biondo entrando subito nell'appartamento. Lo seguo a ruota e ho quasi l'istinto di ordinargli di richiudere subito, ma mi trattengo: non so bene con chi ho a che fare, meglio stare cauti, l'importante è essere entrati.

 

 
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