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  1. #251
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    sesta parte

    28 Maggio 2014
    Ore: 7.00
    Appartamento n 7
    secondo piano



    TUTTI

    Sembra essere trascorso chissà quanto tempo, vi risvegliate intorpiditi ed intontiti, ma quel senso di spossatezza che vi aveva tolto le forze prima di svenire, è svanito nel nulla (tutti + 15 di forza). E’ Mattina, dei fiochi raggi solari filtrano attraverso le finestre, illuminando gli ambienti.


    Gruppo 1


    Lèonie
    ti risvegli stesa su di un divano, cerchi di riacquistare lucidità e ti rendi conto che la ferita ha smesso di sanguinare, ma il dolore persiste ed è lancinante, devi essere curata prima che sopraggiunga una infezione, ti guardi attorno in cerca di qualcuno o qualcosa che possa esserti utile, ma non riconosci l’ambiente ed alcune persone, noti solo Zack, la ragazza tatuata che hai incontrato sul pianerottolo ed una figura familiare in piedi accanto al muro, dove sono Adam e Moreen?



    Zack sei seduto a terra con la schiena poggiata ad un divano, quando apri gli occhi, ti rendi conto che accanto a te c’è una donna, ha il viso angelico, i capelli color violino ed indossa una uniforme della polizia, sembra essere proprio il genere di donna che "apprezzi" di più. Ti volti e vedi che dietro di c’è Lèonie sofferente, sul divano è colato un po’ del suo sangue, lo stesso con il quale ti sei sporcato la spalla e parte del collo trasportandola, in un angolo della stanza c'è, poi, il soldato Kava. Degli altri tuoi compagni non vi è traccia, anche tu ti domandi dove sono.

    Mariko ti risvegli in preda alla confusione, dove ti trovi? E soprattutto… chi è questo baldo giovane al quale sei poggiata? Il punto dove il mostro ti ha colpito, è segnato da un vistoso livido, ma il dolore è in via di diminuzione. (Mariko Fullbuster +1 costituzione) .Ti guardi attorno, un po’ distratta dal tuo nuovo amico, (nda.Zack ) di certo la stanza, nella quale ti trovi, non è la stessa dove sei svenuta, cosa può essere accaduto?



    Scott ti ritrovi accanto al camino, apri lentamente gli occhi, i quali pian piano mettono a fuoco ciò che ti circonda. Riconosci gli arredamenti, sono quelli dei coniugi Russel, Eric e Silvia, i quali abitano nell’appartamento n°7 con la loro bambina di 3 anni, Elisa. Anche, tu come gli altri, non riesci a capire perché ti ritrovi li. La luce, che filtra attraverso le finestre, ti permette di riconoscere alcune figure, tra le quali la poliziotta Mariko, Alex e Viktoria, la strana donna che vive alla Household da alcuni anni, ma non vedi il medico (nda. Corinne), alla quale volevi chiedere di visitare tua moglie. Sei preoccupato, inizi a valutare seriamente l’idea che per lei non ci sia più nulla da fare (Scott Walker tratto emotivo). Senti una fitta allo zigomo, ci passi una mano su e senti un leggero rigonfiamento, probabilmente sei caduto in malo modo, quando sei svenuto.



    Alex sei steso sul pavimento freddo, hai un po’ di torcicollo, chissà da quanto tempo sei in quella posizione. Metti a fuoco la stanza, non è di certo quella nella quale credevi di ritrovarti, riconosci Viktoria, la donna con la quale ti sei preso a botte chissà quante volte, eppure hai giurato a te stesso che prima o poi gliel’avresti fatta pagare, uno come te non può certo essere messo sotto da una donnetta isterica (Axel Blonde tratto testa calda). Noti che hai una macchia di sangue sulla mano destra ed un po’ sugl’abiti, non è di certo il tuo, visto che non hai ferite, probabilmente sarà quello di uno dei tuoi “compagni”, che svenendo, si è ritrovato un po’ troppo vicino a te.



    Anche Viktoria si risveglia, si guarda in giro, forse in cerca del suo “compagno”, ma non ne vede traccia, sembra indispettita, nervosa… la solita che conoscono tutti insomma. Diane si trova sul divanetto singolo, sembra non essersi svegliata ancora, sul suo braccio è ormai evidente un vistoso morso, una chiazza marrognola ne segue i contorni, segno che una grave infezione è in atto, mentre la fronte di lei è imperlata di sudore. Sull’altro divanetto c’è una donna, è Silvia, la proprietaria della casa, anche lei è ancora svenuta.



    Il Soldato Kava è in piedi, ha lo sguardo perso nel vuoto, probabilmente sta cercando di elaborare qualcosa, ha un taglio sul viso, anche lei si è fatta del male cadendo, quando è svenuta.



    “Non si sono ancora svegliati?”
    “In questo istante!”
    “Bene, resta di guardia, io vado a controllare l’altra stanza”

    Sentite vociferare, dopo alcuni secondi dalla porta entra un uomo in divisa nera, indossa un casco che gli copre buona parte del viso, ma la cosa che vi preoccupa di più è quel grosso fucile da precisione, che sembra puntarvi contro, prima di richiudersi la porta alle spalle. E’ uno SWAT, membro delle forze speciali d’assalto, specializzati in recuperi e missioni anti-terroristiche. “ Finalmente... ora vediamo chi di voi è infetto!”





    N.B.Vi rendete contro che le armi non sono più in vostro possesso. Sono state sequestrate, per ragioni di sicurezza.


    NB
    Togliete le seguenti armi dai vostri inventari
    Zack: Colt 1911 (6 proiettili), Coltello da combattimento
    Lèonie: Colt 1911 (7 proiettili), Coltello da combattimento
    Mariko: Beretta 98 (13 proiettili), Manganello
    Axel: Beretta 98 (15 proiettili), 2 pesi da un chilogrammo l'uno (possono essere considerate pericolose)
    Le armi sono state tolte anche a Viktoria e Kava (potete metterle sotto spoiler come ho fatto delle loro schede)






    Scusami Vavi, ma il gioco non mi carica gli abiti di Axel XD



    Ultima modifica di Eclisse84; 16th March 2014 alle 16:12

  2. #252
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    sesta parte

    Gruppo 2

    Andrea e Moreen vi risvegliate entrambe stese su di un letto, è comodo e quasi quasi non vi vien voglia di alzarvi, ma presto vi rendete conto di avere una sconosciuta accanto e di ritrovarvi chissà dove, con alcune persone mai viste fino a questo momento, mentre alcuni vostri compagni del precedente gruppo, sembrano essersi volatilizzati nel nulla. Come reagite?



    Allison sei su di un divano, proprio accanto alla finestra, quando apri gli occhi, la prima cosa che noti è la vista su ciò che circonda il palazzo: vi sono decine e decine di strane creature, per la maggior parte sembrano avere un aspetto simile a quello degli zombie. Senti anche che ti manca qualcosa, l’agenda e le foto non le hai più, che ti siano cascate da qualche parte?



    Adam ti risvegli su di un tappeto, ti fa male la schiena, evidentemente a te non toccava il letto o il divano come alle signore.



    Accanto a te c’è una giovane donna, ha i lineamenti delicati ed i capelli color del miele (nda. Fiona), accanto a lei vi è un uomo, sembra alquanto possente (nda.Brad) uno di quella stazza potrebbe metterti fuori combattimento molto facilmente. L’ambiente ti è totalmente sconosciuto ed oltre la tua collega Moreen, non riconosci alcun volto.



    C’ un uomo seduto sul divano, è sveglio, ma sembra essere confuso quanto voi, tra le braccia stringe una bambina, la quale è ancora addormentata.



    Sentite qualcuno piangere in un angolo della stanza, è Stephenie, la figlia minore di Wonder, è spaventata dalla situazione in cui si ritrova e non sa dove sia finita sua sorella.



    “S-si sono sve-svegliati” accanto la porta vi è un uomo in uniforme nera, è quella degli SWAT, sta cercando di comunicare qualcosa attraverso il suo auricolare. L’uomo è in piedi, ma la postura è tutt'altro che eretta, sembra che stenti a reggersi sulle sue gambe.



    “M-mi manca l’aria” porta una mano alla gola, forse non riesce a respirare con quel grosso casco e la benda ad opprimerlo. Cosa fate, lo aiutate?


    N.B
    Togliere dall'inventario


    Allison: Agenda e foto


    _____________________________________

    Nel frattempo… in chissà quale angolo nascosto della palazzina…







    ___________________________________________

    Sesta parte
    turnazione prestabilita


    Gruppo Uno
    Gruppo Due

    Viktoria Masters Andrea Gillian
    Zack Sawyer Moreen Evans
    Mariko Fullbuster Allison Greene
    Scott Walker Brad Kinkaid
    Alex Blonde Fiona Bertinelli
    Lèonie Lecrerc Adam Miller
    Alexandra Kava Eric Russel
    Swat-1 Swat-2


    ________________________________________
    Download
    Famiglia Russel
    Swat (potete usare lo stesso per entrambe le situazioni)
    Appartamento n°7








    Ultima modifica di Eclisse84; 16th March 2014 alle 16:13

  3. #253
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Viktoria Master
    appartamento n7

    “Ma che ca…” esclamo mentre riprendo conoscenza “Ma… ma dove caXXo sono finita?”
    Mi guardo intorno, eppure prima di perdere i sensi… la stanza mi sembrava ben diversa e… non c’era questa gente, ma chi sono? Riconosco solo il soldato meshato e la collega. Ah bene… c’è anche il tizio ossigenato, andrà dallo stesso barbiere del soldato… spero non cerchi rogne anche oggi, perché non sembra proprio il caso, non potrei rispondere delle mie azioni, anche se di solito… ecco… si, ammetto di essere alquanto irascibile e propensa a menare chiunque come un sacco di patate, ma la situazione nella quale mi ritrovo, richiede una buona dose di calma… credo. E poi li… il signor Walker, sempre educato e gentile lui, un uomo piuttosto anonimo, ma almeno non ha mai rotto le scatole, grandissima cosa per me, anche perché sarebbe un peccato rovinare quel viso da brav’uomo che si ritrova, forse è uno degl’ultimi… o è solo bravo a fingere, come la maggior parte d’altra parte. A proposito di rompiscatole… dov’è Garret? L’unico che mi serve… non c’è! Diamine, se la sarà data a gambe levate, avrei dovuto trattenerlo in qualche modo, non voglio pensare che sia… no… nono, lo conosco da pochissimo, ma non mi sembra il tipo che si fa fare la pelle tanto facilmente, in un modo o nell’altro lo ritroverò e me la pagherà cara, mi ha fregata!




    Mi sto perdendo in ragionamenti insensati… questa stanza è decisamente inquietante, ci sono pozze di sangue vicino la porta e schizzi sui muri, queste sui divani sembrano passarsela decisamente male, la tizia vicino a me deve essere quella insipida dell’appartamento n°7, e quella la mocciosa di Wonder… quanta gente strana che abita nel palazzo.


    “Non si sono ancora svegliati?”
    “In questo istante”
    “Bene, resta di guardia, io vado a controllare l’altra stanza”


    E ora? Che cavolo succede? La porta si apre ed intravedo un casco nero, una faccia bardata e la divisa di non so qual forza armata… ma quel grosso fucilazzo che stringe tra le mani cattura tutta la mia attenzione, no… quello non mi sembra un benvenuto. Non fa neanche in tempo ad entrare che ci punta l’arma contro.
    “Finalmente... e ora vediamo chi di voi è infetto!”
    “No aspetta… infe..che? Hei Robocop, io sono perfettamente sana, che diamine ci faccio qui?”
    Mi punta di scatto, col dito sul grilletto “Siete tutti sospettati di essere infetti, tutti coloro che riportano visibili ferite sul corpo o sono entrati in contatto con del sangue, sono stati messi in quarantena.”
    Inarco un sopracciglio e do uno sguardo a me stessa “Mi sa che hai fatto cilecca, io non sono ferita”
    “Tu… hai la faccia strana!”
    Rimango basita… ho quasi voglia di mollargli qualcosa dietro, ma quell’arma è un buon motivo per non farlo, per ora decido di osservare in silenzio ed alla prima occasione buona, me la do a gambe.
    Ultima modifica di Eclisse84; 15th March 2014 alle 03:54

  4. #254
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: Household


    Zack Sawyer - Household

    I miei occhi, irritati dai raggi del sole,
    scrutano la stanza in cui mi trovo.. mi sento peggio che dopo una nottata passata tra alcol e belle donne..“Dove sono..?” .. gli effetti del gas persistono ma sembra che mi stia riprendendo.
    Un sospiro mi fa rendere conto di qualcuno poggiato alla mia spalla.. mi volto allarmato, inghiottendo un groppone di saliva, ed osservo: è una poliziotta - a giudicare dall'uniforme - dai lineamenti del viso delicati ed un corpo, a dir poco, da mozzare il fiato.. nel complesso una gran gnocca.
    "Peccato ci sia qualcosa che non mi torni o ci farei volentieri più che qualche pensierino.."
    Ricordo i sotterranei, la nostra fuga, il gas e soprattutto l’appartamento in cui mi sono addormentato con Lèonie, Adam, Moreen e Viktoria.. dunque, chi è lei? E soprattutto.. dove sono gli altri?
    Mi volto leggermente e vedo Lecrerc stesa sul divano, aggrotto le sopracciglia alla vista del tessuto macchiato, per sua fortuna le bende hanno fermato in tempo l’emorragia.
    “Mi spiace dolcezza ma da ora dovrai cavartela da sola..”.. mi rivolto ignorandola, al momento la mia priorità è pensare alla mia pellaccia.
    Do una rapida occhiata attorno, notando un’ingente quantità di sangue a terra.. “Cos’è successo qui?”.. successivamente passo lo sguardo tra i presenti ed una figura spicca rispetto le altre: Kava.
    “Dannazione..” non ne sono affatto contento, lo stare in stanza con quella donna è come giocare alla roulette russa: non sai mai quando un suo proiettile potrebbe colpirti.
    Inarco un sopracciglio in sua direzione ed osservo i restanti.. un poveraccio vicino al camino con un espressione tutto fuorché tranquilla (nda, Scott), un biondino che direi sta passando un brutto quarto d’ora in emicrania (nda, Axel), due moribonde posizionate sui divanetti e per finire Viktoria.. sempre che il nome sia vero stavolta.
    Non mi sbagliavo dunque, l’ho già vista.

    ....

    Un anno prima, in un locale di Brigdeport

    Sto giusto gustandomi il mio drink..



    ..quando due scarpe femminili si fermano di fronte a me.



    <<Questa sera mi sento sola ed ho scelto te per farmi compagnia..>> .. alzo lo sguardo lentamente.
    Gambe affusolate, unghie rosse, completino con mini micidiale e..



    .. dio che viso.
    <<..ritieniti dunque fortunato!>>



    << Sexy e spiritosa..>>
    .. le dico.. <<.. un’accoppiata a dir poco perfetta.>>
    Con andatura sinuosa si avvicina a me..



    <<Eh allora.. cosa aspetti ad offrirmi da bere?>>
    Senza troppi convenevoli attiro l’attenzione della barista.. << Un drink per la signorina..>> .. dico, ma lei subito mi blocca.
    << Perché non scegli te per me..? Quello che ti piace di più!>>
    La barista mi osserva, è spazientita..
    <<Intanto che scegliamo..>> .. stendo una banconota da 50.. <<..levi queste.>> .. indico le bottiglie vuote.
    Attendo il suo cenno di consenso per poi tornare ad occuparmi della bella misteriosa..
    << Vediamo..>> .. faccio mente locale sui cocktail più forti.. <<. che ne dici di un “distruttore”?>>
    Così la stono a dovere.
    <<Mmh.. ti piacciono le cose forti!>>.. sorrido istintivamente, loquace la ragazza.



    <<Non sai quanto..>>


    Qualche minuto dopo..

    Sculettando si avvicina a me e posa la mano..



    I nostri sguardi si incrociano, lentamente inizia ad accarezzarmi il petto accennando a scendere.
    Dopo questo breve approccio mi sussurra..
    <<Io sono Jaqueline, tu come ti chiami?>>



    Le sussurro all’orecchio.. <<Chiunque tu vuoi che io sia.. baby.>> .. ride di gusto.
    Beve un altro sorso per poi poggiare il bicchiere ed è li che nota il pacchetto di marlboro..



    <<Ci starebbe proprio bene una fumata ora..>>
    <<Peccato me ne sia rimasta solo una.>>
    <<Che ne dici di dividerla?>> .. mi guarda imbronciata.
    Come posso dirle di no?
    Afferro con una mano sigaretta ed accendino mentre con l’altra la prendo per mano accompagnandola fuori dal locale.


    Ultima modifica di Damnedgirl; 16th March 2014 alle 11:10



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  5. #255
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: Household

    Fuori dal locale..

    E’ di spalle a me poggiata al muro, faccio giusto due tiri per poi passarle la sigaretta.



    <<Grazie..>>
    .. la afferra sfiorandomi le dita.



    Continuiamo così per un po’.. finchè non faccio un tiro in cui la guardo fin troppo intensamente.
    Si avvicina per afferrarmi la sigaretta di bocca..
    Forse il suo tocco delicato sulle mie labbra..
    Forse il suo sguardo sensuale..
    Forse le sue “grazie” messe in risalto dalla spaccatura..
    O forse le sue labbra dannatamente rosse..
    Impazzisco.
    La spingo contro il muro fin troppo eccitato..



    ..la violenza dell’impatto è tanta che è costretta a sorreggersi a me.
    Con la mano libera le afferro vigorosamente il fondoschiena.. geme, lasciando cadere la sigaretta.
    La lascio, le accarezzo il viso e la bacio con passione..



    .. un rumore di tacchi ci interrompe bruscamente.



    Mi pulisco le labbra, poggiandomi al muro.
    A quanto pare è solo una “passeggiatrice” uscita dal parcheggio.



    Cerco lo sguardo di Jacqueline ma noto che fissa la donna ed in modo piuttosto inquietante.



    <<Jaqueline..?>> .. la guardo incredulo.
    Neanche il tempo di capacitarmi di cosa diavolo stia accadendo che entrambe girano l’angolo dell’edificio.



    Resto per un attimo interdetto per poi fare spallucce.



    <<Bah.. tutte le pazze a me devono capitare?!>>
    Mi incammino verso la mia moto.

    ...

    Divertito da quel ricordo penso.. “Ma quant’è piccolo il mondo..?” .. e le dico - con tono di voce normale – il nome rimasto impresso nella mia testa.. <<Jaqueline..?>>.. uno strano vociare proveniente dalla stanza accanto però mi distrae..
    <<Non si sono ancora svegliati?>>
    <<In questo istante!>>
    <<Bene, resta di guardia, io vado a controllare l’altra stanza>>
    Mormoro un..<<Ed ora che diavolo succede..?>> .. scostando - a malincuore - la ragazza da me e mi metto in piedi.
    La porta si apre per poi chiudersi rapidamente: un uomo in divisa nera, con un casco e viso coperto entra nella stanza..“La SWAT..“..ha un bel fucile coordinato all’uniforme.
    “Sono abituato ai comitati di benvenuto amichevoli..”..commento ironico nella mia testa ed istintivamente tasto il punto in cui ho riposto la Colt 1911, mi accorgo però che manca all’appello assieme al mio coltello: sono disarmato.
    Serro la mascella irritato ascoltando cosa ha da dire.. << Finalmente... ora vediamo chi di voi è infetto! >> .
    Si può sapere chi ha arruolato questo emerito imbecille? Le sue uscite sono a dir poco pessime.. replico quasi spontaneamente.
    << La nostra missione non è differente.. >> .. affermo in tono sicuro alzando, lentamente, le mie mani come segno di resa.. <<.. direi che siamo sulla stessa barca.>>
    Non faccio in tempo a finire che “l’isterica” (nda, Viktoria) interviene.. <<No aspetta… infe..che? Hei Robocop, io sono perfettamente sana, che diamine ci faccio qui?>>.
    Sgrano gli occhi incredulo..“Sei peggiorata anche in dialettica..” mentre il tipo le punta l’arma contro dicendo.. <<Siete tutti sospettati di essere infetti, tutti coloro che riportano visibili ferite sul corpo o sono entrati in contatto con del sangue, sono stati messi in quarantena.>>
    Rapidamente elaboro il motivo della mia presenza in stanza: il sangue di Lèonie, dannato me e quando mi sono improvvisato un buon samaritano!
    Ignoro il battibecco che segue, al momento devo mantenermi serio per spiegare l’accaduto.. di certo non convincerò la guardia del non essere un infetto ma almeno guadagnerò tempo prezioso.
    << Non è mio ma del capitano.. >> .. affermo serio e sicuro.. << .. ha riportato una ferita d’arma da taglio a causa di un combattimento nei sotterranei..>>.. continuo indicando con lo sguardo Lèonie.. << ..l’ho trasportata sulle spalle, entrando così in contatto con il sangue, e medicata io stesso.. per quanto mi è stato possibile..>> ..riprendo così ad osservarlo.. <<.. non è però infetta, ne sono certo>>.
    Abbasso le mani - lentamente - porgendone una alla poliziotta per aiutarla, se vuole, ad alzarsi.. sono pur sempre un gentleman.
    << Mi chiamo Zack Sawyer, sono un militare di simstate a cui è stata assegnata una missione di recupero alla palazzina household.. non voglio reagire e sono disposto a collaborare.. >> .. faccio spallucce.. <<.. non ho niente da nascondere>>.


    **Il flashback è concordato con Eclisse84.
    Ultima modifica di Damnedgirl; 16th March 2014 alle 11:07



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  6. #256
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    Re: Household

    Andrea Gillian
    Appartamento n°7 - secondo piano
    Ore 07:00

    Apro lentamente gli occhi con uno sbadiglio,




    quello che vedo non è casa mia. È una camera che ho già visto tante volte, troppe e conosco troppo bene il letto in cui mi sono svegliata «arrivo tra poco… tesoro…» la voce del viscidone mi arriva dal bagno




    “è stato tutto un sogno? Eppure era così reale… il vomito, lui riverso per terra… la poliziotta, poi lo sparo… i mostri urlanti sul soffitto… tutto una sola e semplice illusione!” mi metto dritta sollevandomi col busto, mi guardo attorno nella camera accertandomi di essere proprio nell’appartamento 25 «nota per me: non accettare mai più caramelle al miele da Miky prima di un “lavoro”.» dico sbuffando imbarazzata. Oddio, a quanto ricordi, anche l’ultima volta mi sono quasi addormentata mentre tentavamo di fare qualcosa. Fu molto imbarazzante… per lui.




    Trattengo a stento una risata. All’improvviso lo vedo uscire dal bagno con una vestaglia nera lunga fino a metà coscia che gli copre il corpo… stranamente muscoloso e tatuato e un paio di boxer bianchi




    “conosco quei tatuaggi…” penso guardandoli meglio «Ayon!?» urlo incredula, quello ricambia il mio sguardo e un sorriso compiaciuto gli si stampa sulle labbra,




    «… ma prima…» la voce cambia totalmente passando da quella altisonante e nasale del viscido a quella profonda e morbida di Ayon. Si avvicina allo stereo facendo partire una melodia composta al pianoforte. Ha un che di malinconico ma al contempo incalzante accompagnata anche dal suono di un violino “conosco questa canzone…” penso trattenedomi dall’urlargli e chiedergli una spiegazione, dopo solo un minuto la musica inizia a scemare riprendendo dopo pochi secondi come in un loop infinito, «cosa sta succedendo qui?» dico con la voce smorzata,



    si avvicina verso di me mantendo il sorriso «ti prego… Ayon… non macchiarti del mio stesso errore…» gli dico tra le lacrime indietreggiando e stendendomi sul letto mentre lo invito a unirsi a me, il mio corpo non risponde più, la mia mente non è più padrona “cosa sto facendo?”. D’improvviso il sorrisetto si trasforma in un ghigno.




    Uno schiocco di dita e in un attimo mi ritrovo con solo l’intimo addosso e con la sensazione di essere legata al letto per i polsi,




    mi guardo attorno terrorizzata, la stanza brucia tutt’intorno al letto, guardo l’uomo e un conato di vomito mi assale:




    la sua faccia è completamente tumefatta e piena di tagli, gli occhi sono interamente iniettati di sangue e la bocca è piegata in un sorriso, mostrandomi una fitta schiera di denti acuminati, urlo in preda al panico mentre inizia a salire sul letto. Delle risate si liberano dalle fiamme come se dietro di loro ci fosse un pubblico che stesse assistendo alla scena. Con terrore lo vedo completamente sopra di me,




    la puzza di morte mi raggiunge le narici «presto sarà tutto finito…» mi sussurra mentre si avvicina, urlo ancora più forte sperando che qualcuno accorra quando all’improvviso mi sento trafiggere la carne del collo e velocemente un liquido denso inizia a scivolare da quel punto bagnandomi i capelli.




    Provo un ultimo urlo ma col fiato smorzato dal dolore lancinante riesco solo a mandare dei rantoli sommessi. Chiudo gli occhi sperando che il dolore finisca e la morte sopraggiunga...










    Ultima modifica di SimsKingdom; 16th March 2014 alle 22:02

  7. #257
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    28 Maggio 2014
    Ore 07:00

    «Ayon… fermati!» dico svegliandomi di soprassalto e portandomi una mano sul collo nel punto in cui Ayon mi ha morsa,




    nel farlo do una leggera gomitata a qualcosa che mi sta accanto… o meglio, qualcuno. Tentando di riportare il respiro ad un tono più regolare guardo meglio la figura accanto a me:




    è una donna e, a giudicare dalla divisa mimetica, è un soldato. “Ecco… ci mancava solo il risveglio a letto con una soldatessa… quanto cavolo era forte quel gas?” penso imbarazzata, tornando a stendermi sul letto. In un attimo mi accorgo di non essere solamente col soldato, nella stanza ci sono anche altre persone, tre delle quali sono quelle che erano sul pianerotto quando si è scatenato il putiferio, gli unici nuovi sono la soldatessa al mio fianco,




    un soldato biondo bellamente rannicchiato per terra e un padre con una bambina in braccio, sembrano non avermi notata "perché tutti questi militari in una sola palazzina?".




    Mi volto vedendo la ragazza che mi ha salvato la vita guardare dalla finestra come se qualcosa l’avesse ipnotizzata la davanti.




    Sto per alzarmi dal comodo giaciglio quando un pianto ovattato giunge alle mie orecchie, mi volto verso la soldatessa e noto, aldilà,




    la ragazza con i capelli rossi che accompagnava la bruna piangere con la faccia infossata nelle gambe, non vedo l’altra rossa però. Sto per alzarmi ma ai piedi del letto trovo il soldato spilungone “barra gnocco!” e la tizia bionda che aveva salvato la soldatessa schizzata



    “a proposito, dov’è? Non vedo nemmeno il biondino (ndt. Axel), l’uomo di casa (ndt. Scott) e la poliziotta stronza… forse sarà morta? Meglio così…” mi volto nuovamente verso l’uomo sulla poltrona, sembra confusso ma almeno è sveglio da prima di me e sicuramente ha visto qualcosa «scusami… sai dirmi che ore sono?» per quanto ne so potrei aver dormito per giorni «e… potresti dirmi chi ci ha portati qui dentro o se hai visto qualcosa?» la voce mi esce roca e mi accorgo solo in quel momento di avere la gola completamente secca. All’improvviso nella stanza entra qualcuno, mi abbasso nuovamente fingendo di dormire e tenendo un occhio semi-aperto:




    un uomo in divisa nera è entrato nella stanza, dalla mia visuale posso vedere solo il casco integrale e parte della divisa «S-si sono sve-svegliati» dice con voce affannata “mi ha visto… è inutile fingere ancora…” mi sollevo nuovamente e noto il grosso fucile che mantiene a fatica nella mano,




    come se avesse problemi respiratori lo vedo portarsi una mano alla gola annaspando attraverso la benda del casco «Si-si sente bene?» dico allarmata e lievemente spaventata «M-mi manca l’aria» è l’unica frase che ricevo come risposta, ma dal tono sembra non essere diretta a me, bensì a qualcuno aldilà dell’auricolare, cerco di mettermi in piedi e mi rivolgo al soldato biondo ai miei piedi




    «dammi una mano per favore…» gli sussurro spaventata indicandogli l’uomo in nero, aspetto una sua eventuale risposta prima di avvicinarmi all’uomo, con tutta l’attrezzatura che trasporta potrebbe essere troppo pesante per me, ma voglio anzi devo aiutarlo, non sono stata capace di aiutare il viscido “anche se meritava la morte…” e non sono riuscita a salvare la soldatessa quando gli esseri urlanti ci hanno attaccato, non voglio che qualcun altro muoia in questo palazzo…

    *21 foto*
    Ultima modifica di SimsKingdom; 17th March 2014 alle 01:39

  8. #258
    L'avatar di mary24781
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    Re: Household

    GRUPPO 1 - MARIKO FULLBUSTER




    Sento delle voci agitate, confuse, ovattate inizialmente ma che si fanno sempre più chiare. Apro gli occhi lentamente, cercando di mettere a fuoco l'immagine che ho davanti.




    Un uomo, anche piuttosto belloccio, sta accovacciato di fronte a me, vicino ad un camino e sembra impaurito. Lo riconosco: è uno di quelli che stava con me nell'androne, quello che parlava con Kincaid. Da quanto sarò seduta qui? Mi fa male l'osso sacro. Il gas e il suo terribile odore è l'ultima cosa che ricordo. Sarò svenuta, a quanto pare non da sola. Muovo un pò il collo per scioglierlo dalla posizione scomoda in cui è stato per... mi sembra di essere qui da un mese.






    Grazie a questo gesto, mi accorgo che all'altro lato del camino, davanti alla porta, c'è un uomo vestito di nero, con una maschera antigas. Noto pure una bella macchia cremisi sul muro. Riconosco quella divisa: è della squadra SWAT. Erano questi gli ordini che avrà ricevuto Kincaid all'auricolare, quando eravamo soli? E' stato avvisato dell'intervento della SWAT?




    Il fucile ad alta precisione che impugna con sicurezza non promette niente di buono. Porto automaticamente la mano alla fondina e mi accorgo di essere disarmata. M'è sparito pure il manganello. Ok, ho appena ripreso conoscenza e sono disarmata. Disarmata. Odio essere disarmata! Perchè la SWAT mi ha disarmato? Non ha visto il distintivo sulla mia uniforme?




    D'un tratto mi rendo conto di essere poggiata a qualcosa di... muscoloso... e bhe, potrebbe esserci un risveglio migliore che quello accanto uno gnocco? Ok ha dei capelli un pò strani ma tutto sommato i tizi dai capelli strani mi sono sempre piaciuti. Ha l'uniforme da militare e proprio in quel momento mi si scosta per alzarsi e iniziare a discutere, insieme ad un'altra ragazza tutta tatuata (ndt Vik), col tizio SWAT-guardate-quanto-è-grande-il-mio-fucile. Mi ricompongo e mi accorgo che ci sono anche il soldato Kava, il ragazzo biondo che c'ha fatto entrare nel suo appartamento (ndt Axel) e due donne che non mi pare conoscere. Sono ancora svenute e sembrano ferite gravemente.




    Ok, sono decisamente sveglia e vedo bene che il soldato-strani-capelli sta discutendo con l'agente della SWAT: è in piedi, lo vedo di spalle e il panorama del suo sederino non è niente male.

    “Siete tutti sospettati di essere infetti, tutti coloro che riportano visibili ferite sul corpo o sono entrati in contatto con del sangue, sono stati messi in quarantena.”

    << Non è mio ma del capitano.... ha riportato una ferita d’arma da taglio a causa di un combattimento nei sotterranei.. l’ho trasportata sulle spalle, entrando così in contatto con il sangue, e medicata io stesso.. per quanto mi è stato possibile... non è però infetta, ne sono certo>>.

    La tatuata cerca di ribellarsi e scalpita piuttosto irritata, ma ne riceve solo del sarcasmo. Solo alle parole del bel soldato mi accorgo che dietro di me, sul divano, è stesa un'altra soldatessa. Anche lei sembra parecchio ferita e perde sangue. Così lei è il capitano... forse erano loro, e non la SWAT, che avevano contatto Kincaid per una missione di recupero, di solito questi militari sono atti a questo compito... recupero da un'epidemia! Porca mucca mannara! Quel drogato, la bestia con le sembianze di Wonder, quelle "cose" attaccate ai muri... tutto il risultato di un'epidemia? E noi siamo in quarantena? C'è una cosa che odio più di essere disarmata: le malattie e le persone infette!




    Il ragazzo si volta verso di me e mi tende la mano per aiutarmi a rimettermi in piedi e si presenta a tutti.
    << Mi chiamo Zack Sawyer, sono un militare di Simstate a cui è stata assegnata una missione di recupero alla palazzina household.. non voglio reagire e sono disposto a collaborare.. non ho niente da nascondere>>.




    Zack, bel nome. In effetti, non sembra ferito e il sangue non è suo. Ha una cicatrice sul viso, ma sembra vecchia, precedente a questo macello. E' proprio bello, quello sfregio gli dà pure del fascino in più. Se fossimo in un locale sarei già appartata con lui a godermi la vita. Comunque, potrebbe non essere infetto. La sua capitana, invece, non ci giurerei.




    "Ehm, sono l'agente Mariko Fullbuster ed eravamo qui per indagare su delle aggressioni avvenute nel condominio di recente... come può denotare, non sono ferita, agente, ho solo un piccolo bernoccolino sulla fronte che è in via di guarigione e che non ha mai sanguinato. Se vuole le posso mostrare che non sono ferita da nessun'altra parte" ammicco un pò maliziosa e cercando di conquistare la simpatia di questo Dart Fener. Con gli uomini, di solito, fare la carina funziona. Sono così allocchi, con due moine si mettono KO. "Come mai non è stato chiamato un medico? E' certamente evidente che ci sono dei civili e un militare compromessi, è un nostro diritto avere soccorso... si mette la gente in quarantena in un ospedale e non in un appartamento, no? Se solo lei potesse comunicare ai suoi superiori che abbiamo persone bisognose di cure mediche, gliene saremmo tanto grati, sono certa che lei capirà l'urgenza di questa situazione" spiego cercando di usare il tono più mellifluo che conosco, sbattendo gli occhioni da cerbiatta indifesa. Se una cosa ho imparato sui militari e sugli agenti delle forze speciali, è che prenderli con la prepotenza li fa solo incazzare. Sono muli ottusi che obbediscono agli ordini, spero davvero di averlo per lo meno convinto a chiamare i suoi superiori.




    Mi rivolgo poi sottovoce a Zack, così da non farmi sentire da altri.
    "Attento, come fai ad essere sicuro che la tua capitana sia sana? Non sappiamo niente di questa infezione, possiamo solo dedurre che c'entra il sangue e... lei è ferita e perde sangue... così come le altre due donne e il soldato Kava... spero ci mandino un dottore, così potremo chiedere spiegazioni e magari uscire di qui".
    Mi conviene tenermelo buono con la speranza che arrivi un dottore; non è ferito, ha meno probabilità del suo capitano di essere infetto. E io? Sarò infetta? Non ho nemmeno una carie, non ho nessun graffio, il bernoccolo è quasi guarito e non ha ferite. Devo pensare con freddezza: se l'infezione dipende dal sangue, da come fa capire questo qua, io con la maggiore probabilità sono sana. Sana.




    Mi rivolgo anche alla ragazza tatuata, di cui al momento mi preme il suo non essere apparentemente ferita.
    "Si calmi, sono certa che arriverà un medico per verificare i nostri stati di salute... può dirmi il suo nome? Non per fare amicizia, ma mi pare comodo conoscerci dato che, come ha ricordato prima il soldato Sawyer, siamo tutti sulla stessa barca" le dico con professionalità.




    Stessa barca un corno, io come al solito sto solo sulla mia ed è già pronta per salpare lontano. Ma una testa calda che fa incazzare "Mr Ti punto il fucile" è l'ultima cosa che mi serve perchè voglio un medico, così posso allontanarmi da chi è infetto, se c'è qualcuno tra noi che effettivamente lo è.

  9. #259
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Household

    Scott Walker
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    Sento tutti i muscoli intorpiditi. Ho gli occhi umidi, le gambe pesanti, la fronte sudata. Vedo tutto nero. Cerco di aprire gli occhi, quando mi rendo conto che sono già aperti. Ma dove sono? Sono in piedi, di questo sono sicuro, ma dove? Inizio a muovermi, a camminare, a guardarmi in giro. Devo capire dove sono finito. Cammino, poi aumento il passo, infine corro a perdifiato. Corro, corro, ma è tutto nero, tutto uguale. Sembra di essere in un posto enorme, infinito, ma allo stesso tempo mi sembra di essere chiuso in uno spazio angusto, senza uscita. Poi una luce. Forse sono morto. E' una luce fioca, calda, rassicurante, ma anche angosciante, che disegna delle sagome. Mi avvicino. Inizio a distinguere una forma, anzi due forme. Un uomo e una donna, abbracciati, ai loro piedi un tappeto di fiori e petali colorati. Faccio qualche altro passo. Le gambe sono due macigni, vorrei staccarmele e proseguire strisciando. Aguzzo la vista. E' Kate e ... io. Siamo io e Kate, da giovani, appena sposati.



    Ma cosa? Vorrei dire qualcosa, ma non riesco, o forse non posso. Sembrano essersi accorti della mia presenza, ora mi stanno fissando. L'altro me mi guarda dritto negli occhi, poi indica qualcosa alle mie spalle, senza cambiare espressione. Mi volto di scatto. Un'immagine analoga: una debole luce, un tappeto di fiori azzurri e una sola sagoma, questa volta. Mi avvicino quindi alla nuova figura misteriosa. Ad ogni passo la figura diventa più definita, il cuore batte all'impazzata e capisco di chi si tratta un istante prima che la figura si mostri completamente: è Joel. E' proprio lui.



    La gambe improvvisamente si fanno leggere, libere. In pochi passi gli sono vicinissimo. Lo stringo forte tra le mie braccia. Vorrei dirgli un sacco di cose: perchè non mi hai chiamato? Che fine hai fatto? Perchè non sei venuto a cercarmi? e invece riesco a solo a tenerlo stretto al mio petto.



    Sento il suo profumo forte stuzzicarmi le narici. Mi sei mancato così tanto, penso mentre lo bacio. Lui mi lascia fare, non dice niente.



    Sento il mio corpo pervaso da un calore indescrivibile. Mi sento caldo, caldo come il fuoco. Poi capisco. Nulla di tutto ciò è reale. Joel non è qui con me, io sono alla Household, e l'arredamento dell'appartamento della famiglia Russel me lo ricorda. Stavo sognando, purtroppo. Il calore umano era solo il calore del camino a cui mi trovavo vicino. Mi metto seduto accanto di esso. Sento uno zigomo pulsare, lo sfioro automaticamente con una mano: mi fa un male cane. Devo essere caduto male quando il gas si è diffuso nella palazzina. A proposito, ma non eravamo entrati nel'appartamento di Blonde? Questa non è casa sua. E sopratutto, queste non sono le persone con cui mi trovavo prima di addormentarmi. Ma quanto ho dormito? Inizio a farmi prendere dal panico. Tra le persone che affollano la stanza noto subito Silvia Russel, la proprietaria dell'appartamento: sta dormendo, e sembra ferita. Sto per alzarmi per andare a controllarla da vicino, quando una figura nera fa capolino nella stanza. Sembra un agente della SWAT. Tempo pochi secondi e nella stanza si scatena il putiferio: pare che stia insinuando che siamo infetti, teoria che non piace affatto a nessuno dei presenti, i quali non esitano a mostrare il loro disappunto. Tra i presenti riconosco la poliziotta di prima, Blonde, la Masters e la soldatessa dai capelli corti. Sul divano c'è anche Diane, la quale ha un aspetto davvero orribile. Solo ora noto l'evidente morso che ha sul braccio. E'stata morsa allora! Non riconosco solo i due soldati. Mentre la poliziotta cerca di convincere l'agente della SWAT a mandare un medico per visitarci, idea che condivido pienamente, mi avvicino alla signora Russel. Dove sarà il resto della sua famiglia? Forse sono fuori casa, speriamo che sia così. La prendo per le spalle e inizio a scuoterla leggermente, chiamandola sottovoce: -"Signora Russel, signora Russel, mi sente? Deve svegliarsi."- Spero vivamente che riprenda conoscenza alla svelta, e la vistosa arma del nostro nuovo amico puntata addosso non contribuisce certo a mettermi di buon umore. Mentre aspetto un' eventuale risposta da parte della mia vicina, mi paro davanti a Diane, così da ostacolare la vista all'agente della SWAT: la ragazzina non ha un bell'aspetto, e temo che non ci penseranno due volte prima di farle fare una brutta fine ... Il sangue sulle pareti della stanza ne è la prova, qui c'è già stata una carneficina.

    Nota: se ho tempo nei prossimi giorno aggiungo le altre foto.





  10. #260
    sim esperto L'avatar di Laurel*
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    Re: Household

    Moreen Evans
    Piano terra - Pianerottolo Household

    Riesco a raggiungere a stento la porta dell’appartamento aperto dalla tatuata insieme al resto del mio gruppo. Sto quasi per tirare un sospiro di sollievo, mentre la porta si richiude, al pensiero che siamo riusciti a metterci in salvo tutti quando mi rendo conto che all’appello manca il “fidanzato” di Viktoria. Ma ormai è troppo tardi per ritornare là fuori e le forze mi vengono meno. Ho giusto il tempo di mettere a terra Lèonie prima di scivolare in sonno profondo.



    Secondo piano Household - Appartamento 7

    28 Maggio 2014
    Ore: 07:00

    Mi risveglio lentamente su qualcosa di morbido. Inizialmente sono quasi convinta di essere nel letto di casa mia, ma una gomitata mi riporta alla realtà ricordandomi delle missione e di ciò che è accaduto prima che perdessi i sensi.


    Apro immediatamente gli occhi e scopro di trovarmi in uno scenario completamente diverso da quello in cui mi sono addormentata: sono sdraiata su di un letto e per terra vicino a me c’è una ragazza mai vista prima d’ora che piange. Gli effetti del gas sembrano essere del tutto svaniti.



    Mi tiro su e voltandomi dall’altro lato scopro chi mi ha colpito pochi secondi fa: una ragazza dai capelli rossi e gli abiti piuttosto succinti. Sembra confusa almeno quanto me.



    Tiro invece un sospiro di sollievo quando riconosco la testa bionda di Adam seduto per terra.



    Continuando a studiare la stanza scopro la presenza di altri sconosciuti: una coppia con la testa appoggiata sul bordo letto, un uomo con una bambina in braccio, probabilmente sua figlia, e una ragazza dai capelli corvini. Quest’ultima è intenta ad osservare qualcosa fuori della finestra da cui proviene un debole bagliore di luce. Quando abbiamo iniziato la missione era da poco diventato buio, possibile che ora sia già mattina e che noi abbiamo dormito per tutto questo tempo?



    Concludo l'ispezione della stanza senza trovare nessuna traccia Lèonie, Sawyer e Viktoria. Chissà dove sono finiti. Sono preoccupata per il capitano; ha bisogno di essere vista al più presto da un medico. Dovrei provare al più presto a contattarli con l’auricolare.
    Sento poi la ragazza accanto a me sul letto rivolgersi verso l’uomo sulla poltrona e chiedergli se conosce l’ora e se ha visto chi ci ha portati qui. Effettivamente è una bella domanda a cui vorrei trovare una risposta. Dovrei anch’io fare qualche domanda a qualcuno, ma mi preme prima tranquillizzare la ragazza che piange ai piedi del letto. Mi alzo e poi mi abbasso in modo da essere alla sua altezza.
    «Ehi… stai bene?» - Cerco di usare un tono tranquillo e spero rassicurante -«So che la situazione che stiamo vivendo non è facile, ma ti prometto che farò tutto il possibile per far uscire te e gli altri da qui sani e salvi.» - Sperando che i miei sforzi valgano a qualcosa - «Io sono Moreen comunque. Tu invece?» Concludo accennando un sorriso. Spero di essere riuscita a rassicurarla almeno un po’.



    «S-si sono sve-svegliati» Improvvisamente dalla porta entra un uomo dalla divisa nera; indossa un casco e una benda che impediscono di vedere il suo volto. In mano stringe un fucile a pressione. È uno degli SWAT.



    Mi alzo in piedi e mi volto verso di lui: «È stato lei a portarci qui? Dove sono gli altri?». Lo sento parlare, ma non sembra rivolgersi a me bensì a qualcuno dietro il suo auricolare. Continuo a fissarlo in attesa di una risposta quando noto che sembra affaticato, sembra quasi che abbia difficoltà a reggersi in piedi.
    «Si-si sente bene?» Domanda allarmata la ragazza dai capelli rossi. Per tutta risposta l’uomo si porta una mano alla gola e biascica qualche parola: «M-mi manca l’aria». Immediatamente la ragazza si rivolge ad Adam chiedendogli di aiutarla a soccorre l’uomo in divisa. Neppure io però posso ignorare una persona che necessita di aiuto.
    Precedo quindi i due e mi avvicino velocemente all’uomo. Intendo per prima cosa togliergli quella benda e poi quel casco. Se ciò non bastasse, provvederò insieme ad Adam a trasportarlo vicino alla finestra o a compiere qualsiasi altra cosa necessaria per farlo riprendere.
    ​Foto: 8
    Ultima modifica di Laurel*; 30th June 2014 alle 23:20

 

 
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