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  1. #261
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: Household

    Allison Greene
    2° piano Household
    Appartamento n 7

    La prima cosa di cui mi rendo conto appena riacquisto conoscenza è che mi fa male tutto. Subito realizzo infatti di non essere nel mio comodissimo letto a una piazza e mezza, anzi; sono sdraiata su un qualcosa di decisamente scomodo, e a giudicare dai miei muscoli doloranti devo aver dormito per un bel po' di tempo.


    Apro lentamente gli occhi e azzardo ad alzarmi. Pessima, pessima idea: un raggio di sole (ma quanto diamine ho dormito?) mi colpisce direttamente in faccia e le lacrime mi offuscano la vista. Guardo fuori dalla finestra, stordita: i miei occhi si posano sulla mandria di persone che sta...pascolando, pascolando è il termine adatto, apparentemente senza una meta. Sono ovunque: in strada, nel prato...ma quell'uomo non ha un braccio? Osservo meglio e strabuzzo gli occhi quando mi rendo conto di quello che sto vedendo. Mi rimangio quello che ho detto prima, non è una mandria di uomini: è una mandria di zombie. Zombie, come se fossi protagonista di un dannato film di serie B.


    A questo punto i ricordi mi travolgono come una valanga. L'appuntamento con Jacob, la Household, Stephenie, le strane creature, la poliziotta stronza, il gas soporifero...ricordo tutto.
    Mi guardo intorno, colta dal panico. Sono in un appartamento, credo, forse quello del ragazzo biondo, quello con la chiave. Non riesco a individuarlo...vedo però la ragazza coi capelli rossi, è sdraiata vicino a una donna in uniforme. Ai piedi del letto c'è un uomo, anch'esso in uniforme, che sembra crucciato, spero non abbia dormito per terra. Riconosco poi Kincaid, Stephenie che sta piangendo disperata (non la biasimo), altri condomini...e un uomo completamente vestito di nero, con un casco in testa, che parla al suo auricolare. Non c'è dubbio: è uno SWAT.


    Approfitto della confusione generale per fare una foto agli zombie fuori dalla finestra. Con questa e quella di Jacob mi pregheranno in ginocchio di accettare il pulitz...un momento. Frugo nelle tasche alla ricerca delle foto che ho scattato, ma trovo solo il mio taser e il mio taccuino. È sparita pure l'agenda di Wonder. No, non è sparita: me l'hanno presa. Sento il battito accelerare: qualcuno, probabilmente lo SWAT, ha osato perquisirmi mentre dormivo e mi ha rubato l'unica cosa che poteva aiutarmi a fare luce su questo casino.
    <<È uno scherzo, vero?>>, urlo alzandomi di scatto, ignorando il dolore alle gambe attenuato dall'adrenalina, e mi fiondo davanti allo SWAT (mi accorgo solo ora dell'enorme fucile, ma sono troppo arrabbiata per tornare a sedere).


    Urlo ancora, sperando che chiunque ci sia dall'altro lato dell'auricolare riesca a sentirmi: <<Patti chiari e amicizia lunga: io sono pronta a collaborare solo se lo siete anche voi. Restituitemi l'agenda e le foto, e diteci dov'è la sorella [nda: Diane] della bambina. Non vedete che è terrorizzata? Dov'è la vostra umanità?>>


    Noto che l'uomo si sta sentendo male. <<E levati quel casco, che stai soffocando. Nessuno di noi è entrato a contatto col siero, non siamo infetti>>, dico con un tono più dolce. Ho nominato il siero apposta: voglio far sapere allo SWAT e a chiunque sia implicato in questa storia che so più di quanto si aspettano. Che non sono una semplice pedina del loro gioco.
    Alcune persone si avvicinano per aiutare l'agente speciale. Mi unisco a loro, accantonando per un momento la rabbia. Sono infuriata, ma non posso lasciar morire un essere umano.
    Our wills and fates do so contrary run

  2. #262
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Brad Kinkaid
    Gruppo 2

    E’ la confusione totale… ma cosa è successo? Ricordo il gas, ricordo l’appartamento, Fiona, Kava e tutti gli altri… ricordo che l’ora del tramonto era passata da un po’ ed ora… i miei occhi ancora appannati vengono quasi travolti da raggi di sole. Lentamente le palpebre si tirano su, non credo aver mai fatto tanta fatica per un movimento così semplice e meccanico, mi sento come se le avessi prese da dieci uomini messi insieme. Quando mi rendo conto di dove sono, sgrano gli occhi istintivamente, conosco questo appartamento e conosco l’uomo seduto di fronte a me, con sua figlia tra le braccia… ma che diamine è successo? Mi rendo conto che Fiona è accanto a me, per un attimo ho un flash che mi attraversa la mente… non eravamo però ai piedi di un letto, ma lei dormiva beatamente come ora… cerco di rimandare indietro questo ricordo e mi concentro su ciò che mi circonda. C’è la ragazza col trucco strano, fissa la finestra e ciò che vi è oltre con sguardo perplesso/allucinato… sarebbe il caso che controllassi di persona, ma mentre cerco di recuperare il controllo degli arti, per potermi alzare, sento il pianto di qualcuno e volto istintivamente per vedere chi è. La prima cosa che incrocia il mio sguardo, sono paio di gambe sottili ed affusolate, mi viene naturale seguirne la linea e devo ammettere che il panorama non è affatto male, questi vestitini succinti di oggi hanno il loro perché. Vi sono anche una militare, della quale non vedo bene il volto da qui e quella che sta piangendo è la piccola Wonder, a giudicare dai capelli rossi che riesco ad intravedere… ah si, c’è anche un altro militare biondo rannicchiato in un angolo, non mi sembra nuovo…sicuramente ci siamo già visti e di certo fanno parte della squadra che ha inviato Mustang. Kava… diamine, non vedo Kava e neanche, la poliziotta gnocca ed un altro paio con i quali ero prima di svenire… mi sento tremendamente confuso… che giorno è? Che ore sono? Mia sorella… devo sapere come sta e… oddio sono pieno di domande.

    “S-si sono sve-svegliati… M-mi manca l’aria”

    La Swat? Che diamine…? sto per avvicinarmi per soccorrerlo, quei caschi maledetti sono delle trappole, ma… il mio istinto mi mette in allerta, qualcosa non mi quadra. Mi viene naturale pararmi avanti la bambina, i più indifesi prima di tutto, lo Swat ha già delle persone a soccorrerlo, se sopraggiungessi anche io, si farebbe solo caos.
    Ultima modifica di Eclisse84; 20th March 2014 alle 13:14

  3. #263
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Fiona Bertinelli
    gruppo 2

    Helena…
    La richiamo più e più volte nella mia mente, è tutto buio… è tutto vuoto… sento solo l’eco dei miei pensieri.
    Chiamo a gran voce mia sorella, forse l’unica… la sola della quale necessito veramente, un pezzo di me… senza di lei… il nulla.
    Mi sento cadere, come se sotto ai miei piedi non ci fosse pavimento ed intorno le pareti fossero crollate, alzo il capo ed il tetto è stato strappato via, non vedo la fine di questo pozzo nero.

    Sono delle voci a riportarmi in dietro… come delle corde alle quali aggrapparmi e ritornarne alla lucidità

    Voci già sentite
    Voci sconosciute…

    Apro gli occhi a fatica e la realtà riprende consistenza: un pavimento, mura,tetto… persone
    Riprendo coscienza e mi accorgo che… è mattina? Quante ore son trascorse? Devo riprendere l’abitudine di mettere l’orologio e… Mamma… doveva essere qui… mi alzo di scatto allarmata e la cerco con lo sguardo
    Non c’è… non c’è…
    Sento che il panico sta per prendere il sopravvento e tutta la confusione che c’è intorno a me, non fa altro che peggiorare le cose.

    “Brad” è l’unica parola che riesco a formulare….
    Ultima modifica di Eclisse84; 21st March 2014 alle 14:24

  4. #264
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Alex Blonde salta il turno per aver fatto scadere le 72 ore a disposizione.
    Tocca a Lèonie Lecrerc

  5. #265
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Household

    Lèonie Picard Lecrerc
    Palazzina Household
    Appartamento n° 7 - Secondo piano

    Buio.
    Sono piombata in una sorta di limbo dalle quale non ho la forza di uscire, vorrei svegliarmi aprire gli occhi eppure c’è un qualcosa che mi impedisce di farlo.
    Improvvisamente una figura dalla definita consistenza fa breccia nei miei pensieri…



    “ Lèonie…”
    Una voce sussurrata giunge alle mie orecchie…
    “ Lèonie…svegliati…”
    Apro gli occhi e ciò che vedo è una massa bianca prendere forma nelle tenebre.
    Rayan….” Riesco a mormorare tirandomi a sedere vedendo il volto di colui che ho amato, mentre uno strano senso di oppressione mi assale



    “ Cosa ci fai qui? “
    “ Non lo so … “ mormoro confusa per poi riconnettere la mente con ciò che è accaduto .
    “Io…la ferita…il gas...ho perso conoscenza?” Chiedo ricevendo in risposta un suo annuire.
    “Il tuo compito non è finito e tu sei ancora viva…e cerca di restarlo.”
    Lo vedo sorridermi nel buio dove le uniche luci presenti siamo io e Lui…mi prende per mano e mi aiuta ad alzarmi …



    …si avvicina a me, a quella che è la mia coscienza che ha assunto le mie sembianze e le sue labbra si posano sulle mie, mentre un nuovo soffio vitale sembra riempirmi i polmoni.
    E’ tutto un sogno, lo so, ne sono consapevole.
    Che strano trovarmi qui…avevo quasi scordato il tocco delle sue labbra, è solo una sensazione, un brivido eppure….eppure è un qualcosa che torna prepotentemente alla mente, un qualcosa di inreale certo, un qualcosa di assopito.
    Vorrei restare nel tepore del limbo creato dalla mia coscienza.
    Vorrei non dovermi allontanare nuovamente da Lui.
    Vorrei che tutto ciò che mi sta accadendo attorno, mi scivolasse di dosso, come un fresco torrente di montagna.
    Vorrei dimenticare per un attimo la me stessa presente per poter capire chi realmente io sono…cosa la mia mente ingannatrice mi nasconde.




    Vorrei…ma non posso, un qualcosa più forte della mia coscienza mi dice di andare, di allontanarmi da qui, di riaprire gli occhi nuovamente al presente, di tornare nel caos di quella palazzina infestata da chissà che genere di creature mentre scene di quello che ho vissuto dall’arrivo in questo luogo maledetto compreso il dolore lancinante al fianco, mi passano davanti agli occhi…probabilmente nella mia vita non c’è spazio per la felicità.
    Una lacrima. Mi sveglio.



    Sono sdraiata su qualcosa di morbido, caldo rispetto ad un pavimento, forse un letto o divano ,apro gli occhi umidi e la prima cosa che vedo e mi ferisce la vista, sono i tiepidi bagliori di un sole mattutino mentre due teste mi disturbano la visuale, riconosco la capigliatura insolita di Sawyer, accanto a lui una testa corvina dai capelli lunghi… una donna… qualcosa di umido mi bagna una guancia, una lacrima.. lacrima che ricamandomi il viso scivola silenziosa infrangendosi sul tessuto sottostante e nel mentre un dolore, il fianco…la ferita mi riporta alla cruda realtà.


    Continua...

  6. #266
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    Cerco di concentrarmi sulla situazione, sul luogo che non conosco, anche perchè l’appartamento in cui ero entrata mi sembrava diverso, attorno a me, voci si mescolano impedendomi di capire bene cosa stanno dicendo, nonostante il dolore - che non accenna a diminuire - faccio mente locale.

    - Che ore sono? Sole? Ma non era il crepuscolo quando ho iniziato questa missione? Quanto tempo è passato da allora? Ricordo l’entrata, i sotterranei, le strane creature che ci hanno aggredito, la ferita….già la ferita, il dolore è ancora presente…il corridoio anonimo della palazzina invaso dal gas...il tentativo andato a vuoto di scassinare una serratura, unica ancora di salvezza…Evans che mi ha spostato quasi a forza da quella porta e mi ha condotto verso un’altra…aperta…già la strana donna assieme all’uomo dallo sguardo famigliare e freddo che ci hanno raggiunto dalle scale... poi il buio, ho perso conoscenza.
    Ma tutto questo sangue attorno?
    Cosa è accaduto ? -

    Cerco di muovermi per assumere una posizione più comoda ma ad ogni movimento la ferita pulsa, il grezzo tessuto del divano è sporco di sangue; del mio sangue ? Devo averne perso molto nonostante la fasciatura di Sawyer , sembrava avesse smesso di sanguinare ancora prima ma probabilmente mi sbagliavo. Mi guardo la mano guantata poggiata sul fianco… è sporca, ma sembra sangue rappresso devo trovare qualcosa o qualcuno per curarmi prima che si infetti. Mi guardo attorno in cerca di un qualcosa di utile…improvvisamente il mio sguardo incontra le spalle di Sawyer ma i suoi occhi mi sfuggono, poi guardo nuovamente la testa corvina che gli sta accanto, chi sarà? Una strana e immotivata gelosia mi attraversa, come quella volta che lo pescai con quella ragazza dai capelli castani nei dormitori della base…scuoto la testa e scaccio il pensiero e l’immagine passata di loro due avvinghiati. ..



    Abbasso gli occhi per non mostrare ai presenti il mio turbamento interiore e poi scosto lo sguardo dalle sue larghe spalle contrariata .

    Cerco poi i volti famigliari di Miller ed Evans, ma non li trovo.
    Dove sono !? Devono per forza essere qui da qualche parte, sono più che sicura siano entrati dopo che la strana tizia tatuata ha aperto la porta di un’ appartamento…e il tizio dallo sguardo di ghiaccio? Un momento…ora ricordo…quello sguardo…no non posso essermi sbagliata, uno sguardo del genere non si dimentica.

    Anni prima….

    Era una tiepida giornata di primavera e volevo restare un po’ di tempo sola a riflettere su quello che era accaduto a Rayan settimane prima, quel maledetto giorno….sapevo che quel posto mi era interdetto dai miei genitori adottivi , dicevano che per me era pericoloso più di chiunque altro recarmici e effettivamente solo in seguito me ne spiegarono il motivo, ma io in quel momento avevo bisogno di restare sola, di sfogarmi in silenzio senza rivelare le mie debolezze a chi magari non avrebbe potuto comprenderle e quello era il posto adatto….essendo piuttosto ribelle anche se rispettosa nei loro confronti ricordo che non li ascoltai, non so perché quel giorno andai li, era come se un qualcosa mi attirasse in quel posto come se avessi con esso un invisibile legame…



    Risalii il fiume che anni prima con le sue acque aveva quasi rischiato di uccidermi…
    ”Chissà com’è morire…” mi domandai pensando a ciò che deve aver provato Rayan in quell’attimo prima del buio totale, buio in cui anche io ero piombata ma a cui sono stata risparmiata, e di cui non servo ricordo se non qualche immagine sconnessa che ogni tanto si fa viva nella mia mente . Calde lacrime mi rigarono il viso quel giorno, le ultime mi dissi che avrei versato ricacciando e sigillando dentro di me il dolore, non potevo piangere, non dovevo, dovevo essere forte per lui e per me e per il mio futuro, un futuro che avrei dovuto vivere senza averlo accanto , senza averlo vicino a confortarmi nel momento del bisogno …


    …senza rendermene conto raggiunsi l’ansa in cui Marck Picard mi trovò e li mi sedetti su alcuni gradini in pietra che portavano verso un piccolo ponte coperto per metà da arbusti e rovi che da troppo tempo non venivano tagliati, e li pensai a ciò che di li in poi avrei fatto di me e della mia vita a metà…. ad un tratto un raggio di luce sfuggito al sole colpì un qualcosa , un qualcosa il cui riflesso arrivò violento ai miei occhi ancora umidi dal pianto, mi asciugai quel che restava del sale sulle mie guance e mi alzai da li e andai curiosamente a controllare la fonte di tale riflesso, forse un pezzo di vetro o forse solo un frammento di latta portato dalla corrente, invece fu li che vidi ciò che realmente stava creando il gioco di luce;



    … era un superficie piatta , sporca ed incrostata di fango , la raccolsi tra i cespugli pulendola un po’ scoprendone sotto un qualcosa, un incisione, forse una scritta su una superficie lucida non rovinata dall’acqua; e poi non appena alzai il viso vidi dapprima un paio di gambe…un busto


    Continua...



  7. #267
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    poi il suo viso sbucare da vicino ad alcuni cespugli di azalee facendomi sobbalzare.



    Si diresse verso di me con passo lento ma deciso. La sua carnagione era chiara quasi diafana, mentre i suoi occhi di un indefinito colore nel sole di quel giorno mi parvero freddi e velati da una profonda tristezza, poi vidi la cicatrice , non chiesi nulla, non dissi nulla mi limitai a guardarlo e a stringere ancor di più tra le mani ciò che avevo trovato. Era lui colui della quale avrei dovuto avere paura? No, non era il suo sguardo che dovevo temere; anche se non sapevo bene quel mio sesto senso a cosa fosse dovuto; nonostante non conoscessi quello strano personaggio mi sembrava di capire dal suo enigmatico volto che era una persona che come me , aveva sofferto per un qualcosa, fu lui il primo a parlare:


    «Ragazza... fammi vedere.» mi disse atono, con voce bassa e rauca.
    “Mi spiace deluderti ma non credo sia qualcosa di tuo e comunque ho un nome, non mi chiamo ragazza” gli risposi a tono fissandolo intensamente negli occhi cercando di capire le sue intenzioni.
    “ Chi sei ?” aggiunsi
    «Non credo abbia la minima importanza.» controbatté, vagamente infastidito alla mia domanda
    “ Bel modo di rispondere! Vuoi un qualcosa da me senza nemmeno presentarti? Potrei pensare di risponderti riguardo ciò che ho trovato allo stesso modo ”
    «Potresti. Non farebbe differenza.»
    “ Sono brava a menar le mani quando serve, ma mi hai beccata in un momento in cui non ho voglia di litigare però…mi spiace…” gli rispondo cercando di essere diplomatica e non cercare guai, non mi sembra il classico ragazzo con cui andare a cena il sabato sera.


    «Vorrei solo vedere l'oggetto che hai trovato.» mi disse avanzando, fermandosi prima di potermi toccare, fecendomi poi segno con le due dita di dargli ciò che avevo trovato.
    “ Hei ma che modi sono? E che pretese!” risposi aprendo la mano sbuffando e mostrando ai suoi occhi ciò che avevo trovato tra i cespugli.
    «Una piastrina.» Disse, dimostrandosi forse deluso, ma interessato. «Non due. Curioso... » aggiunse fissandomi intensamente. Ciò che pronunciò mi incuriosì.
    “ Scusa, cosa hai detto?” chiesi appianando un po’ l’attrito tra di noi
    «E' solo una. Vecchia, sporca... » La prese delicatamente, e si fermò a rigirarla tra le dita.
    «Singola. Non due.»



    “ Singola e … non due? ” ripetei interrogativa fissando l’oggetto incurante di colui che mi stava davanti e che mi stava osservando di sottecchi curioso; probabilmente dovevo essergli sembrata un emerita ebete…
    «E' consuetudine vadano a coppie.» Lo vidi sospirare intento a grattare col pollice il fango che la ricopriva.«Il materiale di cui è costruita non si ossida, vedi?» Me la mostrò girandola leggermente.
    «I militari fanno incidere in doppia copia il proprio nome e cognome, il numero di matricola, il gruppo d'appartenenza. A volte, anche una frase a piacere. Quando vengono impiegati in azioni di guerra sono tenuti a indossarle entrambe: se la persona che le porta muore, una viene lasciata sul corpo per i funerali di rito.» Finì di maneggiarla con attenzione, facendo una lunga pausa.


    Continua...
    Ultima modifica di DELTAG; 1st April 2014 alle 14:04

  8. #268
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    «L'altra viene notificata e registrata per il decesso, e mandata ai familiari.»
    Me la restituì senza una parola.
    Lo guardai curiosa e un po’ divertita:
    “ Senti, non mi ispiri molta fiducia e questo è palese, ma ti ringrazio per l’informazione ” risposi pensando alla piastrina militare che avevo addosso il giorno del mio ritrovamento, quella che possedevo io aveva scritto un nome e una serie di numeri ; mentre questa forse nascondeva una frase, grattai ancora un po’ la superficie portando pian piano alla luce altri caratteri che divennero lettere e poi lettere che composero una frase, frase che lessi ad alta voce sotto gli occhi indagatori dello strano personaggio:
    “ Uccidere è il coraggio di un attimo; vivere è il coraggio di una vita.”



    Alzai gli occhi e senza rendermene conto gli sorrisi e lui mi fissò sconcertato, probabilmente non era abituato ai sorrisi sinceri della gente e dopo un attimo di silenzio disse
    «Un bel consiglio. Dovresti seguirlo.»



    “ Forse…” ma nel rispondere la mia mente corse alla piastrina che avevo a casa, i bordi di quella che avevo trovato sembravano corrispondere con quelli della mia piastrina. Che strana coincidenza osservai tra me, ma dovevo assolutamente verificare.



    Non aspettò che finissi di rispondergli, quando mi voltai se ne stava già andando con un mezzo sorriso, senza lasciarmi il tempo di salutarlo e chiedergli nuovamente il nome.

    Palazzina Household – app. n° 7

    Si, credo sia proprio lui, mi sono ricordata ripescando dalla mente quello sguardo e pensare che quel giorno non sono riuscita nemmeno a sapere il suo nome, è a lui che devo la frase incisa sulla mia Colt…dove sarà ora?
    E queste altre persone chi sono? Civili forse?
    Oltre alle facce famigliari, noto un uomo di bell’aspetto vicino al caminetto, sembra piuttosto scosso, preoccupato per qualcosa… poi c’è un biondino ricciolo ossigenato seduto sul pavimento davanti alla tatuata… Viktoria mi sembra si chiami, lei lo osserva, magari si conoscono… poi due donne ancora assopite sui divani ferite e una mi sembra abbia un segno strano sul braccio; in piedi riconosco la figura statica e robotica di Kava ha un taglio sul viso ma il suo sguardo da automa non incrocia il mio…. e Kincaid? Non dovrebbe esserci anche lui con Kava?
    Tanti pensieri affollano la mia mente mentre la lucidità sta tornando padrona di me, ma per prima cosa voglio capire chi sono queste persone, e se almeno loro sanno cosa sia successo in questa palazzina prima del nostro arrivo o mentre eravamo nei sotterranei, tutto qui sembra strano confuso e secondo me quello che qui sta accadendo è completamente fuori dalla concezione umana, di sicuro per quel che posso capire qui non è questione di un presunto attacco bioterroristico ma la realtà è ben più pericolosa e complessa.



    Mi tiro a sedere non riuscendoci del tutto cercando di non sforzare troppo la ferita, non vorrei ricominciasse a sanguinare ; improvvisamente i miei sensi si attivano, come per il gas.. sposto lo guardo dai presenti e fisso la porta dalla quale presumo siamo entrati…sento dei passi…
    “… in questo istante “
    Una voce metallica attira la mia attenzione
    Infilo d’istinto la mano nella fondina interna alla giacca per estrarre la mia fedele Colt, ma con disappunto mi accorgo di non averla più con me, provo a controllare nello scarponcino se almeno ho con me il coltello, ma anche quello sembra essere sparito. Sono disarmata.


    Continua...



    Ultima modifica di DELTAG; 1st April 2014 alle 14:04

  9. #269
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household



    La porta si apre e sotto l’arco della porta fa irruzione la figura di un uomo in divisa nera e con un grosso casco in testa…
    “ Colleghi della SWAT…” mormoro sogghignando, ne riconosco la divisa.
    Vedo Sawyer scostare da lui la donna e alzarsi.
    “ Finalmente…ora vediamo chi di voi è infetto!” esordisce puntandoci addosso l’arma, un fucile di precisione.
    << La nostra missione non è differente..direi che siamo sulla stessa barca.>>Afferma Sawyer confermando il comune obbiettivo in tono sicuro ,alzando poi le mani in segno di resa.
    “Siete tutti sospettati di essere infetti, tutti coloro che riportano visibili ferite sul corpo o sono entrati in contatto con del sangue, sono stati messi in quarantena.”
    Cosa???? Ecco allora il motivo per la quale siamo stati stipati qui. Infetti? Ma io non sono inf…faccio per protestare e dar voce ai miei pensieri per chiedere chiarimenti ma mi blocco; mi rendo conto delle mie condizioni, sono ferita, ho perso sangue potrei essere considerata infetta e di conseguenza non essere creduta.
    << Non è mio ma del capitano.... ha riportato una ferita d’arma da taglio a causa di un combattimento nei sotterranei.. l’ho trasportata sulle spalle, entrando così in contatto con il sangue, e medicata io stesso.. per quanto mi è stato possibile... non è però infetta, ne sono certo>>.



    - Grazie Sawyer - mormoro a me stessa con un sorriso abbozzato abbassando gli occhi sperando credano almeno a lui, mentre la ragazza dai capelli corvini che gli era accanto – una poliziotta come il mio padre adottivo a giudicare dalla divisa che porta – mi osserva di sottecchi per pochi attimi per poi essere aiutata da lui ad alzarsi.

    << Mi chiamo Zack Sawyer, sono un militare di Simstate a cui è stata assegnata una missione di recupero alla palazzina household.. non voglio reagire e sono disposto a collaborare.. non ho niente da nascondere>> Lo sento aggiungere mentre la poliziotta accetta la sua mano, non so se le parole del mio soldato siano davvero rivolte allo SWAT e ai presenti oppure – conoscendolo - più che altro alle generose curve della poliziotta. Non importa se un lupo si veste da agnello, in fondo resterà sempre un lupo… le persone difficilmente cambiano…Sawyer non ti smentisce mai è?



    Poco dopo anche lei si presenta mentre finalmente mi tiro a sedere completamente.
    "Ehm, sono l'agente Mariko Fullbuster ed eravamo qui per indagare su delle aggressioni avvenute nel condominio di recente... come può denotare, non sono ferita, agente, ho solo un piccolo bernoccolino sulla fronte che è in via di guarigione e che non ha mai sanguinato. Se vuole le posso mostrare che non sono ferita da nessun'altra parte" ammicca maliziosa all’incursore SWAT , qualcosa mi dice che questa ragazza è abituata a comportarsi così con gli uomini e a far fare loro ciò che vuole… poi la sento aggiungere dell’ altro :
    "Come mai non è stato chiamato un medico? E' certamente evidente che ci sono dei civili e un militare compromessi, è un nostro diritto avere soccorso... si mette la gente in quarantena in un ospedale e non in un appartamento, no? Se solo lei potesse comunicare ai suoi superiori che abbiamo persone bisognose di cure mediche, gliene saremmo tanto grati, sono certa che lei capirà l'urgenza di questa situazione"
    Nonostante a pelle non provi simpatia per questa donna, devo ammettere che ha ragione, qui serve subito un medico, almeno per accertarsi delle nostre condizioni , se ci fosse potrei chiedergli di curarmi…in caso devo cercare il bagno di questo appartamento, di solito è li che si tengono medicinali e disinfettanti . Improvvisamente un movimento vicino al caminetto mi distrae dai miei pensieri, l’uomo che prima vi era seduto si alza dirigendosi verso la donna ferita in viso e scuotendola leggermente la incita a svegliarsi, non ottenendo però risposta.
    Cerco anche io di alzarmi dal mio giaciglio ma sento nuovamente la poliziotta parlare rivolgendosi in tono ironico a quanto sembra , alla tizia tatuata di nome Viktoria…afferro solo l’ultima frase "… siamo tutti sulla stessa barca"
    Stessa barca. Stessa situazione, questo è palese.
    Ma io non intendo lasciarci le penne qui dentro in compagnia di chissà quale infezione batteriologica in atto…almeno non ancora e non credo che anche gli altri lo vogliano. Se vogliamo uscire da qui dobbiamo collaborare. Cerco di tirarmi in piedi ma una nuova fitta mi coglie, per ora è meglio se me ne sto qua su questo divano.



    “ Ehi …Mastro lindo versione tenebrosa… “ cerco di essere ironica rivolgendomi allo SWAT, non voglio che pensino che la mia ferita sia più grave di quel che sembra.”…ci vada piano con quel giocattolone, qui ci sono dei civili… potrebbe spaventarli ulteriormente….” mi interrompo sopprimendo un gemito fissando il nero casco dell’incursore.
    “ Sono il Capitano Picard Lecrerc… dove sono gli altri membri della mia squadra e… le armi? E soprattutto …definisca la parola infetto …parla di quarantena ..per coloro che sono entrati in contatto con del sangue…” continuo con fatica, stringo i denti, la ferita si fa sentire “…ma qui oltre a me, le due donne ancora assopite e …il soldato Kava… non vedo altra gente visibilmente ferita… intanto per quel che mi riguarda … confermo quanto detto dall’incursore Sawyer …la mia è una ferita da colluttazione …” pausa,faccio un respiro “ ..non so se io sia o meno infetta, ma … garantisco io per lui… non è infetto. Quel sangue è mio … e lui non ha ferite…anche fosse entrato in contatto con il mio sangue ..non può essergli penetrato in corpo…” Concludo spostando lo sguardo dapprima a Sawyer e poi all'incursore SWAT portandomi una mano sul fianco per cercare di sentire meno dolore, ma è solo illusione, la cosa sembra non funzionare poi aggiungo:



    “ …mi creda .. “ resto sul divano, non voglio fare ulteriormente movimenti che potrebbero peggiorare la mia condizione “ …avrei bisogno di un medico e di cure…come anche altri…mi controlli per prima non ho nulla in contrario… e se non sarò infetta e…” deglutisco per ricacciare indietro il dolore “… non vorrà aiutarmi …cercherò qualcosa….qualcosa per medicarmi da me… altrimenti a questo punto infetta o no… che differenza farebbe? Se non mi medicherò …avrò solo più possibilità di lasciarci le penne …e comunque potrei… rendermi ancora utile…” dico accennando un mezzo sorriso e abbassando lo sguardo quasi rassegnata al fatto di non ottenere nulla da lui trattenendo un gemito, non ho paura della SWAT, e spero vivamente di non essere infetta, almeno avrò qualche probabilità di salvezza in più e potrei raggiungere un kit di pronto soccorso - ammesso che ci sia in questo appartamento – spero solo che lo SWAT sia così gentile da indicarmi dove…ma una cosa è certa, se hanno applicato il protocollo sicurezza confiscandoci anche le armi per un probabile infezione di massa, devono sicuramente sapere qualcosa in più di noi, e quel qualcosa non mi piace per niente. E io voglio scoprire cosa sta succedendo, ma prima ho bisogno di un medicinale cortisonico, disinfettante e qualche benda asettica, devo ridurre al minimo il rischio di infezione.


    Flash concordato con Theredcrest
    -
    Foto 24 su un totale di 25 - una non è da considerare perchè è una foto di Eclisse che ho modificato per adattarla.
    Ultima modifica di DELTAG; 1st April 2014 alle 14:03

  10. #270
    sim onniscente L'avatar di Dreamer
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    Gruppo Due - Adam Miller

    Gruppo Due
    Adam Miller
    Secondo piano Household
    Appartamento n°7
    28 Maggio 2014
    Ore: 7.00


    Apro improvvisamente gli occhi.
    “Porca…”
    Forse era meglio se non l’avessi fatto. Ora che sono cosciente, sento che ho la schiena a pezzi, letteralmente. A malapena riesco a capire dove mi trovo. Ecco, a proposito, dove sono finito? Ricordo solo di essere svenuto dopo essermi praticamente fiondato nella porta aperta da quella strana ragazza, Viktoria… Dov’è finita? E Lèonie? Sawyer? Non riesco a vedere nemmeno Moreen… Ah sì, eccola! È sdraiata sul letto alla mia destra, vicino ad una ragazza dai capelli rossi vestita di un abitino nero. Alla mia sinistra una bambina piccola viene tenuta in braccio da un uomo, mentre davanti a me vedo una giovane donna dai lineamenti delicati e i capelli color miele e un uomo, che… cavolo, sarà almeno il doppio di me. Da dov’è uscito? Ed è un pianto quello che sento? Ma che cosa… Oh, e solo ora mi accorgo della ragazza dall’altra parte della stanza, che guarda stupita fuori dalla finestra. Che cosa… quella è luce? Quanto tempo è passato? A furia di farmi domande mi si sta aggravando il mal di testa… l’unica cosa sicura è che voglio uscire di qui il più presto possibile.
    «Scusami… sai dirmi che ore sono? E… potresti dirmi chi ci ha portati qui dentro o se hai visto qualcosa?» sento la rossa rivolgersi all’uomo con la bambina in braccio, e subito dopo Moreen: «Ehi… stai bene? So che la situazione che stiamo vivendo non è facile, ma ti prometto che farò tutto il possibile per far uscire te e gli altri da qui sani e salvi.» A chi si sta rivolgendo? Mi devo alzare in piedi, altrimenti…
    «S-si sono sve-svegliati.» mi volto verso la porta e noto un agente della SWAT che non sembra stare molto bene. Respira a fatica e non riesce a reggersi in piedi.
    «Si-si sente bene?» è di nuovo la rossa a parlare.
    «M-mi manca l’aria.»
    «Dammi una mano per favore…» mi alzo in piedi barcollante e le rispondo: «Certo!»
    Nel frattempo però, gli altri presenti nella stanza si mobilitano. Moreen corre verso l’agente, mentre l’altro militare si para davanti alla bambina. La ragazza dai capelli neri che ho notato poco fa, invece, ha una reazione che mi lascia perplesso.
    «Patti chiari e amicizia lunga: io sono pronta a collaborare solo se lo siete anche voi. Restituitemi l'agenda e le foto, e diteci dov'è la sorella della bambina. Non vedete che è terrorizzata? Dov'è la vostra umanità? E levati quel casco, che stai soffocando. Nessuno di noi è entrato a contatto col siero, non siamo infetti.»
    Agenda? Foto? Siero?
    «Di che cosa stai parlando, scusa?» le chiedo mentre mi avvicino all’agente.
    Ormai già due persone lo stanno soccorrendo. Interverrò solo se ci fosse bisogno del mio aiuto. A questo punto mi rivolgo all’uomo dietro di me: «Signore, tutto bene? La bambina?» poi aggiungo: «Questo è il suo appartamento? E sa mica perché la SWAT si trova qui?»


 

 
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