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  1. #271
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    parte 6 - intermezzo


    Appartamento n 7
    secondo piano

    Gruppo 1

    La situazione è a dir poco critica, lo Swat rimane impassibile ai vostri discorsi, con l’arma puntata senza proferire verbo, sembra che le vostre parole gli siano scivolate addosso.Vi passa in rassegna uno alla volta, con il dito sul grilletto, da
    Viktoria a Zack, per poi fermarsi su Mariko, indugia qualche istante e quando nota Scott muoversi, indirizza il fucile nella sua direzione.Quando anche Lèonie dice la sua, lo swat decide che è il momento di rimettere ordine e di ammutolirvi tutti. Prende la mira puntando attraverso il varco tra Mariko e Zack e spara un colpo di precisione che sfiora i piedi di Lèonie




    “Questo è un avvertimento. Abbiamo ricevuto informazioni sul metodo di verificare chi di voi è infetto, se risulterete negativi, allora verrete curati nel modo adeguato. Questi sono gli ordini!”
    “Tutto questo è intollerabile” il soldato Kava avanza minacciosa verso lo Swat “Esigo di…”Non ha il tempo di concludere la frase, che l’uomo si volta velocemente nella sua direzione e le spara al petto a sangue freddo



    Osservate la donna ricadere su se stessa e la pozza di sangue che le parte dalla ferita, allargarsi velocemente. Se non si fosse ribellata dopo il primo avvertimento, probabilmente non le sarebbe accaduto nulla.


    Un suono gracchiante proviene dall’auricolare dello Swat

    “Abbiamo rinvenuto altri due corpi e c’è una donna in gravi condizioni, ci servono rinforzi per il trasporto”

    “Ricevuto”


    immediatamente esce dalla stanza ed il suono degli ingranaggi della serratura è il chiaro segno dell’avervi chiusi al suo interno.Dopo qualche secondo anche Diane inizia a riprendere coscienza, ha una forte tosse che lascia intendere nulla di buono.
    “Ci mancava solo l’appestata” Viktoria e la sua sensibilità colpiscono ancora, ma a quelle parole la ragazza sgrana gli occhi in modo quasi innaturale, dirigendo lo sguardo nella sua direzione “Sei una strXXXa!” è talmente rabbiosa da sembrare priva di controllo.




    Ma c’è qualcosa che cattura la vostra attenzione, distraendovi da ciò che è appena accaduto: dei lamenti. Vi voltate e notate che Silvia si è alzata in piedi, dai suoi occhi è evidente che è infetta ed il modo in cui avanza barcollando nella vostra direzione, con la bocca aperta, è un chiaro segnale di pericolo.





    Come reagite?
    __________________________________________________ _______________


    Gruppo 2

    Eric ha lo sguardo assorto, fissa il viso angelico di sua figlia, mentre è ancora addormentata tra le sue braccia. alla tua domanda Andrea, l’uomo si desta ed osservi l’espressione dei suoi occhi, sono colmi di tristezza mista a paura. Esita un istante prima di osservare il quadrante del suo orologio e risponderti


    “Sono le 07:30 del 28 Maggio… mi sono reso conto di aver dormito per due giorni ed al risveglio mia moglie non c’era più, questa è casa mia”
    E’ un istante veloce in cui tutto accade… lo Swat entra sentendosi male, poi s'inginocchia a terra,
    Moreen ed Andrea lo aiutate a togliersi la benda e solo dopo avergli sfilato anche il casco, vi rendete conto di ciò che avete avanti.




    Fissate i suoi occhi, non hanno nulla di naturale, l’iride è totalmente bianca e dotata di una certa luminostità, mentre la sclera è grigia come le vene che ne contornano la pelle, la quale ha assunto tonalità che rasenta il cadaverico. Il casco rotola lontano mentre l’uomo, punta lo sguardo sui presenti, il fucile è a terra, ma la mano vi è solo poggiata sopra, quindi non vi è una presa salda. Emette un suono simile al ringhio di un animale, mentre prende a sollevarsi lentamente.



    Come reagite? Siate veloci!


    ________________________________________


    Sesta parte - intermezzo
    Turnazione prestabilita



    _____________________________

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    Swat infetto
    Ultima modifica di Eclisse84; 4th April 2014 alle 14:23

  2. #272
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Viktoria Masters
    appartamento n°7


    Mi ha appena dato della…
    Sento che sto per esplodere, questa situazione è surreale, io non sono infetta, non ho un graffio, non ho un emerito caXXo ed ora questa moribonda dai capelli rossi mi smatta…
    Dai capelli rossi…
    Rossi…
    Un brivido mi percorre rapido la schiena, diramandosi lungo gli arti… è come una doccia fredda, una secchiata improvvisa e mi sento raggelare. Ho il cuore che batte in accelerazione, non può essere panico, non è accaduto nulla di trascendetale… ok c’è un morto, ok probabilmente ce ne sono di più, ma… quello che m’innervosisce non sono i cadaveri e tutto questo sangue, ma quei capelli… quel colore…
    Le immagini che giungono ai miei occhi si annullano spegnendosi nelle tonalità del bianco e del nero, solo sfumature di grigio e quell’unico punto che stride in tutto questo quadro è quel rosso acceso, il quale sembra vibrare ai miei occhi, come se si stesse prendendo gioco di me… e mi si riaccende il ricordo di lei… l’istitutrice, quella che mi riempiva di botte e per la quale… per la quale Jacky morì, mia sorella…
    Un tonfo. Sento le palpitazioni aumentare ed il sangue salirmi al cervello, quella sensazione di gelo viene spenta da un fuoco improvviso, chiudo gli occhi per un attimo e sento che… sto per perdere il controllo…




    Viktoria -> Jacky
    Cambio di personalità

    Le palpebre si rialzano lente, cerco di mettere a fuoco l’ambiente, come sempre… non so dove mi trovo, né quello che stavo facendo. Devo ammettere che le macchie di sangue sui muri, rendono l’ambiente accogliente, certo… anche tutte queste pozze sul pavimento, un tocco di classe, dovrò congratularmi con l’arredatore. Abbasso lo sguardo su di me e cielo… che abiti indosso? Che oscenità, gli stivali sembrano anche sporchi di terra… e non ho sotterrato alcun cadavere, almeno… credo! Oh… vi sono altre persone e tu guarda… quei capelli mi ricordano qualcuno, quel bel ragazzotto che ho raggirato qualche tempo fa, nell’attesa che quella passeggiatrice uscisse dal locale… si, è stato piacevole intrattenermi con lui. Quella testolina rossa che mi fissa con gli occhi sgranati a palla, sembra avercela con me, peccato… dovrò farla rotolare presto in qualche angolo, spero che i signori qui presenti vogliano dirigere le loro attenzioni altrove, soffrirei di una sorta di ansia da prestazione nel doverle segare il collo avanti a tutti. C’è anche Scott… mi è sempre piaciuto quell’uomo, prima o poi ci farò un pensierino, tra un omicidio e l’altro.




    Sento dei lamenti alle mie spalle e mi volto leggermente irritata, odio quando interrompono il defluire del mio divagare, ma… che ca… pardon… che diamine? La tizia non gode di buona salute e no… il modo in cui avanza non mi piace per nulla, io… mi allontano vah, meglio che se la sbrigano i tizi, io ho altro a cui pensare…


    Cambio allineamento
    Caotico Neutrale -> Caotico Malvagio

  3. #273
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Zack Sawyer - Gruppo I


    Non.va.bene.
    Persino alla proposta di Mariko il soldato rimane impassibile.. scuoto la testa incredulo, fine del mondo o no ad uno spogliarello privato non rinuncerei tanto facilmente!
    Le rivolgo un’occhiata lasciva, fermandomi forse un po’ troppo con lo sguardo sulle sue curve.. sulle sue labbra..



    Oh si, ispezionerei in modo molto approfondito il soggetto..



    No, basta con i filmini mentali..! Non vorrei che qualcuno faccia le sue presentazioni.. sarebbe fastidioso e particolarmente imbarazzante vista la situazione.
    Per mia fortuna però è proprio lei a distrarmi riportandomi alla cruda realtà, ammonendomi di stare attento a ciò che dico.
    Glielo concedo.
    In fondo ho azzardato un po’ assicurando Lèonie ma l'ho fatto per semplice difesa personale: se il sangue è la chiave del contagio averne la pelle impregnata equivale a un fregato stampato in fronte.
    Torno a fissare lo SWAT, che slitta tra i presenti tenendo il dito ben saldo sul grilletto..ma ecco che con l’intervento della capitana perde la sua pazienza.
    Il fucile viene puntato in mia direzione.. il colpo parte.. trattengo il respiro, restando immobile, quando avverto un ciocca di capelli spostarsi a causa del proiettile.
    “Inizia a diventare un vizio ormai..”
    <<Questo è un avvertimento. Abbiamo ricevuto informazioni sul metodo di verificare chi di voi è infetto, se risulterete negativi, allora verrete curati nel modo adeguato. Questi sono gli ordini!>>
    Il messaggio è più che chiaro, fate silenzio.. eppure qualcuno ribatte, è Kava che avanza minacciosa contro il tipo.
    In un attimo un altro colpo con stavolta un morto..“Bye bye Alexandra..”.. penso mentre chiudo gli occhi e contraggo le mie labbra in un leggero sorriso.. "non mi sei mai stata simpatica, sappilo".. li riapro solo nel momento in cui sento sbattere della porta e la chiave girarsi, eccoci nuovamente chiusi dentro.
    Per un attimo fisso il cadavere di Kava sarei quasi tentato di avvicinarmi per perquisirla ma un colpo di tosse mi distrae facendomi voltare.. è la ragazzina dai capelli rossi le cui condizioni non sono affatto buone.
    <<Ci mancava solo l’appestata>> rimango spiazzato da questo commento, effettivamente non ha tutti i torti.
    Porca miseria.. osservo il braccio della rossa e noto quel dettaglio che mi mette i brividi.. è stata morsa..
    “Andiamo è semplicemente ridicolo.. la mia cultura in film horror mi sta solo giocando un brutto tiro!” penso, dimenticandomi del corpo ed avvicinandomi al camino.. “Gli zombie non esistono..”.
    <<Sei una strXXXa!>>
    Morso, graffi, sintomi febbrili, scatti umorali.. dannazione, qui più va avanti più mi sembra la replica di The Walking Dead!
    <<Cerchiamo di restare calmi e..>> dico, ma le parole mi muoiono in gola nel momento in cui un lamento gutturale si sente nella stanza <<..non ci credo..>>.
    Caxxo.

    L’altra donna - con delle ferite sul volto - sembra essersi ri-svegliata.. e no, non è un gioco di parole! Lo sguardo.. i movimenti.. i versi.. il colorito della pelle.. cos’è che dicevo riguardo al fatto che gli zombie non esistano? Lo rimangio ufficialmente.
    Faccio un passo indietro, guardandomi attorno allarmato.. cervello, devo mirare al quel dannato cervello.. ma con cosa?! Rivoglio le mie armi porca pu***na. D’improvviso però un tintinnio metallico cattura la mia attenzione: gli attrezzi da camino.. quasi mi brillano gli occhi nell’osservarli.
    Ne afferro uno, appurandomi sia ben appuntito, e poggio il manico sull’avambraccio rendendo salda la presa.
    << Se non vi spiace gradirei muoviate i vostri deretani dietro di me, grazie.>> dico sarcastico ai presenti mentre avanzo verso quell’affare.
    3,2,1.. spiedino di zombie in arrivo!
    Cercherò di infilare l’attizzatoio esattamente nel suo occhio destro (l’intenzione è quella di prendere il cervello), assicurandomi di imprimere quanta più forza possibile.
    Appena il colpo andrà in porto, indietreggerò rapidamente e lascerò l’arma improvvisata infilata nell’egregia signora Russel..

    ** Post concordato con Mary24781



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  4. #274
    L'avatar di mary24781
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    Re: parte 6 - intermezzo

    GRUPPO 1 - MARIKO FULLBUSTER




    L'agente della swat non è ciò che si definisce un simpaticone. Alle nostre parole sembra inizialmente sordo ed è difficile decifrare cosa gli passa per la testa dietro quella mascherina. Ma è il suo fucile a parlare per lui. Lo punta su di me per un tempo che mi sembra infinito. Con quest'uomo è meglio non giocare: la carta della coniglietta non funziona. Poi mette sotto mira il belloccio, quello terrorizzato vicino al camino, che fa una mossa forse poco prudente, e dopo prende parola il fantomatico capitano di Zack, Leonie. Le sue parole lo irritano ancora di più. Sembriamo tante statue di sale davanti alla danza della canna del fucile e mi sento impotente e terrorizzata. "Fa che non mi spari" mi ripeto nella mente.




    Mariko, se non finisci i compiti qui davanti ai miei occhi non esci dalla tua stanza!
    Questa scena mi ricorda di quando mia madre, estenuata dalla mia ribellione adolescenziale nel fare i compiti, mi fissò per un pomeriggio intero finchè non li terminai. Ho lo stesso nervoso addosso, anche perchè sospetta che tra noi ci siano degli infetti... che potrebbero sclerare in un raggio di pochi metri da me! Un colpo parte, il tizio è davvero un cecchino formidabile. Sento la tremenda brezza del colpo accanto a me ma non mi colpisce, sfiora i piedi di Leonie. Spalanco gli occhi e strizzo le chiappe. Sono tesa come una corda di violino.

    “Questo è un avvertimento. Abbiamo ricevuto informazioni sul metodo di verificare chi di voi è infetto, se risulterete negativi, allora verrete curati nel modo adeguato. Questi sono gli ordini!”

    Ok, Mr Premestruo, abbiamo capito! O meglio, io ho capito, la soldatessa coi capelli corti non tanto, mi sa.
    Gli urla in faccia qualcosa che non ho il tempo di decifrare. Parte un altro colpo, questa volta mortale. La tipa cade a terra sotto i nostri occhi. Caxxo, caxxo, caxxo! Perchè ora vorrei solo chiamare mia mamma? Certo, tiro un sospiro di sollievo perchè non è toccato a me. Meglio lei che io, c'aveva pure un cipiglio antipatico. Dopo la scenata madre, lo Swat se ne va, ci lascia soli e chiude a chiave dietro di sè la porta. Che figlio di puxxxna! Mi lascia qua come se fossimo cavie da laboratorio! Per lo meno, non avere più quel fucile puntato è liberatorio.






    Mi volto verso Zack, che fissa il cadavere della sua ex collega: non mi pare dispiaciuto, doveva essere proprio 'na rompicaxxo. Le prime crisi isteriche da primedonne in stile Grande Fratello non tardano a venire: la ragazza con cui ho parlato prima si sta accapigliando con la ragazza rossa che stava con il mio gruppo sull'androne, prima del gas (Diane).




    Sto quasi per alzare gli occhi al soffitto quando vedo che la donna ferita si alza dalla poltrona e inizia, con sguardo assente e camminata barcollante, a venire verso di noi. Riconosco gli stessi sintomi di quell'uomo che ho ucciso per le scale. Fantastico, ecco la nostra prima infetta! Avrei già sparato con Clarabella ma... sono disarmata! Zack prende subito il controllo della situazione, prende uno degli attizzatoi del camino e tenta di conficcarglielo nell'occhio! Mio eroe! Lo abbraccerei ma preferisco essere sicura che quella tipa non si avvicini troppo a noi.




    Prendo la poltrona che è accanto a me e la trascino contro le sue gambe, così da incastrarla con l'altra da cui si è appena alzata. Guardo Zack nell'intento di allontanarsi e non posso che seguire i suoi passi. Se la mia azione sarà andata a buon fine, mi allontanerò subito vicino la porta per batterla coi pugni e gridare per attirare l'attenzione del nostro carceriere.

    *Concordato con Damned
    **L'azione combinata è messa in forma ipotetica, perchè appunto non so se sarà riuscita. La foto ha più valore per spiegare l'intenzione e raffigurare l'intento delle azioni, se è un problema la tolgo U_U

  5. #275
    sim esperto L'avatar di Laurel*
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Gruppo Due
    Moreen Evans

    Secondo piano Household - Appartamento 7

    Ore: 07:30

    Io e la rossa sdraiata vicino a me prima accorriamo ad aiutare lo Swat. Mentre facciamo ciò sento una voce femminile, probabilmente della ragazza seduta vicino alla finestra, che sbraita contro l’uomo che stiamo cercando di soccorrere, parlando di una foto e di una agendina che le sono state tolte e di un fantomatico siero che provoca il contagio. Se non fossi al momento occupata a togliere la benda dal suo viso, mi volterei indietro e chiederei immediatamente informazioni su questo siero. Fortunatamente si occupa Adam di chiedere spiegazioni in merito.
    Mentre rimango in attesa di risposte io e la rossa riusciamo finalmente a sfilare anche il casco dalla testa dell’uomo, ma c’è qualcosa che non va. La sua pelle è cadaverica e gli occhi sono innaturali, contornati da vene scure come la sclera e con l’iride completamente bianca, quasi luminosa. Il casco che avevo in mano, mi scivola a terra e rotola lontano. L’umanità che prima avevo riconosciuto nella sua voce lascia spazio a un suono simile a un ringhio animale. Ci guarda sinistro dalla sua posizione da inginocchiato mentre inizia lentamente a rialzarsi. È un mostro infetto. Questa volta è diverso da quello che abbiamo affrontato io e il mio gruppo quasi due giorni fa. Bisogna agire in fretta.
    «Si allontani immediatamente da qui signorina!» Dico con un tono di voce basso, ma deciso rivolgendomi alla ragazza dai capelli rossi vicino a me mentre estraggo la mia Colt 1911. Devo proteggere tutte le persone qui presenti o il giuramento che ho fatto anni fa non avrebbe più senso.
    Sono indecisa su come agire quando l’occhio mi cade sul fucile a pressione a terra su cui l’uomo-mostro tiene la mano poggiata. Mi torna nuovamente alla mente la creatura dei sotterranei: nonostante apparisse ormai come un essere senza ragione, sapeva usare con abilità il suo coltello e la stessa cosa potrebbe valere per il mostro qui davanti. Bisogna assolutamente recuperare quel fucile prima che possa avere modo di usarlo. Da sola molto probabilmente non riuscirei a sparare e in pochi secondi anche a prendere l’arma, ho bisogno che Adam mi aiuti.
    Mi rivolgo subito a lui usando un tono di voce un po’ più alto di prima: «Adam, al mio tre farò partire un colpo verso la creatura in modo da creare un diversivo e permetterti di recuperare il fucile. Ti coprirò le spalle.»
    Dopo ciò punto l’arma verso l’essere, per la precisione miro all’occhio destro. Il dolore provocato da un colpo del genere dovrebbe essere tale da distrarlo e allentare il più possibile la presa sul fucile. Senza contare che con un occhio fuori uso, i suoi eventuali colpi sarebbero meno efficaci e precisi. Per ogni evenienza lo terrò comunque d'occhio come promesso anche dopo aver fatto partire il colpo, pronta a sparare di nuovo nel caso in cui Adam rischi di essere ferito in qualche modo.
    Inizio quindi il conto alla rovescia: «Uno, due…tre!».
    Trattengo il respiro e sparo.
    Ultima modifica di Laurel*; 30th June 2014 alle 22:21

  6. #276
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Scott Walker
    Appartamento numero 7 di Household


    Siamo in attesa della risposta dello SWAT. Spero davvero che chiami del personale medico per farci visitare, così da dimostrare a tutti che sto bene, che non mi merito di essere tenuto prigioniero in una stanza, contro la mia volontà, e che ho tutto il diritto di andarmene da qui. L'agente ascolta le nostre lamentele, o così pare: difficile dirlo, visto che il volto è celato.



    Lo vedo puntare minaccioso il fucile su ognuno di noi, quando si ferma su di me mi sento morire dentro, poi, fortunatamente, qualcos'altro attira la sua attenzione.



    Tiro un respiro di sollievo, sollievo che dura assai poco. Il rumore assordante e agghiacciante di uno sparo rimbomba nella stanza. Lo SWAT ha sparato, mancando volutamente di pochi centimetri, i piedi della soldatessa ferita. L'aria si fa estremamente tesa, mi sembra quasi di poter sentire battere all'unisono tutti i cuori terrorizzati dei miei compagni di sventura.



    “Questo è un avvertimento. Abbiamo ricevuto informazioni sul metodo di verificare chi di voi è infetto, se risulterete negativi, allora verrete curati nel modo adeguato. Questi sono gli ordini!”
    esordisce lo SWAT con fare sicuro. Decido che è meglio dargli retta, di sicuro non scherza. La coinquilina di Kincaid (nda: Kava), tuttavia, non pare essere della mia stessa opinione. La vedo staccarsi dal resto del gruppo e avvicinarsi con fare un po' troppo spavaldo al nostro carnefice: “Tutto questo è intollerabile”
    Sono quasi tentato di bloccarla, sta facendo una pazzia, possibile che non se ne renda conto? Lo SWAT si gira di scatto nella sua direzione. Sto per coprirmi gli occhi con le mani: so perfettamente quello che sta per accadere. Il suono di un secondo sparo, si dilaga in tutta la stanza.



    Eccola lì: la soldatessa dai capelli corti giace inerte sul pavimento del salotto dei coniugi Russel, il suo corpo sta diventando una pallida sagoma avvolta in una macchina rosso vivo. Rimango quasi ipnotizzato dal quel mare rosso che si espande sotto il corpo della povera malcapitata e, inevitabilmente, la memoria corre di nuovo da Kate. Le immagini di lei, che grida nel nostro bagno, mentre si tiene il pancione, con ai piedi quel lago di sangue, tornano a torturarmi. Non so nemmeno quando tempo sia passato da quell'episodio: quanto avrò dormito? Ormai devo rassegnarmi all'idea che lei non c'è più, è passato troppo tempo perchè ci sia ancora qualche remota possibilità che sia viva. Kate è morta. Questa è la realtà. Quello che ora mi rimane di lei sono tanti ricordi e nostro figlio, che si aggira nel nostro appartamento in cerca di carne frasca da azzannare.



    Vorrei piangere, ma è come se avessi un blocco emotivo: troppe emozioni in contemporanea, forse. Sono troppo scosso per sentire con chiarezza quello che lo SWAT sta comunicando al suo collega tramite l'auricolare, l'unica cosa che so, è che ci ha appena chiusi a chiave nella stanza. Ci ha abbandonati. Bell'aiuto, davvero.
    “Ci mancava solo l’appestata”

    Le parole ironiche della mia vicina (nda: Viktoria), mi riconducono alla realtà. In un primo momento non capisco di che cosa stia parlando, poi noto Diane riprendersi. Dovrei essere felice, e invece sono più preoccupato di prima: la ragazzina ha un aspetto più che preoccupante, che non lascia presagire nulla di buono.
    “Sei una strXXXa!” urla improvvisamente, rivolgendosi a Viktoria. Rimango basito. E' furiosa, non sembra più l'educata ragazzina che ha tentato di mettermi in guardia sul virus, che ha provato a spiegarmi quello che stava per accadere. E' palese che non è Diane quella che sta parlando, ma sono gli effetti del morso.



    Non ho neanche il tempo di avvicinarmi a lei per tentare di calmarla e renderla ragionevole, che un lamento cattura la mia attenzione. La signora Russel si è ripresa, se così si può dire: ora è in piedi, certo, ma non è più lei. Viene verso di noi, con camminata barcollante e fare minaccioso. Di umano ha ben poco, ormai.



    Sto per correre verso la porta per chiamare l'agente della SWAT che ci appena lasciati qui, in fin dei conti ha detto che ci avrebbero curati in maniera adeguata, quale situazione meglio di questa per essere di parola? Ma il militare è più svelto di me: si getta agilmente in direzione degli attrezzi posti vicino al caminetto, ne estrae uno, bello appuntito, e si avvicina alla mia vicina, o meglio, a quella che era la mia vicina, e pare voglia colpirla in un occhio.






    Ultima modifica di Rayky; 2nd April 2014 alle 17:17





  7. #277
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Alla sola idea mi viene da vomitare. Se l'agente di prima diceva la verità, Silvia può ancora essere curata, ma un cervello intersecato a un attizzatoio penso sia ben difficile da curare. Possibile che questi militari siano così precipitosi? Anche la poliziotta decide di metterci del suo, spingendo la poltrona verso la povera signora Russel, cercando di incastrarla tra i mobili. Questa scena ha del raccapricciante. Decido che non voglio più guardare.



    Mi dirigo verso la porta e inizio a sbattere i pugni contro di essa: -"Ehi! Ehi! Abbiamo bisogno di aiuto qui dentro! Uno dei nostri ..."- esito un attimo -" ... uno dei nostri ha bisogno di aiuto!"-



    Mentre attendo un'eventuale risposta dal nostro amichetto mascherato mi sento costretto a rigirarmi, a riosservare la scena. Forse quando ho tentato di chiamarla, Silvia era già morta, non ho controllato in effetti. E se fosse successo anche a Kate quello che è accaduto alla nostra vicina. E' un virus, che si sia diffuso anche fuori dalla Household? Magari in tutta Bellavista? O magari anche a SimCity? E se anche Joel ...? No, no, devo togliermi queste idee dalla testa, se mi faccio prendere dal panico ora, non avrò mai la possibilità di scoprirlo.





    Resto attaccato alla porta, in attesa di una risposta dall'esterno.

    Ultima modifica di Rayky; 2nd April 2014 alle 17:18





  8. #278
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Andrea Gillian
    Appartamento 7


    «Sono le 07:30 del 28 Maggio… mi sono reso conto di aver dormito per due giorni ed al risveglio mia moglie non c’era più, questa è casa mia» le parole dell’uomo risuonano nella mia mente come un promemoria “possibile che abbia dormito per due giorni di fila?” penso mentre tento di aiutare il soldato ormai inginocchiato ai miei piedi, faccio il più in fretta possibile “non morire ti prego, non morire!” riesco a sfilare, grazie all’aiuto della soldatessa (ndt. Moreen), la benda ma lo spettacolo che si mostra davanti ai miei occhi non appena toglie via anche il casco è a dir poco raccapricciante: i suoi occhi sono vitrei, totalmente assenti un’iride bianca contornata dall’intera sclera oscurata e grigia




    li fisso ancora una volta ripensando agli occhi di ayon all’interno del sogno. Delle vene si propagano dagli occhi raggiunguendo le guance “o forse vanno al contrario?” penso in un impeto di terrore e indietreggiando di qualche passo. «Oh mio Dio!» mormoro terrorizzata ma tutto ciò che ottengo in risposta è un ringhio che rabbioso si alza risuonando per l’intera stanza, il ringhio di un animale. Una bestia. Non è più l’uomo che è entrato poco prima, adesso c’è quel… quel… mostro. «Si allontani immediatamente da qui signorina!»




    mi dice la soldatessa estraendo la pistola dalla fondina, guardo la ragazza rossa ai suoi piedi:




    è pericolosamente vicino al mostro che potrebbe farle del male se solo lo volesse. Cerco di pensare velocemente ad una soluzione “come si allontana una bestia feroce che sta per attaccarti? FUOCO!” urlo mentalmente, devo trovare qualcosa di infiammabile da lanciargli contro. Abbasso lo sguardo sul mio vestito “idea!” penso afferrando saldamente un lembo già strappato e tirando con forza, il tessuto, ormai fragile e sfilacciato, si strappa lasciandomi ormai quasi in mutande.




    Estraggo la bottiglietta di profumo, una boccetta piccola e dal vetro sottile –una di quelle che si trovano nei negozietti a poco prezzo insomma- giusto per le evenienze “piccola com’è non dovrebbe fare un gran danno… per lo meno a noi... il profumo contiene alcool e quindi...” penso svitando velocemente il tappo e lanciandolo per terra incurante di dove sia andato a rotolare. Immergo per buona parte la fascia di tessuto all’interno della boccetta «Adam, al mio tre farò partire un colpo verso la creatura in modo da creare un diversivo e permetterti di recuperare il fucile. Ti coprirò le spalle.» bene il mio stratagemma non andrà a vuoto, mal che vada ci saranno i due soldati a coprirmi «aspetti, prima di colpire…» sussurro mostrandole la boccetta con la stoffa all’interno, contemporaneamente estraggo l’accendino dalla fascia degli slip e accendo l’estremità del tessuto, la fiamma brilla all’istante avvampando l’interò pezzo di vestito «Adam, aspetti prima di lanciarsi!» dico ammonendo il soldato con una mano prima ancora che parta alla carica. «Uno, due…tre!» al tre miro velocemente alle spalle dell’uomo e lancio la boccetta in quella direzione, «al riparo!» urlo ai presenti in modo che si abbassino quanto più possibile da evitare le piccole schegge di vetro dell’esplosione “perdonami!” penso trattenendo le lacrime che sgomitano per uscire, mi ero ripromessa di non veder morire più nessuno… ho fallito…



    Ultima modifica di SimsKingdom; 1st April 2014 alle 23:33

  9. #279
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    Re: Household

    Alex Blonde salta il turno per aver fatto scadere le 72 ore a disposizione per la seconda volta consecutiva, per tale motivo è fuori dai giochi.
    Tocca a Lèonie Lecrerc
    Ultima modifica di Eclisse84; 2nd April 2014 alle 18:51

  10. #280
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    Re: parte 6 - intermezzo

    Allison Greene
    2° piano Household
    Appartamento n 7

    Vengo completamente ignorata perché il malore dello SWAT distrae tutti. Non me la prendo particolarmente (per carità: o mi ridanno l'agenda o sarò io il problema più grande qui, altro che le creature), l'uomo sembra stare davvero male. In realtà qualcuno, come il soldato biondo, mi ha chiesto spiegazioni, ma io mi limito a lanciargli un'occhiata gelida, seguita da un sorriso volutamente provocatorio. Amore, non sono nata ieri: giù le mani dal mio scoop.

    La rossa e l'altra militare riescono finalmente a liberare lo SWAT dall'opprimente casco, e...beh. Non che sia una sorpresa particolarmente scioccante, ma ci troviamo di fronte un'altra di quelle bestie. Sicuramente più antropomorfa (nonostante ricordi un po' un rettile, soprattutto gli occhi), ma sempre una bestia rimane. La mano mi scivola involontariamente sulla fotocamera: già pregusto la splendida foto che potrei scattare da questa angolazione. Ma i miei occhi cadono su Stephenie, pericolosamente vicina alla creatura. La rossa (devo assolutamente scoprire come si chiama) si diletta nella creazione di molotov e non ci vuole un genio per capire che tutto ciò non può finire bene per la ragazzina. Estraggo il taser dalla tasca e mi fiondo verso Stephenie, spostandola il più possibile verso la parete e cercando di farle da scudo, ma allo stesso tempo pensando alla mia incolumità. I soldati possono gestire da soli lo SWAT, il mio obiettivo principale è proteggere questa bambina. Sono comunque pronta a reagire qualunque cosa succeda, per questo motivo ho il taser in mano.
    Sono proprio furba. Stupida. Furba.
    Our wills and fates do so contrary run

 

 
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