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  1. #341
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: Household - parte otto

    Allison Greene
    2° piano Household
    Appartamento n 7

    25 Maggio
    Non ho dormito, tutta la notte dei forti tremori mi hanno pervaso il corpo, le ossa, i muscoli, i tendini, tutto… il dolore era insopportabile. Mi sento instabile, il mio umore è pessimo, mi sento calato in uno stato di ansia perenne, con una rabbia crescente, ho un formicolio alle braccia… è come se volessi distruggere tutto ciò che trovo a porta di mano, persino questa penna e questo diario. Ho chiesto alle mie figlie di andare via, sono certo che questo barlume di lucidità che mi ritrovo, durerà ancora per poco. Ogni secondo che passa, sento che qualcosa sta cambiando in me. Devo continuare a scrivere questi appunti e annotare tutto, se non ce la farò, spero che questa agenda capiti in buone mani, tutti devono sapere cosa sta accadendo ed i pericoli ai quali ogni persona della città sta andando in contro, se non il mondo intero. Nel laboratorio c’era un’altra agenda, ho fatto in tempo solo a sfogliarla, prima che qualcuno entrasse e costringermi a fuggire via. C’erano degli appunti di una ricercatrice, credo sia la madre della donna che abita nella palazzina, era pieno di note e di formule, stava cercando una sorta di vaccino, qualcosa che contrastasse il virus, almeno così mi è parso di capire, devo riuscire a contattare quella donna, io devo… io devo riposare ora, sono stremato, domani continuerò, spero si essere ancora me stesso.


    Fine. Queste sono le ultime righe scritte da Jacob. Sono frustrata, pensavo che una volta riottenuta l'agenda vi avrei trovato delle risposte, e invece...invece ora ho ancora più domande. Un'altra agenda...mi sembra di partecipare a una caccia al tesoro. Trova l'indizio, risolvi l'indovinello, trova il prossimo indizio! E in tutto ciò cerca di sopravvivere in una palazzina infestata da creature uscite dai tuoi peggior incubi! Sbuffo e faccio il punto della situazione mentalmente, cercando di ignorare le fastidiose voci delle altre persone nella stanza: per mettere le mani su quegli appunti devo innanzitutto trovare questa donna; missione alquanto ardua, dato che potrebbe benissimo stare marcendo da qualche parte dell'edificio. Ma se, miracolosamente, dovesse essere sopravvissuta...logica vuole che gli swat l'abbiano portata al sicuro. Che quindi faccia parte del nostro gruppo. Non so chi delle donne presenti viva qui...posso escludere i militari e la poliziotta, però rimangono comunque troppe candidate. E di certo non posso avvicinarmi a ognuna di loro e dire "Ehy, piacere di conoscerti, che tu sappia tua madre potrebbe essere invischiata in uno dei più gravi crimini di guerra della storia umana?". Non penso me le farei amiche.

    No, devo...devo agire d'astuzia. E rischiare. Sì, è giunto il momento di rischiare e affidarsi alla dea Bendata. Le labbra mi si piegano in un leggero sorriso: adoro il mio lavoro, e le emozioni che mi provoca questo momento, questo rischio, questa incertezza, sono uno dei motivi principali.
    Non è la prima volta che decido di fidarmi di un estraneo. Anzi, da sola non sarei mai riuscita a scrivere i miei articoli meglio riusciti. Non non sono mai state decisioni prese alla leggera: passavano giorni, anche settimane, prima che scegliessi volontariamente di chiedere aiuto a un'altra persona. Ma adesso? Non c'è tempo. Devo ascoltare il mio istinto.
    Ho l'adrenalina a mille.

    Estraggo la mia arma più potente: la penna. Poi strappo la pagina che ho appena letto dall'agenda di Wonder. Nessuno dovrebbe avermi notato, c'è abbastanza baccano. Sul retro scrivo velocemente questo testo:
    Scott, mentre parlavo col militare ho omesso un particolare importante: sono una giornalista. Ti chiedo scusa. Sto indagando sull'origine dell'epidemia e credo di essere vicina a una cura, leggi le parole sul retro di questo foglio. Le ha scritte Jacob Wonder, il padre di Stephenie. Ho bisogno che tu mi aiuti a capire chi sia questa donna. Mi è parso di capire che vivi in questo palazzo e mi sembri un uomo onesto, per questo sto chiedendo il tuo aiuto. Se ti va, appena ti sarà possibile vieni a parlarmi con la scusa di sincerarti delle mie condizioni. Altrimenti ti prego di mantenere segreta la mia identità e di ignorare questo messaggio. Allison

    Accartoccio il foglio e mi avvicino a Scott. Fingo un mancamento. <<Ooohh...>>...mi aggrappo a lui e gli infilo il messaggio nella tasca dei pantaloni. Poi mi appoggio alle sue spalle e gli sussurro all'orecchio: <<Tasca, leggi>>.
    <<Sto...sto bene, scusate. Evidentemente ho mangiato troppo poco>>, mi giustifico. Spero non decidano di attaccarmi qualcuno al culo, limiterebbe di molto la mia libertà di azione.
    Ma è un rischio che dovevo correre.
    Scott, non mi deludere.
    Our wills and fates do so contrary run

  2. #342
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: Household - parte otto


    Zack Sawyer

    Appartamento 7 - Secondo piano

    E’ incredibile come la vera personalità di un individuo esca fuori in momenti critici..
    Le maschere, il falso perbenismo, la fiducia, l’amicizia..
    Tutto vacilla di fronte la cruda realtà.
    Tengo fissi i miei occhi sul capo squadra swat, con il mento alto ed una postura impeccabile,
    distogliendoli solo quando sento il corpo di Mariko contro il mio.
    Si stringe al mio avambraccio spingendovi su il seno… Un modo complice - e piacevole - per ottenere uno sconto.
    Non male come idea, anche a me in effetti rode dover spendere il mio denaro! Ma per un’arma, data la situazione, mi va bene.
    Quei quattro proiettili potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte..
    Lascio che il calore del suo corpo diventi, ancora una volta, un tutt’uno e sbuffo contrariato alla pessima idea di Adam sostenuta persino da Moreen e Lèonie.
    Ma siamo seri?!
    Vogliamo seriamente affidare un’arma ad un civile…?
    Ottimo, ci manca solo mi tocchi stare attento a dei proiettili vaganti oltre agli zombie e la suicida del mio capitano.
    Però Kincaid, il soldato perfetto, interviene facendo ragionare il gruppo.. Peccato solo copra la rossa con il giubbotto, male, iniziava a piacermi lo spettacolino offerto.
    Ignoro i restanti, dando solo una rapida occhiata a quella punkettara
    (nda, Allison), o meglio la sua agenda.
    Che diavolo ci sarà scritto di tanto interessante da farle ignorare un’arma?
    Lo swat parla ed accennando un sorriso poco rassicurante verso di me mi dice <<Diretto! Lo sarò anche io: quattrocento tutto quella che hai in tasca>> aggiungendo un << senza sconti >> rivolto a Mariko.
    Ma che figlio di buona pezza… Vedo che nella perquisizione non gli è sfuggito proprio niente. Scocco la lingua sul palato e lascio che termini di parlare con gli altri prima di intervenire - prevaricarlo è l’ultimo dei miei desideri.
    Un bussare alla porta, viene seguito da una voce che fa presente è ora di darsi una mossa.
    Sfilo rapidamente il denaro con il braccio libero, senza muovermi dal mio posto e gli stendo la mia parte di denaro.
    <<Spiacente, ma non sono un tipo che ama perdere tempo… in convenevoli>> affermo con un’ironia velata sul finale <<Ecco a lei, quattrocento.>>.
    Dico, ignorando bellamente il malore della punkettara (nda, Allison), e puntando lo sguardo sull’arma attendo sia lui a passarmela…





    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  3. #343
    L'avatar di mary24781
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    Re: Household - parte otto

    MARIKO FULLBUSTER

    Come era ben prevedibile, la sciancata si fa notare e gli altri militari sono in premestruo. Chi non sa cosa vuole dalla vita, come il biondo che sì, vuole comprare delle armi ma per darle in mano a civili che non sanno manco scaccolarsi da soli (Adam, ndr); chi non fa che annuire come una bertuccia, limitandosi ad un solo "Chiarissimo" (Moreen, ndt) e poi c'è lei, miss "ho il fianco smaciullato ma ciò non mi impedisce di mettermi in ridicolo" (Leonie, ndt), che pretende di mettere sotto interrogatorio il capo della Swat. E, signori e signore, scopro che la capitana della nazionale di raccolta di margherite (ma forse manco quello è buona a fare) non sa manco chi siano gli Swat. Immagino sia rimasta alquanto confusa dalla mia divisa, dato che denota un'ignoranza bestiale in fatto di legislazione e forza pubblica. Me la rido sotto i baffi quando il nostro bel capo meschino le rivolge degli improperi molto divertenti. In tutto questo quadretto da "Scemo e più scemo" poteva, forse, mancare il paladino della giustizia che è disposto a sacrificarsi per tutti e copre addirittura le grazie di una fanciulla? Ovviamente no! Kincaid, dopo aver cercato di fermare la sua amica bionda che ha seguito obbediente gli Swat, sbraita contro questo smercio illecito ma allo stesso tempo propone un piano: ognuno di noi armati deve scortare un civile a testa. L'idea non è malvagia, se mi trovo davanti ad una bestia famelica so che dargli in pasto. Ma non mi conviene separarmi da Sawyer, non al momento. Quella ragazza che è uscita... sembrava già chi dovesse incontrare... una certa lei... sono certa che sa qualcosa di più di noi su questo casino. Il capo liquida Kincaid con una freddura e impone un prezzo, parlando direttamente con Zack.

    <<Diretto! Lo sarò anche io: quattrocento tutto quella che hai in tasca... senza sconti >>

    Cavolo! Non ho voglia di spendere tutti i soldi che posseggo! Non ho scelta purtroppo, non voglio trovarmi in svantaggio per la mia avidità. Zack accetta il prezzo di buon grado. Estraggo i soldi dalla tasca e li porgo al capo.

    "Ecco il prezzo pieno, quattrocento... le nostre vite valgono più di uno sconto" dico con serietà. Ma quanto sono melodrammatica? Bhe è vero, quei soldi non valgono quanto una vita... la MIA vita.

  4. #344
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Household - parte otto

    Scott Walker
    appartamento numero 7


    “Questo potrebbe andar bene per i tuoi gusti? E’ mio, ma lo sacrifico volentieri per la causa, duecentocinquanta e l’affare è concluso”
    Duecentocinquanta per un coltello? Ma stiamo scherzando? Ho la cucina piena di coltelli, e sicuramente nessuno di essi vale così tanto. Tuttavia la mia vita non ha prezzo, decido quindi di pagare, almeno avrò qualcosa con cui difendermi. -"Va bene."- dico a malincuore, mentre porgo all'uomo la somma di denaro stabilita. <<Ooohh...>> Allison sembra avere un mancamento, si aggrappa me. Sento chiaramente che, nel gesto, mi infila qualcosa nella tasca dei pantaloni. <<Tasca, leggi>> mi sussurra in un orecchio. Gli altri sono impegnati a fare affari; senza dare troppo nell'occhio estraggo l'oggetto dalla tasca: si tratta di un foglio tutto spiegazzato, scritto da entrambi i lati. Cerco di nascondermi il più possibile, soprattutto dallo SWAT, non vorrei facesse domande, e inizio a leggere: Scott, mentre parlavo col militare ho omesso un particolare importante: sono una giornalista. Ti chiedo scusa. Sto indagando sull'origine dell'epidemia e credo di essere vicina a una cura, leggi le parole sul retro di questo foglio. Le ha scritte Jacob Wonder, il padre di Stephenie. Ho bisogno che tu mi aiuti a capire chi sia questa donna. Mi è parso di capire che vivi in questo palazzo e mi sembri un uomo onesto, per questo sto chiedendo il tuo aiuto. Se ti va, appena ti sarà possibile vieni a parlarmi con la scusa di sincerarti delle mie condizioni. Altrimenti ti prego di mantenere segreta la mia identità e di ignorare questo messaggio. Allison
    Una giornalista? Che si trovi qui perchè sapeva qualcosa prima che tutto ciò iniziasse? Ruoto la pagina:

    25 Maggio
    Non ho dormito, tutta la notte dei forti tremori mi hanno pervaso il corpo, le ossa, i muscoli, i tendini, tutto… il dolore era insopportabile. Mi sento instabile, il mio umore è pessimo, mi sento calato in uno stato di ansia perenne, con una rabbia crescente, ho un formicolio alle braccia… è come se volessi distruggere tutto ciò che trovo a porta di mano, persino questa penna e questo diario. Ho chiesto alle mie figlie di andare via, sono certo che questo barlume di lucidità che mi ritrovo, durerà ancora per poco. Ogni secondo che passa, sento che qualcosa sta cambiando in me. Devo continuare a scrivere questi appunti e annotare tutto, se non ce la farò, spero che questa agenda capiti in buone mani, tutti devono sapere cosa sta accadendo ed i pericoli ai quali ogni persona della città sta andando in contro, se non il mondo intero. Nel laboratorio c’era un’altra agenda, ho fatto in tempo solo a sfogliarla, prima che qualcuno entrasse e costringermi a fuggire via. C’erano degli appunti di una ricercatrice, credo sia la madre della donna che abita nella palazzina, era pieno di note e di formule, stava cercando una sorta di vaccino, qualcosa che contrastasse il virus, almeno così mi è parso di capire, devo riuscire a contattare quella donna, io devo… io devo riposare ora, sono stremato, domani continuerò, spero si essere ancora me stesso.


    Jacob Wonder c'entra con tutto ciò? Che sia lui l'origine di tutto? Che gran casino. Forse non lo sapremo mai con certezza, visto che stando alle parole di Allison ora anche lui è un mostro. Penso alla donna citata da Wonder. Nella palazzina ci sono un sacco di donne, potrebbe essere chiunque, tuttavia ora le uniche donne residenti nella palazzina rimaste in vita sono la Masters e la Bertinelli. Wonder parlava della madre di una donna che vive nella palazzina, e poco fa lo SWAT ha proprio parlato di una donna che voleva parlare con la figlia. Che sia la madre della Bertinelli la famigerata donna? Può essere, ma può anche non essere, non ne possiamo essere certi. -"Vado a vedere come sta la ragazza, forse ha bisogno di aiuto."- dico mentre mi dirigo verso Allison. La prendo amichevolmente per un braccio, fingendo di sincerarmi delle sue condizioni, e la porto in disparte.-"La donna, non ne sono certo, forse è la madre della ragazza che è uscita poco fa."- le sussurro.-"Ma non lo so con certezza. La donna di cui parla Wonder forse è già morta. Non possiamo saperlo. Cosa hai intenzione di fare?"-





  5. #345
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household - parte otto

    Jacky Masters

    Non capisco dove sia il problema... armi? virus? pozioni magiche di mago Merlino... bah! Voglio solo uscire di qui, possibilmente con la testa della piccola rossa appesa per i capelli tra le mie mani, lascerò un bel fiume di sangue al mio passaggio, proprio come questo bel tappeto di piastrine che sto calpestando ora. Il problema sono quei cosi qui fuori, dubito che potrei farli fuori tanto facilmente e a dire il vero, mi fanno anche alquanto schifo! Mi conviene seguire i tizi, per le armi non me ne importa molto, sono lesta, so rubare dalle tasche altrui senza che se ne rendano conto e allora... tanto vale far spendere loro gli spiccioli che hanno da parte, io mi prenderò gratis ciò che voglio, quando lo voglio e quella testa rossa non fa differenza.

  6. #346
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household - parte otto

    Adam Miller è spostato a fine turnazione
    tocca a Moreen Evans

  7. #347
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household - parte otto

    Anche Moreen viene sposta a fine turnazione
    tocca a Lèonie
    Ultima modifica di Eclisse84; 27th May 2014 alle 22:52

  8. #348
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Household - parte otto

    Lèonie Picard Lecrerc
    Palazzina Household
    Appartamento n° 7 - Secondo piano


    Che razza di militare è…
    Lei è solo d’intralcio…
    La raccomandata…
    Non potrà fare un gran chè…

    Ecco la cantilena che si ripete nella mia mente, ecco l’idea che tutti i presenti si sono fatti di me...un peso…sono solo un’inutile peso…e il capo SWAT dall'alto del suo piedistallo non fa altro che alimentare le sue convinzioni… non si farebbe quindi di certo scrupoli a lasciarmi morire in caso di attacco da parte di qualche creatura… mi chiedo ora se davvero valga la pena di combattere e difendersi per una causa quasi persa in partenza… almeno per me.
    Rifletto appoggiandomi con una mano alla vicina finestra mentre un capogiro mi coglie, la ingente perdita di sangue e il poco cibo a disposizione non mi hanno propriamente giovato...
    Era meglio se abbandonavo prima l’esercito e non insistevo con questo giochetto del gatto col topo che mi ha portato quasi a lasciarci le penne in questa palazzina infestata …cercare un passato dimenticato di cui non ho ricordo, che assurdità…cosa credevo di trovare nelle file dell’esercito? La verità forse…ma davvero questa verità esiste? Nessun nome, nessuna traccia, è questo che mi lascia perplessa, deve per forza esserci qualcosa nel mio passato che deve rimanere insabbiato, una domanda…perché?
    Ed è qui che voglio una risposta….impossibile che alla base nessuno sappia del mio passato, nemmeno negli archivi definiti top secret c’è niente…credevo che gli SWAT fossero coinvolti visto le strane immagini che ho avuto nel momento esatto in cui li ho incrociati sul mio cammino….invece a quanto pare dovrò scavare ancora più a fondo che tra i ranghi di una squadra speciale di polizia anche se di questo bambolotto di liquirizia formato gigante non mi fido…

    Non potevo godermi la vita semplicemente seguendo i miei sogni?
    No ovvio, dovevo complicarmi sempre le cose … da tempo vorrei fare una cosa, ma un qualcosa più forte di me e delle mia volontà mi ha sempre fatto desistere …Lui…( Zack) ma se uscirò viva da qui, credo mio malgrado che intraprenderò un’altra strada; alzo lo sguardo incrociando il corpo di Sawyer dall'altro lato del tavolo… sarò abbastanza forte da non cedere nuovamente alla mia debolezza? … Cosa penserà poi di me ora dopo tutto il casino che ho creato stupidamente con la poliziotta presa da un attacco di gelosia….cosa penseranno i miei soldati del dove li ho condotti? Anche per lui, per loro, sono solo un peso? Una scomoda amicizia se …di amicizia si tratta?
    Vorrei nonostante tutto lui non fosse qui oggi, qui è più pericoloso del solito e dovesse succedergli qualcosa be, credo che non me lo perdonerei nonostante sappia benissimo la validità della sua persona e la sua capacità di difendersi ; vorrei tenerlo lontano dai guai ma a quanto pare al suo fianco non c’è posto per una come me… il peso morto della situazione…… rinnegherò la me stessa che sa amare inseguirò ciò che voglio attraverso vie traverse come mi era stato già proposto…
    Forse è meglio così ….nessun legame, nessun vincolo…eppure perché non posso fare a meno di non pensare a quel che sarebbe potuto essere? Sono solo una delle ultime romantiche…penso tra me nonostante il cuore pianga.
    Alzo il mio sguardo più fiero e, fisso i compagni di sventura; sono tutti intenti a contrattare per le armi mentre lo sguardo severo dello SWAT aleggia su di noi… poco distante la dark lady ( Allison) sembra avere un mancamento, ma a quanto pare il belloccio ( Scott) è già corso in suo soccorso… li osservo …non sarebbero affatto male come coppia….
    Nuovamente fisso con sicurezza gli occhi dello SWAT che mi ha rivolto parole poco gentili senza sapere il motivo delle mie domande… nel mio profondo arde un fuoco di sfida.:
    “ Capo SWAT, ci tengo a precisare a prescindere dall'idea malsana che si è fatto di me… che non sono una raccomandata, cerco delle risposte….ho i miei motivi per averle chiesto una cosa del genere non certo perché non riconosco la sua divisa ... mio padre è un poliziotto…mi avrebbero affidato la vita di tre militari così per caso perché sono raccomandata secondo Lei? Comprendo benissimo che i miei modi sono piuttosto ortodossi , comprendo il fatto io sia un peso e con questa ferita di certo non potrò fare molto, ma non sono una militare di quarta categoria….se oggi dovesse essere il mio ultimo giorno…e.. non ho intenzione di farla danzare sulla mia tomba…be morirò combattendo ! ”
    Nel mentre attendo una suo probabile risposta, lo SWAT di guardia fuori dall'appartamento bussa alla porta e sento il capo dei gendarmi affermare:
    “E’ ora di muoverci”
    Perfetto.
    Che il massacro abbia inizio e…spero solo siano i nemici a morire e a cadere sotto i nostri colpi.
    Farò il possibile.
    Ultima modifica di DELTAG; 28th May 2014 alle 09:53

  9. #349
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    Re: Household - parte otto

    Andrea Gillian
    Appartamento n°7 - secondo piano
    La situazione sta lentamente degenerando, noto i militari che evitano di avvicinarsi quanto più al capo degli uomini in nero tranne Lèonie la quale inveisce contro di lui «…Per conto mio potrebbe venderci come bestie da macello al nemico se sono i soldi ciò che vuole … e se bastano i pochi spiccioli che portiamo con noi e che credo sappia a quanto ammontano visto che ci avete comunque perquisito prima a comprare le armi e il suo silenzio… non posso pensare come magari una valigia di soldi sottobanco potrebbe farle schifo….» la guardo in silenzio, le sue parole potrebbero essere vere, chi ci assicura che non stiamo seguendo l’ennesimo mostro assetato di sangue? «Ma a parte questo discutibile particolare …. mi piacerebbe vedere il resto della merce non solo questa pistola. Se devo pagare per avere “qualcosa” vorrei valutare prima di procedere … di solito preferisco vedere che.. immaginare…» continuo a non capire il suo gioco, prima dice che ha dei sospetti po fa capire che è interessata alla merce. Cerco di non pensarci, la cosa mi puzza anche da parte sua, so che è brutto dirlo ma non mi fido più di nessuno ormai… e come si dice “e quando ti sembra di sprofondare che una mano ti risolleva dal fango” sento la voce del soldato gnocco farsi strada verso il caposquadra «Lei si dovrebbe solo vergognare per chiedere del denaro in una situazione così! A cosa le servirà se si infetterà lei stesso? Dovrebbe avere premura di equipaggiare noi addestrati alle armi per difendere i civili, e non pensare al suo conto in banca! Inoltre è assurdo che dei civili mai addestrati alle armi le impugnino: potrebbero ferire loro stessi e gli altri. Pretendo che lei dia le armi gratuitamente a chi è addestrato a sparare, così da assegnare alla guardia di militari e polizia un civile o due. Siamo sei in grado di sparare e i civili sono cinque non contando la bambina, che è sempre in braccio al padre... possiamo farcela. Ognuno di noi può difendere un civile. Per esempio» non riesco a credere alle mie orecchie, qualcuno che si preoccupa della vita degli altri c’è, non è morto ancora. Ho un susslto quando sento le sue mani premermi una giacca sulle spalle, la stringo a me e riconosco la sua divisa «la signorina può venire con me» signorina? Quelle parole mi giungono all’orecchio come una specie di complimento ferendo quella corazza che si era creata intorno al mio animo anni fa. Trattengo a stento le lacrime, non ho intenzione di mostrarmi debole davanti a nessuno, tantomeno davanti a degli sconosciuti approfittatori come la maggior parte della gente in questa stanza. Il capo squadra, che afferma di far parte del corpo speciale degli swat, inveisce contro Lèonie. “Povera, ferita e pure cazziata. Non so chi dei due abbia ragione ormai… non so più nulla…”. Nel frattempo anche l’uomo sulla quarantina chiede di farsi vendere qualche arma dall’uomo, un’arma da taglio. Potrebbe tornare utile.
    Nel frattempo la bruna continua a leggere indisturbata la sua agenda mentre il capo swat, il soldato e il dirigibile contrattano sulla vendta delle armi «Senza sconti» dice alla poliziotta. “ben ti sta sgualdrina!” penso con un sorriso di trionfo sul volto. Sorriso che, però, viene interrotto dalluomo in nero che, dopo aver rifornito di armi chi ne aveva fatto richiesta, si rivolge a me come ad un’appestata
    «Signorina… mi rincresce, ma sono certo che lei non sarebbe in grado di gestire il rinculo di una pistola come questa, ci penserà Ken formato maxi a guardarle… le spalle» NO. Non ho voglia che altri muoiano per me. Sono stufa di essere inutile, vedo gli altri morire e io sono impotente davanti ai loro occhi, ho deluso tutti non posso più sopportarlo. All’improvviso la bruna ha un mancamento ma viene subito soccorsa dall’uomo sulla quarantina “devo farmi dire i nomi… non posso andare avanti come i bambini!” penso irritandomi ancora di più. Non voglio ferire il soldato ma io DEVO difendermi da sola, lo devo a tutte quelle anime che ho deluso «ti ringrazio infinitamente per il tuo aiuto… e per la giacca…» abbozzo un sorriso sperando che capisca la mia benevolenza, «ma non voglio essere d’intralcio o peso per nessuno! Perdonami.» mi allontano da lui avvicinandomi nuovamente al caposquadra swat. Nel frattempo, Lèonie insiste sulle sue motivazioni, prima o poi dovrò parlarle in privato, sia per calmarla sia per ringraziarla per l’aiuto di quella notte. Mi avvicino ulteriormente aspettando la fine del suo discorsetto ma nel mentre sto per parlare, una voce da fuori lo avverte «E’ ora di muoverci» devo sbrigarmi, non posso aspettare oltre. Mi avvicino quanto più allo swat e mi accerto che non mi senta nessuno per poi sussurrargli «Sono certa che se le offro la cifra che vuole, non ci saranno problemi a far uscire un'altra arma, vero? Magari su qualche cadavere in questa casa, c'è una sopresina anche per me.» cerco di sembrare quanto più calma e sicura possibile«Non la userò se non è necessario... e non la metterò nei guai... promesso.» termino ammiccando in modo complice, so che derubare è sbagliato ma non ho altra scelta. Io VOGLIO, io DEVO difendermi, non ho più voglia di essere un peso per gli altri…

    Ultima modifica di SimsKingdom; 30th May 2014 alle 01:56

  10. #350
    L'avatar di mary24781
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    Re: Household - parte otto

    BRAD KINCAID

    «Ti ringrazio infinitamente per il tuo aiuto… e per la giacca ma non voglio essere d’intralcio o peso per nessuno! Perdonami.»

    La ragazza di capelli rossi, lo sguardo innocente e sperduto ma determinato, mi accenna un sorriso imbarazzato e si avvicina al capo swat, per parlare e contrattare, penso, con lui l'acquisto dell'arma. Quella che ho visto nei suoi occhi, però, non mi pare solo determinazione: era anche infinita tristezza. Non so chi sia, che vita abbia fatto e che esperienze abbia vissuto, ma ciò che abbiamo passato prima di essere gasati è troppo per chiunque. Abbiamo lasciato gente morta alle nostre spalle, gente con cui stavamo dialogando fino a qualche istante prima. La swat si è comportata con cinismo e ferocia: dagli altoparlanti della palazzina, dagli stessi da cui abbiamo sentito provenire quella canzoncina che ha fatto fuggire la bestia quand'ero con Fullbuster e la giornalista (il signor Wander, ndt), potevano emanare un avviso, potevano dirci di metterci al riparo. Ci hanno gasati come i nazisti nei lager. Sì, ho fatto la cosa giusta prendendo le distanze dai corpi militari e di polizia. Trattengo la ragazza (Andrea, ndt) gentilmente prima che vada dallo swat e le sussurro che non deve preoccuparsi.

    "E' mio dovere, non permetterò che vi succeda qualcosa di male... sono Brad Kincaid e ti proteggerò, sia che prendi quell'arma e sia che la lasci usare a chi è più esperto... è il mio dovere e sono un tipo piuttosto ottuso sull'argomento" le dico strizzando l'occhio per alleggerire la tensione. Spero che nella missione di proteggere tutti questi civili anche gli altri militari facciano il loro... dovere.

 

 
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