Manuel Russel
Epilogo - Prima Parte
Portland, ore 6.:45
<<Russel>>
<<Buongiorno Dott.Russell, mi spiace disturbarla così presto ma il Dott.Martin è in ferie e abbiamo un caso particolare…>>
<<Arrivo>>
Ormai sono abituato alle continue chiamate ed emergenze all’ospedale. Come anche ai “casi particolari” come li chiamano le infermiere del mio reparto, che spesso sono semplicemente pazienti irritabili a cui non vogliono avvicinarsi. Ma a me va bene così, ho sempre fatto del lavoro la mia vita.
Da quando mi sono trasferito a Portland dopo il disastro a Bellavista mi sono buttato di nuovo a capofitto nel lavoro, per dimenticare e andare avanti. Le drammatiche immagini di quei giorni si fanno strada ancora di notte nella mia mente, in quelle poche ore in cui riesco a chiudere gli occhi, ed il senso di colpa ed impotenza continuano a tormentarmi.
Ma la vita va avanti, e bisogna starle dietro.
Fortunatamente che ci sono molte distrazioni, momenti in cui riesco a staccare da tutto. Distrazioni molto piacevoli a dire il vero.
Distrazioni che durano poco. Molto poco.
Lei è ancora addormentata. I capelli biondi, il corpo nudo e sensuale leggermente scoperto ed invitante. Il nome? Un dettaglio.
Ospedale di Portland, ore 7:15
<<Dottore! Venga, non riusciamo a calmare la paziente, rifiuta qualsiasi tranquillante e non riusciamo nemmeno a sedarla contro la sua volontà, è troppo manesca. Ha una piccola ferita sul fianco, niente di grave, ma non si è fatta ancora medicare…>>
<<Ci penso io Sophie. Per favore portami un caffè nero. Grazie>>
Le faccio l’occhiolino e la vedo arrossire prima di volatilizzarsi verso le macchinette del caffè.
Dopo tanti anni di servizio non mi lascio più impressionare dai pazienti in crisi isteriche o emotive. Ho imparato a gestirli senza problemi. Senza considerare che ormai, dopo quello che è accaduto l’anno prima, dubito fortemente che ci sia qualcosa al mondo ancora capace di impressionarmi.
Entro tranquillamente nella saletta dove si trova la paziente, iniziando a parlarle ancora prima di vedere le sue reali condizioni. Molte volte il loro problema non è fisico, ma psicologico. E tranquillizzarli prima di medicarli è sempre la tattica migliore.
<<Buongiorno, sono il Dott.Russel, posso aiutar-…>>
Le parole mi muoiono in gola, nel momento in cui i miei occhi incontrano quelli della ragazza.
Flashback terrificanti affollano la mia testa, togliendomi il respiro.
<<Josephine…>>
<<Manuel…>>
Le sento sussurrare appena il mio nome, prima di scoppiare in lacrime.