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Risultati da 51 a 60 di 425
  1. #51
    sim veterano L'avatar di theredcrest
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    Re: Seconda parte

    Per amor di pignoleria, rimango comunque in ascolto per qualche secondo, assicurandomi che per ora nessuno si sia deciso a seguirmi.



    Non mi pare venga nulla di rivelatorio dall'altra parte. E le lancette continuano a scorrere inesorabili, rendendomi incurante persino davanti al significativo arredamento della stanza, a cui dedico solo una veloce occhiata. Anche qui, le luci sono accese. Devo iniziare a considerarlo una sorta di segnale? Non importa, ci penserò a tempo debito: tutto ciò che attira il mio sguardo ora è quello che si potrebbe trovare nella scrivania all'angolo più vicino. Una vera fortuna trovarla a disposizione così facilmente, vero?



    Sospiro, impedendomi di fare sciocchezze - la tentazione sarebbe sempre quella di cedere all'avventatezza e precipitarsi al tavolo, e poi via verso l'infinito ed oltre, ma è proprio quella che potrebbe fregarmi in una situazione così delicata. Con passi misurati in modo risultino il più silenziosi possibile, mi stacco dalla porta e procedo verso il mobile arrivando fin dietro la sedia.
    Che razza di confusione...



    Cassetti che potrebbero essere chiusi a chiave, un foglietto con qualche penna e un evidenziatore, un portatile. Quale controllare per primo?



    Sicuramente il biglietto è quello più a portata d'occhio, di facile lettura, ed il portatile quello che richiede maggior tempo dando per scontato i cassetti siano aperti. Decido di ripiegare su quello: il PC potrebbe contenere informazioni rilevanti su dov'è l'agenda, come una nota, una foto... qualcosa. E non mi piace andare a caso nelle mie ricerche.



    Mi siedo, provando ad aprire il portatile per accenderlo, assicurandomi prima non sia a tutto volume - la schermata di Simsdos ha questa brutta abitudine di fare un sacco di casino, a meno il giapponese non sia un amante dei sistemi alternativi. Per il momento lascio stare il resto, a cui potrei dare uno sguardo veloce se proprio dovessi andar di fretta. In fondo, so per esperienza che persino i cassetti si possono scassinare più facilmente di un computer protetto da password - e con questo ho detto tutto.





    The Sentinel's Lair

  2. #52
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Seconda parte

    Mi scuso per la mole di foto in unico post, ma purtroppo ho integrato dopo in accordo con Dina e quindi non ho potuto dividerlo.


    Lèonie Lecrerc
    Base militare di Bellavista

    ore: 18.28

    Dopo aver distolto l’attenzione da Miller ed Evans, riporto la mia attenzione sul Tenente Colonnello Mustang che tarda a rispondere. Nel mentre sento Miller rivolge una domanda alla ragazza seduta al suo fianco che sembra persa nei suoi pensieri, ma forse sta solo come me riflettendo su ciò che Mustang ci ha appena riferito, infatti poco dopo, anche lei porge la sua domanda:
    “Come facciamo a riconoscere i soggetti sani da quelli infetti? Presentano una qualche caratteristica fisica evidente?" Osservazione più che lecita ammesso che l’allarme sia veritiero… ed è quello che voglio scoprire. Spero solo abbiano qualche informazione in più su questo fantomatico agente patogeno, il Tenente Colonnello alle nostre domande prima di risponderci sembra essere perplesso, lo fisso diritto negli occhi e osservando i movimenti del suo diaframma lo vedo sospirare. Brutto segno, e anche io come lui sospiro scuotendo la testa.
    «Equipaggiamento standard. Non ho materiale per rispondere alle altre vostre domande, purtroppo. » I miei sospetti sono fondati. A quanto pare tutto ciò che sa è ciò che effettivamente ha riferito, e di sicuro se qualcosa c’è non è di certo un qualcosa che abbiamo già affrontato e uno strano tormento interiore mi scuote; nessun rilievo è stato effettuato, ed è questo ciò che mi preoccupa di più. La sua voce suona monotona alle mie orecchie, vaga; così diversa dal suo solito tono autoritario.
    «Questi sono stati gli ordini dall'alto: "recupero e bonifica". Non sappiamo quale sia questa potenziale minaccia biologica, non sappiamo neppure se veramente esista.. »
    Rimango sorpresa da quanto possano essere subdoli i superiori…“ Capisco non si sappia nulla di certo, ma non si sono presi nemmeno la briga di verificare prima di mandarci allo sbaraglio in una “zona grigia” potenzialmente infetta, come al solito il lavoro sporco tocca a noi” penso, non accorgendomi di aver dato voce ai miei pensieri, pensieri che probabilmente sono stati uditi dai presenti, colonnello compreso anche se fa finta di nulla; lo guardo con disappunto anche se so che la colpa non è sua, lui esegue gli ordini come tutti qua dentro e poi riprende il discorso dandogli una nuova impronta:
    «Quel che abbiamo di concreto è una minaccia di attacco bioterroristico, sembrerebbe con l'ausilio un virus rubato dai centri di ricerca delle Landgraab Industries con sede all'ospedale Brookheaven…» no so se sia stato il mio pensiero espresso a voce alta a fargli tornare la memoria su ciò che realmente c’è da sapere, sta di fatto che qualcosa ha svelato rispondendo parzialmente ad alcuni quesiti che mi ero posta;chiudo involontariamente gli occhi, ho bisogno di riflettere un attimo;… un virus rubato dai centri ricerca delle Landgraab Industries con sede all’ospedale Brookheaven…andiamo bene, ma al posto di curare i pazienti cosa ci fanno li dentro? E la sicurezza? Per fortuna non ho avuto molto a che fare con l’ospedale in questa seconda parte della mia vita o meglio, nella parte di cui abbia qualche ricordo... ricordi che però non mi appartengono totalmente riguardanti la mia infanzia tornano alla mente….l’ospedale Brookheaven …


    …è assurdo pensare che proprio li nonostante la mia avversione per la struttura dopo il mio traumatico risveglio in un letto di una camera dalle pareti verdi e anonime che non conoscevo, io abbia iniziato realmente a vivere…grazie anche a colui che in silenzio vegliava i miei sonni e mi ha dato un’identità….Marck Picard, il mio padre adottivo....



    …la sua presenza è stato l’unico punto fermo della mia infanzia…e ogni giorno per tutto il mese del ricovero dopo avermi trovata svenuta sulla sponda del fiume, veniva in ospedale e mi portava un vaso di profumatissime calle rosa…il mio fiore preferito, l’unica cosa che io ricordassi di me…



    E poi si fermava a farmi compagnia prima e dopo l’inizio e la fine del suo turno lavorativo, faceva il poliziotto…


    …riapro gli occhi tornando al presente e sorrido sarcastica al pensiero di quanto possa essere beffarda la vita con me….Poi riprendo a fissare il volto di colui che ci sta dinanzi e lo sento continuare…



    «Non c'è però nulla di confermato ufficialmente e queste sono nient'altro che "voci di corridoio"…. Inoltre non sappiamo neppure cosa questo virus implichi»
    Si certo voci di corridoio andiamo “..e mandano quindi dei militari a verificare questo ipotetico virus in questa palazzina Household invece che un equipe di medici e studiosi? ” nuovamente un pensiero detto ad alta voce, questa volta volontariamente anche perché vorrei porre l’attenzione della squadra sulla questione: E’ tutto vero ma hanno bisogno di persone fidate per avere delle prove.
    «Ulteriori domande?» ci chiede, ne avrei mille di domande anche perchè la situazione non è per niente chiara, così come l’attestato di rischio per noi militari e per i civili presenti sul luogo.
    «Contatto Kincaid e Kava, mentre ci pensate sopra»
    Vedo Mustang allontanarsi dalla stanza. Altra circostanza che porta l’attendibilità sulla questione. Al di là della porta oltre la quale si è portato il nostro superiore, si sente un brusio ma alcuni stralci di dialogo giungono frammentari nella stanza : «Radutare i presenti... ogni mezzo... ogni rivolta dev'essere sedata... rinforzi in arrivo...»
    Il suo tono anche se sono distante mi sembra a tratti sicuro e a tratti allarmato, una parola prende forma nella mia mente: Pericolo. Faccio per spostare la sedia ed alzarmi, vorrei capire come stiano le cose in realtà, ma poi mi blocco; il colonnello sta rientrando con la sua solita compostezza e non sembra intenzionato ad aggiungere altro a ciò che ha detto.
    «Dunque. Domande? Se siete pronti, andate a cambiarvi per la missione»
    “ Domande ne avrei molte, ma la situazione credo sia più grave di quanto sembri Colonnello oppure mi sbaglio?” dico con fare di sfida al Colonnello cercando di persuaderlo a rivelare un qualcosa di più, e poi aggiungo osservando dalla mia posizione ancora seduta gli occhi dei presenti ad uno ad uno:
    “Voi cosa ne dite ? Sawyer, Miller, Evans …” continuo decisa “ Se per voi è tutto chiaro … io direi di recarci all’ armeria ed entrare in azione! Tempus fugit! ” concludo con un lieve sorriso cercando uno sguardo d’assenso nei presenti.
    Resto seduta fino a quando vedo tutti i membri della mia squadra alzarsi e dirigersi all’uscita . Pian piano il rumore dei passi dei ragazzi e il brusio dei loro movimenti si fa via via più soffocato e nella stanza piomba un silenzio innaturale. Vedo il colonnello che mi osserva perplesso, probabilmente si starà chiedendo cosa io faccia ancora qui invece che andare a prepararmi per la missione come il resto dei ragazzi, effettivamente non gli do torto, scosto la sedia e mi alzo e dopo avergli rivolto un veloce saluto di circostanza, poggio il palmo della mano sulla porta grigia della sala riunioni ed esco.




    Percorro il bianco corridoio in linea retta assorta nelle mie conclusioni tratte dalla veloce riunione di oggi, veloce, troppo per farmi restare tranquilla; so bene cosa mi ci vorrebbe per scaricare la tensione prima di ogni missione. I miei passi sembrano ticchettare in sincro con il ticchettare delle lancette dell’orologio appeso alla parete e nel mentre i miei pensieri senza nemmeno rendermene conto prendono consistenza.



    Un intenso odore di Cloro raggiunge le mie narici facendomi fermare nel bel mezzo del corridoio. Accanto a me una porta grigia, uguale a quella della sala riunioni e sulla parete in bella mostra, un cartello bianco e blu con un simbolo che conosco molto bene. La piscina.
    Resisto alla tentazione di entrare visto che è vuota e a quest’ora di sera non c’è nessuno, l’ora perfetta a mio avviso per nuotare e… per essere vicino a lui…. vorrei andare nello spogliatoio poco distante a prendere il costume, piuttosto che andare ad indossare una divisa ma so benissimo che non si può, intanto mentre osservo da dietro la porta la piscina immersa nella penombra di un giorno che volge in sera, immagini di quel passato mai dimenticato in cui la piscina è protagonista prendono forma tornando prepotenti a reclamare il loro ruolo e, ogni volta resto incredibilmente sorpresa nel constatare quanto le inconcrete speranze aggrappate a dei fugaci ricordi, mi facciano amare e al contempo odiare l’acqua…



    …l’acqua che mi ha salvato….



    …l’ acqua che ci ha visti insieme felici e poi…



    … quella stessa acqua che ha risparmiato la vita di una bambina grazie a lui….



    … acqua che però ha chiesto in cambio la sua vita, così come il malore improvviso che l’ha colpito mentre stava svolgendo il suo lavoro di bagnino…


    OGGI:

    Torno al presente e fatico a riprendere il controllo sulle mie emozioni nel rivivere quelle immagini passate rimaste indelebili impresse nell'anima, mi scosto da quella porta, da quella piscina e appoggiandomi con una mano al muro di fronte a me, come per trovare un solido sostegno lasciò che i sentimenti fluiscano in me e con essi anche il dolore.



    “Rayan…perché te ne sei andato cosi’? Condividevamo di più di un comune sogno…io sono qui e tu?”
    bisbiglio al ricordo e nel mentre sento un alito di vento venuto da chissà dove sfiorarmi causandomi un insolito brivido freddo…



    Resto qualche minuto così, inerme in balia delle emozioni e poi mi riprendo, non posso continuare a rimuginare sul passato. Ora è il presente che devo vivere.
    “Alza la testa Lèonie, sei un militare, sei a capo di una squadra, molte vite dipendono da te e dalle tue decisioni “ , mi dico; cercando di autoconvincermi che tutto andrà bene, come sempre; anche se il bene che intendo io non corrisponde al significato generale di bene.
    Mi allontano da li e dai ricordi riprendendo la strada per lo spogliatoio. L’orologio in fondo al corridoio segna le 18.38 e quando raggiungo lo spogliatoio femminile svoltando l’angolo sul muro vicino alla porta dello spogliatoio mi pare di vedere proiettata un’ombra, probabilmente l’ombra di qualcuno che ne è appena uscito. Entrando individuo subito il mio armadietto, seconda fila in alto, secondo sportello sulla destra, il n° 17. Incredibile quanto questo numero sembra perseguitarmi….17 è il giorno del mio ipotetico compleanno; 17 è anche il giorno in cui lui è morto; 17 è una delle cifre riportate sulla piastrina che il mio padre adottivo mi ha trovato addosso quel giorno in cui mi salvò… Rifletto sogghignando beffarda tra me e me ripensando al significato che io conosco del numero 17 : fin dall'antichità il numero 17 è stato fortemente collegato alla sfortuna, superstizione nata, si pensa per quel che io ricordi; ai tempi dell'antica Roma, a causa della consuetudine di incidere sulle pietre funerarie la parola "VIXI" (sono vissuto), il cui anagramma "XVII" equivale a 17.
    “ Curioso, veramente curioso…” esordisco dando voce al mio pensiero del momento.Mi avvicino al lavabo più vicino, mi sciacquo il viso con l’acqua fresca felice di sentirne la consistenza tra le dita, la doccia non serve quella l’ho già fatta prima della riunione e poi estraendo la divisa dall’armadietto la indosso, mi specchio e sistemo il berretto abbinato in testa, uno dei portafortuna della mia personale collezione; e poi esco diretta in armeria, sono quasi le 18.47 e devo controllare l’equipaggiamento e armarmi a dovere, non si sa mai cosa ci capiterà di trovare in quella palazzina vicino al cimitero…

    Ultima modifica di DELTAG; 18th October 2013 alle 21:45 Motivo: Integrato post

  3. #53
    Master caotico L'avatar di SimsKingdom
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    Re: Seconda parte

    Andrea gillian
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    Ore 18:27

    <<Denise Vanilla. Non posso dire di essere altrettanto contenta di dover lavorare insieme ad un'altra persona... Comunque sia, sarebbe così gentile da parlarmi un po' del "nostro" cliente?>> mi dice con un tono che sembra tutt’altro che gentile. “Se io sono contenta di fare questa vita e soprattutto fare questo lavoro con un’altra donna, allora non sono una rossa naturale!” penso infastidita da questa sua affermazione, e poi, perché darmi del lei? Si, ho capito che non ci conosciamo, ma non mi sembra il caso di darsi del lei!
    Da come si atteggia sembra una che si dà tante arie ma, come si dice, non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina! Ripenso velocemente alla domanda che mi ha posto, “e ora che cosa mi invento? Sono solo due volte che ci vado a letto come posso pretendere di conoscerlo?”
    «Beh…prima di tutto è totalmente impotente! Credo che si circondi di gente come noi solo per farsi bello davanti a qualche suo amico, però l’ultima volta mi ha pagata bene e a me interessa di più quello, al momento… che si faccia “qualcosa” o meno!» ammetto con un po’ d’amarezza «comunque è un uomo parecchio viscido, lo definirei addirittura “tentacolare” dato che la prima volta non faceva altro che palparmi ovunque!» affermo cingendomi i fianchi con le braccia



    al loro tocco sento un lieve brivido freddo di disgusto ripensando alle sue mani viscide che mi “accarezzano” i fianchi, salgono fino al mio petto per ridiscendere dolcemente procurandomi quel senso di nausea che si prova quando una goccia di pioggia fredda cade tra la pelle del tuo collo e il vestito…


    28 Aprile 2014
    Ore: 00:28
    Palazzina Household
    «Tranquilla, non voglio farti del male… non così almeno.»



    sussurra provando, inutilmente, a rassicurarmi, ho un fremito non appena la sua mano lunga e ossuta mi passa dalla testa sul collo scendendo lentamente e con ripugnante delicatezza. L’aria opprimente della camera non fa altro che aumentare il mio ribrezzo.




    Era la prima volta che il tocco di un uomo mi facesse rabbrividire in questo modo, eppure, non era stato il primo ad essere così brutto ma comunque dava quella, non so spiegarlo bene, sensazione di… viscido. Non nel senso di meschino o ambiguo ma nel vero significato della parola, dava l’idea di essere toccata da un verme. Cerco di pensare ad altro e sperare che questa lunga notte finisca presto quando sento il suo corpo avvicinarsi al mio...


    26 Maggio 2014
    Ore: 18:27
    Palazzina Household

    Scuoto lievemente la testa cercando di seppellire quegli orribili ricordi, ciò che resta solamente sono solo scuse, pezzi di immagini in cui qualcuno piange e io che fuggo tra le vie con la mano piena di soldi…
    «In sostanza, ecco il “nostro” uomo com’è!» dico alla ragazza cercando di sorridere e di cancellare i miei ricordi…



  4. #54
    sim esperto L'avatar di Rayky
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    Re: Seconda parte

    Scott Walker
    Pianerottolo davanti all'appartamento 23 (4°piano)




    Ed eccomi di nuovo qui, alla palazzina Household, la mia vecchia casa. Ricordo che mi dava un certo tono dire in giro che vivevo in questo edificio; a quanto pare è un luogo piuttosto rinomato qui in città. Cammino silenzioso lungo il corridoio, desolato e vuoto. Venire fin qui con i soli mezzi pubblici è stato snervante, soprattutto vista l'ora di punta. La mia testa mi sta dicendo di stare tranquillo, ma le mani sudate e il battito del cuore accelerato mi fanno capire che sono parecchio emozionato per quel ritorno al passato così inaspettato, un ritorno a quella vita che ormai pensavo non mi appartenesse più.




    In fondo al lungo corridoio intravedo la porta dell'appartamento. L'interno numero 23. Mi stupisco del fatto di non aver incontrato la signora Marsella in giro per la palazzina, quella donna ha sempre qualcosa da dire su tutto e su tutti, una volta è perchè non hai chiuso il portoncino, l'altra perchè non partecipi attivamente alle riunioni condominiali, una vera piaga insomma. Tuttavia mi sarebbe piaciuto incontrarla, in fin dei conti faceva anche lei parte del pacchetto. Mi blocco davanti alla porta del mio ex appartamento. Kate è proprio dietro questa porta, la fisso per qualche istante. Mi viene in mente quando io e Kate decidemmo di acquistare l'appartamento, eravamo così eccitati all'idea di venire a vivere lì. La forza dell'abitudine mi spinge a infilare la mano nella tasca della giacca, in cerca delle chiavi, per poi ricordarmi quasi immediatamente che Kate ha cambiato la serratura della porta.



    Guardo l'orologio da polso: sono le 18.40. Sarà perchè non vengo qui da molto tempo, ma c'è qualcosa di strano nell'aria, come se tutto nella palazzina fosse "immobile". Dagli altri appartamenti non si sentono rumori, niente persone che parlano, niente risate, nessuna televisione lasciata accesa a volume troppo alto, niente bambini urlanti, niente di niente. Ma che fine hanno fatto tutti? Forse sono io che sto cercando di perdermi nei pensieri così da non dover bussare a quella dannata porta. Sto per bussare ma all'improvviso da dietro la porta sento degli strani rumori. Sembra quasi che qualcuno si senta male.



    Kate? E' lei? Difficile a dirlo da lì. Ma chi altri potrebbe essere? Ripenso alla chiamata in motel: avevo sentito un'altra voce oltre a quella di mia moglie. Focalizzo la mia attenzione sul rumore che si sente provenire dall'interno e non ho dubbi: qualcuno sta vomitando.
    -"Kate! Sono io, Scotty!"- grido preoccupato mentre, senza pensarci troppo, tento di aprire la porta. Sarà aperta o chiusa a chiave dall'interno?











  5. #55
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Seconda parte

    Viktoria Masters
    Appartamento 11

    “Questo appartamento è una schifezza!”
    mi guardo in giro e la mia vista non fa altro che posarsi su di una accozzaglia di roba, piazzata qua e là



    “Puah!” Il giapponese, come si chiama, Cin ciau lin manca di gusto anche nel vestire, d'altra parte, sempre con quei completi candidi: lino, seta… roba che secondo lui è pregiata, io ci vedrei bene qualche schizzo di rosso intenso qua e là su quegli abiti, come su queste pareti, così… giusto per vivacizzare la cosa, renderlo più interessante!


    Eppure che sarà mai qualche schizzetto di sangue? Io ne trovo in continuazione sui miei vestiti, alle volte anche sul viso… con tutte le bevute che mi concedo e tutte le botte alla cieca che dispenso, capita spesso che riescano a rifilare un pungo assestato anche alla sottoscritta


    Il problema è, che dopo il mio aggressore si ritrova con una frattura multipla scomposta come minimo, bah… una non può neanche picchiare in santa pace qualcuno a caso, che questo sente l’esigenza di ribellarsi, ecco quindi le giuste conseguenze che si deve aspettare!



    Ritornando a noi, mi sembrava di aver sentito un rumore provenire dal fondo del solotto, ma qui non vedo nessuno! Ora che ci faccio caso, la luce era già accesa prima che entrassi, altro segno evidente della presenza di qualcuno! Quindi le probabilità sono due: O se l’è già data a gambe levate, oppure è ancora in casa, nascosto da qualche parte… ed in questo caso, farebbe bene a propendere per la prima opzione da me elencata, a meno che non voglia uscire di qui su di una barella! In tasca ho le chiavi dell’appartamento, decido quindi di prevenire una eventuale fuga dalla porta d’ingresso, altrimenti che dovrei fare? limitarmi a fare il concierge “Buon giorno signore/a che violi il domicilio del mio vicino, il quale si chiama come un manga, vuole darmi il soprabito? Oh prego arrivederci, le chiamo un taxi?” Eh no! Non mi faccio mica far scema in questo modo! Decido dunque ti tornare indietro ricalcando i miei passi, questa volta però, senza sbattere in quel portapiante a tradimento. Arrivo alla porta, la spingo piano per farla chiudere ed infilo la chiave nella serratura, cercando di non far rumore, in fondo sono una ladra anche io, ci so fare con queste cose.



    “Toh operazione riuscita”, senza alcuno scricchiolio di qualsivoglia ingranaggio, messo li appositamente per rompermi le uova nel paniere! “Brava porta, brava! Per questa volta non ti sfondo!” Rimetto le chiavi in saccoccia e ritorno a dove mi ero piazzata due minuti prima.



    Punto le orecchie come cane da caccia, peccato che io abbia un fischio perenne che mi spacca il timpano da questa mattina, il tizio che probabilmente stanotte si è ribellato, deve avermi colpita proprio li.



    Non mi resta che avvicinarmi! Avanzo sempre attaccata al muro, fino ad arrivare ad una porta, deve essere lo studio o la camera da letto, non ricordo, ci sarò entrata mezza volta in questa casa. Mi accovaccio e cerco di spiare attraverso la serratura “Nulla di sospetto!” decido di entrare, ma… nel momento in cui poggio la mano sul pomello, mi fermo a riflette (caso raro) Se proprio ci fosse qualcuno in questa stanza e mi sentisse aprire la porta, avrebbe un vantaggio su di me, mi potrebbe cogliere alla sprovvista e non è detto neanche che sia aperta, magari si è chiuso/a dentro a chiave, non farei altro che dargli altro vantaggio, sempre ammesso che ci sia realmente qualcuno! “Che fare allora?” l’unica cosa che mi viene in mente è piuttosto distruttiva, scardinare la porta con un calcio non sarebbe male, tanto lo faccio sempre, sono abituata. In questo modo chiusa o aperta non farebbe differenza, la butto giù e basta! Così se c’è qualcuno, lo colgo alla sprovvista ed ho il tempo di avventarmici addosso, in caso contrario, il giapponese avrà una sorpresina al suo ritorno, tanto che sarà mai una porta sfondata no? Al massimo prendo a sprangate qualche altro pezzo d’arredamento, mi frego qualcosa di valore e dico che sono entrati i ladri, il chè non sarebbe proprio una menzogna! Quindi mi piazzo in posizione frontale a poco più di un metro di distanza, carico la gamba della forza necessaria e mollo il calcio nel punto in cui la porta può cedere più facilmente. 3… 2… 1…


  6. #56
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Zack 1° Parte


    Base Militare - Zack Sawyer

    Ore 18.28

    Finalmente Mustang si degna di risponderci..

    «Equipaggiamento standard. Non ho materiale per rispondere alle altre vostre domande, purtroppo.»


    ..peccato, speravo di poter entrare in azione con i miei "fuochi d’artificio"!
    Interviene Lèonie a bassa voce, quasi sovrappensiero..

    «Capisco non si sappia nulla di certo, ma non si sono presi nemmeno la briga di verificare prima di mandarci allo sbaraglio in una “zona grigia” potenzialmente infetta, come al solito il lavoro sporco tocca a noi»

    Trattengo a stento una risata..



    «Mi sembra giusto, non possono scomodare di certo i loro bei sederoni così.. no? »

    Ignorandoci Mustang conclude la sua risposta.

    «Questi sono stati gli ordini dall'alto: "recupero e bonifica".
    Non sappiamo quale sia questa potenziale minaccia biologica, non sappiamo neppure se veramente esista.
    Quel che abbiamo di concreto è una minaccia di attacco bioterroristico, sembrerebbe con l'ausilio un virus rubato dai centri di ricerca delle Landgraab Industries con sede all'ospedale Brookheaven.
    Non c'è però nulla di confermato ufficialmente e queste sono nient'altro che "voci di corridoio", inoltre non sappiamo neppure cosa questo virus implichi.»


    Ripetitiva come spiegazione.. se non identica alla precedente, vedo hai imparato la “favoletta” a memoria, bene.
    Sento nuovamente Lèonie..

    «..e mandano quindi dei militari a verificare questo ipotetico virus in questa palazzina Household invece che un equipe di medici e studiosi? »

    Ignorandola Mustang ripete la “fatidica” domanda.

    «Ulteriori domande?»

    “..per avere cosa, altre non-risposte?”

    Si congeda così dalla stanza spostandosi nel corridoio per dare ordini agli agenti Kava e Kincaid, purtroppo riesco a sentire solo qualche stralcio della conversazione..

    «Radunare i presenti... ogni mezzo... ogni rivolta dev'essere sedata... rinforzi in arrivo...»

    Rientra qualche minuto dopo in stanza.

    «Dunque. Domande? Se siete pronti, andate a cambiarvi per la missione.»

    Mi alzo dalla sedia e rispondo prontamente all’ultima affermazione della nostra capitana.

    «Signori e signore..» Ammicco con un occhiolino verso Moreen «.. se non vi spiace leverei volentieri le “tende”!»

    Guardo Lèonie negli occhi..

    «Ci vediamo direttamente al punto d’incontro per la partenza.»

    Non attendo neanche la sua conferma che esco dalla stanza.



    Ore 18.37

    Mi libero degli indumenti entrando nella doccia ed apro l’acqua fredda..



    Tiro un pugno debole alla parete, trattenendo il respiro.
    L’acqua inizia a scorrermi sulla schiena provocandomi brividi.



    Pian piano mi abituo alla temperatura, finalmente riesco a rilassarmi.

    Ore 18.47

    Mentre infilo i pantaloni sento la porta aprirsi alle mie spalle, con la coda dell’occhio scorgo il biondino della riunione.



    Continua..


    Ultima modifica di Damnedgirl; 12th October 2013 alle 21:07 Motivo: Corretti errori di punteggiatura.



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  7. #57
    sim dio L'avatar di Damnedgirl
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    Re: Zack 2° Parte


    Apro l'armadietto afferrando indumenti ed oggetti personali che lancio sulla panca di fianco a me.
    Per un attimo mi blocco ad osservare la foto appesa allo sportello..



    Lo richiudo con, forse, un pò troppa forza ed inizio a fasciarmi mani e braccia.
    Una voce alle mie spalle attira la mia attenzione..

    «E’ la tua donna? »

    Lo guardo e gli rispondo sbuffando..



    « ..non proprio.»

    Ignorarlo di certo non mi conviene.. siamo in squadra in fondo, nolente o volente devo pur andarci d’accordo.

    "Impegnati Zack.."

    Mi porge la mano con il classico sorrisetto da marpione..

    «Non ci siamo presentati in stanza riunione.. o sbaglio? Mi chiamo Adam Miller, piacere!»

    Inarco un sopracciglio e guardo attentamente la sua mano.
    No, aspetta, crede che davvero gliela stringo? Va bene l’impegno.. ma di certo non faccio miracoli!




    A braccia conserte e guardandolo dritto negli occhi rispondo..

    «Zack Sawyer..»

    Gli do le spalle, indossando gli indumenti restanti ed infilo il portafoglio nella tasca anteriore dei pantaloni.



    Mi giro e rivolgendomi a lui esclamo..



    << Sono sicuro che le “nostre” signore odino aspettare.. facciamo un salto veloce in armeria ed andiamo diretti al punto d’incontro? »


    NB: So che ho fatto parlare Adam, ma il post è accordato con Dreamer.. spero dunque non ci siano problemi!

    Ultima modifica di Damnedgirl; 12th October 2013 alle 21:10 Motivo: Corretta anche qui punteggiatura! Ora è definitiva, scusate! x°D



    Visita il mio spazio ricordi! Dark Land

  8. #58
    sim onniscente L'avatar di Dreamer
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    Seconda parte - Adam Miller (1)

    Adam Miller
    Base Militare di Bellavista
    Ore: 18:28

    «Come facciamo a riconoscere i soggetti sani da quelli infetti? Presentano una qualche caratteristica fisica evidente?» anche Moreen, alla fine, pone la sua domanda. Una buona domanda, aggiungerei. Buona ma soprattutto molto utile.


    La sua voce, che non sentivo da due giorni (a causa dei vari impegni di entrambi), fa tornare la mia mente allo scorso fine settimana.

    Dopo cinque giorni passati in caserma, tra fatiche e stress, sia io che Moreen abbiamo ricevuto il permesso di tornare a casa per il week-end.
    «Ah, finalmente! Non vedo l’ora di essere a casa!»
    «Anche io, non ne posso più! Prima di scappare a Sunset Valley hai voglia di passare da me? Birra, pizza e un bel film horror. Ti va come programma?»
    «Ci sto, però il film lo scelgo io. Quello dell’ultima volta faceva abbastanza schifo.»
    «Sempre a criticarmi, eh.»
    «È solo la verità! Dai, non offenderti scemo!»


    E così abbiamo passato la serata a bere birra e mangiare pizza guardando “Psycho”. O almeno, finché non si è addormentata sul divano.
    Adoro trascorrere del tempo assieme lei. Nonostante sia piuttosto timida e chiusa in se stessa, sono riuscito – col tempo – a instaurare e far maturare un bel rapporto di amicizia; e sono felice di averlo fatto.


    Un grande sospiro, proveniente dal tenente colonnello Mustang, mi riporta al presente. Non prevedo buone notizie.
    «Equipaggiamento standard. Non ho materiale per rispondere alle altre vostre domande, purtroppo.»
    “E te pareva…” penso.
    «Questi sono stati gli ordini dall'alto: “recupero e bonifica”. Non sappiamo quale sia questa potenziale minaccia biologica, non sappiamo neppure se veramente esista. Quel che abbiamo di concreto è una minaccia di attacco bio-terroristico, sembrerebbe con l'ausilio un virus rubato dai centri di ricerca delle Landgraab Industries con sede all’ospedale Brookheaven.»
    L’ospedale Brookheaven? Ne ho già sentito parlare, e sempre molto bene. Ma dopo questa notizia dataci da Mustang, sono contento di non averci mai messo piede prima d’ora. Virus creati in laboratorio? Ma devono curarli, i malati, o ucciderli quanto prima?
    «Non c'è però nulla di confermato ufficialmente e queste sono nient’altro che “voci di corridoio”. Inoltre non sappiamo neppure cosa questo virus implichi.»
    Non sappiamo un bel tubo di niente, in poche parole. Perché non dirlo direttamente, al posto di fare tutti questi giri di parole e PERDERE TEMPO? Stringo i pugni, alquanto irritato.


    «Ulteriori domande?»
    No, ma stiamo scherzando? Seriamente? Altre domande? Ma se ci ha già detto che… ah, lasciamo perdere, mi rifiuto anche solo di protestare.
    «Contatto Kincaid e Kava, mentre ci pensate sopra.»
    Eh beh, certo, continuiamo a trastullarci in questa stanza mentre un’intera palazzina rischia un contagio!


    Continua...
    Ultima modifica di Dreamer; 12th October 2013 alle 21:28


  9. #59
    sim onniscente L'avatar di Dreamer
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    Seconda parte - Adam Miller (2)

    Tendendo l’orecchio, riesco a sentire: «Radunare i presenti… ogni mezzo… ogni rivolta dev’essere sedata… rinforzi in arrivo…»
    Dopo poco, il tenente colonnello rientra nella sala riunioni, dicendo: «Dunque. Domande? Se siete pronti, andate a cambiarvi per la missione.»
    Oh, ALLELUJA!
    «Domande ne avrei molte, ma la situazione credo sia più grave di quanto sembri, colonnello, oppure mi sbaglio? Voi cosa ne dite? Sawyer, Miller, Evans… Se per voi è tutto chiaro… Io direi di recarci all’armeria ed entrare in azione! Tempus fugit!»
    Qualcuno che la pensa come me? Oh mio Dio, miracolo! Ha praticamente dato voce ai miei pensieri! Grazie Lèonie, GRAZIE! Le sorrido, rivolgendole un cenno d’assenso.


    «Signori e signore, se non vi spiace, da qui leverei volentieri le “tende”! Ci vediamo direttamente al punto d’incontro per la partenza.» dice Sawyer, alzandosi e andandosene. Ehi, un attimo, era un occhiolino quello? Diretto a Moreen, poi?
    “Avanti Adam, smettila di essere paranoico…”
    «E io lo seguo a ruota. So di per certo che, anche se ponessi qualche domanda, non riceverei risposta. Quindi, ci si vede!»
    Sorrido a Moreen, mi alzo e mi dirigo verso gli spogliatoi.

    Ore: 18:47
    Dopo una doccia veloce, mi decido finalmente a vestire.


    Vicino a me noto Sawyer fare la stessa cosa, quando ad un tratto, prima di chiudere lo sportello dell’armadietto, si blocca. Sembra osservare una fotografia… Ritrae una ragazza dai capelli corvini e dagli occhi a dir poco magnetici.
    «È la tua donna?» gli chiedo, nel tentativo di avere un minimo di contatto con lui.
    Sbuffa, poi mi risponde: « … non proprio.»
    Non demordo. «Non ci siamo presentati in stanza riunioni… o sbaglio? Mi chiamo Adam Miller, piacere!» e gli tendo la mano, sorridendogli. Lui la guarda per un attimo, poi incrocia le braccia e mi guarda perplesso: «Zack Sawyer…» infine mi dà le spalle.
    Almeno ci ho provato! Di una cosa sono certo: per la buona riuscita della missione è necessario che la squadra sia unita. Spero vivamente che Zack non continui a stare sulle sue, altrimenti la vedo dura.
    Mentre mi infilo la maglia, la giacca e l’auricolare, il mio compagno di squadra esclama: «Sono sicuro che le “nostre” signore odino aspettare… visita in armeria e andiamo diretti al punto d’incontro?»
    Lo guardo per un istante. «Ci sto. Adiamo.»


    Dialogo concordato con Damnedgirl
    Ultima modifica di Dreamer; 12th October 2013 alle 22:15


  10. #60
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: Seconda parte

    Brad Kincaid
    3° piano di Household



    "Lambda2 e Theta6. Potenziale minaccia in corso nell'edificio. Allarme bianco. Radunare i presenti nei sotterranei, ogni mezzo lecito alla riuscita dell'operazione. Ogni rivolta dev'essere sedata anche con la forza, fate rispettare gli ordini. Rinforzi in arrivo entro breve."
    Sento gracchiare il mio auricolare. Rispondo affermativamente agli ordini ricevuti, senza cambiare il mio tragitto. «Roger»
    Mi avvio con la bella poliziotta verso l'appartamento. Ma arrivati al pianerottolo le luci sono spente. "Dubito che qualcuno ci abbia già preparato l'atmosfera romantica..." Penso guardandomi intorno.
    La porta dell'appartamento 16 è aperta e Mariko passa subito all'azione.
    «Forse c'è un intruso nell'appartamento 16, io entro, lei dovrebbe restare qui, ma se decidesse di darmi una mano, visto il suo rango, non sarebbe male» Inarco un sopracciglio e mi sfugge un ghigno sulle labbra. "Però, ha le palle la ragazza"
    Imito i gesti della ragazza e la seguo, pronto a qualsiasi situazione.
    I rumori che si sentono sono tutt'altro che rassicuranti. Osservo Mariko, che non mi da il tempo di riflettere un secondo che già è entrata puntanto la pistola verso l'ignoto. L'avrei fermata, ma queste donne voglio tutto e subito...
    Una ragazza di spalle è davanti a noi. «Silenzio, polizia, ora metti le mani dietro la nuca e mi segui fuori da questa topaia, così potrai dirmi chi sei e che diavolo ci fai qui... non ho problemi a piantarti un proiettile nel cuore se fai la stupida»
    Non ha problemi? «Mi sento davvero al sicuro al suo fianco, Mariko» Le sussurro, dall'alto del mio metro e ottantacinque. Avrà capito che la sfottevo?
    «Signorina, a meno che lei non sia il signor Wonder con una parrucca» le guardo il culo «ma dubito, le ordino di uscire da qui» Parlo alla sconosciuta con voce decisa e ferma. Senza tirare fuori la mia fidata Colt, ho già la signorina Mariko dal grilletto facile, qui.
    «Suggerisco di andare in salotto» Quei rumori non mi piacciono per niente...


 

 
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