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Risultati da 61 a 70 di 425
  1. #61
    sim dio L'avatar di Claudy97wts3
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Denise Vanilla
    Appartamento 25
    Ore 18:27


    «Beh…prima di tutto è totalmente impotente! Credo che si circondi di gente come noi solo per farsi bello davanti a qualche suo amico, però l’ultima volta mi ha pagata bene e a me interessa di più quello, al momento… che si faccia “qualcosa” o meno! Comunque è un uomo parecchio viscido, lo definirei addirittura “tentacolare” dato che la prima volta non faceva altro che palparmi ovunque!»


    Di bene in meglio. Poteva forse capitarmi qualcosa di peggio? Andrea ha qualcosa di strano mentre parla... un'aria quasi schifata. Troppo tenera per questo lavoro? Si vedrà. Bisogna farci l'abitudine alle palpate. Continuo a guardarmi intorno nella stanza senza sapere cosa dire o fare, aspettando che accada qualcosa...

  2. #62
    Super Moderatore L'avatar di polliciotta
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    ANTHONY ROCCA
    Tetto di Household


    Sono ancora lì a guardare Mariko e questo fantomatico agente Kinkaid dirigersi giù per le scale e lasciare il tetto, quando una voce atona e priva d'espressione mi fa voltare di scatto verso la fonte del suono.
    E' una donna, credo. Alta anche lei, magra ma tonica, a quanto posso notare da ciò che lascia intravedere il suo abbigliamento mimetico. Capelli corti, sguardo assente ... non mi piace affatto e la sua postura rigida e autoritaria non promette niente di buono: cosa è venuta a fare qui?
    Dopo averla osservata in silenzio focalizzo la mia attenzione sulle sue parole: "Siete tutti pregati di seguirmi nei sotterranei del palazzo, questo è un ordine dei servizi militari di Simstate."



    Ma che diavolo ... è solo una riunione condominiale, cosa c'entrano i servizi militari! Il mio pensiero corre immediatamente a quel Kinkaid, allora anche lui ... Cosa avrà detto a Mariko per convincerla a seguirlo? Le avrà già puntato la pistola contro? Ma che sta succedendo qui? Il fatto di essere all'oscuro di tutto non mi permette di pensare nè agire con lucidità, mille cose mi passano per la testa. Che sia un'esercitazione? No, a che scopo poi, non ha senso. Che ci abbiamo giudicati incapaci di tenere la situazione sotto controllo e abbiano mandato questi signori per risolvere il problema dei drogati in questo palazzo? Potrebbe essere, però, non credo di essermi comportato da incapace, fin'ora, e nemmeno le mie colleghe, ma se è così che la pensano i superiori mi farò da parte e farò quanto in mio potere per aiutare, in fondo siamo tutti dalla stessa parte, vogliamo la stessa cosa, e cioè il bene della città e dei cittad ...
    Un sparo. Sordo, feroce, fulmineo.
    Sangue.
    E poi solo silenzio.
    "NO. NO. NO. NO. NO." - urlo mentre mi avvicino correndo verso corpo inerte della Marsella. Mi inginocchio, le tasto il polso, controllo il respiro, il battito. Assente. Non può essere. Riprovo devo aver sbagliato qualcosa, sono troppo sconvolto. Non c'è battito, non c'è respiro. Mi volto furioso verso quella donna: "Che bisogno c'era di tutto questo? L'avrei convinta a scendere con noi. Con le buone. Adesso cosa crede di aver risolto? Pensa che la gente qui intorno obbedirà come un gregge di agnellini solo perchè ha sfoderato la sua migliore tattica di convincimento? Crede che così si sentiranno al sicuro? Protetti?"
    Adesso sono in piedi, senza neanche accorgermene, e sono vicinissimo al suo viso. Neanche un briciolo di rimorso in quegli occhi vacui. Sento l'odore del sangue che pervade le mie narici, le mie mani sono lorde, lorde del sangue di una persona innocente.


    "Si faccia riconoscere agente. Dica a tutti qui intorno chi è e cosa fa qui. Ci vuole proteggere? Vuole farci fuori tutti, uno ad uno? Sono qui, di fronte a lei e le sto chiedendo una spiegazione. Mi spari pure, se non è disposta a darcene una, oppure sputi il rospo e faccia quello per cui si è arruolata nell'esercito: per proteggere e servire, le suona familiare?"


  3. #63
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Intermezzo - Appartamento 16





    Allison, cercando di muoverti il più silenziosamente possibile, ti muovi per individuare la fonte del rumore. Sei fortunata, se si può usare questa parola. Come poggi l'orecchio sulla prima porta alla sinistra dell'entrata, ti rendi conto che la fonte del rumore è quella. Lo senti, forte e chiaro. E' un ringhio affannoso... e sta giusto al di là della porta. Lo senti annusare verso di te, come se potesse vederti. Come se non ci fosse quella barriera a dividervi... a proteggerti. L'intervento della poliziotta fa scattare qualcosa. Giusto prima di toglierti dalla porta per seguire gli ordini di quella canna puntata sulla schiena, senti la bestia aumentare il volume del ringhio. Subentra anche un'altra persona, un uomo, sembra essere un militare. Vi suggerisce di tornare in salotto. Come vi comport... SBOOM! SBOOM! Qualcosa, quel qualcosa che ringhiava sembra essersi inca**ato per il sovraffollamento nell'appartamento e ora sta dando energici colpi alla porta. A giudicare dal casino dev'essere qualcosa di stazza davvero grossa. Forse è il caso di seguire il consiglio del militare? Come vi comportate? La porta non è di metallo, potrebbe non reggere a lungo. Tic-tac, tic-tac...






    Turnazione:

    • Allison Greene
    • Mariko Fullbuster
    • Brad Kincaid

  4. #64
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    Allison Greene
    3° piano Household - Appartamento 16

    Poggio l'orecchio sulla prima porta a sinistra. Immediatamente realizzo che la bestia si nasconde qui dietro. Posso sentirla chiaramente ringhiare...annusare? Sa che sono qui? Se prima avevo qualche dubbio, ora ne sono sicura: questa cosa non è un essere umano. Penso a un grosso cane, magari un San Bernardo, non dev'essere difficile da gestire, no? Ora apro la porta e...


    Sento qualcosa di duro, metallico, contro la schiena. Il mio primo istinto è quello di girarmi e tirare un pugno ben assestato, ma mi blocco quando qualcuno parla a voce bassa alle mie spalle.
    <<Silenzio, polizia, ora metti le mani dietro la nuca e mi segui fuori da questa topaia, così potrai dirmi chi sei e che diavolo ci fai qui...Non ho problemi a piantarti un proiettile nel cuore se fai la stupida>>
    Perfetto, ci mancava solo questa. Polizia? Che diavolo ci fanno gli sbirri qui? Saranno stati chiamati da qualche condomino? Avere una pistola puntata alla schiena non è esattamente rassicurante, ma mi sono ritrovata più volte in questa situazione quindi so come comportarmi. Mi allontano dalla porta e, invece che mettere le mani dietro la testa, incrocio le braccia sul petto.


    <<Mi faccia vedere il distintivo>>, dico, con un tono di voce volutamente irritante. Poi alzo una mano e, senza voltarmi, faccio il dito medio alla poliziotta.
    Sento dei passi, c'è qualcun altro nell'appartamento. Pochi secondi dopo infatti una voce profonda interviene: <<Signorina, a meno che lei non sia il signor Wonder con una parrucca, ma dubito, le ordino di uscire da qui. Suggerisco di andare in salotto>>
    <<Ora si ragiona>>, affermo gioviale. Giro la testa leggermente, giusto per vedere in faccia la poliziotta gasata.


    Occhi magnetici, labbra carnose, capelli corvini: è una bella ragazza, non c'è che dire. Se non fosse per l'uniforme che indossa non avrei mai indovinato che è uno sbirro, ma tant'è. <<Visto? Bastava essere gentili>>, le dico e le faccio un occhiolino accennando un mezzo sorriso.
    Poi mi volto verso l'uomo, che sembra essere una specie di militare in borghese.


    Devo alzare la testa per incontrare il suo sguardo: quando diavolo è alto? Pure lui non è decisamente da buttare via. Se non avessi una pistola puntata alla schiena...
    <<Credo ci sia bisogno di una spiegazione: non sono una ladra, perquisitemi pure, non troverete grimaldelli né altre cose del genere. Mi chiamo Allison Greene, sono una giornalista, potreste aver letto qualche mio articolo. Jacob Wonder mi ha contat...>>
    SBOOM!
    Non riesco a finire di parlare perché improvvisamente la misteriosa bestia sembra essersi agitata. Sta cercando di sfondare la porta! Ma che casino fa? Dev'essere enorme! Rimango immobile nonostante il mio cervello mi stia urlando di scappare, di mettermi al riparo, temo che un movimento brusco farebbe premere il grilletto alla poliziotta.
    Sboom! Sboom! La creatura non accenna a fermarsi.
    <<Dolcezza, sei sorda? Hai intenzione di tenere la pistola puntata contro di me ancora a lungo?>>
    Poi mi rivolgo all'uomo: <<Lei sembra una persona ragionevole, aiutatemi ad occuparmi della...cosa che sta per sfondare la porta e poi risponderò a tutte le vostre domande.>>
    Mentre parlo porto una mano sulla tasca dove tengo il taser, pronta ad usarlo. Quella porta non reggerà a lungo e se i due sbirri non mi ascolteranno dovrò in qualche modo difendermi.
    Se invece la poliziotta deciderà di lasciarmi andare, correrò in salotto e cercherò un riparo.
    Our wills and fates do so contrary run

  5. #65
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Household

    APPARTAMENTO 16 - MARIKO FULLBUSTER


    «Mi sento davvero al sicuro al suo fianco, Mariko»



    Il tono ironico mi pare palese. Ha paura che lo spari in quei muscoli d'acciaio? Perchè dovrei avere pietà di questa probabile ladra drogata? Intuisco che Kincaid soffre della stessa malattia di Anthony: la sindrome dell'eroe. Mi calmo quindi, se dovessi perdere le staffe e la cosa mi sfuggisse di mano, Kincaid non mi coprirebbe le spalle.

    <<Mi faccia vedere il distintivo>>, dice l'intrusa, mostrandomi il dito medio.



    Questa piccola stro***tta, so io dove infilarti quel dito! Le avrei sparato già se non ci fosse qui Kincaid! La squadro nella penombra che c'è e intuisco che è una specie di figlia dei fiori gotica con un pessimo gusto per la moda e per la scelta cosmetica. Sembra Brandon Lee ne Il Corvo. Chissà di cosa si sarà fatta. Ma prima di arrestarla a oltraggio a pubblico ufficiale, Kincaid sul suo cavallo bianco interviene:

    <<Signorina, a meno che lei non sia il signor Wonder con una parrucca, ma dubito, le ordino di uscire da qui. Suggerisco di andare in salotto>>



    Mi scappa un sorrisetto. Ora non fai la spaccona? Eh già, un'altra femminista dei miei stivali, a Kincaid non chiedi il tesserino, eh?

    <<Ora si ragiona. Visto? Bastava essere gentili. Credo ci sia bisogno di una spiegazione: non sono una ladra, perquisitemi pure, non troverete grimaldelli né altre cose del genere. Mi chiamo Allison Greene, sono una giornalista, potreste aver letto qualche mio articolo. Jacob Wonder mi ha contat...>>



    Allison Greene, il nome non mi è nuovo... ah già, è lei!

    ---

    I poliziotti sono in riunione al distretto davanti al sergente. E' molto arrabbiato, una giornalista ha denunciato degli abusi di potere e della corruzione da parte degli agenti di polizia.

    Sergente: "Questa Greene ci ha spu***nato! Tutti quelli che sono stati beccati saranno licenziati e grazie a questa ficcanaso adesso il vostro lavoro sarà più difficile, dato che vi starò dietro come un cane che annusa un cu** e istituirò dei turni extra! Basta ca***ggiare!"



    ---

    La interrompe un rumore tremendo che proviene da dietro una delle porte.

    Sboom!

    Sento ringhiare, forse un cane che cerca di sfondare la porta... anche se dalla forza che ci mette, mi pare molto più grosso di un cane... ma che diavolo ha la gente in testa? Che cavolo di animale feroce si sarà portato in casa il sig. Wonder?

    <<Dolcezza, sei sorda? Hai intenzione di tenere la pistola puntata contro di me ancora a lungo? Lei sembra una persona ragionevole, aiutatemi ad occuparmi della...cosa che sta per sfondare la porta e poi risponderò a tutte le vostre domande.>>

    Dolcezza lo dici a tua sorella... aiutarti a gestire la bestia? E con cosa? D'un tratto le vedo la mano avvicinarsi ad una tasca dei pantaloni. Ca**o, è armata!

    "Per ora hai la mia, di pistola, puntata alla schiena, non quella dell'agente Kincaid, quindi obbedirai ai miei ordini... considerati in arresto per oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza all'arresto e violazione di proprietà privata..." le dico strattonandola verso il salotto.



    Giunte lì le intimo di mostrarmi cosa tiene in tasca. Il rumore alla porta si fa sempre più forte, così decido di occuparmi della bestia chiedendo aiuto a Kincaid.

    "Se l'agente Kincaid è d'accordo, ci occuperemo io e lui di sedare l'animale non identificato". Dicendo questo mi metto fuori dalla porta del corridoio, con la pistola puntata sulla porta incriminata.

    "Attendiamo che l'animale sfondi la porta puntando le nostre armi? Quella bestia sarà incavolata di brutto, dal ringhio che fa, sembra molto pericolosa"

    Se Kincaid non sarà d'accordo col mio piano andrò da Greene e chiamerò rinforzi dal tetto.

    Concordato con Pey e Daniela Alberghini

  6. #66
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Household

    Intermezzo





    Appartamento n° 11
    Ore 18:29

    Viktoria, cerchi di sfondare la porta con un calcio (prova di forza... non superata!), ma tutto quel che ottieni è un rumore assordante e un dolore al ginocchio (Viktoria -4 punti costituzione).
    Garret, apri il portatile e, come previsto, c'è la Password. Fai giusto in tempo a notare questo, quando senti qualcuno sbattere contro la porta che ti separa dal salone.
    Come vi comportate?

    Turnazione:
    • Garret Burglair
    • Viktoria Masters




    Appartamento n° 25
    Ore 18:30

    Andrea e Denise, restate diversi minuti senza proferir verbo, in attesa che accada qualcosa. E qualcosa, effettivamente, accade. Non è quel che immaginavate, il vostro cliente non sta tornando da voi: avete invece sentito un tonfo nel bagno, come se fosse caduto qualcosa. Smettete anche di sentire i rumori del vomito. E ora?

    Turnazione:
    • Andrea Gillian
    • Denise Vanilla

  7. #67
    sim veterano L'avatar di theredcrest
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    Re: Household

    Garret Burglair
    Appartamento n° 11



    Non so voi, ma una giornata storta come questa non l'avevo mai avuta. Voglio dire... quasi, ma non così storta. Tutto sembra andare a rotoli, oggi: parto con la chiave? Arriva il vaso. Sistemo il vaso? Ecco che arriva il vicino-barra-curiosone di turno. Cerco di sistemare il curiosone? Sto già contando i secondi che passeranno prima che nuovi guai arrivino. E, se una parte del mio cervello sta già esultando perchè posso dar prova, anzi, riprova di essere il migliore, dall'altra c'è il minuscolo fantasma di un omino esasperato che vorrebbe solo andare a casa a bersi un bicchiere di birra.
    Mettiamo in chiaro, non sono un'amante degli alcolici. Bevo poco, in primis perchè il lavoro non mi permette le mancanze che l'alcool mi rifilerebbe - come perdita di attenzione, riflessi rallentati e tutta una serie di altre sfighe - e in secondo perchè mi sforzo di ritenermi una persona moderata. So perfettamente che se mi lasciassi andare, finirebbe come con le sigarette: un pacchetto al giorno tutti i giorni, una pessima, pessima abitudine. Già spendo troppi soldi per quello, figuriamoci quanto mi costerebbe un'ubriacatura! E già che mi ricordo, dovrò appuntarmi di fare un controllo, se voglio arrivare ai quarant'anni vivo e in salute. Finire in ospedale per una bronchite di troppo, oppure peggio sarebbe tremendo per il mio anonimato, verrei schedato, sistematicamente controllato e immesso nel sistema peggio di Matrix. Passare da qualche buon privato corrotto invece potrebbe essere il sistema migliore: sicuro e garantisce cure accettabili, se non migliori. E niente fattura.
    Potrei rivalermi su qualche mio contatto al Brookheaven qui in città, se fosse il caso. In fondo, conosco un sacco di persone che mi devono un qualche genere di favori. Soldi, ragazze, furti su commissione... sono pur sempre un hijo de la calle, o sbaglio? Come si dice a Madrid, o per come lo intendono in Spagna, un figlio di buona donna. Nel mio caso, letteralmente o quasi.
    Eppure, con tutte le capacità che possiedo, non riesco proprio a trovare quella di velocizzare l'accensione di Simsdos. Santi numi, per inventare sistemi operativi così frustranti ci dev'essere voluto un genio - come per quel gioco di simulazione virtuale di vita reale che hanno inventato suppergiù da dieci anni, People mi pare si chiami. Dovrebbe uscire il quarto a breve, ma il mio interesse è solo formale - preferisco sapere una miriade di cose in maniera anche solo approssimativa che non saperne nessuna.
    La ventola del portatile finalmente smette di girare come impazzita, e la schermata da nera si colora di blu. Buon segno. Aspetto altri cinque secondi e tre riquadri si aprono sullo spazio unicolor dello schermio: uno contiene l'avatar di un fiore (questo giapponese dev'essere fissato - niente Godzilla, niente personaggi manga dai meloni assurdi. Mai pensato al grande Cthulhu?) e due barre per nickname e password. Naturalmente, senza che ci sia alcun indizio su quali essi siano.
    Ci siamo. Sono fregato.



    Se avessi più tempo, passerei in rassegna prima i cassetti, poi eventualmente il guardaroba e i comodini. O, supponendo Mister Tsukihime abbia una memoria da elefante, cercherei di immedesimarmi nel suo profilo per scoprire quanto siano banali le parole che formano nick e password - di solito sono cose in pima linea o in bella vista, che abbiano un forte interesse per la persona in questione.
    Volendo potrei anche andare a caso, ma come minimo scatterebbe il blocco dell'account dopo i tre tentativi. No, niente stupidaggini o azioni senza senso, so già cosa fare: spegnere il pc e richiuderlo per portarmelo via, esattamente quello che mi sto apprestando a fare. In fondo, in mancanza dell'agenda, è un guadagno pur quello: se avessi l'occasione di potergli dare un'occhiata con più calma forse potrei riuscire a capire qualcosa degli affari del giapponese. Se contenesse anche i suoi dati bancari, poi, sarebbe decisamente il massimo.
    Non ho nemmeno visto spine o adattatori, per cui non devo nemmeno preoccuparmi di eventuali fili che mi intralcino o rivelino la sparizione del computer a estranei: l'unica grana è il mouse, ma lo posso infilare nel vaso con le finte piume e farlo scomparire, in maniera silenziosa oltre che comoda.
    Mi alzo con molta attenzione e faccio per afferrare il portatile, quando un rumore sordo fa quasi tremare la porta d'entrata della camera.



    «Ma che diav-» sussurro tra me e me, sorpreso.



    La sta prendendo a calci? Sul serio?
    Chiunque sia, ha avuto la fantastica idea di provare a scardinare la porta dell'appartamento di un ricco giapponese, senza nemmeno provare ad aprirla passando dal pomello. Ma forse non è ancora abbastanza chiaro il concetto principale: ricco. Uno che si permette dipinti da qualche milione di simoleon può essere davvero tanto idiota da far installare delle porte di qualità scadente? E non è nemmeno chiusa a chiave.
    "Applausi, veramente. Un altro genio che dovrebbe andare a lavorare alla Simsdos."
    Il rumore non si ripete, ma ormai ho già chiaro cosa fare, nel più discreto e veloce dei modi.



    Afferro il portatile e me lo metto sottobraccio, tenendolo con la sinistra. Quel delicatissimo oggetto sarebbe da portare fuori, ma mi dà anche un'ulteriore vantaggio su chiunque ci sia dietro la porta: può essere usato per difendersi, o da dare in testa al primo che passa - e sinceramente tengo più alla mia vita che a dei dati che posso ripassare, eventualmente, a riprendere in un secondo raid.
    Più in fretta che posso, mi fiondo dietro la porta d'entrata sperando di non urtare nulla. Se è rimasta come l'avevo lasciata la prima volta e il calcio non l'ha magicamente modificata, i cardini dovrebbero ancora girare per farla aprire verso l'interno, ovvero verso la mia schiena, senza permetterle tuttavia un'apertura completa a causa dell'ampiezza dell'entrata e del mobile con specchiera messo lì accanto, troppo vicino.



    Mi tengo stretto la spalla sinistra con la destra, proteggendo il pc e al contempo schiacciandomi in quell'angolo sicuro e fuori vista: ovviamente l'incastro non mi uscirà perfetto e il mio corpo farà comunque spessore, impedendo alla porta di aprirsi ulteriormente rispetto a se ci fosse il solo mobile, ma bisognerebbe essere dei discreti esperti di fisica per accorgersene. Un buon punto a mio favore, intanto, è la mia ridotta stazza: essere smilzo ha i suoi lati positivi, quando ci si deve nascondere.



    Perchè tutto questo? Perchè ho un'idea. Non appena il curiosone aprirà la porta verso l'interno di questa stanza, conterò fino ad uno, all'incirca il tempo di un passo. Dopodichè intendo buttarmi di peso sull'entrata facendo forza all'indietro con la schiena, richiudendogliela sul naso allo scopo di stordirlo, per poi riaprire l'uscio e filare via mentre il tizio agonizza dal dolore. Un piano semplice con innumerevoli vantaggi: se pure riaprisse la porta con un calcio (illuso), i miei calcoli prevedono che in parte il cassettone con specchio riesca a proteggermi. E nel caso non rimanga stordito? C'è sempre il computer.
    Ed un computer in testa fa male.
    Sempre.


    The Sentinel's Lair

  8. #68
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    Viktoria Masters
    Appartamento 11

    Dopo aver caricato la gamba e colpito con tutta la mia forza la porta, non ottengo altro che un bel rumoraccio ed un rinculo dritto dritto alla rotula! “CaXXo che dolore!” mi accascio su me stessa, restando con la schiena incollata alla porta e con la mano inizio a tastare il ginocchio.


    Il tizio che si è chiuso dentro, ora starà già escogitando un modo per darsela a gambe, dato che con la mia finezza nel bussare, devo averlo messo non poco in allerta. Peccato che non siamo esattamente al primo piano ed io mi ritrovi proprio col sedere piantato contro l’unica uscita di quella stanza.
    Non è la prima volta che mi capita… ed il ricordo di una delle tante volte in cui stavo per rompermi il ginocchio, si fa sempre più ingombrante nella mia testa…
    ____________________________________________



    “Sbrigati, altrimenti Mrs Mc Dowel ci troverà!”
    “Jacky non è stata una brillante idea quella di metterle il dentifricio nelle scarpe!”
    “Si che lo è stato, ma ora è meglio nasconderci!”
    “Aaaaah… ”


    "Ah... che male!"
    “Viky oh no! Che ti sei fatta?"
    "Il ginocchio... mi fa un male cane!"
    “Ah eccovi qua!” Sfilò la cintura che aveva intorno alla gonna “Vi piace farmi gli scherzetti… allora chi le prende per prima?”


    “Sono stata io, Viktoria non c’entra!”
    “E’ vero quello che dice tua sorella Viktoria?”
    “N…”
    “Zitta… sono stata io, io soltanto!” Mia sorella si alzò senza aggiungere nulla e si mise frontalmente all'istitutrice... la guardava negli occhi, nonostante fosse consapevole di quel che sarebbe accaduto di li a poco
    “In tal caso, le prenderai doppie, anche per tua sorella!”
    Vidi quella cintura guizzare e poi schioccare rumorosamente prima di infrangersi sulla schiena di Jacky, la colpì con tale forza, che la fece ricadere in terra



    Continua nel post seguente>>>
    Ultima modifica di Eclisse84; 15th October 2013 alle 14:46

  9. #69
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Household

    <<<<inizia al post precedente

    Mia sorella mi guardava con un mezzo sorriso, storto dal dolore, ma soddisfatta infondo per avermi evitato l’ennesima tortura, ma quando anche il secondo colpo la raggiunse, sentii chiaramente le sue urla attraversarmi il corpo sottoforma di un brivido gelido, il quale mi lasciò letteralmente impietrita, nel vederla stesa in terra, senza forze. L’istitutrice si voltò a lavoro ultimato e ci lasciò sole sul prato, consapevole che i nostri genitori le avrebbero dato ragione, nel caso ci fossimo ribellate. Spinsi lo sguardo verso la donna e vidi quella chioma rossa ondeggiare fiera tenendo il suo passo


    Per un attimo mi sembrò che una macchia dello stesso colore si allargasse al centro dei miei occhi, partendo da quella testa che si faceva più piccola, man mano che si allontanava. In men che non si dica la mia vista fu invasa da un cremisi vivace e pulsante, il cuore mi si fermò in gola ed il respiro si arrestò con esso per un lasso di tempo indeterminato…


    solo la voce di mia sorella mi riportò indietro, un sospiro profondo ed il mio nome sussurrato
    “Vik… non fa tanto male, passerà presto. Devi pensare al tuo ginocchio ora…”


    __________________________________________________ ______________
    “Devo pensare al mio ginocchio ora…” mi ripeto da sola, a volte è come se fosse ancora qui, guardarmi allo specchio è una tortura, è come se la vedessi di fronte a me ogni volta. “Accidenti… !”


    Riprendo il controllo della situazione e mi rendo conto di non trovarmi in una situazione propizia per la mia salute, chiunque ci sia dietro quella porta potrebbe approfittare di questo mio piccolo inconveniente e darsela a gambe o peggio infierire! “Hei…” busso alla porta “Chiunque tu sia e qualunque cosa tu stia trafugando, perché è ovvio che lo stai facendo, sappi che per uscire da questa casa, dovrai passare prima sul mio corpo” Speriamo non la prenda in senso letterale “Ma sarò buona e ti propongo una scappatoia! La casa non è mia, ma di un mio vicino, un tizio strano al quale non vedo l’ora di rifilare qualche grana, tu mi dai parte del bottino, niente patacche perché le riconosco ed io ti lascio andare con tutte le ossa ben ordinate dove si trovano ora!” Sarebbe stato più divertente mischiargliele e rimandarle a casa sua a rate, ma devo agire diversamente

    “Potrai andartene liberamente e bivaccare quanto e dove ti pare, chiamerò la polizia e fornirò un identikit diverso dal tuo, dirò che mi hai aggredita, così potrò tenermi il malloppo senza che nessuno sospetti di me!” Quando ragiono, non sono niente male però, mi congratulo con me stessa. “Allora?”

  10. #70
    sim esperto L'avatar di Laurel*
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    7

    Re: Household

    Moreen Evans
    Base militare di Bellavista
    Ore: 18:28

    Successivamente alla mia domanda, il colonnello Mustang sospira e finalmente si decide a risponderci: «Equipaggiamento standard. Non ho materiale per rispondere alle altre vostre domande, purtroppo» - «Questi sono stati gli ordini dall'alto: “recupero e bonifica”. Non sappiamo quale sia questa potenziale minaccia biologica, non sappiamo neppure se veramente esista. Quel che abbiamo di concreto è una minaccia di attacco bioterroristico, sembrerebbe con l'ausilio un virus rubato dai centri di ricerca delle Landgraab Industries con sede all'ospedale Brookheaven. Non c'è però nulla di confermato ufficialmente e queste sono nient'altro che "voci di corridoio". Inoltre non sappiamo neppure cosa questo virus implichi».
    Quindi ne sappiamo praticamente come prima. Se c’è una cosa che non sopporto è dover affrontare una missione così alla cieca senza sapere cosa dovrò affrontare ed a cosa andrò incontro. Ma purtroppo so che il colonello non ha colpa e che ci ha riferito tutto ciò che sapeva. O mi sbaglio? E poi, un virus alle Landgraab Industries? È così che finanziamo la ricerca? Per permettergli di creare nuovi pericolosi virus di cui noi militari scarsamente equipaggiati dovremmo occuparci? Il mondo peggiora a vista d’occhio.
    «Ulteriori domande?» Neppure il tempo di rispondere che lo stesso Mustang riprende la parola: «Contatto Kincaid e Kava, mentre ci pensate sopra». Subito dopo esce nel corridoio e sento solo in parte ciò che sembra essere un ordine: «Radunate i presenti... ogni mezzo... ogni rivolta dev'essere sedata... rinforzi in arrivo...». La situazione sembra più grave di come ci è stata presentata. Qualcosa non quadra...
    Subito dopo rientra nella stanza. «Dunque. Domande? Se siete pronti, andate a cambiarvi per la missione».
    «Domande ne avrei molte, ma la situazione credo sia più grave di quanto sembri Colonnello oppure mi sbaglio?. Voi cosa ne dite? Sawyer, Miller, Evans…»
    - «Se per voi è tutto chiaro… io direi di recarci all’armeria ed entrare in azione! Tempus fugit!» Lèonie sembra quasi dare voce ai miei pensieri. Anch’io avrei un milione di domande da fare ma dato che sento che non avrebbero comunque risposta, preferisco non sprecare fiato inutilmente.


    Il primo ad alzarsi è Zack che… «Signori e signore..» e ammicca con l’occhiolino nella mia direzione «se non vi spiace leverei volentieri le “tende”!». Dopo di ché si rivolge momentaneamente a Lèonie prima di uscire dalla stanza. Rimango leggermente stupefatta dal suo comportamento, dimostra di non conoscermi affatto e di non sapere che questo genere di attenzioni non aiutano a guadagnarsi la mia fiducia.



    «E io lo seguo a ruota. So di per certo che, anche se ponessi qualche domanda, non riceverei risposta. Quindi, ci si vede!» Successivamente lo raggiunge Adam, che prima di allontanarsi mi sorride. Sorrido anch’io come per salutarlo. Lui è così diverso dagli altri…



    Rimanere qui non serve a nulla, quindi decido di iniziare ad avviarmi anch’io. Ma prima ci tengo ad esprimere il mio pensiero: «Le domande sarebbero infinite, ma sembra che non possano trovare risposta. Secondo me proprio perché non sappiamo a cosa andiamo incontro, dovremmo essere equipaggiati in maniera tale da saper rispondere ad ogni evenienza! Ma evidentemente i piani superiori non la pensano allo stesso modo…» ed esco dalla stanza.
    Mentre percorro il corridoio che porta agli spogliatoi mi viene spontaneo pensare al modo di fare di Zack: somiglia molto Daniel, il mio ex e forse unico fidanzato che io abbia mai avuto. Anche lui aveva un modo di fare tutto suo, ma sapeva comunque farsi amare da tutti, era riuscito perfino a farmi innamorare di lui. Pensavo che la nostra storia sarebbe durata per diversi anni – se non addirittura per sempre – e invece sono bastati cinque minuti per distruggere tutto…

    Ultima modifica di Laurel*; 19th March 2014 alle 21:18 Motivo: Foto aggiunte

 

 
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