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  1. #31
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    Un tonfo mi ridesta da quello stato di shock nel quale ero sprofondata: è Xiu, o meglio, il suo corpo che, ormai senza vita, si accascia a terra ai piedi del mio finto marito.
    Ormai ex, visto che gli ospiti per i quali dovevamo fingere non sono più nella terra dei vivi.

    Rimango zitta e immobile, cercando si studiare il suo comportamento per determinare se sia una minaccia o meno.



    Si guarda intorno, come se non riuscisse a credere a quello che ha combinato.
    «Martha non ne sarà contenta» dice, più che altro pensando a voce alta.
    Martha!?
    Quella dannata donna sapeva di cosa lui era capace! E non ha detto niente! E io gliel'ho pure chiesto!
    E' dunque per quello che si è preoccupata così tanto quando ha visto il completo strappato? Perché sapeva questo piccolo particolare e temeva avessi fatto una brutta fine?
    Beh non mi importa se era preoccupata! Doveva dirmelo! O almeno, visto che probabilmente doveva tenere la bocca chiusa su questo segreto, poteva dirmi che tende ad arrabbiarsi facilmente! C'erano un milione di cose che avrebbe potuto dirmi per avvertirmi, senza rivelare la verità!

    Si gira verso di me, guardandomi negli occhi.
    Si avvicina molto lentamente, misurando ogni passo. Non riesco a fare altro se non rimanere immobile.

    «Quando ho visto questo verme addosso a te non ci ho visto più...»



    Sta forse tentando di giustificarsi? Eppure non sembra dispiaciuto, non per l'omicidio almeno. Forse è perché ha capito che ho paura di lui.
    A proposito, appena riprendo controllo del mio corpo devo riuscire a chiedergli come funziona: non voglio rischiare di ritrovarmi spalmata sulla parete perché magari non riesce ad aprire una lattina.
    Non ci posso ancora credere. A guardarlo negli occhi non avrei mai detto che potesse diventare... così.
    Perché non possiamo tornare a ieri? Quando ancora non era successo niente, quando lui sembrava così normale?
    Ok forse normale non è il termine giusto: se fosse stato normale non mi avrebbe attirato così tanto. Diciamo... umano. Sì. Quando sembrava semplicemente umano.

    «Spero almeno che nella valigetta che quel bast**do ha consegnato ad Alfred al suo arrivo ci siano tutti i soldi» dice pensando di nuovo a voce alta, guardando altrove.



    Già, ottimo argomento.
    Nemmeno questo riesce a farmi riprendere. Sono una statua, una maledetta statua.
    Stupido corpo.

    «Tu come stai? Hai fame? Vuoi riposarti?» torna a guardarmi.



    Come se potessi avere fame dopo uno spettacolo del genere.

    Eppure sento... qualcosa. Non è la pancia che gorgoglia, piuttosto... qualcosa che si muove.
    No no non è possibile! Mi guardo la pancia, e sembra ancora più gonfia di prima.



    Sta crescendo a vista d'occhio, letteralmente?!
    Altro che domani al quarto mese, qui mi sa che entro stanotte sarà tutto finito!

    "Lo senti?" gli dico preoccupata, per realizzare solo dopo che mi sono avvicinata a lui, gli ho preso una mano e gliela sto tenendo appoggiata sulla mia pancia.
    Lo guardo dritto negli occhi.



    Riprendo a parlare prima che mi possa rispondere "Prima di ogni altra cosa" e sottolineo bene le parole, per fargli capire che ciò che è appena successo passa in secondo piano "vorrei fare quelle analisi che dicevi..." cerco di sostenere lo sguardo. Non mi è passata la paura di lui, ma al momento devo riuscire a a metterla da parte. "...vorrei capire cosa mi sta succedendo."
    Lo voglio davvero? Voglio davvero sapere?
    Forse sarebbe meglio rimanere all'oscuro, com'era prima che sapessi cos'è lui....
    No. L'ignoranza non è la risposta, l'ignoranza ti lascia solamente impreparato.
    Anche se sarà una brutta sorpresa, sarà sempre meglio sapere. Sapere a cosa vado incontro, anche se fosse terribile, mi rende sempre più sicura, un po' più fiduciosa. Mi da sempre l'idea di un apparente controllo della situazione.

    "Anche se forse sarebbe meglio che prima mi cambiassi, non vorrei che si rompesse pure questo vestito."
    Dico tentando di sorridere per cercare di alleggerire la tensione, e avviandomi verso la porta, per poter tornare in camera: l'unica stanza oltre a queste due che conosco.
    Vedo che mi segue. Bene, almeno posso fargli qualche domanda mentre andiamo.

    "Quindi come... funziona questa tua... trasformazione?" chiedo un po' titubante.
    E' pensieroso, come se stesse cercando le parole giuste per spiegare.



    "Il siero intacca le cellule del sistema nervoso."
    Ottimo!
    Che risposta inutile.
    Vediamo di essere un po' più diretti.

    "Quando gli occhi ti cambiano colore, sei cosciente? Sei in grado di controllare quello che fai?"



    "Non sempre. Vorrei che la tua gravidanza procedesse in modo sereno. Sei già stressata abbastanza"
    Non sempre? Quindi gli è già capitato di perdere il controllo. Gli sarà anche già capitato di fare una strage come stasera?
    E poi... vuol dire che a volte riesce a controllarsi? Prima si stava controllando o no?
    Cos'è che gli scatena queste... trasformazioni?

    Saliamo nel frattempo le scale, diretti al piano di sopra, verso la camera armadio.

    "Cos'è che ti fa perdere il controllo?" La domanda alla quale miravo fin da subito.
    "Le donne curiose."



    E ride.
    RIDE.



    Adesso finisce di sotto! Ce lo mando! Lo ammazzo! Come può mettersi a ridere? Beh, certo, non è lui quello che porta in grembo un qualche tipo di strano e inquietante essere!
    Me ne vado.



    Allungo il passo, lasciandolo indietro e allontanandomi rapidamente da lui.

    Sento che mi insegue "Dai Lynette, scherzavo." dice mentre mi raggiunge.
    "Provvederò a farti avere tutto ciò di cui hai bisogno" Quello di cui ho bisogno è calma e sicurezza: cose che si ottengono attraverso informazioni.
    "Hai portato a termine il lavoro che ti avevo chiesto di fare per me. Ma viste le circostanze..." fa una pausa, come se stesse per dire qualcosa di importante.



    "Dovrai rimanere qui. Con me. Non permetterò che cresca senza genitori." Ecco, ha mollato la bomba. Ora magari vorrà pure che ci sposiamo veramente? Sono quasi tentata di rispondergli restituendogli l'anello che ho al dito, tanto mi ha fatto arrabbiare prima.

    D'accordo, non perdiamo la poca calma che mi rimane. Avrà anche avuto un tono duro e serio, ma almeno è ben disposto, è interessato. Si vuole prendere le sue responsabilità. Ed è esattamente il contrario dei genitori che ho avuto io.
    Sì, è positivo. E' una buona cosa. Potrebbe andare.
    Tranne il matrimonio.

    Abozzo un sorriso di risposta, ma temo che sia risultato troppo preoccupato per essere convincente. Faccio un leggero cenno di assenso con la testa.

    Attraversiamo la stanza da letto, raggiungendo quella che funge da armadio.
    Lawrence apre uno dei tanti cassettoni, porgendomi un completino intimo simile a quello della sera precedente.

    Lo prendo e lo guardo.
    Sì, certo, come no. E ti aspetti pure che lo metta?



    Ma per favore, comodità prima di tutto. Soprattutto in questo caso.

    Mi avvicino a una superficie a caso per appoggiarcelo sopra, nel frattempo pure lui si prende dei vestiti dai cassettoni.
    Ecco qualcosa che potrei mettere.

    Mentre sta tirando fuori i suoi, mi avvicino, e prendo una delle sue camicie.
    Mi guarda in modo strano, probabilmente non si aspettava questa mossa. Beh, visto che vuole che io resti qui con lui, farà bene ad abituarsi al fatto che non sarà sempre lui a decidere tutto.

    Mi volto dall'altra parte per cambiarmi.
    Quando mi rigiro, vedo che anche lui ha degli altri vestiti addosso.
    O forse dovrei dire che ne ha pochi.
    Non riesco a fare a meno di fissare i suoi perfetti pettorali, ogni cm di pelle che ha lasciato scoperta.
    Che terribile tentazione.

    Perché avevo paura di lui?
    Ah già, perde il controllo e stacca la testa alle persone.
    Giusto.

    Però quando mi ha guardato è tornato normale, quindi evidentemente mi riconosce. Forse...

    No, basta. Priorità.
    "Adesso" guardo da un'altra parte per non distrarmi "vorrei fare quelle analisi" gli dico.



    Sì, qualsiasi altra cosa potrà aspettare.





    *ovviamente concordato


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  2. #32
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Intermezzo

    Lynette. Riesci tutto sommato a mantenere la calma dopo la scena cui hai assistito. Qualsiasi altra donna sarebbe scappata. Ma i suoi occhi tornano umani quando incontrano i tuoi.
    Una volta arrivati nella stanza armadio, rifiuti il completo da notte che ti offre Lawrence. Ti guarda stranito, non se lo aspettava.
    «Adesso, vorrei fare quelle analisi» Guardi altrove.
    Tuo marito si avvicina a te, facendoti indietreggiare, e arrivando a pochi centimetri dal tuo naso.
    «E per quale motivo distogli lo sguardo?» Ti chiede, quasi sottovoce. È così vicino a te, come se volesse forzarti a guardarlo negli occhi.



    Ha forse paura? Paura del tuo giudizio, dopo quello che hai visto? Non immagina minimamente che potresti essere solo imbarazzata dal suo fisico scultoreo.
    La sua bocca è a pochi centimetri dalla tua. «Comunque, visto che quella camicia è la mia, mi farò meno problemi...a strapparla» Allunga un braccio come se volesse abbracciarti. Invece spinge un piccolo pulsante posto sul muro, dietro il cassettone.
    Dopo di che, torna al suo posto. Sei delusa?
    Spalanca la porta che conduce alla camera da letto. Dopo pochi secondi, qualcuno bussa alla porta.
    «Avanti»
    Entra una domestica, ma non è Martha. Ha la stessa "divisa", almeno dovrebbe, visto che la gonna di questa è decisamente più corta e non indossa neanche le calze...
    Quanta gente ci lavora qui dentro?
    Ha portato una sorta di carrello, con sopra qualche asciugamano e vari utensili, tra questi riconosci solo la siringa.
    «Grazie Jeanine» Risponde Lawrence, tirandosi indietro i capelli.
    La ragazza arrossisce e indugia, un po' troppo, con lo sguardo, sull'abbigliamento del suo padrone. «C'è altro?» Jeanine non ti ha notato, ha occhi solo per lui. Ma tu puoi vederla.




    «No, puoi andare» Risponde, secco.
    «Per qualsiasi cosa...» Continua lei, con fare civettuolo.



    Va via ancheggiando.
    Lawrence si avvicina al carrellino mentre sorride a scuote la testa. A che starà pensando?
    Sta disinfettando tutto l'occorrente.



    Noti che a un piano del carrellino c'è un altro piatto di salmone. Come fa a farsi portare tutto ciò che vuole solamente spingendo un pulsante? Mistero.
    Ti da le spalle. «Dopo potresti sentirti debole» Ti dice, mentre si volta e viene verso di te con l'ago pronto su quel vassoio verde, che poggia poi su uno dei tanti ripiani.
    Con una mano ti tira su la manica della camicia e in una attimo trova la vena cubitale della piega del gomito.
    Riesce ad essere affascinante anche quando è concentrato nel lavoro, ma questo lo avevi già capito ieri, nel suo ufficio.
    Il sangue denso sale in provetta. Ne mette una goccia su una piccola lastra di vetro. Dopo di che, da uno dei cassetti tira fuori quello che sembra essere un comune portatile e ne inserisce la lastra come se fosse una penna USB.
    Quante cose tiene dentro questa stanza armadio? E chissà quante cose interessanti potresti trovare?
    Lawrence è concentrato su quel monitor.



    Riesci a vedere per un attimo il suo sguardo anche se di profilo, spalanca gli occhi. Cosa ha visto? Non te lo dice.
    Ti senti stanca. (Lynette Forza -10)
    «Riposa» Si rivolge di nuovo a te.
    Lo vedi socchiudere gli occhi e toccarsi la fronte. Si sente male? Dandoti le spalle, prende un'altra siringa e se la inietta direttamente al cuore...
    Sospira. «Così domani mattina procediamo con la visita delle urine. Ci servono le prime della giornata»
    Sarà meglio seguire il suo consiglio e andare a letto o insistere per farti dire ciò che ha scoperto?

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    Lynette Crow

  3. #33
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    Un momento, perché si sta avvicinando?
    No, non va bene, manteniamo le distanze di sicurezza!
    Indietreggio, ma ancora una volta un muro mi blocca. Sto cominciando ad odiare tutti i muri.
    In pochi secondo me lo ritrovo vicinissimo, troppo.

    «E per quale motivo distogli lo sguardo?» mi bisbiglia, quando ormai la distanza di sicurezza l'ha bella che superata.
    Ok, calma. Abbiamo detto le analisi. Sì, quelle.
    Oh mamma, perché è così irresistibile?



    No no, pensiamo a qualcosa di brutto, come quella volta che mi sono tagliata i capelli da sola e li ho fatti blu.
    Sì, orribili. Davvero orrendi.
    Non funziona.
    Teste mozzate, teste mozzate, teste mozzate.
    Dov'è la paura di lui che avevo prima?
    «Comunque, visto che quella camicia è la mia, mi farò meno problemi...a strapparla»

    Allunga un braccio, per poi premere un pulsante sulla parete dietro di me.
    No, scusa, c'era un pulsante e non l'ho neanche visto? Sono troppo distratta.



    Si allontana, tornando dov'era prima, per poi andare in camera.
    Tiro un sospiro di sollievo: se fossimo stati così vicini per un altro po', probabilmente non avrei resistito, e queste maledette analisi non sarei mai riuscite a farle.
    Spero solo che ci si metta poco...

    Sento bussare, qualcuno entra in camera: sembrerebbe una domestica.
    Non è Martha. Questa è molto più giovane e bella di lei.
    Ha portato un carrello con sopra delle siringhe e altri strumenti che non riconosco.



    «Grazie Jeanine»
    Sembra che questa "Jeanine" non mi abbia visto. Questo sarebbe un ottimo momento per frugare un po' in giro...
    Eppure non riesco a non fissarla, come a volerla controllare.
    Lo guarda... un po' troppo, arrossendo.
    Già non mi piace.
    Ora che la guardo bene, ha anche la gonna, guarda caso, più corta di quella di Martha, e non ha nemmeno le calze.
    Questo non è professionale.

    «C'è altro?»



    «No, puoi andare» le risponde secco.
    «Per qualsiasi cosa...» si allontana ancheggiando.
    Ma come si permette?

    Lui si dirige verso il carrello, sorridendo e scuotendo la testa.
    Non posso fare a meno di chiedermi se ci sia mai stato qualcosa, o se il suo sorriso significhi "questa qua ci prova ancora, e non ha ancora capito che non ha speranze."
    Ad una prima impressione la seconda ipotesi potrebbe sembrare ridicola, però da come mi ha parlato Martha di lui (a parte ovviamente il piccolo particolare) sembra che non dia troppa confidenza ai sottoposti, quindi magari non c'è davvero stato niente...

    Torno a guardare quel carrellino, tentando di non pensare alla rossa.
    C'è un piatto di salmone in uno dei ripiani in basso.

    Ora che ci penso, nemmeno prima ha mai chiesto espressamente il salmone. Come fanno i domestici a sapere cosa portare? E anche adesso, non ha chiesto di portare siringhe e quant'altro.



    Cos'è quello, un pulsante specifico per queste evenienze?
    O in questa casa hanno solo il salmone?
    Dubito.

    Non è che magari ha pure qualche potere mentale, vero?
    Oh mamma, spero di no! Altrimenti avrebbe potuto sapere tutto quello che ho pensato, che sto pensando... anche ora!
    Non pensiamo a niente!
    ...

    Come si fa a non pensare a niente?
    No, calma, non è possibile. O almeno, sicuramente non mi ha letto la mente, altrimenti avrebbe agito diversamente, altrimenti avrebbe saputo da quando sono entrata in quell'ufficio che stavo mentendo spudoratamente, avrebbe saputo subito che pensavo di essere incinta...
    Forse è Martha ad avere poteri mentali....



    Leggere la mente! Ma che stupidaggini sto pensando?
    Ci sarà una spiegazione più logica, sicuramente!
    Però... l'unica spiegazione logica è forse più inquietante, cioè che lui sapesse e avesse previsto tutto.
    Eppure mi ha dato l'impressione di essere sorpreso quando ha scoperto che sono incinta..

    Ok, meglio i poteri mentali.
    Proviamo...
    Vieni subito qui e fammi ste maledette analisi!

    «Dopo potresti sentirti debole» si avvicina con un mano un vassoio verde e delle siringhe.



    Sta venendo veramente! Oddio...
    No no.. è una stupida coincidenza! Stava armeggiando con quelle robe già da un po', è ovvio che prima o poi si sarebbe avvicinato...
    Mi tira su una manica, e procede con il prelievo di sangue.
    Sono talmente incantata a guardarlo, concentrato nel suo lavoro, che non sento nemmeno l'ago infilarsi nel braccio.

    Una volta finito, mette una goccia di sangue su un vetrino, che poi inserisce comodamente in un pc che tira fuori da un cassetto.



    Tiene un computer nel cassettone della biancheria? Cos'altro ci tiene? La pistola? Le chiavi della macchina?
    ...
    Un altro piatto di salmone?

    Torno a prestare attenzione al presente, a quel pc e a Lawrence.
    Sgrana gli occhi.
    Che diavolo ha visto?
    E sta zitto.
    STA.
    ZITTO
    .
    Sto per chiedergli spiegazioni, quando vengo colta da un'improvvisa ondata di stanchezza, probabilmente colpa del prelievo appena avvenuto.
    Scuoto leggermente la testa, per riprendermi.



    «Riposa» dice.
    Poi si porta una mano alla fronte, chiudendo gli occhi. Sta forse male? Che effetti collaterali ha questo esperimento che ha fatto?
    Nonostante cerchi di ripetermi il contrario da quando questa storia è iniziata, credo che mi sentirei persa se gli succedesse qualcosa. Dopotutto, è l'unico che può sapere quello che sta succedendo, che può aiutarmi nell'affrontarlo... Chi altro capirebbe? Nessuno.
    Ho solo lui.

    Cercando di non farsi vedere prende un'altra siringa, iniettandosi il contenuto nel ...cuore?!. Nel vedere la scena, posso quasi immaginarmi il dolore che si potrebbe provare nel conficcarsi una punta nel petto. Rabbrividisco, sbattendo velocemente le palpebre come a cancellare quel pensiero.
    «Così domani mattina procediamo con la visita delle urine. Ci servono le prime della giornata» riprende sospirando.

    "Stai bene?" chiedo avvicinandomi preoccupata, poggiandogli una mano sulla spalla.



    "Ti raggiungo tra un attimo" risponde senza nemmeno voltarsi.
    Sembra che dia per scontato che io vada a letto, senza nemmeno tentare di capire che sta accadendo.
    Ma siamo matti?!

    Dato che sembra molto concentrato a guardare lo schermo di quel pc, tento di sbirciare per vedere se riesco pure io a capirci qualcosa, ad avere qualche informazione a riguardo.
    Niente di utile, solo dati medici che non capisco.
    E lui non vuole dire nulla.

    Mi allontano.

    "C'è qualcosa che non va, vero?" parto con un tono di voce neutrale.



    "Beh ovvio che qualcosa che non vada, ma è qualcosa di brutto, vero?" ora comincio ad agitarmi sempre di più, fino quasi a urlare "E' qualcosa di orribile? Oddio.. morirò! E' così, vero? Sto per morire?! Come farò? Come faremo? Nostro figlio sopravviverà? E tu cos'hai? C'è qualche altro effetto collaterale che ti costringe a farti quell'iniezione?" ora la mia voce comincia a tremare sempre di più, come se stessi per piangere. Non mi riesce neanche difficile, visto che tutto ciò che ho detto lo penso veramente.



    "Oddio, Non posso crederci, non voglio crederci! Non può essere vero!" scappo fuori dalla stanza armadio in lacrime, per dirigermi sul letto a piangere sul cuscino.



    Un po' troppo teatrale?
    Forse.
    Ma voglio proprio vedere se anche adesso starà zitto.





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  4. #34
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Intermezzo

    Tira tira, prima o poi la corda si spezza, Lynette.
    Lawrence assiste muto alla tua sceneggiata. Non sai cosa gli passa per la testa, ma resti stesa sul letto per un tempo che ti pare interminabile, prima che lui ti raggiunga. La porta della stanza armadio si chiude.
    Ti senti sollevata di peso per i polsi, poi girata e sbattuta di nuovo sul letto.



    Lui ora ti sta sopra, bloccandoti al letto.



    «Vedi di mantenere la calma» Ti dice con tono cupo e vedi, per un solo istante, i suoi occhi divenire bianchi. Poi tornano normali e la presa sui tuoi polsi si affievolisce.
    Solo ora ti accorgi che ti stava facendo male. «Non morirà nessuno. Te lo prometto» Il suo tono ora è più gentile. Ti sfiora le labbra.



    «Adesso dormi, per favore» Con un sospiro, ti lascia andare e si sdraia al tuo fianco.
    Hai la sensazione di aver rischiato davvero grosso, ma forse non sai bene il perché.



    Pochi secondi dopo ti accorgi che effettivamente il leone si è addormentato. Il suo respiro è lento e regolare. Almeno non russa. Se ci fosse stato veramente qualcosa di grave nelle tue analisi avrebbe subito agito, no?
    E ora? Che fai?
    Forse sei già abituata agli scatti d'ira di tuo marito e non ti sei spaventata. Ma qualcun altro si è agitato e lo senti muoversi molto chiaramente...



    Una cosa che noti successivamente, è che i lividi per cui eri andare in ospedale il giorno prima sono già spariti.

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  5. #35
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    Resto distesa lì per un po'.... troppo. Qualcosa non va, qualcosa è andato storto.
    Evidentemente questo metodo con lui non funziona.
    Proprio quando sto per girarmi e mettermi su un fianco, sento la porta della stanza armadio chiudersi, e lui avvicinarsi.

    Mi afferra per i polsi e mi rigira.



    In un attimo mi ritrovo a pancia in su, lui sopra di me che mi tiene ferma.

    «Vedi di mantenere la calma» intima con aria grave.
    Siamo di nuovo vicinissimi, così tanto che riesco a cogliere ogni sfumatura dei suoi occhi mentre cambiano colore: uno spettacolo ipnotizzante, che potrei guardare all'infinito, se non avesse letali conseguenze.
    Sono talmente concentrata su quel bianco, che non mi rendo mentalmente conto di quel che significa.
    Istintivamente però sto già reagendo: improvvisamente mi irrigidisco e smetto di respirare, come a voler stare ancora più immobile, nell'inutile tentativo di passare inosservata.



    Deglutisco in preda alla paura, quella stessa paura di lui che pochi minuti fa stavo cercando di ritrovare.
    Il tempo si ferma quando comprendo quello che sta accadendo.
    Fortunatamente dura un momento, perché qualche secondo dopo i suoi occhi tornano azzurri.
    Un momento è più che sufficiente. Un momento è anche troppo.

    «Non morirà nessuno. Te lo prometto» mi rassicura con un tono del tutto diverso da quello di prima. La sua presa sui miei polsi si allenta, il suo tocco si fa più delicato, la sua voce più calma.
    Un'altra persona.



    Mi esorta di nuovo a dormire, sfiorandomi le labbra, per poi mollare del tutto la presa e sdraiarsi di fianco a me.
    Rimango immobile ancora per un po', come se faticassi a realizzare cos'è successo, il rischio che ho corso.

    Mai più.

    E' vero che fino ad adesso è riuscito, bene o male, a controllarsi, a non farmi niente; ma non ci tengo a rischiare di nuovo. Non ci tengo a scoprire il limite al quale può arrivare, anche se forse l'ho già scoperto.
    Mi volto, come se semplicemente guardandolo potessi avere qualche informazione in più o confermare ciò che penso: ha gli occhi chiusi, respira regolarmente.... che si sia addormentato?
    Così presto? Come può addormentarsi così velocemente con tutto quello che sta succedendo?



    Forse è vero, forse in quelle analisi non c'era veramente nulla di grave... altrimenti non vedo come possa dormire così tranquillamente! Forse ha sgranato gli occhi perché era semplicemente sorpreso. Perché, dopotutto, nemmeno lui ci credeva veramente, finché non ne ha avuto le prove...

    E, a proposito, il bambino dev'essersi agitato per prima. Lo sento muoversi chiaramente.
    Che abbia fiutato pure lui il pericolo? Si muove come se volesse fuggire, e non posso dargli torto.
    Mi chiedo, in caso ereditasse le particolari caratteristiche del padre, se possa nascere una qualche rivalità tra le loro parti incontrollabili...
    Mi accarezzo il ventre, per cercare di tranquillizzarlo.
    Non ho idea di cosa fare in questi casi, non so come agire.
    Una gravidanza dura 9 mesi per un motivo, anzi, come minimo due: dare abbastanza tempo per realizzare il fatto che si sta per diventare genitori, e dare abbastanza tempo per imparare a comportarsi.
    Credo di non aver ancora del tutto superato il primo punto. Chissà se Lawrence l'ha fatto veramente.

    Potrei cantare una ninna nanna, rendendo così utili quelle lezioni di canto che presi anni fa, ma non voglio di certo svegliare suo padre... o qualunque cosa possa svegliarsi al posto suo.
    Chissà se in uno di questi cassetti c'è un lettore mp3 con della musica rilassante.

    Allungo una mano verso il comodino, ma mi blocco immediatamente.
    Il mio polso.
    Non vedo più il livido che avevo ieri.
    Mi tiro su le maniche della camicia... sono spariti tutti. O almeno sembra: le abajour fanno troppo poca luce per vederci chiaro.

    Voglio sapere.

    Mi alzo lentamente, cercando di non fare rumore.



    Mi dirigo in bagno, sempre stando attenta a non svegliare Lawrence.

    Una volta arrivata, accendo una piccola lucina, quanto basta per distinguere i colori, e mi controllo tutto il corpo.
    Sano, completamente sano. Nessuno livido, nessun graffio.
    Possibile che...?



    Non sarebbe l'unica cosa a sembrare impossibile... e fino ad ora tutto ciò che credevo impossibile mi ha smentito alla grande. Potrei fare una prova.... No meglio di no. Non ora, almeno.
    Spengo immediatamente la luce che ho appena acceso e mi dirigo nella camera armadio, per raggiungere la stanza da letto.

    Non appena varco la porta, vengo assalita da un'enorme curiosità.
    Lui sta dormendo, e il pc è ancora lì, incustodito. Tutta la stanza è incustodita. Potrei... dare un'occhiata veloce. Giusto per sapere cos'altro c'è nascosto qui dentro.
    Però mi serve una fonte di luce: le abajour della stanza accanto non sono abbastanza forti da illuminare bene questa, e di accendere i lampadari non se ne parla.
    Vedo il telefono cordless sopra uno dei cassettoni.



    Ottimo! E' portatile e lo schermo fa poca luce, giusta giusta per vedere dove vado e dove metto le mani.
    Lo prendo in mano, facendo attenzione a non premere nessun tasto.


    Esito, per un attimo mi torna in mente la scena di pochi minuti fa: se mi becca è la volta che mi ammazza sul serio.
    Ma devo sapere. A questo punto, non solo sono interessata a informazioni, ma anche a sapere cos'altro nasconde, cos'altro c'è in questa stanza, come fa a farsi portare tutto quello che gli passa per la testa dai domestici senza effettivamente chiederlo.

    Mi dirigo nuovamente in bagno, senza far rumore con le porte.



    Vado nel punto più lontano del bagno, prendendo un asciugamano e avvolgendolo intorno al telefono. Tenendocelo dentro, provo a premere un tasto per far illuminare lo schermo, per vedere quanto rumore fa. In questo modo, anche se dovesse avere i toni della tastiera attivi, il rumore verrebbe attutito dall'asciugamano.

    Non fa alcun rumore. Perfetto!
    Torno nella stanza armadio per cominciare a frugare in giro, tenendo sempre le orecchie attente in caso lui dovesse alzarsi e venire qui.
    Da dove cominciare?
    Il computer è meglio lasciarlo stare: prima ci ho dato un'occhiata, ma non ci ho capito nulla. In più potrebbe avere un qualche tipo di password o allarme che renderebbe inutile tutti gli accorgimenti adottati fino ad ora.
    Mi dirigo quindi verso i cassettoni, aprendo molto lentamente il cassetto dove c'era il pc, e stando sempre attenta alla stanza accanto, in caso qualcuno si muovesse.

    Tengo lo schermo del codless illuminato premendo il tasto per chiudere la chiamata, l'unico che, sono sicura, non potrebbe causare nessuna chiamata o suoneria stramba.



    Fortunatamente, quelle abajour accese mi fungono da allarme.



    Non c'è modo di venire in questa stanza senza passarci davanti (a parte teletrasportarsi), e in quel caso, vedendo l'ombra, sistemerei tutto al proprio posto e scapperei in bagno, fingendo di essere andata a bere.
    Procedo col mio piano, con l'intenzione di mollare tutto e attuare la mia strategia di "fuga" non appena sentissi o vedessi qualunque movimento sospetto.



    Vediamo cosa troviamo...



    *avrò scritto 40 volte che tenta di non fare rumore, ma voglio essere sicura u_u
    * grazie mille Kira per avermi fornito le pose adatte *w*
    *addio è stato bello partecipare ç__ç
    Ultima modifica di Akuiyumi; 31st January 2014 alle 01:11


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  6. #36
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Intermezzo


    Lynette. Lawrence non ti da abbastanza risposte... Le poche parole di rassicurazione che ti rivolge non ti bastano.
    Possibile che sia addormentato così in fretta? Forse è un leggero effetto collaterale dell'iniezione che si è fatto poco fa.
    Col favore delle tenebre, decidi di cercare qualche informazione.
    E lo fai nella stanza armadio. Cominci dal cassetto che si trova poco distante dal portatile ultra tecnologico di Talbot. Usando il cordless ti fai luce.
    Ci sono delle camicie ben piegate, con tante di cartoncino all'interno per evitare le pieghe antiestetiche. Accanto ci sono delle cravatte perfettamente "arrotolate" in una confezione trasparente per poter indivuare da subito il colore desiderato.
    A quanto pare, il suo colore preferito è il grigio e tutte le sue sfumature. Dal bianco al nero.
    Sotto a tutto ciò, scorgi quel che sembra essere un fascicolo.
    Lo tiri fuori.



    Un nome sopra: Gwendaline Collins.
    Infatti, aveva detto che la sua ex moglie si chiavamava Gwen.
    Quando lo apri trovi una sua foto. Devi ammettere che c'è una certa somiglianza...



    Nome: Gwendaline
    Cognome: Collins
    Data di nascita: 20 Marzo 1982 - 21 Dicembre 2012
    Parenti adottivi: Il padre Phil Collins, la madre Jill Tavelman e la sorella Lily Collins.
    Parenti biologici: Sconosciuti
    Gruppo Sanguigno: 0 Rh-


    Volti il foglio e trovi un nome a te conosciuto.




    Nome: Talia
    Cognome: Crow





    Parenti: Sconosciuti




    A quanto pare Lawrence ha fatto qualche ricerca, ma a quanto tempo fa risale?
    Si stava impegnando per trovare la "vera madre" di sua moglie, magari sotto richiesta di lei...
    Però, come puoi notare, alla dicitura "Parenti" c'è scritto "Sconosciuti" quindi non sapeva di te...
    Lawrence ancora dorme. Sarebbe una buona idea svegliarlo per dirgli cosa hai trovato? Per fare finalmente le domande giuste, senza giri di parole o recite da premio Oscar?
    Comunque, la stanchezza e la dobolezza non ti lasciano. Cominci già ad accusare un po' di mal di schiena... (Lynette Forza -5)

    Turnazione

    Lynette Crow

  7. #37
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    Apro il cassetto, anche se sono più attenta a quel che mi accade intorno, che a quello che sto facendo.
    Punto il cordless su ogni cosa contenuta al suo interno, l'effetto mi ricorda la luce di una fotocopiatrice o di uno scanner, che minuziosamente illumina ogni millimetro del foglio interessato.
    L'ordine dei capi è impeccabile, quasi maniacale: tutto è perfettamente piegato, arrotolato, impacchettato.
    Non so perché, ma ha un qualcosa di inquietante.
    Se poi contiamo anche che i colori presenti, se di colori si può parlare, variano dal bianco al nero, e basta...

    Una macchia colorata attira la mia attenzione, in mezzo a tutto quel vestiario al quale hanno drasticamente ridotto la saturazione.
    Sembra un fascicolo.

    Lo tiro fuori, stando bene attenta a non rovinare quel perfetto ordine, non posso certo lasciare prove del mio passaggio.
    Lo appoggio sul cassettone e vedo che c'è sopra un nome: Gwendaline Collins.
    Non era il nome della sua defunta moglie?
    La mia curiosità cresce.
    Apro il fascicolo, sperando di trovarvi informazioni circa la sua morte.

    Quello che invece trovo, è una serie di generalità.

    Nome: Gwendaline
    Cognome: Collins
    Data di nascita: 20 Marzo 1982 - 21 Dicembre 2012
    Parenti adottivi: Il padre Phil Collins, la madre Jill Tavelman e la sorella Lily Collins.
    Parenti biologici: Sconosciuti
    Gruppo Sanguigno: 0 Rh-
    Oltre a una sua foto ravvicinata: in effetti la somiglianza è impressionante....
    No, Lyn, non far tornare quel sentimento demoralizzante che ti è venuto prima.
    In preda al nervoso, e al mio rinnovato odio per questa donna (nonché sadica soddisfazione per la sua morte) giro il foglio, come a voler coprire la sua faccia.

    C'è una foto anche dietro, ma non è sua.
    Ma cosa...
    Incredula, punto la luce del cordless sul viso della nuova donna.
    Mia... mia madre?



    No dai, non può essere lei, sarà un'altra che le somiglia!

    Leggo il nome riportato sotto.

    Talia. Crow.
    Parenti: Sconosciuti

    Non è possibile!
    Quante probabilità c'erano che, tra tutte le persone di questo mondo, lui incontrasse proprio me? La misteriosa sorella che nemmeno la moglie sapeva di avere.
    Dunque è vero, è così: c'è un motivo per la nostra somiglianza. Avevo ragione.
    Ho dunque trovato mia sorella, la figlia che mia madre ha avuto e che ha dato in adozione senza dire niente a nessuno, che io ho scoperto solo grazie alla mia voglia di farle un dispetto in seguito a una lite.
    Quanto l'ho odiata e invidiata, quante volte l'ho maledetta perché con ogni probabilità aveva una vita migliore della mia.
    E' ironico tutto ciò, perché ora, sapendo che è morta nonostante tutto quello che aveva: un marito, una casa, una bella vita; mi sento più fortunata di lei, più felice per la mia vita, nonostante la situazione assurda che si è creata.
    Quante volte ho espresso il desiderio di fare a cambio con lei. Non sapevo nemmeno dove fosse o chi fosse, ma sapevo che se la passava sicuramente meglio di me.
    Nei momenti di maggior debolezza, quando mi sentivo totalmente sola e abbandonata, avrei voluto conoscerla.. incontrarla... nella speranza di un aiuto, di conforto, anche solo di compagnia o comprensione.
    Stupide speranze di una stupida ragazzina ingenua.



    Col tempo ho imparato che se non mi salvavo da sola, nessuno l'avrebbe fatto. E ho imparato ad odiarla, ad odiare mia madre, ad odiare mio padre. Ad odiare il mondo intero per la sua ingiustizia.
    Finché non ho tentato di fuggire.
    Senza successo.
    Il fallimento ha un effetto devastante sulla forza di volontà.
    Da quel momento, ho semplicemente smesso di vivere. Mi sono rassegnata alla mia vita, facendo solo ciò dovevo, ciò che mi conveniva, lasciando perdere ciò che volevo, fregandomene di tutto e di tutti.
    Fino a ieri.

    Sospiro.

    Mi chiedo se questa ricerca sia stata una volontà di Gwen o no.
    Eppure sembra che le informazioni trovate si limitino a mia madre, e tra l'altro senza nemmeno sapere che era la madre di Gwen.
    Lui non sa di me.
    Potrebbe avere qualche sospetto, forse, dato il mio cognome, ma è un cognome comune, probabilmente non ci ha nemmeno pensato.

    E' assurdo.
    Totalmente assurdo.
    Vorrei sapere se aveva scoperto altro, se fosse mai riuscito a parlare con mia madre, o se ci fosse riuscita Gwen.
    Magari mia madre sapeva perfettamente dov'era, e in tutti quegli anni non ne ha mai parlato, non è mai andata a trovarla, non me l'ha mai detto!
    Forse non voleva darmi false speranze? Forse non aveva senso mostrarmi una vita che non avrei mai potuto avere?
    Forse non l'ha fatto per cattiveria, o perché era una madre degenere.... forse era l'esatto contrario.
    Non l'avevo mai pensata da questo punto di vista.



    Ma, forse, è colpa del fatto che sto per diventare madre pure io.

    Ripongo nel cassetto il dossier, e con esso tutti i miei pensieri a riguardo.
    Non ha senso parlarne con lui, è una storia passata, che non ha più importanza, che chiama solo ricordi spiacevoli, da entrambe le parti.
    Inoltre ne so più io di lui.

    Sarà meglio tornare in camera, a dormire.
    La stanchezza non mi molla, e ogni minuto che passa fatico a tenere gli occhi aperti. Ora mi è pure venuto mal di schiena.
    Di questo passo, potrei commettere qualche errore ed essere scoperta.
    Ho già frugato abbastanza.
    Per oggi può bastare.

    Metto il cordless al suo posto e mi dirigo in camera.

    Mi sdraio sul letto e guardo Lawrence, assicurandomi che stia ancora dormendo.
    Gwen? Mia madre? Ormai appartengono al passato, sono storia vecchia. Eppure mi hanno lasciato una strana sensazione, in particolar modo Gwen. Una specie di rabbia, di ansia, di mania di controllo.... del tutto irrazionali.
    Possessività.
    Un'irrefrenabile voglia, mai avuta prima.
    Mi sposto vicino a lui, gli sollevo un braccio e lo posiziono sulla mia spalla. Non mi interessa più se lo sveglio o no.
    Mi giro su un fianco, poggiandogli la testa sul petto, ascoltando il ritmo del suo cuore, addormentandomi tra le sue braccia.



    Lui è mio.


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  8. #38
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Quinta Parte

    Lynette. Hai scoperto che l'ex moglie di Lawrence altri non è che la tua "sorellastra". Ma come è morta? Non ti interessa? Decidi di metterci sul serio una pietra sopra?
    Ti addormenti trovando un rifugio molto sicuro: tra le braccia di Lawrence.


    Lawrence Talbot
    È quasi l'alba. Non ho voglia di aprire gli occhi.
    Sento del calore vicino a me e non ne ero più abituato. Il suo profumo è inconfondibile. Siamo stati così tutta la notte? La sua testa è appoggiata sulla mia spalla, ma non ne sento per niente il peso...
    Se si sente libera di potermi stare così vicino allora la scena a cui l'ho fatta assistere ieri è già un brutto ricordo. Ho rischiato di farle del male, però... Ho preso la mia dose in tempo.
    La guardo. Almeno quando dorme è tranquilla. Il mio sguardo si sofferma sulla sua pancia.
    Ok. È decisamente una mia creatura.
    Cerco di non svegliare Lynette, tenendo sempre la sua testa sul mio braccio. Mi chiedo come faccia a stare comoda.
    Con la mano destra le tocco la pancia. Sembra stia al settimo mese. Lo sento chiaramente muoversi. È forte.
    Questo è del tutto inaspettato. Dalle analisi ho visto che ha il mio siero in circolo, ma dovrebbe fare l'effetto contrario, la crescita non dovrebbe essere così accelerata. Ma rallentata.
    Il suo seno cattura la mia attenzione. È più gonfio, si sta preparando all'allattamento.
    Lynette si gira, dandomi le spalle. Ne approfitto per alzarmi.
    Rimango a guardarla dormire per un po'.



    Faccio portare dei vestiti da Martha, anche se non so per quanto tempo potrà indossarli.
    Come la prenderà quando si sveglierà? Si vedrà così cambiata. Mi odierà?






    28 Maggio 2014
    Ore: 7.00



    Lynette. Un dolore fortissimo ti sveglia. Come se qualcuno ti avesse dato un pugno in pancia, ma dall'interno. Fortunatamente dura pochi secondi. Ti rilassi.



    Dormire deve averti fatto bene. (Lynette Forza +50)
    Hai riacquistato le forze. In effetti, ti senti molto più forte del solito. Possibile sia solo merito del buon riposo?
    Lawrence non è accanto a te, eppure le lenzuola sono ancora calde. Deve essersi alzato da poco.
    Senti il rumore dell'acqua provenire dal bagno. E' la doccia.



    Dalla tua postazione, noti dei vestiti sulla poltrona davanti il camino.
    Solo in questo momento ti accorgi dei cambiamenti che sta subendo il tuo corpo...
    C'è altro che vuoi scoprire? Come agisci ora?

    Turnazione
    Lynette Crow

  9. #39
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    Apro gli occhi lentamente, temendo per un attimo.... cosa?
    Forse di non essere più qui, in questa casa, accanto a lui.



    Come se fossi contenta di quello che sta succedendo.
    Nonostante sia scettica, decido di accogliere questo sentimento, la serenità che mi dona.

    Nulla è cambiato da ieri sera: siamo entrambi sdraiati sul letto, nella stessa posizione di quando mi sono addormentata.
    Alzo la testa per guardarmi intorno: la stanza si sta poco a poco illuminando, segno che il sole sta nascendo.
    Sì, c'è il sole.

    Torno a volgere il mio sguardo su di lui e vedo che si sta svegliando.
    Delicatamente, gli accarezzo la guancia con la mano.
    "Buongiorno" gli dico, dopo avergli dato un leggero bacio.
    Mi risponde con un sorriso, in parte incredulo, in parte compiaciuto.

    Mi stacco da lui, spostandomi e dando la possibilità ai miei arti di sgranchirsi e stiracchiarsi.
    E' solo adesso, solo ora che non ho più i suoi occhi davanti a me, che realizzo che erano bianchi, che non era lui.
    Mi giro di scatto per accertarmene, ma lui si è già alzato, e si sta dirigendo verso la stanza armadio.

    Un principio di panico mi assale, eppure in qualche modo riesco a resistergli, a scacciare quei pensieri dalla mia testa.



    E' così tranquillo, così calmo stamattina... probabilmente mi sono sbagliata.
    Sicuramente mi sono sbagliata. Me lo sono immaginato a causa di quello che è successo ieri sera.
    Sì, sono al sicuro ora.

    Mi alzo e vado verso di lui, quando entra qualcuno dalla porta: è la domestica. Non Martha, l'altra.
    Anche questa volta non mi nota, anche questa volta ha occhi solo per lui.



    E' talmente distratta a fare tutte le sue stupide moine, che non guarda nemmeno dove va, e fa cadere per terra la mia boccetta di profumo, rompendola.

    Il liquido profumato forma una pozza rosata sul pavimento, evidentemente in leggera pendenza, perché un rivolo scorre fino ai piedi del letto, dove io mi trovo.
    Un pensiero si fa strada nella mia mente, e ancora prima che me ne renda conto, mi ritrovo a compiere quell'azione.
    Sento solo il rumore del mio accendino che cade a terra, poi tutto diventa più lento e più definito.
    Sul parquet si forma un bagliore, di una vivacità ipnotizzante. Rapidamente si appropria di ciò che è suo, facendo brillare il profumo sparso su tutto il pavimento.

    Mi avvicino a Lawrence, stringendogli un braccio, guardando la scena.



    Osservo Jeanine contorcersi dal dolore.
    Ogni suo grido, ogni suo urlo, ogni suo tentativo disperato di salvarsi non fa altro che rendermi più felice, più forte, soddisfatta.
    La sua pelle diventa prima rossa come i suoi capelli, poi comincia pian piano a sgretolarsi, come vecchia e logora carta da parati che si strappa dal muro.



    Le fiamme infine inghiottiscono il suo corpo, che ormai non oppone più alcuna resistenza.
    Non riesco a fare a meno di godermi lo spettacolo con un ghigno dipinto sul volto.

    Una sensazione strana mi invade, un tocco che sembra vicino e lontano al tempo stesso. Noto che lui mi sta accarezzando il ventre, accarezzando nostro figlio.



    Ha uno strano effetto, come se fosse... più vera, più originale. Per un attimo tutto il resto mi sembra finto.
    Lo abbraccio, continuando a guardare quel bagliore trasformare il corpo di Jeanine in un ammasso nero carbonizzato.

    Come se sapessero di aver compiuto il loro dovere, le fiamme spariscono, lasciando una pila di cenere nel punto in cui prima c'era la domestica che osava troppo.
    Lawrence si allontana, andando a chiamare Martha per pulire, e io rimango sola.

    Mi giro, andando verso il bagno, quando un freddo inspiegabile mi avvolge, come se avessi avuto addosso una coperta, e me la fossi improvvisamente tolta.



    Non sono tranquilla.
    Sento come una presenza alle mie spalle.
    Mi giro di scatto e la vedo.

    Gwen?



    Com'è possibile?
    Sono paralizzata, non credo ai miei occhi... terrorizzata. Come può essere viva? Perché lui mi ha mentito? A che scopo?
    Il mondo mi crolla addosso, letteralmente.
    Vedo solo lo sguardo di Gwen, adirata. Con me? Con lui?
    Poi, un dolore atroce, come un pugno sulla pancia. Dato da dentro.
    Tento di urlare dal male, ma la voce mi muore nella gola, riuscendo a emettere solo un flebile fiato.
    Chiudo gli occhi e crollo a terra.

    Mi aspetto di cadere sul pavimento con un tonfo, invece non sento nulla, nessun rumore.
    Apro gli occhi, e vedo il soffitto del baldacchino.



    Mi guardo attorno, incredula.
    Un sogno. E' stato un sogno.
    Ricordo solo Gwen.. e poi il dolore, quello reale, che ora è passato.



    Faccio un respiro profondo, come a fare il punto della situazione.

    Anche questa mattina, come ieri, mi sento piena di energie... forte.
    Non credo nemmeno più che sia una coincidenza.



    Mi volto verso Lawrence... che non c'è. Le lenzuola però non sono fredde, dev'essersi alzato da poco. A giudicare dal rumore di acqua che proviene dal bagno, si sta facendo la doccia. Per un attimo me lo immagino, e non riesco a fare a meno di sorridere come un'idiota.

    Poi il mio sguardo viene catturato dal camino che ho di fronte. Mi sovviene un altro particolare del sogno che non avevo ancora ricordato: Jeanine... sì. Jeanine è morta bruciata proprio lì davanti.

    Che bella scena.

    Noto solo ora che ci sono dei vestiti su una delle poltrone.
    Mi alzo per andare ad esaminarli, ma mi sento un po' più pesante.. impacciata nei movimenti.
    Solo ora vedo che il bambino è cresciuto tantissimo, e che assomiglio molto a un bignè ripieno.
    -Che voglia di bignè alla crema pasticcera-
    Quarto mese? Non sono un'esperta, ma a me non sembra proprio!. Mi sembra molto più avanti!
    Potrei partorire da un momento all'altro? Nel giro di un'ora?



    E probabilmente non andremo nemmeno in ospedale, perché altrimenti come faremmo a spiegare tutto quanto? Spero che sia attrezzato per una cosa del genere! Spero che almeno possa farmi l'epidurale, così almeno non soffrirò come un cane!

    Uno, due, tre, calma.

    Respira regolarmente.

    Non vorrei che il bambino si agitasse e decidesse di nascere ancora prima di quello che dovrebbe.

    Torno a guardare quegli abiti, per tentare di scacciare i pensieri isterici che piano piano si fanno sempre più insistenti.
    Ne prendo uno, decisa a metterlo, quando mi blocco improvvisamente.

    Non posso fare a meno di ripensare a Gwen. Credevo che non fosse importante, credevo di poter superare la cosa, ma i miei sogni mi dicono il contrario.
    Devo sapere che fine ha fatto. Ho bisogno di sapere come è morta. Ho bisogno di sapere se è morta.
    Ne voglio le prove.
    Questi vestiti... sono tutti apposta per donne incinte. Mi chiedo... appartenevano a lei? Era incinta? Altrimenti perché dovrebbe tenere abiti del genere in casa?
    Alcune delle sue avventure notturne erano già incinte? Dubito.

    Ha scoperto tutto ieri sera, e da allora siamo quasi sempre stati insieme. L'unico momento è stato quando ha accompagnato Xiu al bagno, ma è durato veramente un momento, e in più c'era lei.
    Per il resto, non ha mai chiamato né ordinato a nessuno dei domestici di andare a comprare questi vestiti (come per il salmone o quelle siringhe, tra l'altro), e questa mattina, in quel poco tempo che è passato tra quando si è alzato lui, e quando mi sono svegliata io, è praticamente impossibile che sia riuscito a mandare qualcuno a fare shopping e che questi sia già tornato.

    Faccio un grosso sospiro.

    Sono stanca di pensare a complotti e inganni. Ogni volta parto con buoni propositi, ma poi i miei pensieri vengono subito dirottati dalla paranoia.
    Ci penso ancora un po' su, per tentare di controllarmi, ma in realtà ho già ceduto al mio carattere.
    Mi dirigo verso il suo comodino con in mano il vestito scelto: se dovessi essere sorpresa, potrei usarlo come scusa.
    Un pensiero però mi fa cambiare direzione all'ultimo momento, e la mia mano, invece che aprire il cassetto, va ad alzare il materasso.



    Sì, perché se io avessi qualcosa da nascondere, la metterei lì, piuttosto che in un cassetto alla portata di tutti.






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  10. #40
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Intermezzo

    Lynette
    . I sogni son desideri.... Quanto ti ha disturbato la presenza di Jeanine che osservava con sguardo lussurioso Lawrence? Abbastanza da desiderare la sua morte. E chissà che non si avveri.
    Anche Gwen viene a farti visita. Ti appare adirata. Lei però è riuscita a farsi sposare dal bello, ricco e potente. E tu? Sei solo la sua incubatrice?
    Quando ti alzi dal letto, non ti senti più aggraziata come ieri. I tuoi movimenti sono pesanti. Il tuo portamento femminile sembra essere svanito per un po'.
    Scegli un'abito tra quelli che trovi sulla poltrona, per poi dirigerti verso il comodino dalla parte di tuo marito.
    Sotto il materasso. Quale nascondiglio migliore?
    Lo alzi leggermente e senza fatica. Vedi quella che sembra essere una busta da lettera. Cosa contiene? Cosa c'è scritto?
    Senti lo scrosciare dell'acqua della doccia... ma...
    «Hai perso qualcosa?» La voce di Talbot ti fa venire i brividi.
    Ti guarda, mentre è appoggiato allo stipite della porta. Nudo e ancora bagnato.



    Continua a guardarti, aspettando risposta, mentre si avvolge l'asciugamano attorno alla vita...
    Urge una scusa credibile...

    Turnazione
    Lynette Crow

 

 
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