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Risultati da 41 a 50 di 61
  1. #41
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    «Hai perso qualcosa?»



    Ohpporcapu****a lui è qui!
    Perché lui è qui?! Sento ancora l'acqua andare e lui è qui!

    E' una trappola! Mi ha teso una trappola! Lui sapeva! Ohpporca lui sapeva!

    Mollo il materasso di colpo, tanto che sento un leggero tonfo nell'istante in cui tocca la struttura del letto.
    Fatico a mantenere l'equilibrio, quasi casco per terra.

    Alzo lo sguardo per localizzarlo, per capire se ha capito.



    Nudo.
    Brombo.*



    Grondante.

    Non aiuta.
    Per niente.

    Non fare la statua, pensa al sogno, a Jeanine che muore.



    Come ne esco? Non posso certo svenire di nuovo, anche se per lo spavento ci starebbe pure!
    Come faceva a sapere?! Aveva intenzione di venire qui lo stesso, a controllare?

    O c'era qualcun altro sotto la doccia con lui?!
    Ok, non siamo ridicoli.

    Mi serve una scusa, e mi serve in fretta.
    Ho visto una busta sotto al materasso, non c'è nulla al mondo che vorrei più di prenderla e guardare cos'è. Ma non posso, altrimenti lui mi vedrebbe.



    Però non posso nemmeno lasciarla qui: se anche riuscissi a farla franca questa volta, lui poi la sposterebbe di certo.
    Devo trovare un altro modo.

    Cavolo cavolo cavolo!

    Abbasso lo sguardo, con l'espressione di chi è stato colto sul fatto e se ne vergogna da morire.
    Mi cade l'occhio su una possibile via d'uscita, una possibile idea.
    Ormai la frittata è fatta, se dobbiamo mentire, tanto vale farlo alla grande.

    Mi sfilo l'anello e lo metto tra le lenzuola senza farmi vedere.
    Poi, con lo sguardo da cucciolo indifeso e colpevole, mi alzo e faccio qualche passo verso di lui, ma non troppo.



    "Io... posso spiegare" Potrei dirgli la verità... facendola passare per bugia che camuffa la verità... che sarebbe una bugia.
    Se non puoi convincerli, confondili, no?
    Anzi no, ancora meglio.
    "Non è come sembra...." evito il contatto visivo diretto, tentando di nascondere la mano con l'anello mancante ".... io stavo.. stavo rifacendo il letto.." dico con tono falso e voce leggermente tremante: abbastanza perché capisca che mento, ma non troppo palese. Deve pensare che io stia provando a fingere, ma non ci riesca.
    "... così... non ci sarà bisogno di far venire qui Jeanine: non mi piace come ti guarda."

    L'ho detto davvero?



    Rimango un attimo perplessa, come se io stessa non credessi alle mie parole.
    Infatti non ci credo.
    Non ci credo di averlo detto ad alta voce, e in più a lui.
    Che sia maledetta, lei e quella sua chioma rossa del cavolo.

    Ormai è fatta. Prendo nota della mia stupidità, e spero che se la beva.
    Una bugia che ne copre un'altra... chi andrebbe poi a pensare a una terza bugia?
    Uno che non si fida, potrebbe essere la risposta.

    Forse però sarebbe meglio vuotare il sacco... o almeno quello finto. Non si sa mai, potrebbe non prenderla bene e potrei non avere più occasione di farlo.

    I bugiardi non sono sinceri, no?

    "Io non.." dico tirando un sospiro di sconfitta. Mi lascio cadere sul letto, seduta, senza buttarmi troppo di peso, per evitare che l'anello voli in aria.



    "Non ci riesco a mentirti... io.." mi chiedo ancora perché non abbia fatto l'attrice "... ti prego non ti arrabbiare... io ho..." Ecco la confessione. Mi porto le mani sul viso, coprendolo, mettendo, tra l'altro, in bella mostra ciò che manca "perso l'anello."



    "Deve... deve essersi sfilato mentre mi alzavo, mi si era impigliato nei capelli..." mi giro a guardare freneticamente il letto. "Ti giuro l'ho cercato dappertutto!" lo guardo negli occhi, per convincerlo, per poi tornare a fissare il pavimento, come se non riuscissi a reggere lo sguardo per la vergogna.
    "Spero...." davvero, altrimenti voglio perderlo sul serio "... spero che non appartenesse a.. Gwen... altrimenti io... non me lo perdonerei mai..." sono preoccupata, sinceramente, anche se non per quello. Il mio tono risulta così sincero, che pure io ci crederei. Spero che ci creda pure lui.



    "Ora che lo sai... mi daresti una mano? Credo di.. di aver visto qualcosa lì, sotto al materasso... mi aiuteresti ad alzarlo?"
    Faccio qualche passo verso di lui, tenendo sotto controllo i suoi occhi e le sue reazioni...



    *Brombo= bagnato, fradicio xD


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  2. #42
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lawrence Talbot

    A quanto pare non mi aspettava. Il materasso fa un leggero tonfo quando lo lascia andare. Da quando è così forte?
    Donne.
    Ieri sera si lamentava. Anche adesso.
    Sarà per la gravidanza.
    Blatera qualcosa riguardo Jeanine e all'anello. Tutto qui?
    Mi viene da sorridere. «Non ho capito se il problema è Jeanine o l'anello» Non credevo avesse visto la domestica. Che sia gelosa? Comprensibile. Forse non è il caso di raccontarle del piccolo "regalino" notturno che Jeanine mi ha fatto qualche settimana fa...
    «Comunque avrai un anello nuovo quando sarai veramente mia moglie» Non me la lascio sfuggire di certo. «Ho lasciato scorrere l'acqua calda, nel caso volessi farti una doccia. E cerca di non metterci troppo. Mia sorella è passata a trovarci.»
    Mi tolgo l'asciugamano, lo poggio sul letto, e sfilo davanti a Lynette, dirigendomi nella cabina armadio per vestirmi.





    Situazione Gruppo 2
    La tua situazione comincia QUI.

    28 maggio 2014
    ore: 07:00


    Anthony.
    A svegliarti è un lieve massaggio alle parti basse.

    Il tocco è delicato e piacevole, anche se senti lo sfregare dei pantaloni. Ti svegli del tutto e ti accorgi che, forse, qualcuno si è già svegliato prima di te. Sto parlando del tuo "amichetto olandese", per intenderci. Apri gli occhi. Lei è davanti a te.
    Non ti eri accorto che fosse così bella? Ovviamente il massaggio è un suo "pensierino" nei tuoi confronti.
    «Buongiorno bell'addormentato» ti sorride. «Vista la cortesia che mi hai fatto salvandomi, ho pensato di ricambiare il favore. Sei al sicuro, a casa di mio fratello. Benvenuto a Talbot Hall.»



    Gruppo uno Gruppo due
    Lynette Crow Anthony Rocca

  3. #43
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Mi gira la testa, mi sento svuotato e le gambe non mi reggono più.
    L'ultima volta che mi sono sentito così è stato alla festa di laurea di Tom. Dio, quanto avevamo bevuto! Ho vomitato anche l'anima sulle scarpe di Molly Hopkins. Credo sia stato il il momento più imbarazzante di tutta la mia vita. E' stato un miracolo essere tornato a casa vivo quella sera, anzi, non ricordo nemmeno come ci sono arrivato!
    La sensazione è esattamente la stessa, tranne che per il pungente odore di miele che mi solletica le narici. Gas narcotizzante, penso. In una frazione di secondo crollo a terra come un sacco di patate vuoto, non ho nemmeno il tempo di rendermi conto di come sta Christine.

    Black out totale.

    Non so quanto tempo sia passato, ma finalmente sento il mio corpo risvegliarsi. Ho ancora gli occhi chiusi e sento il mondo girarmi intorno, confusamente. Ho la nausea.
    Non ero in quell'appartamento con Christine? Cosa sta succedendo? Il cielo ... sono rimasto sul tetto? No, non è possibile, sono sicuro di essere sceso al quinto piano con lei. Lei che mi ha afferrato il braccio e mi ha trascinato quasi di peso, solo, non riesco a ricordare perchè era così ansiosa di scappare via da lassù ...
    Mi sento cullare, sarebbe una sensazione piacevole se non fossi completamente intorpidito e semi-incosciente. Colpa del gas. Forse qualcuno mi sta trasportando. Christine? Oh santo cielo no, e chi è wonder woman? C'era qualcun altro in quell'appartamento con noi? O forse Mariko e Julie sono riuscite a chiamare rinforzi?
    Certo, sono state loro e adesso mi stanno riportando a casa, nel mio letto. Mi farò una bella dormita e mi dimenticherò di quella strana riunione di condominio ...
    «Caricatelo in macchina. In fretta.»C...Christine?!? Con chi stai parlando? vorrei chiederle, ma non riesco a muovere i muscoli del viso. Ma io voglio vedere, ho bisogno di vedere. Devo sforzarmi. Riesco ad aprire gli occhi e ... «Riposa ancora un po'. Ti sveglio quando siamo al sicuro.»
    Non faccio in tempo a capire quello che mi sta dicendo che mi sembra di scivolare nuovamente nel buio.

    ...
    ...
    ...

    Mhmh
    Ancora cinque minuti ... non voglio svegliarmi ...
    E' così bello stare qui, sentire i muscoli rilassati, nessuna pressione, nè tensione: solo il caldo e morbido abbraccio delle coperte. Mi sento come quando, da ragazzino, a gennaio, aspettavo la neve soffice e bianca per raggomitolarmi al calduccio nel mio letto, sperando che ne scendesse giù così tanta da saltare l'odiatissima scuola.

    Mhmh

    Che piacevole sensazione ...

    Che.cavolo.succede.
    Il corpo è ancora privo di forze, ma qualcosa si muove dentro i miei pantaloni: ho tutti i sensi in fibrillazione, il battito accelerato e sto quasi per smettere di respirare. Il turgore si fa più intenso e deciso quando mi accorgo che sono delle carezze voluttuose a provocarmi tutto questo.
    Lentamente riacquisto quasi tutte le mie facoltà e apro gli occhi. Non ho assolutamente idea di dove mi trovo, sento solo uno strano ma lieve torpore e un forte bruciore alla gola. Il gas, allora non ho sognato. Non sto sognando nemmeno adesso che ho aperto gli occhi e sto guardando quel viso perfetto, quelle labbra carnose, quegli occhi grandi e luminosi e soprattutto i suoi capelli: dorati, soffici, profumati ...
    Sono inebriato, è come se fossi sotto un incantesimo: non riesco a scuotermi da quest'atmosfera quasi fatata, non voglio, e mi lascio pervadere da queste emozioni.

    «Buongiorno bell'addormentato. Vista la cortesia che mi hai fatto salvandomi, ho pensato di ricambiare il favore. Sei al sicuro, a casa di mio fratello. Benvenuto a Talbot Hall.»

    Le sorrido di rimando, con espressione ebete, è il meglio che posso fare in questo momento. Benvenuto a Talbot Hall, ripenso senza trovare nessun senso a quelle parole, sono in Paradiso e tu ...
    "Sei il mio angelo", le sussurro con la voce un pò roca. Non so se mi abbia sentito, non m'importa, quello che conta e che tutto questo non finisca, non troppo presto almeno.
    Mi sento ancora un pò inebriato, quasi come dopo una forte sbornia, come quella sera da Tom. Sollevo il busto di qualche centimetro, facendo forza sulle braccia, sento i bicipiti gonfiarsi e bruciare.
    Con la mano le scosto una ciocca di capelli, lasciando affondare le dita e facendole scivolare tra i fili dorati.
    "E tu? Tu stai bene?"
    Parlami, parlami ancora. Non lasciar chiudere le porte del Paradiso.
    Non ancora.


  4. #44
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Lynette Crow



    «Non ho capito se il problema è Jeanine o l'anello»



    Ok forse non mi ha ascoltato, o forse non ci ha capito niente.
    O forse sta fingendo pure lui.
    No, la mia interpretazione era ottima.
    Tiro un sospiro di sollievo mentale.

    Sì... decisamente non mi ha ascoltato. Non ha detto niente in proposito a quello che c'è sotto il materasso... o forse vuole far cadere il discorso.



    Sta facendo il finto tonto? Questo vuol dire che è qualcosa di importante... Ma certo che è importante! Abbastanza da nasconderla sotto il materasso!
    Devo trovare il modo di prendere quella busta, e vedere cosa c'è dentro!

    «Comunque avrai un anello nuovo quando sarai veramente mia moglie» Avrò un cosa quando cosa?
    COSA?



    Sì, è ovvio! Lo fa per confondermi! Ha capito tutto e vuole solo distrarmi, è certo!
    Beh, ci sta riuscendo...
    Moglie... oddio.... MOGLIE? L'ha detto, l'ha davvero detto?
    L'ha detto...
    L'ha detto.

    ...

    L'ha detto!



    L'ha deciso!
    E non l'ha chiesto!
    E se io non fossi d'accordo? E se io non volessi? L'ha dato per scontato!

    «Ho lasciato scorrere l'acqua calda, nel caso volessi farti una doccia. E cerca di non metterci troppo. Mia sorella è passata a trovarci.»
    Quindi è per questo che ha lasciato l'acqua aperta?...
    No.
    E' decisamente un piano per distrarmi! Guarda! Ora mi indica pure di andare in bagno!
    E si toglie pure l'asciugamano... di nuovo! E mi passa davanti nudo come se niente fosse, andando nella stanza armadio...



    Stanza armadio?
    ...
    Stanza armadio!

    Non ci penso due volte, e con un balzo felino (per quanto un bignè ripieno possa compiere un balzo felino...) mi dirigo nuovamente verso il letto, sollevando il materasso -cosa che mi sembra di nuovo stranamente molto facile- e arraffando la busta senza farmi vedere, come un ladro.



    Prendo il vestito che avevo scelto e lo uso per nascondere il bottino, in modo da poter passare avanti a Lawrence come se niente fosse, con un'aria totalmente innocente e sincera.

    Detto-fatto, mi dirigo verso il bagno passandogli vicino.
    Mi chiudo la porta alle spalle, apponggiandomici poi sopra e lasciando cadere tutto per terra.
    Faccio un sospiro, quello che non ho potuto fare veramente prima.
    L'ho scampata anche questa volta.
    Sempre che la mia parte paranoica non abbia ragione...

    Ci manca anche la sorella ora. Vuole già farmi conoscere tutta la famiglia?
    E poi questa sorella.... cosa sa? Lei almeno lo sa che la sua vera moglie è morta, o dobbiamo fingere pure con lei?
    Lei lo sa quello che lui si è fatto? Sarà anche lei come lui? Anche lei perde il controllo e fa una strage (con la differenza che lei non ha alcun motivo per non volermi fare del male)?

    Ok, è il caso di calmarsi.
    Sì.
    Manteniamo un clima disteso e rilassato.
    Sì, sarò tranquilla e normale: nessuna paranoia, nessuna scusa assurda, nessuna farsa, niente.

    Come una moglie perfetta.



    Moglie. Al solo pensiero mi vengono i brividi...
    Però... più ci penso, e più mi si forma nella mente un'immagine: io e lui a letto, abbracciati. La luce del sole, la serenità.... la domestica.
    Sembra quasi un ricordo... invece dev'essere sempre parte di quel sogno strambo. Perché poi vada a sognare certe cose, è un mistero!

    ...

    Ok forse proprio un mistero non è, cioè.. sì insomma... non posso negare che... in qualche modo lui...
    Lui ha un certo... potere su di me....
    Ecco, lo sapevo! Un'altra prova a favore dei suoi possibili poteri mentali! Non c'è altra spiegazione! Non c'è, non esiste!

    E' così assurdo, eppure non riesco a togliermi dalla testa quella sensazione, quella scena.
    Mi fa vedere le cose sotto un'altra luce, mi fa quasi pensare che forse sposarsi potrebbe essere la cosa più... giusta, più logica, più conveniente. Più normale.

    Ok questa è la prova definitiva.
    Ho pure dubbi su un matrimonio! Io! Io che desidero la libertà, sto pure pensando di sposarmi!
    E' il colmo.
    Quando esco da qui mi sente!

    Ora, dove diavolo ho messo quella dannata busta? Spero solo che non sia una stupida bolletta della luce..



    Recupero il mio bottino dal pavimento: guarderò di che si tratta, e poi andrò a farmi quella doccia.
    Sono proprio curiosa di conoscere questa sorella...



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  5. #45
    L'avatar di Daniela Alberghini
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    Intermezzo
    Gruppo Uno


    Lynette. Con una grande forza di volontà non ti lasci distrarre troppo dagli ondeggianti pettorali di Lawrence.
    Recuperi la busta da lettera misteriosa e l'abito che hai scelto, "avvolgendocelo" attorno.
    Entri nel bagno. Solo lo scrosciare dell'acqua ti tiene compagnia.
    Apri la busta.... C'è un biglietto, con un numero di telefono. Firmato "J.". Sai benissimo chi è.


    «Lynette?» Ti chiama, mentre lo senti bussare alla porta del bagno. «Ho trovato l'anello. Lo lascio sul cassettone» Senti il tintinnio tipico del piccolo cerchio d'oro.
    «Ti serve aiuto?»



    Lawrence non ne sa niente di quella lettera. La domestica pensava che lui si sarebbe rifatto il letto? Non lo conosce bene come lo conosci tu.
    Sarà il caso di parlargliene? Ormai è preparato alle tue lamentele dopotutto...
    Senti dolore al ventre. Ha scalciato. Ti sbottoni la camicia e ti guardi. È la sagoma di una manina quella...?




    Christine Daaè


    Ma che sto facendo? Non sei più una ragazzina Christine! I colpi di fulmine non fanno per te!
    Però mi ha salvato la vita... Ed è così affascinante.
    «Sei il mio angelo» La sua voce interrompe i miei pensieri. Che bella voce...
    È da quando è morto mio marito che non vado con un uomo!
    «E tu? Tu stai bene?»
    Mi scosta una ciocca di capelli...
    «Potremmo stare meglio entrambi...» Faccio per sbottonarmi la vestaglia. «E con tutto quello che sta succedendo potrebbe essere l'ultima volta che ci... divertiamo»


    Intermezzo
    Gruppo Due

    Anthony. Sei a Talbot Hall, dice che è la casa del fratello. Quindi il suo cognome è Talbot. Daaè è il cognome da sposata? È sposata?
    Sarà il caso di non preoccuparsi...
    Sei un galantuomo, aiuti a spogliare la signora, o no?



    Turnazione stabilita

    Gruppo Uno Gruppo Due
    Lynette Crow
    Anthony Rocca

  6. #46
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Lynette Crow



    Apro la busta più velocemente di quello che intendevo, e vi trovo un biglietto all'interno.
    Un numero di telefono e una J come firma.

    Questo. E'. Troppo.



    Quella. Deve. Sparire.
    Evaporare.
    Dissolversi.
    Morire.

    Non deve restar alcuna traccia.

    Non so cosa mi stia succedendo, ma tiro fuori il mio coltello da difesa.
    Mi dirigo alla porta, con l'intenzione di... forse far avverare il sogno che ho fatto?
    Se l'avessi qua, davanti a me, non so cosa le farei. Probabilmente le taglierei la gola.

    Stringendo saldamente quell'arma vado ad aprire la porta, quando un riflesso chiaro... troppo chiaro mi distrae.
    I miei occhi... specchiati nella lama del coltello.... no, quelli non sono i miei occhi.
    Sono.. bianchi. Come i suoi.
    Dallo spavento mollo la presa improvvisamente, e sento il coltello cadere a terra.

    Corro allo specchio, incredula e terrorizzata.



    Tutto normale. Sono di nuovo io, sono sempre io.

    Me lo sarò immaginato, sì, dev'essere così. Sfido chiunque a non avere un po' di paranoie, dopo tutto quel che sta accadendo.

    Rimango lì, immobile, come in contemplazione dei miei stessi occhi.

    «Lynette? Ho trovato l'anello. Lo lascio sul cassettone. Ti serve aiuto?» La sua voce mi risveglia.
    "No... grazie."

    Ma che diavolo stavo facendo? Avevo intenzione di uscire da questa stanza e poi fare cosa? Ucciderla? E come poi? Pensavo che lui mi avrebbe tranquillamente lasciato fare? Senza contare che non so nemmeno dove si trovi, e questa casa è enorme!



    Sto diventando matta, e per cosa poi? Per un numero di telefono! Per una stupida cameriera! Per una stupida donna che probabilmente per lui non è nessuno!

    Sento un dolore alla pancia, il bambino sta scalciando. Probabilmente pure lui si è preoccupato. Sembra che, ogni volta, reagisca esattamente come reagisco io.
    Mi sbottono la camicia, e lo osservo, nel tentativo di calmarlo. O forse di calmare me?
    Ho di nuovo le allucinazioni, perché vedo la sagoma di una manina. La tocco, giusto per dimostrare a me stessa che ho ragione.
    Ma è... è vera.
    Mi fa una tenerezza.... e al tempo stesso una grande paura.



    Ma che!?

    Sangue.
    C'è del sangue sulla camicia.
    Descrivere l'attacco di panico che mi sta venendo è impossibile.
    Mi tolgo la camicia frettolosamente, e la lancio dall'altra parte della stanza, girandomi dalla parte opposta.



    Cosa mi sta succedendo?
    Guardo le mie mani. Sono insanguinate.
    Me lo sto immaginando? E' uno stupido senso di colpa per quello che volevo fare pochi minuti fa?
    Corro nella doccia. Fortunatamente l'acqua è ancora aperta, dandomi così la possibilità istantanea di lavare via quel rosso.
    Cerco la ferita che ha provocato tutto questo, ma non la vedo. Non vedo niente!

    Sento gli occhi scoppiare, e le lacrime uscire. Vorrei solo lasciarmi cadere per terra e rimanere così all'infinito.
    Ma non posso, devo pensare alla situazione, a mio figlio, che potrebbe nascere da un momento all'altro.

    Chissà se anche lui ha paura, come ce l'ho io.

    Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo.
    Mi calmo un po', aiutata dall'acqua calda sulla mia pelle, e dal vapore tutt'intorno.
    Ci deve essere una spiegazione logica.



    Ripenso a cosa ho fatto pochi minuti prima.
    Il coltello.
    Devo essermi tagliata quando l'ho preso in mano in fretta e furia. E, si sa, quando ti tagli un polpastrello esce un sacco di sangue, rispetto a quello che dovrebbe..

    Mi controllo scrupolosamente le dita, e infatti trovo un taglietto sull'anulare sinistro.

    Ok, il mondo sembra essere tornato normale.
    Tutto ha un senso ora.

    Abbasso lo sguardo, guardandomi la pancia.
    Ed ecco che tutti i pensieri riguardo a questo bambino tornano alla carica.
    Mostrerà la parte umana? Mostrerà solo quella mostruosa? Entrambe?
    E io? Sarà un parto normale? Sarò... viva per vedere mio figlio, qualunque cosa sia?
    Lawrence non sembra preoccupato a riguardo, anzi sembra piuttosto sicuro di avere la situazione sotto controllo. Ma è la verità, o a fingere è ancora più bravo di me?
    Non voglio credere che sia la seconda ipotesi... dopotutto non è nemmeno capace di non sorridere quando entra quella domestica.

    Lei.
    Perché, gira e rigira, lei è sempre lì, in mezzo?

    Esco dalla doccia: più sto lì sotto, più alimento le mie paranoie.



    Mi asciugo e mi vesto, recuperando pure il coltello da terra, quando quel bigliettino cade nuovamente sul pavimento.
    Alla sola vista di quell'innocuo pezzo di carta, sento ogni fibra del mio corpo fremere: anni e anni di emozioni represse... ora stanno per emergere, tutte assieme.

    Non riesco a fare niente per evitarlo.

    Non voglio fare niente per evitarlo.

    Non mi interessa se è solo una domestica.
    Non mi interessa se sono incinta.
    Non mi interessa se... davvero i miei occhi diventano bianchi.


    -Non si deve più permettere di farsi vedere in giro.-

    Sto esplodendo: tutto, intorno a me, mi dà fastidio, alimentando la mia rabbia e il mio odio.
    Perfino gli uccelli fuori, che hanno cominciato a cantare quell'insistente e ripetitiva melodia in questo esatto momento, mi danno sui nervi.



    -Non si deve più permettere di guardarlo in quel modo.-

    Un odore metallico mi penetra nel naso. Sangue. Il mio sangue, quello sulla camicia che ho lanciato via. E' colpa sua se mi sono tagliata.
    Voglio sentire il suo di sangue.

    -Non si deve più permettere di respirare.-




    Senza pensarci apro la porta. Mi ritrovo davanti lui, che mi guarda... in modo strano.
    Per un attimo sono sorpresa.
    Strano.
    Gli uccelli smettono improvvisamente di cantare e non sento più quell'odore di sangue.



    Per un attimo mi sembra che tutta la mia follia omicida sia scomparsa.
    Più lo guardo, però, più mi torna in mente lei. Il suo ancheggiare, il suo sguardo malizioso, le sue guance arrossite, quel biglietto.

    La furia prende di nuovo il controllo, ed ecco che sento di nuovo tutto come prima. Afferro l'anello che ha appoggiato sul cassettone, e riprendo la mia "missione".

    "Lyn? Dove vai?" sento la sua voce nelle mie orecchie, quando invece è qualche metro dietro di me.



    Lo ignoro, procedendo a passo spedito verso la camera, e quindi il corridoio.
    Riesco a sentire quel nauseabondo odore dolciastro di Jeanine in giro per la casa. Seguo la scia fino a giungere in lavanderia, seguita da Lawrence come se fosse la mia ombra.

    La vedo, la mia vittima, intenta a tramare chissà che cosa.
    Ancora per poco, mia cara.
    Mi avvicino a lei, inesorabile. Vedere il suo sguardo confuso non fa che aumentare il mio desiderio di vedere il suo corpo giacere per terra senza vita.
    Mi guarda senza capire cosa stia succedendo. Certo, era troppo impegnata a guardare lui, per accorgersi della mia esistenza.
    Sta guardando lui anche adesso, forse nel disperato tentativo di riceve un aiuto.



    Un aiuto che, a quanto pare, non avrà.

    E' come un topo in trappola, non può fuggire, non può fare nulla se non indietreggiare terrorizzata.
    La afferro per il collo e la tiro indietro.
    Sento che tenta di urlare, ma non riesce perché il mio movimento è stato troppo violento, talmente da toglierle il fiato.



    La butto per terra tenendole stretto il collo. Continuo a stringere.
    Stringo finché non vedo i suoi occhi spegnersi.
    Finché non oppone più resistenza.



    Finché, finalmente, non lo guarda più.

    "...Ti sta trasmettendo gli effetti del siero..."
    La sua voce mi fa nuovamente tornare in me.

    Quindi sono questi gli effetti di quel siero?
    Quindi è questo quello che lui ha provato ieri...

    Mi alzo, prendo l'anello, lo metto, e lo raggiungo.



    "Andiamo a trovare tua sorella."

    Ultima modifica di Akuiyumi; 22nd February 2014 alle 11:53


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  7. #47
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    Re: [Quest GdR] Sims Afterlife - Talbot Hall

    ANTHONY ROCCA

    Deglutisco a fatica, ho la bocca secca e la gola in fiamme: deve essere un effetto del gas. Anche questa strana sensazione in tutto il corpo è un effetto del gas?
    Non credo, deve essere lei. Christine ... il mio è quasi un sospiro.



    «Potremmo stare meglio entrambi... E con tutto quello che sta succedendo potrebbe essere l'ultima volta che ci... divertiamo»

    Non ricordo nemmeno l'ultima volta che ho provato un simile desiderio nei confronti di una donna, al contrario di quello che si potrebbe pensare non sono uno che perde facilmente la testa. In genere sono molto razionale, tendo ad analizzare tutto, ma con lei ... è da quando l'ho conosciuta che continuo a comportarmi come se non fossi più io, facendo sforzi sovrannaturali per mantenere il contegno adatto alla situazione.

    Anche adesso la mia stupida razionalità è al lavoro: Anthony - mi ammonisce - Non hai sentito cosa ha detto? Ti trovi a Talbot Hall, a casa del fratello. Talbot, non Daaè.
    La vocina continua a girarmi nella testa:E' sposata. Sposata. Sposata. Sposata.Sposata

    Scuoto il capo per farla tacere, mentre l'altra parte di me, quella irrazionale, ha già stilato una lista di ipotesi differenti: Forse non hanno lo stesso padre. Forse è divorziata. Forse è un nome d'arte. Forse è vedova. Forse il marito la picchia e tu devi portarla via, salvarla da un uomo che non la merita.

    "Si, deve essere una di queste cose" - mi convinco.

    Mi avvicino ancora un pò, mentre lei si porta una mano sui bottoni della vestaglia. Da qui riesco a sentire il suo profumo, dolce e avvolgente.



    E' ancora l'effetto del gas - grida l'Anthony razionale e per un attimo gli credo, poi mi accorgo che Christine sta parlando, rispondendo alla mia domanda.

    Potremmo stare meglio entrambi... Il resto non lo ascolto, non mi interessa, non lo capisco.

    In un impeto di emozioni contrastanti le afferro dolcemente il viso tra le mani. Un brivido mi scorre istantaneamente lungo la schiena per poi disperdersi tra le lenzuola. Voglio baciarla.




    L'Anthony razionale sta dicendo qualcosa, ma la sua voce è ormai ridotta ad un mero ronzio ... non riesco a capire una parola ed è come se mi fossi liberato da catene invisibili che mi tenevano legato da troppo a lungo. Il desiderio è al culmine, non riesco più a trattenermi e le mie labbra, ora, sono sulle sue, impegnate in una danza sensuale.



    Lascio scivolare le mani lungo il suo collo, la pelle è liscia e vellutata, poi ancora giù, liberandole le spalle dalla stoffa leggera della vestaglia.
    Mi blocco d'un tratto, sono di nuovo io, incrocio il suo sguardo, in cerca di un cenno di approvazione, di complicità. Non farei mai niente che lei non voglia, questo è certo.
    Lei mi guarda di rimando, confusa, leggo nei suoi occhi che anche lei mi vuole, lì e in quell'istante.
    Tutta la mia razionalità va a farsi benedire, mentre le prendo la mano dolcemente e la invito a salire sul letto accanto a me.
    E' la terza volta in poco tempo che finisco ko con questa donna. Mentre spengo del tutto il cervello e mi lascio andare alla passione, sento solo un cinguettio lontano, in angolo remoto della mia testa: E' ancora l'effetto del gas.

    Sotto lo spoiler le immagini dell'"incontro" tra Anthony e Christine VM18



    *13 foto


  8. #48
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    sesta parte



    28 maggio 2014
    ore: 07:30
    Gruppo1


    Lawrence Talbot


    Lawrence osserva di sfuggita il cadavere di Jeanine, con lo sguardo vuoto e incurante di chi è del tutto indifferente al fatto che una persona viva sia appena morta.
    E al fatto che l'abbia appena uccisa tu.
    La guarda come fosse un oggetto, una bambola rotta abbandonata in un angolo… se non fosse stato per le sue discutibili “qualità”, un sedere rotondo ed un petto prosperoso nello specifico, probabilmente non l’avrebbe neanche assunta. E tutto questo - ma guarda un po' - succede nonostante la sua morale gli vieti di far del male alle donne!
    Evidentemente qualche rara eccezione c'è. Questo non ti ricorda proprio niente, Lynette? Qualcosa come quel corpicino orientale… il quale sarà già stato smaltito chissà dove.
    Torna a guardarti, compiaciuto. Non può fare altro che accennarti un sorriso.
    Per ora.

    "Andiamo a trovare tua sorella."


    "Aspetta." Si avvicina a te, poggia le mani sulle sue tue spalle e percorre lentamente tutta la lunghezza delle tue braccia, sfiorandonti con la punta delle dita in una morbida carezza.
    "Così esile, eppure appena cinque secondi fa hai dimostrato una forza fuori dal comune..."



    "La tua pelle è così liscia"

    E' evidente il suo non riuscire a trattenersi, davanti a te. Desiderio, lo vedi chiaro come il sole. Accorcia le distanze ulteriormente.
    "Il tuo profumo... credo non riuscirei più a farne a meno."
    Porta una mano sul tuo grembo, constatando con sguardo ambiguo la tua gravidanza agli ultimi stadi. Attende qualche secondo in silenzio, fermo in quella posizione, come se si aspettasse qualche reazione da parte del bambino e... ecco che quasi casualmente, il piccolo scalcia, proprio in corrispondenza della sua mano. L'espressione del suo volto in questo istante è difficile da descrivere, forse felicità, forse commozione.
    "Nostro figlio sarà forte come te" constata con sicurezza.
    E come lui…




    "Questo siero incrementa le capacità fisiche. La tua forza, l'agilità, la vista... l'olfatto, ma anche quelle cognitive. L'effetto non è uguale su tutti. Sarei così curioso di sapere come agisce su di te..."
    Lynette. Ti senti ancora così sicura al suo fianco?

    Gruppo 2

    Christine Daaè


    Anthony
    , quanta passione! Dopo esservi abbandonati ai dolci piaceri del letto, tu e Christine restate ancora abbracciati sul materasso. E' una bella sensazione avere qualcuno al proprio fianco una volta ogni tanto, vero? E se proprio non ti piace, almeno ti senti rinvigorito: tutta la stanchezza che hai accumulato è svanita nel nulla.
    "Proprio come pensavo... siamo stati bene insieme."

    Si stringe più forte a te, sospirando.



    Qualcosa però non ti quadra: come mai Christine sta bruciando le tappe? Anche se è evidente che vi siete già dati un bel da fare…
    Ma ora che gli ormoni sono stati sedati, i dubbi sul suo cognome tornano a farsi vivi nella tua mente: te la senti davvero di correre il rischio di scoprire se è realmente sposata? Potresti fare a meno di chiedeterlo ed evitare una situazione spiacevole, ma in fondo, lo sai, non sarebbe giusto fare l'amante.

    Turnazione stabilita
    sesta parte

    Gruppo Uno Gruppo Due
    Lynette Crow Anthony Rocca
    Ultima modifica di Akuiyumi; 24th March 2014 alle 11:46

  9. #49
    sim dio L'avatar di Akuiyumi
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    Re: sesta parte

    Lynette Crow



    Non è uguale? Quindi su di lui ha un effetto diverso? E come pensa di poter controllare questa cosa? Come ho pensato io di poterla controllare?
    L'ho uccisa. Ho ucciso una persona.
    Con le mie mani.

    Dovrei sentirmi in colpa, sentirmi le mani sporche di sangue? Dovrei piangere e disperarmi per quello che ho fatto?
    "Ho perso il controllo" dovrei dire, "quel siero mi ha trasformato in un mostro".

    La verità, è che non ho affatto perso il controllo. L'ho lasciato andare appositamente.
    E' stata una mia scelta.
    Non me ne pento. Ne sono addirittura soddisfatta.
    E' normale? Probabilmente no.

    L'unica cosa della quale mi pento, è di non essere stata più attenta... avrei potuto farlo sembrare un incidente, e invece ora mi ritrovo con uno scheletro nell'armadio, con tanto di testimone.

    Un testimone che però ha assistito a tutta la scena e non ha fatto nulla per fermarmi. Avrebbe sicuramente potuto fermarmi, se solo avesse voluto.
    Evidentemente la cosa gli sta bene.

    Però non posso permettermi di perdere la testa. Questa volta sono stata io a volerlo, sì, ma non sono così sicura di potermi trattenere se dovesse ricapitare.
    Devo capire come funziona, almeno per me. Devo capire cosa ha innescato tutto e che effetti provoca.
    Gelosia... sicuramente quella.
    Rabbia.

    "Io.. potevo sentire ogni minimo rumore.." penso ad alta voce.

    Avevo.. una forza innaturale, mi sentivo come se avessi potuto fare qualunque cosa.
    Inoltre potevo sentire tutti gli odori. Ricordo che sentivo l'odore del sangue sulla camicia lanciata dall'altra parte del bagno, l'odore del profumo della domestica.
    Anche la vista era diversa... potenziata. Vedevo le persone strane, colorate. Come se avessi avuto un visore a infrarossi, uno di quelli che usano nei film d'azione che ti permettono di vedere le persone al buio, tracciando il loro calore.

    Un predatore. Quel siero mi ha trasformato in un predatore.
    Più forte, sensi più acuti e sviluppati. Una macchina per uccidere.

    E' assurdo. E' assurdo il fatto che io stia facendo ragionamenti del genere così, come se nulla fosse, come se fosse tutto normale.
    Evidentemente quando ho accettato gli effetti del siero, ho accettato anche tutto il resto.

    "Andiamo." gli dico, indicando il corridoio e le scale più avanti, sorridendo come se nulla fosse successo.
    Chissà che ne penserebbe la sorella, voglio proprio scoprire che tipa è.


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  10. #50
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    Re: sesta parte

    ANTHONY ROCCA
    TALBOT HALL

    Vaniglia. E' di questo che profumano i suoi capelli. Tutto il mio corpo mi dice di restarmene sdraiato qui ancora a lungo, ma qualcosa nella mia testa ... qualcosa mi sussurra che sto facendo un tremendo sbaglio.
    E' successo tutto così in fretta che non ho avuto il tempo di rendermi conto di quello che stavo facendo; è passato tanto tempo dall'ultima volta, troppo tempo dopo Yvonne.
    Cerco di mettermi più comodo, ma non riesco a muovermi molto, Christine mi sta abbracciando tanto da non poter spostare un muscolo. Se non stessi così bene riuscirei a pensare un pò di più, ma questa sensazione di dolcezza mi avvince e non sembra voler allentare la presa.
    La sento sospirare: è un sospiro di benessere anche il suo! So che la situazione è assurda e ho mille domande che mi passano per la testa, quello che è capitato in quel palazzo non è affatto normale e ora che ne sono uscito (in che modo devo ancora scoprirlo!) sono ancora più confuso, ma ... i miei sensi stanno galleggiando in un mare di immensa gioia e non hanno nessuna intenzione di scrollarsela di dosso.

    Mi guardo un pò intorno: la stanza non è molto grande e il letto è ad una piazza sola, per cui dobbiamo stare vicinissimi e fare molta attenzione a non cadere. Talbot Hall ...
    Il cuore comincia a martellarmi forte, mi rendo conto di aver rimosso il fatto che Christine potesse essere sposata. Ora non riesco più a far finta di nulla, questa storia del marito va chiarita e subito; mi spiace se la metterò in imbarazzo, ma devo chiederglielo. Con tutta la dolcezza possibile.
    "Christine" - mi sposto un poco su di lei, per guardarla negli occhi, occhi dolci come non ne ho mai visti, non possono mentire - "E' stato bellissimo con te. Lo rifarei altre cento volte, ma ... c'è qualcosa che vorrei chiederti, qualcosa che mi tormenta. Puoi anche non rispondere se ti va, ma sappi che, in questo caso, tra noi sarà tutto finito."
    La guardo serio, non aspetto neanche una sua risposta: "Talbot hall è casa di tuo fratello, mi hai detto. Come mai il tuo cognome è Daaè? Ti prego non mentirmi, ho bisogno di saperlo: sei ... sposata?"
    Ecco, l'ho detto. Beh, adesso succeda quel che succeda, sono pronto a tutto, ma spero davvero che non sia come ho immaginato!


 

 
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