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  1. #81
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    Citazione Originariamente Scritto da polliciotta Visualizza Messaggio
    Eclissinaaaaaa, ci seeeiiiii?????
    Allora, quando ci fai rivedere lo gnocco? Ehm, volevo dire, quando ci regalerai il nuovo capitolo? qui siamo in trepida attesa!!!
    Chiedo perdono in ginocchio sui ceci XD
    In questi mesi non ho avuto un attimo di respiro ç_ç! Ma entro questo mese credo di riuscire a pubblicare l'aggiornamento XD

  2. #82
    sim §§§
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    molto intrigante.. e fantastica sigla.. è proprio il mio genere..

  3. #83
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    Citazione Originariamente Scritto da cleope Visualizza Messaggio
    molto intrigante.. e fantastica sigla.. è proprio il mio genere..
    :3 Grazie Cleope, mi fa molto piacere ricevere tutti questi apprezzamenti, spero di mantenere le aspettative XD

  4. #84
    sim dio L'avatar di saphira_84
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    Finalmente sono riuscita a leggere questo capitolo...wow che dire? è davvero stupendo
    Ogni tuo diario è una garanzia... le foto sono bellissime e così reali e mi pare di aver visto il figherrimo (?) Ian Somerhalder

    Il locale è davvero bellissimo e mi piace l'idea che ogni personaggio abbia un colore... Non vedo l'ora di conoscere il bonazzo che ha salvato Mrs Violet.
    Attendo il secondo capitolo con ansia
    Ultima modifica di saphira_84; 13th January 2014 alle 22:50

  5. #85
    sim §§§
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    Vero! molto carina l'idea del personaggio abbinato al colore hihihihi. Chissà se questo Insomnia.... diventerà ciò che penso possa diventare (mi sono fatta un film)

  6. #86
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: The Wings of darkness- Sigla- [NEW]

    A step through the darkness
    -capitolo II-

    Si dice che la notte porti consiglio, che la nostra mente sia in grado di elaborare informazioni in maniera più fantasiosa, è che la creatività mista ai ricordi, si fondono in un unico agglomerato chiamato sogno. Impalpabile, eppure così concreto. I sensi si prendono gioco di noi, collaborando tra loro costruendo nel nostro immaginario una realtà illusoria: crediamo di toccare, di odorare, di assaporare, di sentire, di vedere… ricordi che si materializzano in uno spazio indefinibile, apparentemente infinito, ma che in realtà si concentrano unicamente nella nostra testa. A volte lo si desidera, chiudiamo gli occhi con il capo poggiato sul nostro comodo cuscino e cerchiamo di tornare a quelle immagini che ci hanno accompagnato per un tratto del nostro sonno ed anche se alle volte riusciamo a riabbracciare quella realtà, non possiamo imporle il nostro volere, non possiamo assumerne il comando, bisogna solo lasciarsi andare…
    Le emozioni che riusciamo a provare sono vere, i sogni ci donano un senso di benessere psicologico, ma gl’incubi… ci coinvolgono anche fisicamente: il cuore segue un ritmo cadenzato in accelerazione, il respiro lo segue a ruota, il corpo s’irrigidisce, ci si sveglia durante la notte con la fronte imperlata dal sudore, con l’unico desiderio di cancellare ciò che la nostra mente ci ha offerto, si ha quasi il timore di tornare a dormire, per non ricadere in quello stato di agitazione provato pochi istanti prima.



    Quando realizziamo che nulla è vero, che è solo fantasia, che è solo uno scherzo della nostra mente, allora riusciamo ad abbandonarci nuovamente al sonno e sedare quel senso di malessere che ci attanaglia.
    Ciò che Enola aveva vissuto la sera prima, era al pari di un orrendo incubo, l’uomo che l’aveva aggredita con quegl’occhi gelidi, i quali l’avevano già spogliata e violata nella sua mente e nelle fantasie malate, il sorriso su quel volto mentre la teneva bloccata sotto al suo peso, il terrore di non riuscire a difendersi, la consapevolezza di ciò che avrebbe voluto farle. Tutto si ripeteva a ciclo continuo nella sua mente, rannicchiata sotto le coperte, con la porta e le finestre serrate, ma nonostante ciò non si sentiva al sicuro, lui era ancora in circolazione, seppur spaventato, ma quel tipo di uomo non demorde tanto facilmente. Aveva trascorso buona parte della nottata con gli occhi aperti e le orecchie pronte a captare ogni singolo suono proveniente dall’esterno, era tesa ed ancora impaurita, le sembrava di aver vissuto un incubo, uno di quelli che non puoi scacciare semplicemente svegliandoti. Esausta, riuscì ad addormentarsi solo alle prime luci del mattino, rassicurata dalla presenza del sole, che filtrava attraverso la finestra.



    Quando si svegliò erano le tre del pomeriggio, si sentiva intontita, così si sedette al centro del letto, cercando di riacquistare un minimo di lucidità.


    Pensò di avere un aspetto orribile, non aver dormito per tutta la notte le aveva lasciato un senso di spossatezza e la mancanza di voglia di alzarsi da quel letto. Guardò in direzione della finestra, doveva essere una bella giornata, di quelle in cui s’inizia ad avvertire l’arrivo della primavera, con il suo clima mite ed il cielo sgombero da nuvole.


    Avvertì il desiderio di un caffè, doveva cercare di darsi una svegliata in un modo o nell’altro, dato che alle dieci di sera avrebbe dovuto recarsi all’Insomnia, quella volta non toccava a lei l’apertura dello spettacolo, c’era Orange e la sua particolare pole dance, riusciva a compiere delle vere e proprie evoluzioni, essendo in primis una ginnasta. Enola si alzò a fatica e si avvicinò al lavello, era ancora in sovrappensiero quando una voce la fece sobbalzare
    “Sei ancora in pigiama?”



    Samara, il vero nome di White, la stava osservando dalla finestrella che dava sullo spiazzale della parte antistante al caravan “Enola… avevamo appuntamento mezz’ora fa!”
    “Merda, me n’ero dimenticata e comunque sei in ritardo…” cercò di essere spiritosa, nonostante la figuraccia



    “Che c’entra… ora dovremo perdere lo stesso del tempo, mentre ti vesti e ti prepari se ne va almeno un’altra mezz’ora!” entrò nella piccola abitazione, quasi sbattendo i piedi, ma nonostante cercasse di fare la seria, in tutti i suoi gesti c’era sempre un velo di comicità
    “Non me la sento di uscire ora!”
    “Eddai… muoviti, c’è un bel sole fuori, che devi fare rinchiusa in queste quattro mura di… 10 metri quadrati? Ci arriva?”



    “Non ho dormito, sono crollata in mattinata, se non cerco di riposare ancora un pò, questa sera non renderò nulla e per le borse sotto ai miei occhi non basterà un chilo di trucco!”
    “Io dico che una passeggiata ed una cioccolata calda allo Shendi ti faranno sentire meglio in un attimo!” Si sedette comodamente sulla poltroncina, mentre Enola rimase appoggiata al bancone evidentemente intontita.
    “Sam… non insistere!”



    “Oh insisto eccome e tu lo sai che non mollo facilmente, sarei capace di restare qui tutto il giorno a punzecchiarti con uno stuzzicanti, senza darti la possibilità di riposare”
    “Uhh… ti odio quasi quando fai così!”
    “Si, lo so, sono adorabile. Quindi datti una mossa, ti aspetterò paziente qui”
    “E va bene, ma torniamo presto, altrimenti sul palco mi raccolgono col cucchiaino”
    La ragazza c’impiegò meno di quindici minuti a prepararsi, dopo una doccia veloce, cercò di sistemare i capelli, i quali erano diventati simili ad un pagliaio, così decise di legarli, in modo da sembrare più ordinata. Passò solo un velo di cipria, durante il giorno non usava quasi mai del trucco, preferiva essere il più naturale possibile e dar modo alla pelle di respirare, data la quantità spropositata che ne applicava ogni sera per gli spettacoli, li il look acqua e sapone non era decisamente adatto.
    “Ok, sono pronta!”



    “Sei sempre così sportiva, una gonna ogni tanto no?”
    Enola alzò gli occhi al cielo e non rispose al commento “Andiamo!”
    C’era veramente un bel sole, che risplendeva alto quel pomeriggio, il vento freddo dei giorni passati si era placato e non una foglia si smuoveva tra le folte chiome degli alberi. Enola e Samara passeggiavano lungo la strada, in collina non c’era tanto movimento quanto in città, le persone riuscivano a godersi una camminata senza il frastuono dei motori della auto , per di più respirando aria pulita.


    Ultima modifica di Eclisse84; 26th January 2014 alle 21:27

  7. #87
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    Re: The Wings of darkness [NEW]

    “Ho proprio fame”
    “Mh!” Enola emise un semplice verso
    “Cioccolataaaa… cioccolata, cioccolata, cioccolata!”
    “Oh ti prego, non ho neanche pranzato! Mi prenderò un caffè… doppio, anzi triplo!”
    “Contenta tu, l’importante è che tu abbia messo il naso fuori casa, sono riuscita nel mio intento, yeah!”



    “Certo che sei proprio scema!” Questa volta si lasciò scappare una risata, sapeva che la sua amica aveva quegl’atteggiamenti unicamente per farla divertire, probabilmente aveva intuito che qualcosa non andava.
    “Buongiorno” la voce di Samara risuonò per le pareti del piccolo locale
    “Giorno” Enola si accodò con tonalità decisamente più pacate



    “Ohhhh le mie clienti preferite, su su prendete il vostro tavolo!” Marcello, il barista dello Shanti, era un ragazzo vivace e spigliato, aveva fatto amicizia con le due ragazze, le quali spesso e volentieri andavano a trovarlo, oltre che per il suo rinomato cappuccino, anche solo per fare delle semplici chiacchiere.


    “Che vi porto?”
    “Cioccolata calda fondente, con panna ed un po’ di quelle scagliette tanto buone sparse sopra”



    “Uh, segno tutto e tu Enola?”



    “Un caffè nero doppio e senza zucchero!”
    Al tono basso della ragazza il barista guardò Samara storcendo la bocca, come per dire “nervosetta eh?”



    La ragazza alzò il sopracciglio in segno di assenso



    “Hem… vi posso portare un dolce? Qualche biscotto appena sfornato?”
    “Uh… si si voglio la torta alle noci!”
    “No grazie… il caffè andrà benissimo!”
    “Vaaaa bene, torno tra poco!”
    Samara guardò di traverso l’amica “Un orco è più gioviale di te”
    Enola non rispose, si limitò a guardare altrove



    “E’ successo qualcosa?”
    “No”
    Quella risposta arrivò in maniera secca, troppo velocemente e con un tono troppo nervoso per essere credibile
    “Ei… lo sai che puoi dirmelo, sono tua amica, ti voglio bene! Se hai qualcosa che non va, voglio poter essere utile.” Pronunciò queste parole con un fil di voce



    A quelle parole Enola portò il braccio sul tavolo e vi ci poggiò la testa
    “Ei…” Insistette ancora
    “Ieri dopo il turno di lavoro…”
    “Per si è comportato male?”
    “Non mi sono fatta accompagnare da lui, ho preferito andare a piedi”
    Samara intuì che quel qualcosa che inquietava l’amica doveva essere decisamente più grave di ciò che si aspettava
    “Sono passata accanto a quell’antica palazzina che stanno ristrutturando, un’uomo è sbucato dal nulla, all’inizio sembrava solo uno di quegli esagitati che ci vogliono provare a tutti i costi…”

    Ultima modifica di Eclisse84; 26th January 2014 alle 21:33

  8. #88
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    Re: The Wings of darkness [NEW]

    “Ma?” un blocco si formò nella gola dell’amica
    “Mi ha aggredita, mi afferrata per una gamba e dopo avermi atterrata, è salito su di me, voleva…” gli occhi le si fecero lucidi
    “Oddio Enola ti ha fatto del male, dobbiamo andare in ospedale, dalla polizia, dobbiamo…”
    “Non mi ha fatto nulla, qualcuno me lo ha tolto da dosso e lo ha fatto scappare minacciandolo”
    Samara aggrottò la fronte “Chi… chi è stato?”



    “Non lo so, era buio, sono riuscita ad intravedere solo i suoi occhi, brillavano quasi e… mi sono sentita raggelare, nonostante mi avesse appena salvata. Poi mi ha detto di andarmene e sono corsa via”
    “Quindi questo qualcuno ti ha salvata, ma non si è mostrato a te… la cosa è strana…”
    “Mi sono barricata in casa, non ho dormito tutta la notte, avevo il timore che il maniaco mi avesse seguita e che avrebbe cercato un modo per entrare!”
    “Tesoro, mi sento male per te, mi dispiace tantissimo, ma io te lo avevo de…”
    Enola non le fece terminare la frase, sapeva che Samara se ne sarebbe uscita in quel modo ed in un certo senso, non voleva dirglielo appositamente per quello “NON DIRE: TE LO AVEVO DETTO. NON DIRLO!” urlò quasi senza rendersene conto



    “Ok… ok… ma calmati, ci stanno guardando tutti!”



    “Non… non dirlo più! Ok?”
    “Ok… scusami”
    A spezzare la tensione che si era creata, arrivò prontamente Marcello con le ordinazioni delle ragazze “Ecco qui: un bel caffè forte, una cioccolata calda con panna ed una bella fettona di torta ipercalorica”
    “Uuuh grazie”
    “Grazie”



    “Hem… torno di la”
    “Cos’hai intenzione di fare? Spero come minimo una denuncia, un maniaco del genere non può rimanere in circolazione!”


    “Si… è la cosa giusta da fare, ma ti prego… lasciami il tempo di calmarmi, sono ancora agitatissima, ho sempre la sensazione di trovarmelo alle spalle, è un incubo”
    “Ti voglio bene, se questa sera non te la senti di venire a lavoro, parlo io con Green”
    “Preferisco venire, restare a casa e continuare a ripensare a lui, non mi aiuterà di certo, almeno mi concentro su altro”
    Restarono a quel tavolo, continuando a parlare del più e del meno, Samara cercò di far ridere Enola con qualche battuta o aneddoto strambo inventato al momento, ma il dispiacere e la preoccupazione per ciò che era accaduto le aveva stampato un sorriso forzato sul volto, strappandole via tutta la naturalezza che la contraddistingueva, Enola dal canto suo aveva capito perfettamente e cercò a sua volta di sorridere, accantonando per quel che era possibile, le immagini che continuavano a scorrerle nella mente
    Erano ormai le diciassette passate, il sole era sulla via del tramonto, le ragazze decisero che era ora di rincasare, così lasciando il loro posto e le tazze vuote, non una briciola era rimasta della fetta di torta condivisa e si avvicinarono al bancone dove Marcello le osservava in silezio
    “Scusami per la scenata di prima, non era mia intenzione disturbare i clienti”



    “Ho già dimenticato, non è successo nulla” Il ragazzo le fece l’occhiolino “Allora… oggi offro io, basta che venite a trovarmi più spesso!”
    “Sei gentile, ma…”
    “Niente ma, mi fa piacere”
    “Enola, non fare la maleducata, non si dice mai di no se qualcuno ti offre una fetta di torta!” Samara la spintonò con un braccio.
    “In tal caso accet…” un’immagine catturò l’attenzione della ragazza
    “Questa mattina una macabra scoperta da parte dei poliziotti di Bridgeport, ha sconvolto la vita tranquilla degli abitanti delle zone collinari…”
    “Di che stanno parlando?” Marcello alzò leggermente il volume del televisore
    “…è stato rinvenuto un corpo smembrato all’interno del bosco Trequerce, i resti appartengono a Peter Burton, noto avvocato di Bellavista.”



    “E’ lui… è lui…”
    “Lo conoscevi?” Samara la guardò senza capire
    “E’ l’uomo che mi ha aggredita ieri sera, il maniaco è lui…”



    La notizia trasmessa al telegiornale era a dir poco scioccante per Enola, non sapeva come reagire… se essere sollevata dal fatto che l’uomo non fosse più in circolazione o terrorizzata, dato che il bosco si trovava non lontano da casa sua.
    Ancora frastornate le ragazze uscirono dal locale, ripercorrendo la strada di casa con un senso di angoscia persistente, camminare per quelle strade non era decisamente rassicurante, come avevano pensato fino a poche ore prima.
    “Ei… la mia offerta di trasferirti da me è sempre valida”
    “Il bello di vivere in un caravan è che puoi spostarlo…” nonostante avesse cercato di sdrammatizzare, l’espressione che aveva sul viso lasciava chiaramente capire qualche fosse il suo stato d’animo.



    Samara l’abbracciò, nonostante sapesse che l’altra non fosse il genere di amica espansiva, la quale si lasciava andare a manifestazioni di affetto del genere, ma il gesto venne ricambiato con spontaneità e le due ragazze rimasero strette l’una all'altra in silenzio per qualche minuto.

    Ultima modifica di Eclisse84; 27th January 2014 alle 14:11

  9. #89
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    Re: The Wings of darkness- I due mondi

    Rientrata in casa, Enola si chiuse la porta dietro le spalle e contemporaneamente tutte le emozioni che aveva trattenuto fino a quel momento, presero il sopravvento, manifestandosi in un pianto liberatorio.



    Si lasciò cadere sulle proprie gambe, con la schiena a strisciare contro quella superficie legnosa, fino a sedersi sul pavimento, rimase in quella posizione per un po’ di tempo, si sentiva sopraffatta e stanca… aveva bisogno di dormire, chiudere gli occhi e lasciarsi andare, cercare di rilassarsi e recuperare un minimo di lucidità.



    Si trascinò fino al letto, senza svestirsi né togliersi le scarpe, si rannicchiò sulle coperte e cercò di addormentarsi per quelle ore che le rimanevano prima di andare all’Insomnia.


    Ore 00:15
    Lo spettacolo di apertura era terminato, Orange aveva catturato l’attenzione di tutti e li aveva gasati al punto giusto, per una serata che si prospettava entusiasmante, come tutte all’Insomnia d’altra parte. Tutto era sempre calcolato nei minimi dettagli, nulla era fuori controllo così che lo spettacolo procedesse senza intoppi ed il pubblico non si annoiasse mai.



    “Wow non so voi, ma io mi sarei rotto una gamba al primo volteggio!” Mr Green aveva ripreso possesso del palcoscenico, le luci verdi si erano accese annunciando come sempre il suo arrivo “Signori vi vedo belli carichi ed è solo l’inizio, questa sera verrete catapultati nel mondo dei sogni, vi farò da cicerone alla fiera dei balocchi, non indugiate… fatevi trasportare dal ritmo, ballate e lasciate che i sensi guidino i vostri corpi.”



    Una musica di sottofondo si aggiunse alle sue parole
    “Lo sentite?”
    Il ritmo incalzante si fece più forte
    “Uh… e allora, su muovetevi, ballate con me”



    Gli ospiti della serata, con un evidente sorriso sul volto, non si fecero ripetere l’invito una seconda volta
    “Ed ora, ballate cooooon Violeeet”
    Violent entrò trionfante, pronta a coinvolgere il pubblico nella sua esibizione.


    Nonostante tutto quel che le era successo dal giorno precedente, indossati i panni della ragazza in viola, era come se si fosse trasformata in un’altra persona, quella parrucca non era solo un oggetto per costruire il suo personaggio, ma un ponte per collegarla ad un’altra personalità, la quale si era costruita per evadere dalla sua quotidianità, i problemi e tutto ciò che poteva affliggere la realtà di Enola, Violet era libera… senza pensieri, senza limitazioni.



    Forse era proprio la consapevolezza di ciò, che quella sera aveva deciso di lavorare, il pensiero di restarsene a casa a rimuginare ancora sull’accaduto non le era mai passato per la testa, avrebbe annullato i pensieri per pochi minuti, il tempo di calcare la scena, ma sarebbero bastati per staccare la spina almeno per un po’.



    L’esibizione era terminata, In platea il pubblico era come inchiodato alle sedie

    Ultima modifica di Eclisse84; 26th January 2014 alle 21:50

  10. #90
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    Re: The Wings of darkness- I due mondi

    Solo alcuni secondi dal termine della musica, un applauso scrosciante risuonò prepotente per l’enorme sala, Violet lasciò il palco con passo sinuoso ed elegante, ma non era quello il momento della pausa, il suono di una chitarra elettrica accompagnato da una voce femminile attirò l’attenzione di tutti alla loro sinistra.



    “Signori… scommetto che avete voglia di sgranchire un po’ le gambe, che ne dite di raggiungerci? Avanti… io e i miei amici abbiamo proprio voglia di vedervi agitare in pista!” White ed il resto del gruppo iniziarono ad esibirsi al ritmo di un rock coinvolgente, passarono solo alcuni istanti, prima che la pista sottostante al piccolo palchetto si riempisse, non solo la ragazza possedeva una voce potente e al tempo stesso melodica, ma il suo carisma ed i modi di fare la rendevano una showgirl a tutti gli effetti, lei era l’unica voce femminile dell’Insomnia, in grado di catturare l’attenzione di tutti esattamente come Mr Green.



    La serata proseguì come da scalaletta, nessun intoppo né errore, numerose esibizioni si susseguirono, tra musica e balletti, la vita era pulsante all’interno del locale. Violet quella sera aveva il compito di occuparsi di una festa privata, nella piccola sala della gabbia un gruppo di donne stavano festeggiando un addio al nubilato, le aveva lasciate agitarsi come scalmanate tra musica e ballo, così ne approfittò per allontanarsi un momento per cercare White. Quella ragazza era iperattiva come pochi, girò il locale quasi interamente, per poi ritrovarsela esattamente all’ingresso della saletta con lo sguardo fissò in lontananza.



    “Hei… ti sto cercando da dieci minuti”
    “Ero andata a rinfrescarmi, sapevo che eri qui e ti ho raggiunta, ma non vedendoti mi sono gustata lo spettacolino”
    “Mr Brown intendi, la sposa ha insistito per avere lui nella gabbia”
    “Mr Brown hai detto… io lo chiamerei di più Mr Choccolate, m’ispira qualcosa di buono”



    “Si, te lo stai mangiando con gli occhi infatti”
    “Beh scusami miss frigidona, almeno io cerco di godermi le bellezze della natura”
    “Certo… certo, hem ascoltami mi serve un passaggio a casa dopo, sei con l’auto vero?”



    “Si, ovviamente ti accompagno io a casa, pardon nelle quattro mura con ruote, e non me ne vado fino a quando non ti vedo entrare, ti faccio da guardia del corpo”


    “Hai sempre la parolina pronta tu! Finiamo il turno insieme alla chiusura del locale, questa sera ci tocca!”
    “Tesori miei…” Mr Green aveva raggiunto le ragazze “… le mie due perle più belle! Vedo un mucchio di clienti spaesati, che ne dite di aiutarli un po’ mh?” un modo gentile per invitarle a terminare di ciarlare e fare ciò per il quale erano pagate.



    “Green un attimo di respiro!” Violent era visibilmente stanca
    “Avremo una eternità per riposare, su avanti… sorridete e siate ammalianti come sempre!”
    Controvoglia entrambe tornarono alle proprie mansioni, non mancava poi troppo alla chiusura del locale, le luci rosse avrebbero illuminato l’ambiente e tutti gl’invitati se ne sarebbero andati abbandonando controvoglia il locale, solo un paio di ore e quelle sale sarebbero state deserte.

    Continua alla pagina successiva >>>>>
    Ultima modifica di Eclisse84; 26th January 2014 alle 21:59

 

 
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