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  1. #1051
    sim §§ L'avatar di Arty
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Citazione Originariamente Scritto da Foxylla Visualizza Messaggio
    Che bello questo video, che nostalgia mi ha fatto venire !
    Già!! Ha fatto lo stesso effetto anche a me, ora ho il magone !!
    Ma è un magone positivo

    Io non passo spesso di qua, o meglio ci passo ma commento poco e niente... però state attenti che vi tengo sempre sott'occhio e mi sono accorta che non avevo ancora commentato l'ultimo capitolo... anche se tutto quello che c'era da dire è stato pienamente detto dagli altri utenti
    Somma Marmellata, voi siete una geniA

    E dopo aver detto praticamente nulla tolgo il disturbo

    * se ne va saltellando e soffiando bacetti a destra e a sinistra *
    Clemente il Pecoro Dormiente...
    Arty

  2. #1052
    sim dio L'avatar di valuccia85
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Finalmente sono riuscita a recuperare tutto il tuo diario, Maru e sono veramente soddisfatta di ogni singola cosa che ho avuto il piacere di leggere. La storia di Maddie mi è piaciuta moltissimo ed ho adorato il personaggio di Star Sono contenta che la situazione per l'adorabile rossa si sia risolta al meglio, ma al tempo stesso mi mancano le sue avventure. E' un personaggio genuino, buono, intelligente, caparbio e positivo... mi piace molto ^^ Passiamo alla LoD attuale, Cloe. Lei mi affascina moltissimo perché la trovo una simmina molto particolare e misteriosa, che sia o meno in versione vampiresca. ^^ Mi affascina il suo autocontrollo, che sembra stia perdendo a causa dell'affascinante vampiro Liam, ed il suo essere così impenetrabile. Sinceramente la preferivo in versione umana, ma da vampira noto che riesce a mostrare meglio le sue reali emozioni... forse perché ora ne sta vivendo davvero?
    Adoro SID! Ma trovo impossibile non amare quel personaggio perché è troppo divertente e buffo e mi piace tantissimo anche Jennifer. Inutile dire che sono perfetti insieme, ma staremo a vedere *.*
    Mi piacerebbe vedere un pargolo di Cloe e Liam, ma solitamente viaggio molto di fantasia e già sto correndo un po' troppo
    Concludo dicendo che mi spiace tantissimo per il dolore che stanno vivendo i genitori della nostra protagonista... ormai non la vedono da tanto tempo e dev'essere dilaniante. Spero ce li mostrerai presto. Che altro dire, se non che AMO il tuo diario, che tutto è curato nei minimi particolari, che le foto sono stupende e che le pose e le scenografie sono azzeccatissime? Altro? Ah sì: BRAVISSIMA!










  3. #1053
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Per chi lo aspettava ancora....

    Warning! Nel seguente capitolo sono presenti scene di violenza e sesso esplicito. La lettura è a discrezione del lettore.

    Possono votare tutti, anche chi ha sbagliato nelle precedenti votazioni o chi non ha mai votato prima!

    Someone New


    “We started a fire;
    that was never supposed to burn out.
    (…)
    I know you hate me too,
    always say you do”




    <<Sean, spero sia importante!>>
    Dall’altro lato della cornetta, Sean faticava a sottostare al limite di velocità:
    <<Vorrei non lo fosse. Sembra ci sia stata una rivolta nella Caverna di Conciviva, a nord-est della città: hanno chiesto due squadre in più, e una delle due…>>
    <<Siamo noi, ricevuto. Faccio il prima possibile.>> disse la ragazza stropicciandosi gli occhi. Uffa, stava dormendo talmente bene, pensò la ragazza mentre Sean continuava a parlarle:
    <<Avevamo appuntamento con gli acchiappa fantasmi stamattina, sto cercando d’avvisare Vicious che è saltato, ma non mi risponde al cellulare!>>



    <<Oh tranquillo, tanto è qui, te lo passo!>>
    <<Cos- come è li?>>
    <<Ciao Sean!>> fece Sid allegro, mentre Lory si rialzava per vestirsi.



    <<Non ci posso credere…>> biascicò il cacciatore di vampiri innervosito.
    <<Eddai amico, lo sai come vanno queste cose…lo spirito è forte, ma la carne è debole!>>
    <<Sese, “lo spirito”…dovresti preoccuparti allora del fatto che Lory un ragazzo ce l’ha già!>>
    <<E a giudicare che dal panorama che mi ritrovo qui davanti, è un tipo davvero fortunato!>> rise l’acchiappafantasmi.
    Sean grugnì…non gli stava affatto giù quella faccenda! Poi Lory era sua amica, vicino a…”quello” non ce la voleva vedere!
    <<Sid non posso trattenermi al telefono, volevo solo dirti che l’appuntamento di oggi salta. Ci sentiamo in serata e di a Lory di sbrigarsi.>>
    Sid lo salutò e spense la chiamata, tornando a concentrarsi sulle curve di Lory che, ahylui, andavano via via ricoprendosi.



    <<Non rivestirti, dai…>> scherzò Sid con tono lagnoso, mettendo su un broncio piuttosto comico.
    Lei si voltò e rise:
    <<Mi spiace, ma vado talmente di fretta che potrò offrirti al massimo un caffè per colazione. Intanto vestiti, che lo preparo subito.>>
    La ragazza si spostò nell’angolo cucina del suo monolocale per preparare la caffettiera, e a Sid non restò altro che rivestirsi.
    <<Mi sembrava un po’ arrabbiato…>> fece il ragazzo ridacchiando mentre s’abbottonava i jeans, riferendosi a Sean.
    <<Figurati>> rise lei accendendo la macchinetta: <<Tanto poi gli passa. E’ che non gli vanno a genio i tradimenti.>>
    <<Nh.>> Sid la raggiunse in cucina e s’appoggiò al bancone.
    <<Senti Sid, ma è vera quella faccenda di te e Jen alla base?>> chiese Lory ridacchiando



    Anche l’altro rise: <<Chi te l’ha detto?>>
    <<Ami, la mia collega. L’ha sentito dire dalle ragazze in sala mensa. Ma quindi c’è davvero…cos’è, una scommessa?>>
    <<Si, ci stiamo letteralmente giocando il futuro della base!>>
    <<Siete matti…>> sospirò Lory con un sorriso, mentre prendeva le tazze per il caffè da uno scaffale.
    <<Se Sean lo viene a sapere ti uccide, lo sai vero?>> continuò lei trattenendo il riso…Sid i guai li attirava proprio! Gli versò il caffè fumante, mentre lui le rispondeva:
    <<Fa niente, se s’arrabbia al massimo ci faremo due risate in più!>>
    <<Non tirare troppo la corda, Vicious…Sean avrà anche un’altra ragazza adesso, ma Jen rimane pur sempre una persona alla quale vorrà molto bene…se si è arrabbiato per me, non oso immag->>
    <<Lory guarda, sul serio: non me ne frega un cavolo di come potrebbe prenderla. Non può certo avanzare diritti, ed è una faccenda tra me e Jennyfer, che lei ha accettato.>>
    <<Dev’essere dura per te…>> considerò lei sorseggiando la sua bevanda.
    <<Come scusa?>>
    <<Con Jen, dico. E’ una ragazza davvero speciale, resisterle non dev’essere facile.>>



    Sid non rispose, aggrottando le sopracciglia: ma lo stava dando già per perdente?
    Notando il suo sguardo, Lory comprese d’aver fatto forse una piccola gaffe.
    <<Non fraintendermi, tu sei un tipo convincente…molto convincente>> rimarcò abbassando fugacemente lo sguardo: <<Ma dubito che una come lei…>>
    <<”Come lei”? Come? Migliore di me?>> la sfidò lui in tono tra il serio e lo scherzoso.
    Solita vecchia storia! Lui era il pezzo di merda e le ragazze “come Jennyfer” meritavano di meglio.
    <<Non intendevo questo, non fare il bambino!>> ghignò Lory: <<Dicevo solo che per come è fatta lei, non ce la vedo ad intrattenersi con questo genere di rapporti, se non fosse…insomma, a meno che non sia davvero importante!>>
    <<Importante….quanto?>> domandò lui poco convinto.
    La cacciatrice sembrò pensarci un po’ su:
    <<Sai, credo che Jen sia una di quelle rare persone che lo farebbero solo se davvero innamorate…>> fece incerta, ma notando l’altro che sbiancava, tornò sulle sue parole: <<…ma magari esagero! E’ solo la mia idea di lei, tutto qui!>> concluse facendo spallucce.



    Sid fece una smorfia irreverente: stupide cavolate da ragazzine lettrici di romanzi rosa….tutte a nascondersi dietro le loro favole, ma lui sapeva benissimo che era tutta scena! La verità era che le donne volevano semplicemente un uomo che sapesse tenere il pugno fermo, che le domasse senza nessuna imposizione, e poi….altro che principessine con le gote arrossate…lo sapeva lui in che pantere disinibite si trasformavano!
    Lory nel frettempo aveva riposto le tazze nel lavello e raccolse velocemente le cose da portarsi dietro:
    <<La prossima volta però organizziamoci meglio. Se devo dire una balla al mio ragazzo, quanto meno vorrei farlo con un minimo di preavviso!>>
    Sid si drizzò sulla schiena: “la prossima volta”? Oh-oh, che aveva capito?
    Le si avvicinò mentre lei era ancora di spalle, poggiandole una mano sotto il mento per farla voltare. La avvicinò al proprio viso e le diede un lungo, lento bacio.



    Dapprima sorpresa, la ragazza vi si abbandonò approfittando di ogni piccolo secondo: aveva capito.
    Quando infatti le loro labbra si separarono, Lory gli sorrise:
    <<Ok, è stato divertente.>>
    Il ragazzo le diede un altro bacio sulla fronte, grato che avesse compreso, poi mise una volta per tutte la parola “fine” a quella piccola avventura:
    <<Andiamo, ti do un passaggio io>>

    Mentre il sole s’innalzava piano sulla metropoli, i ragazzi viaggiavano sulla Jamboree verso la zona industriale.
    <<Esattamente, cos’è successo in questa caverna?>> urlò Sid, che tra il casco e il vento forte, non poteva comunicare normalmente.



    <<C’è una rivolta interna di vampiri, andiamo a calmare la situazione.>>
    <<Ce ne sono molti?>> chiese lui, pensando se magari tra loro si potesse trovare anche Cloe.
    <<Non è la quantità il problema, ma l’indole. I Coscienziosi sono imprevedibili.>>
    <<Ah, si tratta di quel genere li? Esattamente che differenza c’è con un vampiro normale?>>
    <<Vampiri con una coscienza…non c’è molto da spiegare. Non si sono mai liberati dell’anima, oppure quest’ultima è tornata in seguito a degli avvenimenti, quindi non riescono più ad uccidere essere umani. Vengono allontanati dai vampiri normali e si rifugiano nelle caverne.>>
    <<Ma scusa…non potrebbero essere d’aiuto, in qualche modo?>> chiese l’acchiappafantasmi ingenuamente.
    <<Sid, sono tutti pazzi. Quelli che hanno ancora un cervello, se la fanno sotto al solo pensiero di avvicinare un essere umano per paura di mangiarselo, rendendoli ancora più aggressivi verso di noi>> gli spiegò pazientemente la cacciatrice.
    Quando furono arrivati, Sid parcheggiò distante dall’appostamento dei cacciatori, per evitare di disturbare le operazioni.
    <<Ok, allora grazie del passaggio e…per la serata di ieri!>> fece lei dedicandogli un occhiolino, poi si voltò incamminandosi per raggiungere gli altri.
    <<Hey, Lory?>> la richiamò Sid facendola voltare:
    <<Sei una ragazza in gamba!>> esclamò sorridendole.



    La cacciatrice lo salutò con una smorfia divertita, dopodiché s’affrettò verso i suoi colleghi.
    “E che gambe!” ridacchiò Sid tra se e se.
    Vide Sean in lontananza che sembrava osservarlo, ma da quella distanza Sid non fu in grado di coglierne l’espressione: provò a salutarlo, ma l’altro non risposte…forse non l’aveva notato, o semplicemente non aveva ricambiato.
    Bah, cavoli suoi, pensò Sid facendo spallucce e rimettendo in moto per tornare a casa propria.

  4. #1054
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End







    <<Sid? Sei tu? Muoviti a scendere, ti stavo aspettando!>>



    <<Oh….sei tu>>

    La vampira poggiò i piedi sul suolo, guadandosi intorno. Ricordava quel posto….la Tana.
    Osservò i deduttori, le capsule bidimensionali, gli attrezzi per i raggi laser accatastati in maniera disordinata, i contenitori vuoti per i fantasmi.



    Continuò a camminare con la mente che vagava tra i ricordi, col sottofondo del martello usato dalla Cloe umana su di un qualche progetto.
    Raggiunse l’angolo più nascosto del suo vecchio laboratorio, e vide il prototipo della macchina del tempo, quasi commossa. Quanti sogni…quanti desideri…tutto abbandonato.
    <<Da qualche parte avevo messo i proiettori di megaluce, sai dov-?>>



    La vera storia del Coniglio Rosa” lesse mentalmente Cloe “di Deacon Fox”.



    Aprì la prima pagina:
    A Claire, la mia meravigliosa peggior consigliera
    <<Nessuno mi chiama “Claire” da quando ero bambina…>> mugugnò Cloe tra se e se, chiedendosi poi perché aveva dato per scontato che quella “Claire” fosse proprio lei.
    Capito Primo – E’tardi.



    E’ tardi, è tardi, è tardi ormai! E’ tardi, è tardi, è tardi ormai! E’ tardi, è tardi, è tardi ormai! E’ tardi, è tardi, è tardi ormai! (….)

    Ma cosa significava?
    Continuò a sfogliare in fretta la pagine:

    Capitolo Secondo – E’ tardi (….)
    Capitolo Terzo – E’tardi (…)


    Ma che diavolo…
    <<Davvero Cloe? E’ tardi per tutto questo?>>



    <<Non potete voltare all’indietro le lancette dell’orologio, amore mio…>>


  5. #1055
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Un rumore fece sparire le visioni di Sid e Liam.
    <<Chi c’è?>> chiese Cloe ripoggiando il libro sul tavolo.
    Qualcosa (no, qualcuno!) sgusciò via da sotto i rottami e si diresse in fretta verso le scale.
    <<Aspetta!>>



    Cloe cominciò a rincorrerlo, uscendo dalla Tana.





    Bhe, non era stato quello che si poteva definire un inseguimento epico…
    <<Hey, tu…>> gli si avvicinò minacciosa, poi quello si voltò di schiena, guardandola imbarazzato…ma chi era?



    <<Ops, bhe, lascia stare che sono caduto eh, è tardi lo stesso!>>
    <<Per cosa? Per cosa è tardi?>>
    Lo sconosciuto (o no?) estrasse qualcosa dalla tasca: una sveglia che prese a trillare insistentemente.





    ...


    Dopo quella volta che aveva parlato con Lory, Sid aveva compreso che forse una buona tattica per raggirare la sua bionda preferita potesse essere l’andare “con calma”. Certo, sarebbe sempre rimasto l’irriverente, solito Sid, ma se le avesse mostrato una (chiaramente finta) parte di se più sensibile, Jen avrebbe potuto lasciarsi andare di più!
    Istigarla e poi fingersi preoccupato per lei, decise…poteva funzionare!
    Come ad esempio parlare della ragazza di Sean con qualcun altro, in sua presenza, e bloccarsi per non “urtare la sua sensibilità”:


    <<Ho incontrato Sean in un bar ieri sera, era con la ragazza...lasciami dire che è davvero un bel bocconcino!>>



    Con la coda dell'occhio, la vide drizzarsi con la schiena e voltarsi impercettibilmente verso di loro: era in ascolto.
    <<Si, eh?>> gli chiese Edward: <<Bhe, beato lui....e com'è?>>
    <<Non molto alta, capelli neri e corti, ma ha un viso talmente bello che le stanno bene! E poi quel decolté in bella vista...non ti dico! Non le ha grandi, ma sono proprio a forma di coppa di champagne!>>
    <<E le gambe?>> chiese l'altro curioso, cercando di immaginarla.
    Sid in realtà l'aveva soltanto vista in foto, tramite qualche veloce ricerca in simnet, ma la descrizione era comunque fedele:
    <<Non le ho viste, è rimasta seduta, ma->> si bloccò di scatto, notando Jennyfer che con non-chalanche s'era avvicinata con la scusa di controllare qualcosa sull'altro computer.



    Lei s'accorse dell'interruzione improvvisa e dello sguardo di Sid: imbarazzata, e sperando di non essere stata colta ad origliare, disse:
    <<Che-che c'è? Dovevo solo controllare una cosa! Parlavate di un segreto...? Se non posso sentire vado via...>>
    Sid godette da morire, quando vide che era andato tutto come previsto: con una faccia fintamente preoccupata e colpevole, scosse la testa:
    <<Oh, nono, stai pure! Non era niente d'importante!>>



    Jen era allibita, di solito Sid non si faceva problemi a dire le peggio sozzerie davanti a lei, e ora....che aveva, paura di ferirla?
    <<Ehm, vabbè, tanto ho fatto...me ne torno in ufficio, ciao.>> biascicò interdetta.
    Primo sassolino: lanciato.
    <<Allora, queste gambe?>>


  6. #1056
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Oppure approfittando della presenza stessa di Sean. Se li beccava a parlare proprio della fidanzata di quest’ultimo, lui poteva fare la parte dell’eroe e “salvarla!”

    <<Barbie scusa, ho dimenticato che dovevo mostrarti una cosa importante prima che riprendiamo a lavorare, puoi seguirmi?>>



    <<Si, certo.>> fece lei lievemente sorpresa.
    Quando i due furono lontani dalla mensa, Jen gli chiese cosa dovesse mostrarle:
    <<Che deficente!>> biascicò invece Sid in risposta, fingendosi nervoso ed irritato.
    <<Come?>> chiese lei non capendo a chi si riferisse.
    <<Sean...ma dico io, ci gode a parlarti della sua ragazza ogni secondo?>> fece lui voltandosi verso di lei.
    La faccia di Jen era talmente allibita da risultargli comicissima: non ridere, Sid.
    Non scoppiare a riderle in faccia.



    Rincarò ancora la dose:
    <<Che cavolo, non sono certo un campione di sensibilità, lo sai bene, ma a certe cose ci arrivo persino io! Deve per forza stare a blaterale di lei, e proprio con te, ogni secondo?>>
    Jennyfer, inebetita per quell'inaspettato sfogo, sbatté lentamente le palpebre un paio di volte:
    <<Ma Sid....non mi da fastidio...>>
    <<Ma per favore!>> sbottò lui interrompendola, sperando di non stare esagerando nelle reazioni....doveva essere convincente!
    <<Tu sei sempre troppo buona...te lo giuro, se l'avessi saputo prima, chiamavo un'altra squadra! Anzi, sai che ti dico? Vado a parlargli e gli dico di smetterla!>>
    La sorpassò tornando indietro, ma come previsto, lei lo fermò:
    <<No, aspetta!>> fece lei incredula, afferrandogli la manica destra della divisa gialla.
    Si guardarono per un secondo, e lei lasciò la presa imbarazzata....ma che le stava accadendo?



    Scosse il capo, ritrovando un pò di risolutezza:
    <<Ti ringrazio, davvero, ma non ce n'è bisogno....grazie.>>
    Il ragazzo sbruffò teatralmente, biascicando un "come vuoi".
    Oddio, stava andando tutto in maniera perfetta, ghignò mentalmente Sid....era troppo presto per eseguire la danza della vittoria, vero? Bhe, magari non davanti a lei, si sarebbe potuta insospettire, eh.
    <<Allora, io torno a lavoro!>> la salutò lui con le labbra che gli tremavano quasi, per il riso soffocato.
    "Questo è davvero strano...." considerò Jennyfer mentre lui andava via.
    A saperlo, che appena voltato l'angolo, Sid s'era dovuto poggiare al muro e portarsi una mano sulla bocca, per non far sentire la propria risata echeggiare per tutta la base!


    Così procedette, per un mesetto.
    Riferimenti veloci, niente d'insistente, ma al tempo stesso, alternava i suoi soliti comportamenti da marpione che tanto la mandavano fuori dai gangheri. Se non l'avesse fatto, sarebbe risultato sospetto anche quello, no?
    C'era poco da fare....aveva davvero pensato a tutto!

    <<Vorrei tanto sapere perchè ogni volta che bisogna dividersi, io capito sola con te!>> sbuffò Jennyfer guardandosi attorno durante una missione in un vecchio sotterraneo.



    <<Perchè sono il caposquadra, non ho bisogno di compagni, e tu sei pressoché inutile!>> sghignazzò il ragazzo.
    <<Come scusa?? Io inutile??>> squittì lei con la sua voce sempre troppo alta e troppo acuta.
    Massaggiandosi le orecchie, Sid rise ancora furbamente:
    <<Hai ragione, non sei inutile...chi mi intratterrebbe altrimenti con una splendida visione come la tua! A proposito, noto oggi che non porti il reggiseno!>>
    <<M-ma....>> imbarazzatissima, le braccia le ragazza corsero a coprirsi il davanzale in maniera inconscia: <<Guarda che questo top va indossato così! La finisci di comportarti come un maniaco?>>
    <<Bhe, la colpa è tua! E poi lasciati dire che ti stanno su che è una meraviglia!>> esclamò il ragazzo mentre lei lo superava indignata per non guardarlo in faccia: <<Davvero, Barbie, complimenti! E vedrai, incontrerò le tue tette prima che loro incontrino la forza di gravità!>>



    La ragazza, oltraggiata, si rivoltò di nuovo nella sua direzione, sempre con le braccia che le coprivano il seno:
    <<Ma nemmeno se ti facessi il bagno nel disinfettante prima!!!>>
    <<Oh, ma dai, Jennyfer!>> fece Sid col finto broncio: <<Come ti convinse Sean all'epoca per lasciarti andare? Ti ha chiesto di sposarlo?>>
    <<Sean non mi ha chiesto di sposarlo>> fece lei tranquilla cercando di tornare concentrata sulla missione: <<Siamo già nella zona B del sotterraneo, giusto? Lo sento vicino....>> sussurrò riferendosi al fantasma che cercavano.
    <<Ma come non ti ha mai chiesto di sposarlo?>> fece il caposquadra fingendosi sorpreso: <<E' impossibile!>>
    <<Che significa "impossibile"? Non mi dirai che uno come te è favorevole al matrimonio, adesso!>> disse lei snervata. Odiava distrarsi sul lavoro, e Sid la distraeva. Troppo.
    <<Ma no, è che avendolo chiesto all'attuale ragazza, pensa-...ops>> Sid corse a tapparsi la bocca. Ovviamente quella era una balla colossale, e faceva tutto parte della recita.
    Come aveva previsto infatti, Jennyfer s'era ammutolita.
    <<Sean...le ha chiesto di sposarlo?>> chiese lei.



    <<Non lo sapevi eh? Che idiota, scusa....>> fece lui, mascherando un finto pentimento per aver parlato troppo.
    Visto che lei non parlava, il ragazzo cercò di rincarare la dose:
    <<Che stronzo però! Insomma, quanto tempo è stato con te? Due anni?>>
    <<Due anni e mezzo...>> soffiò lei pensierosa, guardando un muro con scarso interesse.
    <<Eh, ben due anni e mezzo! Con lei sta a stento da un anno...nemmeno! Ma insomma!!>>
    Jennyfer sospirò, come se avesse preso una decisione, e si voltò, procedendo lungo un corridoio...
    Sid la rincorse, superandola e parandovisi di fronte con la migliore faccia apprensiva di cui fosse capace: <<Jen, tutto bene?>>
    Sarebbe scoppiata in lacrime, lui le avrebbe offerto le proprie spalle per piangere, e si sarebbe lasciata andare! Quant'era faci-
    <<Sto benissimo>> fece lei sincera.
    <<Oh, pov-.....come scusa?>> chiese lui allibito, già pronto ad allargare le braccia. Ma no, avrebbe dovuto avere il cuore spezzato!!



    <<Come ti avevo già detto, non mi importa se con lei sta meglio che con me, anzi, sono davvero felice per lui. Le cose tra me e Sean non andavano bene, quindi posso solo sperare di trovare di meglio, come è successo a lui.>>
    Sid strinse i pugni....nonononoNO!
    <<Sei davvero...gentile, a preoccuparti e non volermi dire queste cose, ma sul serio, non ce n'è bisogno!>>

    Niente oh, non c’era verso!!
    Ma perché-perché-perché-perché??? Le aveva sbattuto in faccia ogni possibile evenienza che avrebbe potuto spezzarle il cuore, e invece sembrava non le fregasse niente! Eppure era sicuro che l’altra volta fosse stata male per il suo ex….era così o no, dannazione?

    ...




    Bianco.
    Limpido, candido, latteo…come i suoi capelli.
    Chiuse gli occhi, rivedendolo nella propria immaginazione, bello altero e lontano.
    La osservava inespressivo, nonostante lei era sicura, le sue sottili labbra ghiacciate erano leggermente incurvate in un ghigno soddisfatto.
    “Non mi avrete” sembrava le comunicasse “…non avrete nulla da me, e ne conoscete il motivo? Perchè non ne avete l’ardire…siete solo una piccola vigl-“
    Gli occhi le si aprirono di nuovo, sbarrati.
    Il liquido nella boccia di vetro era ancora bianco.



    Quanto tempo era passato da quando vi aveva inserito le tre gocce di siero?
    Si sfilò i guanti per osservarsi i polsi cerei, assottigliando gli occhi sulle sue venature a malapena grigiastre: strinse più volte il pugno, sperando di far circolare meglio quel sangue estraneo, ma la cromatura non cambiò.
    Era morta. Una “bestia senza sentimenti”…no “sanguinaria”….”mostro sanguinario”! Ecco come l’aveva appellata Sid!
    Come aveva…potuto?
    Digrignò di nuovo i denti, soffiandovi attraverso felina, al ricordo di quelle parole che sempre più spesso si miscelavano con quelle di Liam.

    Siete una bestia, niente poco più che un animale che non ragiona col proprio cervello, ma pensa solo a sfamare se stesso, placando la propria fame con la prima schifezza che gli capita a tiro.
    Sei un maledetto mostro sanguinario!
    Potete anche ritenervi responsabile della mia situazione con la mia adorata promessa sposa! Vedete quante colpe, v'addito? Siete stata brava, a procurarvene tante...
    Appari e scompari a tuo piacimento, mi hai preso per un giocattolo? Ti aspetti che io stia qui, a braccia aperte, ad accoglierti quando ti pare?
    Siete una disgrazia......una maledetta....disgrazia.

  7. #1057
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Reinfilò stizzosamente i guanti, pensando che in realtà avrebbe dovuto ringraziarlo, quel vecchio amico.
    Lo aveva rivisto, lo aveva cercato nel momento in cui era più vulnerabile, più…sola.
    E aveva ricordato.
    L’odore di Sid, i loro giochi da bambini, il colore assurdo con cui si era conciato i capelli solo per lei, la loro prima volta, il suo sorriso. Ma aveva ricordato anche la ragazzina.
    Quella con i capelli ricci, sempre arruffati e crespi, come quelli del padre che lei tanto adorava.



    Aveva ricordato la paura di uscire dalla propria casa, e che per poter sentire l’odore dell’erba bagnata, dopo un temporale, sua madre le apriva la finestra e si sedeva con lei in braccio sotto di essa.
    Da vampira Cloe poteva sentire gli odori dieci volte amplificati, ma niente era come la conquista di annusare l’aria usando tutto il proprio coraggio. Aveva ricordato chi era.
    “Non sono una vampira qualsiasi, non sono la tirapiedi di Ares o la puttana di Liam…sono Cloe Clips. E Cloe quello che voleva, se lo prendeva!”
    Il gorgoglio tanto atteso dell’ebollizione la fece tornare alla realtà, imponendole uno scatto nel rialzarsi.
    Si accovacciò ai bordi del tavolo, poggiando visi con le mani, come una bimba felice che si issa sulle punte per vedere cosa c’è di buono sulla tavola.
    E su quella tavola…oh, quante possibilità per lei, la sopra!



    Osservò avida, desiderando che il tempo scorresse allo stesso tempo più lento e più veloce. Le bolle avevano una vita di appena un paio di secondi e verso la bocca dell’ampolla l’aria si condensava in una schiumaglia grigiastra, troppo debole per straripare dall’orlo.
    Ma era nel basso, dove il contenitore aveva il punto di minore espansione, che si concentrava l’interesse della Nostra:
    <<Dai….dai….muoviti!>> ritirò le dita verso i palmi delle mani, chiudendole a pugno e graffiando la superficie del tavolo, finchè…
    Blu.

    ...


    <<Sid, abbiamo DUE grossi problemi!>> tuonò Edward piazzandosi di fronte la scrivania del proprio caposquadra.



    Quest’ultimo staccò gli occhi dallo schermo del pc, voltandosi con scherno:
    <<Sono finite le merendine nel distributore?>>
    Il ghigno del biondo era chiaramente una richiesta d’ascolto seria.
    <<Dimmi prima la meno grave, stamane non sono in vena.>> mugugnò Sid massaggiandosi le tempie.
    Edward sbruffò sprezzante: <<Siamo a corto di fantasmi>>
    A quella frase tutti i membri della squadra alzarono le teste da ciò che stavano facendo, fissandolo inebediti.
    <<…non sto scherzando: ce ne sono ottanta in meno rispetto all’ultimo controllo di tre mesi fa.>>
    Come in un cartone animato, Sid dovette scuotere più volte il capo verso destra e sinistra per assorbire pienamente quell’informazione.
    Aveva mandato Edward a prendere due campioni di suicidi per poterli studiare, visto che erano dei prototipi molto rari e difficili da catturare, ma il collega era tornato a mani vuote.
    <<Dove…?>> balbettò senza successo



    <<Dove sono?>> terminò per lui Ed: <<”Puff!” Ecco dove sono! La nostra simpaticona li fa trapassare sotto il nostro naso, si può sapere che stai combinando?>>
    Sid stralunò: <<Io? Che c’entro, ma se m’accapiglio con quella li tutti i giorni!>> ribatté incredulo.
    <<Invece Ed ha ragione Sid, è tutta colpa tua!>> s’intromise Mena rabbiosa prendendo posto vicino al collega biondo:
    <<Dovevi essere tu a mandarla via, ricordi? Hai scordato che c’è in ballo una scommessa? Che fai, le lasci tutto il tempo di svuotarci gli archivi, Don Giovanni dei miei stivali?>>
    Vista che dalle loro postazioni non potevano godersi le espressioni degli interlocutori, che dovevano essere sicuramente epiche, anche Rick ed Ethan si piazzarono di fronte a Sid, formando una sorta di muro e facendolo sentire sotto assedio.



    <<Com’era che dicevi?>> continuò Mena: <<”Lasciate fare a me, cadrà ai miei piedi non appena schioccherò le dita!” Magari a quest’ora se n’era già andata, lei e la sua stupida relazione, invece per colpa di questa scommessa continua a ronzarci intorno!>>
    Sid strinse i pugni evitando di guardarla in viso: lo stava facendo innervosire, e di brutto anche.
    <<A difesa del Mr.Lattugone, qui…>> s’intromise Ethan: <<Jennyfer ha anche un ruolo abbastanza decisivo nel piano di recupero di Cloe…ci serve ancora.>>
    Mena sbuffò:
    <<Ah certo! Nel frattempo mandiamo alla rovina la nostra Base, che ci importa!>> fece ironica.
    Sid si rese conto che la cosa peggiore era che aveva dannatamente ragione! Ce la stava mettendo tutta, ma Jennyfer sembrava sempre sfuggente. Lui le piaceva, la cosa era lampante, ma non si lasciava andare manco a pagarla, faceva la preziosina dei suoi stivali!
    <<…ecco cosa, ti sei rammollito!>>
    Le parole di Mena arrivarono come ultima ciliegina su quella torta impasticciata:
    <<Va bene, adesso hai ciarlato abbastanza!>> ruggì Sid fuori controllo:



    <<Nel caso non ve ne siate accorti, sto notte e giorno a spaccarmi la schiena per destreggiarmi tra il lavoro, la mia squadra che a quanto pare sa solo addossarmi colpe, a stare dietro a mio fratello adolescente e giusto per aggiungere un “minuscolo particolare”, ho la mia migliore amica che è diventata una della vampire più ricercate della città! Sono un tantinello sotto pressione, mh? Devo dire che mi siete d’aiuto tutti voi, a ricordarmi che una figlia di papà con la puzza sotto al naso passa il tempo a sculettare per i corridoi e a toglierci il lavoro. Le sto provando tutte, davvero, ma non è colpa mia, è lei l’acidona con la cintura di castità piena di ragnatele! Ho fatto venire Sean qui, sperando che rifrequentandolo fosse più vulnerabile, ma nemmeno questo è servito a farle aprire quelle maledette gambe!>>
    Un debole ticchettio sul pavimento pose termine allo sfogo del caposquadra, che tremò per un attimo.
    Chiuse gli occhi, pregando la Somma Creatrice che non si fosse verificato il peggiore dei cliché.
    Purtroppo le sue preoccupazioni furono esatte, perché quando il muro dei suoi colleghi si aprì per voltarsi verso la fonte del rumore inaspettato, Jen si palesò ai suoi occhi:



    A giudicare dal suo viso, con gli zigomi rossi dalla vergogna e le sopracciglia aggrottate per la rabbia, dedusse che doveva trovarsi li in ascolto da un po’ troppo tempo…
    Passarono dei secondi interminabili, dove tutti gli acchiappafantasmi trattennero il fiato in attesa delle urla, come suo solito.
    Al contrario, la bionda chiuse gli occhi e respirò piano:
    <<Mi dispiace d’aver interrotto le vostre…confidenze.>> cominciò avvilita, ma con calma controllata:
    <<Sapete cosa vi dico? Andate al diavolo, tutti quanti, ho già perso abbastanza tempo a cercare di farmi accettare da voi, e a questo punto non so nemmeno il perché.>>
    Il caposquadra cercò di smorzare l’inevitabile con una risata nervosa:
    <<Andiamo Jen, stai esag->>
    <<Sid, posso ringraziarti?>> lo interruppe lei sibilando minacciosa:
    <<Davvero…..grazie per avermi insegnato che non in tutte le persone c’è del buono, mi dispiace solo d’aver creduto che finalmente potessimo andare d’accordo!>>
    Il caposquadra cercò mentalmente delle parole adatte, mentre tutti abbassarono le teste imbarazzati, ma Jen non aveva finito:
    <<E tu…>> aggiunse indicando con l’indice Ethan, che a giudicare dalla sua faccia, non s’aspettava minimamente d’essere tirato dentro la discussione:



    <<Tu lo sapevi, vero? Sapevi che aveva fatto venire Sean per il suo sordido piano, mi hai lasciato parlare come una stupida ridendo alle mie spalle, scommetto! Sei una delusione totale, potevo aspettarmelo da loro, o da quello li…>> fece indicando Sid:
    <<…ma giuro che su di te avrei messo anche la mano sul fuoco….bell’amico, complimenti!>>
    Ethan sospirò spazientito:
    <<Jen, adesso calmati e parliamone…>>
    Dire “calmati” ad una donna furiosa è l’equivalente di tentare di spegnere un incendio con della benzina.
    La bionda fece due passi indietro, mettendo una mano avanti a se:
    <<Oh, nonono. Voi continuate pure, stavate parlottando così bene, sia mai che io vi disturbi!>>
    Detto ciò, girò sui tacchi e a grandi falcate andò via.
    Ethan scosse il capo e la rincorse, mentre Sid cadde sulla sedia esausto….sinceramente? Al diavolo anche lei, allora! Era troppo stanco anche solo per cercare di spiegarsi.



    Mena si grattò il braccio, senza sapere che dire, consapevole che aveva cominciato lei tutta la baraonda.
    Rick sembrò sinceramente dispiaciuto, mentre Edward rimuginava dubbioso:
    <<Non ho capito, quindi se ne va?>> chiese abbastanza stupidamente.


    <<Jennyfer, ti vuoi fermare?>> le urlò Ethan quando l’ebbe raggiunta.
    La ragazza si voltò di scatto:
    <<Forse hai qualche problema di comprendonio: mi devi.lasciare.in pace. Potrei dire qualcosa di cui poi mi pentirei, quindi gira al largo!>>



    <<Jen, hai ragione, io ero a conoscenza di tutto, ma->>
    <<Non lo voglio sapere! Posso essere lasciata un secondo per i cavoli miei, o è chiedere troppo?>>
    Ethan le vide gli occhi umidi, e comprese che era davvero il caso che rimuginasse da sola su ciò che era successo, non era pronta per una discussione, figurarsi un chiarimento.
    <<Va bene, vai.>> fece duro.

  8. #1058
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    Quando si richiuse la porta del proprio ufficio alle spalle, Jen scoppiò in un pianto a dirotto.
    Nonostante ciò che aveva detto poco prima, in realtà non si aspettava più una tale meschinità da tutti loro…no, nemmeno da Sid. Si era illusa che l’avessero finalmente accettata, nonostante i loro lavori viaggiassero su binari traversi.



    “Oddio, che stupida….” si ritrovò a pensare, collegando tutti gli ultimi avvenimenti con Sid: la sua gentilezza dispensata a piccole dosi, faceva tutto parte del piano machiavellico per vincere quella dannata scommessa! Sean era stato fatto andare li per farla cadere nella trappola di quell’idiota, non per altro! Il labbro inferiore tremò per la vergogna: e lei che aveva pensato che finalmente Sid l’avesse valorizzata per quello che meritava…tutto finto, sempre la solita recita.
    Era stata così felice, le piaceva tanto averlo vicino e scoprire quella parte di lui meno…inquietante, ecco.
    Perché con quell’idiota doveva essere sempre così difficile? E perché quella nuova consapevolezza faceva così dannatamente male?

    ...


    Era li che si erano incontrati la prima volta. Uno sguardo e l’aveva già conquistata.
    L’aveva sognato quella notte, di trovarlo lì, e se fosse stato un invito da parte sua, l’avrebbe sicuramente visto!
    A parte due vampire pure intente a bere ad un tavolino in lontananza, la terrazza era vuota.
    Si sporse sul muretto, ma senza osservare il panorama, che ormai non le procurava alcun piacere vedere, mentre invece preferiva fissare i propri polsi.



    Ormai era diventata una malattia, una vera e propria fissa.
    Era anche preoccupata che Liam potesse accorgersi di qualcosa, ma come avrebbe potuto?
    Doveva stare calma, e fare finta di niente…le rimaneva poco tempo prima che il duca sparisse per sempre dalla sua esistenza, e ogni incontro poteva essere decisivo!
    Sentì la porta del bar aprirsi, ma vi uscì solo un gruppetto di vampiri puri, che non se la filò di striscio, intenti a ridere e scherzare su un qualche massacro avvenuto ad una festa.
    Si rivoltò verso l’esterno, in attesa.
    Arrivò diversi minuti più tardi, incedendo col solito passo sicuro e silenzioso.



    Non si era ancora voltato nella sua direzione, ma Cloe s’era già incamminata verso di lui, decisa: non avrebbe più atteso i suoi tempi, gli avrebbe mostrato di che pasta era fatta la vecchia Cloe Clips, quella che si prendeva ciò che voleva senza dare conto a nessun’altro.
    Si voltò verso di lei poco prima che lo raggiungesse, e la vampira potè notare la leggera sorpresa e ammirazione nei suoi occhi. Raggiuntolo, si issò sulle punte, poggiandogli delicatamente una mano sul duro torace, e lo baciò lentamente, ricevendo subito risposta.



    Senti il gruppetto di prima ammutolirsi: nonostante quel locale fosse dichiaratamente un luogo per quel genere d’incontri, si evitava sempre di palesarsi in quel modo negli spazi pubblici.
    Liam sembrò approvare con piacere quel gesto ardito, mordendole delicatamente il labbro.
    La vampira inarcò la schiena per i brividi che il tocco della mano fredda di lui le aveva provocato, poggiandogliela appena sopra il bacino.
    Le loro labbra si divisero, e Cloe non perse altro tempo: di solito era lui a condurla in una camera che aveva prenotato, o ad aspettarla direttamente all’ interno, ma quella volta aveva già provveduto a tutto. Si allontanò osservandolo con sguardo intenditore, invitandolo a seguirla…doveva aver davvero istigato la sua curiosità, perché le camminò alle spalle con un piccolo ghigno stampato sulle labbra.



    Poteva permettersi tranquillamente quella camera costosa, e non appena Liam ebbe chiuso la porta dietro di loro, lasciò scivolare la propria veste sul pavimento, indossando null’altro che la propria sensualità: stava facendo tutto il contrario di quello che avevano fatto fino ad allora.
    Era lui ad invitarla nella camera, lui a spogliarla e lui a decidere dove consumare il rapporto.
    Lo guardò provocatoria, indietreggiando fino all’idromassaggio. Gli offrì la visione del proprio lato b, mentre si voltava per immergersi senza aspettarlo.
    <<Cosa fai, non vieni?>> gli sussurrò con voce roca, mettendosi comoda.



    Liam assottigliò gli occhi:
    <<Vi trovo alquanto impudente questa sera, amore mio.>>
    Lei sorrise, torturandosi la lingua sotto i canini, attirando lo guardo del nobile sulle sua labbra:
    <<Allora vieni qui e puniscimi…o il signorino non sa togliersi i vestiti da solo?>> terminò con una leggera risatina.
    Un uomo sa essere terribilmente eccitante anche solo sfilandosi la cravatta, e quando Liam ne tirò il nodo con un dito, Cloe seppe d’aver vinto quella piccola battaglia.
    Osservò il suo Adone immergersi fino ai poderosi fianchi, prendere posto, e issarla leggermente per farla sedere sulle sue gambe.



    Mai come quella volta, ebbe la sensazione di fare l’amore con lui, anche se ogni tanto doveva ripetersi che non era vero, che tutto presto sarebbe finito, che aveva una promessa sposa (e quanto ancora le faceva male, pensarci!) e che lei doveva rimanere concentrata.
    L’ultima volta che s’erano visti, non era stato esattamente il migliore degli incontri, ma Cloe si era ritrovata a “benedire” quella serata. Le aveva dato un grande scossone, risvegliandola, e ricordandole quali erano i loro ruoli. Ma aveva anche scoperto il tallone d’Achille del suo duca: per farlo arrabbiare in quel modo, voleva solo poter dire che lei non gli era poi “così” indifferente, ma anzi sembrava dipendente non tanto da lei, ma da quella relazione fedifraga.
    E come ogni donna cosciente del proprio potere, Cloe sapeva esattamente che tasti toccare per muovere Liam a suo piacimento, senza che lui se ne accorgesse.
    Poteva non averlo per sempre, poteva dovergli dire addio presto o tardi, ma lei non gli avrebbe permesso di sparire senza null’altro che il suo ricordo.
    Si sarebbe presa quello che le spettava.



    ...


    Dopo un’intera nottata passata a disinfestare un vecchio museo da Poltergeist indemoniati, Sid ed Ethan erano tornati col resto della squadra esausti. Dopo essersi cambiati, decisero di andare a fare colazione in qualche bar e fare un po’ il punto della situazione su come procedevano gli studi di Ethan per l’antidoto.



    Incontrarono Jennyfer nel corridoio mentre si dirigevano all’uscita, ed era la prima volta che succedeva dalla famosa sfuriata di poco tempo prima.
    <<Sarà ancora incavolata nera, meglio lasciar stare…>> mugugnò Ethan cauto vedendola in lontananza. La ragazza non s’era accorta di loro, avendo lo sguardo basso su dei volumi.
    <<Pff, sciocchezze!>> lo schernì Sid: <<Lo sai com’è fatta, avrà già dimenticato tutto! Fa come me, passiamo, salutiamo, e vedrai che la cosa sarà rapida e indolore!>>
    <<Se lo dici tu…>> soffiò Ethan, affettando il passo dietro l’amico.
    <<Ciao Barbie!>> fece Sid a voce alta, sorpassandola come nulla fosse, e subito seguì il saluto di Ethan, meno rumoroso: <<Ciao Jen!>>
    Entrambi non s’erano fermati, simulando fretta d’andarsene, ma la voce di lei li raggiunse:
    <<Oh, ciao Sid!>> rispose con un largo sorriso. Dopodichè chiuse il libro e svoltò in un altro corridoio laterale.


  9. #1059
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    …….
    <<”Ciao…..Sid?”>> ripetè Ethan incredulo: <<Ha *davvero* salutato te e non me?>>
    L’altro già non si tratteneva più le risate:
    <<Ohohohoh, questo si che è forte! Visto, le donne non possono resistermi!>>
    <<Ma…ma….non ha senso! Sei tu che hai architettato tutto quel piano machiavellico, è te che non dovrebbe degnare di un saluto!>>



    Il suo caposquadra gli diede delle amichevoli pacche sulla spalle:
    <<Fattene una ragione, lo so è dura, ma non tutti sono ME>> gli disse tronfio, prima di indietreggiare e cominciare a correre nella direzione che aveva preso Jen
    <<E adesso dove corri?>> gli urlò Ethan disorientato.
    <<Vengo subito, ci vediamo al parcheggio!>>

    Jennyfer chiuse l’armadietto, e si ritrovò Sid alla propria destra.
    Gli sorrise, cordiale:
    <<Hai bisogno di qualcosa?>> domandò senza alcuna traccia di astio.
    Devo avere un potere davvero terribile su queste donne” pensò Sid dandosi un cinque mentale.



    <<Nono, nulla di preciso, ma sono contento che hai capito il malinteso della faccenda di Sean, vedi…>>
    Jen lo interruppe subito, senza smettere di sorridere:
    <<Oh, ma io ho capito perfettamente! Sei un vero stratega, hai tutta la mia stima!>>
    <<………….ehm, grazie?>> fece lui leggermente confuso.
    <<Figurati! Ora scusami, ma ho un mucchio di lavoro…se hai bisogno di me, sai dove trovarmi!>>
    <<Per QUALSIASI bisogno?>> domandò allusivo.
    Jennyfer rise leggermente:
    <<Nono, intendevo per lavoro. Ora vado, a presto!>>
    Non si era arrabbiata. Una persona normale probabilmente si sarebbe domandata il perché, ma non uno con il suo ego gigantesco. “E’ praticamente cotta.” pensò il nostro acchiappa fantasmi annuendo con aria saputa.

    E se da una parte, nelle settimane seguenti, Ethan aveva continuato a non ricevere nemmeno una risposta, ottenendo solo silenzio…





    …Sid riceveva gentilezza in quantità mielose.
    Le prime volte era stato quasi un sollievo, ma col tempo…il giovane stava cominciando a sentirsi stranamente insofferente alla cosa.



    <<Hai messo quel vestito per farmi girare la testa, stamattina? Se lo avessi, potrei parcheggiarci un SUV sulla tua scollatura! >>
    Jennyfer rise (ma che STRACACCHIO aveva da ridere, BASTA!), e gli rispose semplicemente:
    <<Oh ti piace il vestito nuovo? L’ho preso con i saldi, non sono tanto convinta del colore, ma era l’unico che c’era ed era super scontato!>>
    Ecco, si riferiva esattamente a QUELLO!



    Sbattè la porta dell’ufficio della sua squadra, buttandosi a peso morto sulla sedia e chiudendo la testa tra le mani.
    Ethan lo osservò di sottecchi fare tutto il teatrino:
    <<Se è divertente, ti prego, dimmelo.>> fece con scarso entusiasmo. Ridere della disavventure di Sid era buona distrazione da tutto il lavoro.
    <<Jennyfer non si arrabbia più con me! E’…è…gentile, capisci? Oddio, non la sopporto più!>>



    <<Tu hai davvero qualche problema serio.>> sospirò il collega scuotendo il capo, lasciandolo ai propri deliri mentali.

    Il caposquadra decise che era ora di finirla…l’indomani ritentò l’approccio in maniera più cattiva:
    <<Cavolo bionda, sei vestita peggio della prostituta che ho visto passeggiare ieri sera sul vialone!>>
    Lei rispose ridendo. Di nuovo.
    <<Che simpatico che sei!>>
    Simp-……ok, adesso basta sul serio!
    Le strinse un polso, costringendola a voltarsi:
    <<Hey, ma che diavolo ti piglia? Ti ho appena detto che assomigli ad una prostituta!>>



    <<Ma certo, ti ho sentito…>> fece lei calma.
    <<No…tu non….grrrrr, ma ti vuoi incazzare, si o no? Sbraitami in faccia, offendimi, prendimi a schiaffi, reagisci! Insomma…fa qualcosa, ma smettila di essere così…così…>>
    <<Gentile?>> domandò lei, seria per la prima volta.
    <<Si esatto!>> sbruffò lui incrociando le braccia.
    <<Oh, ma non preoccuparti Sid…fa pure tutte le battute che vuoi. Non fa niente.>> disse lei. Aveva un sorriso apparentemente tranquillo in quel momento, ma il tono fu gelido.
    <<Puoi…spiegarti meglio?>> le domandò Sid aggrottando le sopracciglia.



    <<Massì, non fa niente. In fondo, che importa se io mi arrabbio, tu sei fatto così, no? Ti ho accettato per quello che sei, non tenterò più di cambiare il tuo modo d’essere.>>
    Vedendolo totalmente ammutolito, la ragazza non perse altro tempo e lo salutò, andando via.

    L’acchiappafantasmi era rimasto impietrito: quelle parole erano…insomma, dovevano essere “belle”, ma gli fecero esattamente l’effetto contrario.
    “…quello che sei…” gli aveva appena dato del verme. E chiaramente a lei non importava nulla…di LUI non le importava nulla.



    <<Oh.>> fu tutto quello che il suo cervello riuscì ad elaborare in parole.

  10. #1060
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - Cap. 2.4 - In The End

    I preparativi per il salone da poker gestito da Ares procedevano spediti, mancavano pochi giorni all’inaugurazione. Se fossero riusciti a gestire bene la situazione, sarebbero potuti arrivare diversi introiti. A Cloe in realtà non interessava poi più di tanto, ricavava già abbastanza soldi dallo spaccio di sangue, ma quell’ impiego le aveva permesso di lavorare di nuovo a stretto contatto con Ares, cercando di farlo fidare di lei. Compito arduo, certo, ma per lo meno senza più Nitty nei paraggi, lei era l’unica con la quale Ares avesse un minimo di rapporti.



    Controllò i tavoli, accertandosi che fosse tutto in ordine e funzionante, sorridendo ogni tanto tra se e se. Aveva visto Liam già diverse volte in quegli ultimi due mesi e mezzo, e anche se ne mancavano pochi altri al suo matrimonio, a Cloe sembrava una data lontanissima…perché in fondo crucciarsi per qualcosa che non poteva evitare? Meglio godersi il presente, no? Chiuse l’apertura degli ingranaggi di un robot, e si avviò al prossimo tavolo.



    L’odore di un essere umano catturò la sua attenzione. Lo osservò entrare a passo deciso guardandosi intorno con aria sprezzante, le diede giusto una rapida occhiata e proseguì verso un’altra direzione.
    Il suo odore le invase le narici, e per un attimo le girò la testa.



    Dovette aggrapparsi al bordo del tavolo per non cadere, sentendo le gambe molli.
    Da quanto tempo non si nutriva, quattro giorni?
    Aveva fame, ma ultimamente anche solo sentire l’odore del sangue le dava il voltastomaco.
    Prima o poi avrebbe dovuto porvi una soluzione, o si sarebbe sciupata. Quando riacquistò equilibrio, si rimise in piedi per riprendere a lavorare, ma sentì la voce di Ares chiamarla in lontananza, dalla stanza che lui aveva deciso essere il suo “ufficio”.
    La vampira immaginò di cosa si trattasse nell’immediato secondo successivo, temendo di aprire quella porta. Quando entrò, constatò di non essersi sbagliata.



    Era l’umano che aveva visto passare qualche minuto prima.
    <<Ripulisci questo schifo>> grugnì Ares con le labbra ancora sporche di sangue.
    <<Bleah, credo fosse diabetico, maledizione a lui!>> aggiunse poi prima di sputare per terra.
    Cloe guardò il lago di sangue eruttato dalla giugulare del disgraziato, e sentì distintamente qualcosa risalirle su per lo stomaco. Ricacciò indietro, tentando di resistere.
    <<Che cosa voleva?>> domandò la Nostra per non muoversi immediatamente.
    <<E’ un portavoce per la camorra, volevano fare affari…idiota. Hai visto? Prima nemmeno eravamo considerati, ora mandano i loro tirapiedi per leccarci il sedere e prendersi una fetta dei MIEI soldi.>>
    Cloe volle sapere:
    <<Come faceva ad essere a conoscenza della sala poker?>>
    Ares allargò le braccia con fare saputo:



    <<Ho fatto circolare qualche voce, giusto per far smuovere un poco le acque, potremmo ricavare dei benefici da qualcuno di loro, ma quello li ormai…>> sogghignò indicando il cadavere: <<…porterà beneficio solo ai vermi.>>
    Cloe annuì, e rimase ferma al centro della stanza.
    <<Senti un po’, rossa…>> la richiamò Ares con tono basso: <<Va tutto bene, vero? Non devi dirmi niente?>> chiese con sospetto malcelato.
    <<Faresti prima a dirmi cosa vuoi sapere allora, perché non mi pare che io venga a raccontarti gli affari miei.>>
    Ares non seppe bene che domanda farle. Che era strana da tempo era difficile non accorgersene, e un’idea se l’era anche fatta, sperando di sbagliarsi.
    Grugnì infastidito:
    <<Toglimi dalla vista quello schifo, e sparisci anche tu, mi date tutti il voltastomaco. Sono circondato da idioti.>>



    Vide Cloe prendere con fatica il cadavere e gettarlo in un cassonetto trascinabile, che avevano sistemato un po’ ovunque alla Corte per casi di quel genere (che a dirla tutta, avvenivano abbastanza spesso).
    <<Ti mando qualcuno a pulire per terra.>> fece lei svelta, ed uscì trascinandosi il cassonetto.

    Disfattasi del cadavere, Cloe dovette appoggiarsi al muro.
    Sentiva la testa girare, e lo stomaco in subbuglio…erano sensazioni quasi sconosciute, visto che erano due anni ormai che il suo corpo non aveva più certe reazioni.



    Improvvisamente una piccola, tenue speranza la fece rinvigorire.
    Tornò al suo laboratorio più velocemente che poté, e prima di entrarvi, si assicurò che nessuno passasse davanti all’entrata, visto che doveva utilizzare il passaggio segreto che la portava all’ altro laboratorio, quello suo, quello privato.
    CP1 era in funzione, e la salutò grazie al chip di riconoscimento. Qualsiasi altro vampiro avesse avuto la tremenda idea di entrare lì, sarebbe stato colpito all’instante da un concentrato d’aglio.
    Dall’eccitazione, Cloe cominciò a cercare in maniera disordinata tra le proprie boccette…le mani le tremavano appena per l’emozione, e sperò di non essersi sbagliata.



    Trovò finalmente quello che cercava, e prese una siringa d’acciaio dal cassetto della scrivania.
    Ci mise un bel po’ a trovare una vena che fosse abbastanza in superficie, e trovatala, vi poggiò sopra la punta della siringa.
    Cloe contò mentalmente fino al “tre” e spinse, provando un’enorme fitta di dolore.
    L’acciaio era l’unico metallo che riuscisse a trafiggere un’epidermide resistente come quella di un vampiro, e come previsto, era dolorosissimo. Aspirò all’interno della siringa la quantità di sangue necessaria, e la versò all’interno del liquido che aveva cercato prima.
    Nell’attesa, si tamponò leggermente la ferita.
    In quei cinque minuti le passarono per la mente tanti pensieri…se ci fosse riuscita, esattamente, cosa avrebbe fatto? Si era preoccupata tanto di ottenere quell’opportunità, che non aveva minimamente pensato alle conseguenze.



    Scosse il capo, nervosa. Doveva smetterla: ci avrebbe pensato in seguito!
    L’importante era…era…l’importante……i pensieri non seguirono più un filo logico. La testa di Cloe volteggiò pericolosamente, e ancora una volta la superfice di un tavolo le offrì l’appiglio necessario per non cadere.
    Riguardò di nuovo verso l’ampolla, per essere sicura di ciò che aveva visto.
    Era bianca…bianca come il latte.
    Prese a tremare di felicità, e una lieve risatina nervosa le salì alle labbra, finché non divenne la risata più genuina che avesse mai compiuto, nemmeno quando era umana.
    Si lasciò cadere sulle proprie ginocchia, senza smettere di ridere, e le mani, istintivamente e contemporaneamente ai suoi occhi, andarono sul suo ventre.
    Lo accarezzò provando una nuova, potente sensazione….quella di portare in grembo una vita.
    <<Ciao….>> sussurrò alla sua ancora piccola pancia, con la voce rotta dall’emozione.


 

 

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