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Risultati da 661 a 670 di 1091
  1. #661
    Mod cangiante L'avatar di Pey'j
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - RISULTATI DELLE VOTAZIONI

    Citazione Originariamente Scritto da pagliuzza
    nooo pey mi fai paura...volevo riupparla io la lod :O (non replicare con questa faccina -> )
    Our wills and fates do so contrary run

  2. #662
    L'avatar di mary24781
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere - RISULTATI DELLE VOTAZIONI

    Sbaglio o qui battiamo la fiacca? ù_ù

    (Pey l'ho messa io )

  3. #663
    sim dio L'avatar di Stefizzi
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    Con il pianto nel cuore sospendo momentaneamente LA LoD per problemi tecnici dell'autrice, ovvero Maru1e1a....
    A presto Chloe, ti odierò sempre... T.T
    Deja Vu Jingle Jangle
    She read about people she could never be, and adventures she would never have
    Posizionare sims & oggetti su tutte le superfici - Scattare foto realistiche in TS3

    1fratto antani può essere imbrunato ma non postanato ....

  4. #664
    Moderatrice L'avatar di serenarcc
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    Maru aggiorna presto che mi manca Sid XD

  5. #665
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    E ce la faaaaaaa! *sottofondo di "We Are The Champions!"*
    Niente discorsi inutili, che tanto non interessano a nessuno, chiedo solo scusa per l'abnorme ritardo (come se fregasse qualcosa a qualcuno ), spero che il capitolo sarà di vostro gradimento
    E' più corto del precedente *fiera di ciò*, ma ci sono più foto ^^

    Per favore, ai facilmente impressionabili, evitate di leggere questo capitolo! Ci sono scene un pò cruente!

    Come sono andate le precedenti votazioni? Cliccate qui per scoprirlo!!

    2.2 - The Court of Miracles



    <<Oh, Ridge!>>
    <<Oh, Brooke!>>



    <<Oh, Ridge, dunque mi perdonerai per il fatto di essere andata a letto con tuo padre…>
    <<Oh Brooke, ma certo…>>
    <<…e per essere andata a letto con tuo fratello mezz’ora dopo la tua presunta morte? Te l’ho detto, ero sconvolta…>>
    <<…certo…>>
    <<…e per l’altro tuo fratello, con quale sono andata per ripicca a te dopo la resurrezione della tua ex-moglie…>>
    <<…certo…>>
    <<…e per tuo zio, perché in realtà era buio e credevo fossi tu…>>
    <<…certo…>>
    <<…e per il marito di mia figlia, perché in realtà la mia era una nobile causa per farla separare da quel losco individuo…>>
    <<…ma certo-certo, sei una donna talmente buona e altruista…>>
    <<Oh, Ridge!>>
    <<Oh, Brooke!>>
    <<E mi perdonerai anche per essere andata a letto con tuo figlio?>>
    <<Mio…figlio? Ma-ma…sei andata a letto anche con lui??>>
    <<Oh tesoro! Ma vedi…c’è stata quell’inondazione, e poi quell’invasione di cavallette, ed io ero sconvolta…>>
    <<……>>



    <<Sniff-sniff, oh andiamo Ridge! Perdonala!! Povera Brooke, lei ha solo TANTO amore da donare!! Sniff-sniff…>>



    <<Mamma, hai capito quello che ti ho detto?>> chiese Cloe, che aveva tentato di spiegare velocemente a sua madre che non solo non aveva più un impiego, ma che aveva anche rifiutato l’opportunità di un altro lavoro!
    <<Eh? Stai parlando con me tesoro?>>

    Cloe sospirò alzando gli occhi al cielo…voleva subito togliersi quel peso da dosso, chiudere la faccenda senza dar tempo ai suoi genitori di arrabbiarsi. Suo padre era in cucina con suo nonno…poteva dirglielo velocemente così come aveva fatto con sua madre, e distratto dal nonno, Marc avrebbe annuito senza capire gran che…

    Grande piano, Cloe. Grande. Piano.

    <<Salve…>> azzardò la Nostra affacciandosi alla cucina: suo nonno sembrava molto preso nello spiegare a Marc ogni singolo particolare di come aveva concluso il suo ultimo affare, cosa di cui al genero non fregava un’emerita cippa…



    <<E così, ho concluso il contratto con la Alto Institute! Vedi, il segreto è…oh, ma che parlo a fare con te, sei solo un cuoco!>>
    <<Ah-ah…>> assentì Marc, che ormai, dopo tanti anni, era completamente insonorizzato dal suocero e continuava a farsi beatamente gli affari suoi alle prese con i fornelli.
    Il signor Clips alzò un sopracciglio in segno di dissenso, e nel voltarsi per raggiungere la figlia in salotto, vide finalmente la nipote, che era rimasta ferma sulla soglia della cucina, e il suo viso si aprì in un largo sorriso:
    <<Oh, la mia dolce nipotina!>>……dolce?
    <<Ciao nonno.>> fece Cloe leggermente infastidita dall’abbraccio stritolante che il parente le dispensò.
    <<Cloe, che ci fai qui?>> fece Marc stranito domandandosi perché non fosse al lavoro, ma il sign. Clips non le diede modo di rispondere:



    <<Allora piccola, come va? Tutto bene? Le tue invenzioni? Non ho visto quel simpaticone di CP1, dov’è? Hai trovato un fidanzato? C’è qualche pretendente? Vuoi che ti presenti qualche mio impiegato? C’è il Dirigente del reparto Spedizioni che mi chiede spesso di te…blablabla…>>

    Marc continuava a guardarla, immaginando ormai la risposta alla sua domanda…ma Cloe, che aveva ereditato proprio da lui la faccia tosta, la testardaggine e l’orgoglio, non abbassò lo sguardo, anzi, se possibile, ne trasse ancora più forza sentendo fiducia per quella decisione che aveva preso (l’hanno presa i lettori, ma sono dettagli!)

    <<Non lavoro più alla libreria>> fece decisa, suscitando in Marc e nel sign. Clips due reazioni alquanto contrastanti:
    <<Ma è meraviglioso!>> esclamò suo nonno, che già vedeva la sua adorata nipotina alla guida della Clips Foundation, e senza assolutamente preoccuparsi che alla nipote potesse non importare, partì a ruota libera:
    <<Ho già l’ufficio pronto per te, ti farò fare un tirocinio veloce…>>
    <<Cloe, che cosa significa?>> chiese Marc



    <<…che mi sono licenziata>> fece lei apparentemente tranquilla, tralasciando che in realtà era stato il suo capo a cacciarla fuori quasi a calci.
    Sign. Clips: <<Avevo proprio bisogno di sapere che qualcuno della famiglia avrebbe preso il mio posto…>>
    Marc: <<Ti sei licenziata? Ma pensavo che ti trovassi bene li!>>
    Cloe: <<Bhè, si, abbastanza, ma ho avuto un’altra proposta…>>
    Sign. Clips: <<...direi che possiamo cominciare anche domani!>>
    Marc: <<Un’altra proposta di che genere? Un altro lavoro?>>
    Cloe: <<No-no, è un progetto, molto interessante, un mio amico mi ha chiesto di aiutarlo>> fece lei poco convinta.
    Sign. Clips: <<Sarà divertente lavorare assieme, vedrai! Già ti vedo presiedere alle riunioni aziendali!>>
    Marc: <<Un proge…no Cloe, così non va bene! L’accordo era di trovarti un lavoro proprio per non stare sempre chiusa in un laboratorio!>>



    Cloe: <<Un laboratorio, una biblioteca…cosa cambia, me ne sto comunque al chiuso!>>
    Sign. Clips: <<Inoltre stavo pensando di aprire anche una filiale qui a Twinbrook, potrei farti stare qui!>>
    Marc: <<Non è la stessa cosa! Hai bisogno di stare a contatto con la gente, d’integrarti con la società>>

    Fu in quel momento di trambusto, si accavallamento di frasi, che Maddie entrò in cucina preoccupata per l’alzamento di toni…
    <<Che succede?>> chiese timidamente, ma nessuno sembrò sentirla, con Marc che inveiva sulla figlia, che non ascoltava né lui né il nonno, presa com’era dalla convinzione di aver preso la scelta giusta.



    Marc: <<Tanto valeva rimanere a lavorare nel tuo laboratorio! Cosa cambia chiudersi in uno scantinato diverso?>>
    Sign. Clips: <<...poi c'è il tipo del reparto assicurazioni, è molto simpatico anche lui...>>
    Cloe: <<Ma io non voglio cambiare, mi piace essere così, fatevi gli affari vostri!>>

    <<Scusate…>> tentò di nuovo di farsi sentire Maddie, stonata da tutte quelle voci che si ammassavano disordinatamente, tentando di prevalere sulle altre…
    …la casa dei pazzi…

    Marc: <<Se permetti Cloe, è affar mio vedere sempre mia figlia chiusa in un dannato buco!! Non provvederemo a te per sempre, come farai a tirare avanti da sola?>>
    Cloe: <<Oh ma andiamo, è ridicolo! Qualcuno prima o poi le brevetterà le mie invenzioni!>>
    Sign. Clips: <<Ti ho già parlato dei ritiri che facciamo ogni inizio stagione? Posso farti anche girare il mondo!>>

    <<SILENZIOOOOOO!!>>



    Dopo quell’urlo disumano, Maddie fece un’enorme sospiro, guardando quei tre che a loro volta erano rimasti attoniti da quell’exploit:
    <<Papà, Cloe non lavorerà mai per la Clips Foundation, fattene una ragione, né sposerà un tuo probabile erede! Non le piace la dirigenza aziendale, non comincerà a piacerle ora!>>
    Cloe guardò allibita sua madre prendere quella situazione di petto per…difenderla?
    <<Come sono già d’accordo con Marc, le lascerò a tempo debito le mie quote azionarie, ma questo è quanto!>>
    Da grande persona matura qual’era, Marc fece una linguaccia al suocero in segno di scherno, ma Maddie lo colse sul fatto:
    <<E tu:>> fece la rossa rivolta al marito: <<Cloe ci ha provato, va bene? E l’ha fatto per noi! Se quel lavoro non le piace, non è giusto costringerla, che si dedichi a ciò che sa fare meglio!>>



    E se Marc era rimasto anch’egli senza parole, non sapeva se per l’exploit di sua moglie, o per il concetto in sé che aveva espresso,,,bhè, Cloe era pietrificata.
    Cosa avrebbe dovuto dire in quel momento….”grazie mamma”?

  6. #666
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    <<E ora passiamo a te, signorina!>> …ok, niente “grazie” U_U
    <<Puoi darla a bere agli altri, ma non a me. Non crederei al fatto che tu ti sia licenziata nemmeno se l’avessi assistito con i miei occhi! Piuttosto che licenziarti e dare una delusione a no…a tuo padre, avresti preferito fare quel lavoro per il resto della tua vita! Ti hanno licenziato, vero?>>
    E per la prima volta, Cloe rimase senza parole di fronte a Maddie…
    <<Io…>> riuscì solo a boccheggiare, che sua madre riprese già la parola, partita ormai come un treno:



    <<Ma pensi che non ti conosca? Per la Somma creatrice, sei mia figlia! Ora basta, però…visto che vuoi fare di testa tua, vediamo dove arrivi: ti do un anno di tempo per ottenere dei risultati veri, che se non ci saranno, finirai a lavorare dove dico io, chiaro? E ora lasciatemi in pace, che sta per riprendere il programma della D’Ursim!>>
    <<…ha fatto questo caos per zittirci e guardare Pomeriggio Sim?>>
    <<Non essere ridicolo, Marc U_U>>
    Se, vabbè Maddie…=_=

    Quando la mattina dopo Cloe si alzò, fu costretta ad affrontare qualcosa di nuovo…suo padre non le parlava. Deluso, ma non tanto dal suo comportamento...la Nostra sapeva che non era per il lavoro in sé, ma per come lei aveva affrontato tutta la situazione: poca serietà, bugie…



    In realtà lei stessa era ignara di cosa le stesse succedendo. Da quanto in qua collaborava con qualcuno che non fosse Sid? Brian avrebbe davvero potuto aiutarla? O avrebbe solo approfittato delle sue conoscenze e basta?

    Ma noooo, figuriamoci…bonaccione com’era!



    <<Ciao Cloe!>> la salutò quando finalmente lo raggiunse nel suo…vabbè, Brian gliel’aveva detto che era un garage, perché stupirsi? =_=
    <<Sono davvero felice che tu sia venuta! ^^>> fece lui sbattendo le mani felice, cosa che già le diede sui nervi:
    <<Si, Brian ho capito…bhè, che c’è da fare?>>
    <<Nuuu, aspetta-aspetta! Siediti, che io devo fare una cosa prima!>>



    <<Brian…ma che stai facendo? -.- >>
    <<Ehm…mantengo una promessa! Mary24781 aveva fatto promettere alla Somma Creatrice che se avesse vinto il bivio A, avrei dovuto farmi vedere senza maglietta ^^>>
    <<Uhm….ora vorresti rimetterla, che dici? -.- >>
    <<Oh, ti da fastidio?>>
    <<Si, gradirei che mi spiegassi cosa dobbiamo fare qui…>>
    Brian si reinfilò la maglietta (scusa mary ^^) e andò ad aprire un armadietto:
    <<In realtà c’è poco da spiegare, anzi nulla…mi servono solo delle analisi…vedi questi?>>
    Chiese lui mettendogli davanti due piccole ampolle contenenti del liquido rosso…dalla consistenza doveva essere…
    <<Che ci fai con dei campioni di sangue, tu?>>
    <<Ehm…ricerca di medicina!>> tagliò corto lui: <<potresti dirmi in cosa si differenziano i due campioni?>>
    <<Bhè, ho bisogno di un paio di giorni d’analisi, e…>>
    <<Grande! Cloe, ti ringrazio! Di queste cose non capisco molto…allora per il momento non devo dirti altro!>>



    Cloe lo guardò sospettosa, ma la sua natura poco incline al quel genere di curiosità, non le fece fare domande…


    <<Hey Cloe, è un settimana che non ti vedo!>> fece Sid diversi giorni dopo in un pub, in cui aveva appuntamento con la sua migliore amica.
    <<Lascia stare, guarda! Sto impazzendo…>> rispose lei sbuffando



    <<Che succede?>> chiese Sid buttando nel frattempo un occhio alla cameriera che serviva loro le birre. Resosi conto però che non aveva ricevuto risposto, chiese di nuvo:
    <<Come va quel progetto con quel tuo amico..Brian? Di che si tratta alla fine?>>
    Cloe non rispose di nuovo…che stava facendo con Brian? Fu lei a fare un’altra domanda a Sid:
    <<Secondo te è possibile rendere il sangue animale simile a quello umano?>> se ne uscì lei tranquilla, mentre il ragazzo, ad udire quel quesito, quasi sputacchiò la birra:
    <<Ehm…ma a che ti serve saperlo?>>
    <<Sid, insomma, si può fare o no?>> chiese la rossa insistente
    <<Bhè, in teoria si…uno scambio di cellule, ma la vedo difficile, bisognerebbe comparare i campioni, e poi bho, è molto campata in aria come ipotesi…dovrei vedere…>>terminò lui interrogativo, aspettandosi una spiegazione che non arrivò.

    Cloe guardava un punto vuoto innanzi a sé, cercando di rimuginare qualche forumula che le potesse essere utile…
    <<Tu non hai proprio idea di quello che stai facendo, vero?>> fece l’amico guardandola sospettoso: <<Senti, sei la persona più razionale che io conosca, quindi probabilmente sai già cosa sto per dirti…>>
    <<E allora taci>> fece lei ancora assorta nei suoi pensieri.
    Era vero, Brian era strano…sospetto.
    Dall’inizio della loro ricerca, non aveva fatto altro che evitarla, lasciandola spesso da sola, e lei non aveva nemmeno idea di cosa si occupasse il ragazzo in realtà…



    <<Vuoi scoprirlo da sola, vero?>> chiese Sid sorridendole furbo.
    Cloe era il genere di persona che godeva sempre dell’ignoranza altrui e nel correggere gli errori dei suoi interlocutori, una di quelle donne che volevano sempre l’ultima parola.
    Quindi, se non rispondeva a delle domande, il motivo era essenzialmente uno:il mittente della domanda, aveva chiesto un’ovvietà, e lei non si disturbava a rispondere U_U

    Presa dai suoi pensieri, non si accorse di Sid che alzava il braccio per salutare una coppia che si dirigeva verso di loro. Prima che li raggiungessero, le sussurrò:
    <<Se non ti conoscessi come le mie tasche, ti direi di fare attenzione, ma mi preoccupo più per Brian! Ora mi raccomando, fa il tuo dovere da migliore amica!>> fece lui con l’occhiolino, e Cloe si alzò immediatamente.



    Non lasciò nemmeno il tempo a Daniel di sedersi, che gli lanciò uno sguardo invitandolo fuori. Il ragazzo, al quale Cloe piaceva molto, non se lo fece ripetere due volte e la seguì fuori, lasciando la sorella sola soletta…
    <<Allora…>> fece Sid senza troppi giri di parole: <<Ora che ci siamo liberati di tuo fratello…dove avevamo lasciato il discorso, l’ultima volta…?>>



    La moretta, Molly era il suo nome, ridacchiò civettuosamente: <<Non dovresti preoccuparti solo di mio fratello, ti ricordo che ho anche un fidanzato>>
    <<Ma il tuo fidanzato non è qui…>> fece lui sorridendole furbo…


    Quel lunedì mattina, spinta anche un po’ dalle tacite parole di Sid, Cloe si recò da Brian pronta a prendere una decisione drastica: in quel periodo, non solo Brian le aveva chiesto cose senza alcuna apparente utilità, ma insisteva nel non volerle dare alcuna spiegazione sui motivi.
    “Vedrai” tagliava sempre corto lui, e lei s’impegnava per tentare di capire e sbattergli in faccia che c’era arrivata da sola, e che era inutile fare il vago

    Ma le informazioni erano poche….quello che le faceva fare inutile, e Cloe, in roba inutile, non perdeva il suo tempo.
    Quando entrò nel garage, Brian era alla scrivania, intento a trascrivere i dati di un’altra delle sue “ricerche topsecret”…prima ancora che potesse accorgersi di lei, Cloe lo chiamò con voce imperiosa:
    <<Brian?>>



    Lui quasi balzò dalla sedia, non avendola sentita arrivare, e lei non gli diede nemmeno il tempo per salutarla:

  7. #667
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    <<Brian, le cose sono due: o adesso mi dici che cosa stiamo, anzi, stai facendo qui, o io perdo la pazienza>>
    In quel momento, Brian pensò che non potesse essere più minacciosa di quel modo, nonostante come al solito i suoi lineamenti facciali erano statuari.
    <<Cloe, andiamo…>> boccheggiò il ragazzo: <<Ti ho già detto che…>>
    Senza alcun preavviso, Cloe spinse a terra un’ampolla di vetro contenente del liquido, facendola frantumare in mille pezzi, senza distogliere lo sguardo da lui.
    Brian si alzò spaventato: <<Cloe, ti prego, non fare stupidaggini>>
    <<Sai che quando perdo io la pazienza, la mia controparte tende a cominciare a dannarsi di essere anche nata? Parli o no?>>
    <<Cloe, non è un gioco…>> fece lui implorante: <<Non pos->>
    Un’altra ampolla era a terra, mentre Brian sbarrava gli occhi e si portava le nocche delle mani sulle labbra…doveva pensare ad un diversivo, e in fretta.
    <<Pensa un po’ cosa sono arrivata a pensare…qualcuno ti ha commissionato una qualche pozione strana, e se parli ti fanno fuori…>>





    Brian deglutì rumorosamente
    <<Ma forse vado troppo in là con la fantasia! In fondo tu sei il classico bravo ragazzo: sarebbe stupido non fidarsi di uno come te, giusto?>> chiese lei provocatoria.
    Brian abbassò lo sgardo e non risposte
    <<Per chi lavori?>> richiese lei, dura.
    <<Non posso…>> balbettò lui, mentre un contenitore di provette si fracassava a terra.
    Cloe pensò che Brian avrebbe potuto fermarla all’istante: essendo un uomo, la sua forza avrebbe potuto vincerla subito, ma di quel poco che aveva capito di lui, era l’assoluta mancanza di carattere. La vigliaccheria e l’incapacità di sporcarsi le mani. Anche in quel momento, faticava a guardarla in faccia.
    <<Se parlo…quelli mi ammazzano!>> fece quasi piagnucolante, mentre si chinava a raccogliere il salvabile dalle provette.
    <<Quelli chi?>> continuò inflessibile Cloe
    Brian si chiuse la testa fra le mani: non c’era verso qualsiasi balla si fosse inventato, Cloe avrebbe voluto delle prove che lui non aveva. La paura e la fretta, l’avevano reso superficiale.
    <<Sto aspettando, Brian>>





    <<Ok, vieni con me>> si arrese lui disperato e messo alle strette.
    Cloe lo guardò interrogativa, mentre lui faceva una telefonata.
    <<Sto arrivando>> disse velocemente, e riattaccò. Prese dei piccolissimi flaconi chiusi a chiave in un cassetto, in cui Cloe riconobbe alcuni campioni, e uscì dal garage invitandola a seguirla.
    Nel mentre che percorrevano la strada, Brian blaterò che non era colpa sua, che era in un casino, che non voleva immischiarla, ma la Nostra riusciva solo a pensare che finalmente avrebbe trovato una qualche spiegazione a ciò che voleva sapere…le interessava solo quello!


    Cloe, la tua Somma Creatrice non si fiderebbe tanto…
    <<Tranquilla, Somma, non mi accadrà nulla! U_U >>
    <<E come fai ad esserne così sicura?, ti ricordo che è stato beccato il bivio peggiore...>>
    <<Perché sono la protagonista, non posso morire ora, altrimenti con chi continui la storia? U_U >>
    <<………..>>




    In un quartiere alquanto malfamato, Brian si piazzò all’inizio di un vicoletto cieco, dicendole che avrebbero dovuto attendere lì i suoi commissionatori…
    <<A chi serve il sangue trattato?>> chiese lei, morendo di curiosità
    <<Davvero non ci sei arrivata?>> chiese lui triste, che sperava di non aver fatto un grosso errore ad averla portata con sé.
    Cloe ci pensò su…si, un’idea l’aveva avuta però…ma dai!
    <<Bhè, vampiri a parte, a chi può interessare?>> fece lei sarcastica, ma il silenzio di Brian non le piacque…per niente.



    <<Heylà!>> fece una voce maschile fintamente amichevole alle spalle di Cloe.
    Quando si voltò, la nostra non ebbe più dubbi…quelli erano proprio due vampiri!!





    <<Ti sei portato l’amichetta, Brian?>> rise quella che sembrava una ragazzina di 17 anni. Aveva una voce molto infantile, ma una ghigno che non lasciava dubbi sulla sua natura demoniaca.
    Un involucro estroso e puerile, che al suo interno non racchiudeva nemmeno la più piccola traccia di umanità.
    Mentre Cloe era rimasta immobile ad osservare quella singolare figura, Brian si rivolse pauroso al moro:
    <<Ares, ho portato quei campioni trattati che mi avevi chiesto…>>


    Cloe trasferì velocemente la sua attenzione sul vampiro alto e possente, che sembrava a stento essersi accorto di lei.
    Ares, questo era il suo nome, osservò divertito Brian, mentre questi gli serviva uno dei campioni.
    Sembrava quasi ne godesse, il vampiro, nella paura che incuteva.
    Quando parlò, seppur con voce apparentemente calma e sarcastica, fece tremare i due umani:





    <<Certo, se ti avessi chiesto delle analisi del sangue, Brian, ora Nitty ti avrebbe ringraziato con un bel bacino, vero Nitty?>>
    La ragazzina rise infantilmente, portandosi una mano alla bocca:
    <<Si-si, sei molto carino Brian, ti avrei dato un bacino volentieri!>>
    Ormai si erano completamente dimenticati di Cloe, persino Brian, che stava cercando di trattenersi nel non farsela addosso, visto che quelle risatine sarcastiche dei due vampiri non promettevano niente di buono…


    Ma il cervello di Cloe era in moto, avanzando velocemente un’ipotesi: se ad un vampiro serve del sangue chimicamente modificato, allora cercavano una cosa sola:
    <<Siete spacciatori?>> chiese lei, mentre pensava a come uno della pasta di Brian potesse essere immischiato in una cosa del genere…ma nessuno si curò della sua domanda.
    Purtroppo per tutti noi, Cloe non era il tipo da accettare di non essere calcolata:
    <<Se hai bisogno di sangue trattato per i donatori, questi campioni non ti serviranno a nulla!>>
    I tre si zittirono, voltandosi verso di lei con espressioni diverse:





    - Brian che la pregava con gli occhi di tacere, o li avrebbero fatti fuori;
    - Nitty, l’apparente ragazzina diciassettenne, le ridacchiò in faccia:
    - E Ares…Ares fu l’unico ad ascoltarla seriamente: la osservò con sguardo divertito e curioso, quasi si fosse accorto di lei solo in quel momento:
    <<Fammi capire, sottospecie di Einstein in gonnella…mi stai dicendo che sto pagando questo inutile umano per nulla?>>
    <<Se ti serve sangue da spacciare, si, lo stai pagando per nulla! Se me l’avesse detto prima, cosa fare, gli avrei spiegato che bisogna partire dal sangue vampirico, eliminare il veleno e altre sostanze, e poi trattare il sangue chimicamente, non il contrario!>>
    Come si era aspettata, Cloe era già arrivata alla soluzione, e se quell’idiota di Brian gliel’avesse spiegato dall’inizio, invece di fare il vago (voleva tutti i soldi per sé), ora non sarebbero stati in quella situazione!


    Brian, da parte sua, tremava, Cloe era sicura di avergli sentito sbattere i denti più volte…vigliacco.
    Ares invece scoppiò a ridere…una di quelle risate che mettono gelo.
    Quel vampiro non rideva perché era divertito, ma perché era arrabbiato.
    Mise forte una mano sulla spalla di Brian, facendolo balzare di paura, e disse:
    <<Ah Brian, queste donne non impareranno mai a stare zitte, eh?>>





    <<G-già…>> balbettò il ragazzo.
    “Bastardo!” pensò Cloe, che aveva capito che se ce ne fosse stato bisogno, Brian sarebbe arrivato a venderla a quei vampiri, pur di salvarsi.
    La vampira nel frattempo sembrava essersi estraniata dalla situazione, camminando avanti e indietro per il vicolo e canticchiando una strana nenia…
    <<Ok Brian, è stato….illuminante!>> rise Ares: <<Ora perché non torni nel tuo laboratorio e non fai come ti ha suggerito la tua fidanzatina?>>
    <<Po-posso andare?>> chiese il ragazzo incredulo
    <<Sloggia, e torna con risultati!>> terminò il vampiro minaccioso.


    Quando Cloe fece per seguire Brian, che correndo dalla paura aveva già svoltato il vicolo, Ares la bloccò alzando un braccio, bloccandole il passaggio:





    <<A-A!>> fece lui sorridendole maligno: <<Non mi pare di aver dato alcun permesso a te…>>
    <<Cloe>> rispose lei apparentemente tranquilla, ma ben all’erta e pronta a fuggire
    <<”Cloe”…>> Ares la osservò meglio, come a pensare alla decisione che aveva appena preso, poi sembrò ricordarsi improvvisamente di una cosa, e si rivolse all’altra “compare”:
    <<Nitty, che ci fai ancora qui?>>
    La vampira, che ancora canticchiava, si bloccò di scatto, voltandosi verso di lui:
    <<Ah, posso andare?>> chiese incolore
    <<Mi chiedevo più che altro perché aspettassi che te lo dicessi io!>>
    La vampira ridacchiò come una bambina, saltellando verso Cloe:
    <<Tranquilla rossa, torno subito!>> e in un secondo, la Nostra non la vide più…Nitty aveva spiccato un balzo fulmineo, sparendo all’istante…fu in quel momento, che Cloe realizzò in tutto l’orrore, il guaio in cui si trovava…


    <<Tornando a noi…”Cloe”>> le fece il vampiro avanzando verso di lei, costringendola, senza nemmeno che lei stessa se ne rendesse conto, a farla appoggiare con le spalle al muro:





    <<Sapresti creare quello che ti chiedo? Sai trattare il sangue?>>
    In tutta risposta, Cloe gli sputò in faccia.


    Ares non chiuse nemmeno gli occhi all’impatto con la saliva:
    <<Mossa sbagliata…e molto stupida>>
    Si ripulì il viso con la manica della giacca e riprese a parlare con voce vibrante, una voce che a Cloe risuonò stranamente sensuale.
    <<Mi dispiace per il tuo ragazzo…ma temo che non sentirò più la sua puzza tra…3…2…>>
    <<Spero che soffra!>> sputò con Cloe senza pietà.
    Ares sorrise malignamente, leggermente sorpreso da tutta quella rabbia in un’umana:
    <<…1…>>
    Nitty era tornata, e il sangue di Brian sulla sua faccia a dimostrare cosa era avvenuto in quello scarso minuto:





    <<Porcaccia!>> esclamò Cloe
    <<Non ti urterà un po’ di sangue sul viso della povera Nitty, spero!>>
    <<No è che…la Somma Creatrice ha usato del materiale personalizzato, non ci posso credere!>>
    Nitty ridacchiò: <<La Somma Creatrice ci vuole bene, per noi questo ed altro ù_ù>> fece tranquilla la vampira, mentre ancora si leccava con goduria intorno alle labbra.

  8. #668
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Mentre Cloe la guardava inorridita, pensando che a breve avrebbe dato di stomaco, Ares tornò a parlare:
    <<Brian ci ha fatto solo perdere tempo>> cominciò, facendo voltare la nostra verso di lui…e quello fu l’errore fatale.
    <<Non puoi aiutarci?>> fece Ares quasi sussurrando, con un tono sensuale che la mandò letteralmente in tilt.
    Non riusciva più a staccare gli occhi da quel vampiro…anzi, non è che non ci riusciva…lei NON voleva!
    Lo lasciò avvicinare senza difese, incantata:
    <<Una come te merita più credibilità, non sei alla stregua di questi stupidi umani…>>
    <<No…>> fece lei in trance



    <<Dovrebbero tremare tutti, quando parli, tutti dovrebbero aver paura di te…voglio solo aiutarti…>>continuò lui avvicinandosi sempre di più…ormai l’aveva in pugno:
    <<Si…>> rispose Cloe sussurrando a sua volta, mentre il respiro si faceva affannoso…tutto in torno a lei stava perdendo forma: non vedeva più nemmeno l’altra vampira…Ares, c’era solo Ares.
    I suoi occhi, le sue labbra, le sue mani che in quel momento le incorniciavano il viso…



    <<Posso darti ogni cosa, sai? Devi solo chiedere…>> continuò il vampiro seducente, mentre la mano destra era già scivolata piano, sapiente, sulla spalla di lei.
    <<Voglio…te…>> sospirò a fatica Cloe, ormai del tutto persa nei suoi occhi.
    Ares le sorrise, senza nessuna apparente malignità: si avvicinò al suo viso, puntando inizialmente alle labbra della ragazza, ma a pochi millimetri da esse, ne sfiorò con le proprie solo l’angolo destro, scorrendo sugli zigomi, e poi…sul collo.
    Il suo alito caldo, su quella zona così delicata, la fece rabbrividire di piacere, e pian piano, mansueta e accondiscendente, inclinò il capo per lasciarlo fare.



    I canini di Ares spinsero sull’epidermide fino a bucarla, il dolore fu lancinante, e a Cloe scappò un gemito sofferente.
    Il vampiro affondò, premendo anche con le labbra, come a volerle sopprimere il dolore, poi succhiò una prima volta.
    Un brivido attraversò la Nostra…il dolore già spariva, per lasciare posto ad un’estasi mai provata prima…
    Quando non sentì più tensione nei muscoli di lei, Ares prese a succhiare una quantità maggiore di sangue, poi ancora, e ancora…continuò per un tempo che a Cloe parve infinito…un tempo che avrebbe davvero mai voluto avesse fine.
    Arrivata però al punto del salasso, senza forze, si appoggiò alle braccia dell’altro, e Ares capì:
    invertì il corso delle calanature all’interno dei suoi canini, e le iniettò la dose di veleno giusta.
    Sfilò pian piano i canini, con delicatezza, e succhiò ancora, lentamente, delle gocce di sangue attorno alla ferita…poi la lasciò cadere, sfinita.














  9. #669
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Quando riprese i sensi, si ritrovò in un ambiente sconosciuto, con la testa che, non appena tentò di alzarsi, le girava come una trottola.
    Si alzò piano, e recuperato l’equilibrio, si guardò attorno…dove diavolo era?
    Arricciò il naso…c’era un odore…non brutto, ma…invadente.
    Polvere…sangue…stava cominciando a distinguere gli odori, che le stavano dando anche alla testa, assuefacendola, mentre nelle orecchie rimbombavano suoni…scalpiticcio di tacchi da donna, risate, bicchieri che tintinnavano in un brindisi…erano lontani, ovattati, ma la confondevano.
    Tentò si seguire quelle voci, quegli odori, cercando al contempo di ricordare come era finita in quella…grotta? Era una grotta?

    Imboccato un piccolo corridoio, si trovò in quella che poteva definirsi una stanza più grande, ma in realtà non era altro che il continuo del corridoio di prima, solo più largo, non c’erano muri separatori…
    E la scena che le si presentò davanti….oh, porcaccia!



    <<Hey, ma guarda! La principessa si è risvegliata!>> fece una donna seduta su un divano, e accanto a lei…Ares.
    <<Buongiorno, dormigliona!>> fece lui con scherno
    Cloe in un attimo ricordò tutto: Brian, la ricerca del sangue trattato, Ares e Nitty…e il morso.
    La sensualità di Ares, che l’aveva incantata.
    Peccato che in quel momento, la sua vista le faceva solo ribrezzo…
    “Fuga” riusciva solo a pensare Cloe, come un perfetto topolino da laboratorio in trappola.
    Sulla destra, assente, seduta su di un sargofago in pietra, stava Nitty, intenta a giocare con una bambola: alzò il capo, e le sorrise maligna.

    Cloe avanzò guardinga, notando anche un altro vampiro seduto su di una poltrona, vicino agli altri due…sembrava non volersi proprio muovere, come un manichino.
    Gli passò alle spalle, mentre Ares e l’altra vampira la osservavano divertiti e curiosi, come se fosse una specie di clown messo li apposta per fare spettacolo.
    Tremava, Cloe. Tremava e avanzava a piccoli passi, guardando a sua volta i due vampiri:



    quella vicino ad Ares non riuscì a trattenere una risata fragorosa:
    <<Ma guardala, è tesa come una corda di violino!>>
    Cloe riguardò Ares…ora la sua vista le provocava solo tanta paura, non c’era più niente di fascinoso in quell’individuo! Anche lui ridacchiava, e all’improvviso…
    <<BU!>> urlò lui facendola balzare dal terrore. La vampira vicino a lui esplose in un’altra fragorosa risata, mentre lui scosse la testa divertito, quando ad un tratto ridivenne serio, come se si fosse improvvisamente ricordato di qualcosa d’importante, e si rivolse all’altro vampiro, che nel frattempo era rimasto immobile tutto il tempo:
    <<Charlie Chaplin?>>
    <<No…>> rispose annoiato quello, mentre la vampira vestita di verde continuava a ridere.
    Cloe era atterrita, e spaventata da morire…che le avevano fatto?
    Corse via da quella sala, imboccando un altro corridoio, ma nessuno sembrò darle più attenzione:



    <<Charlie Brown?>> sentì chiedere ancora da Ares, con le risate della stessa vampira che gli spiegava che Charlie Brown era un cartone, e non un film.

    Cloe correva veloce, attraversando decine di corridoi tutti uguali…la logica, in quel momento, stordita com’era, non le venne in aiuto.



    Incontrò svariati vampiri, che si facevano bellamente i fatti propri, mentre lei cercava disperatamente un’uscita.
    Fu quando arrivò in un enorme salone, che si sentì svenire…


  10. #670
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Un’orda di vampiri che si divertiva al ritmo di musica metal, bevendo sangue da dei calici (o direttamente da degli umani messi li come carne da macello), ballava disordinatamente…chi litigava e faceva a pugni…se non fosse stato per quegli uomini e donne umani, che tra l’altro sembravano essere lì di loro volontà, per esseri usati alternativamente ai calici, quel luogo non sarebbe stato nemmeno tanto diverso da un pub che c’era a Twinbrook!

    Come prima, nessuno sembrò curarsi di lei, che correva in giro in cerca di una via d’uscita, e nella corsa, distrattasi a guardare un uomo porgere il proprio braccio ad una vampira, si scontrò con qualcuno e cadde:
    <<No! No! Signor Wilson!!>> urlò l’uomo (un altro vampiro) scostandola da terra, e recuperando ciò su cui Cloe era caduta.



    <<Oh, povero signor Wilson!>> fece il vampiro rivolto ad una paperella di gomma.

    Cloe tentò di rialzarsi, ma rovinò nuovamente a terra, stordita da quelle voci e quegli odori forti.
    Cercò di respirare, ma non c’era aria che le arrivasse ai polmoni, o per lo meno lei non la sentiva…che le stava succedendo?
    <<Stai male?>> fece il vampiro meravigliato: <<Signor Wilson, dici che devo aiutarla?>> il vampiro si portò all’orecchio la paperella, poi annuì aggrottando le sopracciglia.



    Si voltò verso Cloe, e col tono di un bimbo dispettoso, le disse: <<Il signor Wilson ha detto che non devo aiutarti!>>
    Cloe, ignorandolo, si rialzò appoggiandosi al muro, e si allontanò da quello starno individuo.

    Arrancò finchè non vide una bambina, riccamente vestita, seduta su un…un….un uomo?
    Si fece coraggio (cosa avrebbe potuto farle di peggio, una bambina?) e le si avvicinò.



    <<Dov’è l’uscita?>> annaspò Cloe, constatando che era proprio un uomo quello su cui sedeva la bambina.
    Quest’ultima non rispose. La guardò con sguardo freddo e vuoto, poi alzò un braccio, puntando lo verso un altro corridoio. Cloe la osservò, domandandosi se era il caso di ringraziarla, ma evitò, dato che la stessa era già tornata ad osservare vacuamente un punto del muro.

    In quel corridoio, Cloe trovò finalmente della scale da salire, e dopo diverse lunghe rampe, si ritrovò in un bar…altri odori le investirono le narici: alcol, cibi speziati, addirittura incenso. Il locale era piccolo, e c’era solo un’altra porta oltre a quella dalla quale era uscita: si avvicinò ad un altro vampiro, alto e ben piazzato, che stava di guardia.
    <<Devo uscire…>> fece lei tentando di simulare tranquillità.
    Il vampiro le diede una veloce occhiata, e le aprì la porta…altre scale.

    Arrivata finalmente a quella che semprava la cima (sentiva in lontananza odori esterni ora…alberi, animali…) e si ritrovò in una cripta aperta.

    Uscì fuori, per la prima volta in tutta la sua vita, desiderando aria aperta, e fu in quel momento che si rese conto, col vento sul viso, di non avere più gli occhiali.
    Si bloccò di colpo…lei senza occhiali non AVREBBE dovuto vedere nulla! Ma che diavolo…



    Si guardò attorno: era in un cimitero…e in lontananza si poteva scorgere Bridgeport!
    Il pensiero corse a Sid, che abitava lì…lui avrebbe potuto aiutarla!
    Cominciò a correre, senza nemmeno rendersi conto della velocità a cui andava, e si scontrò con una ragazza:

    <<Ahi!>> urlò quella, e subito il fidanzazo intervenne:
    <<Hey, sta attenta a do-…oh, scusa, mi dispiace, è colpa nostra, non ti avevamo vista!>> fece lui improvvisamente impaurito dopo aver guardato Cloe in faccia.



    Il ragazzo si tirò la fidanzata, e i due s’incamminarono a passo svelto verso l’uscita del cimitero.
    E Cloe…avvertì una nuova eccitante sensazione…quell’odore nuovo e meraviglioso che le invadeva le narici, stuzzicandola.
    Quei due umani, odoravano di paura. Istintivamente li seguì, prima piano, poi accelerando sempre di più il passo, finchè la curiosità non divenne sete.

    I due giovani, accortisi che la ragazza li seguiva, tentarono di affrettarsi, stringendosi le mani, ma se la trovarono improvvisamente davanti.



    Nemmeno Cloe sapeva come aveva fatto a superarli, in quel momento non era più in sé…aveva solo tanta, tanta sete.
    Un istinto primordiale e selvaggio che non poteva essere ignorato.

    I due fidanzati tremarono, spaventati come non mai.
    Senza guardarla negli occhi, sperando che non facesse loro del male in un luogo così aperto, e per di più di giorno, finirono per farsi chiudere in una piccola piazzetta chiusa tra glia alberi.



    <<Oh, per La Somma Creatrice! Questa adesso ci mangia!!>>
    Piagnucolò stizzita la ragazza: <<E’ tutta colpa tua, lo sapevo che non dovevamo venire oggi al cimitero! >> urlò rivolta al fidanzato
    <<Colpa mia? Sei tu che ieri non volevi venire, perché dovevi andare a fare shopping con quella balena di tua madre!>> inveì lui
    <<Non ti permettere di offendere mia madre! E tuo padre allora?!? Sempre con l’alito sul collo a chiedere quando ci sposiamo!>>

    Cloe era rimasta dapprima un attimo interdetta…ma si erano dimenticati di lei, o erano le ultime parole che si stavano dedicando?
    <<Scusate…>> fece ironica tentando di interromperli, ma i due ormai erano totalmente assorbiti dalle loro discussioni…al diavolo!
    L’istinto finale prese il sopravvento: saltò puntando le mani sulle teste dei due, facendole sbattere a terra…senza curarsi d’altro, davanti ai suoi occhi si prospettava invitante solo il collo della giovane che aveva appena assalito.



    Morse con ferocia come un animale, in modo molto diverso da come aveva fatto Ares con lei.
    Quando cominciò a succhiare il sangue, provò un brivido nuovo ed esaltante…il sapore era dolce, e goduriosa non riusciva più a fermarsi. Si sentiva come una Dea che assaggia l’Ambrosia per la prima volta, e si disse che non sarebbe più esistito per lei, nulla di così buono!

    Quando fu sazia, mollò esanime il collo della sua vittima, e corse via, inebriata da quella nuova forza. Si sentiva…invincibile…niente e nessuno poteva fermarla, pensava la Nostra in un delirio di onnipotenza.

    Per le strade della città, la gente la scostava, impaurita.
    Sentì la propria superiorità, finalmente tangibile, rispetto a quelle insulse formiche che brulicavano per le strade.
    Ora era lei il “pezzo grosso”, ora era il mondo attorno ad essere piccolo ed insulso.
    La fobia di rimanere all'aperto era un qualcosa che ormai, non le apparteneva più...



    Provò la sua velocità, correndo e spazzando via chiunque non facesse in tempo a spostarsi…poi guardò due grattacieli vicini: saltò tra le pareti esterne dell’uno e dell’altro, arrivando in cima ad uno di essi…ed eccola lì: su quella terrazza, ad osservare una città ai suoi piedi.
    (Delirio di Onnipotenza? Chi? Cloe? Nhaaaaaa :nda)

    Non c’erano più i suoi genitori, non c’era più Sid…ma invece di sentirsi sola…si sentì libera, e forte come non mai.

    ATTENZIONE!! IL CAPITOLO CONTINUA QUI!

 

 
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