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Risultati da 781 a 790 di 1091
  1. #781
    sim onniscente L'avatar di Dina Caliente
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Ce.l'ho.fatta!
    Finalmente ho letto TUTTA la LoD! Per la verità, l'ho già letta ieri, ma ho pensato che a distanza di 24 ore avrei potuto dire qualcosa di coerente. XD Allora-allora, andiamo per ordine.
    Da cosa cominciamo? Ma ovviamente da Maddie! Divertentissima la sua storia. La leggevo dal cellulare e mia sorella mi ha rimproverato più volte che sembro una matta a ridere da sola. U_U Con mio grande stupore (e fortuna) le scelte hanno sempre combaciato con quelle che avrei fatto io, tranne per la prima: io avrei votato per il restare a casa col papà e farsi il viaggio fino al lavoro. La migliore amica, quella bashtarda (io spero vivamente intenda a chi mi riferisco, perché coi nomi faccio sempre cilecca XD), dava a vedere fin da subito che c'era qualcosa di torvo. Geniale, poi, dopo che l'ex l'ha mollata e si sente al telefono con questa il mostrare la foto della tipa in intimo con l'ex, senza descriverlo nel testo. Io in genere le foto le sfoglio rapidamente, invece lì mi son resa conto che con te bisogna davvero guardarle! XD Ugualmente, però, non mi ero resa conto che Maddie aveva preso a vestir di nero dalla partenza di Marc, se non quando l'hai fatto notare. XD Riguardo quest'ultimo, ho trovato molto coraggiosa la sua bisessualità. E' un aspetto che ho apprezzato molto soprattutto per via del tabù che ancora aleggia attorno a questa scelta. Ho adorato i personaggi: tutti! Da Maddie, a Marc, a Star fino anche a Ivan: tutti perfettamente caratterizzati e ben delineati. Ero arrivata a un punto da non dover più neppure leggere chi diceva cosa, perché lo capivo già dal modo di parlare! Quindi, vivissimi complimenti per la prima generazione.
    Per quanto riguarda la storia di Claire, be'... Ancora non mi esprimo per due motivi: primo, sto scrivendo dal cellulare e sarebbe troppo lungo () e secondo, attendo l'aggiornamento con la mia primissima scelta! XD Sappi solo che Cloe l'adoro ed ho una folle cotta per Sid! XD Peccato che il Vero Amore di Claire sia stato perduto... Be', Maru. Che altro dire? Sicuramente mi sono come sempre dimenticata di aggiungere qualcosa, al massimo lo farb in seguito. XD E... AGGIORNA! XD
    Sei stufo di giocare con i sim della EA? Vuoi provare una partita in Multiplayer? Gioca con noi al Quartiere comune!

  2. #782
    sim dio L'avatar di Claudy97wts3
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Dina sei cattiva pensavo che Maru avesse aggiornato!!

  3. #783
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Ragazzi per favore-per favore, questo è il numero esatto di post che mi serviva per pubblicare il capitolo!!
    Non scrivete sotto di questo, per favore!
    Mi mancano 9 foto da fare, solo che ora sono a Roma per il fine settimana, quando torno le faccio e pubblico,
    è davvero questione di pochissimo, scusatemi!!
    E chi l'avrebbe mai detto che mi sarei dovuta scusare per il ritardo di un mio capitolo...omg


    Barbiebarbie

    Barbie, ma ti ringrazio tantissimo, sei stata di una dolcezza unica! Davvero, in poche parole hai espresso delle emozioni fortissime, non sai quanta gioia mi hai dato, nel vedere quanto t'era piaciuta Maddie, la storia in generale, le foto...davvero, quando mi fate tanti complimenti mi sciolgo, però tiro anche un sospiro di sollievo, perchè vedo che il lavoro dietro si vede: non mi piace fare l'ipocrita, il lavoro dietro c'è, e tanto (che poi sia bello o brutto lo decidete sempre voi^^) T'ha fatto riflettere addirittura, ahaha, nu dai non esageriamo, alla fine sono sempre questioni molto tranquille e semplici! I personaggi sicuramente sono ciò a cui mi dedico di più, su ognuno di loro c'è sempre un bel lavoro da fare dietro, ma quando poi sento che v'affezionate so di essere riuscita nel mio intento U_U
    Spero allora di continuare a farti piacere, e che parteciparai alle prossime votazioni, se ti andrà Grazie mille del commento, barbie, sei stata dolcissima!!

    Dina

    D'OH! Lo sapevo, hai fatto prima di me!!
    Ma come potete avere la pazienza tutti voi di sorbirvi TUTTA la storia di Maddie? omg! E' luuuunga :O
    A me non può fare che piacere, però mi rendo conto che siamo pur sempre davanti ad uno schermo, mamma mia ragazzi/e, che pazienza! (e ammirazione da parte mia!!)
    Ecco Dina, come ho detto spesso nel topic discussioni, per me le foto sono moooolto importanti, magari non perfette, ma cerco sempre di rappresentare ciò che scrivo in maniera realistica. In fondo, questa è si una storia, ma se siamo a pubblicarla su un forum di the sims, un motivo ci sarà, no?
    Io AMO fare le foto, ci perdo tanto tempo (e si vede dalla frequesnza dei miei aggiornamenti =_=), poi possono non piacere, ma io adoro sperimentare...anche se non abbandonerò mai le foto larghe! Ormai sono proprio un tratto distintivo del mio modo di fare le foto (ok, qualche primo piano qua e là scappa, ma volte ne ho bisogno U_U)
    La prima generazione, come hai visto si discosta parecchio dalla seconda: con Maddie, è stata anche più una prova per me, perchè comunque la lod è difficile tirarla su, quindi è stato organizzato tutto all'insegna della semplicità e del "facciamo una risata" XDXD
    Con Cloe si toccano temi più oscuri, certo se aveste (se avessero XD) preso la giusta, l'aria sarebbe stata molto più leggera, c'è però da dire che, di quanti stupidi scritti ha partorito la mia mente, personaggi "cattivi" veri, non ne ho mai fatti, quindi anche questa sarà per me una prova nuova....chissà.
    Ti ringrazio anche per l'osservazione sull'aspetto della bisessualità di Marc, ho cercato di essere il più delicata ma al contempo naturale possibile...spero di esserci riuscita! Ti piace Cloe??? OMG, la seconda fan!! *lacrime di giubilio* avvisero il povero Pey, che si sente solo! No vabbè scherzo, ci sono anche Damned e mettiu...state crescendo vedo U_U
    Ah-ah, bene, allora ti farà anche piacere sapere che nel prossimo capitolo Sid è quasi onnipresente Fin'ora è apparso pochissimo, avete visto davvero poco di lui, sarà in questo capitolo che lo conoscerete bene...
    Ti aspetto, se ti andrà alle prossime votazioni, e grazie millissime per il commento!!! (voi aspettatemi di là U_U) ^_^


    Ragazzi per favore-per favore, questo è il numero esatto di post che mi serviva per pubblicare il capitolo!!
    Non scrivete sotto di questo, per favore!
    Mi mancano 9 foto da fare, solo che ora sono a Roma per il fine settimana, quando torno le faccio e pubblico,
    è davvero questione di pochissimo, scusatemi!!
    E chi l'avrebbe mai detto che mi sarei dovuta scusare per il ritardo di un mio capitolo...omg


  4. #784
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Ta-dan!!! In perfetto orario!! *solita sequenza di lettori che lanciano uova e frutta marcia*
    Gente, tutto ciò che poteva accadere per rallentarmi con la creazione di questo stramaledetto capitolo, è successa, me ne fosse andata bene una, quindi comincio coll'inginocchiarmi e chiedervi pietà per le foto orripilanti che stanno per susseguirsi: come dire? Quando non c'è più pazienza, ti viene solo voglia di disinstallare il gioco, bruciare i dvd e farti bannare dal forum
    Il capitolo è luuuuuungo, quindi dividetevelo in pezzetti come più preferite (tanto le votazioni scadono tra un mese ), e VOTATE!!
    Sono state eliminate ben tre scene, dialoghi e spiegazioni ridotti all'essenziale, ho fatto ciò che potevo per non rifilarvi il riassunto di Ben-Hur, chiedo venia anche per questo!
    Faccio a tutti un grande in bocca al lupo, soprattutto ai lettori che sono ancora in lizza per i bannerini: vi ricordo che non siete obbligati a seguire la vostra precedente scelta, nel senso che se avete preso la sbagliata nel precedente trivio, e stavolta volete votare giusto, o viceversa, non c'è problema! (ammesso che ci azzecchiate ). Ovviamente possono votare tutti, anche quelli che non hanno mai partecipato!
    Attenzione! Scene leggermente cruente, del buon sano black humor, e...insomma, si parla di vampiri, non di coniglietti rosa, quindi occhio, ai più sensibili!!


    Credo d'aver detto tutto....via! (e finalmente!)


    2.3 - Challenge Accepted!


    Avevamo lasciato i nostri eroi, Sid e Jen, alla nuova scoperta di Cloe diventata vampira.
    Mentre il forum continuava la propria vita, mangiando i panettoni di Natale, festeggiando il Capodanno, partecipando alle feste di Carnevale, e s'accingeva ora a scartare le uova di Pasqua, loro sempre li sono rimasti, all'uscita del bar di vampiri, buoni-buoni ad aspettare che la Somma Creatrice si decidesse a pubblicare il capitolo U_U
    Quindi eccoli in viaggio...
    La moto di Sid frecciava a gran velocità tra le strade di Bridgeport, ancora vuote. Erano a stento le sei del mattino.


    <<Non vedo l’ora di essere a casa e poter fare una doccia! Che schifo, penso ancora di avere addosso il puzzo di quel locale di vampiri! Vicious, quando una prossima volta vorrai trascinarmi per dubbi locali per tutta la notte, dimmelo prima alme-…HEY!!>> si lamentò improvvisamente stingendosi di più a lui, dopo un’accelerazione improvvisa.


    L’aveva fatto apposta, Sid: da quando aveva scoperto che a Jen spaventava l’alta velocità, non perdeva occasione di farle quello scherzetto, oltre per la soddisfazione di farla tacere, sentirne il seno che si schiacciava sulla sua schiena, e le mani che gli cingevano la vita, era ancora meglio!


    <<Vicious! Va piano!! E poi, che strada stai prendendo? Casa mia non è da questa parte!>>
    <<Lo so>>
    <<Allora sei doppiamente stupido, se sbagli pure in coscienza!!>>
    <<Non ho sbagliato strada, dobbiamo fare una capatina a Twinbrook>>
    <<A Twinbrook?!? Ma sei impazzito? Fra tre ore dovremmo essere al lavoro! Io DEVO passare per casa prima!!>>
    Sid frenò all’improvviso: <<Ok>> fece con un sorriso furbo <<Scendi allora!>>





    <<Qui? Ma abbiamo lasciato il centro, dovrei fare il ponte a piedi, la metro più vicina è a due kilometri!!>> si lamentò lei.
    <<Capisco…allora temo non ci sia altra scelta, devi venire con me!>> fece fintamente dispiaciuto.
    <<L’hai fatto apposta! Tu lo fai in continuazione!! Ti odio. Profondamente. Sei l’essere più stupido e menefreghista che io abbia ma-…HEY!!! RALLENTAAA!!!>>


    E due XDXD


    Giunti alla Clips House, dopo due ore di viaggio, Jen non aveva ancora terminato la lusta lista di epiteti con i quali poteva appellare quello stupido essere che rispondeva al nome di Sid.
    La giovane psicologa scese dalla moto, guardando l’abitazione ed indovinandone i proprietari, mentre Sid sistemava meglio il veicolo a motore spento.





    <<Bella casa>> fece lei osservando la parte frontale, soffermando poi la sua attenzione su di una seconda struttura, evidentemente aggiunta in un secondo momento.
    A destare la sua curiosità, fu in effetti quella curiosa porta con l’oblò:
    <<Cosa c’è li dentro?>> chiese spontanea, avviandosi già in quella direzione.
    Sid le si parò davanti velocemente:
    <<Nulla>> fece lui sorridente.
    <<Allora posso vedere>> rispose lei superandolo, ma Sid la sorpassò nuovamente.
    <<Nonono, qui non si entra!>> ripetè, più divertito che infastidito.
    <<E perché mai?>>
    <<Perché solo io e Cloe entriamo qui. E’…nostro.>>
    <<Non essere ridicolo…>> fece lei ridendo, ma s’accorse subito di quanto, dietro quel sorriso beffardo, Sid fosse serio.
    <<Posso sapere almeno cosa c’è?>>
    <<No>> fece lui continuando a sorriderle in quel modo furbo: adorava dirle di no e farla arrabbiare, ma comunque non l’avrebbe fatta entrare li in ogni caso.
    Né lei, né nessun altro.


    <<Hey, ma buongiorno! Sid, quella moto ha bisogno di un silenziatore, hai dato la sveglia a tutto il vicinato!>> fece una voce dall’alto.





    Jen alzò gli occhi, e la versione adulta da li a vent’anni di Sid, le si parò nel campo visivo. Doveva essere il padre, come confermarono le parole del ragazzo poco secondi dopo:


    <<Ciao papà! Lascia la porta aperta che saliamo subito! Guarda che bel pezzo di femminuccia che ho portato!>>
    <<Sid!!>> digrignò tra i denti Jen: non voleva certo essere presentata in quel modo!! Grrr, che odio!!


    Eric, il padre di Sid, sorrise leggermente: almeno suo figlio portava un po’ d’allegria. Magari avessero potuto prendere esempio da lui, pensava l’uomo mentre rientrava, lasciando socchiusa la porta.


    <<Vieni>> le fece Sid pratico, e Jen lo seguì.
    Improvvisamente però, il ragazzo si fermò a metà scalinate:


    <<Jen?>>
    <<Si, Vicious?>>
    <<Ehm…non devo dirglielo, vero? Di Cloe?>>
    Jen sospirò…avrebbe dovuto capirlo che erano li per quello:
    <<Ovviamente no. Non fare cose affrettate: sei ancora scioccato, oltre che a rivelare la nuova natura della tua amica ai suoi genitori, provocherà loro un trauma non indifferente.>>
    <<Ok, allora…>>
    <<Nemmeno ai tuoi, di genitori>> lo interruppe lei metodica.
    <<Certo…>> soffiò il ragazzo stringendo forte la ringhiera.
    <<Temo inoltre…>> fece la bionda raggiungendolo sulle stesso scalino: <<…che tu stesso non abbia ancora metabolizzato bene la cosa. Se ti va di parlarne…>>
    <<Parlare con te?>> ghignò lui lui sforzandosi di recuperare di nuovo un po’ d’ilarità:





    <<C’è tanto altro che potremmo fare, biondina, altro che due chiacchiere!>>
    Jennyfer sorrise beffarda:
    <<A volte quasi percepisco un cuore, una sorta di umana bontà, ma poi ovviamente mi rendo conto che alla fine rimani sempre il solito porco.>>
    <<La fai suonare come una cosa brutta>> fece lui avvicinandosi in maniera pericolosa.
    <<Molla l’osso, Vicious!>> ribattè la ragazza, sorpassandolo ed evitando accuratamente il minimo contatto fisico.


    Entrati in casa, sia l’ingresso che la cucina si presentarono vuoti:


    <<Ma dove sono tutti?>> chiese Jen sottovoce, pensando che probabilmente gli altri ancora dormivano.
    <<Bho. Vuoi un caffè?>>
    <<Oddio, si! E’ proprio quello che ci vuole adesso, sono distrutta.>> fece lei seguendolo in cucina, passando velocemente il proprio sguardo tra le foto di famiglia appese al muro.


    <<Il caffè è già fatto, e la macchinetta è piena per metà. Ergo sono già tutti in piedi>> disse Sid versando due tazze, e poi porgendogliene una.
    <<Si, però la casa è così silenziosa…>> mormorò Jen prima di fare una lunga sorsata.
    <<Come immaginavo, papà e zio Marc sono fuori in giardino>> fece Sid appoggiato al vetro della finestra. Jen gli si avvicinò per guardare a sua volta.





    <<Come stanno tutti?>> chiese pacatamente, come le imponeva la sua formazione professionale di psicologa.
    Sid si strinse nelle spalle:
    <<Credo che riescano ad andare avanti solo perché Cloe agli atti è ancora scomparsa, e non…>>
    <<…ho capito>> concluse lei aiutandolo.


    Sid odiava stare in quel modo. Per sua natura, la sofferenza e il piangersi addosso erano cose che non lo riguardavano.
    Bastava solo trovare qualcosa che potesse distrarre, non far pensare, e i problemi che tanto spaventano, possono diventare minuscoli.


    Bastava non fermarsi. Bastava non perdere lo spirito.


    Mentra Jen osservava dalla finestra le movenze di Eric e Marc, tentando di carpirne uno status psicologico, Sid la distrasse annusandole i capelli, e provocandole brividi su tutta la schiena.
    Ma voleva proprio farla arrabbiare quel giorno?





    <<Ma che cavolo fai?>> chiese rabbiosa voltandosi e trovandoselo nuovamente troppo vicino. Bhè, aveva trovato la persona sbagliata per giocare al gatto col topo!!
    <<E’ l’odore dei tuoi capelli…mi istiga, sai?>>
    <<Ti regalerò il mio shampoo allora!>> ribattè lei evitando di guardargli le labbra.
    <<Vengo a prendermelo a casa tua?>>


    <<Cough-cough…>>
    Un tossicchio divertito attirò la loro attenzione verso l’entrata della cucina.





    <<Mamma…ma buongiorno! E saresti qui da…quanto?>>
    Star ghignò, facendo chiarezza in Jen da quale dei due genitori Sid avesse preso più tratti:


    <<Da poco prima dell’inizio del vostro simpatico téte-a-téte, ma immagino che per togliere la tua amica dall’imbarazzo, dovrei rispondere diversamente…quindi risponderò che sono arrivata solo ora! Tesoro? Hai una vaga idea di quante volte ha cambiato colore la tua faccia?>> chiese Star ricolta alla psicologa, che manco a dirlo, avrebbe desiderato morire dalla vergogna. In quell’istante.
    <<Io-io, mi chiamo Jennyfer, signora Logan, sono una collega di lavoro di Sid >> balbettò frettolosamente andando a stringerle la mano.
    Quell’idiota (che aveva pure il coraggio di ridacchiare della faccenda!) le aveva fatto fare un’altra figuraccia!
    Prima col padre, e ora con la madre! Stupido Vicious!
    <<Non mi pare proprio che tu lavori con me…decisamente no! >> fece lui di rimando, godendo nel metterla ancora di più in imbarazzo, mentra Star passava lo sguardo dall’uno all’altro, lievemente curiosa.
    <<Ehm…sono una psicologa di fantasmi! >>





    <<Che lavoro…allegro. >> rispose Star stentando un sorriso.
    <<Mamma, la zia Maddie s’è alzata?>>
    <<Ero giusto venuta a prenderle del caffè, si sta vestendo di la.>>
    <<Glielo verso io!!>> squittì Jen svelta, approfittandosene per sfuggire allo sguardo della cantante, che manco a dirlo, era identico a quello del figlio.
    Quest’ultimo, mentre Jen era di spalle, lanciò uno sguardo divertito alla madre:
    “Ti piace la mia nuova vittima?” sembrava chiederle beffardo con lo sguardo.
    Star scosse il capo. Aveva proprio fatto un figlio con un’enorme faccia da schiaffi.
    Con gesti meccanici da burattino, Jen porse a Star la tazza di caffè.
    <<Ti frequenti con mio figlio?>> domandò beffarda.
    Eccola di nuovo, quella voglia di sotterrarsi:
    <<No, signora! >>
    <<Uhm…fai bene, perché è proprio un mascalzone! U_U>>
    <<Mamma!!>> fece Sid ridendo fintamente e spingendola con delicatezza fuori dalla cucina: <<Su-su, che il caffè si fredda!! >>





    <<Ma come sei gentile, a preoccuparti della temperatura del caffè!>> ghignò Star prima d’incamminarsi verso la stanza di Maddie.
    Sid sentì Jen riprendere a respirare…le fece così un fischio per richiamare la sua attenzione. Gesto che lei non prese bene. Per niente.
    <<Mi ha scambiato per il tuo cane?>>
    <<Il “mio” cane, che definirei immaginario, scommetto che si fionderebbe da me scodinzolando e leccandomi la faccia, certo, magari non è proprio sexy, per cominciare, ma se preferisci, io mi adatto…>>
    <<Che schifo!>>
    <<Perfetto. Prima di tutto…>> fece il ragazzo risolutivo <<…seguimi, devi vedere una cosa.>>


    Era da parecchio che non entrava nella stanza di Cloe...Jen lo vide cambiare espressione, guardarsi attorno, chiudere forte gli occhi, e sforzarsi di far tornare il volto disteso.
    Realizzò in quel momento, che il giovane acchiappafantasmi non faceva altro che portare una maschera, 24 ore su 24: era quella una strada che portava all'auto-distruzione.





    Jen cominciò a guardarsi attorno, mentre lui si appoggiò al comò, osservandola addentrarsi in quello che, agli occhi di quest'ultimo, era un covo pieno zeppo di ricordi.
    Ma se per Sid quei ricordi erano troppi e confusi, forse Jen avrebbe potuto estrapolarne un profilo logico.
    E mentre attendeva, poteva divertirsi ad osservarla apertamente...non contava più le volte che quella minigonna l'aveva distratto, quella notte!

  5. #785
    sim dio L'avatar di Maru1e1a
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    <<La tua amica deve essere proprio una tipa solitaria...>> la sentì dire.
    Non c'erano foto di amici, o di altri cari, a parte due foto separate con i genitori...una più in alto rispetto all'altra.
    Strano...:
    << Aveva una sorta di sindrome d'Elettra?>> azzardò la bionda, ma Sid non rispose, limitandosi a guardarla divertito.
    Stava testando dove poteva arrivare da sola.
    Libri sul Paranormale, e libri di Meccanica...combinazione assurda d'interessi!
    Il disegno di un modellino di sim-bot era attaccato alla parete del tavolo di chimica.


    <<Di certo, non sapeva->>
    <<Non sa.>> la corresse Sid attento.
    <<...non sa, dove sta di casa l'ordine.>>


    Jen riprese a guardarsi attorno: contenitori vuoti per sigillare fantasmi? Ma che...
    <<Sareste passibili di denuncia, lo sai? Questi non dovrebbero essere qui!>> fece lei dura, indicandoglieli.





    Ancora una volta, nessuna risposta: che nervi!
    <<Fingerò di non aver visto...dov'è il sim-bot? L'ha costruito?>>
    <<Sparito>>
    <<Come sarebbe a dire che è sparito?>>
    <<Che ci ho attaccato i fiorellini sopra e l'ho spedito nella terra dei coniglietti felici della Pasqua!>>
    La ragazza sbruffò e riprese ad osservare la stanza.
    Dopo altri dieci minuti, tentò di tirare delle somme.....moooolto stentate, visto che Sid continuava a voler tacere!


    <<Da quello che ho potuto notare al bar, stanotte, è che si tratta di una persona di norma molto sicura di sè...se invece considero il quadro che mi offre questa stanza...bhè, era una sorta di facciata la sua. E' come se avesse sempre vissuto in una continua ricerca di accettazione...da suo padre, ovvio, e...da te. Il fatto che non abbia altri amici, mi lascia pensare che tu di lei sapessi ogni cosa, e per occupare questo "privilegio", devi per forza essere molto importante per lei. Quindi...che stai facendo? >> domandò lei brusca, notando dove lui aveva puntato lo sguardo:


    <<La tua taglia di seno è una terza, giusto? Da questa prospettiva, aggiungerei una coppa C...>>
    Cafone!! C'aveva pure azzeccato!





    Diplomazia e indifferenza...erano sempre le armi migliori! U_U


    <<Mi manca una cosa, però.>> riprese lei, ignorandolo: <<Almeno all'apparenza la definirei una ragazza alla quale non è mancato nulla...e dubito che tu porti rispetto a due persone che l'avrebbero trattata male, perciò escludo evuntuali maltrattamenti dai genitori...dev'essere succeso qualcosa...>>
    Sid sorrise...era brava, doveva ammetterlo. Stava facendo tutto da sola...
    <<Un incidente...o un trauma, magari...>> lo sguardo della psicologa si posò di nuovo sulle foto appese alla parete:
    da cosa era causata la sindrome d'Elettra, sempre se c'era?
    <<Che ha fatto sua madre?>>
    <<Cloe è agorafobica.>> l'aiutò Sid, rispondendole di rimando.
    <<Ah...per via della madre? L'ha dimenticata in qualche luogo molto grande?>>
    <<Simila...Cloe aveva 7 anni. Stava camminando per strada con la zia Maddie, e durante la passeggiata, ha visto una Acrolophidae, sai, una farfalla molto rara...>>
    <<So cos'è, vai avanti...>>
    <<La zia le disse di starle vicino, perchè nel frattempo le aveva lasciato la mano per aiutare una vecchietta che era caduta, rovesciando tutta la sua spesa, quindi s'era chinata per aiutarla.>>
    <<......>>
    <<Cloe inseguì la farfalla fino al parco che era li di fronte, poi ancora in un boschetto naturale vicino al comune...>>
    <<...si era persa...>>





    <<La ritrovarono otto ore dopo ai piedi di un albero, chiusa a riccio. Non ha parlato per giorni>>
    <<Le era capitato altro, o...>>
    <<No, era solo spaventata a morte...e ha incosciamente dato la colpa di tutto a mia zia. La usa come capo espriatorio.>>
    <<Comprendibile...anche se ingiusto.>>
    <<Mia zia non farebbe del male ad una mosca, puoi credermi.>> fece Sid con sguardo basso, serio.


    Jen diede un'ultima occhiata d'insieme, e cercò di concludere l'analisi:
    <<Per terminare...totalmente insoddisfatta della sua vita, dagli affetti, alle proprie realizzazioni, considerando la catasta di progetti che non ha concluso ammassati li.>> fece lei indicando il mucchio di appunti lasciati a metà sulla scrivania:
    <<Lo status vampirico, di norma, usa infondere più forza e sicurezza in soggetti come lei, regalando l'illusione di onnipotenza. Ecco perchè s'è lasciata trasformare. Per quanto riguarda invece il vero motivo per cui siamo qui...>> continuò la ragazza, spiazzandolo improvvisamente:





    <<Probabilmente se qualcuno fosse stato più presente, invece di preoccuparsi d'inseguire qualche gonnella, tutto questo non sarebbe successo. Considerando d'altronde, le modalità in cui ti ha detto di essere stata morsa, direi che solo una tua presenza fisica, in quel momento, l'avrebbe fatta desistere dal farsi mordere, quindi...tranquillo, non potevi evitarlo comunque.>>


    Sid era rimasto immobile, attonito. Aveva capito proprio tutto. Porcaccia.


    Vicious senza parole era uno spettacolo davvero magnifico, osservò Jen soddisfatta...beccati questa, stupido maschilista cafone!!
    Con tutte le figure che le faceva fare, non riuscì a resistere dal dargli l'ultima mazzata, avvicinandoglisi:


    <<Hai i sensi di colpa più attutiti adesso?>> gli sibilò a pochi centimetri dal viso.
    Sid recuperò il ghigno. Stronza.
    <<Sei nella zona rossa...>> le sibilò con sfida, rimanendo immobile a braccia incrociate.
    <<Non. Toccarmi.>> rispose minacciosamente lei, allontanandosi di rimando.
    <<Se ti piaccio, perchè ti allontani?>> chiese Sid con naturalezza, facendola arrossire tutta in una volta.





    <<Ma che cavolo dici? Sarai pure attraente, non lo nego, ma non mi interessi affatto!>>
    <<Dammi una buona ragione per resistermi, allora, perchè per me questa frase non significa niente, viste anche le tue continue provocazioni...>> terminò, con un sorriso che la diceva lunga.
    Quella femmina sarebbe finita tra le sue grinfie, ormai era una sfida contro se stesso.
    Jen sospirò:
    <<Bhè, hai il complesso del Dio, la presunzione, sei spostato con il tuo lavoro. Sei carino, ma molto consapevole di esserlo. Non sai niente di me, quindi tutti i tuoi "sentimenti" vengono da...*la sotto*, ma soprattutto, io sto cercando qualcosa di vero, e tu non sei altro che un bimbetto che non si è mai sentito dire di no. E' un bel mucchio di ragioni, scegli pure quella che preferisci!>>


    Ma quanto era divertente quella donna?
    Stava per risponderle a tono, quando la voce di sua madre lo richiamò dal piano di sopra. Dovevano salire.
    Si voltò verso di lei, prima di uscire dalla stanza:
    <<La fortuna della principiante, Barbie!>>
    Ba-barbie?!? Grrr....




    <<Oh Sid, tesoro!! Da quanto tempo che non ti vedo!!>>





    <<Zia, è stato due giorni fa...>> rispose il ragazzo con tono triste, mentre ricambiava l'abbraccio della zia.
    Lo stava stritolando. Come se avesse paura che a momenti potesse sparire anche lui, come Cloe.
    Sid era "l'altro figlio"...ed era a lui che s'aggrava Maddie. Con tutte le forze.
    <<Sid, ancora nessuna novità? Se chiamiamo noi, la polizia non si fa più nemmeno sentire! Non puoi fare qualcosa, che so, esortarli, è che...>>


    Star ed Eric si guardarono, imbarazzati. La povera Maddie non faceva altro, ormai, che fargli le stesse domande ogni volta.
    Jen vide il sign. Brandt seduto a tavola, mentre guardava assente il vasetto di fiori poggiato al centro.
    Aveva due occhiaie che facevano paura, in misura maggiore rispetto agli altri.
    In quella casa si dormiva poco, e male.
    La sign.ra Clips aveva gli occhi rossi e gondi, e probabilmente era così da parecchi giorni.


    <<Zia...>> fece Sid col tono di voce più dolce di cui disponesse, facendola sedere:
    <<Ascolta, stiamo facendo tutti il possibile, la stiamo cercando in lungo e in largo. Lo so, è un pensiero che fa impazzire, però...fidati di me. Vi ho promesso che ve la riporto a casa, e un Logan mantiene sempre la parola data. E una promessa è una promessa. Quindi andrà tutto bene...ok?>>





    Quelle parole erano per Maddie, ma servivano a tutti, lui compreso.
    Non avrebbe trovato pace, finchè Cloe non sarebbe tornata a casa!
    Marc si alzò, e mise una mano sulla spalla della moglie, che di rimando poggiò il capo sul suo fianco.
    Se non avessero continuato a darsi forza a vicenda, quei due sarebbero già potuti morire dentro, osservò Jen...quella tragedia li aveva uniti ancora di più. Erano brave persone, non meritavano affatto tutto quello.


    <<La fiducia non mi riporta a casa mia figlia>> fece Marc tombale, rivolto al figlioccio, che non reggendo quello sguardo, si voltò altrove, e Jen, osservandolo, ne intuì il motivo: quell'uomo aveva gli stessi occhi grigi e freddi di Cloe.
    Occhi che a Sid, facevano male.


    <<Non pensare di scalfirlo, Marc>> intervenne Eric, cercando d'alleggerire la situazione:





    <<Quando Sid si mette in testa una cosa, è peggio di sua madre!>>
    Scappò a tutti un sorrise debole.
    <<Non mi aspettavo diversamente>> fece Marc: <<E' di lui che mi fido. Non di certo dell'incompetenza dell'Ordine!>>


    "Ops..." pensò Jen...desiderava sparire per la terza volta nel giro di un'ora...che bella situazione del cavolo!
    Ma ce l'avevano tutti con lei?


    Maddie trasalì, rendendosi conto finalmente della sua presenza.
    <<E' la tua fidanzata, Sid? >> chiese la donna ingenuamente, mentre tirava su col naso.
    Di male in peggio, pensò la psicologa...cosa c'era di più imbarazzante?
    <<Ehm...veramente, io...>>
    <<Si, zia, è la mia fidanzata !!>> fece Sid con un gran sorrisone.
    Ecco cosa c'era di più imbarazzante!! =_=
    Idiota di un Vicious!!


    Maddie si alzò imbarazzatissima...la casa in disordine, LEI in disordine!!
    Aveva la "quasi-nuora" in casa, e in che condizioni la ospitava?!?!?
    Le sorrise timidamente, passandosi le mani sotto gli occhi perennemente umidi, e si fiondò vicino a Jen:
    <<Che piacere conoscerti, tesoro, sei davvero molto bella! Star, non è bellissima? Sono contenta che Sid ti abbia finalmente portato a conoscerci!>>
    <<Veramente, io non...>> tentò di balbettare Jen, ma venne interrotta da Star, che le fece cenno alle spalle di Maddie, di continuare quella "farsa", visto che a quanto pare era riuscita a farla sorride un pò...





    <<Piacere signora =_=>> s'arrese la psicologa.
    E ovviamente a farla irritare ancora di più, c'era la stupida risatina soffocata di Sid, mentre Marc gli lanciava sguardi assassini...ma in che famiglia era capitata?!?


    <<Sono le dieci passate...Sid, ma tu hai ancora un lavoro?>> chiese Eric guardando l'orologio.
    Entrambi i ragazzi saltarono di paura...era tardissimo!!
    <<Dobbiamo scappare!!>> fece Sid velocemente tirandosi Jen per un polso.
    <<Arrivederci!!>> salutò educatamente la ragazza, prima di farsi trascinare fuori.
    Eric: <<Nostro figlio s'è fidanzato? Ma che è successo? Tu lo sapevi? >>
    Star: <<.......>>



  6. #786
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Essere perfetti. Vivere la vita perfetta. Non avere punti deboli. Non essere soggetti ai sentimenti, ma poterli scegliere.
    Come l’odio. Liam odiava le tende di quella stanza. Sarebbe dovuto essere il contrario.


    Quelle stoffe tanto sottili nelle sue mani da poterle stracciare con facilità…quasi lo invitavano a farlo, a compiere quel gesto.
    In fondo, cosa ci voleva a compiere quell’atto stupido? Alzarsi, e stracciarle…quanti problemi, per un po’ di Sole….di calore.
    Un’azione tanto piccola e insignificate, che avrebbe potuto ucciderlo.
    Ironia della sorte, un essere invincibile, protetto da tende di velluto. Eppure, quel rischio lo eccitava…


    <<Che vi succede, mio Signore? Sembrate afflitto da una pena infinita…>>
    Domandò lady Lucrezia con tono provocatorio, entrando nella sala.





    La lady conosceva bene in realtà i pensieri del suo futuro marito: pensieri peccaminosi, da maniaco suicida qual era.
    Ah, ma mai gli avrebbe permesso di fare quel gesto…la soddisfazione, un giorno, di ucciderlo con le sue mani, non gliel’avrebbe tolta nessuno!
    <<Non siete in errore, mia signora…>> disse il giovane duca, senza degnarla di uno sguardo:
    <<…sulla pena che invero mi assale. Ma dovete ammettere, vostro malgrado, d’averla notata solo dopo avermi omaggiato della vostra presenza>>
    <<Dunque, non eravate in pena prima del mio arrivo?>>
    <<Vedete? Non è solo la matematica, a non ammettere le opinioni. Le parole, le frasi, gli interi periodi…è vero, si possono interpretare: ma non è in fondo il significato di chi le ha pronunciate, che conta davvero?>>


    Alzatosi, si avvicinò con passo elegante e cadenzato alla tenda che ancora occupava la sua attenzione.
    Ne accarezzò la fattura di velluto con tocco leggero, utilizzando appena il dorso di due dita.
    Un drappo divideva l’esistenza dal nulla. Come dicevano i mortali, tra la vita e la morte. Gli sarebbe bastato uno strappo per…
    <<E come interpretereste dunque i silenzi, mio Signore?>> chiese la giovane lady incrociando le braccia sotto al seno, altera e orgogliosa.
    Il suo viso, esteticamente perfetto come tutti i suoi simili, non s’era minimamente increspato d’alcuna forma espressiva.
    Solo in quel momento il suo promesso s’era voltato verso di lei:





    <<Mi toccate su una questione per la quale mio malgrado devo ammettere essere poco avvezzo…la trovo più una caratteristica adatta ad un vostro fedele ritratto.>>
    <<Trovate che io sia troppo silenziosa?>>
    <<Trovo, invero, che siete qui al mio cospetto da ben tre minuti, e non mi avete ancora dato modo di saperne il motivo. E, vedete, nonostante la vostra armonica voce abbia dialogato con me, reputo questa mancanza d’informazione un silenzio. Dissentireste con questa mia affermazione?>>
    Il sopracciglio destro s’era incurvato, dando al volto etereo del duca un’espressione di derisione: sapeva benissimo perché la lady fosse li.
    E lei sapeva che l'aveva compreso.
    Ma lui voleva sentirselo dire.


    <<Volevo solo evitarvi un disagio, Signore. Vi domando scusa.>>
    <<Per cosa, di grazia?>>
    <<Perché avete invitato me e i miei genitori in casa vostra, per discutere del matrimonio. Siamo qui, siamo arrivati…>>
    <<Ah, bene.>>
    <<…da tre ore.>>





    Ops…non aveva ricevuto gli “adorati ospiti”, che distratto!
    Come se non stava solo aspettando che lei andasse ad elemosinargli la presenza!
    <<Visto?>> le chiese, tronfio:
    <<Nessun disagio! Raggiungiamo pure i Vostri parenti!>> terminò con un ghigno, inchinandosi e curvando teatralmente il braccio, cedendole il passo.
    Supponte, arrogante, viscido verme.
    Gli avrebbe fatto pagare anche quella, pensò ferita nell’orgoglio Lucrezia, camminando nonostante ciò a testa alta, apparentemente incurante alle continue frecciate del duca.
    Se voleva la guerra, aveva trovato un’ottima nemica.




    I Borgia sedevano alla larga tavolata in marmo nero con aria davvero poco pacifica, osservò Liam. Erano...offesi?





    <<Perdonate il->>
    <<State migliorando i vostri tempi, ragazzo. La prossima volta attenderemo solo due ore, la volta dopo ancora aspetteremo un’ora, e così via, dimezzando ogni volta, così sarete addomesticato. E’ così che si fa con gli animali, vero mio caro?>> chiese la contessa, rivolta al marito.
    <<A suon di bastonate magari.>> risposte sprezzante il conte italiano, guardando con superiorità il futuro genero.
    <<Peccato che non varrebbero nemmeno il bastone stesso che gli spezzerei sulla schiena.>> concluse con irritazione, notando il ghigno del giovane.
    La strafottenza con cui li affrontava era una vera mancanza di rispetto!


    Per nulla intimorito da quelle due figure, infatti, tra l’altro molto più antiche e potenti di lui, Liam accennò un inchino:
    <<La gente importante si fa attendere sempre.>> esclamò tronfio.
    <<Al contrario della gente educata.>> gli rispose allora la contessa, tombale, muovendo a malapena le labbra.
    <<Ad ognuno il suo ruolo, mia Signora.>> concluse allora Liam, prendendo finalmente posto vicino alla futura consorte.


    <<Quattro ore per attendere il figlio…>> considerò la madre di Lucrezia:
    <<Mi domando quando verremo onorati della presenza dei padroni di casa!>>
    Fortunatamente, proprio in quell’istante, un annunciatore fece il suo ingresso nella saletta, portando con sé un violino.
    <<Oddio…>> si lasciò scappare schifato il conte alla vista dell’umano, che si schiarì la voce annunciando l’ingresso dei propri padroni:
    <<Il Duca e la Duchessa di Hannover>>


    Il motivetto allegro e incalzante, prodotto dal nobile strumento, fece da ingresso ai proprietari della casa.
    Una risata alta ed invasiva, alquanto fastidiosa per chi non vi fosse abituato, precedette l’entrata della duchessa, accompagnata galantemente dal duca, che si limitava, come suo solito, ad una risatina frivola ed altezzosa, ma non per questo meno fastidiosa di quella della moglie.





    Senza nemmeno considerare gli ospiti, i coniugi Hannover si limitarono, con sguardo alto e fiero, a guardare di fronte a sé, quasi come se i presenti nella sala non contassero minimamente.
    La voce del duca, con tono teatrale, aprì i saluti:


    <<Figlio! >> esclamò con enfasi.
    <<Padre.>> rispose Liam, con tono annoiato da tutta quella pomposità, senza degnarli manco d’uno sguardo a sua volta.
    Fu poi la volta si sua madre…stesso copione.
    <<Figlio! >>
    <<Madre.>>
    Fu solo allora, meccanicamente e totalmente in sincrono, che il duca e la duchessa abbassarono lo sguardo verso i coniugi Borgia:
    <<Italiani…>> dissero sdegnosamente, mentre sempre perfettamente sincronizzati, presero posto di fronte agli ospiti in verità poco graditi.


    Liam osservò i quattro soddisfatto: ora doveva solo godersi lo spettacolo.





    <<AlloVa…>> cominciò sua madre: <<Vediamo di VendeVe utili in qualcosa i Vampolli di nostVe gloViose famiglie!!>>





    La contessa Borgia le sorrise fintamente cordiale:
    <<Bene, per una volta posso concordare col Vostro pensiero. Indubbiamente, un vantaggio insindacabile di questo matrimonio è quello di liberarci di cotali presenze inutili in casa! Non è forse così, dolcezza della mamma?>> chiese sprezzante alla figlia.
    Lucrezia si limitò a chinare semplicemente il capo, in attesa anche lei di come si sarebbe risolta quella breve riunione, circa il suo matrimonio con sir William.
    <<Bene-bene-bene!>> ridacchiò il padre di quest’ultimo, mentre come suo solito, dall’eccitazione, tendeva ad arricciare morbosamente le labbra.
    <<Perché dunque attendere oltre, amici miei? Due anni d’attesa mi sembrano futili, suvvia…>> considerò tra una risatina e l’altra.
    <<Stavo invero considerando…>> lo interruppe il conte:
    <<Di posticipare la data delle nozze, miei Signori…>> terminò con un sogghigno.
    <<COSA?!? COMEQUANDOPERCHEEE'???? >> urlò il duca, peggio di una donna isterica, alzandosi e facendo tremare i presenti.





    Fu la duchessa Hannover, abituata a quella lagna del marito, a sedarlo.
    Come un padrone col proprio cane, allungò la mano sotto il suo mento, cominciando dei veloci grattini che lo calmarono all’istante. L’uomo (?) fu *costretto* a farsi aria col ventaglio per calmarsi, lasciando prendere parola alla moglie, che chiese spiegazioni su quella decisione.


    Nel frattempo, Lucrezia notò il disappunto sul volto di Liam.
    Quest’ultimo stava facendo di tutto per affrettare il matrimonio, così aveva spinto i suoi genitori a chiederne l’anticipo della data.
    Peccato che anche lei, da parte sua, aveva ben raccomandato i suoi di NON cedere, e se possibile, ritardare ancora le nozze.


    <<Qualcosa vi turba, sir?>> chiese la lady, senza nemmeno preoccuparsi di fingere dispiacere.


    Liam la guardò colmo d’odio: dannazione a quell’arpia e a tutta la sua stirpe italiana!


    Sua madre aveva terminato di parlare, spiegando al conte i vantaggi per le loro spese nell’anticipare le nozze in quel periodo, ma l’italiano chiarì subito il vero motivo per cui era meglio aspettare:
    <<Mi risulta…>> fece il conte alzando di più la voce, e lanciando uno sguardo d’intesa a Liam:
    <<…che tra le Vostre clausole vi sia anche il trasferimento immediato dei due futuri coniugi nella nostra villa in Toscana…>>
    <<Villa? Quale villa?!? >> squittì il duca di Hannover balzando dalla sedia:
    <<Tsè! Cosa vuole che ci importi di quella…stupenda….meravigliosa….architettonicamente perfetta….villetta, che…che…..ODDIO!!! VOGLIONO TOGLIERCI LA VILLA!!!! FA’ QUALCOSA!!! >> urlò disperato scuotendo la moglie.


    Coniugi Borgia: <<…....>>


    <<Ciù-ciù-ciù-ciù>> fece la duchessa di Hannover riprendendo le moine sotto il mento del marito e facendolo calmare di nuovo. Ancora una volta, fu lei a riprendere in mano la situazione:
    <<Conte, se la VostVa preoccupazione è Vivolta esclusivamente alla manutenzione e amministVazione della Villa, vi posso assicuVaVe che il mio adoVato Liam è più che pVepaVato!>>
    <<Le leggi d’economia, in Italia…>>





    Tentò d’obbiettare il conte, ma fu di nuovo interrotto dalla duchessa.


    <<MA SI, MA SI!!!>> urlò lei nervosa, imponendosi poi di tornare calma:
    <<CeeeeeVto, che sta studiando. Il mio William studia sempVe, mattinapomeViggioseVa…Conte, potete cVedermi: il nostVo eVede sapVà pVendeVsi cuVa egVegiamente di essa!>>
    <<Bene!>> intervenne allora con grazia la madre di Lucrezia:
    <<Direi allora che possiamo convenire sul lasciare i due anni come previsto, caro, non credi?>>
    <<Sono d’accordo con voi, cara.>> le rispose il marito: <<Ma esigo che la comunione dei beni avvenga solo dopo Duecento anni.>>


    Liam strinse i pugni sui bracciali della propria poltrona per non esplodere di rabbia.
    Duecento anni…quella clausola avrebbe protetto la sua futura moglie per duecento anni!! Non poteva ucciderla prima!


    <<DiVei che le condizioni sono più che favoVevoli!>> esclamò entusiasta sua madre:
    <<Non devo ceVto conviveVci io con vostVa figlia!!>> ridacchiò altezzosa, mentre suo marito passava ad agitarsi il ventaglio più lentamente, lieto che quell’incontro fosse giunto al termine.


    Congedati i Borgia, il duca e la duchessa improvvisarono un valzer, soddisfatti per come avevano concluso il contratto, incuranti di ciò che aveva chiesto loro il figlio inizialmente.


    <<William, per l’odio del cielo, soVVidete una volta tanto! >>





    <<Vorrei sapere cosa c’è da sorridere, Madre! Vi avevo chiesto di far anticipare le nozze, invece oltre a dover attendere due anni, dovrò inoltre convivere con quella megera per altri duecento!!>>
    <<E cosa volete che siano, duecento anni? >> chiese sprezzante sua madre:
    <<Io convivo con vostVo padVe da quattVo millenni!>>

  7. #787
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    <<Ma io voglio ucciderla subito!! Quella vile indifferenza che non si fa scoraggiare da nessun oltraggio, mi disgusta e mi esaspera! Nessuno deve osare trattarmi in questo modo! Deve morire per mano mia!>>
    <<Auguri figliolo!>> lo derise con sufficienza suo padre:
    <<Io sono secoli che tento di disfarmi di vostra madre, ma ahimé, la mia “adorata” consorte è sempre troppo scaltra!>> concluse con un’aperta risata, mentre si chinava a farle un baciamano.
    La duchessa rise anch’essa:
    <<Oh, mio odiato e stucchevole maVitino…quanti complimenti, quest’ oggi! Vi odio ogni gioVno di più!>>





    <<E io detesto voi con tutta l’anima che non possiedo!>>
    La duchessa rise ancora, appoggiandosi alle spalle di lui: <<Ma ci pensate, mio signoVe?>> domandò entusiasta <<Finalmente Villa De Cosimo sarà nostVa!!>>
    <<Mia.>> sottolineò Liam, scuro in volto: <<Sarà mia.>>
    <<Si-si, certo figliuolo…vostra.>> ridacchiò suo padre, ma il giovane non si lasciò incantare.
    Sapeva a cosa miravano i suoi genitori, pur di avere quella proprietà, ma lui era ben scaltro, e pronto a difendersi.
    <<Oh, figliolo!!>> gli si avvicinò sua madre con fare quasi seducente:
    <<OsseVvatela dal lato positivo, ve ne pVego! Quell’insulsa contessina saVà costVetta, peV duecento anni, ad osseVvarvi faVe da padVone in casa sua! >>
    Liam se ne stupì: non ci aveva affatto pensato!
    Oh…tanto aveva ancora da imparare dalla malignità di sua madre, pensò mentre si chinava a baciarle il dorso della mano.
    La duchessa, compiaciuta, osservò il proprio rampollo:
    <<Bello, alteVo, pVestante, scontVoso, egoista, peVfido…>>





    <<Il figlio perfetto! >> dichiarò suo padre con un gesto ampio del braccio.
    <<Ve l’avevo detto, che ci saVebbe stato utile, un eVede. E voi che non volevate nemmeno faVlo!! >> gli rinfacciò la duchessa.
    Il duca quasi s’offese, vibrando fortemente:
    <<SIGNORA! Non ricordatemi, ve ne prego, cosa sono stato costretto a fare con voi quella notte!! Cose inconcepibili da fare con una donna!!>> terminò scosso, col volto schifato al ricordo.
    La duchessa scosse lentamente il capo, guardandolo con sufficienza:
    <<Almeno non Vimpiango gli anni pVima del matVimonio. >>
    E fu a quelle parole, che Liam si ridestò, come rinato:
    <<Con permesso, prendo congedo e mi ritiro nelle mie stanze: ho molto da studiare.>>




    Rilassandosi con un buon bicchiere di 0 negativo, Liam abbandonò il capo sullo schienale della comoda poltrona...
    Sua madre aveva ragione: quei due anni, che lui avrebbe voluto veder scorrere molto più veloci, erano in realtà il tempo che gli rimaneva da vivere libero.
    Almeno finchè non avrebbe fatto fuori Lucrezia...e per farlo bisognava attendere minimo due secoli.
    Da quando aveva chiesto la sua mano, non aveva toccato più altra donna, ed ora s'era ridotto a far scaldare le proprie fantasie da un'impura dai capelli color del sangue.
    Un' impura insolitamente resistente...da due settimane, ogni singola notte, quell'odiosa creatura gli occupava pensieri e voglie, e ogni tentativo di attirarla a sé, di ghermirla, d'incantarla...lei fuggiva.
    Doveva avere sicure una bel caratterino.....caratterino che lui avrebbe domato.














    Di nuovo. Era li, dietro di lei.
    Non era un sogno. Non era un'allucinazione. Era dannatamente reale.





    Sentì freddo, a quel tocco, e...vuoto.
    La stava svuotando, di ogni piccola cognizione...era sicura di sentire il suo respiro sul collo, quasi agognava che quella tortura continuasse.
    Cadere totalmente alla sua mercé, libera persino da se stessa e dal suo reale giudizio.
    Abbandonarsi e lasciarsi andare....
    <<Sei mia.>>
    Quella voce vibrante, sussurrata a pochi millimetri dal suo orecchio, la destabilizzò del tutto...era si terrorizzata, ma di un terrore eccitante, che più tentava di ignorare, più ne cresceva il desiderio in lei.
    Sentì quelle forti braccia cingerle la vita, stringerla su di lui, e...


    <<Pronto? Ma dormi in piedi come i cavalli?>>





    Cloe riaprì gli occhi, voltandosi di scatto verso Ares.
    Ma dove....si guardò febbrilmente intorno, alla ricerca di quella meravigliosa presenza che ancora una volta l'aveva abbandonata.
    Quell'apparire e sparire continuo....la stava mandando al manicomio!
    Improvvisamente, si sentì come persa...come se qualcosa di importante, le fosse stato portato via.


    Ares la squadrò come una marziana: <<Non sei già impazzita vero? Sei durata poco...>>
    Senza badargli, Cloe s'impose di riprendersi, dannandosi ancora una volta per come si stava lasciando andare in fretta a....bhè, qualsiasi cosa le stesse succedendo!
    <<Ares, ti devo parlare>> fiatò col tono più duro che riuscisse ad emulare.
    <<Ma non mi dire!>> sbuffò lui:
    <<E io che ero passato per una semplice visita di cortesia! Muoviti...che vuoi?>> domandò mentre si stravaccava sul divano.
    Tanto ribrezzo e odio le trasmetteva ormai quell'essere, da farle tornare finalmente la faccia di bronzo, con la quale s'era sempre distinta.
    <<Sai, tutta questa baldanza, Ares, forse è meglio se lasci perdere, e parli chiaro con me.>>
    <<Oh, che paura...la scienziata pazzoide sta cacciando la testa fuori dal sacco.>> fece il vampiro sarcastico.
    <<Allora sentiamo: >> cominciò lei, sedendoglisi accanto:





    <<Ho fatto un paio di calcoli, in questi giorni, e non mi quadra molto la tua suddivisione dei guadagni.>>
    Come s'era aspettata, il moro la interruppe subito, con voce dura:
    <<A me sembra che ti pago abbastanza. Prendi ciò che meriti, e questo basta a comprarti tutte le cianfrusaglie con cui stai riempendo questo posto...>>
    <<Contatti, informatori, spie...so benissimo chi altro paghi per tenere tutto sotto controllo.>> fece lei interrompendolo.
    <<Io non sono come Nitty. Con me devi essere chiaro, se c'è una cosa è odio, è non essere messa al corrente della situazione in cui mi trovo. Quindi o->>
    <<Stammi a sentire!>> ruggì Ares, bloccandola con la sola voce:
    <<Abbassa la cresta, e sta al tuo posto. Ricorda chi ti ha portato qui. Non giocare con qualcuno più forte di te, ti ho avvertito>> sibilò minaccioso.
    Seppur dopo un tremito di paura, Cloe gli ricambiava lo sguardo, glaciale: povero illuso, era lui ad esserle inferiore, ancora non l'aveva capito.
    <<Dove finisce il resto dei soldi?>> chiese più esplicitamente. Col cavolo che si faceva impaurire dalla sua voce grossa.
    <<Investimenti...>> fece lui vago, decidendo quanto poteva dirle.
    Di Cloe non si fidava, ma era una tipa intelligente, non avrebbe fatto stupidaggini...


    <<CLOOOOEEEEE!!!! Vuoi giocare alle bambole con meee? >> urlò Nitty entrando tra un saltello e l'altro, trasportando alcuni giochi: nemmeno lo sbruffo sincrono degli altri due servì a scalfire il suo entusiasmo.
    <<Nitty, stiamo parlando di cose importanti, e per la milionesima volta, io non gioco con le bambole! >>
    <<Oh! Signor Willson! >> squittì l'altra, dimenticandosi già di Cloe: <<Vuole giocare con me? Ma lei è un papero davvero molto gentile!! >>





    <Nitty, almeno gioca in silenzio! >> fece Ares spazientito.
    <<Allora?>> gli chiese Cloe: <<Di che genere d'investimenti parli?>>
    <<Tu proprio non riesci a resistere a voler sapere sempre tutto, vero? >>
    <<Bam-Bam!!! "Oh, marito mio!! Quanto sangue hai perso!" "Bene, allora lo berrò tutto io, che sono l'amante! U_U Ma cosa ne facciamo della bambina?" "Slurp!">>

  8. #788
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    La voce invadente di Nitty era un qualcosa di fastidioso e assordante, e né Cloe né Ares, erano due tipi di norma pazienti.
    <<NITTY!!!!>> urlarono esasperati, ma ovviamente...
    <<"Zap!" "...e un tuono squarciò il cielo, sulle teste della famigliola infelice!!" "Prostituta-prostituta!!">> sibilava la vampira con scatti deliranti, alzando i pupazzetti in aria.
    <<Ok, adesso basta! >> tuonò Ares al culmine:
    si alzò di scatto afferrandole i codini con una mano, trascinandola a forza fuori la stanza.
    <<Areeees!! Mi fai male!! Smettila!>> piagnucolò Nitty tenendosi i capelli, mentre Cloe osservava la scena infastidita: Nitty era la solita scocciatura...per la Somma Creatrice, quanto avrebbe voluto ucciderla!
    <<Fuori dai pixel!>> urlò il moro strattonando più forte, lanciandola letteralmente fuori.
    <<Sparisci.>> terminò quasi ringhiando.


    Cloe lo guardò bene...quando s'arrabbiava, era terribilmente pericoloso.
    Doveva stare attenta, o presto al posto di Nitty ci sarebbe potuta essere lei.


    Mentre Ares tornava al divano, la mora s'affacciò nuovamente all'entrata, rigirandosi gli indici delle mani:
    <<Ares, mi devo rièprendere la bamb->>





    Nemmeno finì di dirlo, che col massimo sprezzo, Cloe s'alzo e con una calcio butto giù la casetta-giocattolo, provvedendo poi a spiaccicare ben-bene tutto ciò che vi era attorno.
    <<Non c'è niente per te, qui, Nitty. Fuori. >> ghignò glaciale la rossa.
    <<Io vi ODIO!!!>> urlò l'altra sull'orlo del pianto, scappando via.
    <<Che pazienza...>> grugnì di nuovo Ares, sedendosi di nuovo malamente sul divanetto.
    <<Ma perchè non ce ne disfiamo? A me da solo sui nervi!>> fece Cloe spingendo verso un lato del muro i rimasugli dei giocattoli.




    Michael Harris era un donatore da tre anni e mezzo. Un vizio costoso da cui non era mai riuscito a liberarsi.
    Un vizio che l'avrebbe portato alla morte. Quel giorno stesso.
    Aveva pagao la vampira sbagliata per farsi mordere, ed ora si trascinava per i corridoi della Corte verso l'uscita: stava perdendo un mucchio di sangue, quella stupida aveva morso troppo forte, quasi non si fermava più, e la ferita non accennava a chiudersi, come succedeva quando il morso era pulito ed eseguito con maestria.
    Sarebbe dovuto andare in ospedale, l'avrebbero riempito di domande, ma al diavolo! Non voleva morire in quella fogna!
    Sfortuna volle, che in quel corridoio incontrò Nitty.
    Sfortuna volle, che quel giorno Nitty era arrabbiata, e aveva bisogno di qualcosa su cui sfogarsi, o meglio, sulla prima cosa che le sarebbe capitata a tiro.





    Mentre il donatore balbettò pietà, Nitty gli si avvicinò piangendo, e gli menò il primo calcio allo stomaco.
    E mentre la sua vittima tossì, arrivò subito il secondo, più forte. Poi un terzo...un quarto....e Nitty piangeva.


    <<Io.Li.Odio.Tutti.>>
    Un parola. Un sighiozzo. Un calcio.


    Era quella la sequenza sotto la quale il donatore sfortunato soccombeva, non riuscendo più nemmeno a lamentarsi del dolore.
    Quando la vampira s'accorse che la sua vittima non si muoveva più, sembrò destarsi, e tirando su col naso, s'asciugò gli occhi con i dorsi delle mani.
    Nel giro di mezzo secondo, come se si fosse tolta una maschera, dl'espressione di Nitty divenne vacua e assente, mentre guardava, senza vederlo davvero, il corpo senza vita del donatore.
    Quello stato catatonico durò esattamente due esatti minuti, poi tornò, improvvisamente, l'esuberante Nitty di sempre...
    Si sedette cgoffamente sull'uomo, e mise il broncio, col suo solito modo infantile:
    <<Uffa, egoisti e cattivi!! Quando mi comprerò le bambole nuove, non li farò giocare mai con me! Mai-mai-mai!>>









    <<No-no, amore, stasera non posso, abbiamo una vecchia villa infestata...dai, non arrabbiarti, è lavoro, lo sai! Non urlare, ma pensi che a me faccia piac-...mi fai parlare?!?! >>





    <<Sai che non ho mai visto Ethan fare una telefonata alla fidanzata senza sentirli litigare? Ma perchè stanno insieme? >> chiese Jennyfer a Sid dopo che furono arrivati alla base.
    Sid si limitò a sbruffare, e si diresse verso l'amico, togliendogli direttamente il cellulare di mano:
    <<Hey racchia, non so se hai idea di quanto sia fastidiosamente gracchiante la tua voce, di certo sarà più gradevole quella della gnocca che devo presentare stasera ad Ethan, quindi ficcati quelle lamentele dove gradisci meglio e stattene a casa a dirigere il tuo club di cucina! >>
    <<Vicious!! Ripassami Eth-....tutututu....>>
    <<Non ringraziarmi! >> ghignò Sid rilanciandogli il cellulare, mentre Ethan cercava di ucciderlo con gli occhi.
    Jen scosse il capo ed entrò in uffico, e quando anche Sid stava per varcarne la porta, Ethan lo fermo per un braccio:
    <<Novità su Cloe? Io ieri ho trovato degli amici di quel Brian, ma nessuno lo vede o lo sente da quel giorno, io ho paura che...>>
    <<Ok-ok, basta.>> lo interruppe Sid: <<Dentro: devo parlare a tutti.>>





    <<E di che?>>
    <<Dentro.>> ripetè Sid. Ethan sbruffò e lo seguì.


    <<Heylà ciurma, attenzione a me!! Comunicazione importante!>>
    Gli altri membri della sua squadra alzarono contemporaneamente le teste da ciò che stavano facendo, avvicinandoglisi:
    <<In ritardo a lavoro, e dai pure spettacolo?>> chiese Mena pungente, seppur con tono scherzoso.
    <<Ragazzi, che occhiaie!>> rise Edward passando il proprio sguardo da Sid a Jen, che avevano passato la notte fuori:
    <<Sid, ma la fai dormire la notte? >>
    <<Certo che no, cosa credi che me la tengo a fare altrimenti, vero Barbie? >> rispose Sid ridendo.





    <<Io NON mi chiamo Barbie, io NON vado a letto con Sid, io NON ascolterò oltre le vostre stupide battute! >> sbottò Jen spazientita, tra le risate dei presenti.
    <<Tutto interessantissimo, Sid...era questa la comunicazione urgente? >> chiese Ethan, burbero come suo solito.


    Sid ridacchiò tra sé e sé, cercando di non mostrarsdi troppo abbattuto per la richiesta che stava per essere costretto a fare:
    era il caposquadra di quell'unità, la fiducia che nutriva in ognuno di loro era ricambiata al 100%, ecco perchè doveva essere il primo a non arrendersi, a mostrarsi positivo.
    Il suo viso divenne serio, gli scherzi erano finiti:
    <<Dunque ragazzi: come sapete, sei mesi fa, una mia amica è scomparsa senza lasciare tracce. Ethan mi sta aiutando a cercarla, e ora...ho una novità, appresa stanotte, di cui ho bisogno siate tutti voi al corrente:>>
    <<Cosa?>> chiese Ethan in presa alla speranzosa curiosità.
    <<L'ho trovata. In un locale di vampiri.>>


    Il silenzio piombò nella stanza, perchè le possibilità erano solo due: o era diventata una donatrice, o...
    <<La mia amica è una vampira adesso>>
    Bomba sganciata.
    A parte Ethan, nessun altro conosceva Cloe, lì dentro. Il dispiacere era tutto per il loro caposquadra.
    Si sentì il rumore di plastica spaccata in mille pezzi: Ethan aveva rotto la penna che aveva in mano.
    <<Cosa vuoi che facciamo, Sid?>> chiese Edward senza pensarci due volte.
    Jen li vide tutti disporsi a semicerchio attorno al loro caposquadra, pronti, senza che avesse avuto bisogno di dire altro, a seguire tutte le sue richieste:





    <<Edward e Mena, voglio che mi facciate uno schedario con i luoghi più frequentati dai vampiri nella zona attigua al cimitero, per cominciare, poi vedremo di espandere le ricerche...voglio sapere chi frequenta, e se c'è modo di ottenere informazioni. Rik, tu trovami lo schedario con i donatori, voglio sapere se anche Cloe se ne serve, e se si, voglio i nomi.>> fece deciso.


    Sid era nato per fare il leader, considerò Jen, mentre lo osservava.
    Non imponeva mai nulla a nessuno, eppure con le sue parole, sembrava guidarti, l'idea di non fidarsi di lui era fuori discussione.
    Non aveva mentito, quella mattina, Jennyfer: indubbiamente, lo trovava attraente per diversi aspetti, ma la cosa si fermava lì...no, non era il suo tipo.


    Si ridestò dai quei pensieri, sentendo una domanda molto intelligente di Mena:
    <<E con i cacciatori di vampiri, come la mettiamo? Se la trovano...>> eh già, altro problema.
    <<Ecco perchè dobbiamo muoverci! >> rispose Edward facendole l'occhiolino.
    Il biondo aveva ragione, purtroppo: se mai i cacciatori di vampiri ne avessero avuto l'opportunità, l'avrebbe fatta fuori senza troppe cerimonie...era una corsa contro il tempo.
    Ethan biascicò qualche parolaccia e uscì fuori sbattendo forte la porta.


    Tentando di smorzare la situazione, Rik scosse il capo e fece dei gesti con le mani che provocarono le risate degli altri acchiappafantasmi.
    <<Che ha detto?>> chiese Jen sorridendo, cercando di rendersi partecipe.





    Essendo muto, Rik si esprimeva ovviamente a gesti, e lei, non conoscendolo bene, doveva chiedere puntualmente "traduzioni".
    Ancora ridacchiando, Sid le spiegò:
    <<Ha detto di essere senza parole per la notizia! >>
    <<Ehm... >>
    <<L'hai capita? Rik...senza parole! >>
    <<Non fa ridere. >>
    <<Oh, andiamo Barbie, fatti una risata ogni tanto! >>
    <<Ma non si ride di queste cose... >> tentò di giustificarsi lei, ma Rik si frappose tra loro con un sorriso:
    scosse le mani davanti a Jen, facendole intendere che se il problema non l'aveva lui, a riderci un pò su, non doveva di certo preoccuparsi lei!
    <<Lascia stare Rik. >> fece Sid pungente: <<Per lei siamo tutti bestie da circo, figurati se con te non è diverso!>>
    Rik alzò le mani, arresosi, e tornò alla sua scrivania.
    <<Ma non è vero... >> fece Jennyfer dispiaciuta: <<Non ho mai detto che siete bestie da circo... >>
    <<Ma certo, piccolo arcobaleno! >> fece Mena alzando gli occhi al cielo:
    <<Lo sappiamo tutti quanta stima hai per noi e per il nostro lavoro!>>
    <<Ooook, ragazzi? Al lavoro, forza!! >> fece Edward sbrigativo spingendo fuori Sid e Mena, prima che esplodesse un'altra guerra tra di loro.


    Jen sospirò, abbassando il capo con tristezza: poteva mica dare torto a tutti loro?
    In qualità di socia del dipartimento della Protezione per i Fantasmi, Jen si batteva perchè quest'ultimi ottenessero la possibilità di passare a miglior vita, piuttosto che relegati nei contenitori di freddo acciaio per l'eternità.
    Ovviamente, la lunga e laboriosa attività non andava a genio agli acchiappafantasmi, e non si riusciva a trovare un punto d'incontro.
    Chiudere la loro attività, lasciandoli senza lavoro, o acconsentire a lasciarli lavorare con i loro soliti metodi bruschi?
    Per quanto si sforzasse di "far contenti tutti", l'avrebbero vista sempre come una nemica...


    Una tazza di caffelatte fumante le si parò sotto gli occhi, distraendola da quei pensieri:
    <<Rik...grazie.>>





    No. Lui si salvava...Rik era l'unico davvero gentile nonostante tutto.
    Con la tazza tra le mani, Jen s'avvicinò alla scrivania dove il ragazzo era già tornato:
    <<Rik, ti chiedo scusa per prima, io non intendevo dire che sei una bestia da circo...non lo penso affatto. >> fece lei triste e imbarazzata.
    Avrebbe voluto tanto che la giornata fosse già al termine...uscire dall'ufficio e vedersi con delle amiche, svagarsi...era tutto così dannatamente pesante!
    Quelle sensazioni, però, svanirono in un istante, quando Rik le sorrise, sincero.
    Scosse il capo, per farle capire che gli era chiaro il malinteso, e che problemi non ce n'erano, anzi...col gesto di togliersi un immaginario cilindro, le fece intendere che aveva di lei grande stima.
    Molto più tranquilla, ringraziò Rik e si diresse al suo, di ufficio, pronta a sobbarcarsi di lavoro come tutti gli altri.


    Eh si, perchè di lavoro ce n'era tanto da fare.
    La squadra, in segreto, si sarebbe occupata di salvare Cloe, ma le ricerche si rivelarono più lunghe del previsto, spesso infruottuose o inesaurienti.
    I donatori erano fuggevoli, le zone probabilmente frequentate da Cloe erano piene di gente che non parlava col primo che capitava...bisognava trovare contatti diversi.
    Ad una proposta di Mena di chiedere aiuto ai cacciatori di vampiri ("Se gli spieghiamo la situazione, magari capiranno, no?), che sicuramente sapevano meglio di loro dove e a chi chiedere informazioni, Sid s'era opposto, per paura di attirare troppo l'attenzione su Cloe.


    Ma se da una parte i risultati erano pressocchè nulli, qualcun'altro, dopo poco meno di due mesi, aveva ottenuto esattamente quello che voleva.





    Ragionava, il nostro sir William , a cosa porta un vampiro puro, a dilettarsi della compagnia di un essere tanto infimo e insulso quanto la loro stessa sottospecie...un vampiro impuro.
    Cosa porta, appartenenti del suo rango, ad abbassarsi a prendere contatto con loro?

  9. #789
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Era una moda, quella, relativamente giovane: i primi vampiri impuri nascevano mille anni prima, quando lui aveva già 2000 anni sulle spalle.
    Ma mai aveva pensato di cedervi, nè tantomeno aveva mai provato anche solo curiosità verso quelle pratiche balzane...
    Oh, maledetto sarebbe dovuto essere il suo amico, sir Hanry! Era stato lui ad infilargli la pulce nell'orecchio!


    <<Dovreste dilettarvi con qualcuna di loro, amico mio>> gli aveva detto tempo addietro:
    <<In fede mia, ci sono altre poche esperienze così stimolanti. E infondo, quale modo migliore di avere coscienza, per noi, della nostra stessa perfezione, se non imponendola su queste formiche?>>
    <<Posso asserire che ho ben coscienza della mia natura perfetta, sir>> gli aveva risposto Liam con orgoglio.
    <<E come, se non sono indiscreto nel chiedervelo, ne avete coscienza? Anch'io sono consapevole della mia natura e del mio rango, ma trovo che saperlo, non voglia dire anche che vi trovo godimento>>
    A quell'affermazione, Liam non aveva saputo cosa rispondere, e il suo amico aveva pronunciato la frase che l'avrebbe convinto del tutto:
    <<Tra quelli come noi non c'è mai differenza, sarà sempre tutto dannatamente, noiosamente....perfetto. Sir.....voi non volete provarlo....il calore?>>





    Rannicchiata nella sua poltroncina, Cloe si torceva le mani.
    Sapeva che stava per fare un terribile errore, ma aveva deciso, quella sera, che lei quell'errore lo VOLEVA fare.
    Quel bel vampiro ormai era una malattia, e si era convinta che le sue non erano illusioni...miraggi.
    Era lui che la chiamava...e immaginava già dove avrebbe portato quella strada: avrebbe fatto la fine di Hanna, la vampira che l'aveva accompagnata li per la prima volta due mesi addietro.
    Aveva paura, in tutta coscienza, ma la voglia di rivederlo, di stargli di nuovo vicino...godere anche solo della sua presenza!
    E se l'avesse incantata? Mai per uomo aveva perso la testa, figurarsi in quel modo!
    Erano bastato pochi secondi...e non aveva capito più nulla...ed era sicura che lo sguardo che il nobile le aveva rivolto, quella sera, era stato di disprezzo puro.
    Si era sentita così piccola...
    Cominciò a pensare che forse, sarebbe dovuta rimanere nel suo laboratorio...magari doveva andare via...o magari aspettare un altro pò...oppure nascondersi, e osservarlo da lontano!!
    Le sarebbe bastato, no?.....no.
    Ma perchè non arrivava....dov'era? Si era sba-.........cos'era quel gelo improvviso?


    Delle lunghe dita bianche e affusolate si poggiarono con eleganza sulla superficie del tavolo ove Cloe era seduta.
    La Nostra si fissò a guardarle, senza avere il coraggio di alzare lo sguardo.


    "Fa che sia lui......fa che sia lui...."


    <<Or vi colgo, mentre fantasticate...>> soffiò impercettibilmente il vampiro, prendendo posto di fronte di a lei.
    Fu allora che Cloe si risolse ad alzare lo sguardo...se fosse stata ancora un'umana, l'espressione giusta sarebbe stata "rimanere senza fiato".
    Era così.
    Liam toglieva il fiato.





    Sentì le corde vocali totalmente bloccate, non riusciva ad emettere alcun suono, mentre lui, nella sua posa indolente e superba, la osservava con malcelata sufficienza.
    Era una bella ragazza, seppur vi si potessero trovare svariati difetti, nell'insieme "non era male".
    Non le dava più di cento anni....era solo una bambina.


    <<I guanti>> sussurrò lui, con tono di leggero rimprovero.
    Melodiosa era la sua voce, tanto da farle perdere il contatto con la realtà.
    Impacciatamente, Cloe si sfilò i guanti, poggiandoli sul tavolo.
    Liam la vide tremare, e rise dentro di sè sull'effetto che faceva su quella creatura.
    In fondo, era divertente, come aveva detto sir Hanry, "imporre la propria perfezione, su esseri tanto piccoli e insulsi"


    <<Porgetemi una mano>>
    Anche se non era un tono d'ordine, Cloe l'aveva avvertito come tale.





    Gli porse la mano destra, dannandosi per la propria estrema goffagine ancora una volta.
    Di sicuro le vampire che quella sera si accompagnavano con Liam, l'avrebbero saputa porgere con molta più grazia...


    E se lei avvertì il contatto gelido di quella pelle marmorea, Liam, dal canto suo, sentì qualcosa di diverso, che l' immobilizzò per un istante....
    La mano di quella vampira era davvero più calda della sua.
    Era quella la sensazione che cercava? Era quello il calore?


    Senza lasciarle la mano, come rapito, il vampiro si alzò, portandosi al lato della Nostra e costringendola a girarsi.
    <<Seguitemi>> le disse allora, sempre con quella fredda gentilezza, che alle orecchie della rossa suonava come un'imposizione.


    Liam cominciò ad allontanarsi verso un corridoio interno del bar, camminando piano.
    Dapprima, Cloe si alzò e fece alcuni passi verso di lui, poi...si guardò intorno.
    La sala era vuota, a parte altri due vampiri puri che discorrevano senza badarle, e un'umana al bancone, perennemente con lo sguardo basso.
    Valeva qualcosa lei, insulsa e piccola com'era, in quell'ambiente? Sarebbe dovuta tornare alla Corte, tra gli altri impuri?
    Come poteva pensare di meritare la compagnia tanto perfetta di Liam? E se non sarebbe stata alla sua altezza?


    Qual è il tuo posto, Cloe?





    Si accorse che il nobile s'era fermato e voltato verso di lei, come per assicurarsi che lo stesse seguendo, esattamente come un padrone controlla che il proprio cane non fugga.


    Andiamo....fai il cagnolino fedele, Cloe.


    Fu l'illusione, quella sera, a spingerla a seguirlo.
    L'illusione di poter far parte, anche se fugacemente, di quel mondo nobile e regale.
    Lui l'avrebbe fatta sentire una principessa...


    ....


    Cloe entrò per prima, dopo che Liam le ebbe aperto la porta, e ceduto galantemente il passo.
    La camera era piccola e accogliente, elegantemente ammobiliata, ma non ebbe tempo di osservarla bene.
    Improvvisamente, avvertì quel leggerissimo tocco gelido: alle sue spalle, Liam s'era avvicinato piano, senza il minimo rumore, poggiandole le mani sui polsi e facendole risalire per le braccia fin sulle spalle, lasciando come una scia di fuoco al lieve e sfiorato passaggio.


    Più la toccava, più il calore lo invadeva, dandogli alla testa.
    La bramosia s'impossessò di lui, quando prese, seppur con delicatezza, a lambirle l'incavo del collo con le proprie labbra.





    Nonostante fosse esile sotto la sua forza superiore, Cloe si voltò pian-piano, e lui risalì a baciarle gli zigomi, il mento....la bocca.
    Sorprendendosi lei stessa del proprio coraggio, gli sfilò la giacca, il gilet, e cominciò a sbottonargli febbrilmente la camicia...era già diventata avida, di lui, del suo modo di toccarla e d'imporle ciò che voleva, nonostante il massimo garbo dei modi.
    Fremeva, la giovane vampira, soggiogata da colui che le aveva invaso tutti i sogni e desideri dal primo istante in cui l'aveva visto.





    Per Liam quel bacio scottava, bruciava....si sentì, per la prima volta che riuscisse a ricordare, in preda a qualcosa di davvero nuovo ed eccitante, una sensazione che gli diede alla testa, anzi....non saremmo in errore ad asserire, che in quegli istanti di piacere, Liam perse letteralmente la ragione.
    Il petto del vampiro, duro come il marmo, le schiacciava il seno, mentre lasciava che le sue dita bianche errassero tra i suoi capelli: si, si sentiva come una principessa.
    E lui....Lui era il suo Principe.....oh, lo amava. Cloe lo amava davvero. E lo avrebbe amato per l'eternità.






    Proprio in quell'istante, una trentina di kilometri fuori Bridgeport, Sid parcheggiava il suo UnicoVeroAmore (si, vabbè, la sua moto U_U), all'entrata di una campo nomadi.





    Era il clan della famiglia di Edward, che avrebbe sostato in quella zona per un trimestre, poi sarebbero ripartiti in viaggio per ritornare chissà quando, ragion per cui il suo collega acchiappa fantasmi andava a dormire li, in quelle rare occasioni da passare con i suoi familiari.
    Ad attenderlo, guardandolo ammiccanti, tre giovani gitane:
    <<Salve bellezze, cercavo il mio amico Edward, ma devo dire che è impossibile non distrarsi dalla meravigliosa fauna del luogo... >>
    Le tre ridacchiarono tra loro, dandosi spintarelle leggere con i gomiti. L'amico di Edward era proprio carino *__*
    <<Io mi chiamo Sid, e voi siete...?>>
    <<Yo, me chiamo Nina...>> fece la prima con voce sensuale.
    <<...mi, son la Pinta...>> fece l'altra avanzando e ondeggiando i fianchi.
    <<...e mi nombre es Maria.>> terminò la terza abbassando il volto, senza distogliere però lo sguardo.
    Ci stavano U_U
    Ah, le donne apertamente disponibili! Non erano le sue preferite, ma non rifiutava lui, mica era un maleducato, oh! U_U
    <<Bhè, signore...>> fece lui sfoderando il suo classico ghigno da marpione e abbraciandole tutte e tre:
    <<Direi che Colombo è pronto a portarvi alla volta di terre nuove!! >>





    <<HEY!! >>
    Edward s'era materializzato alle loro spalle, per nulla felice di ciò che aveva visto.
    Strattonò Sid per il collo della maglietta, attirandolo a sé:
    <<Stammi a sentire un pò, Colombo! Il 90% delle ragazze qui, sono o mie sorellastre o mie cugine, il restate 10% me lo lavoro io se permetti, quindi tieni i tuoi tentacoli a posto!>>
    <<Oh, scusa, non lo sapevo. Ma figurati, in fondo siamo amici, non ti colpirei mai alle spalle!>> fece Sid sghignazzando e passando di nascosto un bigliettino col proprio numero alla brunetta delle tre.
    Le gitane s'allontanarono ridacchiando, mentre Edward accompagnava Sid presso una roulotte speciale...quella di *Lei*.


    <<Quindi mi ha sognato, e adesso mi vuole parlare?>>
    <<Si, Sid >> rispondeva annoiato Edward alla solita incredula domanda.
    << Bhè, molte donne mi sognano...U_U>>
    <<Lei non fa sogni a casaccio, Vicious...eccoci qui comunque.>>





    <<Bene, entriamo allora!>>
    <<Va da solo, è con te che vuole parlare, e...amico?>>
    <<Nh?>>
    <<Comportati bene, e rispondi educatamente alle sue domante, se ne ha, chiaro?>>
    <<Si-si, ricevuto. >> rispose Sid sbrigativo, entrando.


    Una volta all'interno non ci volle molto per Sid per guardarsi attorno: una libreria ben fornita sulla destra, un tavolino al centro, e sulla sinistra un letto sul quale , con naturale eleganza, sedeva Lei.





    Finalmente la conosceva: chiunque avesse un minimo di conoscenza della gerarchia dei gitani, sapeva che in ogni clan c'era una donna come lei...una donna che vedeva Oltre.
    Malia, questo era il suo nome, si alzò dal proprio baldacchino poggiando delicatamente i piedi nudi sui soffici tappeti, e accompagnata dal tinttinnio di tutti i pendenti metallici che indossava, gli passò accanto guardandolo dritto negli occhi, e poi prese posto al tavolino centrale.
    Porcaccia. Quelle donne si che sapevano usare gli occhi!
    La nobile gitana rise genuina, facendo tintinnare ancora una volta il diadema che portava sul capo:


    <<Ti ho ammutolito, vedo. Da uno come te, lo prendo come un complimento! ^^>>
    Sid ridacchiò, cercando di stemperare quella situazione di soggezione nella quale si sentiva.
    <<Mi aspettavo una vecchiaccia piena di rughe, lo ammetto. >>

  10. #790
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    Re: [LoD] Decisioni da prendere

    Malia rise sinceramente divertita, mentre con una mano lo invitava a sedersi.
    Era una persona molto composta, ma non chiusa o particolarmente introversa, anzi.
    La sensazione che gli dava (a Sid), era di quelle persone consapevoli di ciò che hanno da dare al mondo, accettandone il peso e la responsabilità senza farla pesare a nessun altro.
    A loro, e loro soltanto, gioie e dolori di quel grande potere.

    <<Allora sentiamo...>> fece Sid, vedendo che lei non parlava:
    <<Mi hai sognato, eh? Fantasie sul sottoscritto? Non saresti mica la prima, ne possiamo parlare...>>
    Malia rise ancora, ogni suo minimo movimento accompagnato dal cristallino suono dei gioielli che indossava:
    <<Sid, ti prego, è una faccenda molto seria...prestami attenzione, per favore >> rispose la giovane, sorridendogli paziente.
    <<Ok, ti ascolto.>> rispose lui senza smetterle di sorriderle, mettendosi a sedere più composto.
    <<Come ben saprai...>> cominciò lei:
    <<...i miei sogni sono tutto, fuorchè chiari o particolarmente diretti, men che meno per me. Vedimi quindi come un'intermediaria del messaggio che ti riporterò, starà a te capire cosa ho sognato.>>
    <<Va bene, ricevuto.>>
    Il volto di Malia s'era fatto man mano più serio:
    <<Eri in una stanza scura, e davanti a te, poggiate sul pavimento, tre candele: ognuna di esse però, emetteva una luce diversa...>>
    <<Nh-nh...>>
    <<...una candela, quella centrale, aveva una fiammella blu; quella a sinistra era rossa, sempre la fiamma intendo, e infine la candela sulla destra, una luce nera...>>
    <<Non ho candele in casa. >>
    <<Sid... >>



    <<Va bene-va bene, scherzavo, scusa! Continua pure...>>
    Malia sospirò, riprendendo con pazienza:
    <<Nel sogno, in modo molto deciso, ti fiodavi sulla candela centrale, quella con la fiammella azzurra. La prendevi tra le mani, e poi voltavi le spalle alle altre due candele...>>
    Sid trattenne uno sbadiglio, mentre nella sua testa già riecheggiava un'unica idea: "No.Sense."
    <<A quel punto...>> continuava Malia, seria:
    <<Soffiavi sulla candela azzurra, che si spegneva lentamente. Non appena accadeva questo, alle tue spalle, con estrema lentezza, le altre due candele si spegnevano pian piano, senza che tu avessi dovuto fare nulla. E li, il mio sogno finisce, non appena la stanza diventa totalmente buia. Io...ho fatto questo sogno ben tre volte Sid. Avevo il dovere di avvisarti.>>
    <<Certo...>> fece lui con sguardo basso, sovrappensiero.
    <<Vedo che sei...deluso? >>
    La faccia del giovane era in effetti alquanto imbronciata: che ne sapeva lui di candele colorate?
    <<E' che ...questi colori non mi dicono proprio niente, Malia...>>
    La zingara s'alzò, avvicinandosi verso la porta, e Sid capì che il tempo a disposizione era finito...



    <<Non è detto che tutto debba esserti chiaro adesso...magari il mio sogno acquisirà significato tra cinque minuti...o tra cinque anni. Le mie visioni si sono sempre realizzate, ti parlo per esperinza.>> disse la giovane con tono che c'ercava d'essere confortante.
    <<E quindi tu, per esperienza, come spiegheresti questo sogno?>>
    <<Uhm...>> Malia sembrò pensarci un attimo, riordinando le idee.
    Opinioni sui propri sogni se ne faceva sempre, ma cercava di non badargli e rimanere sempre neutrale. Se glielo chiedeva però...
    <<Io direi che...cerchi di colpire una cosa sola, ma alla fine, seppur non volendo, finisci per colpire anche le altre.>>
    <<Oppure paghi uno, e prendi tre...>> soffiò Sid, pensando ad alta voce.
    <<Come?>>
    <<Nulla, non farci caso....troppi pensieri per la testa.>> rispose lui serio, voltandosi verso di lei.
    Le carezzò il viso con una mano, cosa che lei non rifiutò:



    <<Grazie Malia>> le sussurò avvicinandosi, ma la gitana scostò delicatamente il viso, evitanto il bacio:
    <<Non c'è bisogno che mi ringrazi oltre, Sid... >> rispose sorridendogli: il ragazzo le era simpatico, non aveva davvero la forza d'arrabbiarsi con lui!
    Sid le ricambiò il sorriso, più aperto:
    <<Donne innamorate...ma quanto siete noiose!>> scherzò mettendo su un broncio infantile.
    La gitana rise ancora: <<Avrai un giorno ache tu a che fare con l'amore, Sid...>>
    <<Tsè, qui ti sbagli, Malia: io non appartengo a nessuno! >> la salutò infine con un occhiolino.
    Lei scosse il capo divertita, e lo salutò, rientrando poi nella propria roulotte.


    <<Hey, eccoti!!>> gli urlò Edward correndogli incontro: <<Com'è andata?>>
    <<Boh, ma che ne so...candele colorate... >> fece Sid con sguardo imbronciato, finchè...



    <<Senti Sid...>> gli fece Edward su di giri per via della festa che si stava svolgendo al campo:
    <<Che ne dici di rimanere qui stanotte? Si raccontano storie, ci sono danze, canzoni...è uno schifo, lo so, ma abbiamo un sacco di nettare!!>>
    <<Si-si...il nettare...>> ripetè Sid che con lo sguardo seguiva la gitana:
    <<Fai una cosa, allora: vammelo a prendere, che ti aspetto qui, eh?>> mentì.
    Non appena Edward si fu allontanato, il nostro Sid...vabbè, ordinaria amministrazione, non c'è bisogno di riportare altri particolari U_U



    Il sogno era finito.
    Di norma, in quei casi, Cloe era sempre stata la prima a "tagliare la corda".



    Quando l'interesse era uno, non c'era motivo di rimanere con una persona che te l'aveva già esaudito.
    Ma quella volta, Cloe, era dalla parte opposta della barricata: non accettava l'idea di doversi staccare da lui, che invece, era già pronto per andare via. Senza una parola.
    Come se fino a pochi minuti prima non fossero affogati l'uno nell'altra.
    <<Mi chiamo Cloe.>> fu la prima frase che il vampiro le sentì dire da quando l'aveva conosciuta, prima di chiudersi la porta della stanza alle spalle.



    <<Nottata da bagordi?>> chiese Mena il mattino dopo ad Edward e Sid, appena arrivata al lavoro.
    <<Non...urlare >> rispose Sid tenendosi la testa che ancora gli girava per la sbornia, mentre l'altro s'era accasciato sulla prima sedia che aveva trovato.
    <<Io non sto urlando... >> fece Mena di rimando.
    <<Ma che cavolo ci mettete nel Nettare?>> grugnì Sid rivolto al biondo, mentre Rik gli passava il caffè che finì trangugiato in un sorso.
    <<Grazie Rik>> fece Sid restituendogli la tazza.
    <<Hey, Vicious?>> lo chiamò Ethan, vicino alla bacheca: <<Tieniti pronto...perchè non ti piacerà.>>
    Sid s'avvicinò alla bacheca che usavano per gli aggiornamenti dellle affissioni dei peggiori criminali in circolazione: serial killer, poltergeist...vampiri.
    Tutti i ricercarti dell'Ordine.



    <<Porcaccia.>> fu l'unica cosa che riuscì a fiatare.
    <<L'hanno mandata i cacciatori di vampiri, quella?>> chiese Edward, da dov'era seduto.
    Mena annuì:
    <<Non solo l'hanno già individuata, ma questi identikit sono già in tutte le basi dell'Ordine...solo di Bridgeport, per fortuna>>
    Sid indurì la mascella...almeno a Twinbrook non ne avrebbe saputo ancora nulla, e gli zii erano protetti dalla notizia.
    Saperlo in quel modo li avrebbe potuti distruggere.
    <<Bhè, dovevo aspettarmelo, prima o poi...>> considerò: <<...in fondo è il loro campo, era solo questione di tempo.>>

    Jennyfer entrò di corsa, salutando velocemente i presenti con un gesto generale.
    Come d'abitudine, Rik le stava già preparando il caffè (ma questo ha una macchinetta nascosta da qualche parte?), ma lei lo fermò con un movimento stizzoso della mano:
    <<No, per favore. Sono già abbastanza nervosa....la situazione è gravissima! >>
    Li per li, nessuno sembrò fregarsene degli affari suoi, ma al diavolo, dovevano ascoltarla!
    Prese tre schedari dalla propria borsa, ne estrasse una foto da ognuno, e appese le prime due alla parete, voltandosi verso gli altri, dura:



    Mena, fu la prima a parlare:
    <<Il Duo Miracoli...lo conosciamo tutti, e allora?>>
    Jen sbuffò, a dimostrare quanto le pesasse dare quella notizia:
    <<Non esiste più il "duo"...ora è il "Trio Miracoli"!>> fece nervosa, mentre appenadeva la terza foto...Cloe.
    Sid sbarrò gli occhi: era *sicuramente* solo un brutto incubo. U_U
    Stava di certo ancora dormendo tra la braccia di quella gitana, là...Nina...o Maria (?)...doveva essere per forza così!

    Ethan reagì "leggermente" peggio...tutto, ma non quello!
    <<Chi cavolo ti ha dato questa informazione?? >> fece con voce minacciosa verso la povera Jen, manco fosse colpa sua.



    <<Notizia dai piani alti...>> fece lei con calma, abituata al caratteraccio di Ethan: <<ma tra mezz'ora temo lo sapranno tutti. Stanno per mandare la notizia ad ogni base...di ogni città...>>
    <<Non...non è riservata?>> fece Ethan avvertendo la gola dannatamente secca.
    Jen cercò d'addolcire il proprio tono, dispiaciuta di dover rinfilare il coltello nella piaga...
    <<No, mi spiace...tra un pò lo sapranno tutti. >>
    Ethan passò a massaggiarsi le meningi, mentre Edwar, con la testa ancora "leggera" per la bevuta della sera prima, ridacchiò sfrontato:
    <<Alla faccia, Sid...la tua amica non ha perso tempo a farsi la reputazione, eh? >>
    Sid non lo sentì. Delle lontane parole cominciarono ad echeggiargli nella mente confusa dalla sbornia della sera prima.
    <<Sono tre...>> ragionò ad alta voce.
    Jen lo guardò interdetta...ma che aveva, s'era imbecillito?
    Il ragazzo continuava a passare lo sguardo da una foto all'altra, sempre più rapito...
    "Potrebbe acquisire senso tra cinque minuti...o tra cinque anni."
    "Una candela emette una luce azzurra, una rossa, ed un'altra nera"
    "Paghi uno, e prendi tre"


    <<E una pazzia...>> fece tra sé e sé: <<...io sono pazzo...>> cominciò a ridacchiare...prima piano, poi sempre più forte, con una risata aperta e quasi liberatoria, fino a doversi tenere la pancia.
    Non sapeva se era per il nervosismo accumulato, per i postumi del nettare...ma tutta quella faccenda lo faceva morir dal ridere!
    <<Ma che cavolo ci mettete nel nettare, voi zingari? >> chiese Ethan guardando, come gli altri, il proprio caposquadra in maniera preoccupante.
    <<Sid...tutto ok? >> chiese Jen
    La risatina andò pian piano scemando, finchè Sid, di nuovo serio, tornò a guardare un'unica fotografia, fissandola attento...
    <<Mai stato meglio, Barbie.>>
    Ethan lo invidiava seriamente. Lui diventava ogni giorno più nervoso ( e intrattabile)...come faceva Sid a ridere quando la sua migliore amica era tra quella bestie?
    Cloe era in pericolo, in un gioco più grande di lei, mentre lui invece era la, a stringersi i pugni...non era giusto.



    Purtroppo Ethan ignorava quanto la realtà fosse peggio.
    Perchè Cloe, da quella sera, era stata chiamata da Liam altre due...tre...quattro...tante altre volte.
    Ormai era un appuntamento fisso, al quale lei non riusciva più a rinunciare (e mai il pensiero le era passato per la testa!)
    Passava le giornate aspettando quel momento magico, quella "fuga dalla realtà", dove sentirsi una principessa non era solo una fantasticheria.
    Stare con Liam era come far parte di quell'elité nobile e regale, che invidiava profondamente.



    Più passava il tempo con lui, più la vita che conduceva alla Corte la infastidiva.
    Erano mondi talmente diversi...e cosa avrebbe dato per essere una pura, come lui, Liam...Liam.


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