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  1. #501
    sim dio L'avatar di DELTAG
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    Re: Gruppo due

    Kia Taxim

    Epilogo

    Raggiungo la hall dove tutto è iniziato. E’ nuovamente il caos! A terra il cadavere senza vita di un ragazzo rosso di capelli che credo di aver solo intravisto durante tutta la macabra serata, Accanto a lui Flora visibilmente scossa per questo nuovo cadavere, ma quante sono le persone che in questa assurda notte hanno perso la vita? Oltre a Carmen e al ragazzo qualcun altro ci ha lasciato le penne ? Albert Landgraab invece sta litigando con un uomo biondo di cui non conosco nulla e non credo di averlo mai visto, forse una volta, all' aeroporto dove avevo accompagnato Carmen che doveva salutare una persona … certo! Era lui, ne sono sicura! Cosa ci fa qui? Vedo poi la ragazza dai corti capelli biondi che avevo incrociato in piscina ad inizio festa mentre parlavo con Desmond; gettare qualcosa sui due che finalmente smettono di litigare, poi scostando lo sguardo dai due evitando prontamente di guardare il cadavere del giovane riverso a terra, cerco di tenere la mente occupata e volutamente “disattenta” per non incappare in un altro attacco di panico, quindi per distrarmi dalla macabre visione, concentrandomi cerco di quantificare quanto tempo è passato dalla telefonata di Scarlett, la persona dall'altra parte del telefono ha parlato di 20 minuti e poi sarebbero arrivati in soccorso … in lontananza infatti sento le sirene di un qualcosa. Nel frattempo mi guardo intorno in cerca di Matt e di un suo sguardo, vorrei farmi spiegare cosa è accaduto mentre io Scarlett e Alice eravamo di la nel salone, purtroppo non incrocio il suo di sguardo, ma quello del mio nemico: Derek Root, faccio un mezzo sorriso di circostanza e poi scosto lo sguardo da lui guardando verso la porta, ciò che vedo, mi sorprende non poco. Una spia luminosa color verde segnala che il meccanismo è stato sbloccato, hanno trovato finalmente il codice? Ma chi è stato? Il dubbio mi assale. Un momento … dove sono il biondo che ha trovato l’arma del delitto e la dottoressa? La biondona di plastica e il biondo che erano con noi nel salone dove si è aperto il passaggio? Che fine avranno fatto costoro? E il maggiordomo? Inutile perdere tempo a capirci qualcosa anche perché secondo me qui questa sera troppo vite e troppe storie si sono intrecciate , sul volto dei presenti poi è tangibile tanta stanchezza e un’ombra di paura.
    Finalmente le sirene sono vicine. I soccorsi sono arrivati.
    Tutto ciò che succede si sussegue come la trama di un film già visto e già vissuto mentre io mi abbandono al ricordo di quello che quella sera ho vissuto , come anche ricordi che non avrei mai voluto far riaffiorare a galla, un nome torna ancora prepotente … Yoshi. I soccorsi entrano, ci trattengono, ci interrogano ci chiedono dove eravamo a tal ‘ora, cosa è successo in quella casa , eppure nessuno di noi se non qualche supposizione ha saputo spiegare tutta la faccenda, alla fine ciò che resta di tutta la pomposa festa organizzata da Carmen sono solo cadaveri e i cadaveri, gli unici che potrebbero avere risposte non possono parlare .
    Voglio avvicinarmi a Matt, cercare rifugio tra le sue braccia, ma non mi permettono di avvicinarmi sembra essere accusato di qualcosa, e lui sembra distante e forse è comprensibile, quasi neanche mi guarda nonostante io voglia essere li con lui a difenderlo a spada tratta; ciò che trovo però è la mano tesa di Root , è il primo gesto gentile che gli vedo fare nei miei confronti . Intanto due energumeni con il volto coperto e una divisa dell’FBI arrestano il mio Matt accusandolo del furto di una statua di forma equina ; l’opera d’arte che Carmen voleva noi trovassimo … il suo prezioso tesoro . Ma come è possibile che Matt l’avesse presa? Quando l’avrebbe rubata?
    Non so più nulla, non so più quale sia la verità e dove questa verità sconfini nella menzogna, sono delusa e amareggiata, e non so nemmeno perché, forse in cuor mio però lo so, so che se prima avevo il 5% di possibilità di stare con Matt ora questa percentuale è scesa a 0% e accanto a lui c’è lei, la biondona plastificata; un agente dell’ FBI… chi l’avrebbe detto? Sapevo che era strana, guardinga e silenziosa, fin troppo, ma non pensavo fosse un agente, ha nascosto bene la sua reale identità. Annullo tutto ciò che mi ruota attorno. Voglio allontanarmi da qui, uscire all'alba di un nuovo giorno, respirare una nuova ventata di vita, mi sento quasi in colpa per non aver difeso Matt e quasi complice perché forse sono sempre stata al corrente dei suoi piani, ma cosa potevo fare, anche io volevo i soldi di Carmen. Al momento preferisco non parlare, non dire nulla, forse affiderò a qualcuno questo segreto oppure lo porterò con me nella tomba…. l’ultima cosa che mi resta da fare è correre lontano da qui, da tutto ciò che è accaduto questa sera. L’ultima cosa che vedo prima di allontanarmi silenziosamente dal luogo con gli occhi lucidi e rassegnata a non avere mai Matt per me, è proprio il volto di Matt e i suoi bellissimi occhi grigi, occhi che non potrò mai dimenticare nonostante tutto, in fondo io davvero l’ho amato e tutt'ora lo amo … anche se per lui sarò stata solo un divertente passatempo . Come farò a dimenticarlo?




    Dietro di me però sento dei passi sconosciuti che mi seguono.


    Dodici giorni dopo la festa…




    “Kia a quanto vedo ti è mancato giocare con i motori vero? Sono due giorni che ti vedo girare in abiti da meccanico per la concessionaria e sparire sotto auto oppure immersa nei cofani delle vetture…certo che sono ancora incredulo per quello che ti è accaduto. Come ti senti?”



    Si guarda, tutte quelle interviste e quelle apparizioni televisive non sono certo il mio miglior biglietto da visita, sono felice di essere tornata qua. Come mi sento?” Resto per un attimo assente e la mia mente si perde ancora nei pensieri di quel giorno infausto e a quelle notti passate tra le braccia di Matt, sono dodici giorni che non ho notizie di lui…ma ora non c’è più malinconia o rancore nei miei occhi, solo il dolcissimo ricordo di quello che fu anche se ci vorrà ancora del tempo prima che mi passi del tutto, non auguro a nessuno di restare chiuso per tante ore in una casa prigionieri di un macabro gioco del destino con due probabili assassini a piede libero, poi continuo “.. direi che nonostante tutto ciò che è accaduto e tutto ciò che ho perso, ho ritrovato un po’ del mio vero io, sai certe cose ti cambiano, a volte in peggio ma a volte anche in meglio…” dico ripensando a ciò che quella sera accadde al di fuori della Villa, in particolare mi ricordo di una persona. Lui.
    Mio fratello mi guarda e poi mentre mi rialzo dalla scomoda posizione si avvicina fraterno incurante del fatto che io sia vestita con una tuta da meccanico non propriamente pulita.



    “Non volevo rattristarti. Scusami. So bene che non è stata un’esperienza piacevole.“ Mi dice abbracciandomi per un lungo istante, dove il silenzio è l’unico rumore.
    Poi scostandosi da me riporta la conversazione su un piano più attuale. “Cambiando discorso, è pronta l’auto del capitano Picard?”
    “Devo solo finire di sistemare gli ultimi bulloni…e sarà meglio finire alla svelta” dico rispondendo a mio fratello Ken riportandomi sotto l’auto. “Perfetto, allora avviso di passare prima di mezzogiorno.”

    Mezzogiorno meno dieci…

    Dei passi segnalano l’arrivo di qualcuno, di sicuro un cliente a ritirare la vettura, poi la voce di mio fratello mi conferma.



    “ Benvenuta Capitano Picard, ecco la sua vettura…è pronta”
    “ Grazie signor Taxim.” Una voce sensuale di donna risponde.
    Ignoravo il fatto che il famoso Capitano Picard menzionato diverse volte da mio fratello , fosse in realtà una donna, e una donna piuttosto affascinante osservo voltandomi verso di lei e scostandomi dalla vettura argentata.
    “ Capitano buongiorno. Eccole le chiavi ”
    “Grazie. E’ lei il meccanico? ” mi chiede piuttosto sorpresa di veder e me e non un uomo.
    ” Posso provarla? ” Sembra diffidente, forse crede che fare il meccanico sia un lavoro prettamente maschile e che io non sia stata all'altezza delle sue aspettative.
    “ Sicuramente. Le posso dire che è un’ottima auto e il motore funziona benissimo, era solo un problema alla cinghia di trasmissione”




    Il capitano Picard mi sorride, prima di avvicinarsi, aprire la portiera e avviare l’auto. Rombo del motore, l’auto come previsto canta a meraviglia. Amo il rumore che fa il meccanismo d’avviamento quando giri la chiave.

    Poco dopo….

    “Prima non si accendeva nemmeno! Ottimo lavoro signorina…”
    “ Kia, Kia Taxim. Sono la sorella di Ken” le dico gentile.



    “ Non dubitavo. Lo sa signorina Kia che dalle mie parti una persona influente sta cercando personale per mettere assieme una squadra di diciamo… agenti segreti? Le sue conoscenze in campo di motori e affini , a quanto ho visto nel suo dossier prima di venire qua, sono piuttosto notevoli. So anche che era presente al massacro di Villa Knight..e ne è uscita illesa.” Illesa si, nel corpo …ma non nell’animo . Cosa ne sa poi di cosa ho passato la dentro?



    “ Come lo sa? Come ha fatto ad avere un mio dossier?” Guardo mio fratello che intanto si è avvicinato, incredula e confusa; lui però mi guarda a sua volta, capisco che ne sa quanto me.



    “ Mi sono informata, stavo cercando personale da reclutare e studiando tutti i presenti a Villa Knight come possibili candidati, lasciando perdere eventuali civili, cadaveri tra i quali un certo Ted Miller che sarebbe potuto divenire un hacker informatico perfetto; agenti FBI presenti e affini… ho selezionato due possibili candidati che farebbero al caso nostro : lei e un certo Derek Root se non ho capito male. Dovesse essere interessata o essere interessati, questo è il biglietto da visita, deve parlare con il signor Bosser. La saluto Kia e spero di rincontrarla presto”
    Resto basita. Che carisma questa donna! E a quanto pare mio fratello concorda con me.
    Ma guarda un po’ cosa mi doveva capitare… mi si presenta per caso un’auto da sistemare, quest’auto appartiene all’esercito, aggiungiamo un capitano di alto grado per lo più donna incaricato del ritiro, e questo stesso capitano mi porge un biglietto da visita dicendomi che sa tutto di me perché prima si è ben informata, e vuole offrirmi come allora fece Carmen , un possibile futuro fuori dalle concessionarie, un futuro addirittura come agente segreto; basando il suo giudizio su una tragedia capitata e, sulle mie abilità meccaniche.. Direi che dopo Villa Knight questa potrebbe essere una nuova quanto esaltante sfida, chissà però dove mi porterà, accettare o non accettare questa nuova possibilità di vita? Devo rintracciare Derek… voglio parlarne con lui e so di avere il suo numero segnato in uno dei primi posti della rubrica…


    6 mesi dopo ….


    Tlin Tlin…
    Il mio cellulare suona, è sicuramente l’e-mail autodistruttiva del capo, mi aveva detto che me l’ avrebbe inviata. Ecco le nuove coordinate, e un nome.



    Mi indica un posto, che si chiama Hospital Brookhenaven … è a Bellavista e, non molto distante da Villa Knight a quanto ho capito. Perfetto, di ritorno dalla missione Nefertari in Egitto, torniamo alle origini. Informerò anche lui di questa cosa anche se credo abbia già ricevuto tutto da Mister B. Certo che…chi l’avrebbe detto che dopo tutto ciò che ho passato in questi sei mesi mi sono ritrovata a lavorare fianco a fianco con lui il mio nemico e…a condividere con lui forse un qualcosa di più di una semplice amicizia o una collaborazione? Proprio vero che la vita è imprevedibile, così come il cuore e i sentimenti. Devo sbrigarmi, mi sa che mi starà già aspettando. Eccolo la, impeccabile e affascinante come sempre nel suo abbigliamento elegante.



    “ Ciao Derek! Eccomi qua!”
    “Ciao Kia! Tutto bene? Ti stavo aspettando”
    “Hai ragione… scusami ma ho avuto un imprevisto e ho tardato” Gli rispondo visibilmente imbarazzata
    “Non preoccuparti, sono appena arrivato…accomodati.”
    “ Grazie cavaliere! Ma sono stata seduta fino adesso in macchina, preferisco stare un po’ in piedi …” Questa sera è proprio affascinante, voglio dirglielo.“ Ti dona sai questo look?”
    “ Sei gentile…anche il tuo non è niente male” mi risponde alzandosi dalla seggiola e portandosi al mio fianco vicino al parapetto del bar della spiaggia del molo vecchio. Mi fa piacere questa sua indole dolce. Me ne sono accorta anche quella sera…solo ora però lavorandoci fianco a fianco ne ho avuto ulteriore conferma.



    “A proposito, hai ricevuto le nuove direttive per la missione da Mister B?”
    Gli chiedo, e di sottecchi vedo che sorride.
    “ Si, ricevuto tutto. Dove tutto ha avuto inizio direi…”
    “ Già” mormoro osservando il tramonto prendere forma “ Bellavista, dove sorge la ex Villa Knight”



    “Senti...io...ti ricordi cosa successe quella sera? Oppure hai voluto rimuovere tutto dalla tua mente?” Mi chiede con atteggiamento quasi triste e malinconico, ma avverto qualcosa nel tono della sua voce.
    “No, non ho dimenticato .Ho rimosso molte cose, ma non quello che ho passato lì e tanto meno quello che è successo poi. E tu? Come va ora a distanza di 6 mesi dall'accaduto?” Cerco di essere il più gentile possibile anche lui quella sera non ne è uscito illeso. Tutti abbiamo perso qualcosa o qualcuno. Dipende dai punti di vista.
    “Sono sopravvissuto, nonostante tutto...e ricordo.” Già, ricorda, anche io non ho dimenticato quello che accadde dopo…soprattutto tra di noi.

    La sera della festa...

    L’aria fuori e fresca e il giardino della Knight Mansion non mi è mai sembrato tanto bello quanto lo è ora. Vorrei piangere, vorrei urlare al cielo ciò che sento ma non credo servirà a riportare indietro il tempo, a riportarmi al primo incontro con lui e ciò che poi ho fatto. Ho sbagliato , lo sapevo e ho sempre continuato a sbagliare. Perché? L’ho sempre saputo che non sarebbe mai stato mio, a partire da quella dottoressa dalle prorompenti forme. Prima c’era Carmen, ovvio. Poi c’era la dottoressa Spencer, poi chi altro? La bionda agente dell’FBI che fin da subito ha cercato di portarselo via? Flora? Scarlett? Alice? Non lo so . So che io probabilmente ero solo l’ultima persona alla quale pensava quando si trovava da solo nel silenzio della sua stanza.



    Mi fermo, i passi che ho sentito dietro di me sono ancora qui . A chi appartengono? Mi volto con la testa bassa e gli occhi lucidi sforzandomi di non piangere e di assumere la mia maschera di compostezza, maschera per cui tutti mi conoscono, forse anche Matt ha sempre visto solo questo di me. Ma io non ero solo questo, ero qualcosa di più. Rialzo la testa e ciò che vedo non può essere reale.



    <<Che cosa ci fai qui?>> Gli chiedo confusa vedendo il mio nemico in piedi davanti a me, con la giacca macchiata, probabilmente sangue . Avrei preferito restare da sola in queste circostanze.
    <<Calmati… sono solo venuto a vedere come stavi dato che ti ho vista uscire visibilmente scossa da ciò che hai visto lì dentro.>> Lo osservo incredula per questa sua imprevista presenza.
    <<Sei gentile a preoccuparti per me, Derek Root...l'unica cosa per cui potrei gioire ora è il fatto di esserne uscita viva.>>
    <<Già>> il suo tono si fa più cordiale <<Anche io sono felice di questo. E sono felice che anche
    Scarlett stia bene.>>
    Annuisco a questa sua affermazione, posso comprendere le sue preoccupazioni verso Scarlett

    <<Solo per questo sei qui? Non sei venuto anche a ridere di me? A ridere di una piccola sciocca che pensava di significare qualcosa per uno come Matt Groenfire? E non far finta di nulla, so che sai tutto.>>
    Mi guarda sorpreso e quasi risentitoo ma poi il suo viso assume un’espressione seria.
    <<Perché dovrei ridere di te, scusa? Ammetto che quando Carmen mi aveva assoldato per seguire Matt non avrei mai pensato che fossi tu l’amante . La cosa mi ha sorpreso non poco, non mi sembravi una ragazza adatta a stare con uno come Matt. È un amico certo, ma non per questo devo difendere il suo modo di fare. Tu mi sembravi così seria, così…sognatrice, lui invece è concreto, amante del flirt, impulsivo.>>
    Rido sarcastica, la sua osservazione mi fa piacere, forse è l’unica persona che è riuscita a vedere oltre a ciò che apparivo.
    <<Se cerchi di essere gentile, ti ringrazio. Per quel che riguarda Matt, beh…davvero ero persa di lui, probabilmente nonostante tutto lo sono ancora… ma per lui sono stata solo una delle tante…>> dico abbassando nuovamente lo sguardo per ricacciare a forza le lacrime.
    <<Secondo me no. Lui è così, è la sua natura. Non penso che fosse venuto da te solo per un'avventura di una notte, non penso ti vedeva nemmeno come una tra le tante visto che a quanto ne so, la vostra storia clandestina andava avanti da un bel po’. Non essere così negativa, però credimi, meriteresti di meglio solo per la tua pazienza e riservatezza.>> Lo osservo interrogativa.
    <<Forse. Ma cosa ne sai tu di come io mi sento? Hai mai amato una persona stupidamente pur sapendo che quella persona non sarebbe mai stata tua?>> Mi squadra, sembra voler dire qualcosa ma poi si interrompe e sul suo volto si forma una smorfia. Ecco lo sapevo che non dovevo parlare, non dovevo rispondere, soprattutto a lui . Perché gli sto confessando come un fiume in piena i miei timori e i miei tormenti?
    <<Veramente…lo so…credimi, lo so che non è bello. Posso capire come ti senti.>>
    La sua risposta chissà perché non mi sorprende e mi sembra anche sincero, di sicuro sta pensando a Scarlett.
    <<Scusa, sono stata maleducata lo so. Tu hai Scarlett…e magari anche tu ti trovi nella mia stessa situazione. Non volevo essere scortese.>> Cerco di essere il più comprensiva possibile.
    <<Scarlett?>> mi apostrofa interrogativo <<Beh sì, per me lei è speciale, ma…>>
    <<Senti, posso farti una domanda?>> lo interrompo
    <<Certo, chiedi pure.>>
    <<Fin dall’inizio tu hai sempre saputo tutto su di me e su Matt, perché ti sei ostinato a non dire nulla a Carmen né a nessun altro di tutta la faccenda?>> Voglio capire il motivo di questo suo comportamento che mi è sempre stato enigmatico. Indubbiamente è una persona riservata. Lo vedo chiudere gli occhi come per trovare dentro di lui un coraggio che non ha.
    <<Matt è un amico e io non tradisco gli amici e Carmen, beh…mi pagava profumatamente per seguirlo e lui mi pagava a sua volta per non rivelare nulla, diciamo che è stata tutta una questione d'affari.E... c’è dell’altro.>>

    Il suo volto mi appare imbarazzato nonostante io abbia gli occhi palesemente velati di lacrime.
    <<Cos’altro ci può essere scusa? Ti divertivi a seguirci per un tuo personale profitto, ma avresti potuto benissimo trarne ulteriore vantaggio, magari avresti potuto contrattare con Carmen e chiederle un prezzo maggiore per le tua prestazioni, perché non l’hai fatto? Mi sembri uno che per soldi non si farebbe troppi scrupoli pur di avere un guadagno no?>>Se prima mi pareva imbarazzato ora mi sembra più sicuro.
    <<Hai ragione…ma anche tu avresti preferito vedere Carmen morta che lasciarle Matt, no? Mettiti nei miei panni. Cosa avresti fatto tu pur di non perdere la ragazza di cui sei innamorato e non corrisposto? Sapendo poi che il ragazzo tuo rivale in amore è un amico, cosa avresti fatto? Avrei dovuto rivelare tutto a Carmen e perdere l’unica occasione che avevo per vederti senza destare sospetti? Se l’avessi fatto Matt non sarebbe stato qui, e probabilmente avrei perso anche la sua amicizia. Non me lo avrebbe mai perdonato…e tu saresti stata licenziata.>>
    <<Derek cosa...>> resto basita da questa sua confessione, vorrei aggiungere altro ma i suoi occhi mi fissano e mi bloccano
    <<No, non dire niente. Non sei stata solo tu la sciocca in tutta la faccenda. L'importante è essere riusciti ad uscire vivi da questo incubo.>>
    Lo guardo cercando di afferrare bene il suo discorso . Com’è possibile? Cosa sta succedendo? Lui mi guarda a sua volta con quegli occhi azzurri e limpidissimi poi lo vedo allontanarsi così come venuto, lo sguardo rivolto alla terra visibilmente triste.



    Oddio, cosa ho fatto? Io mi sono confessata con lui così …senza nemmeno sincerarmi sui suoi reali motivi di tanta riservatezza e senza nemmeno curarmi di sapere. Kia cosa ti sta succedendo? E’ il tuo nemico non puoi provare compassione per lui…no, non è più un mio nemico mi dico alla coscienza, è soltanto un uomo che ha conservato dentro di se il peso di un segreto forse troppo pesante da portare persino per lui. I suoi tormenti, i suoi sentimenti, la sua riservatezza, lo sguardo scostante ogni volta che incrociava il mio…Derek…io non avevo capito. Scusami.

    Ora calde lacrime scorrono sul mio viso, non so se sono lacrime di un ‘anima ferita quanto le lacrime di colei che ha ferito senza volerlo…




    Ritorno al presente....

    “Sai Derek, sono cambiate tante cose per me quella sera, ho visto tutto un mondo cadermi addosso ero sola eppure…eppure tu mi hai teso una mano, l’unico forse oltre ad Alice che quella sera ha fatto qualcosa per me…. nonostante tu fossi un mio nemico in quelle circostanze sei riuscito a vedere oltre alla maschera che portavo, te ne sono grata e…sono felice di essere qui a distanza di sei mesi su questa spiaggia con te…” Oddio gli e l’ho detto! Come reagirà?



    Mi cinge dolcemente la vita attirandomi a se, siamo vicinissimi e nei suoi occhi mi ci posso specchiare, stretta nel suo abbraccio mi sento sicura, protetta , una sicurezza che mai avrei sperato di trovare in lui.



    “Non potevo lasciarti affondare in balia delle tempeste … non tu! E quella sera l’ho intuito, ma dopo come tutte le cose siamo stati travolti dai mass media per ciò che ci è capitato, e da lì ci siamo un po’ persi per poi ritrovarci per un fortuito caso del destino a condividere un qualcosa che va al dì là di una semplice conoscenza o amicizia…” Tutt’attorno i suoni i rumori si fermano , poi la sua voce calda mi giunge più sussurrata “ O almeno, lo è per me.”
    “ Non solo per te…” aggiungo a fior di labbra.
    Finalmente tutto ciò che in questi ultimi mesi mi ha tormentato ha trovato una ragione.



    Mi guarda negli occhi come a cercare un consenso, io non dico nulla, non voglio dire nulla, non voglio rovinare l’attimo, questo attimo rubato al tempo, un attimo che in questi ultimi tempi ho sempre sperato.
    I nostri visi sono vicinissimi, i nostri profili nel riverbero del tramonto che va volgendo in sera quasi si sfiorano, il suo profumo mi avvolge mentre le sue labbra sono vicinissime alle mie, chiudo gli occhi e un dolcissimo bacio ne scaturisce da questo contatto.



    E’ un bacio a lungo sospirato, un bacio dapprima dolce e lento che poi invece si fa più profondo…
    Non c’è più distanza fra noi, tutto attorno in questo frangente si annulla, niente è più importante , esistiamo solo io e lui, Derek Root e… i nostri reciproci sentimenti a lungo soffocati.
    Sullo sfondo il mare, la spiaggia , il suono lontano dei gabbiani e il cielo che ci regala nella sua ultima ora di luce prima di vestirsi d’antracite, il più bello dei suoi tramonti. Tramonto che è tutto nostro e di nessun’altro.
    Quando ho iniziato ad innamorarmi di lui? Non lo so, non lo so proprio.
    Quando ho iniziato a cercare di capire i suoi gesti, i suoi sguardi? Anche qui non so dare risposta.
    Quando ho iniziato a voler approfondire con lui un qualcosa che va al dì la di una semplice amicizia? Non so nemmeno questo. Anzi forse si…forse è come ha detto lui poco fa: Tutto ha avuto inizio dove tutto sei mesi fa è iniziato…Villa Knight!


    - Fine -



    Eccomi qua a scrivere la parola fine a questo mio primo Gdr! Direi che è stata una grande esperienza e ora con un nuovo gdr in procinto di partire be...non posso di certo mancare.
    Ringrazio tutti coloro che hanno permesso la riuscita di questa bellissima quest e anche Pey'j che mi ha permesso di utilizzare il suo pg per l'epilogo creando questa strana quanto imprevista conclusione. Grazie davvero a tutti! Devo dire che Kia mi mancherà...al prossimo gdr ragazzi/e!




    Ultima modifica di DELTAG; 4th September 2013 alle 17:36

  2. #502
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Gruppo due

    Flora White
    Epilogo

    Il giorno del massacro

    E me ne stavo accasciata a terra, inerme, ad osservare tutto quel vortice di avvenimenti che si dimenavano intorno a me… urla, morti, accuse che piovevano dal cielo, era il caos, il caos totale! Non riuscivo a muovere un muscolo, io… che ho sempre saputo reagire a tutto, per la prima volta mi ritrovavo sopraffatta dalle emozioni, totalmente incapace di pensare a qualcosa che potesse aiutarmi ad uscire da quella fossa infernale. Avevo ancora le mani sporche dal sangue del ragazzo e non me ne capacitavo ancora… tra tutti i presenti era l’ultimo al quale avrei potuto augurare un fine del genere, non ci conoscevamo… o almeno credevo di non averlo mai incrociato prima di quella sera, eppure mi aveva trasmesso una sensazione positiva, aveva l’aria da bravo ragazzo, uno di quelli che probabilmente non avrei mai guardato in vita mia, ma lui era così tenero in quel modo di parlare, una timidezza che traspariva da ogni gesto impacciato… mi dispiaceva! Mi dispiaceva veramente tanto! Non conoscevo neanche il suo nome, che stupida! Eppure ho avuto più di una occasione per chiederglielo…
    Ero totalmente estraniata dal contesto intorno a me, la morte… la morte mi era entrata nel cuore in quegl’ anni, persi la mia famiglia… mio padre chissà che fine aveva fatto! Si era dimenticato di me… si era dimenticato di mamma e mi aveva lasciata sola a gestire.. tutto… quello…
    E ancora una volta mi ci trovavo quasi ad annegare in tutta quella morte, probabilmente, ho la responsabilità di averla augurata troppe volte al mio prossimo, forse… l’ho desiderata addirittura per me stessa, ma… lei non avrebbe voluto, desiderava una figlia forte, una figlia che nonostante i mille problemi sarebbe riuscita sempre a trovare una scappatoia, in un modo o nell’altro. “Ce la farai senza di me… tu diventerai qualcuno figlia mia, sei una donna forte!” Non dimenticherò mai queste parole, me le disse il giorno prima che se ne andasse, se lo sentiva, ma non ero pronta, così presi le sue parole con leggerezza. “Devo reagire… devo farcela!” e fu proprio il suo ricordo, che improvvisamente mi trasmise un po’ di forza, aprii gli occhi, finalmente pronta… pronta ad affrontare tutto…

    “Siamo salvi…”



    una voce mi riportò definitivamente alla realtà… mi voltai e di fianco a me il ragazzo dai capelli rossi, mi stava porgendo la mano “La porta… è aperta!” con uno scatto riportai gli occhi su quel varco imponente, era veramente aperto… il sistema di sicurezza era stato disattivato, ma quando?
    Afferrai la sua mano e con forza mi aiutò ad alzarmi “Grazie…” lo guardai e gli chiesi ancora frastornata “Come… ti chiami?”
    “Eric… mi chiamo Eric!”
    Non ebbi il tempo materiale di porre altre domande, che sentii le sirene delle auto della polizia, contemporaneamente venni colta di sorpresa da un pianto improvviso… un pianto liberatorio!



    La mattina seguente

    “Chi è?”
    “Mag… sono io… Flora”

    Mia cugina aprì la porta e alla visione di ciò che l’aspettava, sgranò gli occhi spaventata
    “Flora… che ti è successo? Entra… vieni!”
    Dopo aver trascorso tutta la notte a lasciare la mia deposizione alla polizia e all’Fbi, fui finalmente libera di andare a casa… ma quale casa? Quella nella villa ormai non mi apparteneva più, avevo i brividi al solo pensare di dover trascorrere anche solo giorno in quel posto! L’unico luogo dove potermi rifugiare era casa di Mag. Nei giorni successivi, mi trasferii da lei in pianta stabile, il calore di una persona di quel poco di famiglia che mi era rimasta, era ciò che mi serviva, per cercare di superare quel momento.

    Dopo una settimana
    Ero chiusa in salotto a guardare la tv, stanca, senza voglia di far nulla e senza la benché minima voglia di uscire. “Flora, il telefonino!” non lo avevo sentito, ormai non lo usavo quasi più, lo lasciavo acceso sul comodino ,senza curarmene per tutto il giorno.

    Quando lo raggiunsi, guardai il monitor “Patric… Merda!” Il gestore del Black Rock, non lo avevo avvisato della mia assenza, semplicemente non mi ero più presentata da giorni, ma speravo nel suo buon cuore, infondo… la notizia del mostro di Villa Knight era rimbalzata su ogni telegiornale.
    “Patric…”
    “Flora… accidenti a te, ma che fine hai fatto?”
    “Io… non hai sentito cosa è successo? Io lavoravo li e…”
    “Sei ancora viva se non sbaglio, hai due gambe, due braccia e soprattutto una bocca per potermi chiamare!”
    “Scusami….io…”
    “No Flora, niente scuse, sei licenziata con effetto immediato, ti aspetto lunedì prossimo per la liquidazione”
    Chiuse la chiamata… mi cascò un macigno addosso, avevo perso entrambi i miei lavori, l’unica possibilità di poter guadagnare qualcosa ed andar via un giorno…

    Dopo dieci giorni
    Ormai mi ero chiusa in casa, non volevo più uscire, non avevo più un briciolo di voglia di vivere. Stanca del mio stato comatoso, mia cugina mi costrinse quasi con la forza a vestirmi e ad uscire con lei. Passeggiammo per un po’ ed arrivammo in prossimità della piazza comunale, dove mi sembrò di riconoscere un viso familiare in lontananza, curiosa mi avvicinai piano e più avanzavo, più ero sicura che fosse lei…

    “Scarlett…”
    “Flora…”
    Rimanemmo qualche istante in silenzio… “Hai un bell’aspetto… non potrai dire la stessa cosa di me” Sorrisi goffamente “Come… come te la passi?”
    “Flora!! sei proprio tu? Io sto benissimo, sto vivendo il sogno di tutta la mia vita, la faccenda della villa mi ha fatto guadagnare l'assunzione fissa alla Stars News, non mi è mai piaciuto fare la dog sitter, ma sapevo che lavorando per una persona come Carmen, sarei riuscita a scrivere un articolo che avrebbe fatto scalpore, anche se non immaginavo così tanto. Tu come stai? Mi sembri un po' sciupata, la Flora che conoscevo non sarebbe mai uscita di casa senza trucco"
    “Ah… mi fa piacere, io… purtroppo non ho molto da raccontare, ora abito da mia cugina e sono rimasta ovviamente senza lavoro!” Mi annebbiai per qualche istante “Ma… non pensiamo a questo ora! Io… ti devo delle scuse… quella sera… sono stata molto scortese, ho esagerato… “

    "Abbiamo esagerato entrambe, ci siamo comportate come due galline che volevano far colpo sul gallo di turno, per uno come Adrian Mangiamorte poi..., certo è bello come il sole, ma ha la moralità di un serpente velenoso. Comunque per me è acqua passata, davvero!"
    “Ci terrei ad instaurare un rapporto, magari chissà… potremmo diventare buone amiche… senza la presenza di uomini intorno!” cercai di essere divertente, per quel pò che il mio umore me lo permetteva…
    "Ci terrei anch'io, sta tranquilla, per ora gli uomini sono l'ultimo dei miei pensieri"

    “Che ne dici di venire a prendere un caffè con noi, se… non hai altro da fare!”
    "Si volentieri, ho un po' di tempo libero, andiamo"
    Qualcosa di positivo iniziava a sentirsi nell’aria… probabilmente, sentivo che presto Scarlett ed io avremmo instaurato un bellissimo rapporto, forse… finalmente, avrei trovato l’amica che non avevo mai avuto!

  3. #503
    GdR Master L'avatar di Eclisse84
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    Re: Gruppo due

    Seconda parte

    Due settimane dopo

    Mi rigiravo quel cellulare tra le mani… titubante cercai il suo numero nella rubrica. Lo osservai, ferma nella mia posizione, con la schiena ben piantata nello schienale del divano e le gambe alzate sul tavolino...
    Quel nome scritto con caratteri neri su di uno sfondo fluorescente… non dovevo esitare, la vecchia Flora, quella di due settimane prima, non lo avrebbe fatto. Il pollice si spostò veloce sulla cornetta verde, prima che cambiassi idea…

    “Squilla…”
    -------
    La mattina seguente rientrai a casa, quando il sole era ormai alto, indossavo ancora l’abito della notte prima, il trucco sfatto ed i capelli raccolti, per quel che ero riuscita a fare. Trovai mia cugina ad attendermi, aveva l’aria di quella che voleva farmi la paternale, ma guardandola meglio i suoi occhi nascondevano un velo di preoccupazione…

    “Flora… “
    “Cosa è successo?” risposi quasi intimorita dal suo sguardo…
    “Flora…” una voce maschile… una voce conosciuta…

    “Papà….” Non poteva essere… non doveva essere lui, dopo tutto quel tempo…
    Mosse alcuni passi verso di me, ma alla sola idea di quel che volesse fare, indietreggiai
    “No… non ti avvicinare, non muovere un solo passo. Perché? Perché ora? Mi hai lasciata sola quando ne avevo più bisogno ed ora hai la faccia tosta di presentarti qui!”
    “Io… ho sentito quel che è successo a Villa Knight e…”

    “Bene, ora che hai visto che sono ancora viva, puoi andartene, puoi tornare alla tua vita di questi anni senza di me, vattene… VATTENE!”
    “Vado in camera mia” Mag si alzò e ci lasciò soli
    “Ero una ragazzina… avevo bisogno di te!” Le parole mi morirono in gola, smorzate dal pianto. Non aggiunse una parola, aveva il viso segnato dalle rughe, più di quante me ne ricordassi, i capelli brizzolati, l’espressione triste… sembrava un altro uomo. Non mi ascoltò, si mosse velocemente nella mia direzione e mi cinse con le sue braccia...

    , cercai di ribellarmi, cercai di divincolarmi, ma presto mi lasciai andare a quel suo abbraccio… restammo in silenzio per non so quanto tempo fermi in quella posizione, senza parlare… senza urlare… solo io e mio padre!


    Il mese successivo
    Me ne stavo seduta al tavolino del bar , sorseggiando un drink alla frutta, guardai l’orologio impaziente “Sono arrivata in anticipo… come mio solito”

    Non attesi molto, dopo cinque minuti Eric arrivò correndo quasi con l’affanno “Scusa… scusa… pensavo di essere in ritardo e…”
    “Non ti preoccupare, accomodati, mi sono permessa di ordinare anche per te. Spero non ti dispiaccia!”
    “La tua telefonata mi ha un po’ spiazzato, ma sei stata un po’ enigmatica…”
    “Sai Eric… non mi sono dimenticata di quanto tu sia stato gentile con me quella sera, forse… sei stato uno dei pochi che non mi ha mai guardata con disprezzo ed alla fine mi aiutasti quando tutto finalmente fu finito. Quella sera ho scoperto di avere un amico ed io ti devo tanto!”

    “Non capisco a cosa tu voglia arrivare Flora…”
    “Ho un affare da proporti…”
    Fine... oppure no!
    Ringrazio Saphira e Tesla per la collaborazione
    Ultima modifica di Eclisse84; 11th September 2013 alle 22:38

  4. #504
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    Re: Desmond J. Fox - Epilogo

    DESMOND J. FOX
    E P I L O G O

    La sera della festa
    Mi lascio tutto il caos alle spalle e, con un seguito degno del miglior "pifferaio magico", raggiungo la cucina e, spero vivamente, l'ultimo indizio che mi porterà fuori da qui. Essendo intelligente oltre la media la ricerca si rivela semplice efruttuosa, mi basta controllare qualche sedia ed eccolo, finalmente!
    Mi avvicino subito al pesante portone d'ingresso deciso a giocarmi i numeri magici ma, con somma sorpresa, leggo sul display un laconico UNLOCKED il che vuol dire solo due cose o che siamo stati tutti imbecilli tanto da non accorgerci che le uscite si erano sbloccate e potevamo andarcene via in qualunque momento oppure qualcuno, presumibilmente l'assassino, si è allontanato in tutta fretta sbloccando l'ingresso. Mi volto per un attimo verso i macachi che si aggirano per la casa come formiche colpite dal DDT. Il mio istinto da segugio prende il sopravvento giusto un istante, troppo poco e per fortuna ritorno in me quasi subito.
    L'assassino? Chi se ne frega, che se ne occupi la polizia, magari proprio il mio amicone, il leale agente Rocca, l'angelo di Bellavista! Che possa morire tra atroci sofferenze!
    Bando alle ciance, varco finalmente la soglia, l'aria fresca mi colpisce dritto in faccia. La polizia intanto sta invadendo la villa calpestando gli indizi dell'assassino in fuga: bravi, non c'è che dire!
    Avanzo verso la mia auto, parcheggiata lateralmente al vialetto d'ingresso, come al rallentatore vedo uomini in divisa, concitati, venirmi incontro, li scanso con la leggiadria di una farfalla senza soffermarmi a guardarmi indietro.
    Il mio tempo a Villa Arzilla è scaduto e non sentirò la mancanza di nessuno di quegli sfigati che erano lì dentro con me, nè loro sentiranno la mia, suppongo.
    Con calma serafica mi siedo in macchina, le mani strette sul volante, chiudo gli occhi per un attimo, sospiro.


    Con un sussulto mi riprendo e rovisto nel cruscotto: dannazione, ho smesso di fumare ma devo aver lasciato un pacchetto da qualche parte! Niente, in compenso mi ritrovo tra le mani il telefono: ecco dove l'avevo lasciato! Ben undici chiamate perse, sono sicuramente donne che mi cercano. Ecchecacchio, sono tutte e undici di quell'arpia di Meredith Morgan; ma perchè mi circondo di vecchie rimbambite e piene di soldi?
    Deve avere un nome questa malattia ... Dovrei tapparmi il naso e fare come quel Groenlandia, portarmele a letto e godermi i loro averi.
    Oh, cavolo, ma che ho detto? Sono stato decisamente rinchiuso troppo a lungo, che schifo!
    Beh, almeno in questa storia c'è un lato positivo: ora che sono disoccupato, di nuovo, potrò occuparmi a tempo pieno dei miei affari, almeno la Morgan non mi darà più il tormento.
    Mentre scorro le altre chiamate nella rubrica, intorno a me la confusione si sta moltiplicando: luci, clacson, voci stridule e fastidiose, esseri umani di ogni sesso e forma ...
    Stanno portando via i corpi dei cadaveri avvolti in sacchi neri.
    Mi spiace un pò per la dipartita della dottoressa Gio, o meglio, soffro molto per i suoi reggiseni che resteranno tristi e vuoti in fondo al cassettone della biancheria, dove troveranno un'altra padrona con le bocce delle dimensioni di due palle da bowling?


    Ah, come non detto, il prosperoso davanzale della bambola gonfiabile bionda appare all'orizzonte seguito da ... un bagde dell'FBI!?! Ma tu pensa come a volte l'apparenza può ingannare: da cameriera poco di buono ad agente segreto poco di buono, che carriera fulminea la nostra signora dei ghiacci.
    Mentre rifletto sui grandi misteri della vita un bussare di nocche sul vetro del finestrino mi riporta alla realtà.
    Ci siamo. "Ehi, agente, cosa posso fare per lei? Patente e libretto?"


    Un anno dopo
    Il mio nuovo ufficio non è affatto male, Bridgeport è la terra delle opportunità, ma perchè non sono venuto prima? Certo il lavoro è stressante ma ... ecco lo sapevo, squilla il cellulare, chi mi cerca? Uh ... non mi aspettavo una sua chiamata, visto che mi deve ancora dei soldi! Sentiamo cosa ha da dirmi Mr So tutto io.



    Mi devi ancora 200 dollari per quel lavoretto, Grey.
    “Anch’io sono contento di risentirti, amico! Avrai i tuoi soldi nel weekend.”
    Mph” – sbuffo poco convinto – “Blackrock, solita ora. Che altro vuoi?
    “Ho bisogno che mi tieni d’occhio una persona.”
    Nome?
    “John Edwards.”

    Si riparte ragazzi, verso nuove e incredibili avventure!

    PS: Beh, che dire, è stato bello ma scordatevi di me, Desmond J. Fox non parteciperà di certo alle vostre noiosissime cene in ricordo dei vecchi tempi! Bye



    Beh, qui si chiude l'avventura di Desmond. Mi sono divertita un mondo a partecipare a questo Gdr con questo personaggio! Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che hanno partecipato anche se non hanno mai interagito col mio PG e, soprattutto, alle favolose master che hanno tirato fuori un tale coniglio dal cilindro.
    Uè, ci vediamo di là, Afterlife mi aspetta!


  5. #505
    sim dio L'avatar di Tesla-Kun
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    Re: Gruppo due

    Eric Foster
    epilogo

    La sera della festa...


    Non è possibile.
    è l'unica frase che rimbomba nel mio cervello, ormai avevo smesso di pensare alla lite di Lebon che era finita grazie all'intervento della ragazza bionda...ho l'impressione che nessuno dei due mi abbia sentito mentre li rimproveravo, ma non importa è il minore dei problemi ora come ora, due si sono avvicinati al panello di controllo del mio impianto, avevano finalmente trovato il codice pensai ed in effetti dopo poco si avvicinarono alla porta e questa si apri congedandoci finalmente da questa festa infernale, avevo l'impressione come se qualcosa non andasse vedendoli ma non ero importante, guardai Flora, era accasciata a terra, immobile tutti questi avvenimenti l'hanno scossa parecchio, come me d'altronde, ma l'incubo era finito, non c'era più pericolo, eravamo liberi... «Siamo salvi…» dissi a Flora porgendoli la mano «la porta...è aperta!»


    l'aiutai a rimettersi in piedi.
    «Grazie...» fece una pausa «come ti chiami?»
    «Eric...mi chiamo Eric!» risposi io cercando di sembrare in qualche modo rassicurante, ma è a quel punto che inizio a sentire le sirene della polizia, notai qualche lacrima scendere sulle guance di Flora, l'incubo era veramente finito.



    Durante il mese successivo...


    il tempo passava imperterrito e io fino ad allora cercavo solo di andare avanti esso, la pace e tranquillità acquistata mi permettevano di avere più tempo libero, cosa che si rivelo non molto vantaggiosa, i ricordi di quella esperienze vissute alla villa Knight (ammesso che si chiami ancora cosi) mi tormentavano...
    Ma fu solo grazie a mia sorella che riusci a rimettermi in piedi, non dovevo abbattermi dovevo “alzare le chiappe e continuare con la mia vita” come mi aveva gentilmente consigliato mia sorella.


    E lo ammetto aveva ragione, Fino ad ora non avevo fatto ancora nulla per riprendere la routine della vita quotidiano, non avevo nemmeno ripreso a lavorare...be' questo anche perché Carmen era stata particolarmente generosa al momento del pagamento (anche se forse per lei non erano poi tanti soldi) e avevo abbastanza da tirare avanti per un po' ma non sarei durato in eterno cosi, avevo già ricevuto qualche richiesta per installare qualche impianto, un sistema di sicurezza cosi buono da rinchiudere in una villa lo stesso tecnico che l'ha progettato è stata, a quanto pare, una buona pubblicità.

    Avevo ormai ripreso a lavorare quando ricevetti una telefonata che stavo aspettando, l'avevo sentita qualche giorno fa e tra una cosa e l'altra si è presentata una opportunità per entrambi, e ricevuta la conferma con quest'ultima telefonata non vedevo l'ora di fare i vagagli.

    ...





    cambiamento brusco? forse non lo nego, ma era una cosa che mi sentivo già da prima del caso Bellavista e non avevo intenzione di sprecare una occasione come questa, la casa era davvero bella e il prezzo...beh il prezzo sarebbe stato un po' un problema se devo essere onesto, malgrado i miei risparmi e quello che mi era rimasto dalle entrate della Knight non c'è l'avrei mai fatta da solo a pagare l'affitto da solo


    ma io non ero solo...


    Ho avuto la fortuna di avere Alice come amica, e che per questioni di lavoro si fosse trasferita a Sunset Valley, non era lontano da Bellavista ma era più comodo per lei vivere lì da quello che mi aveva raccontato, e be' io volevo trasferirmi dal mio appartamento, lei doveva per lavoro, una cosa tira l'altra e ci venne l'idea di affittare una casa insieme per dividere le spesse.


    Forse sono il susseguire veloce degli eventi che me lo fa pensare ma sentivo che finalmente la mia vita prendeva una piega positiva e che le cose d'ora in poi potevano solo migliorare.


    Dopo un mese...


    «Scusa… scusa… pensavo di essere in ritardo e…»
    dissi non appena notai Flora seduta a sorseggiare un drink, ero leggermente in ritardo, maledetto traffico.
    «Non ti preoccupare, accomodati… ho ordinato anche per te, spero non ti dispiaccia!»
    «La tua telefonata mi ha un po’ spiazzato, ma sei stata un po’ enigmatica…»


    «Sai Eric… non mi sono dimenticata di quanto tu sia stato gentile con me quella sera, forse… sei stato uno dei pochi che non mi ha mai guardata con disprezzo ed alla fine mi aiutasti, quando tutto finalmente ebbe fine... quella sera ho scoperto di avere un amico ed io ti devo tanto!»
    «Non capisco a cosa tu voglia arrivare Flora…»
    «Ho un affare da proporti…»

    Fine
    ringrazio Ecli per aver coinvolto Eric nel epilogo di Flora e anche Inse per la collaborazione, ammetto che questo epilogo è fatto un po' di fretta ma spero sia piaciuto lo stesso, questa quest è stata davvero bella dall'inizio alla fine e mi sono divertito parecchio nel averne presso parte e ringrazio Dina per questo. detto questo vi lascio u_u
    edit: Mettiu!! ringrazio anche lui per il consenso a usare la sua casa dell'exchange!!!
    Ultima modifica di Tesla-Kun; 2nd October 2013 alle 21:39

    - - - - - - - - - - - - - - - -


  6. #506
    L'avatar di mary24781
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    Re: [Quest GdR] Omicidio a Bellavista

    Epilogo Adrian Mangiamorte e Matt Groenfire



    "Così ti hanno scagionato in fretta?"

    Ho macinato chilometri con la mia Gallardo per raggiungere Matt. I giochi sono finiti, è giunto il momento di pagare e di concludere davvero questa faccenda.

    "Come vedi so cavarmela bene, soprattutto con le donne. Svetlana è stata un'alleata preziosa, senza di lei non penso che sarei riuscito a rubare quella statua... che idioti, mentre i piedipiatti si concentravano su di me, la mia bella bionda faceva il colpo del secolo insieme al maggiordomo... chi sospetterebbe mai di un'efficiente agente dell'FBI?"

    Devo ammettere che Groenfire ha fatto un ottimo lavoro. Senza la sua macchinazione, quella statua sarebbe ancora in quella dannata villa e io non avrei raggiunto il mio obiettivo.

    "In macchina ho il borsone con i cinque milioni di simoleon che vi devo per quella statua... ma come hai convinto il maggiordomo a dartela? In fondo è stato davvero lui a rubarla, poteva lucrarci sopra direttamente..."

    "Già, un personaggio fuori dal comune... Svetlana gli ha spiegato che era meglio non immischiarsi in questo affare, che la famiglia Mangiamorte voleva quella statua e che l'avrebbe avuta ad ogni costo... le ha detto che era sicuro che sarebbe andata alla persona giusta, così ce l'ha mollata, senza voler nulla in cambio... bha mi frega poco, l'importante è avere il mio compenso. Ora la statua è tua e io mi godrò il gruzzoletto con la mia bella bionda lontano da qui, alle Fiji probabilmente..."

    Non sarà a lungo mia. Di quella statua non mi interessa nulla. Mi è scocciato dover ricorrere a lui, ma quel maggiordomo è stato più furbo e dovevo scendere a patti. Non ha voluto nulla... qualcosa mi dice che sto agendo proprio secondo i suoi piani... ma come dice Matt, è poco importante, devo consegnare questa statua a chi me l'ha commissionata, così anche i miei, di piani, possono andare avanti.

    "Ora la tua carriera di ladro dovrà prendersi una pausa... non avrei mai immaginato che quella vecchia pazza ci avrebbe segregato nella villa... ha attirato l'attenzione dei media e questo potrebbe nuocerti..."

    "Eheh, dovrò travestirmi da Diabolik d'ora in poi, ora ho pure la mia Eva Kant... una curiosità professionale: a quanto hai venduto questa statua? Sicuramente più di cinque milioni... per te, a differenza di me, è facile piazzare un pezzo così ricercato dalle forze dell'ordine... ma questo ti avrà consentito di chiedere un prezzo maggiore"

    "Non l'ho venduta... o meglio, non per denaro. Il tuo aiuto è stato prezioso, maggiordomo o no, è stato il tuo colpo migliore. Dovresti esserne fiero ma ti vedo amareggiato..."

    "Questa storia mi ha lasciato un pò di amaro in bocca: Aaron Hunt l'ha fatta franca, so che è stato lui a sgozzare la vecchia, e Elizabeth..."

    "Ti eri proprio innamorato eh? Non preoccuparti per lei: è viva e vegeta con il suo spulciatore ossigenato, penso non sospetti nemmeno come siano andate le cose"

    "E spero non lo sappia mai. Ne soffrirebbe, penso, ed è una delle poche persone al mondo che non merita di soffrire. Certo, questa storia mi ha messo in crisi... stava per cambiarmi."

    "Volevi mettere su famiglia con l'autista?"

    "Kia già... lei... lei mi piaceva davvero. Ho pensato di lasciarmi alle spalle questa vita e godermi i miei milioni insieme a lei... ma Svetlana mi ha preso troppo e questo stile di vita è troppo allettante per me. Alla fine uno scorpione resta sempre uno scorpione. Hai sentito? Hanno condannato Albert Landgraab e Henri LeBon... giustizia è fatta, è raro che succeda"

    "Bhe Albert se lo merita per quel che ha fatto a suo fratello e il francese... bha non è affare che ci riguarda, prendi i tuoi soldi e attendi il tuo prossimo incarico... non arriverà molto presto, spassatela amico, esattamente come farò io"

    Flora mi attende sul mio yacht con indosso un bikini da urlo. Ma prima, devo andare a riscuotere anche io.

    "Va bene capo, attenderò tue notizie. Per quanto mi riguarda, i tropici mi attendono!"


    Well, sono più leggero di cinque milioni ma tra poco avrò quel che desidero. Sono qui, in sosta davanti alla villa di Vera e sono un pò agitato. So di voler sapere, ma temo di sapere già. Suono, il maggiordomo mi fa accomodare, attendo qualche minuto e la vedo arrivare, con un fascicolo in mano, il mio fascicolo. Lì dentro è scritto ciò che voglio sapere.

    "Salve Adrian, quando mi hai proposto questo affare non pensavo che ci saresti riuscito, ma la statua del mio adorato è nel mio caveau ed è giusto quindi consegnarti queste carte. C'è tutto quello che hai chiesto, con relative foto. Spero ne sarai soddisfatto. Io dimenticherò tutta questa faccenda, non voglio certo mettermi contro i Mangiamorte..."

    "Non preoccuparti, neanche mia madre sa che sono riuscito ad ottenere la statua e che la sto dando a te... e per quelle carte... lei non sa nemmeno che esistono. Vera... no, nulla, non sono affari miei. Ognuno fa quello che deve per il suo odio."

    "Esatto. E io ho odiato Carmen con tutta me stessa, tanto da non avere rimorso di nulla."

    "Sì, l'odio è il sentimento più forte e potente di tutto l'universo... cancella ogni rimorso ed ogni umanità..."


    Qualche ora dopo, nella villa di Bellavista di Adrian...

    Voce nell'ombra: "E' andato tutto liscio, nonostante gli imprevisti"

    "Già. Sai che odio fallire."

    Voce nell'ombra: "Hai già letto il fascicolo? Posso cominciare il mio lavoro, capo?"

    "Sì. Era come pensavo. Ho tutte le prove ora. Possiamo iniziare a ballare, così il mondo sarà mio"

 

 
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